Cosa succede in città- Pagina 64

Mike Bongiorno, una mostra in occasione del centenario della nascita

Anche Torino, e non solo Milano, ha la sua mostra su Mike Bongiorno, in occasione del centenario della nascita del mitico “Re del quiz”, di quello della Radio e dei 70 anni della televisione, celebrazioni che stanno per concludersi con il 2024. Alla Biblioteca civica Centrale di Torino, in via della Cittadella 5, sono esposte, sino al 4 gennaio 2025, venti fotografie in bianco e nero scattate con una Leica M9 ed un obiettivo solo, un 35 mm, del set della fiction “Mike”, girata in città, dal fotografo di scena Alfredo Betrò, ma anche tante riproduzioni inedite da vedere di materiali utilizzati nelle due puntate che hanno fatto il massimo degli ascolti nel mese di  ottobre su Rai1.

Dalle cartelline usate per i suoi quiz, ai bozzetti delle cabine di “Rischiatutto”, alle brochure dell’Hotel Savoy dove nel corso del Festival di Sanremo 1967, presentato da Mike Bongiorno con Renata Mauro, morì tragicamente Luigi Tenco.

La vita di Bongiorno ha sempre camminato di pari passo con quella del nostro Paese ed è stata raccontata in questa fiction del regista Giuseppe Bonito con un Mike da giovane interpretato dalla rivelazione Elia Nuzzolo e da Claudio Gioè da adulto.

Alfredo Betrò con le sue fotografie racconta l’allestimento del set della fiction “Mike” che a sua volta racconta l’allestimento del set di alcuni programmi televisivi del passato diventati mitici come “Lascia o raddoppia” e “Rischiatutto”.

 

Igino Macagno

“Semiramide” di Cesare Saccaggi arricchisce le raccolte dei Musei Reali

Sino al 21 gennaio la tela è esposta a Palazzo Reale

Si formò alla torinese Reale Accademia Albertina Cesare Saccaggi, tortonese di nascita (1868 – 1934), allievo di Andrea Gastaldi e Giacomo Grosso, per distinguersi poi negli anni a ridosso del ’90 in vari concorsi. Spirito eclettico, pianista e musicista, partecipò alle esposizioni della Permanente di Milano, e ancora a Genova, Bologna, Firenze e alla Biennale di Venezia, sempre oltre ai ritratti legato a scene in costume o di genere, temi sacri e volti alla mitologia, paesaggi e nature morte, ampliando il proprio successo nella capitale dove conosce i Preraffaelliti. Non ancora trentenne partecipa alla decorazione della chiesa di San Gioacchino a Torino, con gli affreschi della VII stazione della Via Crucis, per soggiornare negli anni successivi a Parigi, dove espone ripetutamente ai Salons ed è presente all’Esposizione Internazionale Universale del 1900, aggiudicandosi una prestigiosa medaglia di bronzo. Pittore alla moda nella capitale francese, realizzerà affiches, illustrazioni per calendari, cartoline illustrate in vasta produzione.

Le raccolte dei Musei Reali si vedono oggi arricchite di quella stupenda opera del Saccaggi che è “A Babilonia (Semiramide)”, dipinta intorno al 1905 – e lo svelamento nei giorni scorsi nel Salone delle Guardie Svizzere a Palazzo Reale è stato, come sottolineava Annamaria Bava, di “un grande effetto teatrale” (l’opera rimarrà là esposta fino al 21 gennaio prossimo per passare poi alla Galleria Sabauda per far parte del gruppo di opere del primo Novecento). Semiramide, fondatrice di Babilonia, altera, lo sguardo seduttore e fiero verso chi le sta di fronte, incede con il corpo coperto di una veste leggera e trasparente, impreziosita da una ricca rete di piccoli gioielli che mettono ancor più in mostra la bellezza del corpo, lasciandosi intravedere la nudità del seno, laddove l’abbassarsi di una spallina provoca un atteggiamento non privo di provocazione. Bracciali e anelli a ornare mani e piedi, richiamano facilmente in tutta l’abbondanza d’oro che è sparsa all’intorno, a cominciare dal toro alato con testa antropoforma (Lamassu) proveniente dal palazzo del sovrano assiro Sargon II, sicuramente ammirata da Saccaggi in una sua visita al Louvre, quell’influenza che la Secessione Viennese ebbe sull’artista – la “Giuditta” di Klimt – o gli abbigliamenti e gli atteggiamenti vistosamente cari alle femme fatale dell’epoca, Sarah Bernhardt ed Eleonora Duse o ancora la marchesa Luisa Casati che amava, come la sovrana babilonese, accompagnarsi nelle sue passeggiate o nei ricevimenti con un leopardo al guinzaglio. Rimandi e ricerche soprattutto da parte di Saccaggi, non ultima la raffigurazione del copricapo sulla tela ricavata dalla “Dama di Elche”, antico busto femminile ritrovato nel 1897 in Spagna: come alla cultura del pittore fanno rimando le citazioni letterarie, dall’Inferno dantesco (la sovrana travolta dalla bufera eterna del V canto, con lei “Cleopatràs lussuriosa”: alla regina d’Egitto è dedicata sino al 23 marzo prossimo una mostra che illustra “la donna, la regina, il mito”, corredata di un piccolo quanto esauriente catalogo che mostra la figura nella Storia e nei ritrovamenti, nel mito e nella monetazione, nella pittura dell’Occidente, nella letteratura dall’antichità al teatro elisabettiano al cinema d’oggi che in varie occasioni s’è appropriato di lei) ai romanzi e alle tragedie di Voltaire, alla “Semiramide” a cui Rossini avrebbe nel 1823 dato musica.

La tela, prima in collezione privata e in seguito appartenuta alla galleria Fidia di Reggio Emilia, è stata dietro segnalazione di Beatrice Bentivoglio acquisita nel 2024 dal Ministero della Cultura per i Musei Reali torinesi, con diritto di prelazione. Essa torna a occupare quegli spazi che le appartengono di diritto e che documentano anche oggi quel legame e l’apprezzamento che all’artista riconobbero la committenza borghese e Casa Savoia. Andrà ad accompagnare un’altra opera di Saccaggi già presente nelle raccolte, “Jone”, ancora un ricordo letterario tratto dalle pagine di “Gli ultimi giorni di Pompei”, che Erward Bulwer-Lytton scrisse nel 1834, dipinto acquistato da Umberto I e Margherita di Savoia alla XXXIX Esposizione del Circolo degli Artisti si Torino verso la fine del 1897 per la somma di 350 lire.

Elio Rabbione

Nelle immagini, l’opera di Cesare Saccaggi e momenti della presentazione nei giorni scorsi a Palazzo Reale

Il Natale al Teatro Colosseo

Il Natale al Teatro Colosseo con “The nightmare before Christmas”, poi Oblivion e Roberto Vecchioni apriranno il 2025

Giovedì 26 e venerdì 27 dicembre è in programma al Teatro Colosseo un’esperienza imperdibile che trasforma il classico natalizio di Tim Burton, “Nightmare Before Christmas”, in un evento unico. Sul grande schermo in versione italiana, il film sarà accompagnato dalle musiche iconiche di Danny Elfman, vincitore del GRAMMY Award, eseguite dal vivo da un’orchestra sinfonica, mentre le canzoni originali rimarranno intatte, proprio come nel film. Un’occasione straordinaria per immergersi nella magia gotica di Jack Skellington e vivere le sue avventure in modo ancora più intenso e coinvolgente, perfetto per celebrare il Natale in modo originale.

Apriranno il 2025 del Teatro Colosseo, domenica 5 gennaio alle ore 20.30, gli Oblivion. Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, ovvero gli Oblivion, tornano in scena con il loro nuovo spettacolo “Tuttorial”, una realtà alternativa dove Galileo Galilei è una star di TikTok, Leonardo da Vinci non riesce a produrre contenuti virali e Marco Mengoni canta all’Ikea. Senza senso e senza tempo, personaggi di varie epoche allietano le giornate dei loro follower in cambio dell’agognato successo. Spaziando dai litigi tra Bell e Meucci sull’invenzione del telefono, al presentarci le creature tipiche delle modernità come l’infaticabile Rider e il pavido Leone da Tastiera fino ad arrivare alla satira di costume, alla politica e all’attualità. TUTTORIAL è un vero e proprio strumento di orientamento grazie al quale in poche e semplici note, i grandi interrogativi umani avranno risposte alla portata di tutti; uscirete dal teatro più saggi di Siri, più fluidi di D’Annunzio, più caldi del riscaldamento globale.
Oblivion “Tuttorial”.

Seguirà, giovedì 9 maggio alle 20.30, il concerto di Roberto Vecchioni, uno dei più grandi cantautori e poeti italiani, che torna al Teatro Colosseo dopo l’emozionante concerto della scorsa stagione con il suo nuovo tour “Tra il silenzio e il tuono”: un viaggio profondo che prende il nome dal suo ultimo lavoro letterario tra le note e le parole che hanno segnato la sua straordinaria carriera artistica. Conosciuto per la sua capacità di fondere poesia e musica, Vecchioni regalerà al pubblico una serata indimenticabile, in cui i suoi brani più celebri si alterneranno a nuove composizioni, creando un ponte tra il passato e il presente, tra il silenzio delle riflessioni intime e il tuono delle emozioni più forti, un’esperienza immersiva, in cui la musica si intreccia con la narrazione, portando gli spettatori a riflettere su temi universali come l’amore, la vita, la sofferenza e la gioia. Vecchioni, con la sua inconfondibile voce e il suo carisma, guiderà il pubblico in un percorso emozionale unico, arricchito da arrangiamenti musicali raffinati e coinvolgenti.

Tutte le informazioni sul sito e sui profili social del Teatro www.teatrocolosseo.it (http://www.teatrocolosseo.it/)

 

Mara Martellotta

Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione rivivono in “Whiskey e Soubrette”

Torna nel periodo natalizio Whiskey e Soubrette al teatro Juvarra, spettacolo di Tedacà

Al teatro Juvarra dal 26 dicembre al 12 gennaio 2025 un cast di giovani artisti racconterà la memoria storica e artistica di Torino, durata ben quarant’anni, ripercorrendo le orme di tre grandi artisti torinesi come Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione. Questo accade in ‘Whiskey e Soubrette’, spettacolo di Tedacá, che torna in scena, dopo il successo delle due precedenti stagioni, presso il teatro Juvarra, in via Juvarra13, negli spazi teatrali tra i più affascinanti torinesi.

Si tratta di un’opera che miscela prosa, ironia, danza e musica dal vivo e che vedrà gli interpreti impegnati in 16 repliche a partire da Santo Stefano, terminando nel 2025, con una replica speciale per la notte di Capodanno.

La biglietteria prevede ingresso a 18 euro, intero, 15 euro ridotto per tutte le repliche, mentre per lo speciale Capodanno i biglietti sono previsti intero 40 euro ( spettacolo + brindisi) e 25 euro ( ridotto spettacolo +brindisi).

‘Whiskey e Soubrette’ rappresenta un evento speciale della stagione “Almeno noi nell’universo” di Fertili Terreni Teatro. Per maggiori informazioni contattare il sito www.tedaca.it/whiskey-soubrette oppure contattare il numero 334.8655865 dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.

Siamo nella notte di Natale e l’ex oste Bruno ripercorre alcuni momenti vissuti all’interno della sua locanda. Dalla sciantosa Isa Bluette al duro Fred Buscaglione, passando per la comicità stralunata di Erminio Macario, i suoi racconti tramandano la conoscenza degli artisti torinesi che hanno incrociato la sua vita.

Il protagonista Bruno ha attraversato quaranta anni di storia e memoria torinese, è stato amico e collega di lavoro di Isa Bluette, quando entrambi erano impiegati alla manifattura Tabacchi; ha visto nel suo locale i primi spettacoli di Erminio Macario ed è stato confidente di Fred Buscaglione, seguendo il suo percorso artistico dagli esordi alla prematura scomparsa nel 1959. I suoi ricordi si materializzano sul palco, immergendo lo spettatore in alcuni momenti passati insieme a questi grandi personaggi, ed esplodono inoltre in canzoni e coreografie che richiamano i numeri di varietà della gioventù. Tutto questo succede ogni Natale quando Bruno si reca al Cimitero monumentale dove riposano Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione, che aspettano quella magica notte per tornare a raccontare pezzi della loro esistenza.

Le vicende di Bruno sono un escamotage narrativo di finzione per attraversare le vite di Isa Bluette, Erminio Macario e Fred Buscaglione. Tutti gli episodi che riguardano le vicende dei tre artisti torinesi sono frutto di una ricerca storica con documentazione reperita a Torino, Milano e Roma. La stessa accuratezza è stata riservata alle coreografie e ai costumi che richiamano il periodo d’oro del varietà torinese e nazionale. Anche la musica, cantata e suonata dal vivo, traccia un percorso che attraversa quaranta anni di storia nazionale. Si passa dai motivetti del primo Novecento , fino alle canzoni rese celebri da Isa Bluette come “Creola” e da Erminio Macario (“Turin) per poi terminare con alcuni capolavori di Fred Buscaglione come “Che notte”, “Eri piccola “ “Juke Boxe”, “ Guarda che Luna”. Tutte le musiche sono state riarrangiate e ricomposte da Antonio Dominelli, fra cui alcune sperimentazioni sonore che accompagnano dal vivo le scene dello spettacolo.

Dopo il successo degli ultimi due anni, con sold out in tutte le repliche dello spettacolo, Whishey e Soubrette va in scena proprio al Teatro Juvarra, un gioiello architettonico e culturale fra i più interessanti ed eleganti della città, nato in un’epoca di grande trasformazione per Torino, quando essa stava diventando capitale industriale, quando Torino ha saputo interpretare i mutamenti della società e diventare luogo di confronto e di incontro per le sue diverse anime.

Whiskey e Soubrette nasce da un’idea di Marco Musarella, Valentina Renna, Simone Schinocca, Livio Taddeo, con regia di Simone Schinocca e coreografie di Bqb e musiche di Antonio Dominelli. Il cast è composto da dodici giovani artisti della scena piemontese.

Mara Martellotta

La libreria Luxemburg cambia sede e riapre in una delle gallerie più eleganti di Torino, la Subalpina

Dal 20 gennaio prossimo, la Libreria Internazionale Luxemburg, pur rimanendo fedele alla sua anima, cambia sede e si trasferisce a pochi passi dall’attuale posizione su via Cesare Battisti nella Galleria Subalpina, una delle più eleganti della città. Si verrà così a trovare immersa nell’architettura ottocentesca e nell’atmosfera parigina che la collocano a metà strada tra piazza Castello e piazza Carlo Alberto. Pur mantenendo il suo carattere storico, essendo stata fondata nel 1872 quale bottega, si arricchirà di elementi contemporanei, quali gli interni completamente rinnovati, pur nel mantenimento della tradizione. La novità principale sarà l’angolo della caffè. I nuovi proprietari, Tonino Pittarelli e Gigi Raiola, hanno creato un angolo caffè in collaborazione con Baratti & Milano, con l’ingresso su via Cesare Battisti. Il progetto è stato curato da un’azienda leader nelle superfici in ceramica, la Mutina, capace di dar vita a un’atmosfera accogliente attorno a un banco centrale ispirato alle cucine domestiche. 216 mq costituiranno gli spazi ampi e luminosi della libreria, nati dall’unione di tre unità immobiliari, con pavimenti in legno, pareti scure e soffitto con mattoni a vista. Vi sarà all’interno della libreria il ritorno del “Punto Einaudi”, dove i lettori potranno tornare a sfogliare il catalogo della casa editrice con una selezione di collane storiche e novità editoriali. Gli architetti del progetto della nuova sede, Barbara Brondi e Marco Rainò, hanno voluto conservare lo spirito della Luxemburg reinterpretandone il logo storico. Infatti l’insegna della vecchia sede, che è vincolata, verrà smontata lettera per lettera, trasformata ciascuna in opera d’arte da battere all’asta, e il ricavato sarà devoluto per la ricerca sul cancro dell’Istituto di Candiolo. La novità sarà poi una catena umana di lettori e amici che trasporteranno gli ultimi 1000 libri nella nuova sede della libreria, creando un fil rouge tra passato, presente e futuro.

 

Gian Giacomo Della Porta

Raccolta rifiuti con i volontari di Retake

Retake scende in campo a Torino il 23 dicembre con un’iniziativa dedicata alla cura dei beni comuni e chiama a raccolta i cittadini per una raccolta di rifiuti natalizia.

L’appuntamento – completamente gratuito e aperto a tutti i cittadini di Torino – è fissato il giorno 23 dicembre alle ore 14:00, in via Nizza 245. I partecipanti possono portare un cappello di Natale e tanta voglia di fare: l’evento rappresenta un’occasione di sensibilizzazione della cittadinanza e insieme di intervento concreto a tutela dei beni comuni.

Possono partecipare cittadini di ogni età e condizioni sociale, intenzionati a prendere parte a un’iniziativa civica finalizzata alla cura di strade, dei marciapiedi, delle piste ciclabili, delle piazze e del verde urbano di Torino.

“Nemmeno con il freddo e vicino alle feste noi volontari di Retake Torino ci fermiamo! Ci incontriamo il 23 dicembre alle ore 14:00, in via Nizza 245, con l’intenzione di vivere insieme un pomeriggio dedicato alla raccolta di rifiuti e alla sensibilizzazione dei torinesi. Vi aspettiamo con tanti cappelli di Natale, per poi concludere la giornata con una bella cioccolata calda!” – dichiara Sofia, Referente Retake Torino.

La voce e la farsa, Molière sotto la lente di Isidori

Il malato immaginario” con il metodo Marcido

Poche repliche in questo minuscolo teatro “Marcidofilm!” di corso Brescia per uno spettacolo che racchiude tutta l’allegria degli spettatori a gustare a due passi dal palcoscenico ogni virtuosismo di ogni singolo attore; ma anche uno spettacolo che girerà in seguito per le scuole e non soltanto, un allestimento che è il risultato del progetto vincitore del “Bando della Città di Torino per l’Anno 2024 – Che spettacolo… dal vivo”. “Decaduto il sostegno che premiava le Compagnie torinesi professionali – spiega così il nuovo corso Daniela Dal Cin, scenografa dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa – abbiamo partecipato al Bando dell’Assessorato, vincendolo, assicurandoci così il piccolissimo contributo, per noi irrinunciabile, che ci è stato assegnato, cioè circa un terzo del sostegno finanziario che era stato disposto dalle “politiche” precedenti: ricordando altresì che le istituzioni sostengono il Teatro non più sul progetto artistico ma sulla sostenibilità “sociale” dell’attività.”

Quindi, “Il malato immaginario”, tappa ultima – per ora da parte della compagnia nell’universo di Jean Baptiste Poquelin detto Molière? – di un cammino letterariamente universale e inarrestabile che, mutando d’epoca finalità orizzonti e non certamente “metodo” approderà il 25 febbraio al Gobetti con “Le baccanti” euripidee, per la stagione dello Stabile torinese, ancora la tragedia greca sorta di fil rouge nei lunghi quarant’anni d’attività perennemente incisiva, vicenda riletta attraverso la lente del grottesco, la via dell’antica catarsi percorsa da una spiccata dimensione ludica. Quinto appuntamento in quell’universo, in questo nuovo millennio, dopo “Avaro” (2003), “Tartufo” (2007), “Borghese gentiluomo” (2012) e “Misantropo” (2014), ogni testo e vicenda rivisitati dall’estro e dalle invenzioni e dai graffi neppur troppo sottili di Marco Isidori: “Misurandoci con la marmorea classicità dell’autore, abbiamo sempre sentito consapevolmente quanto la sua sola potenza di poeta ci sapesse donare in sapienza scenica e in esemplare costrutto drammatico; senza che assolutamente quei testi abbisognassero di essere caricati con una significanza ulteriore: ecco perché il nostro “Malato” è trattato con l’estrema semplicità che il dettato narrativo impone.”

La poltrona di Argante e il suo pallottoliere a far di conto sui soldi sborsati alla medicina in clisteri e salassi, le sue pretese malattie, le staffilate della governante Tonina e i suoi sorrisi consolatori allo stesso tempo, i camuffamenti di una moglie pronta a versar lacrime come a godere della (finta) dipartita del proprio consorte, le ansie e le lacrime (vere) di una figlia cui è imposto un matrimonio altrimenti il convento, la processione di fasulli dottoroni che consigliano e impongono e spillano giorno dopo giorno. Argante è il punto di riferimento della scrittura e dell’impianto registico di Isidori, il personaggio dei Seicento e di oggi che tutti condanna e tutti assolve, che fa una cittadella arroccata della propria idea “malata” e un trono della propria “guarigione” che saprà ben prendere altre strade di personale autorità. Ogni voce, di quelle che a teatro oggi si fatica a volte a comprendere, ogni suono gutturale e sonorissimo, ogni atteggiamento o avvolgimento del corpo, ogni temporale certezza o stupore o ravvedimento, la testa infiocchettata di nastrini violacei a rimpiazzo di una bianca parrucca, tutto posto all’obbedienza di quel grottesco che è la cifra principe di ogni recitazione, ogni cosa fa della prova di Paolo Oricco un significativo, incisivo capolavoro. Chi guarda avverte senza mezze misure la pienezza della parola pronunciata, cogli il culto della parola, non l’inseguimento del ben detto ad ogni costo ma lo studio, la padronanza, l’intera costruzione che fanno da solida base. E nel ritmo indiavolato del dire e del fare fa a gomitate sua eccellenza la Farsa, il Teatro antico e ti immagini per un attimo che su quella poltrona possa sedere persino Totò, con allegro siparietto finale al suono della canzone napoletana. Divertimento allo stato puro, incessante, senza sbavature, alimentato dagli interventi di Maria Luisa Abate soprattutto, eccellente Tonina che è l’anima dell’intero e controverso svolgimento, di Valentina Battistone e Ottavia Della Porta che sono la moglie e la figlia, assai gustose figurine nei costumi di Daniela Dal Cin, di quella corona degli allievi attori del Laboratorio permanente diretti da Marco Isidori, vivace “scenografia vivente” dello spettacolo.

Elio Rabbione

Agriflor: fiori, verde e… gastronomia

Domenica 22 dicembre, dalle 9 alle 19 in Piazza Vittorio Veneto a Torino, è in programma l’ultimo appuntamento dell’anno con Agriflor, il mercatino di piante, fiori e prodotti agroalimentari artigianali organizzato da Orticola del Piemonte.

Un’edizione Natalizia che vuole celebrare il periodo delle Feste mettendo in piazza alcuni dei migliori vivaisti e produttori artigianali del territorio. Un’occasione da non perdere per idee regalo all’insegna della Natura ma anche per imbandire le proprie tavole con sapori autentici.

Per quanto riguarda le tipicità florovivaistiche si potrà scegliere tra diverse collezioni di piante aromatiche, violette,  piante verdi fiorite da interno ed esterno, ma anche tra piante ornamentali e tropicali fino alle carnivore e alle orchidee.

Ancora più ampia la proposta di tipicità gastronomiche, tutte all’insegna della genuinità. Dalle nocciole alle olive, dai taralli ai salumi e formaggi di vario tipo, ma anche prodotti alla rosa, prodotti alla tahina e prodotti a base di zafferano, miele e confetture, zenzero e frutti disidratati, crostate a base di fiori, prodotti per la cosmesi, frutta e verdura di stagione e tanto altro ancora.

Organizzato da Orticola del Piemonte, il mercatino di Agriflor tornerà nel 2025 con la sua “carovana” di profumi, colori e sapori e con tante nuove sorprese.

L’Orchestra dell’Auditorium Rai di Torino, per festeggiare il Natale, propone Lo Schiaccianoci

Per il Natale dell’OSN Rai viene proposto Lo Schiaccianoci, la fiaba di Čajkovskij da Mario Acampa e diretta da Andrès Orozco-Estrada, in programma domenica 22 dicembre all’Auditorium Rai di Torino

L’Orchestra dell’Auditorium Rai di Torino, per festeggiare il Natale, propone Lo Schiaccianoci domenica 22 dicembre e martedì 24 dicembre, alle 10.40, su Rai 1, e mercoledì 25 dicembre, alle 20.30, su Rai 3. 

“Il simbolo del Natale per antonomasia è una storia senza tempo, che ancora oggi dice molto del passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, oltre che sul rapporto che ognuno di noi ha con il proprio bambino interiore”, così Mario Acampa, regista, autore e divulgatore descrive il suo progetto de Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, uno dei più celebri balletti al mondo, ispirato a un racconto di Ernst Theodore Amadeus Hoffmann, e proposto dall’OSN Rai e dal suo direttore principale Andrès Orozco-Estrada per il suo tradizionale concerto di Natale. 

“È Natale – prosegue Acampa, anche voce recitante insieme a Elisa Lombardi – la città è piena di luci e di vetrine addobbate, e come spesso accade è proprio durante le festività che il cuore si sente più solo. Qui Mary incontra Ernst e rivede in lui fragilità speculari alle sue. Entrambi capiscono che non possono sanare le ferite dell’altro, ma possono darsi la mano per affrontare la vita insieme. Volevo raccontare il sogno di Mary non solo come un’evasione  dalla realtà o come una mera fantasia, ma anche come motore di elaborazione e del dolore. Un percorso catartico fatto di lacrime e ricordi scomodi, ma anche ironia e calviniana leggerezza”.

Alternate alla narrazione di Mario Acampa, reduce dal successo come regista dell’opera “Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota, andato in scena lo scorso settembre al Teatro della Scala, l’OSN Rai propone una scelta delle più celebri pagine del Balletto, dal “Valzer dei fiocchi di neve” a “La danza della Fata Confetto”, passando per il divertissement come le danze spagnola, araba, cinese e russa. L’idea per Lo Schiaccianoci, rappresentato trionfalmente al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1892 con le coreografie di Maius Petipa e Lev Ivanov, fu suggerita a Čajkovskij da un racconto di Alexandre Dumas padre, intitolato “Histoire d’un casse-noisette”(Storia di uno schiaccianoci), che riprende a sua volta una fiaba di Hoffmann, “Nussknaker und Mausekönig”(Schiaccianoci e il re dei topi), pubblicata nel 1816. Il balletto conserva la medesima opposizione tra la sfera onirica e quella del reale che caratterizza la favola. 

Sul podio è impegnato Andrès Orozco-Estrada, nato a Medellin, in Colombia, nel 1977, e che ha debuttato con l’OSN Rai nel maggio 2022, e nell’ottobre 2023 ha iniziato la sua collaborazione come direttore principale. Mario Acampa, autore e regista del progetto, oltre che voce recitante, ha iniziato la sua carriera come primo attore al Teatro Stabile di Torino, diretto tra gli altri da Ugo Gregoretti, Filippo Crivelli e Chiara Noschese. Ha debuttato alla regia lirica al Carignano di Torino nel 2015, con l’opera “Il Piccolo Principe”. Dal 2021 ha iniziato una collaborazione con il Teatro alla Scala, dove scrive e firma la regia della serie di concerti “Lalla e Skali”, oltre che de “Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota. 

Mara Martellotta

Beyond Alien: H.R. Giger al Mastio della Cittadella

In occasione delle festività natalizie la mostra Beyond Alien: H.R. Giger, allestita al Mastio della

Cittadella di Torino fino al 16 febbraio 2025, sarà aperta al pubblico regolarmente da lunedì a venerdì dalle ore 09:30 alle ore 19:30 e sabato e domenica dalle ore 09:30 alle 20:30, tranne che per le seguenti variazioni:

-25 dicembre 2024 (Natale) CHIUSO

-26 dicembre 2024 (Santo Stefano) 9.30-20.30

-31 dicembre 2024 (San Silvestro) 9.30-17.30

-1° gennaio 2025 (Capodanno) 14.30-20.30

La mostra è realizzata da Navigare s.r.l, in coproduzione con Glocal Project e ONO arte, con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Torino, e in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

Beyond Alien: H.R. Giger

Fino al 16 febbraio 2025

Mastio della Cittadella, Torino

Corso Galileo Ferraris, 0 – angolo Via Cernaia, Torino (TO)

www.mostragiger.com 

www.navigaresrl.com 

www.glocalproject.com

www.onoarte.com

ORARI

Dal lunedì al venerdì dalle ore 09:30 alle ore 19:30.

Sabato e domenica dalle ore 09:30 alle 20:30.

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