“Anch’io so fare, posso fare qualcosa per gli altri, per la città e per me stesso! Ma cosa potrei fare da solo? Ho bisogno degli altri, di quelli che sono come me, che hanno la mia provenienza e la mia storia e anche di quelli differenti da me”. E’ il messaggio che giovani, italiani e stranieri di prima e seconda generazione, propongono ai coetanei, al mondo associativo e alle istituzioni in “Tutte le terre della città. Giovani, intercultura, partecipazione” in scena per tre serate, dopo il 17-18 anche il 20 marzo alle ore 21, presso l’Open Incet di Torino.La piéce teatrale è il risultato del laboratorio avviato da Claudio Montagna, regista e animatore teatrale, con ventuno ragazzi e ragazze di: Cina, Marocco, Perù, Romania, Italia impegnati in realtà associative e che hanno colto l’invito a mettersi in gioco per diventare più protagonisti della loro vita e della loro città.

Il laboratorio è una delle attività del progetto FAMI MULTIAZIONE – Progetto “InterAzioni in Piemonte” – Azione 4 “AssociAzione”promosso dalla Regione Piemonte, in partenariato con l’Associazione Gruppo Abele per il territorio della città di Torino, per migliorare la partecipazione attiva di giovani immigrati e di seconda generazione ai processi di inclusione sociale e pianificazione delle politiche di integrazione nella Città. Nasce dall’esperienza triennale de “Le terre attraverso il mare” del progetto NOMIS sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.
«La pièce “Tutte le terre della città” racconta di giovani soli e della scoperta, attraverso una nuova capacità di entrare in relazione, di un senso, un noi da condividere e che dà speranza – spiega Claudio Montagna – Un modo, anche, per avvicinarsi alle istituzioni vissute come distanti e insensibili». Per Adnan, Alexandra, Andrea, Andreea, Elena, Elisa, Federico, Giulia, Giuliana, Ghoufran, Irina, Jonathan, Majda, Marian, Mariasole, Marta, Martina, Rosa, Yosra, Zelin, Zakaria l’attività del laboratorio è stata una vera e propria pratica di Intercultura: «perché ci ha permesso di conoscerci, di scambiarci le nostre idee su noi stessi, sulla città in cui viviamo, sul futuro».
Per Monica Cerutti Assessora regionale alle Politiche giovanili, Pari opportunità, Diritti civili, Immigrazione: «La costruzione di politiche di inclusione deve vedere i ragazzi e le ragazze di seconda e terza generazione protagonisti. È compito delle istituzioni accompagnarli in un percorso che permetta loro di mantenere un equilibrio, talvolta complesso, tra l’appartenenza alla comunità italiana in cui vivono e il mantenimento delle proprio radici».
Il progetto, insieme al laboratorio teatrale per i più giovani, ha avviato con le associazioni torinesi di persone immigrate workshop mirati ad approfondire i bisogni formativi e informativi ma, anche, le relazioni con le istituzioni, con le diverse realtà del territorio, tra di loro. Da aprile la seconda fase del progetto proporrà nuovi incontri ed eventi in cui le associazioni di persone immigrate e i/le giovani stranieri/e di prima e seconda generazione della città, saranno coinvolte in attività di co-progettazione e di azione sociale e culturale per elaborare, pianificare e realizzare i propri progetti, anche con l’accompagnamento di interventi specialistici.
La serata del 20 marzo è inserita nel programma della XIV Settimana di azione contro il razzismo. Informazioni sul sito www.piemontecontrolediscriminazioni.it
La partecipazione è libera ma è richiesta la prenotazione scrivendo a: genitoriefigli@gruppoabele.org oppure dalla pagina: http://www.gruppoabele.org/event/in-scena-tutte-le-terre-della-citta/
di Pier Franco Quaglieni

Gli ex terroristi in TV
Cavour chi?
Ingroia e gli hotel di lusso
casa a Napoli. Con il libro Un mondo a parte egli fu il primo a denunciare i gulag sovietici. Un libro coraggioso che portò addirittura il quotidiano “Paese Sera” a chiedere che il polacco Herling venisse cacciato dall’Italia. Herling aveva combattuto per la liberazione dell’Italia a Monte Cassino. L’editore Laterza, che ebbe l’iniziale notorietà perché venne scelto da Benedetto Croce per la pubblicazione delle sue opere, pubblicò Un mondo a parte senza di fatto distribuirlo. Rimase un libro clandestino, malgrado la prefazione di Bertrand Russell. 
Anche quest’anno in occasione della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera” sabato 17 e domenica 18 marzo dalle ore 10 alle ore 19 il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano riaprirà alla visita del pubblico la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino

Con un comunicato stampa ufficiale, la giunta Appendino ha annunciato la definitiva riattivazione dell’autovelox di corso Regina Margherita. Dopo un lungo tira e molla durato molti mesi, il comune ha deciso che da domani, giovedì 15 marzo, lo strumento ritornerà ad essere in funzione. La telecamera elettronica, installata anni fa per individuare e di conseguenza sanzionare chi superasse i 70 chilometri orari all’entrata e all’uscita da Torino, era stato disattivato a marzo 2016 per probabili costi di manutenzione troppo elevati. La riattivazione dell’autovelox è stata possibile grazie all’assessorato dei trasporti -guidato da Maria Lapietra– che l’anno scorso, ha stanziato circa 200mila euro per il suo adeguamento. La decisione sembra essere arrivata dopo che dalle ultime stime di bilancio, era emerso un potenziale ammanco di circa 1milione di euro per le tasche del Comune, dato da mancate sanzioni degli ultimi 24mesi per tutti quegli automobilisti indisciplinati e dal piede pesante. Da domani quindi, dopo la prima fase di collaudo e gli ultimi permessi burocratici, i torinesi che si metteranno alla guida dovranno prestare molta più attenzione al contachilometri.
si sforza di scongiurare la morte. Massimo Recalcati ha anche citato Alberto Burri al cospetto della “ferita che ci scuote”, di fronte alle rovine di Gibellina, dopo il terremoto del Belice, di cui ricorre quest’anno il cinquantenario. In quell’occasione Recalcati ha ricordato le parole pronunciate da Burri, che affermò “Mi misi a piangere ed ebbi l’idea”, quell’idea che lo portò alla creazione del cretto di Gibellina. Il Festival di psicologia si presenta come un appuntamento interdisciplinare, a vocazione internazionale, che richiamerà alla Cavallerizza per tre giornate psicologi, psicoanalisti, scrittori e filosofi italiani e stranieri, che si confronteranno sul tema “Io non ho paura”. “Il nostro tempo – spiega Massimo Recalcati – vive uno stato di angoscia di fronte al carattere anarchico ed imprevedibile della violenza terroristica”. Durante il festival ci si interroghera’ sulle sue origini, sulle ideologie ed i fantasmi che nutrono lo spirito del terrorismo e su come si possa vivere senza rinunciare alla vita in questo clima di insicurezza. Esistono forse modi per pensare individualmente e collettivamente una prevenzione possibile della violenza? Questa quarta edizione, dopo le precedenti sui temi della felicità, della fiducia e delle storie, rappresenta un’ulteriore discesa
nell’animo umano, con l’ambizione di portare la psicologia e gli psicologi sempre più vicino alla vita delle persone. “Con questa edizione – ha spiegato il presidente dell’ Ordine degli psicologi del Piemonte, Alessandro Lombardo – ci immergiamo in una tra le più oscure emozioni dell’animo umano, la paura. Sempre con l’obiettivo di trovare una strada che ci permetta di affrontare quelle che la vita può metterci di fronte”. Tra gli appuntamenti del Festival il dialogo introduttivo, in programma venerdì 6 aprile prossimo, con il fondatore della comunità monastica di Bose, Ezio Bianchi, e con l’Imam di Firenze Izzedin Elzir, oggi al secondo mandat come Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche Italiane. Il tema dell’ incontro sarà “Religioni e violenza”. Lo psichiatra e psicoanalista Maurizio Balsamo sabato 7 aprile su confrontera’ con lo scrittore Maurizio Belpoliti sul tema della mente del terrorista. Altri temi che verranno affrontati saranno quelli dell’ eredità della violenza e del terrore, il concetto di confine ed il trauma del perdono. Il festival sarà anche l’occasione per proporre, sabato 7 aprile, un’originale versione dell’ Edipo Re di Sofocle, a cura della Compagnia Archivio Zeta, introdotta dall’esperto del mondo antico Franco Condello
bambino”, alla quale, dopo i saluti delle autorità, interverranno la dott.ssa Lara Mussolin e i prof. Roberto Chiarle e Alberto Zamò. La dott.ssa Mussolin, ricercatrice dell’Università di Padova all’interno del Laboratorio di Biologia dei Tumori Solidi dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza (centro di riferimento nazionale per l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) e responsabile nazionale della Diagnostica Molecolare dei Linfomi Non-Hodgkin (LNH) pediatrici, illustrerà come sia cambiato negli anni il modo di fare diagnosi in Italia nell’oncologia pediatrica. In particolare, si soffermerà sui nuovi metodi per la caratterizzazione e la diagnosi molecolare di leucemie, linfomi e tumori solidi, messi a punto grazie al supporto della Fondazione, nonché sulla “diagnostica avanzata”, in virtù della quale è possibile stratificare i pazienti in diverse classi di rischio. Il prof. Chiarle, ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Torino e Associate Professor in Pathology alla Harvard Medical School di Boston, parlerà dello sviluppo di un vaccino capace di immunizzare i pazienti contro una proteina chiamata ALK che è selettivamente espressa da una frazione di tumori del polmone.
panorama genetico, capire come superare i meccanismi di resistenza dei tumori e, soprattutto, come l’individualità di ciascun paziente possa influenzare non solo la suscettibilità a malattie neoplastiche ma anche la risposta individuale a terapie specifiche. La tavola rotonda sarà seguita dal concerto della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia, con la partecipazione dei cori Voci Bianche del “Coropò”, della Scuola “Protette di San Giuseppe” e del 137° Corso Formativo della Scuola Allievi Carabinieri di Torino. La serata sarà presentata da Vittoria Castagnotto.
L’associazione Iran Democratico e International Help promuovono in collaborazione con Amnesty International un dibattito sulla gravissima situazione dei diritti umani in Iran




nel breve periodo, nonostante gli evidenti problemi, ma faccio una piccola considerazione: quelli che erano tanto “capaci” ci hanno portato, solo qualche anno fa, sull’orlo del baratro…e le cose, penso, non vadano mai dimenticate. Per quanto riguarda il PD attualmente è solo lo specchio del suo arrogante segretario pseudo-dimissionario, che non fa mai uno straccio di autocritica e no si rivolge mai alle piazze ma ai bei salotti dei teatri italiani in cui sono presenti solo i suoi adepti. Resta il fatto, non rassicurante, che la costruzione di un governo al momento sia quasi utopia…se, per una volta, terranno fede a ciò che tutti dicono continuamente in tv, sui social/internet e sui giornali…
Analisi del voto