Con l’apertura della mostra “Regine d’Egitto” a Pointe-à-Callière, Cité d’archéologie et d’histoire de Montréal (Canada), il Museo Egizio – rappresentato dall’egittologa e curatrice Alessia Fassone, dal responsabile delle collezioni Marco Rossani e dalla restauratrice Sara Icardi – è presente contemporaneamente in quattro continenti.
Il tour in Cina, iniziato lo scorso dicembre, continua con l’inaugurazione della seconda tappa della mostra “Egypt. House of Eternity” presso lo Shanxi Museum a Taiyuan che verrà aperta al pubblico il 13 aprile alla presenza di Samanta Isaia, direttore esecutivo del Museo Egizio, Paolo Marini, egittologo coordinatore delle mostre itineranti e Giulia Gregori restauratrice che ha accompagnato la trasferta e l’allestimento dei reperti. La prima tappa ospitata all’ Henan Provincial Museum di Zhengzhou, si è chiusa con oltre 1.000.000 di visitatori che hanno confermato l’interesse per l’antico Egitto, una civiltà quasi del tutto sconosciuta al pubblico cinese. A Torino, “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo”, nel primo mese di apertura ha già accolto più di 20.000 persone. Aperta lo scorso 8 marzo, la mostra è frutto della collaborazione dell’Egizio con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, i Musei Reali, e il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, che insieme hanno dato vita ad un percorso diffuso per promuovere la riflessione su un tema di stringente attualità, quale la distruzione sistematica e consapevole del patrimonio culturale. Infine, a Saqqara, uno dei siti archeologici più importanti dell’Egitto, il Museo Egizio ha ripreso le attività di scavo della missione italo-olandese a cui partecipa con il Museo di Antichità e l’Università di Leiden. Il Direttore Christian Greco, Paolo Del Vesco, Alice Salvador e Nicola Dell’Aquila sono parte del team di ricerca internazionale impegnato nella necropoli del Nuovo Regno, a nord della tomba di Maya e Merit, dove, nel 2017, sono state ritrovate due piccole cappelle di Età Ramesside.

“La proficua collaborazione con musei e istituzioni culturali di tutto il mondo conferma la vocazione internazionale dell’Egizio” ha dichiarato la Presidente Evelina Christillin. “Il confronto e l’approfondimento scientifico sono alla base dell’attività del Museo che ha posto la ricerca al centro della sua rinascita, per offrire sempre nuovi contenuti sulla collezione. Ancora una volta portiamo Torino nel mondo, non solo con mostre di
grandissimo richiamo, ma anche con cicli di conferenze che diventano un’ottima occasione di promozione turistica per la città. Il tour in Cina sta favorendo contatti sempre più proficui con il grande Paese asiatico; ci auguriamo che con il Canada e successivamente con gli Stati Uniti (sono in via di definizione accordi con Washington e con Kansas City) possano svilupparsi analoghe opportunità, per la creazione di percorsi formativi, scientifici, e perché no, anche turistici”.
(foto: il Torinese)
Sabato 14 aprile 2018 inizieranno i primi lavori per rendere via Po la prima via d’Italia totalmente accessibile a tutte le persone disabili. Ad annunciarlo è stata Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Torino che, in collaborazione con la Consulta per le persone disabili, ha deciso di finanziare e far partire questo importante progetto. L’iniziativa coinvolgerà la maggior parte degli esercizi commerciali presenti lungo la famosa via torinese -un centinaio circa- ed entro fine anno, secondo quanto dichiarato, i lavori dovrebbero essere portati a termine.
È stata presentata, presso la Common Room del Collegio Carlo Alberto, la quinta edizione del Premio Strega Europeo
Torino, dove presenteranno i loro rispettivi libri, ciascuno in un incontro individuale, tra sabato 12 e domenica 13 maggio. Lacerimonia di premiazione avrà luogo domenica 13 maggio alle ore 18.30 (Sala Azzurra). Il Premio Strega Europeo, nato nel 2014 in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea per diffondere la conoscenza di alcune tra le voci più originali e profonde della narrativa contemporanea, è promosso dallaFondazione Maria e Goffredo Bellonci, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, dall’azienda Strega Alberti Benevento, dalla Casa delle Letterature, e dal Festival Internazionale Letterature di Roma. Concorrono a ottenere il riconoscimento, del valore di 3.000 Euro, cinque romanzi recentemente tradotti in Italia, provenienti da aree linguistiche e culturali diverse, che hanno vinto nei Paesi europei in cui sono stati pubblicati un importante premio nazionale. Dallo scorso anno è previsto inoltre un riconoscimento di 1.500 Euro al traduttore del libro premiato, offerto dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori).

di Pier Franco Quaglieni
I Casaleggio, padre e figlio, si sentono attratti da Ivrea e per il secondo anno Davide Casaleggio ha promosso un importante convegno in quella città. Gianroberto aveva cominciato la sua carriera alla “Olivetti”e quindi forse c’è un legame sentimentale per Ivrea. Il convegno di quest’anno è anche una verifica, quanto a partecipazione, del riposizionamento di molti dopo la vittoria elettorale del 4 marzo, un che di inevitabile in questo Paese dove stare all’opposizione per molti appare una sorta di ghetto intollerabile. Va però riconfermato con assoluta decisione che la convention grillina eporediese non può in nessun modo e in nessuna maniera neppure tentare di riallacciarsi all’esperienza di Adriano Olivetti che fu un grande imprenditore e il promotore del movimento politico di “Comunità” in cui egli bruciò passione e risorse economiche, senza ottenere il successo che sperava. Questa sorta di Leopolda pentastellata a cui partecipano l’ex ministro Bray ,Diego Fusaro, Enrico Mentana, Domenico De Masi, Moni Ovadia, Andrea Scanzi, Dario Vergassola e tanti altri e che vedrà la partecipazione del Sindaco di Torino Appendino, non ha nulla a che vedere con il rigore intellettuale che fu di Adriano Olivetti che fece della capitale del Canavese l’Atene d’Italia. I grillini, per la loro natura e per la loro storia politica, non possono neppure lontanamente essere accostati all’idea di Comunità di Olivetti, così come la Casaleggio Associati appare estranea a quel mondo.
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Il giornalista Mauro Pianta
Lettere
occasione passata a presentare qualche suo libro. Era un divulgatore storico straordinario, ma non era uno storico. Era un Montanelli minore senza la capacità di scrittura del grande toscano. Era anche un uomo simpatico,ma le sue opere storiche erano troppo giornalistiche ,per essere destinate a restare. Forse le prime hanno avuto una certa importanza,ad esempio quella sul “prefetto di ferro” Cesare Mori che mise in ginocchio la mafia durante il ventennio fascista. Poi via via la sua produzione ha assunto una caratterizzazione,a mio modo di vedere, un po’ troppo divulgativa,per non dire commerciale. Aveva una grande virtù :l’indipendenza di giudizio e questa da sola avrebbe meritato un ricordo. Una virtù molto rara. Aveva anche scritto un libro sulla Resistenza non comunista,quella che Ugo Finetti definisce la ” Resistenza cancellata”,ma il libro che presentai io stesso al Circolo Ufficiali appariva incompleto:Martini Mauri,ad esempio, veniva ignorato. Rendo omaggio all’uomo, ma lo storico che si sporca le mani nella polvere degli archivi non sono riuscito a trovarlo,se non in rarissimi casi.E’ per questo che ho preferito tacere.



