Cosa succede in città- Pagina 386

Mucche a spasso per la città, intervengono i civich

Questa mattina, gli agenti della Sezione VII (Aurora-Vanchiglia- Madonna del Pilone) sono dovuti intervenire per governare 14 mucche incustodite che vagavano libere sulla carreggiata della piazza Giovanni dalle Bande Nere.

Gli animali, a causa dell’apertura accidentale di un cancello in strada Mongreno, sono usciti dal recinto dove erano custoditi e sono sfuggiti al controllo dei proprietari.

Gli agenti, avvisati da alcuni cittadini, sono riusciti, con non poche difficoltà, ad instradare verso il cimitero di Sassi 10 dei 14 bovini scappati, riuscendo a gestire in totale sicurezza una pericolosa commistione di animali, veicoli stradali e pedoni incuriositi dalla situazione.

Da qui, le mucche sono state prese in consegna dal pastore che le ha condotte al pascolo verso il parco del Meisino, dove ad attenderle c’erano altri 50 bovini, comprese le quattro mucche che mancavano all’appello.

I 206 anni dell’Arma celebrati a Torino

 I carabinieri di Torino, città che diede i natali alla Benemerita nel 1814,  hanno celebrato oggi in forma “ridotta” a causa dell’emergenza covid i 206 anni dell’Arma

Negli ultimi mesi si è particolarmente distinta per l’impegno e la solidarietà legato alla pandemia. Questa mattina presso la storica Caserma ‘Bergia’, sede della Legione,  il prefetto Claudio Palomba e il comandante del Piemonte e Valle d’Aosta, Generale di Brigata Aldo Iacobelli, hanno deposto una corona d’alloro al monumento ai caduti. Sono state consegnate le onorificenze ai militari che si sono distinti nell’ultimo anno, con oltre 2 mila arresti e quasi 15 mila denunce nell’area del Torinese. Tra i premiati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale che hanno catturato in Sud America due pericolosi latitanti della ‘ndrangheta.

Giardino Madre Teresa, l’insicurezza è blindata

Questa mattina transitando nel Giardino Madre Teresa di Calcutta ho trovato una situazione che ha dell’incredibile! Dalla parte di Corso Giulio Cesare (come avviene da un po’ di tempo) ci sono i blindati delle forze dell’ordine, all’interno resti di bivacchi, e sui terrazzi della casa in affaccio sul giardino lenzuola appese dai balconi per una protesta pacifica come si evince dalle foto scattate.

Cosa devono ancora fare i residenti per esprimere il loro disappunto per il degrado, lo spaccio, il consumo di droghe e anche sesso sotto gli occhi di tutti (compresi bimbi)? Tutto ciò avviene da anni in questo giardino e dintorni nell’indifferenza di chi ha amministrato Città e Circoscrizione almeno negli ultimi 15 anni. Ora ci sono i Presidi delle FdO in zona, ma il tutto viene vanificato senza una visione a 360° nella zona. Questa situazione è il “fallimento della politica cittadina e nazionale”. I presidi fissi non possono incidere sulle radici del problema e a poche decine di metri tutto continua come prima, compreso lo spaccio. È una misura che serve alla politica che amministra la Città per poter dire di aver fatto qualcosa mentre i cittadini continuano vivere in zona una situazione inaccettabile. Il Sindaco Appendino in campagna elettorale aveva fatto tante promesse e aveva vinto la Città perché la gente era stufa di promesse vane da parte di chi l’ha preceduta, mi sembra però che ci sia una continuità nel non progettare nulla di significativo per cambiare la situazione e i cittadini si sono inventati la protesta pacifica con lenzuola appese dai balconi….basta parole e spot ci vogliono “fatti concreti”.
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Patrizia Alessi, capogruppo Fratelli d’Italia Circoscrizione 7

Evelina Christillin, a vita all’Egizio per non averla come sindaco di Torino

Sì, no, forse. La confusione è grande sotto il cielo della modestissima politica torinese. In teoria lo scontro riguarda solo la presidenza del Museo Egizio, attualmente occupata dall’onnipresente Evelina Christillin che è arrivata alla fine del suo secondo mandato.

Lo statuto prevede appunto che non possa esistere un terzo mandato, ma che problema c’è? Si cambia lo statuto e si conserva la poltrona per una delle massime espressioni del Sistema Torino…

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Evelina Christillin, a vita all’Egizio per non averla come sindaco di Torino

Ricordate le vittime di piazza San Carlo

Cerimonia privata quest’anno, per l’emergenza sanitaria anti per ricordare l’anniversario della tragedia di piazza San Carlo del 3 giugno 2017

Nella serata finale di Champions League, la calca provocò 2 vittime e 1527 feriti. Il ricordo si è tenuto nel cortile d’onore di Palazzo Civico dove sono state ricordate le donne decedute, Erika Pioletti e Marisa Amato. Presenti  la sindaca Chiara Appendino, il presidente del Consiglio comunale Francesco Sicari, il prefetto Claudio Palomba, il vice questore Carmine Grassi e  rappresentanti della Juventus e dell’associazione ‘Quelli di Via Filadelfia’. Sono state deposte due corone di fiori, della Città di Torino e della Juventus,  in piazza San Carlo.

(foto archivio – il Torinese)

La carta d’identità si prenota all’anagrafe

Con il perdurare dell’emergenza legata alla pandemia del coronavirus COVID19 gli sportelli anagrafici della sede centrale di via Giulio ricevono esclusivamente su prenotazione dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 15,30 al numero telefonico 011 011 25380;
– all’indirizzo email:  prenotazioni.anagrafe@comune.torino.it

Con la prenotazione si può accedere senza alcun disagio per l’emissione della Carta d’Identità e per altri servizi anagrafici.

 

Si ricorda che la validità delle Carte di Identità scadute a partire dal 31 gennaio 2020 è prorogata al 31 agosto 2020. È stato richiesto dall’Amministrazione comunale al Governo di prorogare la validità dei documenti d’identità fino al 31 dicembre 2020.

Ai fini dell’espatrio nei Paesi dell’Area Schengen però la validità rimane quella indicata sul documento.

Alzabandiera alla Scuola di Applicazione dell’Esercito

Cerimonia dell’alzabandiera in forma ridotta, a causa delle restrizioni sanitarie, questa mattina, nel cortile d’onore di Palazzo Arsenale, sede della scuola d’Applicazione militare. Presenti tra le autorità la sindaca Appendino, il governatore Cirio, prefetto e questore di Torino. La foto è di Spazio Torino.

Viva la libertà. Maratona di letture per la Festa della Repubblica

L’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino e l’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con il Teatro Regio Torino e il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi aderiscono alle celebrazioni per la Festa della Repubblica con una maratona di letture in diretta streaming dal cortile del Rettorato

In occasione della Festa della Repubblicamartedì 2 giugno alle ore 18, in diretta streaming sui portali dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale e sulle rispettive pagine Facebook, i tre Atenei piemontesi organizzano una maratona di letture ispirata al concetto di libertà.

Docenti, studenti, personale e autori si succederanno nella lettura di testi che esplorano le molte facce di quel valore profondo e assoluto che chiamiamo “libertà”.  Libertà nei versi di Dante, nei drammi di Shakespeare, nell’errare del Cavaliere di Cervantes e nelle riflessioni di Primo Levi, e libertà nelle canzoni di Giorgio Gaber o di Jovanotti: un cammino libero tra letteratura, poesia e musica, che si conclude con il coro “Va’ pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi eseguito da Orchestra e Coro del Teatro Regio Torino.

Dopo i saluti dei Rettori Stefano GeunaGuido Saracco e Gian Carlo Avanzi, leggeranno (in ordine di intervento): Marco Rondina, Alessandro Perissinotto, Giulia Carluccio, Paolo Verri, Gabriele Vacis, Patrizia Lombardi, Cristopher Cepernich, Stefania Stecca, Chiara Simonigh, Andrea Malvano, Alessandro Barbero, Juan Carlos De Martin, Bruna Lorenzin, Ilaria Adamo, Giaime Alonge, Angela La Rotella, Clara Allasia, Lodovica Gullino, Paolo Bertinetti, Silvia De Francia, Elena Bravetta, Loredana Segreto. Presenta Maria Paola Pierini.

 

“La proposta di celebrare la Festa della Repubblica con una cerimonia che vede la comunità accademica piemontese riunita insieme nel cortile dello storico Palazzo del Rettorato dell’Università di Torino” dichiara Giulia Carluccio, Prorettrice dell’Università di Torino “vuole costituire un segnale forte di apertura e ripartenza in un giorno importante per la cittadinanza tutta. L’idea della maratona di letture nasce dall’esigenza di proporre e condividere una riflessione sulla libertà attraverso brani diversi per registro, genere, contesto culturale e storico, in modo da affrontarne differenti sfumature e declinazioni. Il passaggio del testimone tra i lettori e le lettrici conferirà una dimensione polifonica alla cerimonia, nell’intento di rivolgere un saluto corale a tutti e tutte, augurandoci che il pubblico che seguirà la diretta streaming a distanza voglia idealmente unirsi a questa polifonia”.


“La Festa della Repubblica è un momento di grande valore simbolico: il 2 Giugno 1946, infatti, il popolo italiano ha scelto una nuova strada per la libertà e la democrazia” dichiara Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino “Celebrarla è un’occasione importante per rafforzare il senso di appartenenza ad una grande democrazia, attraverso il nutrimento della memoria collettiva e la valorizzazione delle infinite eccellenze culturali che ci rappresentano. Anche questo è il compito di un grande Ateneo che esercita la sua responsabilità sociale nel rapporto fra passato e presente. Preciso compito delle Università è offrire punti di riferimento alla collettività per affrontare il futuro, consapevoli di quello che è stato”.


“I valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ciascuno, che sono il fondamento della nostra società e che ricordiamo nella Festa del 2 Giugno” aggiunge Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino “sono anche i valori fondamentali che un’università deve garantire in primis all’interno della propria comunità accademica, e poi promuovere all’esterno”, commenta il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco: “Proprio per questo motivo abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa cittadina di una celebrazione della Festa della Repubblica online e anche in presenza, perché anche se la cultura in questi mesi non si è mai fermata, con tante iniziative sulla rete promosse anche dal nostro Politecnico, vogliamo anche tornare a vivere insieme i valori e il sentimento comune che ci caratterizza come Repubblica e come istituzioni”.


“Il nostro Paese sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia;” dichiara Gian Carlo Avanzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale “abbiamo vissuto settimane drammatiche segnate dall’emergenza sanitaria e ora stiamo vivendo una ripresa che si preannuncia difficile da più punti vista: economico, sociale, culturale. La Festa della Repubblica assume perciò un significato più forte: la solidarietà e la cooperazione, valori che sono alla base della nostra Costituzione e della nostra Repubblica, hanno guidato in questi mesi le nostre vite e le nostre azioni, permettendoci di uscire dalla fase più buia dell’emergenza. L’Università, che da sempre è un luogo libero e aperto, di accoglienza e di aggregazione, non si è tirata indietro e oggi, in questa occasione, vuole riaffermare il proprio ruolo di guida per i giovani e di faro per la comunità”.

 

La diretta sarà trasmessa dal cortile del Rettorato dell’Università di Torino, uno spazio che l’Ateneo desidera condividere sempre più spesso con la città. Questa volta, nel rispetto delle norme sul distanziamento, torinesi e non torinesi potranno accedervi in maniera virtuale, ma anche in rete potranno comprendere quanto sia forte la volontà dei tre Atenei di far ripartire immediatamente la cultura del territorio.

L’evento, trasmesso da UniTo Media, la piattaforma istituzionale di contenuti multimediali dell’Università di Torino, sarà visibile sui portali istituzionale dei 3 Atenei e sui canali social UniTo / Polito / Upo. Per commentare in diretta la maratona sarà possibile utilizzare l’hashtag #vivalalibertà.

Ripartire a Torino: i ristoranti in trincea tra mille difficoltà

Anche lo storico ristorante Solferino, uno dei più noti e apprezzati in città, attivo da oltre mezzo secolo,  schiacciato dall’emergenza economica causata dal  Covid: «Troppe spese, poche entrate»

«Un tempo facevamo 200 coperti al giorno. Adesso i clienti sono pochissimi, ieri sera per cena non è venuto nessuno». Queste le allarmanti confessioni di Andrea Ambrogini, titolare del noto ristorante Solferino situato nel cuore dell’omonima piazza, un tempo luogo di ritrovo abituale della crème de la crème della società torinese, dove fino a qualche mese fa occorreva prenotare con largo anticipo per riuscire ad accaparrarsi un tavolo.

I danni provocati dalla pandemia sono evidenti, ancor prima di varcare la soglia d’entrata: quasi deserto il dehor, pochi i clienti da servire. All’interno del locale la situazione non cambia: i il numero dei tavoli è decisamente inferiore al solito ma, in compenso, le loro dimensioni sono più grandi (un metro per un metro) in modo da assicurare il distanziamento sociale senza bisogno degli antiestetici e poco piacevoli divisori in plexiglass.

Alcuni paraventi in plastica posti tra i tavoli più ravvicinati garantiscono la privacy e la sicurezza dei commensali, mentre gli attenti camerieri si muovono con elegante discrezione, silenziosi come gatti, muniti di mascherina e guanti. La loro professionalità (come quella degli esperti chef) costa, e non poco, ma nelle condizioni attuali trovare i soldi necessari al mantenimento dell’attività si fa sempre più difficile.

«Quello che chiediamo sono soldi a fondo perduto», ci dice Andrea, «non mi vergogno a dirlo, ma io di tasca mia ho dovuto tirare fuori 60.000 euro in due mesi. Qualche giorno prima del lockdown avevamo pensato di fare dei tagli al personale, ma non c’è stato il tempo». A preoccuparlo è anche la perdita dei clienti abituali in pausa pranzo, che ora possono lavorare da casa grazie all’ottimizzazione dello smart working. Una perdita di entità considerevole per l’intraprendente Andrea che, negli anni, era riuscito a quadruplicare il fatturato del proprietario precedente.
«Uno dei problemi maggiori è che manca proprio la mobilità fisica delle persone», continua Andrea, «Il 60% del nostro ricavato arrivava dal turismo, nazionale o estero».

Una situazione ben più che drammatica, comune alla quasi totalità delle attività ristorative, che necessiterebbe di interventi seri da parte del governo. Per il momento, i ristoratori rimangono soli davanti al baratro.

Ilaria Losapio

Stranointerludio #laricetta, appunti per un menù teatrale

Prosegue l’iniziativa del Teatro Stabile di Torino #stranointerludio #laricetta che vedrà nelle prossime settimane artisti affermati e giovani attori impegnati in video su testi originali o di grandi autori della letteratura, realizzati con uno sguardo inedito e personalissimo, montati come brevi cortometraggi: a partire dal tema del cibo per scoprire intense riflessioni sul nostro presente.

Nell’ambito dell’iniziativa, lunedì 1 giugno 2020, Vittorio Camarota proporrà “Si cucine cumme vogli’ i’”(Se cucini come voglio io) di Eduardo De Filippo, Guido Tommasi Editore. Camarota confeziona per #stranointerludio un contributo sorprendente, mettendo al centro una poesia di Eduardo De Filippo. Cibo e teatro sono elementi inscindibili nella scrittura del grande drammaturgo, che l’attore sceglie di omaggiare con un testo poco conosciuto, creativo e intenso: un rituale fatto di ingredienti semplici e quotidiani, con una descrizione puntigliosa attraverso la quale cercare un’armonia di sapori antichissimi, riconoscendo nella tavola una comunione di piaceri.

Venerdì 5 giugno 2020, Paola Giannini presenterà per #stranointerludio una clip briosa e divertente, dedicata a un brano degli anni ’50, portato al successo da Eileen Barton: “If I Knew You Were Coming I’d’ve Baked a Cake”. In un’ambientazione urbana contemporanea, un condominio milanese, ieri come oggi una ragazza cerca di cucinare una torta per qualcuno che ama, con risvolti disastrosi. Intervallato a pezzi di danza charleston e swing, stili che la giovane attrice padroneggia, con un tocco leggero la protagonista ci ricorda quante volte la quotidianità ci si riveli attraverso risvolti lievi e divertenti, in contrasto con quanto di sospeso e di attesa stiamo ancora vivendo. Nelle prossime settimane i protagonisti di #stranointerludio #laricetta saranno Valerio Binasco, Marta Cortellazzo Wiel, Andrea Di Casa, Ilaria Falini, Marcello Spinetta, Roberto Turchetta.

Sul sito del Teatro Stabile di Torino sono disponibile tutte le clip degli attori e i registi che si sono cimentati, catturando l’interesse delle persone e dei media, per questa iniziativa dello Stabile: Laura Curino con Cuoco Martino da Como e i suoi ricettari rinascimentali scritto dalla stessa Curino (martedì 28 aprile 2020), Gabriele Vacis impegnato con Le golose, poesia di Guido Gozzano (giovedì 30 aprile 2020), Filippo Dini che ha presentato un estratto da I dispiaceri della carne di Plutarco (martedì 5 maggio 2020 – parte prima e giovedì 7 maggio 2020 – parte seconda), Milvia Marigliano che ha interpretato un estratto da Calypso, dall’episodio 4 di “Ulisse” di James Joyce (martedì 12 maggio 2020), Matthias Martelli con un testo originale scritto appositamente per #stranointerludio dal titolo “Il pane” (venerdì 15 maggio 2020), Eugenio Allegri che ha proposto una lettera di Rossini alla moglie Olympe Pélissier da Lettere e documenti di Gioacchino Rossini a cura di B. Cagli e S. Ragni – Fondazione Rossini Pesaro, 1992 (martedì 19 maggio), Orietta Notari con Gli asparagi e l’immortalità dell’anima, uno dei racconti più famosi di Achille Campanile (venerdì 22 maggio); Giordana Faggiano interprete di Heavy in your arms, scritto e diretto da Egidio Alessandro Cacherni (martedì 26 maggio 2020) e Matilde Vigna che ha proposto un brano da Filippo Tommaso Marinetti Il manifesto della cucina futurista, Passerino Editore (venerdì 29 maggio 2020) .

Le clip vengono pubblicate con cadenza bisettimanale al link https://www.teatrostabiletorino.it/stranointerludio