Regioni, imprese, ricerca e sanità per un nuovo modello di sviluppo

Clustering Life Sciences & Health: dagli ecosistemi di innovazione ai modelli integrati di sviluppo della filiera della salute”

Torino, 16 giugno 2026 – Come trasformare la salute da centro di costo a motore di sviluppo economico, innovazione e competitività? È stata questa la domanda che ha attraversato l’intera giornata di lavori di “Clustering Life Sciences & Health: dagli ecosistemi di innovazione ai modelli integrati di sviluppo della filiera della salute”, appuntamento promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia insieme a BioIndustry Park Silvano Fumero, bioPmed Piemonte Innovation Cluster, Federated Innovation @MIND, Cluster Scienze della Vita Friuli Venezia Giulia, Polo Tecnologico Alto Adriatico e AstraZeneca Italia e svoltosi oggi al Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino.

L’evento ha segnato un passaggio cruciale: non più solo ecosistemi territoriali, ma reti di ecosistemi connessi, capaci di operare come piattaforme nazionali di innovazione e sviluppo, superando la frammentazione tra territori per rispondere alle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei.

La salute come piattaforma di sviluppo. Ad aprire i lavori, i saluti di Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Marco Gay, Presidente Unione Industriali Torino, Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte e Federico Riboldi, Assessore Sanità, Livelli essenziali di assistenza, Prevenzione e sicurezza sanitaria, Edilizia sanitaria – Regione Piemonte.

Fedriga ha sottolineato il ruolo delle Regioni nel possedere le leve – normative e finanziarie – per orientare gli investimenti e favorire la collaborazione, trasformando il sistema sanitario da voce di spesa a motore di innovazione. Cirio ha evidenziato l’urgenza di superare la tradizionale separazione tra sistema sanitario, ricerca e sistema produttivo, lavorando su filiere integrate. Gay ha richiamato il ruolo dell’industria nel costruire ponti stabili tra ricerca e mercato, mentre Riboldi ha posto l’accento sull’importanza di infrastrutture organizzative e logistiche come elementi abilitanti dell’ecosistema.

I sistemi sanitari e dell’innovazione devono muoversi in maniera coordinata, perché la grande sfida che abbiamo davanti è migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini. La ricerca e le nuove tecnologie ci mettono a disposizione strumenti straordinari, ma è necessario ripensare profondamente i processi organizzativi. La telemedicina e l’intelligenza artificiale possono migliorare il monitoraggio dei pazienti cronici, superare le distanze, soprattutto nelle aree interne, e garantire una presa in carico più costante. Tuttavia, se non cambiano le modalità operative e l’organizzazione del lavoro, il rischio è che l’innovazione resti solo sulla carta. Non basta fornire dispositivi ai pazienti: occorre adeguare i modelli organizzativi e professionali alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie” ha affermato Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Il Piemonte sta ampliando e diversificando le proprie vocazioni economiche, investendo con decisione in settori ad alto contenuto di innovazione come le Life Sciences, che rappresentano una delle principali direttrici di sviluppo per il futuro della nostra regione. In questo ambito le collaborazioni internazionali sono strategiche: per questo abbiamo promosso missioni e partenariati in Paesi come il Canada e il Giappone, con l’obiettivo di attrarre investimenti, competenze e nuove opportunità di ricerca. Possiamo contare su eccellenze riconosciute a livello internazionale come il Bioindustry Park di Colleretto Giacosa e su un sistema della ricerca e della sanità sempre più forte, come dimostra il riconoscimento IRCCS dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Sono risultati che confermano il ruolo del Piemonte come uno dei principali poli italiani dell’innovazione nelle scienze della vita” dichiarano Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, Federico Riboldi, Assessore Sanità, Livelli essenziali di assistenza, Prevenzione e sicurezza sanitaria, Edilizia sanitaria – Regione Piemonte e Andrea Tronzano, Assessore sviluppo economico, Regione Piemonte.

Dagli ecosistemi alle filiere integrate della salute. La keynote introduttiva di Pietro Presti, CEO di Sharing Progress in Cancer Care, Direttore Generale della Fondazione Tempia e componente del Comitato Scientifico di Bioindustry Park, ha offerto la cornice strategica della giornata. Al centro dell’intervento il passaggio dagli ecosistemi dell’innovazione alle vere e proprie filiere integrate della salute, in un contesto caratterizzato da sfide sempre più complesse: invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche, medicina personalizzata, utilizzo dell’intelligenza artificiale e sostenibilità dei sistemi sanitari.

Presti ha lanciato il messaggio chiave della giornata: “Non basta generare innovazione: bisogna trasformarla in impatto concreto. I cluster non sono semplici reti di relazioni, ma infrastrutture strategiche di capitale relazionale. La competizione del prossimo decennio non sarà tra singole organizzazioni, ma tra ecosistemi”.

Nel suo speech ha invitato tutti gli attori – istituzioni, sanità, ricerca, industria, investitori – a superare la logica del progetto fine a sé stesso per abbracciare quella della piattaforma permanente di collaborazione, capace di trasformare l’innovazione in valore economico, sociale e sanitario, ponendo particolare attenzione all’equità di accesso e alla sostenibilità.

Prima tavola rotonda – Dalla ricerca all’innovazione: collaborazione tra accademia, industria e sanità – La prima tavola rotonda ha approfondito il tema della collaborazione tra ricerca, industria e sistema sanitario come condizione indispensabile per accelerare il trasferimento dell’innovazione verso il mercato e verso i pazienti.

La tavola rotonda ha visto confrontarsi: Fabrizio Grillo, Presidente Federated Innovation @MIND, Marta Betti, Responsabile Clinical Trial center DAIRI – AOU Alessandria, Erika Cecchin, Direttore Farmacologia sperimentale e clinica – IRCCS CRO Aviano, Giandomenico Nollo, Dip. Ing. Industriale Università di Trento, Consorzio iNEST, Presidente SIHTA, Davide Minniti, Direttore AOU San Luigi Orbassano e Roberta Lauro Campania Bioscience.

È emersa con chiarezza una visione condivisa: l’innovazione nelle Scienze della Vita non nasce più all’interno di singole organizzazioni ma lungo filiere collaborative integrate che coinvolgono ricerca clinica, università, ospedali, imprese e cluster territoriali.

Seconda tavola rotonda – Clustering in azione: casi concreti della filiera salute. La seconda sessione ha portato l’attenzione sui modelli concreti di costruzione degli ecosistemi territoriali, mostrando come il clustering possa diventare uno strumento di accelerazione dello sviluppo economico e dell’innovazione.

I modelli di governance congiunti Regione–Cluster che devono allineare ricerca, politiche sanitarie e strategie industriali, sono stati al centro della prima parte della seconda sessione. Sono intervenuti: Alessia Rosolen, Assessore lavoro, formazione, istruzione, università, ricerca e famiglia – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha evidenziando la necessità di una visione di lungo periodo capace di superare la frammentazione tra politiche e territori; Alberta Pasquero, Bioindustry Park, ha illustrato come un modello efficiente di governance pubblico-privata possa svolgere al meglio il ruolo di cerniera operativa tra ricerca, imprese e sistema sanitario, favorendo open innovation e sviluppo industriale, con ricadute sulla crescita dei territori in termini di creazione di competenze e competitività; Andrea Paolini, Direttore Generale Toscana Life Sciences, ha evidenziato il valore delle reti nazionali e internazionali: gli ecosistemi territoriali creano valore quando mettono in rete competenze e si aprono al mondo, costruendo collegamenti con altri territori e con le principali reti nazionali e internazionali dell’innovazione; Mauro Casotto , Direttore Area Progetti e Attività Strategiche di Sistema – Trentino Sviluppo, ha dimostrato come territori geograficamente periferici possano diventare nodi strategici grazie a infrastrutture, specializzazione e connessioni.

Uno dei temi centrali della giornata ha riguardato la capacità di trasformare la ricerca in impresa e sviluppo industriale. Per questo motivo, la seconda parte della seconda sessione, è stata incentrata sull’approfondimento del modello economico e organizzativo che collega ricerca, clinica e azienda lungo tutto il percorso di sviluppo dell’innovazione. Al panel hanno partecipato Giorgio Ciron, Direttore InnovUp, Area Director Life Sciences, Healthcare & Startup Assolombarda e Rosilari Bellacosa, CTO e fondatrice SynDiag; Ambassador GammaDonna).

Il confronto ha evidenziato come il valore della ricerca non possa essere misurato esclusivamente dalla qualità scientifica prodotta, ma anche dalla capacità di generare startup, attrarre investimenti e accompagnare le imprese innovative nelle fasi di crescita e industrializzazione.

Infrastrutture, dati e logistica: gli acceleratori invisibili dell’innovazione – Le infrastrutture rendono possibile il funzionamento degli ecosistemi delle Life Sciences. Caterina Petrillo, Presidente Area Science Park, ha evidenziato il valore delle grandi infrastrutture di ricerca e delle piattaforme tecnologiche aperte, come PRP@CERIC, che sono capaci di mettere competenze e strumenti avanzati a disposizione di imprese e ricercatori, abilitando di fatto gli ecosistemi. Parallelamente, Massimo D’Angelo, Direttore Azienda Zero Piemonte, ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico dei dati sanitari, la “nuova materia prima” dell’innovazione sanitaria.

Accanto a questi temi è emersa, nelle parole di Ilaria Catalano , Vicepresidente LIPHE, anche la centralità della logistica sanitaria e farmaceutica, un pezzo “invisibile” ma sempre più determinante per garantire che farmaci innovativi, dispositivi medici e terapie avanzate possano raggiungere rapidamente e in sicurezza i pazienti.

Il valore della collaborazione pubblico-privato: Investire insieme nel futuro della salute

La parte dedicata agli investimenti ha posto al centro la necessità di rafforzare la collaborazione tra finanza pubblica e capitale privato per sostenere la crescita del comparto.

I relatori hanno condiviso la convinzione che il successo delle Life Sciences dipenda dalla capacità di costruire ecosistemi attrattivi per gli investitori, nei quali ricerca, imprese, infrastrutture e sistema sanitario operino come parti di una stessa strategia. Con gli interventi di Mario Alparone, Direttore Generale Finpiemonte, Raffaele Fantelli, Presidente Agorai Innovation Hub, Elisabetta Borello, Co-founder, VP Strategy & External relations Bio4Dreams, Luigi Gallo, Responsabile Public Advisory Invitalia e Claudio Longo, Componente Comitato di Presidenza di Farmindustria.

Dal confronto è emersa la necessità di superare la logica del finanziamento dei singoli progetti per orientarsi verso il sostegno di ecosistemi territoriali capaci di generare effetti moltiplicativi in termini di innovazione, occupazione e sviluppo industriale.

Lancio dell’edizione 2027 – Alessia Rosolen, Assessore lavoro, formazione, istruzione, università, ricerca e famiglia – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Andrea Tronzano Assessore sviluppo economico, Regione Piemonte e Francesco Marcolini, Presidente Lazio Innova, hanno rilanciato la prospettiva di una collaborazione strutturata e permanente tra ecosistemi regionali. I tre rappresentanti hanno indicato nella costruzione di reti interterritoriali delle Life Sciences uno degli elementi chiave per affrontare le sfide globali della salute, della ricerca e della competitività industriale.

È stato inoltre ufficialmente annunciata l’edizione 2027 dell’evento, che si concentrerà sulla costruzione di “Innovation Valleys della salute” e su un programma operativo condiviso tra Regioni, cluster, imprese, centri di ricerca e sistema sanitario.

Considerazioni finali: dalla visione all’azione, costruire una rete nazionale di ecosistemi – Nell’ultima sessione, Francesca Patarnello, Vicepresidente Market Access & Goverment Affairs AstraZeneca Italia e Alessandra Gelera, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale ALISEI hanno raccolto i principali spunti emersi nel corso della giornata, sottolineando come le sfide future richiedano una collaborazione sempre più stretta tra territori, competenze e filiere diverse.

Il messaggio condiviso è stato chiaro: le differenze territoriali non rappresentano un limite, ma una risorsa da valorizzare all’interno di una strategia nazionale capace di mettere in connessione le eccellenze regionali.

Alessandra Gelera ha lanciato un appello alla costruzione di una strategia nazionale delle Life Sciences: la competitività del nostro Paese non dipende dalla forza dei singoli territori, ma dalla capacità di fare rete. I cluster sono il ponte tra eccellenze locali e visione comune. La competitività del Paese non dipende dalla forza dei singoli territori, ma dalla capacità di condividere competenze e trasformare le eccellenze in una forza collettiva. La sfida è passare dalla costruzione di singoli ecosistemi alla costruzione di vere e proprie Innovation Valleys della salute connesse.

Le differenze territoriali non sono un ostacolo, hanno concluso, ma un valore da mettere a sistema. Solo lavorando come rete si potrà trasformare l’innovazione in sviluppo economico, attrazione di talenti, competitività industriale e benefici concreti per i cittadini e i pazienti.

La collaborazione che da alcuni anni stiamo sviluppando con il Polo Tecnologico Alto Adriatico, gestore del Cluster Scienze della Vita Friuli Venezia Giulia, e con Federated Innovation @MIND ci ha portati a confrontarci sul potenziale dei nostri ecosistemi. Oggi possiamo contare su vere e proprie infrastrutture dell’innovazione capaci di connettere ricerca, sanità, industria, startup, investitori, dati e competenze lungo l’intera filiera delle Scienze della Vita. Con l’incontro di oggi abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti nella costruzione di una visione condivisa di sviluppo, fondata sulla collaborazione tra territori e sulla valorizzazione delle rispettive eccellenze in una reale capacità di sistema. Crediamo che il ruolo dei cluster sia quello di agire come piattaforme di connessione tra ricerca, sistema sanitario, imprese e investitori, favorendo il trasferimento tecnologico, l’open innovation e la crescita di ecosistemi sempre più integrati. Se vogliamo accelerare l’innovazione nella salute, non dobbiamo progettare soltanto nuove tecnologie: dobbiamo progettare le connessioni che permettono a ricerca, sanità, imprese e istituzioni di lavorare insieme, trasformando l’innovazione in valore concreto per i pazienti e per i territori” ha concluso Sara Falvo, Responsabile dell’Innovazione Strategica Bioindustry Park e Cluster Manager bioPmed.

Coppa Italia Lead, medaglie e trofei

Vittoria di tappa per Vighetti e Nicelli. Coppa Italia assoluta per Nicelli e Tomatis

L’ADEL Climbing Wall di Campitello di Fassa ha ospitato l’appuntamento decisivo della Coppa Italia Lead 2026, con la terza e conclusiva prova del circuito nazionale FASI.

Dopo le prove di Pero e Varese, i migliori specialisti italiani della difficoltà sono tornati in parete per giocarsi non solo le medaglie di tappa, ma anche gli ambiti trofei finali di Coppa Italia.

Le qualifiche maschili hanno visto porsi al comando i 3 atleti che hanno conquistato il top su entrambe le vie: Andrea Ludovico Chelleris (Fiamme Oro), Giorgio Tomatis (Centro Sportivo Esercito) e Pietro Vidi (Arco Climbing), mentre sul fronte femminile sono state 8 le specialiste di corda e imbrago a totalizzare 2 top: Claudia Ghisolfi (Fiamme Oro), Emma Gregorotti (King Rock Climbing), Savina Nicelli (Fiamme Oro), Valentina Arnoldi (Ragni di Lecco), Federica Mabboni (Crazy Center), Sofia Brenna (Arco Climbing), Margherita Pernigotti (Escape) e Matilda Liù Moar (AVS Brixen),

In semifinale ha conquistato la testa del gruppo Andrea Ludovico Chelleris, unico a chiudere la gara al top. Subito all’inseguimento Giorgio Tomatis ha raggiunto la presa 45, mentre Tommaso Lamboglia (Rock Dreams) è arrivato alla presa 42+.

Nella semifinale femminile ha dominato Valentina Arnoldi, con 48+, mentre si sono piazzate al secondo posto a pari merito Federica Mabboni e Savina Nicelli, con 47+.

Gli 8 protagonisti della finale maschile sono stati il pordenonese Chelleris, il buschese Tomatis, il romano Lamboglia, il trentino Vidi, il segusino Gianluca Vighetti (Escape), il pinerolese Michele Reusa (Kuota 8.10), i torinesi Giovanni Giachino e Luca Malosti (entrambi di Escape). Mentre le 8 semifinaliste sono state la lecchese Arnoldi, la rivana Mabboni, la lodigiana Nicelli, la veronese Gregorotti, la vipitenese Moar, l’arcense Brenna e le torinesi Ghisolfi e Maia Marinescu (MilanoArrampicata).

Nella finale femminile grande prova di Savina Nicelli, che ha conquistato la vittoria di tappa scalando con grande abilità tecnica e sicurezza, e chiudendo al top, davanti a Emma Gregorotti, anche lei al top, ma medaglia d’argento per via del piazzamento maturato in semifinale. La scalatrice veronese, vice Campionessa Italiana U19, ha fatto valere le sue capacità fra le colleghe Senior, così come Sofia Brenna, che ha raggiunto la presa 48+ e conquistato il bronzo. L’atleta arcense, Campionessa Italiana U19, ha confermato ancora una volta le sue potenzialità, in costante crescita.

Tra gli uomini successo per Gianluca Vighetti, che è salito sul gradino più alto del podio con 51+. L’atleta di Susa in questa stagione ha già conquistato il bronzo al Campionato Italiano U19 e si è confermato come una delle giovani leve da tenere attentamente sott’occhio. Alle sue spalle Andrea Ludovico Chelleris e Giorgio Tomatis, entrambi a quota 50+.

La tappa trentina ha definito anche le classifiche finali di circuito: Savina Nicelli ha realizzato una doppietta d’oro, aggiungendo alla medaglia di tappa il titolo di Coppa Italia Lead assoluta (con 2455 punti). Dopo l’argento in Coppa Italia del 2025 e l’argento al Campionato Italiano 2026 questa atleta si conferma ai massimi livelli nazionali e questo weekend sarà impegnata anche a livello internazionale, nella tappa di World Climbing Series a Innsbruck. Argento per Claudia Ghisolfi (con 1950 punti), che riesce sempre a far valere la sua notevole esperienza, e bronzo per Valentina Arnoldi (con 1845 punti), che dopo il bronzo al Campionato Italiano e il debutto in Coppa del Mondo, ha messo a frutto le sue capacità e il suo desiderio di emergere.

Nelle fila maschili è stato Giorgio Tomatis ad aggiudicarsi il trofeo di circuito (con 2380 punti): l’atleta piemontese porta a casa l’ambito trofeo sottolineando la sua capacità di essere sempre competitivo in modo continuativo, in una stagione agonistica che lo vede impegnato anche in World Climbing Series. Si è accaparrato l’argento Andrea Ludovico Chelleris (con 2105 punti), Campione Italiano U19 che ha già saputo meritare la convocazione mondiale, mentre il bronzo è andato a un sempre più performante Ernesto Placci (con 1525 punti), che dimostra di gara in gara una notevole crescita tecnica e mentale e che sta vivendo l’emozione di una stagione agonistica in World Climbing Series.

Nella classifica a squadre successo per il gruppo sportivo delle Fiamme Oro, davanti a Escape S.S.D. a r.l. e AVS Brixen.

Un weekend intenso, combattuto e spettacolare, che ha chiuso nel migliore dei modi il circuito nazionale della difficoltà.

 

Per consultare i risultati di tappa: https://fasi.results.info/event/1198/

Per consultare il ranking di Coppa Italia assoluta: https://fasi.results.info/rankings/cup/244/0

Per rivedere le finali: https://tv.sportface.it/watch/3f7d00a8-b295-4204-81dd-bf9dc8fff56f

 

Regionali Assoluti: Tassinario centra due titoli piemontesi

Regionali Assoluti: Tassinario centra due titoli piemontesi, tanti finalisti per la ValleBelbo Sport

I Campionati Regionali Assoluti, con 795 atleti al via, in rappresentanza di 23 società, a contendersi i titoli piemontesi, regalano belle soddisfazioni alla ValleBelbo Sport. Risultati interessanti, in una fase particolare della stagione e in un contesto agonistico impegnativo che prevedeva la formula batterie e finali, senza distinzione di categorie di età. Lucia Tassinario, che si sta avvicinando ad un importante appuntamento internazionale della stagione estiva, conquista due titoli regionali e una medaglia d’argento. Il gradino più alto del podio arriva nei 50 stile libero in 26”56 e nei 100 dorso in 1’05”11 mentre nei 50 farfalla centra la piazza d’onore in 27”40. Molto consistenti i risultati da parte degli altri portacolori della ValleBelbo Sport, con numerose presenze in finale. Maddalena Bertelli, approdata in finale A, si piazza in sesta posizione nei 50 dorso in 30”88 a cui aggiunge la finale B dei 100 dorso nuotata in 1’07”35 e la 17a posizione nei 200 dorso. Francesca Gallione, impegnata negli esami di maturità come Lucia Tassinario e Pietro Balsamo, anch’egli in gara a Torino, supera le batterie nella rana e nuota le finali B dei 50 rana (35”97) e dei 100 rana (1’17”28). I più giovani hanno colto l’opportunità di giocarsi una sfidante finale C: hanno passato il taglio delle eliminatorie gareggiando anche al pomeriggio Alessandro Mairano (50 rana 32”54), Jacopo Martella (50 rana 33”57), Mattia Antonio Tammaro (50 stile libero 25”74, 50 farfalla 27”18), Aurora Tudisco (50 stile libero 29”81, 50 farfalla 31”25) e Bianca Tassinario (50 stile libero 30”16, 100 dorso 1’13”87). In gara ai Regionali Assoluti al Palazzo del Nuoto anche Camilla Palumbo, Greta Gabutto, Federica Ferraris, Anna Marchelli, Vittorio Perosino, Daniel Argieri, Giulio Maria Rizzolo e Luca Lovisolo.

Tpl, Avetta (Pd): “Ritardi governo pagati dalle aziende”

Il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) ha presentato un Question time: “Il ritardo ha messo in difficoltà le nostre aziende: ora va garantito il rispetto dei tempi di erogazione delle risorse.”

 

«Il ritardo, del tutto ingiustificato, nel trasferimento dal ministero dei 248 milioni del Fondo Nazionale Trasporti ha messo in grave difficoltà le imprese piemontesi, costrette a fare ricorso massiccio al credito bancario o ad anticipazioni straordinarie per garantire la continuità delle corse, il pagamento dei fornitori e gli stipendi del personale. Ora che la Corte dei Conti ha registrato e sbloccato il decreto di riparto, auspichiamo che davvero il problema vada a risolversi nel giro di pochi giorni, come affermato dalla Giunta regionale, in risposta al mio Question time. Ma, soprattutto, speriamo che non si verifichino più ritardi di questo tipo, a cominciare dall’erogazione ad ottobre della restante quota di anticipazione e, quindi, del saldo finale. Le aziende di trasporto piemontesi danno lavoro ad oltre 7000 persone e la loro gestione non può essere messa a rischio da incomprensibili ritardi ministeriali, costringendo la Regione Piemonte a ricorrere ad anticipazioni di cassa. È indispensabile, per il futuro, garantire il rispetto della tempistica delle erogazioni di risorse dal MIT alla Regione, da questa all’Agenzia della Mobilità e, quindi, alle aziende. Noi controlleremo affinché i pagamenti avvengano nel giro di “pochi giorni”, così come promesso».

 

Alberto AVETTA

Consigliere regionale PD, Portavoce PD in Commissione Trasporti

La FLIC presenta i nuovi talenti del corso “Mise à niveau”

La FLIC Scuola di Circo di Torino, fondata nel 2002 dalla Reale Società Ginnastica Torino, è la prima scuola professionale di circo in Italia, e uno dei originali centri europei dedicati alla valorizzazione delle arti circensi.

All’interno della stagione “Caleidoscopio 2025-2026”, prosegue il percorso di apertura al pubblico delle esperienze formative della scuola, attraverso appuntamenti che permettono di osservare da vicino l’evoluzione artistica degli allievi e delle allieve, accompagnati da registi, coreografi e professionisti di livello internazionale. Dopo l’appuntamento di martedì 16 giugno scorso, quando il circo contemporaneo è uscito dagli spazi teatrali per incontrare direttamente la città con le “Incursioni urbane”, in programma in piazza Montale, nel quartiere Vallette, con partecipazione libera e gratuita, il percorso proseguirà giovedì 18 giugno, alle 19.30, allo Spazio Flic, con “Un passo nel circo”, per la presentazione curata da Erika Bettin, che vede protagonisti gli allievi e le allieve dell’anno “Mise à niveau”, corso preparatorio della scuola. L’ingresso è gratuito, con offerta libera facoltativa, fino a esaurimento dei posti.

Per molti di loro si tratterà della prima esperienza individuale davanti al pubblico. Ciascun partecipante presenterà una breve sequenza artistica legata alla propria disciplina circense, condividendo il lavori svolto durante l’anno affrontando il passaggio dalla pratica quotidiana alla dimensione scenica. L’evento rappresenta un piccolo ma rappresentativo passo nel loro percorso, e un’opportunità per mettersi alla prova, condividere il palcoscenico e portare in scena la propria ricerca artistica.

Erika Bettin, artista di circo contemporaneo, danzatrice e docente, si è diplomata alla FLIC nel 2008, dopo un percorso nella danza contemporanea. Fondatrice della compagnia Magdaclan, ha lavorato come interprete per la Enclave Dance Company di Roberto Olivan, e per la compagnia Finzi Pasca, partecipando a tournée internazionali e a numerosi produzioni di circo contemporaneo. Oggi affianca l’attività artistica a quella pedagogica e di ricerca, collaborando con diversi progetti formativi e creativi.

La stagione Caleidoscopio 2025-2026 si concluderà dal 26 al 28 giugno prossimo, con la quarta edizione di “Oscillante”, il primo festival dedicato alle discipline circensi “Ballant”, le spettacoli tecniche aeree oscillanti. Lo spazio FLIC e l’Area Bunker ospiteranno tre giornate di spettacoli, performance, musica dal vivo e incontri con artisti provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, confermando Torino come punto di riferimento internazionale per la ricerca e la creazione nelle arti circensi contemporanee. Il festival rappresenta il momento conclusivo della stagione della FLIC, un’occasione unica per scoprire alcune delle più innovative espressioni delle discipline aeree oscillanti.

Info: www.flicscuolacirco.it

Mara Martellotta

Ricerca, sviluppo, innovazione: in arrivo i fondi regionali

APPROVATE DALLA GIUNTA REGIONALE DUE “SCHEDE DI MISURA”

A DISPOSIZIONE RISORSE COMPLESSIVE DI CIRCA 84 MILIONI DI EURO

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha approvato due provvedimenti destinati a sostenere ricerca, sviluppo, innovazione e le fasi di industrializzazione dei relativi risultati, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step, per complessivi 84 milioni di euro, a cui si aggiungono fino a 3,9 milioni per l’assistenza tecnica.

Si tratta di due “schede di misura”, ovvero i documenti tecnici che descrivono obiettivi, ambiti, criteri di ammissibilità, dotazione finanziaria e modalità attuative di una misura del programma Fesr 2021‑2027. Sono in sostanza il “manuale operativo” del bando.

Step è la “Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa”,con cui l’Unione Europea mette a disposizione risorse per finanziare ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie critiche (digitali, pulite, biotecnologie e difesa), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e attrarre investimenti.

«Con l’approvazione delle “schede di misura” mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell’attività di ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e per le fasi di industrializzazione — dichiara l’assessore Matteo Marnati -. Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lanciamo un intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione».

La prima misura, denominata “Swich – edizione 2026”, sostituisce una precedente scheda e rappresenta la terza finestra di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La seconda misura è invece dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche (digitali, pulite e biotecnologiche) che apportino elementi innovativi emergenti con elevato potenziale economico e contribuiscano a ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione.

Entrambe le misure, ciascuna dotata di circa 40 milioni di euro, mirano a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese piemontesi, favorendo il trasferimento dei risultati alle fasi di avvio industriale e commerciale e sostenendo le attività intermedie di valutazione di fattibilità tecnica, economica e di mercato. L’intento è mantenere continuità con i modelli di supporto attivati nel ciclo di programmazione 2014‑2020 e promuovere la validazione e l’incorporazione dei risultati scientifici e tecnologici nei processi produttivi, con particolare attenzione alla generazione di vantaggi competitivi e opportunità di business a livello di singola impresa o di filiera.

Potranno concorrere proposte in forma singola o partenariale, a diverso stadio di maturità purché in prossimità della fase di avvio industriale o commerciale, e caratterizzate da piani di investimento di taglio medio‑basso o medio‑alto; nei progetti collaborativi la quota minima di partecipazione delle Pmi non può essere inferiore al 20% del costo complessivo ammissibile, mentre la partecipazione degli organismi di ricerca è ammessa esclusivamente in partenariato con le imprese e fino a un limite massimo del 30% a seconda della linea di intervento.

I beneficiari sono prevalentemente imprenditoriali: Mpmi (micro, piccole e medie imprese) incluse le start‑up innovative, grandi imprese solo in partenariato con Mpmi, e organismi di ricerca in partenariato. Tutti i soggetti devono avere sede operativa e produttiva in Piemonte o impegnarsi ad attivarla prima della prima erogazione del contributo, con possibilità limitata di partecipazione per soggetti non regionali solo se la loro presenza è essenziale per competenze non reperibili localmente.

Le misure privilegiano progetti che sviluppino know‑how su tecnologie e soluzioni innovative e che conducano alla generazione, implementazione e immissione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi, contribuendo così a rafforzare la competitività, la resilienza e la riorganizzazione delle filiere industriali regionali.

Camera: “Retrospettiva” e “Photo Typo”

Camera, Centro Italiano per la Fotografia, inaugura il programma espositivo del neodirettore François Hébel con due mostre originali, una dal titolo “Retrospettiva” dedicata a Harry Gruyaert, che narra il colore come esperienza visiva e sensoriale, e “Photo Typo” di Werner Jeker, dedicata ai manifesti fotografici del maestro svizzero della grafica.
Entrambe le mostre sono curate da François Hébel e sono visitabili dal 18 giugno al 4 ottobre 2026.

“Retrospettiva” è  la prima grande mostra di Harry Gruyaert in Italia. Tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea, il fotografo è nato in Belgio nel 1941 ed è membro di Magnum Photos. È  stato tra i primi fotografi europei, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, a conferire  al colore una dimensione  non più descrittiva,  ma puramente creativa, percettiva ed emotiva, capace di costruire una visione  radicalmente grafica del mondo. In un’epoca in cui la fotografia era prevalentemente celebrata in bianco e nero, il suo lavoro si inserisce nel solco tracciato da autori americani quali Saul Leiter e William Eggleston.
Seguendo un percorso cronologico, “Retrospettiva” si apre con una serie di TV Shots, realizzata a Londra nel 1972, in cui Gruyaert, inflenzato dalla pop art e dall’immaginario televisivo, manipola l’antenna del suo televisore per trasformare le immagini in composizioni vibranti e astratte. Olimpiadi, commedie televisive e i primi passi sulla Luna diventano così icone di una nuova cultura visiva dominata dal colore, simbolo di una TV che, in quegli anni, si reinventa a colori conquistando il pubblico con un linguaggio ipnotico e inedito.

Nella sezione intitolata Francia- Belgio vengono narrate le prime ricerche tra il Belgio,suo paese natale, e Parigi, città in cui si trasferisce nei primi anni Sessanta. Qui il fotografo si confronta con la sua terra di origine, un territorio che inizialmente percepisce difficile da interpretare cromaticamente, ma che , progressivamente,  grazie ai contesti industriali, le insegne e gli oggetti dai colori vivaci tipici degli anni Settanta, riesce a modellare  in  composizioni fortemente grafiche.
Nella sezione Sud emerge un altro nucleo fondamentale della sua poetica, il Marocco, che rappresenta per l’artista una vera rivoluzione visiva.
Qui luce, architettura, paesaggio e presenza umana si fondono in un’esperienza percettiva intensa e, a partire da questa esperienza, il fotografo compie numerosi viaggi nel Sud del mondo, dall’Egitto all’India, dalla Spagna alla Turchia, confrontandosi con luci abbacinanti, ombre profonde e tonalità vellutate che continuano ad ampliare la sua ricerca.
Dalle miniere agli impianti siderurgici, dai laboratori farmaceutici alle centrali nucleari, Gruyaert viene incaricato di realizzare immagini per opuscoli finanziari e campagne di comunicazione aziendale.
Nella sezione Industrie è  proprio il colore a trovare la sua piena espressione nel contesto professionale e industriale,  all’interno di ambienti tecnici e produttivi, dove riesce a trasformare macchinari, superfici e geometrie industriali in immagini quasi al limite dell’astrazione, dominate da contrasti cromatici e composizioni rigorose.
Est incontra Ovest pone in dialogo due mondi, da un lato i colori artificiali, seducenti e commerciali del sogno americano, dall’altro le atmosfere spoglie e incerte della Russia post sovietica. Attraverso questo confronto, il fotografo riflette sulle identità visive e culturali  di due sistemi profondamente diversi, mostrando come il colore possa diventare strumento di lettura sociale e politica.
Nella serie Litorali, nata quasi casualmente nel corso dei suoi viaggi e protagonista di un’intera sezione della mostra, le coste diventano per Gruyaert una sorta di sfida visiva, cui risponde riducendo gli elementi all’essenziale. Cielo, sabbia, mare e orizzonte costruiscono immagini minimali e sospese, dove luce e variazioni cromatiche sono assolute protagoniste.
Chiude il percorso “Aeroporti”, la sezione dedicata ai luoghi di transito per eccellenza, sale d’attesa, Vetrate, riflessi e trasparenze che affascinano Gruyaert per la qualità artificiale della luce e per la possibilità di creare composizioni geometriche attraversate da colori netti e presenze fugaci, trasformando spazi anonimi e quotidiani in immagini di forte intensità visiva.

Harry Gruyaert  è anche autore di numerosi libri che cura in prima persona in ogni particolare, lavorando a stretto contatto con il designer e editore per realizzare un oggetto unico.
Camera, invece del tradizionale catalogo, proporrà  tutti i libri attualmente disponibili, mentre una vetrina all’interno della mostra raccoglierà tutte le pubblicazioni dedicate al suo lavoro.
Camera propone inoltre una masterclass dal titolo “La geometria del colore” con Harry Gruyaert per i fotografi e per le fotografe che desiderino far evolvere  il proprio linguaggio visivo e rafforzare la proprio identità  autoriale. Si tratta di cinque giorni dal 30 settembre al 4 ottobre prossimi per immergersi nell’universo visivo di uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea e pioniere indiscusso del colore. Sotto la sua guida diretta, ciascun partecipante lavorerà allo sviluppo e alla realizzazione di un progetto fotografico personale, affinando la propria visione autoriale  e trasformando radicalmente il modo di guardare la realtà.
Si tratta di un’opportunità rara per confrontarsi con lo sguardo di una figura chiave della fotografia a colori. Le iscrizioni sono fino al 10 settembre, con tariffa early bird entro il 30 luglio.

Accanto alla mostra del maestro belga, la Project Room ospita “Photo Typo”, esposizione dedicata a Werner Jeker, figura di riferimento internazionale nel campo della grafica applicata alla fotografia.
Nato in Svizzera nel 1944, Jeker rappresenta un caso unico nel panorama del graphic design contemporaneo. Considerato tra i più importanti cartellonisti della sua generazione, ha sviluppato un linguaggio visivo In cui fotografia e tipografia si fondono, in un equilibrio raffinato e audace, superando la semplice funzione comunicativa del manifesto per trasformarlo in una vera e propria opera d’arte autonoma.
L’esposizione, pensata appositamente per Camera e presentata in questa forma, riunisce un’ampia selezione dei manifesti più significativi realizzati da Jeker, con particolare attenzione a quei lavori che utilizzano la fotografia quale elemento strutturale della composizione.
È evidente la capacità dell’autore di intervenire sull’immagine con grande sensibilità e rispetto, preservandone l’integrità documentaria e al tempo stesso amplificandone la forza visiva attraverso il dialogo con la tipografia.Jeker ha saputo costruire una relazione originale tra immagine e testo e i suoi manifesti traggono ispirazione diretta dai contenuti delle mostre e dalle poetiche degli autori, mentre in altri progetti la fotografia diventa strumento evocativo per raccontare spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche  ed eventi culturali, sempre calibrati con precisione,  dando vita a composizioni essenziali ma di forte impatto.
Nel corso della  sua carriera, iniziata nel 1965 e proseguita in autonomia dal 1972, Jeker ha firmato oltre 800 manifesti, accanto a libri, progetti espositivi per importanti istituzioni culturali, sociali e commerciali internazionali. Tra gli altri premi ricevuti l’Infinity Award dell’International Center of Photography per l’uso innovativo della fotografia, oltre al primo premio per il progetto delle nuove banconote svizzere.
Da Camera sono per la prima volta pubblicati i migliori manifesti di Werner Jeker, in cui fotografia e tipografia dialogano tra loro. Sono circa 70 manifesti selezionati da una collezione di oltre 800 lavori realizzati nel corso della sua carriera.

Mara Martellotta

Savona ricorda il grande artista Walter Morando

Il 12 giugno nella Fortezza del Priamar in occasione del convegno nazionale ANGOPI, dopo gli interessanti interventi sulla storia e lo sviluppo dei porti, in particolare il porto di Savona, il presidente Marco Balestrino ha ricordato il talento di Walter Morando. Legato da passione lavorativa e artistica nei riguardi del porto, l’ANGOPI ha rievocato, nel PALA CROCIERE di Savona, le originali opere del geniale scultore savonese che ha dato dignità agli umili utensili contemplandoli ed elevandoli alla sfera dell’arte.

“Popoli in cammino per la pace”

Sì è svolta domenica 14 giugno, la giornata promossa dal Coordinamento regionale Migrantes di Piemonte e Valle d’Aosta sul tema “Popoli in cammino per la pace”.

Un’occasione di incontro e festa che ha unito comunità, Associazioni, famiglie e cittadini in un percorso condiviso attraverso il cuore della città, chiamata ad ospitare volti, presenze, storie ed attese di tanti che sono giunti in Italia in cerca di futuro, di lavoro, di dignità.

L’iniziativa coinvolge la rete degli Uffici diocesani per la pastorale dei migranti, unitamente alla Fondazione Migrantes.

Il grande incontro promosso dalla pastorale migranti è stato aperto da  due saluti istituzionali: quello della Vice Sindaca MIchela Favaro e del Vice Presidente del Comitato diritti umani Giampiero Leo.

Leo – che ha portato i saluti del Presidente del Comitato Davide Nicco – oltre a complimentarsi con la Pastorale migranti e la diocesi di Torino per la bellezza, la  generosità e l’intelligenza  dell’iniziativa, ha voluto fare una sottolineatura. Ovvero: il fatto che il contributo all’evento sia stato assegnato dal Comitato diritti umani è derivato da una scelta precisa del Presidente Ncco e dal suggerimento del Consigliere Magliano per significare che quello della emigrazione e al movimento dei popoli è un vero e proprio diritto umano. Un diritto che ovviamente se esercitato – come giusto – nell’ambito della legalità e dell’ordine e di accordi internazionali chiari e precisi, può portare ad un arricchimento e a un bene dell’intera comunità, recando  reali vantaggi sia al migrante che a chi lo sa accogliere.
(Foto di copertina Mihai Bursuc)