Il format per sperimentare il cibo esplorando i cinque sensi dedica la terza puntata all’olfatto. Nel bistro dell’hub culturale di via Pallavicino in programma “Esperienza Vermouth” in collaborazione con Esperienza Srl e Compagnia dei Caraibi.
Prosegue SensEAT, il ciclo di appuntamenti del Bistrò di OFF TOPIC per esplorare le percezioni gustative, giocando con i cinque sensi. Dopo la cena al buio, protagonista della terza serata, in programma mercoledì 16 febbraio, sarà l’olfatto.
Alle 19.30 avrà inizio il laboratorio creativo a cura di Esperienza Srl con la partecipazione di Compagnia dei Caraibi con Vermouth Carlo Alberto.
Vino, zucchero, erbe e fantasia, questi gli ingredienti che verranno messi a disposizione dei partecipanti nella costruzione di un percorso divertente e interattivo. Sarà Fulvio Piccinino, indiscusso esperto del settore, a condurre e accompagnare gli ospiti alla scoperta del mondo del Vermouth. Tra aneddoti, curiosità, pubblicità vintage e immagini d’epoca si svolgerà il vero e proprio laboratorio durante il quale si procederà alla creazione della propria ricetta segreta. Il pubblico avrà a disposizione diverse postazioni allestite con erbe, spezie, tinture professionali, vino base, contagocce e imbuti, tutto il necessario per esplorare, sperimentare e realizzare il proprio vermouth.
A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e immersiva sarà la cena preparata dal Bistrò di OFF TOPIC con un menù dedicato capace di esaltare i sapori e i profumi sia dei Vermouth, che saranno serviti in degustazione (Riserva Carlo Alberto Vermouth rosso, Riserva Carlo Alberto Vermouth dry, Riserva Carlo Alberto Vermouth bianco) che delle erbe aromatiche protagoniste del laboratorio.
Obiettivo della serata sarà risvegliare il senso dell’olfatto stuzzicandolo con aromi diversi, dai più pungenti ai più delicati.
Esperienza Vermouth
Laboratorio e cena con degustazione €40
Prenotazione tavoli obbligatoria al numero whatsapp 388.446.3855
Esperienza Srl
Una start-up nata a Torino nel 2018 sulla scia del successo di “Esperienza Vermouth”, un format di evento innovativo e coinvolgente nel quale i partecipanti scoprono le origini dell’aperitivo più celebre al mondo, viaggiando tra spezie e degustazioni e creando la propria ricetta di Vermouth da
imbottigliare. I format e gli eventi creati e organizzati per aziende e privati da Esperienza srl nascono con l’obiettivo di divulgare e celebrare le eccellenze italiane tra enogastronomia, territorio, cultura e
sport facendo vivere alle persone esperienze esclusive, autentiche e coinvolgenti. Al Salone del Gusto – Terra Madre 2018 il format di Esperienza viene premiato da Invitalia inserendosi tra le migliori 10 imprese innovative nel settore del turismo food & wine. Nel 2019 Esperienza, a pochi mesi dalla sua nascita, inizia a organizzare eventi privati all’estero, da Londra a New York. Enit sceglie i format di Esperienza per promuovere il territorio italiano attraverso fiere ed eventi internazionali: ITB China – Shanghai (maggio 2019), IMEX – Frankfurt (maggio 2019), IFTM – Paris (ottobre 2019). Nel 2020 Esperienza diventa Tour Operator Ufficiale del Giro d’Italia e si affaccia al mondo degli eventi online che può organizzare in tutto il mondo.


Siamo nella seconda metà del XVII secolo ma tutta la nevrosi che circola tra le pagine del “Malato immaginario” di Molière rimanda al secolo che abbiamo da poco lasciato, a quel Novecento che ha inventato – e vissuto – nuovi meccanismi drammaturgici, che ha prosciugato la scrittura e le azioni, che ha parlato più di altri di solitudine, di alienazione, di fuga dalla realtà. Quadro perfetto dell’ipocondriaco, il protagonista Argante, dice Guglielmo Ferro – regista di questa edizione prodotta dalla Compagnia Molière e La Contrada, Teatro Stabile di Trieste in collaborazione con il romano Teatro Quirino Vittorio Gassman in occasione dei quattrocento anni dalla morte del grande autore francese, in scena all’Alfieri da stasera sino a domenica 10 febbraio per la stagione di Torino Spettacoli – “ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti”. Quando i tempi di Freud erano ancora ben lontani, l’uomo Argante, cercando rifugio da ogni sua debolezza, si pone al riparo – all’interno della malattia, con l’aiuto cercato e la distruzione al tempo stesso dello stuolo di medici dai nomi e dalle virtù più assurdi – di quanto lo circonda, della vita di ogni giorno, di chi abita nella sua casa, delle vicende che come mostri gli piovono addosso. Non è certo una errata questione di anagrafe, non è questione di abbinare con troppa semplicità la malattia alla vecchiaia. È la rappresentazione della vita di mezzo, con le sue paure e le sue debolezze. Molière rappresenta quest’ultima sua opera quando da poco meno di un mese ha compiuto i 51 anni e Emilio Solfrizi, interprete oggi di Argante (dopo i vari Buazzelli, un grande Romolo Valli immerso nell’interno vermeeriano di Pier Luigi Pizzi, Bonacelli, Franco Parenti e Alberto Sordi sullo schermo), sta per raggiungere il mezzo secolo e si pone bene in linea con l’età, restituendo al “Malato” quell’aspetto che a volte è stato dimenticato. Oltre a rendere, con il cinismo e il disincanto con cui l’autore guarda alla sua epoca, il grande divertimento che sta nelle sue pagine e nei personaggi.
La stagione dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa continua dall’11 al 13 febbraio, alle ore 20,45, al teatro Marcidofilm di corso Brescia 4bis (
Uomini e animali, compagni di viaggio e di vita. In ogni tempo e luogo. Nel bene e nel male. O solo animali (ma dietro c’è sempre la presenza, ostile o rassicurante, dell’uomo), come nel caso dei cammelli che attraversano senza meta precisa, incerti e spauriti, i pozzi di petrolio in fiamme o degli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio: suggestive terribili immagini diventate iconiche e scattate nel ’91 da Steve McCurry durante una missione nell’area del Golfo, specchio del disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del primo conflitto che oppose l’Iraq ad una coalizione ONU guidata dagli USA, ai fini di restaurare la sovranità del piccolo emirato del Kuwait. Un reportage che farà vincere al fotoreporter di Phlidelphia (oltre trent’anni di attività, classe ’50) il prestigioso “World Press Photo”, assegnatogli da una giuria molto speciale, la “Children Jury” composta da bambini di tutte le nazionalità. Siamo nel 1991. E proprio allora prende idea e corpo il progetto “Animals”, diventato (dopo anni di appassionato lavoro peregrinando dall’Africa all’India, dall’Afghanistan agli States, dal Kuwait al Pakistan) mostra di intensa, a volte drammatica poeticità, e arrivata oggi per la prima volta in Piemonte, ospite delle antiche cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
della “World Press Photo” – in tutti i sei continenti del Pianeta, ponendo sempre al centro dell’obiettivo storie e narrazioni legate alle categorie degli ultimi e dei più fragili, con un’attenzione particolare ai bambini, alle “condizioni dei civili nelle aree di conflitto, documentando le etnie in via di estinzione e le conseguenze dei cataclismi naturali”. Quanto mai ampia e decisamente varia la panoramica di opere selezionate per la mostra che prende avvio da un toccante spunto di riflessione con la ricostruzione del fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai, attraverso l’innovativo sistema di proiezioni multimediali realizzati con il sistema “Remix 4.0”.
visitatori un messaggio: ossia che, sebbene esseri umani e animali condividano la medesima terra, solo noi umani abbiamo il potere necessario per difendere e salvare il pianeta”. E durante il percorso numerosi approfondimenti sono volti proprio a sensibilizzare il pubblico sulle tematiche della salvaguardia del nostro pianeta e sull’ecosostenibilità. Nella sala didattica verranno realizzati anche seminari e workshop, con il coinvolgimento di diverse fasce d’età.