I capolavori della Classicità di Fabio Viale si rivestono dei tatuaggi di oggi

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Sino al 9 gennaio, in Piazzetta e all’interno di Palazzo Reale

 

Tra la cancellata dei Dioscuri e la facciata del Castellamonte, si respira a Torino, in Piazzetta Reale – e si respirerà sino al 9 gennaio prossimo -, un’inattesa atmosfera condivisa tra classicismo e contemporaneità. Il mondo antico intriso della provocazione di oggi. Fabio Viale, cuneese di nascita, uno degli artisti più interessanti e acclamati del panorama odierno dell’arte – personale al Glyptothek Museum di Monaco di Baviera, la partecipazione al Padiglione Venezia della Biennale 2019, l’esposizione al Pushkin Museum di Mosca e “Truly”, mostra diffusa nei luoghi simbolo della città di Pietrasanta nell’estate 2020: ad accrescerne il successo, ci penserà l’anno prossimo la città di Arezzo che gli metterà a disposizione strade e piazze perché le riempia delle sue opere -, presenta con “In Between” un suggestivo percorso marmoreo, con la collaborazione della Galleria Poggiali e con la cura di Filippo Masino e Roberto Mastroianni, percorso che si amplia in altri luoghi all’interno del vasto complesso di Palazzo Reale.

“Reinterpretare in chiave contemporanea le forme e i temi dell’arte classica”, ovvero creare e ri-creare certi capolavori dell’antichità, dalle opere dell’Ellenismo a quelle di Michelangelo e Canova, con una “forza” nuova, un effetto straniante, un segno personale come è il tatuaggio oggi. Le immagini, i capolavori come da sempre li abbiamo davanti agli occhi, i canoni della bellezza e della perfezione, “magicamente alterati” (quanti penseranno “sporcati”?) in una immersione di contemporaneo, fatta di ricerca e di tecnologia. “Attraverso le chiavi della meraviglia, del virtuosismo tecnico e della reinterpretazione creativa – dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali -, l’arte di Fabio Viale ci spinge a guardare con occhi nuovi ai capolavori di scultura che popolano i nostri musei e il nostro immaginario: un arco teso tra passato e futuro, fra tradizione e sperimentazione presente, un omaggio alle multiformi potenzialità del patrimonio culturale e un invito a conoscerlo e a sfidarlo senza pregiudizi”.

Una scenografia nuova, un colloquio in piena luce con le architetture circostanti, una parte della mostra immediatamente fruibile da torinesi e turisti. Sono “Kouros”, il potente e tragico “Laocoonte” che si specchia nel confratello dei Musei Vaticani, “Torso Belvedere”, “Venus” e “Souvenir David”. Nel Salone delle Guardie Svizzere, all’interno del Palazzo, “Amore e Psiche”, opera inedita, riecheggia il capolavoro neoclassico di Canova e vi imprime il momento che stiamo vivendo con una riflessione, profonda e drammatica, attraverso la tatuatura del corpo femminile con i motivi nuziali delle spose mediorientali, la disperazione della condizione della donna, l’asservimento, la cultura negata, gli insegnamenti nascosti. Un progetto che era nato alcuni mesi con intenti diversi: “Avevo immaginato dei meravigliosi tatuaggi giapponesi – confessa lo scultore – ma alla luce dei recenti fatti in Afghanistan ho sentito che il mio progetto doveva cambiare radicalmente per provare invece a gettare un ponte culturale tra Occidente e Medioriente”.

Nella Cappella della Sindone, Fabio Viale, non credente, ha voluto deporre “Souvenir Pietà (Cristo)” del 2006, metterlo al centro dell’architettura del Guarini e di fronte ad una delle più importanti e misteriose icone del Cristianesimo, solo, inerme nella tragedia della morte, privato dell’abbraccio della Madre. Nell’Armeria Reale, tra lance alabarde ed elmi, trova spazio “Lorica”, ovvero la riscrittura di una parte di un’armatura antica, in marmo rosa, a cui Viale ha dato vita attraverso una scansione tridimensionale ad alta risoluzione del corpo di Fedez, sì il rapper: lorica, grazie a piccole cinghie, perfettamente indossabile e Fedez, in un giorno non ancora precisato, entro la fine della mostra scenderà a Torino per la mitica prova. I fan sono avvisati.

Nel dicembre prossimo, infine, prenderà forma una seconda tappa della mostra all’interno delle nuove sale delle Antichità Reali, dedicata alla serie delle finzioni dei materiali: il marmo diventa legno, plastica, gomma, polistirolo, carta, si tramuta in copertoni delle auto o cassette della frutta. Un confronto/ossimoro tra la statuaria greco-romana raccolta dai Savoia e le sperimentazioni che hanno consolidato la fama di Fabio Viale a livello globale.

 

Elio Rabbione

 

Photo Credits: Nicolo Campo / DB Studio

 

Nelle immagini: “Laocoonte” 2020, marmo bianco e pigmenti;

“Amore e Psiche”, 2021, marmo bianco e pigmenti;

“Venus”, 2021, marmo bianco e pigmenti;

“Lorica”, 2021, marmo rosa e pigmenti

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