Un menù evocativo dell’amore per la sera del 14 Febbraio ed un week end “in love” per vivere la festa più romantica dell’anno: due proposte per celebrare il sentimento che “move il sole e l’altre stelle”
Saranno lo charme della camera più romantica del Turin Palace Hotel, lo splendore della Sala Mollino, fiore all’occhiello della struttura, gli spazi relax della SPA e la proposta gourmet dello chef de Les Petites Madeleines a fare da scenografia alla serata più romantica dell’anno.
Per San Valentino due le proposte per i lovers: una cena a lume di candela la sera del 14 Febbraio o, tra il 12 e il 13 febbraio, un’esperienza unica da comporre in base ai propri desideri.
12/13 Febbraio: “Fuga romantica”, quando l’amore non ha una sola data
Anticipa la giornata degli innamorati al week end che la precede (12/13 Febbraio) la proposta componibile “Fuga romantica” del Turin Palace: gli ospiti potranno infatti scegliere di trascorrere una notte (sabato 12) nella camera più romantica dell’Hotel e di cenare nella suggestiva Sala Mollino con il menù “Dal palato al cuore” elaborato dallo chef de Les Petites Madeleines Giuseppe Lisciotto, oppure potranno addizionare al loro soggiorno e al romantic dinner anche altri due momenti pensati per la coppia (un massaggio “a due” nella SPA e un aperitivo “Check to check” nello spazio riscaldato della Terrazza per godersi il tramonto). Un San Valentino “su misura” per interpretare desideri e aspettative di chi lo vive.
14 Febbraio: una cena…”Dal palato al cuore”
Agli innamorati che vogliono festeggiarsi unicamente il 14 Febbraio, la magia dell’amore vive nella Sala Mollino dove, lo staff de Les Petites Madeleines, sarà pronto ad accoglierli per accompagnarli in un percorso di degustazione…”Dal palato al cuore”.
Ad osannare il sentimento più esaltato da poeti, scrittori ed artisti sarà infatti una cena a lume di candela a base dei migliori prodotti della cucina italiana, valorizzati da studiate contaminazioni. Dopo le “Coccole di benvenuto dello Chef”, accompagnate da una flûte di Champagne, ad essere serviti saranno “Chevice di capasanta estratto di barbabietola kombawa e puntarella”, “Tartare di manzo battuta al coltello con zabaione salato”, “Risotto Carnaroli, tartare di gambero rosso di Mazzara del Vallo e bisque”, “Raviolo ripieno di Granceola, olio al dragoncello e limone salato” e “Merluzzo nordico scottato con carciofo alla brace”.
Il Dessert non tradisce le aspettative sin dal nome: “Passione”.
“C’è tutta una vita in un’ora d’amore, diceva Balzac, e mai come in questo momento abbiamo bisogno di fermare il tempo e dedicarci a chi ci sta vicino con amore, cura e dolcezza. Da questa consapevolezza e con il desiderio di ritornare a condividere momenti unici, sempre nel rispetto della massima sicurezza, abbiamo pensato a queste proposte che vogliono essere una dichiarazione d’amore anche di tutti noi ai nostri ospiti”, commenta Margherita Marzot, Responsabile Quality and Communication del Turin Palace Hotel.
I costi
Solo cena “Dal palato al cuore” del 14 Febbraio: 85 euro per persona (vini esclusi)
Pacchetto Fuga Romantica completo (camera con allestimento romantic, welcome con prosecco, aperitivo in Terrazza, massaggio di coppia e cena romantica): 550 euro
Pacchetto Fuga romantica componibile:
· Camera + allestimento romantic + welcome con prosecco euro 254,00
· Aperitivo “Check to check” in Terrazza euro 30 a coppia
· Massaggio di coppia euro 160 per due persone
· Cena a lume di candela euro 170,00 per 2 persone
Per saperne di più:
Fuga d’amore
https://www.turinpalacehotel.com/it/camere-offerte/fuga-romantica/34-14735.html
Dal palato al cuore
https://www.turinpalacehotel.com/it/ristorante/menu-di-san-valentino/64-0.html
Siamo nella seconda metà del XVII secolo ma tutta la nevrosi che circola tra le pagine del “Malato immaginario” di Molière rimanda al secolo che abbiamo da poco lasciato, a quel Novecento che ha inventato – e vissuto – nuovi meccanismi drammaturgici, che ha prosciugato la scrittura e le azioni, che ha parlato più di altri di solitudine, di alienazione, di fuga dalla realtà. Quadro perfetto dell’ipocondriaco, il protagonista Argante, dice Guglielmo Ferro – regista di questa edizione prodotta dalla Compagnia Molière e La Contrada, Teatro Stabile di Trieste in collaborazione con il romano Teatro Quirino Vittorio Gassman in occasione dei quattrocento anni dalla morte del grande autore francese, in scena all’Alfieri da stasera sino a domenica 10 febbraio per la stagione di Torino Spettacoli – “ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti”. Quando i tempi di Freud erano ancora ben lontani, l’uomo Argante, cercando rifugio da ogni sua debolezza, si pone al riparo – all’interno della malattia, con l’aiuto cercato e la distruzione al tempo stesso dello stuolo di medici dai nomi e dalle virtù più assurdi – di quanto lo circonda, della vita di ogni giorno, di chi abita nella sua casa, delle vicende che come mostri gli piovono addosso. Non è certo una errata questione di anagrafe, non è questione di abbinare con troppa semplicità la malattia alla vecchiaia. È la rappresentazione della vita di mezzo, con le sue paure e le sue debolezze. Molière rappresenta quest’ultima sua opera quando da poco meno di un mese ha compiuto i 51 anni e Emilio Solfrizi, interprete oggi di Argante (dopo i vari Buazzelli, un grande Romolo Valli immerso nell’interno vermeeriano di Pier Luigi Pizzi, Bonacelli, Franco Parenti e Alberto Sordi sullo schermo), sta per raggiungere il mezzo secolo e si pone bene in linea con l’età, restituendo al “Malato” quell’aspetto che a volte è stato dimenticato. Oltre a rendere, con il cinismo e il disincanto con cui l’autore guarda alla sua epoca, il grande divertimento che sta nelle sue pagine e nei personaggi.
La stagione dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa continua dall’11 al 13 febbraio, alle ore 20,45, al teatro Marcidofilm di corso Brescia 4bis (
Uomini e animali, compagni di viaggio e di vita. In ogni tempo e luogo. Nel bene e nel male. O solo animali (ma dietro c’è sempre la presenza, ostile o rassicurante, dell’uomo), come nel caso dei cammelli che attraversano senza meta precisa, incerti e spauriti, i pozzi di petrolio in fiamme o degli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio: suggestive terribili immagini diventate iconiche e scattate nel ’91 da Steve McCurry durante una missione nell’area del Golfo, specchio del disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del primo conflitto che oppose l’Iraq ad una coalizione ONU guidata dagli USA, ai fini di restaurare la sovranità del piccolo emirato del Kuwait. Un reportage che farà vincere al fotoreporter di Phlidelphia (oltre trent’anni di attività, classe ’50) il prestigioso “World Press Photo”, assegnatogli da una giuria molto speciale, la “Children Jury” composta da bambini di tutte le nazionalità. Siamo nel 1991. E proprio allora prende idea e corpo il progetto “Animals”, diventato (dopo anni di appassionato lavoro peregrinando dall’Africa all’India, dall’Afghanistan agli States, dal Kuwait al Pakistan) mostra di intensa, a volte drammatica poeticità, e arrivata oggi per la prima volta in Piemonte, ospite delle antiche cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
della “World Press Photo” – in tutti i sei continenti del Pianeta, ponendo sempre al centro dell’obiettivo storie e narrazioni legate alle categorie degli ultimi e dei più fragili, con un’attenzione particolare ai bambini, alle “condizioni dei civili nelle aree di conflitto, documentando le etnie in via di estinzione e le conseguenze dei cataclismi naturali”. Quanto mai ampia e decisamente varia la panoramica di opere selezionate per la mostra che prende avvio da un toccante spunto di riflessione con la ricostruzione del fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai, attraverso l’innovativo sistema di proiezioni multimediali realizzati con il sistema “Remix 4.0”.
visitatori un messaggio: ossia che, sebbene esseri umani e animali condividano la medesima terra, solo noi umani abbiamo il potere necessario per difendere e salvare il pianeta”. E durante il percorso numerosi approfondimenti sono volti proprio a sensibilizzare il pubblico sulle tematiche della salvaguardia del nostro pianeta e sull’ecosostenibilità. Nella sala didattica verranno realizzati anche seminari e workshop, con il coinvolgimento di diverse fasce d’età.