Uno show terapeutico post pandemia consentirà di riprendere i contatti, dopo due anni di interruzioni, grazie all’iniziativa di “Incanto Arte Creativa”, sotto la direzione artistica di Marinella Locantore e il supporto del suo team creativo, composto da un gruppo di giovani ragazzi, in programma i prossimi 9 e 10 giugno. Lo spettacolo persegue una finalità sociale, quella di riprendere contatto con noi stessi e gli altri a causa dei danni dovuti ai due anni di pandemia.
L’Associazione Incanto Arte Creativa invita alla sua nuova produzione dal titolo “CONTATTO”, strutturata in canto, musica, danza e teatro, per raccontare le difficoltà degli ultimi anni e la necessità di ristabilire la socialità che, nell’ultimo periodo pandemico,è stata relegata alla rete del web e in particolare dei social. Contatto rappresenta un fondamentale invito a rimettersi in gioco, a superare il periodo di sospensione e irrealtà nel quale, all’improvviso, ci siamo tutti ugualmente ritrovati. “Contatto” è un grido di coraggio, un invito alla vera socialità per riscoprire noi stessi e gli altri, un inno all’amore, vero ossigeno delle nostre esistenze. Attraverso i corpi che danzano e le voci che risuonano e vibrano nell’aria si accende il desiderio di tornare a sbocciare, come una rosa, dentro e fuori di noi.
Grandi emozioni e tanta passione sarà sprigionata dagli artisti,cantanti, ballerini e attori di Incanto, talenti artistici ma, soprattutto,persone di cuore che mettono a disposizione la loro “espressione” per divulgare temi sociali importanti.
CONTATTO rappresenta una nuova produzione della compagnia Incanto e andrà in scena il 9 e 10 Giugno al CAP10100 in corso Moncalieri 18 a Torino.
Cresce l’attesa e anche la richiesta dei biglietti. Per prenotare per tempo i biglietti, soprattutto per partecipare in gruppo oppure per richiedere informazioni rivolgersi a
INFO E PRENOTAZIONI
TEL 347 9018179 o 349 6465398
MAIL info.incantoartecreativa@gmail.com
SITO www.incantoartecreativa.it
The Eurovision village has been so successful that the city has decided to maintain it as a venue for summer concerts and its website has become an official English source to check what the city has to offer. Well, together with this column.



La prima mostra in programma, “Three works”, porta la firma della giovane artista bellunese Marina Caneve, raffinata sperimentatrice della fotografia piacevolmente utilizzata all’interno di un processo di ricerca interdisciplinare. La rassegna aprirà giovedì 5 maggio, in simultanea da “Maradeiboschi” (lun. merc. 8/21,30; giov. ven. 8/23,30, sab. 9/23,30 e dom. 9/21,30) e da “VANNI” (dal mart. al ven. 10/19,30, sab. 10/13,30 – 15,30-19,30) e rimarrà visitabile sino a metà giugno. A partire da tre serie di lavori realizzati sino ad oggi dall’artista, “Are They Rocks or Clouds?” (2018 -2019), “Entre Chien et Loup” (2020) e “A fior di terra” (2021), il percorso espositivo sottolinea l’interesse della Caneve nella realizzazione di storie incentrate prevalentemente sul tema dell’ecologia e dell’ambiente. “Attraverso questo filtro, infatti, l’artista – si sottolinea – cerca di investigare fenomeni quali il rapporto che intratteniamo con le catastrofi ambientali, la costruzione della memoria dei luoghi e la coesistenza tra risorse naturali ed esseri umani”. Così, ad esempio, mediante fotografie di archivio, testi e immagini appositamente realizzate ex novo, in “Are They Rocks or Clouds?” si indaga la storia del dissesto idrogeologico nelle montagne dolomitiche per esplorare il rapporto tra uomo, architettura e paesaggio. Con“Entre Chien et Loup”, progetto commissionatole dal “Museo Nazionale della Montagna” di Torino, la Caneve si muove tra immagini rinvenute nell’archivio dello stesso Museo e nel paesaggio circostante, per costruire una rete di relazioni – reali e fittizie– atte a costruire un luogo immaginario. Con “A fior di terra”, invece, ha coinvolto la popolazione di Lusiana Conco, piccolo paese situato sull’Altipiano di Asiago, in una sorta di “auto etnografia” sul tema dell’estrazione e della lavorazione del marmo, tradizionale risorsa primaria per l’economia locale. “Con una messa in discussione della funzione documentaria della fotografia – viene ancora sottolineato – Caneve esplora diversi argomenti e costruisce conoscenza, con un interesse specifico per la vulnerabilità ambientale, sociale e culturale”.
Dopo Marina Caneve, nell’ambito dello stesso progetto, verranno ospitate, sempre negli stessi spazi e a cadenza regolare fino al prossimo ottobre, le mostre di Camilla Ferrari (Milano, 1992), Camillo Pasquarelli (Roma, 1988), Giovanna Petrocchi (Roma, 1988) e Marco Schiavone (Torino, 1990): esperienze espositive nell’ambito delle quali verranno sviluppati anche dei progetti speciali legati ai percorsi di innovazione e ai valori che ispirano l’attività delle due aziende torinesi.
Cucina e Cultura: binomio inscindibile. Frutto, giocoforza, di contaminazioni ed esperienze collettive, di viaggi, studio e sperimentazione. “In un mondo che si muove sempre più verso la globalizzazione, anche in relazione alla tavola, l’Italia ha cercato una via alternativa – attraverso il ‘pensare globale e agire locale’ – che si cerca di valorizzare attraverso contaminazioni culturali, eccellenze gastronomiche, ma anche attraverso il rispetto del territorio e delle persone: un moto di ricerca teso a sciogliere le contraddizioni e valorizzare la modernità”. Considerazioni condivisibili che stanno alla base del progetto, promosso da “OFF TOPIC” ( l’hub culturale di via Pallavicino, 35 a Torino) e “Torino Wine Week”, che ha per titolo ben chiaro “Con la cultura si mangia e si beve … a tutte le latitudini”. Il progetto prevede quattro incontri fra sabato 4 e domenica 5 giugno nelle sale di “OFF TOPIC”. Ospite d’onore, Tracy Eboigbodin, la cuoca 28enne di origini nigeriane che parla con accento veneto e che ha conquistato l’undicesima edizione del talent di “Sky”, “Masterchef 2022”, portando l’Italia dentro i suoi piatti con l’intento di dare un’anima locale a sapori che arrivano da molto lontano.