Cosa succede in città- Pagina 2

Nuova rotta con Wizz Air da Torino a Sharm el Sheikh

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Dal 27 ottobre 2026 prende il via il nuovo collegamento di linea verso il Mar Rosso, biglietti in vendita da oggi.

Caselle Torinese, 16 luglio 2026 – Wizz Air amplia la propria offerta da Torino Airport e annuncia oggi una nuova rotta che arricchirà il network della compagnia dalla nuova base piemontese. Partirà con la stagione invernale 2026/2027 il collegamento diretto per Sharm el Sheikh, che per la prima volta collegherà Torino con il Mar Rosso tramite un volo di linea. I biglietti sono in vendita da oggi su wizzair.com e sull’app ufficiale WIZZ con tariffe a partire da 45,99€.

Il volo per Sharm el Sheikh, operativo il martedì e il sabato dal 27 ottobre 2026, rappresenta una delle principali novità del network Wizz Air da Torino: la nuova rotta offrirà ai passeggeri piemontesi un collegamento diretto verso una delle destinazioni più richieste dell’Egitto durante la stagione invernale, ideale per vacanze all’insegna del relax, dello snorkeling e del clima mite tutto l’anno.

Il nuovo collegamento si inserisce nel percorso di crescita avviato con l’apertura della nuova base Wizz Air a Torino, che vedrà l’arrivo di due aeromobili basati sullo scalo: il primo dal 14 settembre e il secondo dal 25 ottobre 2026. Grazie a questo investimento, la compagnia continua a rafforzare la connettività del Piemonte offrendo nuove opportunità di viaggio sia per il traffico leisure, sia per motivi familiari o di lavoro.

Con la nuova rotta annunciata oggi, il network Wizz Air da Torino per la stagione Winter 2026/2027 raggiungerà complessivamente 20 destinazioni, di cui 4 nazionali e 16 internazionali. L’offerta comprenderà i collegamenti nazionali verso Catania, Napoli, Palermo e Roma Fiumicino, oltre alle rotte internazionali per Barcellona, Bilbao, Bucarest, Budapest, Danzica, Iasi, Katowice, Londra Luton, Madrid, Malaga, Praga, Sharm el Sheikh, Tirana, Valencia, Varsavia e Wroclaw, confermando il ruolo di Torino come mercato strategico per la crescita della compagnia.

Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air, ha dichiarato: “Con l’avvicinarsi dell’apertura della nostra nuova base a Torino, continuiamo a dare forma, rotta dopo rotta, al progetto di crescita che abbiamo costruito per il Piemonte. Dopo aver recentemente rafforzato i collegamenti dedicati ai flussi turistici in entrata verso le montagne piemontesi, oggi guardiamo alle esigenze dei passeggeri del territorio e aggiungiamo Sharm el Sheikh al nostro network, offrendo un nuovo collegamento diretto verso il Mar Rosso proprio durante la stagione invernale. È esattamente questo il valore di una base Wizz Air: sviluppare un network sempre più ampio e diversificato, capace di creare nuove opportunità di viaggio e rispondere a differenti esigenze di mobilità. Con due aeromobili basati e 20 destinazioni nella Winter 2026/2027, Torino sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra crescita in Italia. E siamo solo all’inizio. Let’s WIZZ, Torino!”.

Paolo Papale, Direttore Sviluppo Aviation di Torino Airport ha commentato: “L’annuncio della nuova rotta per Sharm el Sheikh, che per la prima volta collega Torino al Mar Rosso con un volo di linea, rappresenta una grande novità per il nostro scalo e per i passeggeri piemontesi. Questo sviluppo conferma il valore del percorso intrapreso con Wizz Air e contribuisce ad ampliare ulteriormente le opportunità di viaggio da Torino verso destinazioni nazionali e internazionali di forte attrattiva”.

Quando la collaborazione tra istituzioni e realtà private dà buoni frutti

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A Palazzo Madama torna il “San Giuseppe” di Daniel Seiter

Uno svolazzo di angioletti, più o meno paffuti, un punto di chiarore in quel Bambinello a rischiarare la scena costruita nei toni bruni, il viso misericordioso della Vergine avvolta nella sua veste rosata e San Giuseppe, il ramo fiorito di fiori bianchi ai suoi piedi, a offrire quel gruppo di famiglia ai fedeli, a quell’angolo di città che timidamente Daniel Seiter, pittore di corte di Vittorio Amedeo II, ha posto, tra il 1698 e il 1699, in questa grande tela, alta e imponente, tre metri per due, che torna oggi al pubblico di Palazzo Madama, nella Camera delle Guardie: opera acquistata in asta a Vercelli nel maggio scorso, operazione eccellente di munificenza voluta da un gruppo che riunisce gli Amici della Fondazione Torino MuseI, più che volenterosa e agguerrita presidente Maria Leonetti Cattaneo, e l’avvocato Marziano Marzano, già assessore alla Cultura e vice sindaco di Torino. Non soltanto un’acquisizione ma la conferma, in tempi gretti e inariditi e quanto mai ingenerosi, che il mecenatismo non fu prerogativa di un rinascimento o di un’epoca barocca ma che può trovare spazio – un ampio spazio? – anche ai nostri giorni. Non era giusto che “Il Patrocinio di San Giuseppe e l’Immacolata Concezione con Gesù Bambino” finisse in qualche collezione privata o risparisse chissà dove, come già successe in epoca di trafugamenti francesi di epoca napoleonica che ne fecero perdere le tracce. “Senza trionfalismi” – ripete con eleganza sabauda Marzano – “e come esempio di bella storia istituzionale” e di senso civico, i signori si sono dati da fare, hanno affrontato tempi stretti e carte bollate e hanno riportato a casa di storia torinese.

Questo “San Giuseppe” venne commissionato dalla Città di Torino verso la fine del secolo XVII e concepito per la chiesa di Santa Cristina, devozione e onore al santo che era stato eletto compatrono della città, dopo la conclusione della guerra contro la Francia di Luigi XIV. Gli ultimi decenni hanno dato spazio a studi approfonditi che hanno consentito di ricostruirne la storia e di identificarlo con la grande pala documentata dalle fonti settecentesche. È felicemente posto oggi nella prima sala che introduceva agli appartamenti di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, al piano nobile del palazzo: di qui si raggiungevano infatti la Camera di Parata e gli appartamenti di rappresentanza. Unione che si fa ancora maggiore se si pensa al legame che legò la sovrana sostenitrice del culto del santo, che accrebbe giorno dopo giorno il proprio rapporto privilegiato con il monastero di Santa Cristina (volle tra l’altro essere sepolta in abito monacale) e con la beata Maria degli Angeli. Per molte ragioni la tela doveva tornare alla società del capoluogo, gesto di generosità – ripetiamolo -, di valida appartenenza e di altezza intellettuale. L’impegno e la fatica li ha descritti con vivacità Maria Cattaneo, durante la presentazione di ieri: “Non è stata cosa da poco l’intera operazione, forte per noi che ci sovvenzioniamo con una quota associativa annuale di cento euro, centocinquanta se a sottoscrivere sono marito e moglie, ma l’occasione voleva dire che san Giuseppe aveva proprio scelto noi”, entusiasmo corrisposto da Marzano che di recente s’è fatto già promotore del restauro di un polittico di Defendente Ferrari.

Daniel Seiter – nato a Vienna nel 1647 e morto a Torino nel 1705, dopo un apprendistato veneziano e un breve soggiorno romano venne nella capitale sabauda, lavorò tra l’altro a Palazzo Reale (la “Galleria del Daniel”, che da lui prende il nome, raffigura nella volta il trionfo di Vittorio Amedeo II) e nella Villa della Regina, sono andate perdute le sue opere per l’Ospizio di Carità in via Po, altre tele in alcune chiese torinesi e in Germania, a Brunswick e Dresda – torna ospite in un nuovo allestimento della sala, seicentesca a tutto tondo, specchio della stagione barocca italiana, accompagnandosi a Giovanni Serodine e al Cairo, a Orazio Gentileschi e al Dauphin e al Cerano, “sottolineando il ruolo di Torino quale crocevia artistico europeo. Ha sottolineato Giovanni C.F. Villa, direttore di Palazzo Madama: “Il museo non è soltanto il luogo della conservazione delle opere, ma lo spazio in cui la storia della città ritrova le proprie connessioni.Il ritorno della pala di Daniel Seiter ci permette di rileggere una stagione fondamentale della cultura sabauda e, al tempo stesso, di restituire nuova forza e nuovo significato a uno degli ambienti più rappresentativi del piano nobile del palazzo”.

Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della Città, ha ribadito quanto l’acquisizione sia “un gesto di grande attenzione verso il patrimonio comune e conferma quanto la collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà private possa contribuire in modo concreto alla tutela e alla valorizzazione del proprio percorso museale, rafforzando il legame tra le collezioni civiche, la città e la sua storia”; mentre Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei, commenta in conclusione: “Tra gli obiettivi strategici della Fondazione vi è quello di favorire una partecipazione sempre più ampia alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio, promuovendo forme di sostegno capaci di trasformare l’interesse individuale in una responsabilità condivisa verso la collettività. Le acquisizioni, i restauri e i progetti di valorizzazione acquistano infatti il loro significato più profondo quando diventano occasioni di coinvolgimento della comunità e strumenti di trasmissione della memoria alle generazioni future”.

Elio Rabbione

Nelle immagini, la tela di Daniel Seiter posta a Palazzo Madama (part.); l’ex vice sindaco di Torino, Marziano Marzano, l’assessora Rosanna Purchia, la Presidente degli Amici della Fondazione di Palazzo Madama e Giovanni Villa, direttore del Palazzo, alle loro spalle l’opera. Ph. Perottino

Torino Social Impact entra nel Comitato Esecutivo di Diesis Network

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L’ecosistema torinese rafforza la propria dimensione europea entrando nel board della principale rete internazionale dedicata all’economia sociale

Torino Social Impact compie un nuovo passo nel proprio percorso di internazionalizzazione entrando a far parte del Comitato Esecutivo di Diesis Network, una delle principali reti europee dedicate all’economia sociale. Contestualmente, Torino Social Impact acquisisce lo status di full member della rete, che riunisce oltre 80 organizzazioni partner attive in 30 Paesi.

L’ingresso è stato ufficializzato in occasione dell’Assemblea Generale di Diesis Network, svoltasi l’8 luglio 2026 a Bruxelles, durante la quale è stata nominata nel Comitato Esecutivo Raffaella Scalisi, advisor strategica di Torino Social Impact.

La nomina rappresenta un importante riconoscimento del lavoro sviluppato dall’ecosistema torinese negli ultimi anni e rafforza il ruolo di Torino all’interno di uno dei principali network internazionali impegnati nella promozione di modelli economici inclusivi, sostenibili e orientati all’impatto.

Diesis Network riunisce organizzazioni, reti, centri di competenza e stakeholder dell’economia sociale provenienti da tutta Europa e da altri contesti internazionali, favorendo il confronto e la collaborazione sui temi dello sviluppo degli ecosistemi territoriali, dell’innovazione sociale, della misurazione dell’impatto, della transizione digitale e della partecipazione.

Per Torino Social Impact, l’ingresso nel Comitato Esecutivo conferma il valore del percorso intrapreso per affermare Torino come laboratorio europeo dell’economia sociale e dell’impact economy, grazie alla collaborazione tra imprese sociali, cooperative, aziende, fondazioni, università, istituzioni pubbliche, investitori e organizzazioni del Terzo Settore.

All’interno del Comitato Esecutivo, Torino Social Impact contribuirà allo sviluppo delle strategie della rete in linea con l’Action Plan 2025–2030 di Diesis Network, che punta a rafforzare la crescita e l’impatto della rete, favorire la collaborazione tra i membri, valorizzare le competenze degli ecosistemi territoriali e promuovere una governance sempre più aperta, trasparente e partecipata. In particolare, Torino Social Impact porterà il proprio contributo sui temi delle partnership tra profit e non profit e della finanza di impatto.

Il nuovo incarico si inserisce in un percorso già consolidato di collaborazione internazionale che vede Torino Social Impact protagonista di progetti europei dedicati al rafforzamento dell’economia sociale, alla trasformazione digitale, alla capacity building e allo sviluppo di strumenti condivisi per la misurazione e la gestione dell’impatto.

L’ingresso nel Comitato Esecutivo di Diesis Network rappresenta un’opportunità strategica per valorizzare l’esperienza dell’ecosistema torinese in un contesto europeo sempre più ampio e, allo stesso tempo, rafforzare relazioni, progettualità e alleanze capaci di generare valore per lo sviluppo dell’economia sociale a livello locale, nazionale e internazionale.

Torino Social Impact è un’iniziativa costituita nel 2017 nell’ambito del Comitato per l’Imprenditoria Sociale della Camera di commercio di Torino per promuovere l’economia sociale e la finanza di impatto a livello territoriale attraverso la collaborazione tra soggetti locali diversi. Oggi riunisce quasi 450 partner, comprendendo attori pubblici e privati, organizzazioni profit e non profit, nonché enti del mondo della finanza, della filantropia e della ricerca. L’iniziativa ha creato numerose opportunità di apprendimento condiviso e ha dato vita a progetti sperimentali e iniziative pionieristiche. Tra queste figurano la Borsa dell’Impatto Sociale, programmi dedicati all’uso della tecnologia e dei dati per il bene comune, percorsi di procurement sociale sia pubblico sia privato, numerose comunità di pratica, hub di competenze, attività di formazione e ricerca applicata dedicate alla misurazione dell’impatto sociale. Nella cornice di Torino Social Impact, inoltre, è stato elaborato e approvato il Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Torino, mercoledì 15 luglio sarà la giornata più calda. Musei e spazi climatizzati aperti ai cittadini

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L’ondata di calore che sta interessando il Piemonte continuerà a farsi sentire anche nei prossimi giorni e, secondo le previsioni meteorologiche, raggiungerà il suo momento più critico nella giornata di mercoledì 15 luglio, quando Torino e gran parte della pianura regionale dovranno fare i conti con temperature elevate, afa persistente e notti particolarmente calde. Nel capoluogo le massime potranno sfiorare i 36 gradi, mentre in alcune aree della regione si potranno registrare valori anche leggermente superiori. A rendere ancora più pesante la situazione sarà soprattutto l’umidità, che aumenterà la temperatura percepita, e il fatto che nelle ore notturne il termometro difficilmente scenderà sotto i 23-24 gradi, impedendo un reale raffrescamento degli ambienti.

Martedì 14 luglio il tempo resterà stabile, con cielo in prevalenza sereno e temperature già ben oltre i 33 gradi nelle principali città piemontesi. Mercoledì il caldo toccherà il suo apice, con condizioni di forte disagio bioclimatico soprattutto nelle aree urbane. Solo tra la serata e la giornata di giovedì 16 luglio potrebbero svilupparsi alcuni temporali sulle Alpi e sulle zone pedemontane, segnale di un parziale indebolimento dell’anticiclone africano. Il calo termico, tuttavia, sarà contenuto e in pianura continuerà a prevalere un clima decisamente estivo, con valori ancora superiori alle medie stagionali.

Per aiutare la popolazione ad affrontare le ore più torride della giornata, Torino ha confermato anche quest’anno la rete dei cosiddetti rifugi climatici, luoghi pubblici climatizzati dove trovare refrigerio senza alcun obbligo di consumo. Tra questi rientrano anche alcuni dei principali musei cittadini gestiti dalla Fondazione Torino Musei, che mettono a disposizione ambienti freschi e confortevoli. Si tratta della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, di Palazzo Madama e del MAO – Museo d’Arte Orientale, strutture che durante l’estate diventano anche punti di accoglienza per chi desidera sottrarsi al caldo nelle ore centrali della giornata.

La rete comprende inoltre numerose biblioteche civiche, centri d’incontro, sedi comunali climatizzate e altri edifici pubblici distribuiti nei diversi quartieri, oltre ai grandi parchi cittadini che rappresentano un’alternativa nelle fasce orarie meno calde. L’iniziativa è rivolta in particolare alle persone più vulnerabili, come anziani, bambini e soggetti con patologie croniche, maggiormente esposti ai rischi legati alle temperature elevate.

Gtt d’estate: ecco i servizi alla clientela nelle circoscrizioni

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DAL 14 LUGLIO L’INIZIATIVA SUL TERRITORIO

Informazioni, assistenza alla clientela, supporto nell’utilizzo delle applicazioni GTT, rilascio e rinnovo degli abbonamenti: i servizi dedicati al trasporto pubblico e alla sosta arrivano nelle sedi circoscrizionali

Dal 14 luglio GTT sarà presente nelle Circoscrizioni con un servizio dedicato all’assistenza della clientela per le pratiche relative al trasporto pubblico e alla sosta. Il progetto nasce dalla collaborazione tra GTT e la Città di Torino con l’obiettivo di ampliare le occasioni di accesso ai servizi, affiancando ai Centri di Servizio al Cliente e ai canali digitali un ulteriore punto di contatto sul territorio.

Al via a luglio la prima fase sperimentale nelle Circoscrizioni 3, 4, 6, 7 e 8, dove gli operatori saranno presenti ogni quindici giornidalle 8.30 alle 15.30. Il servizio verrà poi progressivamente esteso al resto della città con il completamento dei locali nelle altre Circoscrizioni. Il calendario completo degli appuntamenti nelle Circoscrizioni fino alla fine dell’anno, insieme agli indirizzi delle sedi, è disponibile sul sito www.gtt.to.it.

Presso gli sportelli sarà possibile ricevere assistenza per le principali pratiche relative al trasporto pubblico e alla sosta, come già avviene nei Centri di Servizio al Cliente di Porta Nuova e corso Francia 6: tessere BIP, abbonamenti, permessi di sosta e permessi ZTL.

Gli operatori offriranno inoltre supporto nell’utilizzo dei servizi digitali GTT e nelle diverse modalità di accesso ai servizi. Sarà anche possibile acquistare titoli di viaggio, con pagamenti esclusivamente elettronici tramite carte di pagamento, bancomat e Satispay.

Questa sperimentazione è il risultato della collaborazione tra la Città e GTT e rappresenta un passo concreto verso una pubblica amministrazione più accessibile, capace di raggiungere i cittadini nei quartieri in cui vivono. Rafforzare la prossimità dei servizi significa migliorare la qualità della vita e favorire un utilizzo sempre più semplice e consapevole del trasporto pubblico, che resta uno degli strumenti fondamentali per una mobilità sostenibile“, commenta l’Assessora ai Trasporti Chiara Foglietta.

Guido Mulè, Amministratore Delegato GTT, dichiara: “GTT crede nella capacità di costruire un rapporto sempre più diretto con la propria clientela, attraverso servizi accessibili, semplici e vicini alle esigenze delle persone. Questa iniziativa rappresenta un ulteriore elemento di evoluzione del nostro modo di essere presenti sul territorio e di interpretare il ruolo di azienda pubblica al servizio della comunità. L’obiettivo è sviluppare un modello di relazione più flessibile e integrato, capace di coniugare prossimità, innovazione e qualità del servizio.”

Una nuova sede a Torino per Pavia e Ansaldo

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Lo Studio rinnova il proprio presidio nel Nord Ovest trasferendosi all’interno dell’edificio storico Società delle Acque Potabili di Torino nel cuore della città e rafforza la vicinanza alle imprese del territorio

Milano/Torino, 14 luglio 2027 – Pavia e Ansaldo annuncia l’apertura della nuova sede di Torino, situata in Via San Quintino 14, all’interno dell’edificio storico Società Acque Potabili di Torino nel cuore della città, confermando il proprio impegno a presidiare un territorio strategico per il tessuto imprenditoriale nazionale.

La nuova sede, che sostituisce gli uffici di Corso Luigi Einaudi 18, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita dello Studio e nasce dall’esigenza di disporre di spazi più funzionali e rappresentativi, in linea con il consolidamento della presenza di Pavia e Ansaldo sul territorio. Il trasferimento rafforza ulteriormente il presidio nell’area piemontese e segue i recenti ingressi di Massimo Longo e Gaia Benessia in qualità di Partner, a conferma dello sviluppo della sede torinese.

«Siamo molto soddisfatti di poter accogliere i nostri clienti nella nuova sede, situata in uno storico edificio nel cuore del distretto economico e professionale della città, che interpreta al meglio i valori di solidità, eccellenza e qualità che da sempre contraddistinguono Pavia e Ansaldo. Siamo convinti che la nostra competenza continuerà a rappresentare un punto di riferimento per le imprese di un territorio che si distingue per la straordinaria capacità di innovare, produrre valore e competere sui mercati nazionali e internazionali», dichiara Massimiliano EliaResponsabile della sede di Torino di Pavia e Ansaldo.

L’apertura della nuova sede si inserisce in una più ampia strategia di sviluppo dello Studio, orientata a consolidare la propria presenza nelle principali piazze economiche italiane e a rafforzare il dialogo con il tessuto imprenditoriale locale, accompagnando imprese e investitori nelle sfide legali, regolatorie e di business sempre più complesse.

«Continuiamo a credere fortemente nelle potenzialità di questo territorio e nel ruolo strategico che Torino riveste per il sistema economico italiano. La città rappresenta oggi un hub di riferimento per il Nord Ovest e un contesto in continua evoluzione, caratterizzato da importanti opportunità di sviluppo. La nuova sede rappresenta un investimento che accompagna la crescita dello Studio e rafforza ulteriormente la nostra capacità di essere vicini ai clienti, offrendo un’assistenza sempre più tempestiva, qualificata e integrata», commenta Stefano BianchiManaging Partner di Pavia e Ansaldo.

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Pavia e Ansaldo è uno studio legale italiano indipendente attivo in Italia e all’estero da più di 60 anni. Fondato nel 1961, da Enrico L. Pavia e Giuseppe Ansaldo, conta oggi 7 uffici – a Milano, Roma, Torino, Madrid, Barcellona, Mosca e Tokyo – 23 dipartimenti specialistici, 7 desk esteri e oltre 140 professionisti. Lo Studio assiste in tutte le aree del diritto d’impresa clienti italiani e internazionali che riconoscono a Pavia e Ansaldo un’eccellenza nei servizi legali per competenza e personalizzazione.

 

È morto Paolo Fresco, guidò la Fiat negli anni della svolta internazionale

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Con la scomparsa di Paolo Fresco, avvenuta all’età di 93 anni, il mondo dell’industria perde uno dei manager italiani che hanno maggiormente contribuito a portare il sistema manifatturiero nazionale sulla scena globale. Tra il 1998 e il 2003 fu presidente della Fiat, chiamato a ricoprire l’incarico in una fase particolarmente delicata della storia del gruppo torinese.
Milanese di nascita e genovese d’adozione, Fresco costruì gran parte della propria carriera negli Stati Uniti. Dopo una lunga esperienza ai vertici della General Electric, dove ricoprì ruoli di primo piano, tornò in Italia su richiesta di Gianni Agnelli per assumere la guida della casa automobilistica del Lingotto, allora impegnata ad affrontare le profonde trasformazioni del mercato mondiale dell’auto.
Il suo mandato coincise con un periodo di importanti cambiamenti strategici. Tra le decisioni più rilevanti vi fu l’accordo siglato nel 2000 con General Motors, un’alleanza che nelle intenzioni avrebbe dovuto rafforzare la competitività internazionale della Fiat. L’operazione ebbe uno sviluppo diverso da quello immaginato inizialmente, ma le condizioni negoziate permisero negli anni successivi al gruppo torinese di ottenere un rilevante indennizzo economico quando la partnership venne sciolta.
Fresco rimase alla presidenza fino al 2003, accompagnando l’azienda in una fase complessa sotto il profilo industriale e finanziario. Il suo nome resta legato al tentativo di imprimere alla Fiat una visione sempre più internazionale, facendo leva sull’esperienza maturata nelle grandi multinazionali americane.
Alla notizia della sua morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio dal mondo economico e imprenditoriale. Tra questi anche quello del presidente di Stellantis, John Elkann, che ha ricordato Fresco come «un grande italiano», sottolineando il contributo dato nel proiettare la Fiat verso una dimensione globale.

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio: “Ancora notizie false”

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Riceviamo e pubblichiamo

Corre un passaparola tra alcune testate giornalistiche, su alberi adulti “sradicati” in corso Belgio dopo la tempesta di sabato 11 luglio. Secondo alcune testate uno, secondo un’altra ben cinque.

Delle centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco per rami spezzati in città, ancora una volta fa più sensazione scegliere una zona di conflitto e isolarla, e soprattutto dare notizie inattendibili. 

La verità è che, anche stavolta, da alcuni alberi di corso Belgio si sono staccati rami. Nessun fusto e nessun apparato radicale ha ceduto. Sarebbe potuto succedere, perché raffiche di vento sopra una certa velocità abbattono qualsiasi pianta, indipendentemente dal suo stato o età. 

Di sradicato risulta il palo del semaforo all’incrocio con corso Cadore, crollato come gli alberelli di recente messa a dimora in giro per la città (alleghiamo foto di via Filadelfia). 

Allo stesso tempo queste potature (e, ahinoi, capitozzature), avvenute come in altri anni fuori periodo corretto, non solo per la presenza di nidi ma anche per la biologia delle piante, hanno contribuito a indebolire queste ultime, esponendone improvvisamente parti al sole e soprattutto privandole degli strumenti per esercitare le loro funzioni vitali, le foglie.

Alcune cronache, sorvolando sulla veridicità dei fatti, preferiscono dare un “aiutino” al Comune di Torino, che risulta in difficoltà nel far accettare alla cittadinanza la sostituzione di alberate in modo indiscriminato. 

Una precisazione infine è doverosa: al contrario delle menzogne riportate da un articolo di un quotidiano del 12 luglio  – in corso Belgio il Comune non ha pianificato la rimozione di oltre 200 aceri ritenuti instabili dopo i nubifragi del 2023 e del 2024 ma – con un progetto del 2021 – ha deciso la rimozione dell’intera alberata (composta per la quasi totalità di alberi sani, come da documentazione ufficiale, ovvero le VTA) anche su suggerimento dei tecnici che volevano superare il “tabù” dell’abbattimento di un’intera alberata (e in attesa dei fondi per farlo da più di 20 anni non hanno sostituito gli alberi che abbatte in corso Belgio).

Raffiche di vento fortissime e pioggia possono – come è successo anche ieri in molte parti di Torino – far cadere qualsiasi albero. Che alcuni – politicanti e mezzi di comunicazione – continuino ad utilizzare questi accadimenti climatici in modo strumentale per omaggiare o sostenere il progetto del Comune, con affermazioni false, è veramente un comportamento infame. 

Ora che la delibera di iniziativa popolare che chiedeva di non abbattere alberi sani è stata praticamente bocciata, dobbiamo aspettarci che a ogni tempesta, invece di pensare a prendere misure contro il cambiamento climatico, si continui a pensare al progetto di corso Belgio, anacronistico, che va nella direzione opposta alla salvaguardia della vita e della salute?

Torino, 12 luglio 2026

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio salviamoglialbericb@gmail.com

Cantieri estivi in città: Corso Moncalieri, corso Regina e via Cigna

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Prenderanno il via venerdì 10 luglio i lavori di allargamento del marciapiede di corso Moncalieri, nel tratto compreso tra il Ponte Isabella e via Febo.

L’intervento serve a migliorare la sicurezza e la fruibilità dell’unico percorso pedonale di accesso al Parco Leopardi, eliminando le barriere architettoniche per renderlo pienamente accessibile. Il leggero restringimento della carreggiata in direzione nord, dovuto al nuovo disegno del marciapiede, favorirà inoltre una velocità più moderata delle auto in prossimità dell’ingresso del parco.

Contestualmente l’intervento prevede anche la completa riasfaltatura della carreggiata e il ridisegno delle corsie.

Il cantiere comporterà una temporanea riduzione della carreggiata ad una corsia per senso di marcia fino al termine delle lavorazioni. La scelta di eseguire i lavori nel periodo estivo permetterà di contenere i disagi alla viabilità in considerazione dei previsti minori flussi di traffico. Si invita comunque la cittadinanza a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a valutare percorsi alternativi.

Inoltre, nell’ambito dei lavori per rendere gli incroci più sicuri, lunedì 13 luglio sarà avviato il cantiere all’intersezione tra corso Regina Margherita, via Principe Eugenio, corso Valdocco e via Cigna. Nel frattempo, si concluderà il quello all’incrocio tra via Cigna e via Cecchi, per poi passare all’intersezione tra le vie Maria Ausiliatrice, Cigna e Cottolengo.

Tutti gli interventi rientrano nel piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, già avviato nei mesi scorsi e sostenuto da Fondazione CRT con un investimento complessivo di 32 milioni di euro, che prevede oltre 140 cantieri in tutta la città.

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