Ci sono 100 posti a INGRESSO LIBERO
SABATO 21 OTTOBRE ORE 10,30.
La prima volta di Belgravia a Cascina Roccafranca Insieme a Fabio Caucino, Luca Zanetti per raccontare Italo Calvino attraverso le sue canzoni realizzate per il CantaCronache conosceremo Calvino a honche attraverso i suoi animali: ragni, lucciole, formiche, avvoltoi e chi più ne ha più ne metta, perchè la storia personale di Calvino, da Cuba a Sanremo, fino a Torino ha radici nella passione per la natura della sua mamma e del suo papà.
ASCOLTEREMO LE SUE PAROLE, GUARDEREMO LE SUE ILLUSTRAZIONI E POI FAREMO TUTTE /I INSIEME UN LIBRO COLLETTIVO CHE RESTERA’ IN CASCINA: ognuno, sul libro collettivo, potrà disegnare o scrivere…grandi e piccini.
Vi aspettiamo in TANTI perchè un esperimento così non si è mai visto!…
TUTTE/I INSIEME per fare innovazione creativa!
INFO E PRENOTAZIONI AL 3475977883 (anche whatsapp)
Belgravia Libreria Via Vicoforte 14/D: L’ APPUNTAMENTO RIENTRA NEL PROGRAMMA DI #CIRCOSCRIZIONIINMOSTRA
UN VIAGGIO TRA I QUARTIERI DI TORINO
iniziativa della Città di Torino realizzata da Fondazione per la Cultura Torino con la partecipazione dei soggetti culturali del territorio, le Circoscrizioni cittadine e la Rete delle case del quartiere,
Un’intera giornata, dalle 10.30 del mattino alle 23.30, dedicata alla scoperta della ricchezza e della varietà di proposte culturali del nostro territorio.
Ingresso libero e gratuito
Scopri tutto il programma su
www.comune.torino.it/eventi/circoscrizioniinmostra/
Testo raccolto da
Enzo Grassano
Ormai il luogo e le iniziative che lo caratterizzano sono più che note al pubblico teatrale subalpino. Parliamo di “Spazio Kairòs”, il teatro aperto (con una buona dose di coraggio) in piena pandemia, al civico 7 di via Mottalciata a Torino, in una ex fabbrica di colla riadattata, posta al confine fra “Barriera di Milano”, “Regio Parco” ed “Aurora”. Teatro che è sede-casa di “Onda Larsen”, Associazione Culturale affiliata “Arci Torino” e che, dal 2008, si occupa di teatro e arti performative sotto la guida di tre “simpaticoni” (come loro stessi si autodefiniscono) che rispondono ai nomi di Riccardo De Leo, Gianluca Guastella e Lia Tomatis. Un gran bel trio in procinto di prendere il largo con la nuova stagione teatrale di “Spazio Kairòs”, dal titolo “Riflessi” e messa in agenda da sabato 21 ottobre a sabato 4 maggio 2024. Non ha dubbi il vicepresidente Riccardo De Leo: “‘Riflessi’– dice – vuole essere la stagione della svolta per noi e per il quartiere in cui risiediamo, Barriera di Milano”. Certo è che la stagione punta a proporre titoli di buona qualità, mescolando monologhi e commedie, testi sull’attualità e spettacoli musicali ed è il frutto di una puntuale ricerca di spettacoli provenienti da più regioni italiane con particolare attenzione, laddove possibile, ad ospitare compagnie che promuovano spettacoli innovativi, caratterizzati da linguaggi attuali e da alte capacità di intrattenimento. Ancora De Leo: “Abbiamo chiamato la nostra stagione ‘Riflessi’ perché sappiamo quanto la cultura in Italia sia sottovalutata e presa poco sul serio: lo si evince dal numero di singoli spettatori che presenziano agli spettacoli. Mentre i grandi teatri registrano, per fortuna, numeri importanti, i teatri ‘off’ devono attingere a energie del territorio per esistere. Noi vogliamo che in ‘Riflessi’ il pubblico possa trovare una stagione in cui identificarsi, specchiarsi e riconoscersi”.

La mostra che apre l’autunno di rinnovamento presso Camera è dedicata a ‘André Kertész, l’opera 1912-1982’ e è realizzata in collaborazione con la Médiathèque di patrimoine e de la photographie (MPP) di Parigi, Istituto del Ministero della Cultura francese che conserva gli oltre 150 immagini che ripercorrono la carriera di André Kertész, fotografo di origini ungheresi, nato a Budapest nel 1894, approdato in Francia nel 1925 e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1936, dove morirà nel 1985. La mostra segue le tappe biografiche dell’autore, a partire dalle prime fotografie amatoriali scattate nel suo Paese di origine durante gli anni della prima guerra mondiale. In quegli anni Kertész affina il suo sguardo e mostra una certa capacità di trasformare la quotidianità in immagini sospese tra sogno e apparizione metafisica, come accade nel “Nuotatore “, e negli autoritratti. Sono poi celebri le icone realizzate a Parigi nello studio del pittore Piet Mondrian, i ritratti di personaggi che hanno fatto la storia della cultura e del costume del Novecento, dal regista russo Sergej Ejzenstein alla musa Kiki de Montparnasse, allo scultore Ossip Zadkine. Nelle scene di strada, diurne e notturne, Kertész cerca “la vera natura delle cose, l’interiorità, la vita “, realizzando immagini che hanno contribuito decisamente a creare il mito della capitale francese nella prima metà del secolo. Molto note anche le sue ‘distorsioni’, giochi nati dagli specchi deformanti dei Luna park, che lo hanno reso una figura di primo piano anche nell’ambito surrealista.
