Si rafforza il progetto omnicanale, con l’apertura del quinto punto vendita diretto in Italia
Carillo Home, family brand della Angelo Carillo & C. SpA, azienda italiana che da 70 anni è nel mercato tessile per la casa, rafforza la sua presenza al Nord, con una nuova apertura a Torino, giovedì 13 aprile, presso il primo urban district italiano, To Dream.
Un opening che, insieme al recente di Stezzano (BG), nello shopping center Le Due Torri, porta a quota 5 i punti vendita diretti Carillo Home, in un’ottica di consolidamento sul territorio italiano e maggior presidio nelle regioni settentrionali.
Il nuovo flagship store, con una superficie di 160 mq e uno staff composto da 4 risorse, testimonia a pieno il concept Carillo Home, che mette al centro la presentazione visiva percepita dal cliente.
La leggerezza e la cura del format, progettato da Marcello Panza, esaltano i pregi cromatici e di gusto delle collezioni presentate e guidano ad una scelta attenta e rilassata. Il tulle bianco, gli arredi e l’illuminotecnica contribuiscono a creare una forte identità e visibilità del brand Carillo Home.
Lo store di Torino si inserisce in questo lungimirante progetto, nato con il lancio di una piattaforma e-commerce e seguito dall’apertura di 23 shop in shop e punti vendita diretti su tutto il territorio nazionale, che hanno portato ad un fatturato per la divisione di quasi 4 milioni di euro nel 2022 ed un incremento del 25,3% rispetto al 2021. Per il 2023 sono previste ancora 8 nuove aperture in Italia Carillo Home, con obiettivi di espansione all’estero.
L’azienda, infatti, continuerà a portare avanti i suoi investimenti, già avviati nello scorso anno, concentrandosi sul canale retail, sul servizio offerto ai clienti e sull’aggiornamento tecnologico ed informatico. Parte di questi investimenti saranno dedicati alla nuova piattaforma di Community e Sharing digitale, destinata alla rete dei partner commerciali, per creare una sempre più naturale interconnessione tra l’insegna online e offline, contribuendo alla creazione di esperienze omnicanale.
La Angelo Carillo & C. S.p.A., dal 1952, opera nel settore tessile e arredo casa. L’attenzione dedicata al cliente, l’innovazione, l’ottimo rapporto qualità‐prezzo e l’ampiezza della gamma dei prodotti hanno portato l’azienda a diventare un punto di riferimento nel settore, in Italia e all’estero, grazie anche allo sviluppo dei suoi tre brand principali Linea Oro, Reevèr e Riviera e del canale e‐commerce Carillo Home. L’azienda conta un fatturato di circa 37 milioni di euro nel 2022, un’area operativa di oltre 12.800 mq e oltre 10.000 referenze.

Francesco Camusso fu sindaco di Pinerolo nel 1980 e fu esponente di spicco della DC e successivamente di Forza Italia. Io lo ricordo compagno di scuola al Collegio San Giuseppe di Torino durante gli anni del Ginnasio in cui si rivelò uno studente di effervescente intelligenza, poco incline a sottostare alla disciplina che allora era assai dura. Francesco si era quasi “specializzato“ a creare fastidio all’anziano professore di Matematica Agostino Verrua d’Oltremare che non riusciva a mantenere la disciplina in classe, malgrado fosse un matematico di valore e un uomo di rara raffinatezza umana. Francesco lo disturbava incessantemente senza subire la sua reazione. Nessuno di noi allievi fu in grado in qualche modo di farlo desistere perché era anche molto simpatico. Passò l’anno e Camusso si trasferì a Pinerolo. Lo rividi qualche anno dopo quando eravamo già laureati e lui era stato eletto giovanissimo consigliere provinciale della Democrazia cristiana negli anni di maggiore fulgore di quel partito che ebbe nel Pinerolese una delle sue roccaforti con Edoardo Calleri di Sala e tanti deputati e consiglieri regionali della Coltivatori direttivi che divennero persino deputati europei. Solo Donat Cattin perse il Collegio senatoriale a vantaggio di Susanna Agnelli. Camusso non riuscì a farsi rinnovare nel secondo mandato di sindaco e capitò l’assurdo di due liste democristiane contrapposte. Fu l’inizio della fine con polemiche arroventate e volgari contro di lui da “cui non nessuno avrebbe acquistato un’auto usata“. Neppure il periodo di ”Forza Italia” gli consentì di riprendersi e di andare oltre il Pinerolese: ne avrebbe avuto le capacità, al di là dallo stile un po’ guascone della sua giovinezza. Ogni volta che ci incontrammo fu sempre gentile con me e, sapendo delle origini pinerolesi di mio Padre , ebbe delle particolari attenzioni nei suoi confronti. Mi invitò anche come oratore ufficiale in qualche cerimonia. Il mio giudizio su di lui resta positivo, fu un cattolico liberale che non cedette mai alle seduzioni dei comunisti che combatté con fermezza in ambienti in cui la presenza valdese – quasi sempre di sinistra – rendeva il discorso cattolico pieno di dubbi e di incertezze. Camusso avrebbe meritato ben altro rispetto al posto di sindaco, forse il suo carattere, per quanto dotato di una notevole capacità politica, gli ha impedito di andare oltre come meritava. Tanti democristiani e tanti esponenti di “Forza Italia” erano persone mediocri che fecero carriere che a Francesco furono ingiustamente negate. Oggi a lui va reso l’onore delle armi anche da parte di chi lo ha combattuto ed ostacolato.