CRONACA- Pagina 933

Stalker violento non si rassegna

Arrestato dalla Polizia di Stato
Spesso le tecniche di stalking diventano più affinate col passare del tempo. E’ il caso che si è
presentato lo scorso mercoledì sera, quando un cittadino marocchino è stato arrestato da personale
della Squadra Volanti per atti persecutori.
L’uomo, quarantuno anni, cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale, aveva rintracciato
nella mattinata la sua ex compagna, che si trovava fuori da una struttura per donne vittime di violenza
di cui è ospite, accompagnata da alcuni educatori. Dopo anni di soprusi, aggressioni e minacce
costantemente perpetrate nei suoi confronti, la donna si era rivolta infatti nei mesi scorsi alle forze
dell’ordine, ottenendo di essere inserita presso una comunità protetta.
L’ex compagno era già stato arrestato nel mese di Aprile perché, dopo essere riuscito a rintracciarla,
aveva replicato le sue condotte moleste, aggredendo gli educatori della struttura. Di qui il
trasferimento della donna presso una nuova casa famiglia. Di nuovo, due giorni fa, a seguito di un
incontro casuale al mercato, il cittadino marocchino ha tentato di avvicinarla con insistenza e l’ha
pedinata per scoprire il suo nuovo indirizzo; un volta individuato il luogo, ha atteso l’arrivo del buio per
entrare in azione. Poco prima di cena, si è presentato alla portineria della struttura ed ha chiesto al
personale di turno un posto letto per trascorrere la notte. I responsabili della struttura però,
consapevoli di quanto accaduto in mattinata, non hanno accolto la sua richiesta e lo hanno
allontanato.
Dopo alcune ore, questa volta in evidente stato di alterazioni alcolica, l’uomo si è ripresentato nella
struttura di accoglienza, minacciando di morte il portiere e brandendo una bottiglia di vetro per
costringerlo a farlo entrare.
All’ennesimo diniego è passato alle vie di fatto, colpendo con le mani più volte le vetrate di ingresso e
sputando all’indirizzo degli operatori. Alla fine ha iniziato a tagliarsi con un coccio di vetro.
Personale della Squadra Volante è intervenuto tempestivamente sul posto. E’ stato arrestato per atti
persecutori e indagato per minacce gravi ed aggravate.

Capotreno e poliziotti aggrediti sulla tratta Torino-Cuneo

Il Compartimento della Polizia Ferroviaria del Piemonte e della Valle D’Aosta garantisce
numerosi servizi di scorta a bordo dei treni, soprattutto di quelli considerati maggiormente critici,
cioè dove è più elevato il rischio di aggressione dei Capi Treno o furti a danno dei viaggiatori.
E’ durante uno di questi servizi, sulla tratta Torino – Cuneo, più precisamente nella Stazione
di Savigliano, che la Polfer è intervenuta, su richiesta del Capotreno, il quale segnalava di
essere stato aggredito da tre soggetti trovati sprovvisti del titolo di viaggio. Alla vista del
personale della Polizia di Stato, due dei tre soggetti cercavano di tranquillizzare il terzo che
continuava a minacciare verbalmente e fisicamente in modo molto aggressivo e concitato il
Capotreno,
che intanto si era allontanato per ragioni di sicurezza. A nulla sono valsi i tentativi
degli operatori che, tentando di bloccare lo straniero, sono stati a loro volta aggrediti con
spintoni, calci e graffi. Una volta immobilizzato l’uomo, gli Agenti hanno contattato i CC
competenti per territorio per avere ausilio logistico per la trattazione degli atti. Compiutamente
identificato lo straniero, un ventiquattrenne ghanese, domiciliato nel milanese, risultava essere
destinatario di una revoca della misura di accoglienza notificato dai CC di Caluso D’Adda ed
essere in possesso di un permesso di soggiorno sul territorio nazionale scaduto e in attesa di
rinnovo. Lo straniero è stato denunciato per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni e
minacce.

Truffava fingendosi carabiniere. Donna arrestata dai veri militari dell’Arma

La vicenda è accaduta a Torino nel febbraio 2012, quando la donna S.S. 37enne
pregiudicata di Asti, unitamente ad una complice, fingendosi come appartenente
all’Arma dei Carabinieri e mostrando un falso tesserino di identificazione, fermava
in strada un’anziana donna e, minacciandola verbalmente, la costringeva a farsi
consegnare quanto di valore era in suo possesso in quel momento compreso il
telefono cellulare al fine di impedire alla vittima stessa di chiedere aiuto, dopodichè
si allontanava a folle velocità per le vie di Torino a bordo dell’autovettura della
complice. Simile modus operandi
era stato messo in atto il mese precedente sempre
nel 2012 in danno di una 70enne di Vinovo (TO) che , con aritifzi e raggiri, veniva
convinta ad accompagnare la coppia di finti Carabinieri presso la propria
abitazione che approfittando della buona fede della vittima riuscivano ad
impossessarsi di denaro e preziosi. Sono queste le ultime vicende processuali a
carico della donna astigiana che, alcuni giorni fa, è stata arrestata dai Carabinieri
della Stazione di Asti in ottemperanza dell’ordine di esecuzione pena emesso in data
01/10/2019 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di
Torino, relativamente alla commissione dei reati di rapina e sostituzione di persona,
per cui era stata condannata ad oltre  tre anni di
reclusione.
L’arrestata, espletate le formalità di rito, è stata accompagnata presso la propria
abitazione ove sconterà la pena in regime di detenzione domiciliare a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria.

Riciclaggio, arrestato commercialista

Era già salito alle cronache torinesi perché al centro, suo malgrado, di diverse vicende che l’avevano visto protagonista. L’ultima di solo pochi mesi fa quando, assieme a due sodali, finiti poi in carcere, è rimasto coinvolto in una brutta storia di estorsione, vicenda per la quale è stato già rinviato a giudizio in quanto riconosciuto come ideatore.

Ora, R.B. cinquantaseienne con un passato da commercialista, è finito in carcere, arrestato dalla Guardia di Finanza di Torino, con l’accusa di riciclaggio; la moglie, amministratrice di una società di consulenza fiscale, è stata denunciata.

Sono stati proprio gli sviluppi delle indagini legate all’estorsione ad indurre i Finanzieri del Gruppo Torino a sviscerare i conti bancari della società, dove sono stati riscontrati numerosi movimenti di denaro anomali, tra cui bonifici provenienti da fantomatici indirizzi e-mail che portano addirittura oltre oceano, a Los Angeles.

I Finanzieri, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo Piemontese, hanno appurato come la società di consulenza, amministrata ufficialmente dalla moglie ma di cui R.B. è di fatto il dominus, fosse la “beneficiaria” di una truffa telematica i cui artefici (le indagini in corso appureranno chi e con quali modalità) si inserivano illegalmente nelle comunicazioni elettroniche inerenti i rapporti commerciali e le transizioni finanziarie tra diverse società estere, riuscendo a deviare i flussi di denaro proprio sui conti correnti della società torinese coinvolta nella vicenda.

Le indagini hanno chiarito come l’arrestato fosse pienamente consapevole della natura illegale del denaro depositato sui conti correnti della società torinese, società, tra l’altro, costituita ad hoc al solo fine di perpetrare la truffa.

Le investigazioni della Guardia di Finanza di Torino proseguono al fine di delineare l’intera vicenda mentre l’uomo, arrestato con l’accusa di riciclaggio, è stato rinchiuso presso il carcere Lorusso-Cutugno del capoluogo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente.

Coltivavano marijuana nel maneggio dei bimbi

Due persone arrestate 

Avevano allestito un tendone in un maneggio e lavoravano (essiccamento e confezionamento) la marijuana. In un area dello stesso maneggio, vicino alle piste frequentato dagli ospiti, la coltivazione della droga.
Due italiani, di 42 e 47 anni, abitanti a Cinzano, titolari di un maneggio sono stati arrestati dai carabinieri della Stazione di Castiglione con l’accusa di detenzione e produzione di marijuana.

La perquisizione della cascina e di un tendone allestito allineano del maneggio ha permesso di sequestrare 40 kg di marijuana e un defogliatore utilizzato per dividere le foglie dalle infiorescenze

Negli ovetti di cioccolata la droga come sorpresa

ARRESTATE QUATTRO PERSONE DALLA SQUADRA MOBILE
Nelle scorse ore, personale della Polizia di Stato ha concluso l’arresto di 4 persone, in
due operazioni distinte condotte dalla Squadra Mobile di Torino.
Il primo arresto è avvenuto in via Cardinal Cantore, ove tre cittadini di nazionalità
senegalese sono stati sorpresi in un appartamento nel comune di Grugliasco, alle
porte di Torino, con circa 100 grammi di cocaina.
La droga, già suddivisa in singole dosi, era nascosta dentro alcuni calzini occultati
all’interno di un materasso, scucito e poi ricucito ad arte per rendere invisibile il vano
creato ad hoc per celarvi gli ovuli di stupefacente.
La perquisizione ha, inoltre, portato al ritrovamento del materiale necessario alla
realizzazione delle dosi da smerciare al dettaglio: bilancini elettronici, forbici, rotoli
di buste in cellophane e sostanza da taglio, oltre alla somma in contanti di 1850 euro,
in banconote di vario taglio.
In manette, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria torinese, sono finiti tre cittadini
senegalesi di età compresa fra i 20 e i 31 anni, tutti con precedenti per spaccio di
stupefacenti.
In particolare, due di loro (uno dei quali già colpito dalla misura del divieto di dimora
nel comune di Torino) sono risultati entrambi inottemperanti all’ordine del Questore
di Torino di allontanamento dal territorio nazionale; i due sono stati pertanto stati
anche denunciati per la violazione prevista dal Testo Unico Immigrazione (art. 14 co.
5 D.L.vo 286/98).
Il secondo caso risale al 2 Ottobre e riguarda un incensurato di sessantotto anni, ex
idraulico in pensione che, per arrotondare la modesta pensione, si è improvvisato
spacciatore di cocaina.
L’uomo, classe ’51, è stato arrestato dai “Falchi” della Squadra Mobile di Torino, ai
quali non è sfuggito il suo atteggiamento sospetto, guardingo e accorto.
Bloccato in strada a bordo di una Volkswagen Lupo, deteneva in casa circa 40
grammi di cocaina già suddivisa in oltre 40 dosi pronte da smerciare, occultate
all’interno di sette capsule in plastica, di quelle usate per contenere le sorprese degli
ovetti di cioccolata, trovati in un cassetto della sala da pranzo.
Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati anche trovati due bilancini
elettronici di precisione e la somma di 220 euro.
Al termine della verbalizzazione degli atti d’indagine, l’ex idraulico è stato collocato
agli arresti domiciliari, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Un giardino intitolato al maresciallo Oreste Leonardi

Fu capo della scorta di Aldo Moro
Oggi alle ore 11, si è svolta la cerimonia di intitolazione ad Oreste Leonardi del giardino di via Malta angolo via Millio.
Leonardi, torinese di origine, maresciallo dei Carabinieri, nel 1963 venne designato capo scorta di Aldo Moro.
Perderà la vita il 16 marzo 1978, nell’agguato di via Fani ad opera di terroristi appartenenti alle Brigate Rosse.
La cerimonia di intitolazione, proposta dall’Associazione Europea Vittime del terrorismo, si è svolta presso l’Aula Magna “Mario Ciccarelli” dell’I.P.I.A. Giovanni Plana di via P. Braccini, 72/A, Torino.
Sono intervenuti la sindaca Chiara Appendino, il presidente del Consiglio Comunale, Francesco Sicari, la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise il comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, Generale di Brigata Aldo Iacobelli e la sorella di Oreste Leonardi, Maria Grazia Leonardi.

L’Italia vista dalla polizia scientifica

ATTRAVERSO LE IMPRONTE, LE IMMAGINI E I SOPRALLUGHI
Le immagini dei momenti più drammatici e significativi della storia italiana, viste dall’occhio attento degli
analisti della scena del crimine della Polizia di Stato, sono al centro della mostra fotografica itinerante
“ Frammenti di storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia scientifica”.
L’omicidio di Giacomo Matteotti avvenuto nel 1924, il sequestro di Aldo Moro, il mostro di Firenze, le stragi
di mafia e quelle dell’eversione nera, fino ad arrivare al conflitto a fuoco che ha portato alla morte del
terrorista di Berlino, Anis Amri, sono solo alcuni degli eventi documentati dalle fotografie esclusive esposte
nella mostra che sarà in giro per l’Italia fino al 30 settembre.
Tra le dotazioni della Polizia scientifica, viene mostrato all’opera il Forensic Fullback, il veicolo destinato alle
scene del crimine più complesse con dotazioni tecnologicamente avanzate, basate sulla rivoluzione digitale.
L’iniziativa, inaugurata a Roma lo scorso aprile, è frutto del lavoro ultracentenario della Polizia Scientifica,
un’eccellenza del panorama mondiale, da sempre al servizio della sicurezza del cittadino.
Il 10 ottobre 2019, la mostra approda a Torino, presso il
Palazzo del Rettorato dell’Università degli
Studi Torino in Via Po 17
dove, in occasione della IV edizione del Festival della Criminologia, verrà
presentata alla presenza del Direttore della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato Francesco
Messina, del Direttore del Servizio di Polizia Scientifica Luigi Rinella e del Direttore del Festival della
Criminologia Angelo Zappalà.
Oltre ad illustrare le diverse esplicazioni della Polizia Scientifica, la mostra ripercorre anche eventi di cronaca
che hanno caratterizzato la storia della città di Torino e la sua provincia, quali per esempio l’incendio del
cinema Statuto che provocò la morte di 64 persone nel febbraio 1983 e lo schianto nell’ottobre del 1996 a
San Francesco al Campo di un Antonov 124, per citarne alcuni. Eventi che hanno visto un contributo della
Polizia Scientifica nella verifica della dinamica dei fatti.
Il percorso espositivo è arricchito dalle immagini, parte della mostra #Siamolanostramemoria, che narrano i
tragici avvenimenti che hanno segnato la città negli anni di piombo ed hanno portato alla morte di quattro
uomini della Questura di Torino (Giuseppe Ciotta, Giovanni Berardi, Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu).
Sarà possibile visitare la mostra da domani sino a sabato 12 ottobre.

Sequestrate 15 tonnellate di profumi contraffatti

Dalla Liguria

NUOVO COLPO ASSESTATO DALL’UFFICIO DELLE DOGANE DI GENOVA 1 E
DALLA GUARDIA DI FINANZA ALLE HOLDING DELLA CONTRAFFAZIONE  A SAMPIERDARENA 
Genova 10 ottobre 2019 – Nel corso delle attività di controllo operate nell’ambito del porto del
capoluogo ligure, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) di Genova 1 e i
finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova hanno sequestrato, presso il
bacino portuale di Sampierdarena, un’ingente quantità di profumi.
Il servizio ha tratto origine da un’intensa attività di monitoraggio dei flussi commerciali
marittimi che interessano l’hub portuale di Genova, scenario, negli ultimi tempi, di ingenti
sequestri operati in stretta sinergia da Agenzia delle Dogane e Monopoli e militari della
Guardia di Finanza.
L’attività rientra nella sempre più mirata azione investigativa e di analisi tesa ad individuare
spedizioni illecite potenzialmente pericolose per la salute umana.
All’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova, i militari delle
Fiamme Gialle ed i funzionari ADM hanno individuato e sottoposto a sequestro, a bordo della
portacontainer Conti Paris battente bandiera liberiana, un container scortato da
documentazione doganale artefatta, appositamente strutturata per rendere poco
identificabile il tracking del carico illecito.
A seguito dei controlli effettuati su un container proveniente dagli Emirati Arabi e destinato a
Panama, venivano rinvenute 15 tonnellate di confezioni di profumi con packaging del tutto
identico ai prodotti originali del noto marchio della casa di moda italiana Diesel e del profumo
Rumba, quest’ultimo prodotto della nota maison francese Ted Lapidus.

I successivi approfondimenti, effettuati anche avvalendosi delle perizie effettuate dalle
società titolari dei diritti sui marchi relativi alle confezioni intercettate, confermavano la
contraffazione dei profumi, realizzati in assenza di qualsiasi garanzia sotto il profilo sanitario.
Il sequestro ha permesso di impedire l’introduzione nel mercato europeo di una grossa
partita di profumi, potenzialmente dannosi per la salute pubblica che avrebbe sicuramente
alimentato la vendita operata dalle organizzazioni criminali attraverso portali internet allocati
su server esteri e che, anche in considerazione dell’alto livello di contraffazione del
packaging, avrebbero potuto facilmente trarre in inganno il consumatore nazionale e
comunitario mischiandosi tra i prodotti lecitamente commercializzati.
L’illecito business avrebbe fruttato al sodalizio criminale un guadagno di oltre 1.300.000
euro

Le fiamme gialle arrestano pluripregiudicata latitante da due anni

Si è conclusa dopo due anni la latitanza di Z.M., catturata dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di un’indagine legata ad una presunta truffa nei confronti di un commerciante torinese.

Criminalità organizzata transnazionale, riciclaggio, falsificazione di monete, fabbricazione di documenti di identificazione falsi, truffa e ricettazione. “Spaziava” su tutti i fronti dell’illegalità la donna arrestata, nei cui confronti pendeva un ordine di carcerazione emesso a luglio del 2017 dal Tribunale di Savona.

Una sorta di “regina delle truffe”, persuasiva e fantasiosa nei suoi racconti, al punto da sembrare veri, la donna, 46 anni originaria di Carignano, comune del torinese, aveva già collezionato nel corso degli anni altre denunce per i suoi numerosi reati e, da ormai due anni, aveva fatto perdere le sue tracce.

È stata bloccata lunedì scorso dai Finanzieri del Gruppo Orbassano. I militari hanno sorpreso Z.M. in una strada nel comune di La Loggia (TO). Arrestata, è stata condotta presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le indagini proseguono per verificare se altre persone, nell’ultimo periodo, siano state raggirate dalla donna.