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Dal Comune di Torino un aiuto all’Ucraina

Nel seduta di ieri  del Consiglio Comunale di Torino, è stato approvata all’unanimità (29 voti favorevoli su 29 consigliere e consiglieri presenti) una mozione (primo firmatario: PietroAbbruzzeseTorino Bellissima) che impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a incoraggiare l’invio in Ucraina di abiti pesanti, coperte e altri indumenti attraverso gli enti del Terzo settore e a ricercare e inviare generatori e altre fonti di energia autonoma con l’aiuto delle società partecipate comunali.

Il documento invita anche a pubblicizzare attraverso i sistemi mediatici del Comune di Torino e quelli esterni queste iniziative, coinvolgendo volontariamente consigliere, consiglieri e dipendenti comunali.

Non bisogna ridurre l’attenzione sul conflitto in Ucraina – ha affermato Pietro Abbruzzese – e occorre dare un aiuto concreto per affrontare le temperature ancora rigide.

Tempi difficili: guerra, pace. A Biennale Tecnologia

Biennale Tecnologia, un progetto del Politecnico di Torino, e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani

 

presentano:

TEMPI DIFFICILI

“Guerra, pace”

Da marzo a giugno 2023, 9 incontri gratuiti e aperti a tutti.

Un percorso di approfondimento con esperti e docenti d’eccezione

per riflettere sul tema della guerra e della pace da prospettive inedite.

Tra gli ospiti Rosa Elena Manzetti, Matteo Nucci, Maria Luisa Boccia, Francesca Mannocchi, Riccardo Noury, Carola Frediani, Nathalie Tocci, Nicola Verola, Raul Caruso, Massimiliano Panarari. Concluderà il ciclo lo spettacolo “Antigone e i suoi fratelli” di Gabriele Vacis con PEM (Potenziali Evocati Multimediali)

Dopo il successo ottenuto con la prima edizione di “Tempi difficili”, una serie di lezioni online dedicate alla pandemia Covid-19 e seguite dal 2021 a oggi da oltre 40.000 persone, quest’anno Biennale Tecnologia – un progetto del Politecnico di Torino – e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana propongono un nuovo percorso di approfondimento con l’obiettivo di offrire al pubblico un’opportunità unica per riflettere in maniera rigorosa su un altro tema di grande attualità: la guerra e la pace.

Viviamo infatti in un mondo segnato dai conflitti (non solo in Ucraina ma anche in molte altri parti del mondo), con prospettive che hanno indotto gli scienziati contrari alla guerra ad avvicinare il famoso “orologio dell’Apocalisse” ad appena 90 secondi alla metaforica mezzanotte, ovvero la catastrofe nucleare. In questo contesto, al Politecnico e a Treccani è sembrato importante ragionare sulla guerra e sulla pace da prospettive inedite, sganciate dalla contingenza quotidiana, ma proprio per questo forse più adatte a comprendere davvero che cosa stiamo vivendo e quali prospettive si delineano all’orizzonte.

“Istituzioni come il Politecnico e Treccani nascono con la vocazione di dare risposte alla società che le circonda e di cui sono parte integrante – sottolinea Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino – L’iniziativa Tempi difficili è stata concepita con lo scopo di approfondire, con una doppia prospettiva umanistica e scientifica, i temi legati ai grandi cambiamenti del mondo di oggi. Dopo la prima serie dedicata alla pandemia di Covid-19, con ‘Tempi difficili: Guerra, pace’ vogliamo trovare una chiave di lettura al dramma della guerra, tornata improvvisamente in Europa dopo decenni.”

 

“La collaborazione con Biennale Tecnologia prosegue con un ciclo di incontri sul tema guerra e pace – spiega Massimo Bray, Direttore Generale dell’Istituto Treccani – che rimanda all’attualità ma la proietta in un orizzonte storico più ampio, e prova a offrire al pubblico voci, prospettive e punti di vista non scontati.”

“Comprendere i grandi temi che riguardano l’umanità e il pianeta è possibile solo col contributo di molti saperi in dialogo tra loro – affermano Juan Carlos De Martin e Luca De Biase, curatori scientifici di Biennale Tecnologia – “È la formula che caratterizza Biennale Tecnologia fin dalla prima edizione del 2019 e che caratterizza anche “Tempi difficili”.

 

“Tempi difficili: Guerra, pace” si struttura come un ciclo di nove incontri che tra il 15 marzo e il 7 giugno vedrà intellettuali, esperti e artisti di chiara fama gettare luce su nove aspetti distinti – importanti ma spesso trascurati – della guerra e della pace, viste e indagate di volta in volta attraverso le lenti della psicologia, della letteratura, delle donne, dell’infanzia, del digitale, della diplomazia, dell’economia, della propaganda e, infine, del teatro. Tra gli ospiti di un programma che è fin da ora disponibile online sulle rispettive pagine dedicate all’iniziativa – www.polito.it/tempidifficili e www.treccani.it –, Rosa Elena Manzetti, psicoanalista e membro dell’Istituto Psicoanalitico di Orientamento Lacaniano (che dà il via alla serie di incontri il 15 marzo alle ore 18.00 al Politecnico di Torino); lo scrittore e studioso di pensiero antico Matteo Nucci (Roma, 31 marzo); Maria Luisa Boccia, scrittrice e presidente del Centro per la Riforma dello Stato (Torino, 13 aprile); la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi e il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury (Roma, 17 aprile); Carola Frediani, giornalista, saggista, responsabile del progetto d’informazione indipendente guerredirete.it (Torino, 26 aprile); la politologa e direttrice dell’Istituto Affari Internazionali di Roma Nathalie Tocci e Nicola Verola, diplomatico e docente di Modelli e tecniche di negoziazione nell’Unione Europea all’Università LUISS “Guido Carli” di Roma (Roma, 4 maggio); l’economista Raul Caruso, docente di Economia politica all’Università Cattolica di Milano (Torino, 23 maggio); il sociologo Massimiliano Panarari, docente di Comunicazione politica all’Università LUISS “Guido Carli” di Roma (Roma, 30 maggio). Concluderà il ciclo di incontri lo spettacolo “Antigone e i suoi fratelli” di Gabriele Vacis, regista teatrale e drammaturgo, con Potenziali Evocati Multimediali (Torino, 7 giugno).

Tutti gli incontri di “Tempi difficili: Guerra, pace”, ciascuno della durata di circa un’ora, si svolgeranno in presenza in parte a Torino, presso il Politecnico, e in parte a Roma, nella sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, e saranno contemporaneamente trasmessi in diretta streaming sui canali YouTube del Politecnico e di Treccani, per poi rimanere disponibili gratuitamente online per una loro visione in differita.

“Secondo Costituzione”, incontro sulla pena carceraria

Il Gruppo Consiliare Torino Libero Pensiero e

l’Associazione Culturale Libero Pensiero organizzano:

 

SECONDO COSTITUZIONE

La pena carceraria

Mercoledì 15 Marzo ore 18.00

 

Sala delle Colonne

Palazzo Civico

Piazza Palazzo di Città 1, Torino 10122

 

L’associazione culturale Libero Pensiero, è attiva in ambito culturale e politico e promuove incontri ed iniziative, per offrire occasioni di riflessione, partecipazione, esprimendo attenzione e interesse nel cogliere i temi sociali più significativi dell’attualità e le dinamiche che li sovrintendono. Da poco ha  rinnovato le sue cariche, confermando Pino Iannò, come Presidente che porterà il proprio saluto e ha organizzato un incontro dal titolo:

 

“SECONDO COSTITUZIONE”

La pena carceraria

 

La scelta del tema e del titolo è stata fatta per divulgare e conoscere i contenuti ed i valori della Costituzione italiana e parallelamente affrontare un tema molto delicato come la pena carceraria.

Per l’occasione sono stati chiamati relatori esperti, che sapranno mettere in luce le problematiche, le criticità cogenti come le soluzioni e le proposte per offrire un quadro articolato da cui trarre una maggiore comprensione del fenomeno.

L’obiettivo specifico della tavola sarà quello di fare chiarezza sulla funzione e la dimensione reale del sistema carcere.

 

Parteciperanno alla tavola rotonda professionisti di comprovata esperienza sul tema:

 

il Direttore del carcere milanese di Bollate Giorgio Leggieri,

 

la scrittrice Sybil von der Schulenburg,

fondatrice dell’associazione “Artisti dentro Onlus”

 

l’Architetto Cesare Burdese, esperto in edilizia penitenziaria

 

Davide Mosso, Avvocato della Camera Penale Vittorio Chiusano

 

Modera l’incontro

Edmondo Bertaina, Direttore GazzettaTorino

 

L’incontro è libero e aperto a tutti.

 

La molteplicità delle tematiche sociali richiamate dagli articoli delle norme costituzionali saranno oggetto di interviste rivolte a figure professionali che quotidianamente le affrontano. Le interviste verranno pubblicate su GazzettaTorino, testata online cittadina con cui è stata avviata una collaborazione.

I contenuti delle interviste e delle tavole rotonde andranno a costituire la collana SECONDO COSTITUZIONE con la pubblicazione dei “Quaderni di Libero Pensiero”.

Ecco come saranno i Giardini Reali inferiori

Far dialogare l’innovazione con il parco storico: è il focus della riqualificazione dei giardini Reali Inferiori, il cui cantiere è in partenza in questi giorni. Si tratta di uno degli interventi di manutenzione straordinaria che riguardano otto aree verdi cittadine, una per circoscrizione, che saranno oggetto di un completo restyling grazie a fondi React Eu Pon Metro.

 

Entro l’estate questo importante spazio di aggregazione della Circoscrizione 1 verrà restituito ai cittadini completamente rinnovato, con interventi all’insegna dell’inclusione e attenti agli aspetti didattico-scientifici dell’area ludica, e con soluzioni progettuali all’insegna della resilienza ambientale, in un contesto ad alta valenza storica, culturale e artistica.

L’area oggetto dei lavori è la porzione dei Giardini Reali sottostante il giardino del Duca e il Bastion Verde – l’ultima traccia rimasta dell’antica fortificazione della città – e adiacente l’edificio dell’orangerie che ospita il Museo Archeologico. L’attuale assetto è il risultato di un complesso processo di stratificazione storica, avvenuto a seguito delle demolizioni delle fortificazioni nel periodo napoleonico e alla nascita dei viali alberati di circonvallazione. Adibita alle prime partite di pallone al bracciale nel XVIII secolo e in seguito (1864) anche giardino zoologico reale, a inizio novecento l’area fu destinata a parco pubblico, diventando un luogo di piacere e di svago per i torinesi, a ridosso dell’antico centro di potere della monarchia.

Per migliorarne la fruibilità, e nel contempo inserire pienamente i giardini Reali nei percorsi turistici, enfatizzandone il ruolo centrale, nel 2014 la Città ha presentato al Demanio un piano di valorizzazione dell’area verde, che con questo intervento giunge ora a compimento.

Il progetto prevede la totale riqualificazione dell’area giochi, con la sostituzione delle attrezzature obsolete e l’inserimento di nuova attrezzature, destinate in prevalenza alle fasce d’età prescolare e scolare, con un’ambientazione tematica che rievocherà le diverse fasi storiche dell’area: dalla vocazione di luogo di battaglia e di giostra medievale, alla presenza degli animali nello zoo voluto da Vittorio Emanuele II, fino al ruolo più recente di scambio sociale e culturale, cerniera tra città moderna e centro storico barocco.

La configurazione movimentata del terreno ai lati del giardino verrà valorizzata con l’inserimento di scivoli da pendio, e la dotazione ludica sarà arricchita da alcune installazioni di tipo didattico-scientifico (giochi di abilità, sonori e di illusione ottica) idonee anche a supportare l’attività all’aperto dei vicini istituti scolastici.

Completamente rinnovate anche le pavimentazioni esistenti, con l’utilizzo di sedime in stabilizzato nelle aree libere, per filtrare le acque meteoriche e ridurre il carico della rete di smaltimento, e una nuova pavimentazione antitrauma dai colori vivaci nelle aree dove sono presenti i giochi.

Per assicurare la fruizione in totale sicurezza dei piccoli ospiti del giardino verrà ampliata la siepe in Ligustrum che delimita l’area giochi, mentre sarà rinnovato il cancello che chiude il giardino.

Francesco Tamburello

Scambio formativo con la polizia locale della Catalogna

Vigili torinesi a Barcellona per apprendere le procedure della Catalogna e, in parallelo, agenti della Guàrdia urbana sotto la mole a caccia di informazioni sui metodi di lavoro subalpini. Questo solo uno degli scenari che l’accordo tra il Piemonte e la regione spagnola potrà presentare: l’obiettivo, annunciato  in prima Commissione presieduta da Carlo Riva Vercellotti, da parte dell’assessore Fabrizio Ricca, è quello di un confronto attivo e didattico tra tutti i vigili urbani dei Comuni piemontesi e quelli della Catalogna.

La notizia è emersa nell’illustrazione dei capitoli del “Bilancio di previsione finanziario 2023-2025” relativi appunto a sicurezza e polizia locale. Su sollecitazione di Diego Sarno (Pd), la Giunta ha chiarito che è stata scelta la Catalogna “in quanto si è optato per una realtà territoriale non troppo lontana. Inoltre si tratta di una situazione istituzionale legislativa simile a quella italiana: la Spagna ha una struttura come la nostra, a differenza della Francia, che è più centralista o di Germania e Svizzera, che sono Stati federali”.

In generale, poi, “il contenuto della collaborazione è uno scambio. Mandiamo personale là per vedere come formano la polizia locale e loro lo mandano da noi, per fare altrettanto. Si tratta di una materia soggetta a frequenti aggiornamenti tecnici, quindi si tratta di esperienze utili“.

Per la formazione della Polizia locale, in ogni caso, il Piemonte destina i consueti 850mila euro, ha ricordato Ricca, ma in considerazione dell’aumentata richiesta di professionalità, si è deciso un incremento di 400mila euro l’anno per il prossimo biennio.

Disturbi alimentari, alla Città della Salute di Torino trattamenti innovativi

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I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono patologie che tendono a durare molti anni ed a peggiorare nel tempo, talvolta con esito letale: i morti nel mondo nel 2019 sono stati 318.300: in particolare giovani con meno di 40 anni. La pandemia da COVID-19 ha accelerato un aumento dell’incidenza dei casi è un recente studio del 2023, appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Clinical Medicine dal gruppo di ricerca del Centro Esperto Regionale per la cura dei Disturbi dell’Alimentazione della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Giovanni Abbate Daga), ha inoltre evidenziato un peggioramento dei sintomi: dopo la pandemia, i ragazzi hanno preoccupazioni più elevate e svolgono di gran lunga molta più attività fisica al solo scopo di dimagrire, anche in condizioni di estrema emaciazione rispetto a prima del 2020.

Due innovativi trattamenti verranno affiancati da oggi  a quelli già esistenti presso il Centro Esperto Regionale per la cura dei Disturbi dell’Alimentazione della Città della Salute di Torino. Il primo, di tipo biologico e sperimentale – che partirà dal 15 aprile 2023 per i soggetti ricoverati – consiste nella somministrazione per 2-4 settimane di sedute quotidiane di 40 minuti di stimolazioni magnetiche di un’area specifica del cervello  che è deputata al controllo emotivo. Nella cura della depressione  ha già dato buoni risultati.

Il secondo trattamento è di tipo psicologico ed introduce nella cura dei disturbi dell’alimentazione uno strumento psicoterapico ben noto ed efficace per la cura dei traumi: il trattamento EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Tale psicoterapia ambulatoriale è stata attivata presso l’ospedale Molinette da ottobre 2022. Si tratta di una tecnica di rievocazione di ricordi traumatici mediante il movimento degli occhi. Questo  metodo attiva i ricordi emotivamente procurando un positivo effetto.

In Piemonte pochi terapisti occupazionali

La presenza di terapisti occupazionali in Europa è dieci volte superiore a quella italiana. Si tratta di 39 professionisti ogni 100.000 abitanti. In Italia è pari a 3,9: il Piemonte, che ne conta 174, ne ha 4,1 ogni 100.000 abitanti, sempre notevolmente al di sotto degli standard europei. Il dato è emerso nel corso dell’audizione della Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco, con i rappresentanti delle Associazioni parkinsoniane e con il presidente della Commissione d’Albo Terapisti occupazionali dell’Ordine di Torino, Asti, Alessandria e Aosta svolta su richiesta di Diego Sarno (Pd).

Alessio Ferrari, terapista occupazionale, ha sottolineato come il proprio lavoro consista “nell’intervenire di fronte a un infortunio, una malattia, una disabilità per sviluppare, mantenere, incrementare o recuperare le azioni ritenute importanti per la vita quotidiana. Un impegno che non di rado significa la presa in carico non solo del malato ma del suo nucleo famigliare”.

“Dei 174 terapisti occupazionali che operano in Piemonte – ha spiegato il presidente della Commissione d’Albo Dario Ellena – 95 operano su Torino, Alessandria e Asti e sono esterni alle Asl; 46, di cui 1 interno alle Asl, su Vercelli e Biella; 21, di cui 5 interni alle Asl, su Novara e il Vco e 12, di cui 1 interno alle Asl, su Cuneo”.

“Quello che chiediamo alla Regione – ha continuato – è di prestare attenzione alla nostra figura professionale per garantire un servizio qualitativamente migliore alla popolazione che ne ha bisogno”.

Il presidente Stecco ha osservato, a questo proposito, che “forse c’è un problema a monte, dal momento che non sono previsti, per il prossimo anno, corsi di laurea attivi per terapisti occupazionali in Piemonte. Le Università italiane non paiono puntare sull’attivazione di corsi di laurea specifici o dedicati, che sono solo 7 in tutta Italia”.

Massimiliano Iachini dell’Associazione italiana giovani parkinsoniani e Bruna Detachetis dell’Associazione I tremolini hanno illustrato le difficoltà cui va incontro chi è colpito dal Parkinson, “una delle malattie meno conosciute al mondo e che, a differenza di quanto si creda, non colpisce solo le persone adulte ma anche i giovani, che non di rado tendono a nasconderla per paura dello stigma”.

“Movimento, attività fisica e occasioni di socializzazione sono ‘ricette’ per combattere la malattia – ha sottolineato Iachini – e i rieducatori e i terapisti occupazionali sono fondamentale per contribuire a preservare e conservare le capacità di svolgere una vita il più possibile autonoma”.

“È fondamentale lavorare in rete – ha aggiunto Detachetis – auspichiamo che, anche grazie ai fondi del Pnrr, i collegamenti tra specialisti, medici di base e gli altri servizi a disposizione dei malati sul territorio possano diventare sempre più dinamici”.

Sono intervenuti, per richiesta di chiarimenti, Silvio Magliano (Moderati), Sarno, Monica Canalis (Pd) e lo stesso presidente Stecco.

Ecco il nuovo Punto 13 per le famiglie di Mirafiori Sud

VIA FARINELLI: LA FONDAZIONE AIEF INTENSIFICHERA’ IL SUO IMPEGNO

Dopo due anni di lavoro è stata inaugurata la riqualificazione del Punto 13, promossa dalla Fondazione AIEF per l’infanzia e l’adolescenza con il sostegno e il contributo di Borello Supermercati e Be Am Impresa Sociale.

Non è rinato solo un presidio di servizi per il quartiere ma uno spazio di comunità.

La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle”. E’ la citazione di Sant’Agostino incisa sulla targa posta all’ingresso del nuovo Punto 13 di Via Farinelli. Dopo 15 anni di degrado e abbandono è rinata la nota galleria commerciale a cielo aperto per anni riferimento per i residenti della periferia sud della Città. Fino a pochi mesi fa risultavano chiuse otto attività su tredici e diverse ordinanze comunali imponevano, senza successo, la messa in sicurezza del centro. Una ferita per tutto il quartiere che ha sperato per anni in una svolta. Oggi il degrado, il pericolo, le serrande chiuse sono solo più un ricordo. E’ stato inaugurato il progetto integrato di riqualificazione urbana avviato due anni fa dalla Fondazione AIEF per l’infanzia e l’adolescenza. Un percorso condiviso con il territorio, che ha coinvolto aziende profit ed enti no profit. con un investimento complessivo di 400 mila euro: 50 mila euro investiti dalla Cooperativa CTA per lo smantellamento del vecchio Punto 13 e 350 mila euro per la ricostruzione degli spazi. Fondi raccolti dalla Fondazione AIEF grazie al sostegno di aziende e benefattori, come Borello Supermercati, che hanno scelto di contribuire alla riqualificazione di uno spazio di comunità in un quartiere in seria difficoltà. Una cifra importante di fondi privati che generano una ricaduta significativa sia in termini di potenziamento del commercio locale sia in termini sociali: oggi 11 su 13 attività sono state riaperte e inaugurate, tra cui quella più attesa dai residenti: il supermercato Borello.

Ci si potrebbe chiedere perché una Fondazione che si occupa di infanzia e famiglie abbia realizzato un progetto di riqualificazione urbana. Qualche giorno fa un bambino, osservando i colori dei murales che oggi occupano i muri esterni del Punto 13 riqualificato, ha detto di essere felice perché quando esce di casa si tuffa in questi colori. Questa è la nostra risposta: i bambini, che abitino in centro o in periferia, hanno diritto a vivere in quartieri sicuri, curati e belli.” ha dichiarato Tommaso Varaldo, presidente della Fondazione AIEF per l’infanzia e l’adolescenza. “La nostra Fondazione ha realizzato questo progetto non solo per riportare nuovi servizi per le famiglie del quartiere ma per creare un nuovo spazio di comunità, bello ed accogliente, capace di attrarre eventi ed iniziative culturali, educative ed aggregative. Questo sarà il nostro prossimo impegno, dopo la riqualificazione porteremo la rivitalizzazione.”, ha concluso Varaldo.

All’inaugurazione sono intervenuti il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il sindaco della città di Torino, Stefano Lo Russo, l’Assessore al commercio del Comune di Torino, Paolo Chiavarino e il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi. Al loro fianco rappresentanti delle istituzioni locali, della Questura, della Prefettura, dell’Asl Città di Torino. La Filarmonica Torino Mirafiori ha accompagnato il taglio del nastro suonando l’inno nazionale ed ha aperto la festa di quartiere che è stata organizzata nel nuovo piazzale del Punto 13. Oltre 20 associazioni di Mirafiori Sud erano presenti con un proprio gazebo allestito nel piazzale, che fino alle 16,30 ha accolto animazioni, giochi, sport e teatro per bambini e giovani.

Le feste sono tali quando c’è un importante risultato raggiunto e il fatto che quest’area oggi venga restituita ai cittadini, alle famiglie e in termini non solo di commercio e sicurezza ma anche come nuovo punto di aggregazione è davvero un ottimo traguardo. Insieme possiamo fare buone cose, potenziando i quartieri in termini di sicurezza e restituendo momenti di socialità, consentendo alle nostre famiglie di riappropriarsi dei propri spazi.” Ha dichiarato Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, nel suo intervento prima del taglio del nastro.

Bisogna ricucire le periferie di Torino! Arrivare oggi a tagliare un nastro è una conquista importante. La riqualificazione del Punto 13 è un progetto che ci ha colpiti proprio perché nasce dal privato e in cui crediamo per rilanciare il quartiere. Torino ha una tradizione molto forte in termini di cultura del lavoro e Mirafiori ne è un simbolo.” ha aggiunto Stefano Lo Russo, sindaco della Città di Torino.

Siamo molto felici dell’apertura del nuovo supermercato Borello nel quartiere Mirafiori Sud. Ancor di più perché il nostro coinvolgimento ha una valenza sociale. Nel progetto di riqualificazione del Punto 13 abbiamo creduto fortemente, fin dal principio, aiutando la Fondazione AIEF a coprire i costi di riqualificazione e decidendo di aprire un punto vendita per rispondere alle esigenze dei residenti. Io credo fermamente nelle potenzialità della periferia e, in particolare, in quelle di Mirafiori Sud.” Ha dichiarato Fiorenzo Borello, imprenditore e titolare di Borello Supermercati, primo ad aver abbracciato il progetto della Fondazione.

Il Punto 13 di Via Farinelli 36/9

Il Punto 13 di Via Farinelli 36/9, centro commerciale nato negli anni ‘70 per volontà del Comune di Torino per garantire servizi e attività commerciali di prima necessità ai residenti del quartiere, è stato per anni un riferimento per le famiglie di Mirafiori Sud. Negli ultimi quindici anni, complici la crisi economica e l’abbandono delle periferie, il centro è caduto sempre più nel degrado con la struttura fatiscente e pericolante, il piazzale malmesso e la chiusura di quasi tutte le 13 attività commerciali con il conseguente abbandono degli spazi. E’ all’interno di uno di questi spazi che nel 2021 AIEF ha aperto il Centro AIEF Torino Sud e, da subito, ha avviato un percorso, coinvolgendo il quartiere, per costruire un progetto capace di ridare vita non più solo alla galleria commerciale con servizi di prima necessità ma a nuovi spazi dedicati all’aggregazione sociale e alla promozione socio-culturale.

Il questionario AIEF

Una delle iniziative predisposte, proprio per poter individuare meglio le criticità e le esigenze del territorio, è stata la realizzazione di un questionario da sottoporre ai residenti. Dall’analisi dei 247 questionari raccolti, campione rappresentativo dei maggiorenni residenti nell’area tra Strada Castello di Mirafiori, Corso Unione Sovietica, Via Onorato Vigliani e Strada delle Cacce, è emersa fortemente l’esigenza di rinnovare e riqualificare il centro commerciale Punto 13 di Via Farinelli e la contigua Piazza Santi Apostoli. Le maggiori criticità emerse: 164 mancanza di un supermercato raggiungibile a piedi, 141 mancanza di uno sportello bancomat o punto-banca, 125 desertificazione delle attività commerciali di vario genere, 110 aumento del degrado in molte aree abbandonate o inutilizzate, 97 mancanza di luoghi aggregativi di prossimità per giovani e anziani.

Il progetto di riqualificazione

Il progetto AIEF per Mirafiori Sud è un esempio di progetto di riqualificazione urbana integrata capace di coinvolgere aziende, enti no profit, istituzioni e cittadini, uniti da un unico obiettivo. La rinascita del Punto 13 passa attraverso un importante intervento di riqualificazione strutturale che, con fondi privati raccolti da AIEF, ridà vita ad una galleria commerciale a cielo aperto con, inoltre, una funzione aggregativa, grazie agli spazi dedicati alle attività socio-culturali. La riapertura delle attività commerciali all’interno del centro è una risposta concreta alle esigenze emerse dai questionari raccolti: il primo partner che ha abbracciato questo progetto sociale è Borello Supermercati che risponde, non solo alla primaria esigenza dei residenti con l’apertura di un suo punto vendita, ma che ha scelto di essere tra gli sponsor insieme alla Be Am Srl Impresa Sociale e ad altri benefattori. La rinascita del Punto 13 è il primo passo verso la nuova vita della Piazza Santi Apostoli quale luogo per realizzare e ospitare eventi culturali e sociali.

Il nuovo Punto 13

L’interazione tra creatività giovanile, produzione culturale e riqualificazione del territorio si caratterizza nei muri esterni del Punto 13 che ospitano Murarte, progetto di arte urbana sostenuto dalla Città di Torino. Tutti gli spazi esterni, ovvero le aree comuni della galleria commerciale, sono stati riqualificati e resi sicuri, accoglienti e belli. Le attività commerciali e le associazioni hanno recuperato i tredici negozi che tornano ad ospitare servizi di prima necessità per le famiglie del quartiere. Alcuni di questi sono sede di attività socio-educative-culturali, partendo innanzitutto dagli spazi occupati dal Centro AIEF Torino Sud. Il degrado, lo spaccio, le pensiline pericolanti e i negozi chiusi sono solo più un ricordo. Oggi il Punto 13 vive.

Torino, donna precipita dal sesto piano e muore

Una donna è morta ieri dopo essere caduta dal sesto piano di un condominio di via Bevilacqua a Torino. Si tratta di un’anziana di 85 anni precipitata dal balcone del suo appartamento.  Sono giunti sul posto  i soccorsi, ma per la donna non c’è stato nulla da fare. Si è trattato probabilmente di un gesto volontario.

Code sulle autostrade piemontesi, Giachino: “costano alle aziende e ai cittadini”

LETTERA AL PRESIDENTE DELLEA REGIONE PIEMONTE ALBERTO CIRIO
Caro Presidente, Carissimo Alberto,
per chi viaggia tutti i giorni sulle autostrade piemontesi verso la Liguria o verso Bardonecchia il tempo passato in coda è tanto e pesante sia dal punto di vista dello stress che dal punto di vista economico perché si spende di più in consumi , si pagano aumenti tariffari per una autostrada che funziona su una sola corsia.
Perché non organizzi un incontro con le Società autostradali che operano nella Regione, con la Autorità dei Trasporti e le Associazioni produttive che rappresentano aziende che dal 14 agosto 2018 subiscono l’aumento dei costi di trasporto causa lavori in corso relativi a manutenzioni che avrebbero dovute essere fatte negli anni precedenti?
L’ Autorità dei trasporti dovrebbe essere più considerata è coinvolta  visto che su nostra iniziativa nel 2013 riuscimmo a fare approvare dal Parlamento la assegnazione a Torino.
Torino e il Piemonte devono il grande rilancio dopo una guerra che aveva visto Torino quale città più bombardata , grazie al Piano Marshall, grazie al Piano casa Fanfani , grazie alla straordinaria attività dei suoi imprenditori, dalla FIAT alla Ferrero, dall’Indesit al tessile e anche grazie al Piano delle Autostrade e dei Trafori Alpini cui aveva lavorato il Prof. Giuseppe Grosso, Presidente della Provincia di Torino, probabilmente il migliore amministratore locale del dopoguerra . Col Tuo prestigio dovresti sollecitare lavori e modalità dei lavori che riducano le code e i disagi.
Ti ringrazio molto della attenzione,
Mino GIACHINO
Responsabile regionale logistica FDI