“In un cantiere edile di Rivoli, nel Torinese, un operaio di 65 anni ha perso la vita-in base alla ricostruzioni-in seguito a una terribile caduta. Siamo in presenza di una tragedia inaccettabile di fronte alla quale non è possibile restare inermi. A nome dell’UGL esprimo il cordoglio ai familiari della vittima e auspico che le Forze dell’Ordine e gli uomini dell’ispettorato per la sicurezza sui luoghi di lavoro, facciano piena luce sulle cause di tale incidente. Questo ennesimo dramma sul lavoro ci ricorda quanto sia importante la prevenzione. Ribadiamo, pertanto, l’importanza di puntare sulla diffusione di una cultura della sicurezza sul lavoro. In proposito, crediamo che iniziare fin dalla scuola un percorso di formazione volto a una maggiore comprensione dei rischi possa salvare molte vite. Per invertire la drammatica tendenza ormai giornaliera delle cosiddette morti bianche, chiediamo inoltre al Governo di continuare a investire sul sistema dei controlli, implementando l’organico degli enti ispettivi e rafforzando le sanzioni a carico di chi non rispetta le norme di sicurezza”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale UGL in merito all’incidente mortale sul lavoro avvenuto in provincia di Torino.
“In un cantiere edile di Rivoli, nel Torinese, un operaio di 65 anni ha perso la vita-in base alla ricostruzioni-in seguito a una terribile caduta. Siamo in presenza di una tragedia inaccettabile di fronte alla quale non è possibile restare inermi. A nome dell’UGL esprimo il cordoglio ai familiari della vittima e auspico che le Forze dell’Ordine e gli uomini dell’ispettorato per la sicurezza sui luoghi di lavoro, facciano piena luce sulle cause di tale incidente. Questo ennesimo dramma sul lavoro ci ricorda quanto sia importante la prevenzione. Ribadiamo, pertanto, l’importanza di puntare sulla diffusione di una cultura della sicurezza sul lavoro. In proposito, crediamo che iniziare fin dalla scuola un percorso di formazione volto a una maggiore comprensione dei rischi possa salvare molte vite. Per invertire la drammatica tendenza ormai giornaliera delle cosiddette morti bianche, chiediamo inoltre al Governo di continuare a investire sul sistema dei controlli, implementando l’organico degli enti ispettivi e rafforzando le sanzioni a carico di chi non rispetta le norme di sicurezza”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale UGL in merito all’incidente mortale sul lavoro avvenuto in provincia di Torino.

Andrò ai funerali di Vittorio Emanuele di Savoia che ho conosciuto, soprattutto come risposta ai suoi critici astiosi che non hanno rispetto per un morto e si sono lasciati andare a veri e propri insulti verso il principe, imitando gli anarchici che nel 2010 al palazzo reale di Torino lo accolsero al grido di “Viva Bresci”, l’attentatore di Umberto I. Forse quegli anarchici erano di Askatasuna, il bene comune oggi tanto apprezzato. Magari andranno a disturbare anche i funerali del principe, come forse farebbe piacere al prof. Barbero,loro grande estimatore con argomenti davvero inquietanti. Leggere gli insulti triviali contro il principe del conte Galli della Loggia mi ha stupito, ma mi ha anche indignato. Avevo poca stima di Galli, adesso la stima nei suoi confronti si è azzerata.Non c’è stato neppure un tentativo di storicizzare la figura umana del principe che ha pagato in partenza per colpe non sue . Per le accuse a lui rivolte sotto il profilo penale valgono le assoluzioni, come ha detto Cesara Buonamici che si è distaccata dal coro dei suoi astiosi nemici che non hanno neppure atteso i funerali per scatenarsi contro di lui. Il “codardo oltraggio” verso un uomo malato di 87 anni rivela la meschinità settaria dei suoi detrattori. Io non ho mai scritto dei “servi encomi” per altro impossibili nei suoi confronti, ma mi indigno leggendo ed ascoltando la mancanza di pietas verso un morto. Un giudizio lo daremo a freddo senza indulgere alla maldicenza giacobina che la sua morte ha scatenato. Sono curioso di vedere chi andrà ai suoi funerali. Chi non ci andrà rivelerà che il senso della storia di Torino sabauda e risorgimentale non c’è più. Ad esso si è sostituito Barbero. Davvero ben poca cosa. Torino era la città di Cognasso e del repubblicano Levra che sapevano rispettare il passato della città. Levra voleva il principe a palazzo Carignano nel 2020 nel bicentenario della nascita del suo avo, il Re Galantuomo. Il Covid impedì di realizzare l’incontro.