CRONACA- Pagina 7

Lavori al canile di Chieri

La Giunta comunale ha deliberato un contributo di circa 150.000 euro per la realizzazione di opere di manutenzione straordinaria presso il canile di Chieri, struttura di proprietà comunale ma gestita dalla sezione di Chieri dell’E.N.P.A.(Ente Nazionale Protezione Animali). Lo annunciano il vicesindaco e assessore al Bilancio Roberto Quattrocolo e la consigliera comunale Sveva Sapino, che ha la delega relativa a Tutela e Benessere degli animali.

Il canile, sito in Regione Tario e gestito dall’E.N.P.A, è un presidio sanitario che svolge importanti funzioni ed è una struttura a cui fanno riferimento numerosi altri Comuni dell’area chierese. Commenta il vicesindaco Roberto Quattrocolo: «Con questo stanziamento si potrà procedere alla sistemazione delle strutture direttamente dedicate alla custodia degli animali e di alcuni locali ed impianti del canile, migliorando così le condizioni di vita agli ospiti.  Oltre alle risorse per la manutenzione straordinaria, la Giunta ha approvato la proroga della convenzione per la gestione del canile sino all’inizio del febbraio 2029, per allinearla alla durata decennale del contratto di diritto di superficie stipulato con lo stesso E.N.P.A. Ai volontari va il nostro ringraziamento per l’impegno svolto, in particolare sul versante del contrasto del randagismo, dell’affidamento dei cani e della sensibilizzazione dei cittadini, sempre più necessaria a fronte dei sempre numerosi casi di rinuncia di proprietà».

Aggiunge la consigliera Sveva SAPINO: «Questo intervento non è solo un’azione di manutenzione ma una scelta politica chiara. Come Amministrazione riteniamo che il benessere animale sia indicatore imprescindibile di civiltà per una comunità. Investire sulle sue strutture significa garantire condizioni di vita più rispettose per i cani ospitati, ma anche affermare chiaramente che ogni animale, indipendentemente dalla sua storia o dalle sue possibilità di adozione, merita cure e rispetto. Questo impegno non sarebbe possibile senza il lavoro quotidiano dei volontari, che rappresentano un patrimonio straordinario, perché con competenza e dedizione si prendono cura non solo degli animali ma anche del legame tra il canile e la cittadinanza. Valorizzare il loro ruolo significa rafforzare una rete di responsabilità condivisa, che è alla base di una vera tutela del benessere animale».

Margherita di Savoia-Genova, prima Regina d’Italia

 

Ricordata dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv nel centenario della sua dipartita

Domenica 4 gennaio 2026 ricorreva il primo centenario della dipartita di Margherita di Savoia-Genova, prima Regina d’Italia.
Per ricordare la sovrana, tramite il suo Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha organizzato diverse cerimonie, in particolare una S. Messa nel Santuario della Madonna dei Laghi di Avigliana, intriso di storia Sabauda e dove il Sodalizio ha celebrato la solennità di S. Maurizio nel 2024 alla presenza del suo presidente internazionale, S.A.R. il Principe Sergio di Jugoslavia. 
Il luogo di culto è stato edificato attorno ad un pilone medievale, davanti al quale era solita recarsi in preghiera Bona di Borbone, consorte del Conte di Savoia Amedeo VI detto “il Conte Verde”, chiedendo la grazia di poter avere un erede maschio. Il suo desiderio venne esaudito il 24 febbraio 1360 con la nascita al Castello di Avigliana del futuro Conte di Savoia Amedeo VII, detto “il Conte Rosso”. Attorno al pilone venne costruita una piccola edicola affidata agli agostiniani. Tra il 1622 e il 1642 per volere dei Duchi di Savoia Carlo Emanuele I e Vittorio Amedeo I, antenati della Regina Margherita, venne edificato l’attuale santuario, affidato ai Padri Cappuccini, che vi rimasero fino all’invasione buonapartista. Il complesso dal 1887 al 1893 venne destinato ad ospedale e dal 1893 è gestito dai Salesiani.
Nella chiesa sono custoditi quattro quadri donati nel Seicento dal Cardinale Maurizio di Savoia, sestogenito del Duca Carlo Emanuele I: un “San Maurizio” di Guido Reni; un “San Michele nell’atto di sconfiggere Lucifero” opera di Antonio Maria Viani, la copia della “Madonna dei Pellegrini” del Caravaggio e un “San Francesco in adorazione del Crocifisso” di Carlo Vacca.
La S. Messa, l’unica in Piemonte in memoria della prima Regina d’Italia in questa giornata, è stata celebrata alle ore 11,30 da Don Gianni Di Maggio, Rettore del Santuario.
La chiesa era gremitissima, a testimonianza dell’affetto del quale gode ancora la sovrana.
La Regina Margherita, impersonata da Marilena Sema, era accompagnata dalla sua dama d’onore la Marchesa Paola Pes di Villamarina e da Eugenia Attendolo Bolognini, Duchessa Litta Visconti Arese.


Erano presenti anche i seguenti gruppi storici:

–        “I Marchesi Carron di San Tommaso” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta, che hanno impersonato gli ultimi membri del Casato Carron, che fu per secoli il braccio destro di Casa Savoia: Gerardo, Marchese di San Tommaso e di Avigliana, nonché Sindaco della cittadina dal 1855 al 1862, il quale fu estratto a sorte per partecipare alle nozze di Umberto di Savoia e Margherita; sua moglie Paola Solaro del Borgo e sua sorella la Contessa Clementina, la quale, quando dimorava a Villa San Tommaso di Buttigliera Alta, ogni giorno veniva a presenziare alla S. Messa in questo Santuario;

– “Della Fenice” di Pianezza, che vestivano magnifici abiti ottocenteschi.

Alla funzione religiosa la delegazione dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata guidata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale, accompagnato da soci.

Margherita di Savoia-Genova nacque alle ore 00:45 del 20 novembre 1851 a Palazzo Chiablese di Torino, primogenita di Ferdinando, primo Duca di Genova e di Elisabetta di Sassonia. Suo padre era secondogenito di Re Carlo Alberto e quindi fratello minore di Re Vittorio Emanuele II, il quale fu scelto come padrino di battesimo per la piccola Margherita.
La futura Regina d’Italia trascorse l’infanzia a Palazzo Chiablese e nei castelli di Govone e Agliè.
Il 6 febbraio 1854 nacque suo fratello minore Tommaso e il 10 febbraio 1855 il Duca di Genova si spense, lasciando orfani i suoi giovani figli.
Margherita, dopo aver rifiutato un possibile matrimonio con il futuro Re di Romania Carlo I, il 22 aprile 1868 sposò nel Duomo di Torino suo cugino il Principe di Piemonte Umberto di Savoia.
La cerimonia venne officiata dall’Arcivescovo Alessandro Riccardi di Netro, che aveva tenuto a battesimo la principessa. In occasione delle nozze Re Vittorio Emanuele II creò il Corpo dei Corazzieri reali e conferì per la prima volta l’Ordine della Corona d’Italia, istituito con Regio Decreto il 20 febbraio precedente per premiare tutti coloro che si erano distinti al servizio della Nazione. Tra gli insigniti ci furono Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi.
La coppia scelse di stabilirsi a Napoli, alla Reggia di Capodimonte, mentre la Villa Reale di Monza fu eletta a loro residenza estiva.
Dalla loro unione nacque un figlio: il Principe Vittorio Emanuele, che vide la luce nella Reggia di Capodimonte l’11 novembre 1869 e ricevette dal nonno Re Vittorio Emanuele II il titolo di Principe di Napoli.
Dopo la Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 e la visita del Re a Roma il 31 dicembre dello stesso anno per verificare i danni causati dall’esondazione del Tevere e testimoniare la sua solidarietà ai romani, il primo ingresso ufficiale di Casa Savoia nell’attuale capitale d’Italia fu proprio quello di Umberto e Margherita il 23 gennaio 1871 sotto una pioggia battente. Nonostante il brutto tempo la Principessa di Piemonte ordinò che la carrozza fosse tenuta scoperta per farsi vedere dalla popolazione venuta in gran numero ad acclamarli.
Umberto e Margherita scelsero come loro residenza romana il palazzo oggi sede della Consulta.
Saliti al trono il 9 gennaio 1878 in seguito alla morte di Re Vittorio Emanuele II, dopo sei mesi di lutto visitarono le principali città del regno; a Bologna incontrarono il poeta Giosuè Carducci, il quale, rimasto incantato dalla grazia e dalla bellezza della Regina Margherita, da repubblicano diventò un acceso sostenitore della monarchia.
Nel giugno 1889 su invito della Regina Margherita, il cuoco Raffaele Esposito fu convocato alla Reggia di Capodimonte per cucinare tre pizze; la sovrana apprezzò particolarmente quella con pomodoro, mozzarella e basilico, colori della Bandiera italiana. Il piatto venne quindi immediatamente ribattezzato in suo onore e nacque così la Pizza Margherita. La regina introdusse a Corte e poi in tutto il paese la tradizione dell’Albero di Natale, che aveva appreso da sua madre Elisabetta di Sassonia.
Il 29 luglio 1900 Re Umberto I venne ucciso a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci dopo aver assistito alla cerimonia di chiusura di un concorso ginnico. Nelle ore successive al regicidio Margherita scrisse una preghiera, intitolata “Devozione” e articolata in cinque misteri dolorosi.
Diventata regina madre, a Roma scelse come sua residenza “Palazzo Boncompagni Ludovisi”, oggi sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, mentre l’autunno lo trascorreva alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, che con lei visse i suoi ultimi fasti sabaudi.
Nel 1899 si fece costruire a Gressoney-Saint-Jean Castel Savoia, dove vi dimorò durante la stagione estiva fino al 1925. Durante i suoi soggiorni si preoccupava dei bambini poveri e della loro educazione alla scuola del villaggio, organizzando per loro merende e giochi.
Allo scoppio della Grande Guerra trasformò il suo palazzo a Roma in ospedale.
Nel 1914 acquistò “Villa Etelinda” a Bordighera e nel suo parco fece costruire “Villa Margherita”, che venne inaugurata il 25 febbraio 1916.
L’ultimo grande evento al quale presenziò furono le nozze di sua nipote la Principessa Mafalda con il Principe Filippo d’Assia-Kassel celebrate al Castello Reale di Racconigi il 23 settembre 1925.
Si spense nella sua villa a Bordighera il 4 gennaio 1926, all’età di 74 anni e venne sepolta al Pantheon.

ANDREA CARNINO

Valutare l’impatto oggi: perché Torino investe sulle competenze che contano

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In un contesto economico e sociale in rapido cambiamento, parlare di valutazione di impatto non significa più limitarsi a misurare risultati o a compilare report, ma dotarsi di strumenti concreti per prendere decisioni migliori. È da questa consapevolezza che nasce la VII edizione del Corso Universitario di Aggiornamento Professionale (CUAP) in Valutazione di Impatto Sociale, promosso dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino.

Negli ultimi anni, fondazioni, pubbliche amministrazioni, imprese e operatori della finanza a impatto si sono trovati di fronte a una crescente richiesta di trasparenza e rendicontazione. Allo stesso tempo, l’evoluzione del quadro normativo europeo – e il recente allentamento di alcuni obblighi formali – ha reso evidente un rischio: confondere la rendicontazione con la valutazione, perdendo di vista la sostanza dei cambiamenti generati dai progetti.

La valutazione di impatto, invece, è una competenza strategica. Significa saper distinguere tra ciò che viene fatto e ciò che realmente cambia, tra output e outcome, tra intenzioni e risultati. È una capacità sempre più richiesta a chi opera nei territori, gestisce risorse pubbliche o private, progetta interventi sociali, culturali e ambientali.

Il CUAP in Valutazione di Impatto Sociale si inserisce in questo scenario come un percorso formativo pensato per chi già lavora, e sente l’esigenza di rafforzare il proprio metodo. Il corso, che prenderà avvio il 9 febbraio 2026, si svolgerà online, con una formula compatibile con l’attività professionale, e prevede 125 ore complessive tra didattica frontale e project work applicativi.

Il programma affronta i principali temi della valutazione di impatto: dalle metodologie e dagli approcci più diffusi, alla teoria del cambiamento, dall’uso dei dati nei processi valutativi al rapporto tra impatto, sostenibilità ed ESG, fino alla comunicazione dei risultati. Particolare attenzione è dedicata ai casi pratici, che permettono ai partecipanti di confrontarsi con situazioni reali e complesse.

Un elemento distintivo del percorso è il rilascio di due certificazioni professionaliChief Value Officer e Valutatore d’Impatto – insieme a crediti formativi universitari e professionali. Un segnale della volontà dell’Università di Torino di contribuire in modo concreto alla costruzione di nuove competenze, utili non solo sul piano teorico ma anche sul mercato del lavoro.

Torino, con il suo ecosistema di fondazioni, enti pubblici, imprese sociali e iniziative di innovazione, rappresenta un contesto ideale per sviluppare e sperimentare approcci avanzati alla valutazione. Investire su queste competenze significa rafforzare la capacità del territorio di progettare, valutare e migliorare le proprie politiche e iniziative.

In un’epoca in cui le risorse sono limitate e le sfide crescono, saper valutare l’impatto non è un lusso: è una necessità. E formare professionisti capaci di farlo in modo rigoroso e consapevole è una responsabilità che l’università non può eludere.

A Genova il feretro di Emanuele, morto a Crans-Montana

È arrivato intorno alle 15:30 a Genova il feretro di Emanuele Galeppini, il ragazzo morto nell’incendio avvenuto a Capodanno nella località di Crans-Montana in Svizzera. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alla Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone hanno accolto il feretro all’aeroporto di Milano Linate, da dove è stato poi trasferito a Genova con il coordinamento della Protezione civile regionale, che ha messo a disposizione l’auto per i familiari di Emanuele. Il trasporto della salma fino a Genova è stato affidato dalla Protezione civile regionale ad A.Se.F.. Il feretro è stato quindi scortato fino alla cappella dei Cappuccini dell’ospedale Policlinico San Martino, dove sono state poste le corone di fiori della Regione Liguria e del Comune di Genova. Erano presenti l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò e l’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca, che ha celebrato le preghiere nella camera ardente con i familiari e le istituzioni, il prefetto di Genova Cinzia Torraco e la sindaca Silvia Salis.

«Perdere la vita a quell’età lascia sempre un segno profondo – ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – Da quando ieri sera è arrivata la richiesta del ministero, che ha affidato alle Regioni la gestione delle operazioni, l’assessore Giampedrone e il nostro Dipartimento della Protezione civile si sono attivati per organizzare il rientro del feretro da Milano a Genova. Siamo con la famiglia che sta vivendo un dolore enorme, e restiamo a loro completa disposizione anche per affrontare le difficoltà logistiche legate ai prossimi giorni. Una tragedia come questa richiama con forza il dovere delle istituzioni di porre sempre al centro la sicurezza delle persone, di non dare nulla per scontato e di interrogarsi su tutte le situazioni che non sono pienamente chiare. Quando accadono eventi così drammatici, questo impegno diventa ancora più evidente e imprescindibile».

Pozzo Strada: fiamme al quinto piano, 30enne in ospedale

Scoppia un incendio in un palazzo al quinto piano: 30enne finisce in ospedale. È successo intorno alle 11 di questa mattina in via Monte Ortigara 11, a Pozzo Strada. Sul posto sono intervenuti 4 mezzi dei vigili del fuoco e i soccorritori del 118 Azienda Zero, che hanno trasportato in ospedale una ragazza di 30 anni per accertamenti dopo i fumi inalati.

Secondo le ipotesi, ad innescare il rogo sarebbero state una o più candele accese. Le indagini sulle cause sono ancora in corso. Sul luogo anche la polizia locale.

VI.G

Aveva violentato ragazzine minorenni in Brasile, arrestato a Cuorgne’

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Un ricercato di 41 anni brasiliano naturalizzato italiano su cui pende una condanna a 20 anni di reclusione inflitta dal Tribunale Penale di San Paolo per il reato di ”stupro di persone vulnerabili”e’ stato arrestato in un centro commerciale a Cuorgne’ dalla polizia di Stato.Ora è  in carcere a Ivrea. Gli  abusi sessuali erano stati commessi in Brasile, dove il latitante aveva approfittato della parentela con i genitori delle vittime che gli avevano affidato le bambine.

La cattura è stata eseguita dalla Squadra Mobile di Torino su segnalazione ed impulso del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia che ha veicolato una richiesta in tal senso dell’Autorità Giudiziaria brasiliana. Sul ricercato pende una condanna a 20 anni di reclusione inflitta dal Tribunale Penale del distretto di San Paolo per il reato di “stupro di persone vulnerabili”.

I continui abusi sessuali – commessi in Brasile – e, nello specifico, tra le mura di abitazioni familiari comuni, si sono protratti per un arco di tempo che va dal 2012 al 2018. L’uomo aveva approfittato del rapporto di parentela con i genitori delle vittime che, in più occasioni, gli avevano affidato le bambine.

La localizzazione del latitante è il risultato di una complessa attività info-investigativa sviluppata nell’ambito del Progetto “Wanted”, promosso e coordinato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato anche in collaborazione con il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, che ha visto impegnata la Squadra Mobile di Torino in mirate iniziative di ricerca. Così, all’esito di servizi di pedinamento e appostamento, ottenuta la certezza dell’identità del latitante, nel pomeriggio del 30 dicembre si è deciso di intervenire bloccando l’uomo nel parcheggio di un supermercato nel comune di Cuorgnè (TO).

A seguito dell’arresto, il ricercato è stato accompagnato nel carcere di Ivrea a disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Torino competente per la prossima procedura estradizionale di consegna al Brasile.

Fuochi fuori controllo ai giardini Alimonda

LA DENUNCIA DI ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7)

Le bande di ragazzi che “vivono” il Giardino Alimonda continuano oramai da tempo ad accendere il fuoco tra le panchine di legno
Bruciano ogni cosa e i fuochi possono essere pericolosi per loro e non solo, distruggono panche, tavoli, cestini….ogni cosa.
Staccano pezzi o assi delle panchine per bruciarli o solo pe ril gusto di devastarle
Proprio in quel punto del Giardino c’è una telecamera del progetto Argo, ma se pensiamo che nel Giardino Madre Teresa ve ne sono ben 6…..forse servono solo se ci fosse un omicidio.
Gli operatori Amiat al mattino si trovano sempre una situazione inaccettabile e fanno ciò che riescono
Presento un’Interpellanza nel Consiglio della Circoscrizione 7 per chiedere quali risultati ha portato la telecamera e cosa intenda fare l’Amministrazione per migliorare la vivibilità in questo luogo
Non basta un campetto da pallavolo per rendere “vivibili” i Giardini Alimonda e alcuni cittadini volenterosi ma ci vuole la “volontà politica” della Città, non un Sindaco che pensa di risolvere i problemi con Patti tra militanti di Askatasuna!
I cittadini sono esasperati sempre di più nell’indifferenza della Città, come gruppo FdI in Circoscrizione 7 avevamo proposto il Daspo Urbano ma alla Maggioranza in Circoscrizione 7 e Città non interessa e lo hanno bocciato, così non è possibile continuare, la situazione non è più accettabile.
Alle tante parole ci vogliono FATTI per rendere questo pezzo di territorio nuovamente “vivibile”

PATRIZIA ALESSI

Droga in condominio a Moncalieri: arrestati madre e figli

Un continuo via vai un po’ troppo frequente e sospetto nel cortile del palazzo e poi la scoperta: trovati due chili di hashish, un chilo di marijuana e 50 grammi di cocaina, nascosti in una scatola di auricolari Bluetooth. Arrestati madre e figli. È successo a Moncalieri quando i militari hanno avviato i controlli lo scorso 29 dicembre sulla base delle segnalazioni.

Gran parte della droga è stata rinvenuta vicino ai fornelli della cucina e sulla credenza in camera da letto. È stata poi sequestrata assieme a 1200 euro in contanti, provento dello spaccio.

La madre e i figli (di 18 e 21 anni) sono stati condotti nel carcere Lorusso e Cotugno su disposizione del pm della Procura di Torino. Dopo la convalida, la madre è stata rimessa in libertà, mentre i due figli posti ai domiciliari.

VI.G

Sistema produttivo e housing sociale: fondi in arrivo

La Regione Piemonte ha approvato la proposta di modifica del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2021-2027, nell’ambito del riesame intermedio previsto dal Regolamento UE 2021/1060, per un totale di 50 milioni di euro.

Le risorse saranno destinate alla creazione di due nuove priorità strategiche: una dedicata allo sviluppo delle tecnologie STEP, per rafforzare la competitività del sistema produttivo, l’altra al sostegno all’housing sociale e alla riqualificazione energetica degli alloggi.

“Con questa riprogrammazione – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano – rispondiamo con concretezza alle sfide strategiche europee, stanziando risorse per settori ad alta priorità: innovazione industriale e politiche abitative sostenibili. È una scelta che consente al Piemonte di attrarre più risorse, accelerare la spesa, e soprattutto, dare risposte puntuali a cittadini e imprese”.

Nel dettaglio, la nuova priorità dedicata alle tecnologie STEP (quelle che si riferiscono alla Strategic Technologies for Europe Platform, iniziativa dell’Unione Europea volta a potenziare la competitività industriale e la sovranità tecnologica supportando lo sviluppo e la produzione in tre settori chiave come le tecnologie digitali e deep-tech, le tecnologie pulite ed efficienti dal punto di vista delle risorse, le biotecnologie) sarà dotata di 40 milioni di euro e permetterà al Piemonte di beneficiare di un prefinanziamento eccezionale del 20% della sua dotazione, con effetti positivi anche sul target di spesa previsto per il 2026. Le tecnologie STEP rappresentano un asse strategico per lo sviluppo del sistema produttivo regionale, in coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3).

La seconda priorità, con una dotazione di 10 milioni di euro, sarà finalizzata alla ristrutturazione e riqualificazione energetica di alloggi da destinare a famiglie a basso e medio reddito, persone vulnerabili e soggetti svantaggiati, promuovendo soluzioni abitative sostenibili e inclusive.

Queste modifiche si inseriscono nel quadro delle opportunità offerte dal Regolamento UE 2025/1914, che premia i programmi che investono almeno il 10% della dotazione Fesr su STEP e sui nuovi obiettivi specifici. In più, il cofinanziamento comunitario per queste nuove priorità sarà del 100% per STEP e del 50% per l’housing sociale, contribuendo così ad accelerare l’utilizzo dei fondi europei disponibili e a beneficiare subito di un anticipo straordinario dell’1,5%, utile per raggiungere gli obiettivi di spesa previsti entro il 2026.

Infine, la riprogrammazione consente di riequilibrare l’intero Programma, liberando risorse da misure che hanno registrato un’adesione più contenuta rispetto alle previsioni e rafforzando invece quelle per cui il territorio ha espresso un fabbisogno maggiore, anche sulla base delle richieste pervenute nei bandi già attivati.

Intossicazione da monossido: 50enne morta in casa

Ieri a Torino i soccorritori del 118 di Azienda Zero sono intervenuti in via Gramegna 2, per una emergenza. Una donna di 50 anni è stata trovata priva di vita. La morte potrebbe essere dovuta a una intossicazione da monossido di carbonio.