CRONACA- Pagina 7

Juventus – Napoli, 300 ultras identificati

Attorno alle 16 di ieri, diverse centinaia di ultras del Napoli in procinto di giungere nel capoluogo piemontese a bordo di minivan e auto private per l’incontro calcistico Juventus- Napoli delle 18 di questa sera, sono stati intercettati dal dispositivo di ordine pubblico predisposto dalla Questura di Torino al Casello di Trofarello (TO); oltre 300 supporters partenopei sono stati identificati sul posto, con il prezioso supporto di diverse pattuglie della Polizia Scientifica fatte convergere sul posto.

I tifosi sono stati seguiti lungo la A21 da pattuglie della Polizia Stradale e della Digos della Questura torinese in seguito a quanto accaduto questa mattina nel territorio di Frosinone, ove era avvenuto un contatto fra un gruppo di tifosi della Lazio, proveniente dalla trasferta a Lecce, e i supporters napoletani in viaggio verso il capoluogo piemontese.

A Torino, alla vista del dispositivo predisposto all’ingresso della tangenziale, i tifosi si sono disfatti di oltre 100 aste in PVC della lunghezza da 60 a 120 cm circa, di diversi petardi, numerosi fumogeni, una torcia di segnalazione, 2 manufatti esplosivi artigianali e 4 petardi di piccole dimensioni, per mettere in sicurezza i quali sono intervenuti gli artificieri. Il materiale è stato sequestrato e sono in corso le visioni delle immagini per attribuirne la disponibilità.

La posizione di ciascuno sarà attentamente vagliata nelle prossime ore, per l’adozione di provvedimenti di natura amministrativa e l’eventuale segnalazione autorità giudiziaria. Tra gli ultras identificati si ritiene possa esserci qualcuno che ha partecipato agli scontri di questa mattina. La partita ha avuto regolare inizio alle ore 18.

K9 Mantrailing Alliance, i nuovi Delegati Nazionali

K9 Mantrailing Alliance, ente no profit impegnato nella cooperazione internazionale nel settore del soccorso cinofilo, annuncia ufficialmente la nomina dei nuovi Delegati Nazionali.

Italia
La Dott.ssa Vassilia Sacco è stata nominata Delegata Nazionale per l’Italia. Professionista  di riferimento nel panorama del soccorso cinofilo, la Dott.ssa Sacco porterà avanti il lavoro di sviluppo, coordinamento e cooperazione sul territorio nazionale, in linea con i valori etici, formativi e operativi dell’Alleanza.

Argentina
Lucas Federico Maciel è stato nominato Delegato Nazionale per l’Argentina. Con una solida esperienza nel settore K9, rappresenterà K9 Mantrailing Alliance nel contesto sudamericano, favorendo scambi formativi, progetti benefici e iniziative di collaborazione internazionale.

K9 Mantrailing SAR Alliance con sede a Torino in Piemonte nasce con l’obiettivo di unire professionisti, enti e realtà cinofile di diversi Paesi, promuovendo

cooperazione internazionale, formazione di qualità, eventi benefici, scambio tecnico e culturale
nel rispetto delle persone, dei cani e delle comunità coinvolte.

Le nuove nomine rappresentano un passo importante nella crescita della rete internazionale dell’Alleanza e nel rafforzamento del dialogo tra Paesi impegnati nel soccorso cinofilo.

cs

Soka Gakkai italiana, formazione universitaria con due borse di studio

Master in Scienze Religiose e Mediazione Interculturale

In occasione della Giornata Internazionale dell’educazione, che si è tenuta il 24 gennaio scorso, Soka Gakkai italiana ha sostenuto un investimento nell’alta formazione universitaria. All’Università di Torino sono state finanziate, infatti, due borse integrali per il Master in Mediazione Interculturale, dedicato alla formazione di mediatori, essenziali in una società che necessita di professionisti capaci di costruire ponti tra culture diverse.

L’iniziativa è sostenuta con fondi 8 × mille della Soka Gakkai Italiana, risponde ad un contesto in cui oltre 78 mila giovani all’anno emigrano all’estero, rendendo strategico investire in formazione di eccellenza. Questo impegno si inserisce in una visione più ampia. Dal 2020 ad oggi la Soka Gokkai Italiana ha investito 8.45 milioni di euro  in 41 progetti educativi raggiungendo 38659 persone in tutta Italia.
L’impegno dell’Istituto Italiano Soka Gakkai assume particolare rilevanza, soprattutto di fronte ad un Paese diviso a metà. Se è vero, infatti, che i tassi di dispersione scolastica hanno registrato un miglioramento, purtroppo l’accesso a un’educazione inclusiva rappresenta ancora un miraggio.

“L’educazione è un diritto umano, un bene pubblico e una responsabilità pubblica”. Con queste parole l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrando la sua importanza per la pace e lo sviluppo.
Un ruolo multidimensionale che affonda le origini  nella celebre “Paideia”, il modello pedagogico dell’antica Grecia, che abbracciava tutte le sfere della vita per la formazione di un individuo completo. Una visione olistica della formazione che riflette l’impegno della Soka Gokkai italiana.
In Italia il tasso di abbandono scolastico tra i giovani resta critico al 19%, con un adolescente su quattro che inizia l’anno scolastico  senza materiali didattici per difficoltà economiche. A questa fragilità si aggiunge un’ulteriore emergenza, secondo un ultimo reportage UNICEF. Il 50% dei giovani ha assistito a discriminazioni di vario genere e il 10 per cento è stato vittima di cyberbullismo.

“L’educazione è per noi una forza trasformativa capace di liberare l’individuo dalla sfiducia. L’educazione dovrebbe mirare alla felicità della persona e alla sua piena realizzazione sociale” – ha dichiarato Anna Conti, vicepresidente di Soka Gokkai italiana – Per questo i nostri interventi dedicati, che hanno raggiunto 38659 persone, si sono focalizzati sull’importanza dei giovani come co-creatori di una nuova era culturale.
Nella nostra visione, quindi, non vogliamo limitarci a trasmettere nozioni, desideriamo fornire antidoti concreti all’esclusione, alla discriminazione e alla violenza,  promuovendo un concetto di cittadinanza globale, parità di genere, rispetto per la vita e gestione non violenta del conflitto. Crediamo, infatti, che un’educazione circolare rappresenti il seme per far germogliare un cambiamento duraturo e positivo- conclude la vicepresidente.
All’Università di Torino sono state finanziate due borse di studio per il Master in Scienze Religiose e Mediazione Interculturale  dedicato alla formazione di mediatori, essenziali in una società multiculturale.

Mara Martellotta

La Polizia postale di Torino smantella rete di pedopornografia: coinvolto 17enne

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La rete di  pedofili coinvolgeva un sacerdote di Brescia e un medico di Chivasso, nel Torinese. Ma il fulcro dell’organizzazione era un ragazzo minorenne di Como, 17 anni, che gestiva il gruppo Telegram attraverso il quale le immagini pedopornografiche venivano diffuse in tutta Italia. I membri del gruppo non si limitavano a scambiarsi il materiale, ma lo producevano direttamente, e abusavano delle vittime coinvolte. Al termine di due anni di indagini sotto copertura, la polizia postale di Torino ha denunciato il diciassettenne e arrestato tre uomini: un 52enne di Cuneo e un 40enne di Genova, accusati di detenzione di materiale ottenuto tramite sfruttamento sessuale di minori, e un 27enne residente a Pordenone, che deve rispondere anche del reato di produzione di materiale pedopornografico. L’operazione è il risultato di una lunga attività investigativa condotta dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta.

Prima Giornata della prevenzione veterinaria

25 GENNAIO 2026

In Piemonte ogni anno visitati quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrità delle carni

Il 25 gennaio 2026 si celebra per la prima volta la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, un appuntamento istituito con la Legge 1° aprile 2025, n. 49 e pensato per promuovere la cultura della prevenzione veterinaria e rafforzare l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente.

I veterinari

I veterinari svolgono un ruolo chiave in questo sistema, contribuendo a tutelare la salute umana mediante la sorveglianza delle malattie infettive e parassitarie degli animali che in molti casi possono trasmettersi all’uomo, al controllo degli allevamenti per il benessere animale e la sostenibilità ambientale, alla sicurezza degli alimenti di origine animale e alla tutela della biodiversità.

Gli allevamenti e la filiera agroalimentare

Il controllo sanitario degli animali destinati alla produzione di carne, latte e uova è essenziale per garantire prodotti sicuri e di qualità sulle tavole dei consumatori. Attraverso ispezioni, monitoraggi e piani di prevenzione, i servizi veterinari contribuiscono a ridurre l’uso improprio di farmaci, come gli antibiotici, contrastando il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.

La medicina veterinaria

Altrettanto importante risulta il ruolo della medicina veterinaria anche per garantire la salute ed il benessere degli animali da compagnia, sempre più presenti nelle famiglie italiane: visite veterinarie regolari permettono di individuare precocemente patologie spesso silenziose, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita di cani, gatti e altri animali domestici ed esotici presenti nelle nostre case. Inoltre, una corretta informazione dei proprietari favorisce comportamenti responsabili, come l’identificazione tramite microchip, la sterilizzazione e il rispetto delle esigenze etologiche degli animali.

Alcune azioni in Piemonte

Sicurezza Alimentare: controlli rigorosi “dal campo alla tavola”. Ogni passaggio della filiera produttiva è monitorato per garantire che carne, latte e derivati siano privi di rischi per il consumatore.

Gestione della Fauna Selvatica: il Piemonte è in prima linea nella gestione della Peste Suina Africana (PSA), con interventi di sorveglianza e biocontenimento che sono diventati un riferimento per la gestione delle emergenze epidemiologiche.

Anagrafe degli Animali d’Affezione: Una gestione dell’anagrafe canina e felina che riduce l’abbandono e favorisce una convivenza urbana responsabile.

 

Le collaborazioni

La Regione Piemonte mantiene da anni una stretta collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Questa sinergia permette di applicare le più moderne tecniche di analisi genomica per tracciare i virus in tempo reale, anticipando possibili focolai prima che diventino emergenze.

 

Alcuni dati

In Piemonte gli iscritti agli Ordini professionali provinciali dei medici veterinari sono 3 mila: 450 impegnati nelle Asl, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le attività nell’ambito dei dipartimenti di prevenzione, nell’amministrazione regionale e, in qualità di docenti, nel Dipartimento delle scienze veterinarie dell’Università di Torino, mentre 2.550 sono impegnati nella clinica degli animali da compagnia, nelle attività zooiatriche, dove contribuiscono con la veterinaria pubblica ad assicurare la sicurezza delle produzione agro-alimentari, o dipendenti di aziende private (laboratori, mangimifici, industrie alimentari, ecc.).

I veterinari delle Asl piemontesi ogni anno visitano quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrità delle carni bovine, suine e avi-cunicole immesse sul mercato, con oltre mille analisi igienico-sanitarie lungo la filiera del latte.

Sulla base dei controlli effettuati, e su richiesta delle imprese, i servizi veterinari delle Asl emettono annualmente oltre 25 mila certificati per permettere l’export di alimenti piemontesi, facilitando l’accesso delle aziende locali ai mercati internazionali e promuovere i prodotti del territorio.

Negli allevamenti di animali da reddito vengono effettuati ogni anno oltre 5 mila controlli per garantire il rispetto del benessere animale, l’identificazione dei capi e il corretto utilizzo del farmaco veterinario, oltre ad essere effettuati quasi 28 mila accessi in stalla per prevenire la diffusione di malattie infettive.

La rettrice dice no al concerto, attacco dei collettivi: “atteggiamento vigliacco e autoritario”

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L’Università ha disposto la chiusura temporanea di Palazzo Nuovo, sede storica delle facoltà umanistiche, dopo che sui social era stata pubblicizzata una festa a sostegno di Askatasuna, accompagnata da slogan come “Que vive Askatasuna” e dalla presenza di dj e artisti. L’iniziativa, però, non aveva ricevuto alcuna autorizzazione ufficiale e non offriva garanzie adeguate sul piano della sicurezza. La rettrice ha chiarito che, se l’evento fosse stato organizzato ugualmente, l’ateneo avrebbe informato le autorità competenti.

Il provvedimento ha provocato una dura reazione da parte di collettivi studenteschi e ambienti antagonisti, . Secondo i contestatori, la rettrice avrebbe ceduto alle pressioni delle forze dell’ordine, restringendo così gli spazi di aggregazione e socialità all’interno dell’università.”In piena sessione viene blindato Palazzo Nuovo per impedire lo svolgimento di una festa, come se ne sono fatte tante fino ad oggi, momenti in cui condividiamo una socialità fuori dalle logiche del profitto, organizzata e autogestita dalle studentesse e dagli studenti che ogni giorno vivono l’ateneo.

Riteniamo quello della rettrice un comportamento vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista, che succube delle intimidazioni della questura cerca in ogni modo di montare casi mediatici dal nulla ed esercitare la propria influenza su tutte le emanazioni istituzionali della città”. Così in una nota  sui social, il Collettivo universitario autonomo (Cua), realtà studentesca vicina al centro sociale Askatasuna, dopo la decisione della rettrice dell’Università di Torino di chiudere Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, fino a lunedì per motivi di sicurezza

LE REAZIONI POLITICHE
«Preservare la libertà di espressione di un luogo sacro per lo studio come un Ateneo è un dovere di ogni cittadino. È questo quello che ha fatto, ancora una volta, Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università di Torino, ed è anche per questo che esprimo a lei la mia solidarietà, come in passato avevo avuto modo di manifestarle tutto il mio apprezzamento per il prezioso lavoro già svolto in questi mesi», lo dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue:
«La decisione di chiudere temporaneamente il Polo universitario di Palazzo Nuovo è un atto di responsabilità istituzionale, assunto per garantire la sicurezza degli studenti, del personale e dei beni pubblici, di fronte al rischio concreto di iniziative non autorizzate e a un clima di tensione alimentato da sigle che strizzano l’occhio ad Askatasuna e ad altre realtà eversive.
Siamo di fronte a una galassia antagonista impegnata a pianificare disordini, scontri e attacchi alle Forze dell’Ordine. Chi diffonde manuali di guerriglia urbana, inneggia alla violenza e minaccia le istituzioni si colloca deliberatamente fuori da ogni perimetro di dialogo civile. L’Ateneo è un luogo di sapere, libertà e confronto democratico e non può diventare una zona franca per l’illegalità né un palcoscenico per feste abusive o iniziative che mettono a rischio l’incolumità pubblica. Accusare di autoritarismo chi tutela sicurezza e legalità significa ribaltare la realtà ed è un gioco pericoloso che va fermato», conclude il ministro Zangrillo
«Askatasuna e i satelliti di eversione che le ruotano attorno non hanno nulla a che vedere con il diritto allo studio. Le Università non possono e non devono concedere alcuno spazio, né fisico né politico, a chi sostiene organizzazioni che hanno già annunciato per il prossimo 31 gennaio una giornata di guerriglia, distruzione e attacchi alle Forze dell’Ordine. Alla Rettrice Cristina Prandi va la nostra piena solidarietà e il nostro totale appoggio per la fermezza con cui ha scelto di dire no alla prepotenza e all’intimidazione», dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino che proseguono
«Gli insulti e le minacce rivolti alla Rettrice confermano la pericolosità di certi ambienti. Chi oggi attacca l’Ateneo non difende gli studenti, ma tenta di piegare l’università agli interessi di un universo antagonista che da anni usa Torino come laboratorio di scontro. La chiusura temporanea di Palazzo Nuovo è una scelta obbligata di sicurezza, non censura. È irresponsabile far finta che il problema non esista mentre gli stessi circuiti diffondono online manuali di guerriglia urbana e istruzioni operative per colpire le Forze dell’Ordine.
L’università non è una zona franca né una retrovia logistica per centri sociali e gruppi che pianificano disordini. Il tempo dell’ambiguità è finito: o si sta con lo Stato e con la legalità, o si è complici di chi vuole trasformare Torino in un campo di battaglia», concludono Rosso e Fontana.

Lupi, nuovi attacchi al bestiame

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“Dobbiamo riportare un equilibrio nella fauna selvatica ma anche aumentare e rendere più tempestivi risarcimenti e sostegni per le difese passive”

 

Il governo ha emanato il decreto che dispone definitivamente il declassamento del lupo a specie con protezione semplice. Sono quindi possibili interventi di contenimento rispettando precise quote ripartite tra le regioni. Intanto non si fermano gli attacchi al bestiame da parte di lupi. Negli ultimi due mesi si sono moltiplicate le aggressioni agli animali al pascolo, soprattutto su ovini e caprini. Sono colpite un po’ tutte le zone della provincia di Torino ma i danni sono stati particolarmente pesanti nella Bassa valle di Susa dove un allevatore è stato attaccato più volte e, nonostante le precauzioni, compresi i recinti elettrificati, ha perso oltre 20 pecore e capre. Tutti gli attacchi si sono verificati in zone urbanizzate e per nulla isolate. Attacchi che si sommano a quelli denunciati nei mesi precedenti.

«Regione e Città Metropolitana devono attuare programmi di riequilibrio delle popolazioni di lupo in provincia di Torino – chiede il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma accanto a questa strada i nostri allevatori chiedono risarcimenti congrui e soprattutto tempestivi oltre che maggiore sostegno per le pratiche di difesa passiva del bestiame».

Lupi continuano ad essere avvistati nelle ore notturne accanto all’autostrada della valle di Susa e lungo le statali di fondovalle. Ma gli agricoltori segnalano avvistamenti un po’ ovunque mentre cresce la preoccupazione tra gli abitanti dei territori rurali dove da tempo si segnalano anche uccisioni di cani da parte di lupi che non trovano altre prede. Del resto, le prede naturali del lupo per le quali ha svolto anche un ruolo di regolazione, oggi sono specie in forte contrazione a causa dell’eccessiva presenza di predatori.

«È ormai saltata ogni forma di equilibrio nella fauna selvatica. Mentre i cinghiali si spostano dai boschi per distruggere le coltivazioni i lupi attaccano sempre di più i capi di bestiame degli allevatori. Una situazione che, da tempo, è diventata insostenibile».

Mancano ancora i dati per il 2025 ma nel corso del 2024 sono stati registrati dai Servizi Veterinari sul sistema informativo regionale ARVET n. 534 eventi predatori al bestiame domestico, per un totale di n. 1.894 capi coinvolti (1.092 morti, 81 feriti e 721 dispersi). Nell’anno 2023 è stato registrato dai Servizi Veterinari un totale di n. 1.501 capi coinvolti (1.009 morti, 88 feriti e 404 dispersi).

Anche gli ultimi dati dei censimenti del progetto di monitoraggio Life-Wolfalps registrano una presenza in aumento anche solo rispetto a due anni fa con una stima di 464 esemplari presenti in Piemonte.

«Apprezziamo che molti sindaci del territorio stiano prendendo posizione in difesa degli agricoltori e a favore di una regolazione di quelle specie di fauna selvatica con cui è sempre più difficile la convivenza. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa del sindaco di Roure, che ha segnalato a Regione e Prefettura la situazione difficile che si vive nel territorio della val Chisone dove sono presenti decine di lupi. Nessuno vuole riportare all’estinzione specie di fauna selvatica come il lupo ma ci pare assolutamente legittimo chiedere che la fauna selvatica non scacci l’Uomo dalla montagna. La presenza del lupo deve cessare di essere una delle grandi difficoltà che sempre più scoraggiano gli allevatori a continuare a svolgere un lavoro prezioso che da 5.000 anni è in simbiosi con l’ambiente naturale alpino».

Da domenica 1° febbraio autovelox in corso Grosseto e corso Giulio Cesare

 

Dalla mezzanotte di domenica 1 febbraio saranno attivi i due nuovi autovelox fissi di corso Grosseto, in corrispondenza del civico 169, nel tratto tra via Casteldelfino e via Leonardo Fea e di corso Giulio Cesare, all’altezza del civico 283, tra via Oxilia e via Scotellaro.

I nuovi impianti per il controllo elettronico della velocità, che sono stati regolarmente approvati dal Ministero delle infrastrutture e Trasporti, rileveranno automaticamente da remoto, con fotogrammi, le infrazioni per il superamento del limite di velocità di 50 chilometri all’ora.

“Serviranno a garantire la sicurezza stradale su due direttrici di grande scorrimento – spiega l’assessore alla Polizia locale e alla Sicurezza, Marco Porcedda – Solo con la garanzia del rispetto delle regole da parte di tutti automobilisti, ciclisti e pedoni possono viaggiare sicuri. Sino ad ora l’installazione di dispositivi fissi ha portato ad una riduzione significativa di incidenti, soprattutto mortali”.

La fornitura e la realizzazione dei nuovi impianti omologati per il controllo elettronico della velocità, è stata affidata a 5T s.r.l., società in house della Città di Torino, per un totale di 600mila euro.

I due autovelox, che saranno indicati dalla apposita segnaletica prescritta dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, riveleranno e terranno traccia dei veicoli che oltrepassano il limite di velocità consentito e invieranno al centro di controllo di 5T i dati e le immagini dei transiti per le operazioni di accertamento e verbalizzazione da parte della Polizia Locale. Non sarà tenuta traccia di dati sensibili e immagini relative a veicoli non in presunta violazione.

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A Chieri “caccia” alle auto abbandonate

L’assessore Biagio Fabrizio CARILLO: “La Polizia Locale è intervenuta su 54 autovetture”

 

Nelle ultime settimane 54 autovetture abbandonate sono state oggetto di intervento da parte del Comando della Polizia Locale di Chieri. Lo annuncia l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio Carillo.  «Quando viene individuata o segnalata un’auto che si ritiene essere stata abbandonata, gli operatori della Polizia Locale procedono ai necessari accertamenti sui dati del proprietario, la copertura assicurativa, gli eventuali fermi amministrativi e si verifica se sul mezzo sia pendente una denuncia di furto. Delle 54 autovetture oggetto di intervento, 22 sono state rimosse dai proprietari dopo essere stati contattati dagli uffici comunali, 4 sono state rimosse dalla ditta incaricata, con la quale l’Amministrazione comunale ha un’apposita convenzione, e conferite nei centri di raccolta, mentre altre 10 saranno rimosse a breve; infine, su 18 veicoli sono in corso accertamenti. Gli interventi sono stati effettuati in aree centrali, in zona Maddalene e in località Pessione. Ringrazio il Comandante Marcello Portogallo e i suoi agenti per questo capillare e prezioso lavoro svolto a tutela del decoro della nostra città. Le auto abbandonate sono sostanzialmente dei “rifiuti urbani”, rimuoverle non è solo un’operazione estetica ma ha a che fare con la qualità degli spazi urbani, elimina possibili fonti di pericolo e restituisce ai cittadini stalli indebitamente occupati, in alcuni casi anche stalli blu».

Nei confronti dei proprietari sono state applicate le sanzioni previste (una sanzione amministrativa pecuniaria di oltre 1000 euro), oltre al rimborso delle spese di rimozione, così come previsto dal DM 460/99.

I cittadini che possono segnalare veicoli a motore in condizioni da far presumere lo stato di abbandono direttamente alla Polizia Locale o all’amministrazione comunale attraverso i canali istituzionali (scrivendo a protocollo@comune.chieri.to.it) e l’app Municipium.

Torino e Polonia: asse strategico tra turismo e territorio

 

Si è svolto  presso la Sala Congregazioni di Palazzo Civico, un incontro istituzionale tra la Città di Torino e i massimi rappresentanti della Repubblica di Polonia in Italia. La vicesindaca Michela Favaro ha ricevuto una delegazione guidata da Ryszard Schnepf, ambasciatore della Repubblica di Polonia, per un confronto che ha toccato temi cruciali: dall’internazionalizzazione delle imprese alla gestione del territorio, fino al turismo montano.

Uno dei punti centrali del colloquio è stata la gestione delle risorse idriche e dei parchi urbani. La vicesindaca Favaro ha illustrato i progetti legati ai fondi PNRR, con particolare riferimento al Parco del Valentino. L’obiettivo della Città è il ripristino delle sponde e il rilancio della navigazione lungo il fiume Po. Su questo fronte, Torino e Varsavia hanno già avviato uno scambio proficuo, consolidato dalla recente accoglienza di una delegazione polacca per studiare modelli comuni di sviluppo per le “città dei fiumi”.

Il dialogo ha poi affrontato il settore economico. La vicesindaca ha ricordato l’importanza delle numerose imprese italiane che hanno scelto di investire in Polonia, sottolineando come l’internazionalizzazione sia un pilastro per lo sviluppo locale. In quest’ottica, è stato dato risalto alla cooperazione scolastica, in particolare agli scambi tra scuole alberghiere, e al settore automotive, comparto su cui si stanno intensificando gli scambi tra Torino e Breslavia. Su quest’ultimo punto, Michela Favaro ha ribadito la necessità di investire con forza sulla formazione, elemento chiave per affrontare le transizioni del mercato globale.

L’Ambasciatore Schnepf ha espresso profonda gratitudine per il sostegno che Torino riserva alla comunità polacca residente. “Siamo molto soddisfatti degli eventi culturali realizzati in collaborazione con la Città”, ha dichiarato, evidenziando il forte legame sociale esistente.

Un ulteriore ponte tra le due realtà è rappresentato dalle valli sciistiche piemontesi. I turisti polacchi, infatti, scelgono sempre più spesso le montagne del torinese per le loro vacanze invernali, confermando un trend di crescita che la Città e il Consolato intendono continuare a promuovere.

All’incontro hanno preso parte, oltre alla vicesindaca Michela Favaro e all’ambasciatore Ryszard SchnepfAnna Kurdziel, Consigliere d’Ambasciata, e Ulrico Leiss de Leimburg, Console Onorario della Repubblica di Polonia a Torino, Alessandro Saglio, vicepresidente di Confindustria Polonia e Paolo Zaccone, Rappresentante della comunità polacca in Piemonte.

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