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Comuni Insieme per la Pace  a Brusasco

 Amministratrici e amministratori a confronto sul ruolo delle istituzioni nella costruzione della pace

Nella suggestiva cornice del Castello del Luogo di Brusasco si è svolto sabato pomeriggio l’incontro dal titolo “Essere Amministratrici ed Amministratori di Pace: cosa significa, a cosa serve e cosa comporta”, promosso dal gruppo Comuni Insieme per la Pace.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di approfondimento e confronto dedicato al ruolo degli enti locali nella promozione della cultura della pace, nella gestione dei conflitti e nella costruzione di comunità più coese, inclusive e consapevoli.

A guidare i lavori è stata la dott.ssa Giuliana Mieli, psicologa clinica, psicologa perinatale e psicoterapeuta, dottoressa in filosofia teoretica e in psicologia clinica. Le sue ricerche ed i suoi studi, condotti in ambito psicanalitico in oltre cinquant’anni di attività, hanno consentito di far emergere paradigmi inediti relativi alla predisposizione alla collaborazione dell’essere umano, nonché alla capacità di cura del sé, dei propri simili e dell’ecosistema, sulla base biologica delle relazioni e degli affetti, consentendo una nuova interpretazione in particolare del freudianesimo e del darwinismo.

La relatrice ha proposto una riflessione sul valore delle relazioni umane, della sinergia e della responsabilità condivisa come elementi fondamentali per prevenire i conflitti e promuovere il bene comune. Il suo intervento ha offerto alle amministratrici e agli amministratori presenti strumenti di lettura e spunti concreti per tradurre tali principi nell’azione amministrativa quotidiana.

L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nell’agosto dello scorso anno, quando i Comuni di Brusasco, Castagneto Po, Cavagnolo, Chivasso, Crescentino, Lauriano e Monteu da Po hanno scelto di unire le proprie energie dando vita al progetto Comuni Insieme per la Pace, con l’obiettivo di promuovere iniziative condivise sui temi della pace, della partecipazione civica e della coesione sociale.

L’incontro ha confermato la volontà delle amministrazioni aderenti di proseguire un cammino comune fondato sul dialogo, sulla collaborazione tra enti e sulla valorizzazione del ruolo delle istituzioni locali nella diffusione dei valori costituzionali e della cultura della pace.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla dott.ssa Giuliana Mieli per il contributo scientifico e umano offerto, al Comune di Brusasco per l’ospitalità e a tutte le amministratrici, agli amministratori e ai partecipanti che hanno condiviso questo importante momento di riflessione.

Il percorso di Comuni Insieme per la Pace proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative, nella convinzione che la pace non rappresenti soltanto un ideale, ma una responsabilità quotidiana che si costruisce attraverso l’impegno concreto delle istituzioni e delle comunità locali.

 

Autorità Trasporti: “Nessuna chiusura a Torino”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
É destituita di fondamento l’affermazione secondo cui il Presidente Nicola Zaccheo avrebbe manifestato la volontà di trasferire, chiudere o comunque indebolire la sede di Torino.
Al contrario, nel corso dell’attuale consiliatura l’organico dell’Autorità è aumentato di circa 30 unità, quasi tutte assegnate alla sede di Torino, e nuove assunzioni sono previste nei prossimi mesi nella sede torinese.
Si tratta di un dato oggettivo.
Parimenti infondata è la notizia di una frattura tra il Presidente Zaccheo e l’ex Segretario Generale Guido Improta.
I rapporti tra Presidente e Segretario Generale si sono sempre svolti su base fiduciaria, come confermato anche dai due rinnovi dell’incarico del dott. Improta, deliberati nel corso della presidenza Zaccheo.
Ufficio Stampa ART

Fiamme in casa, ragazzo intossicato

Un giovane è rimasto lievemente intossicato per un incendio divampato nell’appartamento in cui abita, al terzo piano di un edificio di via Monginevro 74, a Torino. È stato soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale Martini. Sono  intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. La causa un probabile cortocircuito di un elettrodomestico.

Rondissone: mettere in sicurezza le due strade principali

Una revisione della gestione delle due arterie principali del centro abitato di Rondissone, una delle quali è la Strada Provinciale 90 (via Paolina Bosio nella toponomastica comunale) e l’altra è la comunale via Marino Sella: se ne è parlato nell’incontro che, lunedì 29 giugno nell’ambito dell’iniziativa “Comuni in linea”, il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha avuto con il Sindaco e con il Vicesindaco di Rondissone, Antonio Magnone e Davide Cambursano.

Via Sella è stata riasfaltata negli anni scorsi dal Comune, con un contributo finanziario della Città metropolitana, in considerazione del volume di traffico che sopporta. L’amministrazione comunale ritiene che per mettere in sicurezza le due arterie principali occorrerebbe prevedere la circolazione a senso unico, in una direzione sulla Provinciale e nelle direzione opposta sulla comunale. Occorrerebbe inoltre realizzare piattaforme di rallentamento, nuovi posti auto per il parcheggio e nuovi marciapiedi a tutela dell’utenza pedonale, in particolare degli allievi delle scuole locali. LaDirezione Viabilità 1 della Città metropolitana e il Comune di Rondissone valuteranno la possibilità dellacessione di un tratto lungo circa 800 metri della Provinciale 90 all’amministrazione locale, nell’ottica del progressivo passaggio delle tratte urbane delle Provinciali dal demanio stradale metropolitano a quello dei Comuni. È prassi consolidata che, prima del passaggio di competenza di un tratto stradale dalla Città metropolitana ad un Comune, venga eseguita la manutenzione straordinaria della carreggiata, con la bitumatura ed eventuali ulteriori interventi che si rendessero necessari.

Economia, Fiera Peperone. Coppa: “Esempio virtuoso”

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FIERA NAZIONALE DI CARMAGNOLA: DAL PRODOTTO AGRICOLO A PATRIMONIO DELLA FILIERA GASTRONOMICA E TURISTICA PIEMONTESE

 

 

Torino, 29 giugno 2026 – «Desidero rivolgere i più sinceri complimenti agli organizzatori e a tutti gli operatori che rendono possibile la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola. Quella che era nata molti decenni fa come un’espressione di paese è cresciuta fino a diventare un grande evento nazionale, capace di attrarre un pubblico sempre più ampio e qualificato».

Così Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, alla presentazione della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, promossa dal Comune di Carmagnola e organizzata da SGP Grandi Eventi, in programma dal 28 agosto al 6 settembre 2026, di cui Ascom Confcom Torino è partner. 

 

«La Fiera – prosegue Coppa – ha saputo costruire intorno al peperone un’immagine forte e identitaria, trasformando un prodotto autentico in uno strumento efficace di promozione territoriale. Il peperone di Carmagnola è un pilastro della tradizione culinaria piemontese: basti pensare ai peperoni con la bagna cauda, uno dei piatti simbolo più amati della nostra cucina».

La manifestazione, considerata la più importante fiera italiana dedicata a un singolo prodotto agricolo, rappresenta oggi un appuntamento di rilievo per la valorizzazione dell’agroalimentare piemontese e nazionale.

«Questa fiera – conclude Coppa – è un esempio virtuoso di come, facendo davvero sistema, con una visione condivisa, scelte coraggiose e capacità di superare punti di vista diversi, si possa trasformare un prodotto del territorio in un patrimonio per l’intera filiera gastronomica piemontese e per il turismo regionale».

Le Gru XXL, da domani più grande con un investimento di più di 80 milioni di euro

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Incidente in scooter: morto ragazzo di 18 anni

Ieri in una rotonda a Poirino si è verificato un incidente mortale. Vittima un diciottenne che in scooter aveva consegnato delle pizze. Ha perso il controllo del mezzo e a causa del grave trauma toracico riportato e’ deceduto.

Uomo in carrozzella muore nel dirupo di 20 metri

E’ stato sbalzato in un dirupo, è precipitato per 20 metri ed è morto a Torre Pellice, nel Torinese. A precipitare con la sua carrozzina elettrica in un dirupo mentre percorreva una strada di montagna in via Cianramà e’ stato un anziano. Sul posto anche l’elicottero dei vigili del fuoco insieme ai soccorsi.

 

Finestre difettose al grattacielo: tre milioni risarciti alla Regione

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La Regione ha incassato 3 milioni di euro come risarcimento per l’anomalia a quasi un migliaio (sono 822 vetrate per la precisione) di vetrate del Palazzo.

La vicenda risale al 2016, quando – mentre era in corso il cantiere del Palazzo di via Nizza – furono riscontrati dall’allora Direzione lavori difetti e anomalie (tecnicamente delaminazioni) a un migliaio delle 2800 finestre del Palazzo. I controlli eseguiti sulle finestre, e anche gli studi sulla presunta usura, affidati dalla Regione al Cnr e ad altri esperti di parte, e poi la Commissione di collaudo, confermarono che il difetto non minava in alcun modo la sicurezza e la tenuta degli infissi, ma che si trattava di difetti estetici, che rendevano comunque gli infissi non adeguati allo standard della fornitura. Dopo aver incaricato un perito, la Regione ha tentato l’escussione della polizza fideiussoria a disposizione. L’assicurazione però impugno il provvedimento davanti al tribunale civile di Bologna.

«All’inizio di giugno – spiega il legale della Regione, l’avvocato Maria Laura Piovano – è arrivata la sentenza del tribunale di Bologna che ha riconosciuto le ragioni dell’ente, intimando il pagamento della somma di 2 milioni e 912mila euro, comprensivo delle spese legali. Dopo un breve periodo di trattativa la scorsa settimana l’assicurazione ha erogato la somma dovuta».

«Esprimo soddisfazione per il buon esito di questa controversia che abbiamo portato avanti perché sebbene i difetti delle finestre siano solo di natura estetica, era giusto tutelare il denaro pubblico e pretendere i danni – dichiara l’assessore al Patrimonio Gianluca Vignale – Oggi il Palazzo è il cuore pulsante della macchina amministrativa regionale, frequentato da migliaia di dipendenti e da centinaia di visitatori quotidiani. Lavoriamo per renderlo sempre di più un hub di servizi per il quartiere e la città a conferma di quello che diciamo spesso e cioè che il grattacielo è la casa di tutti i piemontesi».

 

Addio a Mario Matta, mobiliere che arredò gli interni torinesi degli Anni 50/70

Anima da artigiano, intelligenza da imprenditore, mani da artista.

Si svolgeranno mercoledì 1 luglio ore 10 nella parrocchia di Castagneto Po (TO) i funerali dell’imprenditore   Mario Matta, mobiliere ed ebanista degli Anni 70. Nato nel 1929 in un paesino collinare del torinese, Castagneto Po, dopo la scuola primaria, a diciassette anni entra nel mondo del lavoro come apprendista presso alcune ditte artigiane di falegnameria. Nel 1955 inizia l’attività professionale in proprio per giungere a svolgere importanti commesse lavorative.

La Ditta Matta Mario nei quarant’anni della sua attività collabora con moltissimi illustri e stimati professionisti ed interior-designer tra i quali ricordiamo gli architetti Carlo Alberto Bordogna, Toni Cordero e Franco Campo, realizzando opere di design rivolte all’alta borghesia torinese ed opere pubbliche quali o gli interni degli Uffici della Ferrero Dolciaria di Pino Torinese, gli Uffici Stet di via Bertola, gli Uffici Toro Assicurazione di Piazza Solferino, la sede Martini&Rossi di Pessione, Rolando Assicurazioni, prestigiosi cinema e teatri come il Nuovo Odeon, il Teatro Adua, il Maior, il Massaua. Oltre a eleganti Hotel come l’Ambasciatori di Torino, l’Hotel Mediterranée di Sanremo, il Sud Ovest del Colle Sestriere, importanti banche quali le sedi Banca IBI Istituto Bancario Italiano di Torino, Grugliasco, Chivasso, Ivrea, Roma, la Banca San Paolo di Piazza Solferino e la sede di Torino Esposizioni, prestigiosi ristoranti come La Prima Smarrita, numerosi negozi ed eleganti ville. Con intelligenza, dedizione e straordinaria capacità il Comm. Matta negli anni ’70 consolida l’azienda e, pur mantenendo le radici ben salde nella più alta tradizione artigiana, la trasforma, la evolve e la rinnova per poter operare al passo con i tempi e per poter realizzare arredamenti complessi e di grande raffinatezza.

Mario  Matta con il sostegno di personaggi politici e istituzionali del torinese – e tra tutti  la famiglia Matta desidera citare l’amico  Onorevole Giuseppe Botta, deputato   e rappresentante della Democrazia Cristiana a partire dagli anni Sessanta -, per anni si dedica anche all’attività sociale/professionale di Torino, viene eletto Presidente di categoria presso l’Unione Artigiana di Torino e Provincia, Membro del Consiglio Nazionale di categoria in rappresentanza del Piemonte, Membro della commissione per la firma del primo contratto del lavoro per l’Artigianato Nazionale, vice presidente dell’Unione Artigiana di Torino e Provincia, Membro Commissione Lavoro del Comune di Torino Assessore Dolino, Membro commissione Esperti e Periti della CAMERA DI COMMERCIO di Torino, Presidente dell’ ANTICA UNIVERSITA DEI MINUSIERI dal 1979 al 2004 e Presidente delle SCUOLE TECNICHE SAN CARLO di Torino dal 1990 al 2003. Una figura umana e professionale che  è un esempio raro di passione, dedizione morale e di serietà professionale che hanno contrassegnato la vita e l’opera artistica di Mario Matta, anima da artigiano, intelligenza da imprenditore, mani da artista.