CRONACA- Pagina 49

CioccolaTò: consegnato a Fondazione Paideia il ricavato dell’edizione 2026

Il Presidente della Camera di commercio di Torino Massimiliano Cipolletta e Domenico Carretta, assessore ai Grandi eventi della Città di Torino con Marcella Gaspardone, Dirigente di Turismo Torino e Provincia, si sono recati negli spazi di Fondazione Paideia al fine di consegnare l’assegno con il ricavato dell’edizione 2026 di CioccolaTò.

 

Quella tra CioccolaTò 2026 e Fondazione Paideia, realtà che da oltre trent’anni lavora ogni giorno accanto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, è una partnership che ha dato profondità al gusto: un’alleanza che ha trasformato la partecipazione agli eventi CioccolaTò a pagamento in un gesto concreto di attenzione e responsabilità.

 

La charity partnership si è concretizzata con 5mila euro raccolti a favore delle attività di Fondazione Paideia in supporto dei bambini e delle loro famiglie. A fare gli onori di casa, ha ricevuto l’assegno Fabrizio Serra, Segretario Generale della Fondazione Paideia.

 

Maxi controlli sul vino: sequestri per oltre 4 milioni di euro, coinvolto anche il Piemonte

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Guardia di Finanza: sequestrati 2,5 milioni di litri, irregolarità anche in Piemonte

Maxi operazione della Guardia di Finanza in tutta Italia per verificare la correttezza della produzione e dell’etichettatura dei vini. I controlli, avviati nel 2024 nell’ambito dell’operazione denominata “Vinum Mentitum”, puntano a contrastare le frodi nel settore vitivinicolo e a garantire trasparenza sul mercato a tutela dei consumatori.

Nel corso delle verifiche non sono emerse violazioni di natura penale, ma sono state rilevate diverse irregolarità amministrative. L’attività investigativa si è concentrata soprattutto sull’individuazione di pratiche scorrette legate alla falsa indicazione di vini come Dop o IGP, all’utilizzo di uve e mosti non conformi ai disciplinari di produzione e alla dichiarazione di origini diverse da quelle effettive.

L’operazione ha portato complessivamente al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino presentati come Dop o IGP senza averne i requisiti, per un valore superiore ai 4 milioni di euro. Inoltre 24 persone sono state segnalate alle autorità amministrative competenti.

Anche il Piemonte rientra tra le regioni interessate dai controlli. Tra le denominazioni coinvolte figurano Moscato d’Asti, Barbera, Dolcetto, Chardonnay e Piemonte Doc, con sequestri effettuati nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, tuttavia, per questi vini non sono state riscontrate uve provenienti da territori diversi da quelli previsti dai disciplinari. Le anomalie riguardano soprattutto aspetti amministrativi, come informazioni incomplete o non corrette riportate sulle etichette.

Durante le ispezioni sono state inoltre individuate diverse discrepanze tra le quantità di vino realmente presenti nelle aziende e quelle registrate nei documenti contabili del registro telematico Sian. In totale, su scala nazionale, le Fiamme Gialle hanno contestato 59 violazioni amministrative.

Educatorio della Provvidenza a “Just The Woman I Am”

La Fondazione dell’Educatorio della Provvidenza ETS annuncia la propria partecipazione a “Just The Woman I Am” 2026, in programma a Torino il 6,7,8 marzo prossimi, aderendo alla corsa-camminata inclusiva a sostegno della ricerca universitaria sul cancro e garantendo la presenza per l’intera durata dell’evento nel Villaggio della Prevenzione.

“Just The Woman I Am” rappresenta un appuntamento di rilievo nazionale dedicato alla promozione della prevenzione, della cura e dell’inclusione attraverso iniziative che favoriscono partecipazione, consapevolezza e accesso ai servizi. La partecipazione della Fondazione si inserisce nel quadro del proprio impegno storico a favore del benessere delle persone e della comunità.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del programma “Donne Exempla”, parte integrante della linea strategica “La Cultura che Cura”, che promuove l’accesso inclusivo alla cultura come leva di benessere, crescita e partecipazione sociale, con particolare attenzione alle persone che vivono condizioni di fragilità. Dal 6 all’8 marzo la Fondazione sarà presente nel Villaggio della Prevenzione, in piazzetta Reale, con uno stand dedicato (numero 55) presso il quale saranno disponibili consulenze gratuite, informazioni sui servizi e sulle attività rivolte ad adulti, ragazzi, ragazze, donne e famiglie.

Tra le iniziative dei servizi presentati, figurano il gioco di ruolo “Donne Exempla”, strumento educativo per una riflessione sui modelli femminili che, in diverse epoche e contesti, hanno contrastato i pregiudizi di genere e sostenuto il diritto all’istruzione, spesso rischiando in prima persona la propria libertà e incolumità. Il gioco si propone di far conoscere le storie personali di queste donne e promuovere nei partecipanti, studenti, giovani e cittadini, una riflessione  consapevole sulla condizione femminile nel mondo. La durata sarà di due ore per sessione, con un massimo di cinque partecipanti.

Iscrizioni: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Viene anche attivato uno sportello di ascolto e supporto al benessere emotivo e saranno presenti il Centro Psicotech Lab, con attività e strumenti di psicotecnologie applicate al benessere mentale per minori e adulti, e il Centro Psicopedagogico per la Plusdotazione intellettiva e i talenti,  percorsi per valorizzare i talenti individuali e le specificità.

Domenica 8 marzo, alle 15.30, il team “Donne Exempla” della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS parteciperà alla corsa di 5 km, rafforzando attraverso un gesto simbolico e concreto il proprio impegno per la parità di genere e il diritto all’istruzione.

Con questa partecipazione  la Fondazione Educatorio della Provvidenza intende contribuire al sostegno della ricerca universitaria, la sensibilizzazione sulla prevenzione e promuovere una visione della salute come bene comune, nella quale la cultura diventa strumento di coesione ed equità sociale.

Info: “Just The Woman I Am”-6,7,8 marzo – Villaggio della Prevenzione, Torino

Mara Martellotta

Coabitazioni solidali rinnovate per 5 anni

 

Maggiore coesione e integrazione sociale. Questi i principali obiettivi della delibera presentata dall’Assessore Jacopo Rosatelli e approvata  dalla Giunta. Un rinnovo per cinque anni, dal 2026 al 2030 del progetto “Coabitazioni Solidali Giovanili”, iniziativa promossa dalla Città di Torino – Divisione Edilizia Residenziale Pubblica in collaborazione con l’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale (Atc), con il sostegno del Programma Housing della Fondazione Compagnia di San Paolo, e il coinvolgimento attuale di quattro organizzazioni del terzo settore (Associazione ACMOS, raggruppamento Cooperativa Sinergica – Associazione Cicsene, Cooperativa Il Punto, Cooperativa Liberitutti).

Le Coabitazioni Giovanili Solidali sono comunità di coabitazione, costituite in alloggi di proprietà pubblica (comunale o dell’Atc) situati in quartieri di edilizia residenziale pubblica, o in ambiti urbani con elevata presenza di edilizia sociale, caratterizzati da grave degrado strutturale, disgregazione e marginalità sociale, disuguaglianze economiche; condizioni che hanno fortemente incrementato insicurezze e conflitti. Sono composte da giovani volontari under 35 che hanno scelto di vivere un’esperienza di autonomia in progetti di solidarietà. L’età media dei volontari è di circa 26 anni, prevalentemente laureati o con studi di laurea in corso e studenti-lavoratori, con precedenti esperienze di volontariato o lavoro etico anche all’estero. In cambio di un affitto ridotto al 10% dell’equo canone (attualmente previsto in 480 euro annui), mettono a disposizione gratuitamente ognuno 10 ore a settimana del proprio tempo a beneficio dei cittadini residenti per attività di sostegno, accompagnamento e supporto nel quotidiano, sviluppo di comunità. Considerando che il canone annuo medio applicato agli alloggi di edilizia sociale è pari a mille e 80 euro ad unità alloggiativa all’anno, il vantaggio economico riconosciuto annualmente è di 600 euro ad appartamento.

«Il rinnovo per altri 5 anni di questo progetto contribuirà a migliorare le condizioni di vita degli abitanti residenti nei diversi contesti – afferma l’Assessore alle Politiche sociali e abitative di edilizia pubblica Jacopo Rosatelli – con un aiuto di buon vicinato che prevenga la solitudine, intervenga nella mediazione dei conflitti, ma anche con interventi di animazione socio-culturale, educazione al consumo critico e al rispetto dell’ambiente e degli spazi comuni. Le coabitazioni hanno dimostrato che possono prevenire il degrado sociale e fisico negli stabili sostenendo il rispetto delle regole, l’uso corretto e il mantenimento degli spazi comuni, ma anche la promozione della cultura dell’accoglienza di soggetti deboli. Ma non solo. Vivere in coabitazioni solidali giovanili vuol dire scegliere una vita comunitaria che si apra alla prossimità, alle persone che vivono nello stesso palazzo e al quartiere. Significa non arrendersi all’individualismo e continuare a credere nella forza della collettività».

Le Coabitazioni Solidali attualmente costituite sono 5 grazie ad associazioni o cooperative del Terzo settore che le gestiscono e comprendono un totale di 15 alloggi di proprietà comunale e di Atc del Piemonte Centrale, diffuse in 6 quartieri cittadini: Centro, San Salvario-Lingotto, Madonna di Campagna-Borgo Vittoria, Mirafiori Nord, Barriera di Milano e Aurora.

TorinoClick

Incidente in tangenziale: un morto e un ferito

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Un incidente stradale si è verificato questa mattina intorno alle 6 sulla tangenziale nord di Torino, in carreggiata sud, nei pressi dello svincolo di corso Regina. Per ragioni ancora da chiarire, due veicoli si sono scontrati.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero. Nell’impatto un uomo ha perso la vita, mentre un’altra persona è rimasta ferita ed è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria in codice giallo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Pesanti anche le conseguenze sulla viabilità: è stata disposta l’uscita obbligatoria a Venaria, con forti disagi per il traffico in direzione sud e rallentamenti anche sulla carreggiata opposta. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco oltre al personale sanitario.

Tre condanne a Torino per il patrimonio di Pinuccia

Il processo di primo grado sul caso di una donna soprannominata Pinuccia si è concluso a Torino con tre condanne. La donna era morta nei primi mesi del 2021, a 71 anni, e solo dopo il decesso era emersa l’esistenza di un patrimonio di circa sei milioni di euro che non aveva mai detto di possedere.

Al centro della vicenda giudiziaria c’è un commerciante italiano di 57 anni. L’uomo ha sostenuto di aver avuto una relazione con la donna e di aver scoperto soltanto dopo la sua morte di essere stato indicato come erede universale. I giudici lo hanno condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, ma hanno escluso il reato di circonvenzione di incapace.

Altri due imputati, considerati suoi presunti complici, hanno ricevuto una pena di un anno e otto mesi ciascuno. Per loro sono stati accertati i reati di frode informatica e sostituzione di persona.

Una nuova vita per il Parco Europa

La Giunta comunale, su indicazione della vicesindaca Michela Favaro e in accordo con l’assessore al Verde pubblico Francesco Tresso, ha approvato una delibera che definisce le linee guida per la valorizzazione del Parco e per la rifunzionalizzazione degli immobili presenti all’interno dell’area verde nel borgo collinare di Cavoretto.

Il progetto si inserisce nella più ampia strategia di rilancio del Parco Europa, una delle terrazze panoramiche più suggestive di Torino, dalla cui sommità lo sguardo abbraccia il Po, la città e l’arco Alpino. L’obiettivo è attivare un percorso strutturato di rigenerazione urbana, in sinergia con soggetti pubblici e privati interessati a contribuire alla valorizzazione di un’area dal grande patrimonio naturalistico e paesaggistico.

L’atto segna l’avvio di un percorso di rigenerazione urbana che punta a trasformare il Parco in un polo d’eccellenza per il tempo libero, la cultura e la sostenibilità. Una visione che parte dalla valorizzazione dell’asse del fiume Po, in cui il Parco Europa è uno dei tasselli di un sistema integrato tra fiume e collina, capace di connettere città, paesaggio e comunità.

“Al centro del progetto vi sono il bar-ristorante e l’ex casa del custode, per i quali la Città avvierà a breve una consultazione preliminare di mercato finalizzata a raccogliere manifestazioni di interesse – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. L’obiettivo è individuare operatori pubblici, privati o del Terzo Settore interessati a presentare proposte di gestione e riqualificazione capaci di coniugare attività economiche e servizi di qualità per la cittadinanza”.

“Vogliamo restituire centralità al Parco Europa, una delle terrazze panoramiche più suggestive della città e importante snodo di connessione tra la città, il fiume Po e la collina – commenta l’assessore Tresso -. Lo facciamo coinvolgendo attivamente sponsor e soggetti privati che presentino proposte concrete, orientate al benessere collettivo, capaci di renderlo uno spazio ancora più vissuto, curato e attrattivo, in grado di offrire servizi e occasioni di aggregazione nel rispetto del suo valore ambientale”.

Le proposte progettuali dovranno garantire una fruizione compatibile con il valore ambientale del sito (parte della Riserva MaB UNESCO), promuovere la mobilità dolce, mettere al centro la tutela del paesaggio e la biodiversità e attivare servizi culturali e sociali che vadano oltre la semplice somministrazione, garantendo un presidio costante a servizio e tutela del parco pubblico.

L’iniziativa di fonda su un approccio innovativo orientato alla collaborazione tra pubblico e privato, attraverso modelli partecipativi e percorsi di co-progettazione per la riconversione del patrimonio pubblico. Una metodologia già sperimentata con successo dalla Città di Torino in recenti interventi di riqualificazione di aree verdi come il giardino di via Perugia, piazzetta Maria Teresa e il parco di via Calabria, di restauro del patrimonio storico come la facciata della Gran Madre di Dio, o delle riqualificazioni di aree urbane come piazza Graf e via Ramazzini.

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In arrivo 41 nuovi capitreno in Piemonte

Quarantuno nuovi capitreno, pronti ad entrare in servizio sui convogli del Piemonte, hanno prestato giuramento ieri a Torino. Alla cerimonia, svoltasi nella Sala Colonne di Palazzo di città a Torino, ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi.

«Abbiamo inaugurato – ha detto l’assessore Gabusi – molti dei 65 nuovi treni che circolano sulla rete ferroviaria piemontese, ma oggi è ancora più importante festeggiare l’ingresso in servizio di tanti giovani che quei mezzi li governeranno. Un momento significativo perché, da oggi, saranno loro la nostra interfaccia e il riferimento principale dei viaggiatori».

Hanno giurato oggi a Torino 30 ragazze e 11 ragazzi, tra i 21 ed i 31 anni, selezionati tra migliaia di candidature. I capitreno sono il punto di riferimento essenziale per i viaggiatori sia a bordo treno che a terra. Accolgono, orientano e informano le persone, fornendo indicazioni, e verificano i titoli di viaggio dei passeggeri provvedendo, se necessario, alla loro regolarizzazione. Il capotreno, nello svolgimento delle proprie mansioni, assume il ruolo di Pubblico Ufficiale, sorvegliando la sicurezza e la regolarità della circolazione del treno di cui è responsabile. Le assunzioni della Direzione regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 176 capitreno e di 76 macchinisti.

Ricercato arrestato: doveva essere estradato in Mcedonia del Nord

La Polizia di Stato ha proceduto, a Torino, all’arresto di un uomo di trent’anni, nato nella Macedonia del Nord, in esecuzione di una richiesta di arresto provvisorio ai fini estradizionali verso la Macedonia del Nord, emesso dal Tribunale di Skopije lo scorso Agosto2025, per i reati di truffa e falso.

L’uomo, impiegato presso il Ministero della Giustizia dello stato balcanico, era ricercato  in campo internazionale in quanto condannato per aver commesso diversi reati attinenti alle proprie funzioni, quali abuso di posizione ufficiale e  di autorizzazione, e per falsificazione di documenti.

Dopo accurati e prolungati servizi svolti da personale della Squadra Mobile – Sez. Catturandi, d’intesa e con il supporto dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) –  Direzione Centrale della Polizia Criminale, il cittadino straniero è stato rintracciato a Torino e tratto in arresto, sentita anche la Procura Generale.

Conclusa la redazione degli atti a suo carico, l’uomo è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Italiana.

L’arresto è stato convalidato dalla Corte di Appello di Torino.

Nuove opportunità di inclusione a donne e madri recluse

Firmato a Palazzo Lascaris il protocollo di intesa tra la Commissione Regionale per le Pari Opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale 

Torino, 4 marzo 2026.

Nella giornata di oggi è stato siglato a Palazzo Lascaris l’accordo tra la Commissione Regionale per le Pari opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che intende promuovere la realizzazione di interventi volti a migliorare le condizioni di vita delle persone detenute, con particolare riferimento alle donne e madri recluse.

L’accordo, firmato da Maria Rosa Porta, Presidente della CRPO e dall’Avv. Monica Formaiano, Garante dei Detenuti, Rappresenta una importante novità per la nostra Regione è un ulteriore passo avanti nell’impegno che l’Amministrazione intende assumersi a sostegno dei diritti delle persone nel senso più ampio.

Tra le iniziative oggetto dell’accordo sono previste iniziative formative ed informative rivolte al personale penitenziario, agli operatori e alle persone detenute; l’organizzazione di incontri, seminari, convegni e campagne di sensibilizzazione, la realizzazione di progetti per la promozione della salute e del benessere delle donne detenute e dei loro figli, studi e ricerche anche in collaborazione con altri soggetti.

L’accordo prevede anche la possibilità per il Garante di integrare, nell’ambito delle proprie attività di osservazione e intervento, anche una visuale connessa alle problematiche specifiche di genere, in modo tale da intervenire e segnalare casi specifici in materia di discriminazione o violazione dei diritti.

Questo accordo rientra appieno nella mission della nostra Commissione – ha commentato la Presidente Maria Rosa Portache intende operare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti per superare le discriminazioni di genere e per favorire una reale cultura della parità. Nel sistema carcerario molte donne detenute si trovano a convivere con una situazione di duplice fragilità: alla condizione di detenute si sommano le difficoltà legate all’esercizio effettivo delle funzioni genitoriali, nonché le problematiche di reinserimento lavorativo, ancora più accentuate rispetto agli uomini. Attraverso la disponibilità e l’attivismo della Garante regionale contiamo di dare il nostro contributo per stare dalla parte delle donne, sempre ed in ogni contesto”.

Per la Garante, avv. Monica Formaiano,  “la sottoscrizione di questo Protocollo di intesa rappresenta non soltanto un atto formale, ma l’avvio di un percorso concreto di collaborazione tra due organismi che, pur operando in ambiti diversi, condividono l’obiettivo comune della tutela effettiva dei diritti fondamentali della persona. La finalità principale è garantire che tali diritti non rimangano principi astratti, ma si traducano in azioni concrete anche in contesti complessi, favorendo il rafforzamento della cultura delle pari opportunità all’interno del sistema penitenziario.

Nella nostra Regione le donne e le madri recluse sono una presenza minoritaria ma questo non può e non deve tradursi in marginalità nei diritti; molto spesso sono portatrici di storie complesse fatte di fragilità sociali e di esperienze pregresse di violenza e marginalità e, proprio per questo, necessitano di opportunità dedicate ed interventi mirati di programmazione specifica di reinserimento sociale”.

Il sistema penitenziario italiano deve garantire che la pena sia certa – dichiara la Vice Presidente della C.R.P.O. Patrizia Alessi ma, allo stesso tempo, deve offrire alle detenute un percorso di recupero e reinserimento che consenta loro di ricostruire una vita dignitosa e lontana dalla criminalità. Un’opportunità di lavoro, un percorso di formazione, e una rete di supporto psicologico e sociale sono gli strumenti essenziali per offrire a queste donne una vera possibilità di cambiamento. Se non diamo loro una chance, quali sono le alternative? Poi sta a loro decidere se accettare o no l’opportunità che le si propone”.

La Vicepresidente Paola Berzano sottolinea che “i numeri decisamente più bassi delle donne detenute sono troppo spesso di ostacolo a percorsi di formazione e ad attività che possano aiutare le stesse, finito il periodo di detenzione, a reintegrarsi nella società e a vivere una vita piena nella legalità. La Commissione che rappresentiamo ritiene necessario lavorare affinché questa disparità di opportunità non sia più considerata inevitabile dovendo definire priorità di intervento con la scusa della scarsità di risorse disponibili