- Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli per chiudere indagini o per “cauzioni”.
- Diffidate di chi si presenta in borghese: se qualcuno afferma di appartenere a una Forza di Polizia, chiedete sempre di esibire il tesserino di riconoscimento.
- In caso di dubbio, chiamate subito il 112 N.U.E.: prima di far entrare chiunque in casa, contattate il Numero Unico di Emergenza per verificare l’effettiva presenza di operazioni di servizio nella vostra zona.
La Commissione Intergovernativa per le Alpi del Sud, riunitasi per definire il calendario di esercizio del nuovo Tunnel di Tenda nei prossimi mesi, ha recepito la richiesta avanzata con forza dalla Regione Piemonte e dalla Regione Liguria, sostenuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di garantire aperture più ampie durante il periodo di maggiore afflusso turistico.
L’intesa raggiunta consentirà infatti un significativo ampliamento delle fasce di apertura estiva, rispondendo alle esigenze manifestate dai territori, dagli operatori economici e dal comparto turistico.
Il calendario delle aperture sarà il seguente:
* dall’11 al 31 luglio: apertura dalle 6 alle 21 dal lunedì al giovedì e dalle 6 alle 23 dal venerdì alla domenica (13 e 14 luglio in occasione dei festeggiamenti nazionali francesi apertura estesa fino alle 23.00);
* dal 1° al 31 agosto: apertura continuativa dalle 6 alle 23;
* dal 1° al 13 settembre: apertura dalle 6 alle 21 dal lunedì al giovedì e dalle 6 alle 23 dal venerdì alla domenica;
* dal 14 settembre al 4 ottobre: nei giorni feriali apertura dalle 6 alle 8, dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 18 alle 21; nei fine settimana apertura dalle 6 alle 23;
* dal 5 ottobre: chiusura del tunnel per circa sei settimane per consentire il completamento delle lavorazioni previste.
«Sin dall’inizio abbiamo sostenuto con convinzione, insieme alla Regione Liguria e in piena sintonia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la necessità di ampliare il più possibile le aperture durante l’estate – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Gabusi -. Era una richiesta che arrivava con forza dai territori, dalle imprese, dagli operatori turistici e dai tanti cittadini che utilizzano quotidianamente questo collegamento strategico. L’esito della riunione di oggi rappresenta quindi un risultato importante, frutto di un lavoro condiviso e di un confronto costante tra tutte le istituzioni coinvolte».
La certezza del finanziamento da parte di entrambi i Paesi e l’approvazione del progetto rappresentano oggi gli elementi cruciali per partire anche con la seconda canna. In questo contesto la Regione ha consegnato nuovamente alla CIG lo studio commissionato al Politecnico di Torino, che ha verificato la fattibilità tecnica, in piena sicurezza, di consentire la circolazione a doppio senso nel nuovo tunnel in modalità cantiere durante i lavori.
«Desideriamo ringraziare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rappresentato dal Capo Dipartimento Enrico Pujia, per aver sostenuto questa posizione, così come tutti i componenti della Commissione Intergovernativa, che hanno consentito di raggiungere un’intesa nell’interesse dei territori italiani e francesi – continuano Cirio e Gabusi – Prolungare l’apertura del tunnel è infatti strategico per favorire il turismo, che rappresenta una leva fondamentale di sviluppo per Limone Piemonte e per la Val Vermenagna come dimostrano i dati della prima stagione della neve 2025-26 con il tunnel aperto, che hanno visto un aumento dei turisti in questa zona del 47%. Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione dei lavori affinché si possa arrivare nel più breve tempo possibile al pieno ripristino della funzionalità del collegamento del Colle di Tenda, infrastruttura strategica per il Piemonte, la Liguria e l’intero arco alpino».
Zanzare, la prevenzione comincia da casa
Come proteggersi dalle punture e contribuire alla lotta contro le malattie trasmesse dagli insetti vettori
Con l’arrivo del caldo aumenta la presenza delle zanzare e, con essa, l’attenzione verso le malattie che questi insetti possono trasmettere. Sebbene in Piemonte il rischio per la popolazione sia costantemente monitorato attraverso un articolato sistema di sorveglianza sanitaria ed entomologica, la prevenzione resta lo strumento più efficace per limitare la diffusione delle zanzare e ridurre i rischi per la salute.
Le zanzare rappresentano, infatti, il gruppo di insetti di maggiore interesse sanitario a livello mondiale. Alcune specie possono trasmettere virus e parassiti responsabili di arbovirosi, cioè malattie che interessano sia l’uomo sia gli animali: tra le principali monitorate anche nel nostro Paese vi sono West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika.
La sorveglianza in Piemonte
La Regione Piemonte attua ogni anno un articolato programma di lotta alle zanzare e prevenzione delle arbovirosi, affidato a IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente), con un finanziamento annuale di circa 2,5 milioni di euro.
Per il 2026 prosegue la collaborazione con gli oltre 200 Comuni aderenti al progetto regionale, attraverso attività di monitoraggio e contenimento che coinvolgono l’intero territorio.
Il sistema di sorveglianza prevede:
-
il monitoraggio delle popolazioni di zanzare adulte attraverso circa 180 trappole distribuite sul territorio;
-
una rete di circa 1.300 ovitrappole dedicate al controllo della zanzara tigre;
-
il monitoraggio degli aeroporti, dei principali nodi logistici e delle aree di ingresso di nuove specie invasive;
-
la collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per la ricerca dei virus West Nile e Usutu.
A queste attività si aggiungono gli interventi larvicidi nei tombini e nei ristagni d’acqua presenti nei Comuni aderenti e, quando necessario, interventi straordinari in caso di riscontro di virus trasmissibili all’uomo o agli animali.
Durante il periodo estivo, inoltre, sui prelievi di sangue destinati all’attività trasfusionale vengono applicati specifici protocolli di controllo per garantire la massima sicurezza.
La prevenzione inizia dai cittadini
Gli esperti stimano che circa il 70% dei focolai di riproduzione della zanzara tigre si trovi in aree private. Per questo motivo il contributo dei cittadini è fondamentale.
La misura più efficace consiste nell’eliminare o limitare i ristagni d’acqua dove le zanzare depongono le uova. È importante quindi:
-
svuotare regolarmente sottovasi, secchi e recipienti;
-
evitare accumuli d’acqua nei giardini e nei cortili;
-
mantenere pulite grondaie e tombini;
-
coprire contenitori e serbatoi utilizzati per raccogliere acqua piovana;
-
utilizzare prodotti larvicidi specifici quando non è possibile eliminare i ristagni.
Intervenire sulle larve consente infatti di ridurre in modo significativo la presenza delle zanzare adulte e rappresenta una delle strategie più efficaci e sostenibili.
Come proteggersi dalle punture
Accanto alla prevenzione ambientale, è importante adottare alcune semplici misure di protezione individuale:
-
utilizzare repellenti cutanei seguendo le indicazioni riportate in etichetta;
-
indossare, soprattutto nelle ore serali, abiti leggeri ma coprenti;
-
installare zanzariere alle finestre e alle porte;
-
prestare particolare attenzione a bambini piccoli, anziani e persone fragili.
Questi accorgimenti risultano particolarmente utili anche per chi viaggia in aree del mondo dove alcune malattie trasmesse dalle zanzare sono più diffuse.
Attenzione anche quando si viaggia
Chi programma viaggi all’estero, soprattutto in aree tropicali e subtropicali, dovrebbe informarsi preventivamente sulla situazione sanitaria del Paese di destinazione e sulle eventuali misure preventive consigliate.
In alcune zone del mondo sono infatti presenti malattie trasmesse da vettori che non circolano abitualmente in Italia o che presentano livelli di diffusione molto più elevati.
Un impegno condiviso
La lotta alle zanzare è un esempio concreto di prevenzione che richiede la collaborazione di istituzioni, servizi sanitari, enti locali e cittadini. Le attività di monitoraggio e controllo svolte sul territorio sono fondamentali, ma possono essere realmente efficaci solo se accompagnate da comportamenti corretti e consapevoli nella vita quotidiana.
Link utili
Portale regionale sulla lotta alle zanzare
Domande frequenti e approfondimenti
https://zanzare.ipla.org/index.php/it/documenti-2/le-vostre-domande
Informazioni sanitarie per chi viaggia all’estero
È stata riaperta la galleria Monte Basso sulla Strada Provinciale 1 a Lanzo, in cui si sono conclusi i lavori per la definitiva messa in sicurezza del tunnel. Nella galleria sono in vigore il divieto di sorpasso per tutti i veicoli, il limite di velocità di 50 km orari, il divieto di transito ai veicoli che trasportano merci pericolose, ai pedoni e alle biciclette.
“Nei mesi scorsi, – sottolinea il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici –mentre procedeva il delicato lavoro all’interno della galleria, la Direzione Viabilità 1 ha sostituito le barriere stradali sui due ponti che consentono l’accesso all’infrastruttura, quello al km 29 adiacente alla galleria e quello al km 30 all’incrocio tra le Provinciali 1 e 2. Sono stati sostituiti i giunti dei ponti e sono state collocate nuove barriere nel tratto intermedio, al Km 29+500 circa. Gli accessi sui due lati della galleria sono stati riasfaltati“.
“Quella che è stata riaperta stamani è praticamente una nuova galleria. – aggiunge il Vicesindaco Suppo – Nei suoi 5 decenni di storia il tunnel ha sempre avuto problemi derivanti dalle infiltrazioni di acqua dalle rocce sovrastanti. Durante le indagini tecniche sono state rinvenute rocce contenenti fibre di amianto, il che ha comportato particolari precauzioni durante le lavorazioni. Oggi dobbiamo ringraziare tutti gli esperti e le maestranze della Città metropolitana, degli studi tecnici e della ditta appaltatrice, che hanno restituito al territorio un’infrastruttura moderna e sicura“.
LE LAVORAZIONI ESEGUITE
Nella galleria Monte Basso è stato necessario procedere ad un risanamento strutturale delle zone degradate, al riempimento dei vuoti presenti sotto il rivestimento, al placcaggio tramite elementi di rinforzo in acciaio per la messa in sicurezza definitiva del rivestimento e alla regimazione delle acque, per rientrare nei parametri tecnici attuali per un tunnel della tipologia di quello di Lanzo. La soluzione tecnica del blindaggio è stata presa in considerazione e sviluppata durante la redazione del progetto di fattibilità ed è stata preceduta da un risanamento conservativo, riguardante le fessure e le discontinuità del rivestimento, che è stato imbullonato. Le fessure sono state chiuse utilizzando resine ad altissima resistenza. È stata poi applicata una malta di isolamento e sono state sistemate apposite canalette tra i conci, utili per convogliare le acque di infiltrazione.
Ieri alle 19:45, sulla tangenziale sud di Torino, si è verificato uno scontro che ha coinvolto tre veicoli in direzione Milano, all’altezza dello svincolo di corso Francia a Rivoli. Nell’incidente è morto un uomo di 61 anni, residente a Nichelino, che guidava una Mercedes. Il conducente sarebbe stato colto da un malore fatale che gli ha fatto perdere il controllo dell’auto.
TORINO (Foto Claudio Benedetto)
Nuova svolta per la vicenda legata agli scontri scoppiati prima del derby del 24 maggio allo Stadio olimpico Grande Torino quando un 36enne milanese fu ferito e finì in coma. In un primo momento si era ipotizzato che Marco Basoccu fosse stato colpito alla testa da un corpo contundente, forse una pietra o una bottiglia. Ma il padre aveva sostenuto una diversa ricostruzione: a ferirlo sarebbe stato un lacrimogeno.
A distanza di un mese dall’accaduto, la Procura sembra confermare questa ipotesi. Chiuse le indagini, i magistrati hanno chiesto gli arresti domiciliari per l’agente ritenuto responsabile di aver esploso il lacrimogeno ad altezza d’uomo, colpendo gravemente Marco Basoccu.
La decisione del giudice arriverà nei prossimi giorni. L’agente è accusato di lesioni personali aggravate. Basoccu, commercialista milanese di 36 anni e tifoso della Juventus, era rimasto per piu’ giorni in coma farmacologico. Si è salvato solo grazie a una serie di delicati interventi neurochirurgici.
Cure più precise e meno invasive per i pazienti fragili
L’intelligenza artificiale entra nelle cure odontoiatriche del servizio sanitario pubblico per migliorare l’assistenza ai pazienti più fragili. All’Ordine Mauriziano di Torino la Struttura Complessa di Odontostomatologia ha introdotto nuove funzionalità basate sull’IA nello scanner intraorale già in dotazione al reparto, uno strumento che consente di realizzare immagini tridimensionali ad altissima precisione del cavo orale, eliminando nella maggior parte dei casi le tradizionali impronte dentali e rendendo le cure più confortevoli, accurate e personalizzate per bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico, pazienti oncologici e chirurgici.
La struttura, diretta da Paolo Appendino, è una delle sole tre strutture ospedaliere pubbliche di odontoiatria presenti in Piemonte, insieme a quelle dell’Ospedale Martini dell’Asl Città di Torino e dell’Asl di Vercelli. Ogni anno registra circa 20.000 accessi ambulatoriali, segue circa 200 pazienti ortodontici ed eroga oltre 3.100 prestazioni dedicate alle persone con disabilità, rappresentando un punto di riferimento regionale per l’odontoiatria speciale.
La missione della struttura è garantire cure odontoiatriche e ortodontiche a pazienti che, per le loro condizioni cliniche o sociali, richiedono percorsi altamente specialistici: bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico, pazienti oncologici, persone affette da gravi malocclusioni o patologie parodontali e pazienti che necessitano di trattamenti odontoiatrici collegati a interventi chirurgici.
Lo scanner intraorale, in dotazione alla struttura da quattro anni e recentemente aggiornato con nuove funzionalità software, consente di acquisire immagini tridimensionali ad altissima definizione dell’intero cavo orale, eliminando nella maggior parte dei casi la necessità delle tradizionali impronte con paste e cucchiai, spesso poco tollerate dai pazienti più vulnerabili.
L’intelligenza artificiale supporta l’elaborazione delle immagini, la ricostruzione digitale dell’anatomia dentale e la pianificazione dei trattamenti ortodontici e protesici, consentendo simulazioni estremamente accurate del risultato finale e una progettazione altamente personalizzata dei dispositivi terapeutici.
La tecnologia trova applicazione non solo nei trattamenti ortodontici con allineatori trasparenti, ma anche nella realizzazione di protesi e nella pianificazione di interventi complessi. Un vantaggio particolarmente importante nei bambini e nei pazienti con disturbi dello spettro autistico o con disabilità, nei quali l’acquisizione dell’impronta tradizionale può risultare difficile. Grazie alla scansione digitale, inoltre, è possibile acquisire rapidamente immagini anche nei pazienti poco collaboranti, ricostruendo successivamente un modello virtuale completo dell’arcata dentaria.
Accanto all’innovazione tecnologica, la Struttura Complessa ha sviluppato specifici percorsi di odontoiatria speciale dedicati ai pazienti più fragili. Per le persone con disturbi dello spettro autistico vengono utilizzati strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e “storie sociali” personalizzate, consultabili anche su tablet, che accompagnano il paziente nella conoscenza del percorso di cura e contribuiscono a ridurre ansia e timori prima della visita. Si tratta di un progetto realizzato anche grazie alla collaborazione di due igienisti dentali recentemente assunti.
«L’innovazione ha valore quando migliora concretamente la qualità delle cure – spiega Paolo Appendino, direttore della Struttura Complessa di Odontostomatologia – Lo scanner intraorale ci permette di lavorare con maggiore precisione, ma soprattutto di offrire un’esperienza molto meno invasiva rispetto alle impronte tradizionali. Per molti bambini, per le persone con disabilità o con disturbi dello spettro autistico questo significa affrontare il percorso di cura con maggiore serenità, migliorando la collaborazione e, di conseguenza, i risultati clinici».
«Il Mauriziano continua a investire nell’innovazione tecnologica mettendola al servizio delle persone – sottolinea Franca Dall’Occo, direttore generale – Anche in un ambito altamente specialistico come l’odontoiatria, il servizio sanitario pubblico può essere protagonista nell’introdurre strumenti avanzati che migliorano la qualità delle cure e l’accessibilità dei percorsi assistenziali, con particolare attenzione ai pazienti più fragili. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a crescere: coniugare eccellenza clinica, innovazione e inclusione».
«L’innovazione tecnologica acquista il suo valore più autentico quando migliora concretamente la vita delle persone – ricorda Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – L’esperienza del Mauriziano dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento al servizio di una sanità pubblica sempre più umana, capace di rendere le cure più precise, meno invasive e più accessibili, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e i pazienti più fragili. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a investire: coniugare innovazione, competenze e attenzione alla persona per offrire percorsi di cura sempre più efficaci e inclusivi».
Motociclista trovato morto all’alba
Ha perso il controllo del mezzo il motociclista di 51 anni che è stato trovato morto a Mottalciata nel Biellese. L’allarme è scattato poco prima delle 6 di ieri mattina e a scoprire il corpo è stato un passante. La vittima stava percorrendo la provinciale 232 e probabilmente ha avuto un incidente autonomo, perdendo il controllo della moto e schiantandosi a bordo strada.
DISSESTO IDROGEOLOGICO
La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27 milioni di euro.
Il Piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, comprende 15 interventi distribuiti sul territorio piemontese e rappresenta una strategia articolata che coniuga opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici esposti al rischio idrogeologico.
Nel dettaglio, la proposta della Regione comprende:
– Savigliano (CN) – Difesa del territorio comunale dal torrente Mellea (IV lotto – secondo stralcio). Importo richiesto: 930.000 euro.
– Torino – Adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino per incrementare la sicurezza idraulica. Importo richiesto: 3.800.000 euro.
– Trasquera (VB) – Rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso (intervento “win-win”). Importo richiesto: 44.000 euro.
– Clavesana (CN) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 1.200.000 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 860.000 euro.
– Arquata Scrivia (AL) – Rilocalizzazione di un immobile in area esposta al rischio idraulico (intervento “win-win”). Importo richiesto: 94.808,50 euro.
– Volpeglino (AL) – Messa in sicurezza dell’abitato interessato da dissesto idrogeologico. Importo richiesto: 499.713,42 euro.
– Camburzano (BI) – Consolidamento dei versanti sovrastanti gli abitati di via Maffiotti. Importo richiesto: 620.000 euro.
– Piedicavallo (BI) – Sistemazione idraulica del torrente Chiobbia. Importo richiesto: 3.460.000 euro.
– Verrua Savoia (TO) – Adeguamento della quota e della sagoma dell’argine sinistro del fiume Po. Importo richiesto: 3.061.698,18 euro.
– Mongrando (BI) – Messa in sicurezza del fronte franoso in località Cerchia. Importo richiesto: 3.815.000 euro.
– Gravellona Toce (VB) – Sistemazione idraulica del bacino del torrente Stronetta. Importo richiesto: 3.779.242,40 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Demolizione del ponte della SP 198 sul torrente Dora Riparia. Importo richiesto: 137.577,87 euro.
– Varallo (VC) – Messa in sicurezza del versante roccioso in località Proia, inserito tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 545.000 euro.
– Carrega Ligure (AL) – Realizzazione dell’opera di difesa della SP 147, inserita tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 4.985.000 euro.
Tra gli elementi più innovativi della proposta regionale figurano i quattro interventi integrati di rilocalizzazione, che consentono di trasferire gli edifici maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico. Una soluzione che permette di eliminare definitivamente situazioni di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.
«Con questa proposta – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi – confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi. Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici».
Secondo l’assessore Gabusi, «accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e di consolidamento dei versanti abbiamo scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che in alcune situazioni consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti. È un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico, che guarda alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche».
Gabusi ha concluso sostenendo che «attendiamo il completamento dell’iter ministeriale, consapevoli di aver presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori».