«Siamo preoccupati per la situazione dell’edilizia. Il caso del giovane peruviano 22enne, irregolare in Italia, probabilmente senza fissa dimora, che aveva appena iniziato a lavorare, in nero, in un cantiere edile nel Comune di Collegno (Torino) ed è stato travolto il 3 febbraio 2025 dalle macerie insieme al titolare rumeno una ditta individuale, poi trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Rivoli, ci riporta indietro negli anni, quando, anche a Torino, lavoratori irregolari subivano infortuni sul lavoro e venivano abbandonati al loro destino. Sempre al primo giorno di lavoro…».
È quanto dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro.
«Per evitare di piangere altre vittime – aggiunge il direttore – e perdere i diritti faticosamente acquisiti, è opportuno vigilare di più nei cantieri, anche in quelli privati, e, soprattutto, fare applicare il contratto nazionale edile, che prevede 16 ore di formazione obbligatoria prima di mettere piede in un cantiere. Si potrebbero evitare tanti infortuni e mettere fine all’ipocrisia di vittime ‘neo assunte’».



Bartoli era presente insieme all’On. Daniela Ruffino, all’Assessore regionale Gianluca Vignale, al Consigliere della Città Metropolitana Pasquale Mazza e a numerosi amministratori locali, tra cui gli esponenti del Comune di Oglianico, il Sindaco di Favria Vittorio Bellone e l’Assessore di Rivarolo Alessia Cuffia. 
“Un ringraziamento speciale – ha aggiunto Bartoli – va ai medici e ai professionisti sanitari, che con grande generosità hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze per offrire visite ed esami gratuiti ai cittadini. Un’iniziativa ancora più significativa considerando che le offerte raccolte verranno devolute all’Ospedale di Ivrea per l’acquisto di un software per la risonanza magnetica.
La giornata si è conclusa con un ottimo buffet, un momento di convivialità e condivisione che ha ulteriormente rafforzato lo spirito di collaborazione e solidarietà tra tutti i partecipanti.
Il caso del prof. Federico Vercellone che accusato di “sguardi lascivi ” durante un esame da una studentessa venne sospeso per un mese dall’insegnamento è rivelatore del clima perverso che si respira in un ateneo da tempo fuori controllo non solo per l’occupazione devastante filo palestinese.