Il torneo giovanile femminile under 17 si è intrecciato con una vera e propria sfida educativa, offrendo alle giovani atlete e al pubblico un’occasione concreta di apprendimento e consapevolezza sul tema del primo soccorso.

L’iniziativa, promossa dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino in collaborazione con CUS Torino, Accademia Torino Calcio ed Evviva ODV, ha coinvolto sei enti formatori impegnati nella promozione della cultura del soccorso e della prevenzione: ANPAS Comitato Regionale Piemonte, Evviva ASL TO3, IRC Italian Resuscitation Council, Croce Rossa Italiana – Comitato di Rivoli, Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus e OPI Torino.
L’evento ha ricevuto il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, del Comune di Grugliasco e dell’ASL TO3.
La giornata si è articolata tra le partite del torneo e le simulazioni pratiche, che hanno messo alla prova le conoscenze delle partecipanti in materia di primo soccorso. Ogni squadra è stata affiancata da un ente formatore, che ha offerto sessioni di coaching per affrontare insieme prove pratiche di rianimazione cardiopolmonare (RCP), utilizzo del defibrillatore (DAE) e manovre di disostruzione delle vie aeree.
I punteggi ottenuti nelle prove salvavita sono stati sommati a quelli sportivi, determinando la classifica finale del torneo.
Anche i formatori di ANPAS Piemonte hanno accompagnato le atlete in percorsi pratici e coinvolgenti, trasmettendo competenze essenziali per gestire un’emergenza e sensibilizzando sull’importanza delle manovre salvavita.
In situazioni critiche, infatti, è fondamentale intervenire con tempestività: bastano pochi minuti perché si verifichino danni cerebrali irreversibili, con una riduzione del 10% della possibilità di sopravvivenza per ogni minuto trascorso senza rianimazione.
Nel corso dell’intera giornata, il pubblico ha avuto l’opportunità di assistere a dimostrazioni pratiche di rianimazione cardiopolmonare e massaggio cardiaco, ricevere informazioni sui percorsi di salute e conoscere più da vicino le attività di volontariato presenti sul territorio.
Vincenzo Sciortino, presidente ANPAS Piemonte: «Lo sport può essere un potente veicolo di educazione civica e sanitaria. Le giovani atlete non si sono solo sfidate sul campo, ma hanno affrontato con entusiasmo e serietà le prove legate alle manovre salvavita. È fondamentale diffondere tra le nuove generazioni la cultura del primo soccorso: sapere cosa fare nei primi minuti di un’emergenza può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Ringrazio tutte le volontarie e i volontari ANPAS che hanno contribuito al successo di questa iniziativa, confermando ancora una volta il valore sociale del nostro impegno quotidiano».
L’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 81 associazioni di volontariato con 10 sezioni distaccate, 10.310 volontari (di cui 4.122 donne), 5.245 soci, 670 dipendenti, di cui 76 amministrativi che, con 436 autoambulanze, 230 automezzi per il trasporto disabili, 264 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 2 imbarcazioni, svolgono annualmente 570.082 servizi con una percorrenza complessiva di 18.784.626 chilometri.



Il 25 aprile ricorda la fine di una guerra terribile e la Liberazione. Ancora oggi è una data purtroppo divisiva. Il 2 giugno che ricorda il referendum del 1946 tra Monarchia e Repubblica e fu per alcuni anni una data altrettanto divisiva perché i monarchici in Italia furono oltre dieci milioni e l’esistenza di un partito monarchico (il PNM , perché gli altri furono partitini) portò necessariamente a tenere conto che le ragioni della Monarchia non potevano essere ignorate.
Così fecero i primi presidenti De Nicola ed Einaudi, ambedue monarchici come Croce. Il Re Umberto II partì per l’esilio per evitare una guerra civile. Un atto che va ricordato come una gloria del suo breve Regno. Poi con la fine del partito monarchico, la morte inevitabile degli elettori monarchici del ‘46 e la inadeguatezza rispetto ad Umberto II dei suoi eredi hanno fatto sì che la data divisiva sia diventata data unificante tra gli Italiani. A raggiungere questo obiettivo è stato decisivo Il presidente Ciampi, anticipato da Cossiga. Il 25 aprile una parte di Italiani, soprattutto del Sud, dove non ci fu la guerra civile, lo sente estraneo. Molti giovani non sentono affatto nessuna delle due date.