Il processo Eternit bis potrebbe avere una nuova coda davanti alla Corte di Cassazione. La decisione del Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torino di dichiarare il non luogo a procedere per prescrizione di un grande numero di casi e il rinvio degli altri davanti ai tribunali del luogo dove si trovavano gli stabilimenti (Torino per i morti di Cavagnolo, Vercelli per quelli di Casale, Napoli per Bagnoli e Rubiera per Reggio Emilia) non è piaciuta all’Osservatorio nazionale amianto. L’Ona ed il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni chiede alla procura della Repubblica di Torino ed alla procura generale presso la Corte d’Appello, con una articolata istanza, di interporre ricorso in Cassazione contro le sentenze del Tribunale di Torino che, oltre tutto, hanno anche derubricato il reato contestato da omicidio volontario ad omicidio colposo. Ona rimane costituita parte civile nel procedimento di Torino e si costituirà ugualmente parte civile quando le procure dei diversi tribunali – appunto Vercelli, Reggio Emilia e Napoli – attiveranno i
diversi tronconi del procedimento per casi che non sono ancora stati oggetti di pronuncia di prescrizione. “La derubricazione in omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente ha determinato la prescrizione di quasi tutti i casi di omicidio in contestazione – dice Bonanni – e nel tempo anche tutti gli altri arriveranno, molto probabilmente a prescrizione. E anche in questo caso non ci sarà giustizia per le vittime. Condividiamo che il procuratore della Repubblica di Torino ed il procuratore generale, coerentemente alle tesi da loro sempre correttamente sostenute a fondamento dell’ipotesi accusatoria, ovvero sussistenza del dolo ed ipotizzabilità dell’omicidio volontario, ricorrano per Cassazione per ottenere l’annullamento delle decisioni del Gup di Torino del 29 novembre, e quindi la prosecuzione del processo secondo l’originaria accusa”.
Massimo Iaretti
Alla cena dei mille torinesi in difficoltà, i partecipanti sono stati serviti a tavola da trecento volontari d’eccezione, compresa la sindaca Chiara Appendino.
Anis Amri, autore della strage del mercatino di Natale a Berlino dello scorso 19 dicembre
con il ritrovamento da parte dei soccorritori del corpo dell’anziana e malata signora in un torrente, nella periferia del paese, a tre chilometri dalla casa di riposo. A essere fatale, con ogni probabilità, il freddo patito durante le tante ore trascorse all’addiaccio a vagare senza la capacità di sapersi orientare e tornare indietro: sarebbe deceduta per arresto cardiocircolatorio e ipotermia. Una fine terribile per la povera donna, che era di Torino e aveva lavorato una vita come sarta.
direttrice ad ammettere che “le ragioni e modalità con cui a signora si è allontanata sono ancora da chiarire, in quanto la struttura è chiusa e gli ospiti che ne hanno bisogno, come nel caso di Maria Teresa Silvestro, sono dotati di dispositivi tecnologici per segnalare il passaggio attraverso i varchi d’uscita”.
Tenevano materiale esplosivo in cantina senza le dovute precauzioni.
“Un nostro operatore di ritorno dal centro gestito dalla Croce Rossa di Torino per i senza fissa dimora, in Piazza Massaua, è stato aggredito da una decina di persone
Un clochard è stato trovato morto negli scantinati degli edifici Atc di via Bilieri, a Torino
E’ blocco dei veicoli Euro3 diesel, mercoledì 28 dicembre a Torino:
Un automobilista italiano, 42enne, ubriaco alla guida, ha forzato un posto di blocco e tentato la fuga, la scorsa notte. 