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La salute nei contesti urbani: a Torino il primo workshop di formazione

Vari studi dimostrano che l’ambiente urbano influisce sulla salute degli abitanti. In modo diretto, attraverso l’inquinamento atmosferico, il rumore, le isole di calore, i fattori allergogeni che aumentano l’incidenza di malattie cardiovascolari, respiratorie, tumorali, neuropsichiatriche. Ma anche indirettamente, promuovendo, oppure ostacolando, stili di vita attivi.

Il tema “Urban Health” è presente nel Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 e prevede un mandato istituzionale preciso: rendere gli ambienti urbani più salutari, sicuri ed equi.

Come migliorare la “salutogenicità”

La salutogenicità, intesa come capacità di favorire la salute dei contesti di vita, può essere migliorata in occasione di attività ad impatto ambientale, come ad esempio varianti urbanistiche, modifiche al piano regolatore, interventi di riqualificazione e rigenerazione, quando i Dipartimenti di Prevenzione della ASL sono chiamati a esprimere pareri.

Che cosa fa la Regione Piemonte

La Regione Piemonte ha predisposto un “Documento di indirizzo per la valutazione della salutogenicità dell’ambiente urbano” a supporto dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL. In collaborazione con iiSBE Italia R&D sta definendo un metodo di analisi multicriteria per la valutazione delle implicazioni di salute negli interventi urbani. I criteri individuati sono già oggetto di sperimentazione in quattro territori pilota regionali (Chivasso, Leinì, Gassino Torinese e Venaria Reale) e sono oggetto di ulteriore aggiornamento nell’ambito del progetto Interreg Central Europe SuPeRBE.

Il progetto SuperBe

La Regione Piemonte è partner di SuperBe, il progetto europeo cofinanziato dal programma Interreg Central Europe 2021-2027 che ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza urbana ai cambiamenti climatici e supportare autorità e stakeholder nell’adottare strategie di adattamento in ottica One Health.

La formazione a professionisti e operatori pubblici

Per migliorare la capacità di agire delle amministrazioni locali e regionali, è stato predisposto un sistema formativo e l’erogazione di corsi pilota. Il materiale, disponibile in cinque lingue, include presentazioni, video-lezioni, esercitazioni ed esempi pratici, test di autovalutazione, output e deliverable del progetto, manuali d’uso degli strumenti. La piattaforma di e-learning SuPeRBE è ospitata su European Skills Registry (https://skillsregistry.eu/).

Workshop “Strumenti per l’adattamento climatico”

Il 29 ottobre si terrà a Torino il primo workshop di formazione rivolto a decisori, tecnici degli enti pubblici e professionisti. L’obiettivo è fornire conoscenze e competenze per comprendere la relazione tra cambiamento climatico e ambiente costruito e per gestire i processi di adattamento climatico a livello edilizio e urbano utilizzando le metodologie, gli strumenti e il modello decisionale definiti e sperimentati nel progetto.

Raccolti a Ozegna oltre 28mila euro per Casa UGI

 

”Una comunità che sa essere campione di solidarietà”

Oltre 28mila euro raccolti in una sola giornata: è questo il risultato straordinario dell’evento benefico “Un Giorno da Campioni”, organizzato da un Giorno Da Campioni in collaborazione con il Comune di Ozegna dalla Pro Loco, con il patrocinio del Comune di Ozegna e la collaborazione di numerose associazioni del territorio.
Un’iniziativa che ha unito sport, spettacolo e beneficenza, destinando l’intero ricavato all’UGI – Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, per il sostegno dei piccoli pazienti dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Protagonista d’eccezione della giornata, il campione europeo di rally Chris Ingram, che con grande disponibilità ha fatto vivere ai partecipanti l’emozione unica di un giro a bordo di un’auto da competizione. Emozioni forti anche grazie alla possibilità, per i donatori, di sorvolare il Canavese in elicottero, offrendo un punto di vista inedito sul territorio e sull’energia di un evento che ha saputo unire divertimento e solidarietà.

Grande soddisfazione da parte del Sindaco di Ozegna, Federico Pozzo, che ha coordinato con competenza e passione un’organizzazione impeccabile:

“Oggi Ozegna ha dimostrato di essere una comunità viva, capace di fare squadra e di unire le forze per una causa importante. È un orgoglio vedere come il nostro paese e tutto il Canavese abbiano risposto con generosità, partecipazione e spirito di solidarietà. Il mio grazie più sincero va alla Pro Loco, alle associazioni, ai volontari, agli sponsor e a tutti i cittadini che hanno reso possibile questo traguardo”.

Soddisfazione anche nelle parole del Consigliere Regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente, presente all’evento:

“Ozegna è la prova che anche i piccoli Comuni possono essere grandi quando si tratta di solidarietà. Raccogliere oltre 28mila euro in un solo giorno è un risultato che racconta la forza e il cuore di una comunità che non smette mai di stupire.
Ringrazio il Sindaco Federico Pozzo per la sua leadership e la Pro Loco per l’eccezionale lavoro di squadra: quando passione e impegno civico si uniscono, il territorio diventa protagonista e genera valore autentico. È questo il Piemonte che vogliamo promuovere: quello delle persone che costruiscono, donano e credono nel bene comune.”

Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno contribuito al successo della giornata: la Pro Loco di Ozegna, le associazioni locali, i volontari, gli sponsor, i piloti, i team tecnici, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Protezione Civile e le tante famiglie che hanno partecipato con entusiasmo e generosità.

Un evento che resterà nel cuore del Canavese, esempio concreto di come la solidarietà possa davvero diventare motore di comunità.

Pro Pal in piazza contro Tajani. Scontri con la polizia, due agenti feriti

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Come era stato annunciato da locandine sui social(foto sotto), questa mattina a Torino in piazza Castello, a Torino, alcune centinaia di pro Pal hanno manifestato contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani che si trovava poco distante al teatro Carignano per gli Stati Generali della Casa organizzati da Forza Italia. La polizia ha caricato i manifestanti, due agenti sono rimasti feriti. “Mentre qui fuori c’è gente che urla e non si sa perché – ha commentato Tajani, che ha espresso solidarietà alla polizia – l’Italia è il Paese che accoglie il maggior numero di palestinesi bisognosi di aiuto”.

Al via la stagione invernale di Torino Airport: mai così tanti posti in vendita per volare

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20 Paesi collegati

12 nuove rotte

7 nuove destinazioni: Budapest, Sofia, Liverpool, Sharm el-Sheikh, Chisinau, Bucarest Baneasa, Pescara

Forte aumento delle frequenze su alcune destinazioni fra cui Dublino, Londra, Madrid e Siviglia

 

Caselle Torinese – Si aprirà domenica 26 ottobre la stagione invernale 2025/2026 dell’Aeroporto di Torino, che si prefigura come la più ampia di sempre in termini di posti offerti per volare dallo scalo piemontese.

 

L’arrivo del terzo aeromobile Ryanair in base a Torino, nuove rotte verso l’Est Europa, un’ampia offerta neve e un incremento di frequenze su moltissime destinazioni, rendono la stagione invernale 2025/2026 la più ricca di sempre per Torino. Con 20 Paesi collegati, 12 nuove rotte, 7 nuove destinazioni e 15 mete – di cui 8 internazionali – che vedono un forte aumento di frequenze, l’aeroporto si conferma un punto di riferimento strategico per il turismo invernale e per la connettività del Nord-Ovest.

 

Con l’avvio della stagione invernale 2025/2026, Torino Airport accoglie il terzo aeromobile Ryanair in base, un investimento che permette il potenziamento delle frequenze su moltissime tratte già servite, e l’apertura del nuovo collegamento con Liverpool oltre che la conferma del volo per Pescara anche per tutta la stagione invernale.

 

Il network invernale porta con sé anche un deciso rafforzamento dei collegamenti con l’Est Europa. Wizz Air inaugurerà il 28 ottobre i nuovi voli per Sofia, in Bulgaria, per la prima volta connessa a Torino, e Budapest, in Ungheria, mentre dal 13 dicembre partirà la nuova rotta per Chisinau, in Moldavia, anche servita dal vettore FlyOne. La destinazione Bucarest sarà collegata dalla nuova rotta per l’aeroporto di Baneasa (novità Wizz Air) che si aggiunge a quella per l’aeroporto Otopeni.

 

Torino Airport conferma la propria vocazione di porta d’accesso alle Alpi, con una rete di voli dedicati agli sciatori in costante crescita. Oltre al già citato collegamento con Liverpool, il network neve si arricchisce con la new entry di Aer Lingus, che dal 20 dicembre collegherà Torino e Dublino fino a due volte a settimana. Novità della stagione sciistica anche il volo SAS per Copenaghen, a cui si affiancano le consolidate località britanniche, irlandesi e nordeuropee che caratterizzano l’inverno di Torino Airport. Tra queste, EdimburgoManchesterBirminghamBristolLondra Luton e Belfast in Gran Bretagna, Shannon in Irlanda e Varsavia in Polonia.

 

Durante le festività natalizie sarà operativo il volo verso la destinazione regina del Mar Rosso, Sharm el Sheikh, servita da Neos (Alpitour World).

 

La stagione invernale 2025/2026 sarà segnata anche da un forte aumento delle frequenze su moltissime destinazioni. British Airways incrementerà i voli su Londra Gatwick, mentre Ryanair potenzierà i collegamenti verso CharleroiCopenaghenLondra StanstedMadridMaltaMarrakechPorto Siviglia, e Wizz Air quelli per Tirana. Inoltre, quest’inverno saranno disponibili due voli settimanali per Parigi Orly operati da Volotea. Sul fronte domestico, aumenteranno le frequenze per BariBrindisiCagliariPalermoReggio CalabriaTrapani Napoli.

 

Sempre ricca l’offerta di collegamenti plurigiornalieri con i principali hub europei e non – Roma (ITA Airways), Amsterdam (KLM), Francoforte Monaco (Air Dolomiti), Madrid (Iberia), Parigi Charles de Gaulle (Air France), Istanbul (Turkish Airlines) e Casablanca (Royal Air Maroc) – che permettono di raggiungere con facilità qualsiasi destinazione nel mondo.

Un trapianto di cuore che ha vinto la nebbia alle Molinette di Torino

Questa è la storia di una paziente di 53 anni che, a causa di una grave cardiomiopatia dilatativa, attende fiduciosa da oltre un anno un cuore e, come spesso accade, finalmente arriva il prezioso dono da una giovane donna che, a causa di un’emorragia cerebrale, purtroppo muore. I suoi parenti acconsentono alla donazione del cuore e di tutti gli altri organi.
La donatrice si trova a Udine, nell’estremo nord-est dell’Italia, a quasi 600 km di distanza da Torino. Niente di eccezionale per il Centro Regionale Trapianti del Piemonte e della Valle d’Aosta (diretto dal professor Federico Genzano), abituato a organizzare prelievi anche a distanze maggiori. Questa volta, però, qualcosa di eccezionale c’è: il meteo.
La nebbia è molto fitta, con visibilità ridottissima. L’aereo privato su cui vola l’équipe prelievo torinese (formata dal dottor Matteo Marro e dal dottor Vittorio Sancipriano dell’ospedale Molinette di Torino) fatica ad atterrare a Udine: solo dopo tre tentativi l’aereo riesce finalmente a toccare terra e a raggiungere l’ospedale dove è ricoverata la donatrice.
Il problema si ripresenta al ritorno. Sono le 5 del mattino: il cuore deve arrivare a destinazione in tempo, ma all’aeroporto di Caselle l’aereo che trasporta l’organo e l’équipe non può atterrare per nebbia e viene dirottato su Milano Malpensa. Troppo distante da Torino per un trasporto via terra.
A questo punto il Centro trapianti regionale chiede alla Centrale Operativa 118 di Torino – Nucleo Gestione Elicotteri di Azienda Zero – il supporto per il trasporto urgente dell’équipe di trapianto e dell’organo. L’elicottero del servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero (diretto dal dottor Andrea Mina) dalla base di Borgosesia decolla in pochi minuti e raggiunge Malpensa, preleva l’équipe e il cuore direttamente sottobordo dell’aereo e, 40 minuti dopo, atterra sull’elisuperficie della Città della Salute e della Scienza di Torino, dove la visibilità è buona.
In pochi minuti il cuore – che per tutto il viaggio è stato trasportato in un nuovo sistema di conservazione di cui si è dotato da poco il Centro di Trapianto di Cuore di Torino, che permette di preservare l’organo con maggiore sicurezza e per più tempo – è a destinazione all’ospedale Molinette, centro d’eccellenza per i trapianti.
La paziente viene portata in sala operatoria della Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi) per il trapianto. L’intervento, durato oltre sette ore, viene effettuato con successo dal professor Massimo Boffini, dalla dottoressa Erika Simonato e dal dottor Giuseppe Monteleone (sotto la guida del professor Mauro Rinaldi), coadiuvati dalla dottoressa Maria Luisa Contristano (sotto la supervisione del professor Luca Brazzi e della dottoressa Anna Trompeo, della Rianimazione).
Anche questo trapianto è il frutto di un collaudato e complesso lavoro di squadra che ha coinvolto decine di operatori, che silenziosamente operano per permettere che un dono prezioso si trasformi in una nuova vita salvata. Questo intervento, come altri realizzati in passato, testimonia l’efficacia del coordinamento tra le strutture sanitarie regionali e la rete di emergenza-urgenza, a conferma di un sistema capace di agire con tempestività e sinergia per garantire ai cittadini cure di eccellenza.

Pedopornografia, cinque arresti

Nell’ambito delle attività poste in essere dalla Polizia di Stato a tutela dei minori, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino ha concluso un’importante operazione di contrasto alla pedopornografia online che ha portato all’arresto di 5 persone in flagranza di reato ex artt. 600 ter e quater c.p. e alla denuncia in stato di libertà di altri 5 soggetti, a carico dei quali è stato sequestrato materiale informatico utilizzato per la detenzione e la distribuzione dei contenuti multimediali illeciti.

L’attività, avviata dal Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, è proseguita anche in modalità sotto coperturapermettendo di delineare 22 posizioni meritevoli di approfondimento investigativo per aver condiviso e scaricato files, immagini e video di pornografia minorile.  

In particolare, l’esecuzione dei decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica di Torino avvenuta con la collaborazione del C.O.S.C. Milano e delle Sezioni Operative di Asti, Biella, Cuneo, Imperia, Novara, Savona e Vercelli, ha portato all’arresto in flagranza di 5 soggetti, 4 nel capoluogo torinese ed 1 a Novara.

Gli arrestati, di età ricompresa tra i 30 ed i 61 anni, avevano a disposizione contenuti di sfruttamento minorile di diversa natura, talvolta relativi a violenze sessuali con bambini anche in tenera età nonché materiale particolarmente cruento e caratterizzato da contenuti violenti (cd. “gore”). In un caso, oltre alla detenzione di materiale proibito si è proceduto all’arresto anche per la divulgazione dello stesso in quanto all’atto dell’ingresso nell’abitazione dell’indagato, lo si trovava intento a scambiare detto materiale con terzi.

A carico degli arrestati, come di altri cinque indagati deferiti in stato di libertà, è stato sequestrato numerosissimo materiale informatico che sarà oggetto di approfondimento mediante analisi.

Tenta furto in camper: arrestato

A seguito dei rinforzati controlli del territorio, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino un ventiduenne marocchino gravemente indiziato di tentato furto aggravato.

È mezzogiorno del 15 ottobre, quando gli Agenti della Volante impegnati nel controllo del territorio del quartiere Barriera Nizza, vengono inviati dalla Centrale Operativa in Viale Curreno, a seguito della segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 relativa alla presenza di un uomo all’interno di un camper parcheggiato in strada.

Giunti sul luogo, gli agenti, dopo aver individuato il mezzo, si sono appostati ed hanno scorto dai finestrini la presenza di un uomo nell’abitacolo.

Sono quindi entrati nel camper, bloccando il soggetto e constatando che per accedere al mezzo aveva forzato un oblò sulla parte superiore, poi mettendolo completamente a soqquadro. Addosso all’uomo sono stati trovati diversi oggetti personali della proprietaria del camper.

Il soggetto è stato quindi arrestato in flagranza di reato per tentato furto aggravato.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Corso di guida sicura: 15 Comuni e 250 giovani protagonisti

Davvero positivo il bilancio per il primo anno del progetto di Città metropolitana di Torino con Fondazione Sada dedicato alla guida sicura e rivolto ai giovani.
In piazza Freidano a Settimo Torinese si è svolto l’ultimo incontro per il 2025 del progetto “Guida sicura” con una verifica sui risultati del progetto con la consigliera metropolitana delegata alle politiche giovanili Caterina Greco e il presidente della Fondazione Sada Salvatore Ambrosino.
Quindici i i Comuni coinvolti nel primo anno – Chivasso, Ivrea, Piobesi, Vigone, Volvera, Leinì, Rivarolo, Trofarello, Caluso, Alpignano, Beinasco, Sangano, Sant’Antonino di Susa, Villarbasse, Settimo Torinese – e 250 i ragazzi che si sono cimentati nelle prove pratiche.

“Ogni giorno muoiono per le strade italiane 8 persone” sottolinea la consigliera Caterina Greco che ricorda come la Città metropolitana di Torino sia stata la prima in Italia ad avviare un corso di questo tipo. “Abbiamo fatto scuola, dopo di noi ha aderito al progetto anche la Città metropolitana di Bologna con altre realtà del centro Italia. Siamo felici di aver contribuito a ridurre in qualche modo i rischi legati alla sottovalutazione della guida su strada”.
Il progetto di guida sicura di Città metropolitana di Torino continuerà nel 2026 cercando di coinvolgere direttamente in prima persona anche gli stessi amministratori locali del territorio, i dipendenti pubblici neoassunti e coinvolgendo le autoscuole.

A 900 anni dalla scomparsa di Bonifacio del Vasto

A CLAVESANA ANNIVERSARIO DALLA DIPARTITA DEL MARCHESE DI SAVONA

Domenica 19 ottobre 2025 l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha organizzato a Clavesana (CN) una commemorazione del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, nel 900° anniversario dalla sua dipartita.

Hanno concesso il patrocinio all’evento il Consiglio Regionale del Piemonte, la Provincia di Cuneo, il Comune di Clavesana e l’IRCS.
Alle ore 11 Don Antonio Calandri ha celebrato la S. Messa nella Chiesa Parrocchiale della Madonna della Neve, durante la quale si è pregato per la Regina Elena e per il Marchese di Savona Bonifacio del Vasto.
Successivamente i gruppi storici hanno sfilato fino al Municipio Nuovo, partendo dal seicentesco Santuario della Madonna della Neve.

I numerosi partecipanti si sono quindi trasferiti nella frazione Capoluogo, dove i gruppi storici, partendo dalla Torre di Guardia, hanno sfilato fino all’antico Palazzo Comunale, risalente al XVIII secolo, che ospita il Museo storico-etnografico e di tradizione, allestito nel 2000 dall’Associazione di Volontariato Culturale “Marchesato dei Clavesana”.
Qui, nel grande salone, dove sono presenti gli stemmi di tutti i Comuni che fecero parte del Marchesato di Clavesana, si è tenuta una solenne cerimonia aperta dal discorso del Sindaco Bruno Terreno.
Hanno quindi preso la parola i rappresentanti dei seguenti Comuni: Flavio Borgna, Sindaco di Cerretto Langhe (CN); Fabio Mottinelli, Sindaco di Ceva (CN); Sergio Bruno, Sindaco di Erli (SV); Giovanna Sandri, Vice Sindaco di Roddi (CN); Silvia Molino, Assessore alla Cultura di Castelvecchio di Rocca Barbena (SV) e Christian Rocco, Consigliere Comunale di Novello (CN), tutti con la fascia tricolore.
Il Sindaco Bruno Terreno ha in seguito letto il messaggio inviato dal Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto:
“Egregio Signor Sindaco,
desidero ringraziarLa per l’invito a partecipare alla cerimonia in memoria del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, e desidero esprimere la mia gratitudine all’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per l’organizzazione di questa iniziativa, che rende omaggio alla storia e alle radici del suo territorio. Bonifacio del Vasto fu una figura di rilievo, tra la Liguria occidentale e il Piemonte, tanto che la sua azione, e quella dei suoi discendenti, contribuì a rafforzare relazioni e comunità che lasciarono un segno profondo nello sviluppo di quelle terre, che si estendevano in un’area compresa tra Albenga, Savona, l’entroterra cuneese e le Langhe meridionali, includendo anche porzioni dell’alta Val Tanaro e delle valli montane tra Ceva e Ormea. Celebrazioni come questa ricordano quanto sia prezioso il patrimonio storico e umano del nostro Paese. Ogni borgo custodisce vicende e testimonianze che raccontano la capacità delle comunità di mantenere vivo il ricordo e di riconoscersi nei valori che le uniscono. La sfilata dei gruppi storici è parte integrante di questo spirito: restituisce voce e forma al passato, coinvolge i cittadini e le nuove generazioni, e rafforza il legame tra storia e identità. E’ un modo concreto per trasmettere memoria e appartenenza, partecipazione e orgoglio.  Commemorare oggi Bonifacio del Vasto e il Marchesato di Clavesana, che per lungo tempo rappresentò un riferimento per numerosi comuni in una realtà vitale e operosa, significa riaffermare la continuità della nostra storia e la consapevolezza di ciò che essa rappresenta: le proprie origini, le tradizioni del Borgo dove siamo cresciuti e i valori in cui ci riconosciamo. Purtroppo, a causa di impegni istituzionali già programmati, non potrò essere presente, ma desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento a Lei, Sindaco Terreno, all’Amministrazione Comunale, al Dott. Carnino, Vice Segretario Amministrativo Nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, e a tutti coloro che hanno reso possibile questa commemorazione. Rivolgo infine un saluto ai comuni del “Marchesato di Clavesana”, alla famiglia dei Marchesi di Clavesana, e a tutti i cittadini presenti: custodi di una storia che continua a vivere, con orgoglio, nel cuore del Piemonte, una terra a cui devo molto e a cui mi sento profondamente legato”.
Lo scrivente, dopo aver letto il messaggio inviato da Natalina Cha, Sindaco di Cervo (IM), ha fatto scoprire la figura del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto e i suoi discendenti i Marchesi di Clavesana.
Nato a Savona nel 1055 dall’unione tra il Marchese Ottone III e Berta di Torino, Bonifacio

non utilizzò mai il cognome del Vasto, citato per la prima volta in due diplomi dell’Imperatore dei Romani Federico Barbarossa del 1162 e che farebbe riferimento ad un territorio tra i fiumi Orba e Tanaro, al confine tra Piemonte e Liguria, che era stato devastato dai Saraceni. Dopo la morte della zia materna Adelaide di Torino, vedova di Oddone di Savoia, Bonifacio occupò le Contee di Alba, Asti, Albenga, Auriate e Bredulo.

Sposò in seconde nozze Agnese di Vermandois, il cui padre era Ugo I Conte di Vermandois, figlio del Re di Francia Enrico I. Dalla loro unione nacquero otto figli, i quali nel 1142, diciassette anni dopo la morte del padre, si divisero i possedimenti: Manfredo fu il capostipite dei Marchesi di Saluzzo; Berengario, figlio di Guglielmo, diede origine ai Marchesi di Busca; Anselmo fu il capostipite dei Marchesi di Ceva; Ugo ereditò Clavesana, mentre Enrico ereditò i territori di Savona, Noli, Finale Ligure, Cairo Montenotte e alcuni castelli e borghi minori, tra i quali Altare, Calizzano e Sassello. Alla morte del fratello Bonifacio il Minore, Vescovo e Marchese di Cortemilia, ereditò anche il Marchesato di Cortemilia, con castelli e ville delle Langhe, tra i quali Novello. La stirpe di Enrico prese il cognome Del Carretto dal poema “Il cavaliere del carretto”, scritto dal francese Chrétien de Troyes. Ugo di Clavesana morì senza figli e quindi i suoi possedimenti vennero ereditati dal nipote Bonifacio, figlio di suo fratello Anselmo, che fu quindi il capostipite dei Marchesi di Clavesana. Guglielmo, un altro figlio del sopraccitato Anselmo, fu invece il capostipite dei Marchesi di Ceva.
Il Marchesato di Clavesana comprendeva in Piemonte oltre alla capitale anche Farigliano, Mombarcaro, Dogliani e Saliceto e al di là delle Alpi la Marca d’Albenga, che si estendeva da Finale Ligure fino a Bussana e dalle sorgenti dell’Arroscia fino al mare. I Clavesana fecero edificare numerosi manieri tra i quali quello di Castelvecchio di Rocca Barbena nell’XI secolo, quelli di Andora, Cervo, Rezzo e Stellanello nel XII secolo e quello di Zuccarello tra il XII e il XIII secolo. Il Marchesato di Clavesana cessò di esistere nel 1387 con la morte del Marchese Manuele II, ma i suoi discendenti mantennero il feudo di Rezzo, che rimase di proprietà della famiglia fino al 1744. Clavesana passò invece a Nicolino Saluzzo-Dogliani, il cui ultimo discendente, Bongiovanni, si spense nel 1603. La sua vedova Anna di Ceva si risposò con Ottavio Asinari di Bernezzo, il cui figlio di primo letto Carlo fu il capostipite della terza linea dei Marchesi di Clavesana, tutt’oggi esistente.
Il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Clavesana, alla Cantina Clavesana S.C.A. e all’Associazione “Langhe, Calanchi e Marchesato”.
Il Comune di Clavesana ha donato all’Associazione Internazionale Regina Elena Odv una targa commemorativa, consegnata da Federica Usàla, Reginetta dell’Uva 2025.

La delegazione del Sodalizio intitolato ad Elena del Montenegro è stata guidata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale, accompagnato dai Delegati Nazionali Alfio Torrisi, con il labaro nazionale e Carmen Cadar, dal Fiduciario di Chivasso Silvano Borca con la consorte e da soci.
La giornata è stata impreziosita dalla presenza del gruppo storico di Clavesana, ricostituito dopo 20 anni e dalle seguenti compagnie di rievocatori:
“Gruppi Medievali della Città di Ventimiglia Sestiere Burgu e Compagnia dei Balestrieri”;

“La Gente di Nichilinum del medioevo”, impersonata dal Gruppo Storico Conte Occelli di Nichelino; “Antico Castello dei Parpaglia” di Candiolo e “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco.
Tra i presenti: Marco Giachello, Vice Sindaco di Farigliano, con la fascia tricolore; Mattia Clerico, Assessore di Bastia Mondovì, con la fascia tricolore; la Protezione Civile di Clavesana; Anna Bracco, Presidente dell’Associazione di valorizzazione “Langhe, Calanchi e Marchesato” e Giovanni Bracco, Presidente della “Cantina Clavesana”.

ANDREA CARNINO

Quarant’anni di Aiviter, l’Associazione vittime terrorismo

“Quella di Aiviter è una storia di coraggio civile. È la storia di chi ha purtroppo subito le ferite del piombo vivo sulla propria carne e ne porta ancora oggi le cicatrici nel cuore e nell’animo; ma è anche la storia di chi ha saputo trasformare quel dolore in testimonianza, la ferita in impegno, la memoria in un servizio alla verità e alla democrazia”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, ha aperto il convegno dedicato ai 40 anni di Aiviter, l’Associazione italiana vittime del terrorismo, svoltosi a Palazzo Lascaris.

“Torino – ha aggiunto Nicco – fu tra le città più colpite dagli anni di piombo. Qui, come in pochi altri luoghi d’Italia, si concentrò la violenza del terrorismo politico, che spezzò vite innocenti, seminò paura e mise a dura prova i fondamenti stessi dello Stato democratico. Anche oggi, pur in un contesto diverso, avvertiamo nuovamente segnali preoccupanti: un clima di odio diffuso, alimentato da parole divisive, da toni aggressivi, da azioni di intimidazione o minacce più o meno velate, che avvelenano il dibattito pubblico e minano il rispetto reciproco.  La lezione di Aiviter è quanto mai attuale: non possiamo permettere che il linguaggio dell’odio torni a insinuarsi nella società, né che la violenza, anche solo verbale o simbolica, diventi una forma accettata di espressione.”
I lavori sono stati coordinati dal presidente di Aiviter Roberto Della Rocca, che ha ricordato come a Torino “il 20 marzo del 1985 Maurizio Puddu (promotore), Giovanni Berardi, Adele Andreis vedova Casalegno, Antonio Cocozzello, Severa Marone vedova Croce, Leone Ferrero, Mario Deorsola, Dante Notaristefano, Sergio Palmieri e Giovanni Picco, tutti feriti in fatti terroristici o parenti di vittime, fondarono l’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e dell’Eversione contro l’ordinamento costituzionale dello Stato”.
È quindi stato trasmesso il documentario sugli anni di piombo a Torino firmato da Stefano Caselli, figlio del magistrato Giancarlo, che non ha potuto partecipare al convegno ma il cui intervento è stato letto dalla moglie Laura Romeo.
I lavori proseguono nel pomeriggio.

Ufficio Stampa CRP