Caro energia, l’allarme di Confartigianato imprese: “Rischio stop per un’impresa su quattro”

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TORINO – Il caro energia torna a mettere sotto pressione il tessuto produttivo piemontese. Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, il 27,3% delle aziende artigiane sta valutando una sospensione parziale dell’attività, mentre l’aumento delle bollette di elettricità e gas per le imprese regionali raggiungerà circa 879 milioni di euro.

A pesare è la nuova impennata dei prezzi energetici e delle materie prime, alimentata dalle tensioni geopolitiche internazionali. L’impatto si estende dall’industria manifatturiera ai servizi, mettendo a rischio soprattutto le realtà più piccole e meno strutturate.

«Siamo di fronte a una situazione molto critica», afferma il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici. «In appena due mesi il costo del gas è salito del 48%, l’elettricità del 25% e il gasolio del 20%». Un incremento che colpisce duramente anche il settore dei trasporti, dove il carburante rappresenta tra il 25% e il 35% dei costi aziendali, costringendo le imprese ad anticipare liquidità spesso insufficiente.

A complicare il quadro contribuiscono anche le difficoltà sulle rotte commerciali internazionali, in particolare nell’area dello stretto di Ormuz, che ostacolano gli scambi con mercati strategici come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, destinazioni che valgono 8,6 miliardi di euro per l’export delle piccole imprese.

L’impatto del caro energia si distribuisce trasversalmente su tutto il sistema produttivo regionale: dai comparti energivori come vetro e ceramica alla metalmeccanica, fino alla moda, al legno-arredo e all’agroalimentare artigiano, settori simbolo del Made in Italy piemontese.

A livello nazionale, secondo i dati della CGIA di Mestre, il Piemonte si colloca al quarto posto per incremento dei costi energetici nel 2025, con un aggravio complessivo stimato in 1,3 miliardi di euro, dietro Lombardia (3,4 miliardi), Veneto ed Emilia-Romagna (circa 1,7 miliardi ciascuna).

La conseguenza più immediata è la compressione dei margini: «In molti casi produrre significa lavorare in perdita», sottolinea Felici. «Ci sono intere filiere sotto pressione e mestieri che rischiano di fermarsi. Per alcune imprese, oggi, fermarsi è più sostenibile che continuare a produrre».

Da qui la richiesta di interventi urgenti. Confartigianato sollecita misure straordinarie per contenere i costi energetici, il rafforzamento del credito e il ripristino di strumenti simili al “temporary framework” adottato durante la pandemia, per consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti e accedere a finanziamenti agevolati.

«Siamo una nazione manifatturiera, non la filiale periferica di una finanziaria», conclude Felici. «Servono interventi immediati, anche a discapito dei vincoli comunitari, per sostenere la liquidità delle PMI ed evitare effetti a catena su produzione e occupazione».

La crosta di mandorle rende il pollo prelibato

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Un secondo prelibato, particolarmente invitante, il petto di pollo intero reso appetitoso da una croccante crosta di frutta secca, mandorle, nocciole o pistacchi, a voi la scelta. Cotto in forno con pochissimi grassi risultera’ leggero e tenerissimo, da servire caldo o freddo, perfetto accompagnato da una fresca insalatina.

 

Ingredienti

1 Petto di pollo intero

1 uovo intero

80gr. di mandorle

1 rametto di rosmarino

Scorza di limone grattugiata

Sale, pepe, olio q.b.

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Nel mixer tritare finemente le madorle con gli aghi di rosmarino, sale e pepe. Sbattere leggermente l’uovo. Passare il petto di pollo prima nell’uovo e poi nel trito di mandorle al quale avrete aggiunto la scorza del limone grattugiata. Preriscaldare il forno a 200 gradi, sistemare il petto di pollo in una teglia foderata con carta forno, irrorare con un filo d’olio, cuocere per 15 minuti poi, abbassare la temperatura a 180 gradi e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Buon appetito !

Paperita Patty

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 18 APRILE

 

Sabato 18 aprile ore 15

CON LA MATITA BLU

Palazzo Madama – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Quali colori servono per raccontare un’emozione? Quali per creare la luce?

I blu, le ocre e le terre verdi e brune sono i colori che il pittore ha usato per raccontare la quotidianità della

sua epoca.

Prendendo spunto da “Donna in blu che legge una lettera”, e sperimentando accostamenti cromatici, i bambini rielaboreranno un ambiente a loro familiare dove invitare la Donna in blu.

Età: 5-11 anni

Costo €4 a bambino. Biglietto di ingresso ridotto al museo per adulti accompagnatori (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (lun.-ven. 09.30 – 13; 14 – 16); madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Sabato 18 aprile ore 15:30

IL MAO IN UNA MATITA

MAO – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Nelle sale delle collezioni permanenti, spaziando tra opere di diverse epoche, origini e materiali e alcuni lavori dell’artista Chiharu Shiota, i partecipanti muniti di fogli e matite potranno scegliere un soggetto con cui ‘fare amicizia’ disegnandolo dal vero, per poi conoscerne, con una breve visita, contesto, contenuti e significati.

Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: € 4 a bambino; adulto accompagnatore ingresso ridotto alle collezioni € 10 (gratuito con Abbonamento musei)

DOMENICA 19 APRILE

 

Domenica 19 aprile ore 15:30

QUANDO IL SEGNO DIVENTA SPAZIO.

GAM – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

In occasione dell’evento organizzato dall’Associazione Abbonamento Musei “Disegniamo l’arte 2026” la GAM propone un’attività in cui protagoniste saranno le sculture della collezione del museo.

I bambini saranno coinvolti in un gioco di scoperta delle opere plastiche partendo dagli spazi del giardino fino alle sale del museo, ragionando sul concetto di spazio che da chiuso e limitato si apre all’esplorazione e di come il disegno sia una parte fondamentale nella creazione di una scultura, sia essa figurativa o astratta. Momenti di disegno dal vero di fronte alle opere permetteranno di analizzare e rielaborare le forme fino a sintetizzarle in un segno personale. In laboratorio una tela bianca diventerà un nuovo luogo di accoglienza sul quale far rivivere le sensazioni ispirate dalle opere che, rielaborate attraverso il lavoro grafico, diventeranno originali composizioni da esporre.

Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti. I materiali per le attività del Dipartimento Educazione GAM sono forniti da Fibracolor.

Costo: € 10 a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

LUNEDI 20 APRILE

 

Lunedì 20 aprile ore 17

MONUMENTA ITALIA. UN PROGETTO DI ARTE PUBBLICA ITINERANTE

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO e presentazione dell’esposizione Monumenta Italia / Cantiere Madama

Con Irene Pittatore, Tea Taramino e Lisa Parola

Il progetto artistico di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, propone attraverso l’arte una riflessione sull’assenza di monumenti dedicati alle donne e alla loro storia nello spazio pubblico. Un vuoto che diventa occasione per un processo civico e culturale sul significato contemporaneo di memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità in prospettiva di genere. Manifesti e opere compongono un percorso che supera i confini degli spazi espositivi per estendersi a laboratori, lezioni e azioni d’arte pubblica, configurandosi come un cantiere aperto.

Irene Pittatore (Torino, 1979). Artista e performer adotta strumenti visivi, narrativi e partecipativi per creare opere che riflettono su emarginazione, discriminazione e i loro sintomi. I suoi progetti, dedicati alla violenza di genere (Monumenta ItaliaL’amavo troppo e le ho sparato), alla diversità e all’inclusione (You as me / Nei panni degli altri), all’emergenza abitativa (Homeless heroines) si sviluppano in dialogo con musei, festival, gallerie, università.

Tea Taramino (Torino, 1952). Artista e curatrice, ideatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari spazio di dialogo tra arte ufficiale e outsider art, con sede presso Flashback Habitat. Dal 1982 cura la collezione civica di arte irregolare che valorizza in coprogettazione con la Città di Torino attraverso eventi con istituzioni pubbliche e private in collaborazione con i Dipartimenti educazione dei Musei di Arte Contemporanea, Università, Accademie e altri enti italiani ed esteri.

Lisa Parola (Torino,1964). Storica dell’arte, autrice e curatrice. Per Einaudi ha pubblicato Giù i monumenti? Una questione aperta (2022). Nel 2024 ha aggiornato la voce ‘Monumento’ in occasione del Centenario dell’Enciclopedia Treccani; nel 2025 ha pubblicato con Lenz New Monumentalities in You don’t make a masterpiece, you survive one, nell’ambito della personale di Maurizio Cattelan curata da Lorenzo Giusti alla GAMeC di Bergamo. È socia fondatrice di a.titolo.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

MARTEDI 21 APRILE

 

Martedì 21 aprile ore 17:30

COSA RESTA DI UNA CITTÀ QUANDO SMETTE DI RICORDARE?

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

Biblioteca Francesco Cognasso, corso Cincinnato 115

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra.

La conferenza intende portare il museo fuori dalle sue mura per promuovere la conoscenza di un patrimonio significativo e sostanzialmente ignoto, non solo al pubblico di Palazzo Madama, ma anche ai cittadini torinesi che frequentano più abitualmente le biblioteche. Gli appuntamenti sono un invito a conoscere la città.

Torino è una città che non grida: ammonisce. Lo fa con il bronzo, con il marmo, con statue che sembrano ferme e invece lavorano nel tempo. Qui il monumento non è ornamento: è progetto. È un’idea di città che educa senza alzare la voce, che distribuisce la memoria lungo le strade, che trasforma l’arrivo in una lezione e la piazza in una coscienza civile.

Torino non ha solo fatto l’Italia: l’ha messa in scena, ogni giorno, davanti ai suoi cittadini. Questa è la storia di una capitale che ha scelto di scolpire non il potere, ma la responsabilità.

E di affidarci una domanda che brucia ancora: cosa resta di una città quando smette di ricordare?

Ingresso libero.

MERCOLEDI 22 APRILE

 

Mercoledì 22 aprile

Irene Pittatore | Monumenta Italia / Cantiere Madama

PALAZZO MADAMA – apre l’esposizione

A cura di Tea Taramino

@Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese

Quanti sono i monumenti dedicati a una donna, a Torino e nelle altre città italiane? Quanti quelli realizzati da una donna? Da questi e altri interrogativi prende le mosse Monumenta Italia, un progetto d’arte pubblica che ha l’obiettivo di creare consapevolezza rispetto all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne: un’occasione per una riflessione civica sul patrimonio artistico urbano, su cosa oggi significhi parlare di monumentalità, memoria e patrimonio rispetto alla storia delle donne.

Monumenta Italia riunisce manifesti, video e un gonfalone utilizzati come strumenti di riflessione in mostre, laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere, che opera a livello nazionale, ha la sua base a Torino, dove, dal 2024, sono stati diffusi i manifesti (Biblioteche Civiche, fermata Bengasi della metropolitana, URP del Consiglio regionale del Piemonte, rassegna Opera Viva – Il Manifesto in piazza Bottesini), organizzate mostre e laboratori (Recontemporary, Assessorato alla Cultura della Città di Torino, Gliacrobati). Il progetto è in corso di svolgimento a Novara con una campagna di 71 affissioni urbane e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e a Roma.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Dalla Regione fondi per le imprese contro l’abbandono della montagna

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Un aiuto concreto rivolto a migliaia di aziende agricole attive nelle aree montane del Piemonte, con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività, la tutela del territorio e il contrasto allo spopolamento.

Per il 2026, la Regione Piemonte ha attivato, nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, un intervento che mette a disposizione complessivamente 14,4 milioni di euro. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Si tratta di una delle principali misure a sostegno dell’agricoltura di montagna, che prevede un contributo annuale per ettaro destinato agli agricoltori che operano in contesti caratterizzati da condizioni difficili, come altitudine elevata, terreni in pendenza e maggiore complessità produttiva.

L’iniziativa punta a favorire la permanenza delle attività agricole, incentivare l’utilizzo continuativo delle superfici e assicurare la manutenzione del territorio, con effetti positivi anche sulla sicurezza ambientale e sulla qualità del paesaggio.

«Questa misura rappresenta un pilastro delle politiche per la montagna – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo – perché riconosce concretamente il ruolo degli agricoltori come presidio del territorio. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero l’abbandono, con conseguenze non solo economiche ma anche ambientali e sociali».

Il contributo, rivolto agli agricoltori attivi nelle zone montane piemontesi, è modulato in base a diversi elementi: il tipo di coltivazione (seminativi, frutteti, pascoli), il livello di svantaggio del terreno e la presenza stabile dell’azienda sul territorio. È inoltre prevista una premialità maggiore per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, a conferma dell’intenzione di sostenere chi vive e lavora stabilmente in montagna.

Gli importi previsti variano da circa 500 euro fino a un massimo di 13.000 euro per beneficiario, contribuendo a compensare i maggiori costi e i minori redditi legati alle condizioni produttive tipiche delle aree montane.

«Non è solo un contributo economico – prosegue l’assessore Gallo – ma un investimento sulla vitalità delle nostre comunità montane. Sostenere l’agricoltura significa mantenere vivi i territori, preservare il paesaggio e creare le condizioni per nuove opportunità di sviluppo, anche in chiave turistica e ambientale».

Job Film Days:”Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

Torna il Festival del Verde, 80 location e tre settimane dedicate alla biodiversità urbana

 

Simbiosi urbane: acqua e radici 

 

IV edizione

4 – 24 maggio 2026

Dal 4 al 24 maggio a Torino e area metropolitana tre settimane dedicate alla biodiversità urbana. Oltre 80 location coinvolte tra nuove aperture straordinarie, visite guidate, incontri, laboratori, talk e attività nelle scuole della città. Al centro anche autori e libri con il Salone del Libro OFF, il ritorno atteso delle aperture dei giardini di Verde Svelato e la nuova edizione di FLOR, gratuita, al Parco del Valentino

 

www.festivalverde.it 

Verde Svelato: Villa Rey © Antonio Pio Roseti

Da sinistra il co-ideatore del Festival del Verde Giustino Ballato, l’assessora alle Politiche educative della Città di Torino Carlotta Salerno, il Sindaco dell Città di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso © Stefano Puntillo

 

 

 Simbiosi urbane: acqua e radici’ è questo il tema della IV edizione del Festival del Verde che torna dal 4 al 24 maggio 2026 a Torino e nell’area metropolitana, con un calendario diffuso di appuntamenti che invita a esplorare il rapporto profondo e imprescindibile tra acqua, ambiente urbano e natura in città e che si concluderà con la nuova edizione di FLOR. In programma aperture straordinarie, visite guidate, talk, laboratori, incontri, presentazioni editoriali ed esperienze di citizen science per costruire uno sguardo nuovo sul verde urbano e sul suo ruolo nell’evoluzione della città, mostrando come il paesaggio vegetale partecipi attivamente alle forme dell’abitare, alla qualità ecologica dello spazio pubblico e alle strategie future dei territori urbani.

 

Per tre settimane, parchi, giardini, musei, orti scolastici, residenze storiche, vivai, biblioteche, orti di comunità e istituzioni culturali diventano tappe di un racconto diffuso capace di attraversare il territorio e offrire nuovi strumenti di lettura e fruizione del verde urbano.

 

Oltre 80 location coinvolte compongono una rete di appuntamenti pensata per far emergere il verde come elemento chiave sul piano ambientale, sociale e culturale, mettendo al centro temi oggi sempre più urgenti come la gestione sostenibile delle acque piovane, l’adattamento climatico, il contrasto alla siccità, la biodiversità e il ruolo delle radici nei sistemi urbani.

Dichiara il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo«Salutiamo con piacere il ritorno del Festival del Verde e di Flor, manifestazioni che permettono di scoprire più da vicino il verde urbano, passeggiando tra parchi, giardini, orti, ma anche di riflettere su temi di strettissima attualità come il contrasto al cambiamento climatico e la sostenibilità dei territori urbani. La nostra città vanta da punto di vista del verde un patrimonio ricchissimo: la quasi totalità della popolazione residente in Torino, oltre il 90%, abita entro 5 minuti a piedi da un’area verde; un patrimonio che vogliamo continuare a valorizzare e far crescere. Tra i luoghi simbolo di questi appuntamenti c’è ad esempio il Parco del Valentino, cuore di uno dei più importanti investimenti del Pnrr che abbiamo messo in campo, che i lavori ci riconsegneranno ancora più verde, bello e vivibile. Questa è la strada che abbiamo scelto e che intendiamo continuare a percorrere: sin dal nostro insediamento lavoriamo per fare di Torino una città sempre più sostenibile e capace di guidare la transizione ecologica in modo concreto e inclusivo e siamo convinti che le città come la nostra possano e vogliano essere parte attiva della risposta globale alla crisi climatica».

 

«Il Festival del Verde – sottolinea l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso – è diventato un appuntamento irrinunciabile per osservare il verde urbano con uno sguardo curioso e consapevole.  Anche quest’anno il programma è particolarmente ricco e offrirà numerose occasioni per riscoprire il patrimonio naturale della città nelle sue molteplici dimensioni. Tra i luoghi simboli di questa edizione c’è il Parco del Valentino, al centro di un’importante riqualificazione che esalta il valore storico e paesaggistico del parco e rafforza il dialogo tra natura, memoria e innovazione, con una relazione sempre più stretta con il fiume Po, che con gli altri fiumi è una risorsa della nostra città anche nella loro stretta relazione con il verde».

 

«Avvicinare bambine e bambini alla natura significa offrire loro la possibilità di osservare, sperimentare e scoprire in prima persona i legami profondi che uniscono acqua, radici e vita urbana – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –. Attraverso i laboratori, le attività negli orti scolastici, le esperienze nei musei e le proposte diffuse sul territorio, il Festival costruisce occasioni concrete in cui le giovani generazioni possono sviluppare curiosità, consapevolezza e rispetto per l’ambiente, e la Città di Torino rinnova con convinzione il proprio impegno nel coinvolgere bambine e bambini in percorsi educativi che, fin dai primi anni, li accompagnino a sentirsi parte attiva del pianeta e della comunità, contribuendo a formare cittadini più attenti, responsabili e capaci di immaginare il futuro dei propri territori».

 

Il Festival si conferma così un’occasione unica per scoprire, conoscere e abitare il verde urbano in tutte le sue sfumature, restituendo al paesaggio vegetale una funzione attiva nelle trasformazioni ambientali e culturali contemporanee.

 

Tra i luoghi simbolo di questa edizione torna protagonista il Parco del Valentino, cuore storico e paesaggistico di Torino, dove il Festival concentra una parte significativa delle attività in collaborazione con l’Orto Botanico dell’Università di Torino, le associazioni e le realtà attive nel parco tra cui Imbarchino, Maxela e il Politecnico di Torino. Il Valentino si conferma uno dei principali fulcri dell’edizione 2026, luogo in cui memoria storica, biodiversità e progettualità contemporanea tornano a dialogare.

 

«Il Festival è simile a un organismo vivente che cresce e interagisce con l’ecosistema urbano – spiega Giustino Ballato, co-ideatore della manifestazione – In questa edizione si allarga il network delle collaborazioni anche grazie a un’operazione di sempre maggiore coinvolgimento delle realtà territoriali che ha ormai superato i confini di Torino e dell’area metropolitana per spingersi fino a Cuneo».

La prima settimana del Festival sarà dedicata in particolare all’educazione ambientale. Con il programma Festival EDU, realizzato con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, scuole, orti, musei e associazioni proporranno laboratori e attività pensati per avvicinare bambini e ragazzi al mondo vegetale, offrendo occasioni concrete di osservazione, sperimentazione e conoscenza.

 

«Il Consiglio regionale è lieto di sostenere un’iniziativa che mette al centro il rapporto tra ambiente, comunità e qualità della vita – sottolinea Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte – Il Festival del Verde rappresenta uno spazio concreto di confronto e partecipazione sui temi della sostenibilità. Crediamo, infatti, che educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente significhi investire nel futuro dei nostri territori. Inoltre è anche un’occasione preziosa per riscoprire luoghi, valorizzare competenze e rafforzare il legame tra istituzioni, cittadini e territorio».

 

La settimana EDU si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa, completamente gratuita, per grandi e piccini al Museo Lavazza, aperta a famiglie, educator* e insegnanti. Una giornata tra laboratori, letture e passeggiate – alla scoperta dei murales Towards 2030 dedicati agli obiettivi dell’Agenda 2030 nel quartiere Aurora e dei giardini della Nuvola Lavazza – realizzata in collaborazione con il Museo Lavazza e con il Centro di documentazione e biblioteca pedagogica della Città di Torino.

 

Nel primo fine settimana torna uno degli appuntamenti più attesi del Festival: Verde Svelato, che apre eccezionalmente al pubblico giardini e cortili normalmente non accessibili, offrendo uno sguardo inedito sul patrimonio verde nascosto della città e del territorio collinare. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, amplia ulteriormente il proprio circuito e raggiungerà anche Cuneo nel fine settimana successivo.

 

Quest’anno Verde Svelato conta 43 location, di cui 15 nuove aperture. Sono giardini che raccontano memorie familiari, stratificazioni urbane e visioni contemporanee: un viaggio tra Torino e le colline dove monumentalità sabauda, paesaggi agricoli e tessuti urbani dialogano attraverso il verde. La selezione delle residenze e dei giardini nasce da una ricerca interdisciplinare che intreccia storia dell’arte, architettura del paesaggio e florovivaismo.

 

Tra le nuove aperture figurano Barriera Green Hub – Plant Center, l’Erbario dell’Università di Torino – che il pubblico potrà visitare in esclusiva insieme alla curatrice Laura Guglielmone alla scoperta delle piante raccolte nei grandi giardini ottocenteschi di cui oggi non vi è più traccia: campioni conservati in oltre ottocentomila fogli che non solo testimoniano la ricchezza della flora mondiale ma racconta anche quasi trecento anni di studi e ricerche botaniche – Fondazione Chierese per il TessileIl Giardino delle Meraviglie al LingottoPininAgriSpazio 22_4 e anche location esclusive come Villa Rignon, un grande giardino storico privato in corso Galileo Ferraris, nel cuore del quartiere della Crocetta, la Vigna del Merlo, un complesso di origine settecentesca con un giardino che sale fino alla sommità della collina e Villa Il Modei, con il suo ingresso spettacolare, degno di una wunderkammer paesaggistica, tra palme di San Pietro (Chamaerops humilis) avvolte da rose rampicanti.

 

La seconda settimana, dall’11 al 17 maggio, vedrà il Festival intrecciarsi con il Salone del Libro OFF, consolidando il rapporto tra verde e produzione culturale attraverso incontri con autori, presentazioni editoriali e appuntamenti diffusi in librerie, biblioteche e spazi culturali cittadini. Tra gli appuntamenti principali figurano gli incontri con Francesco BroccoloSilvia FogliatoPaola BonfanteCristina Converso.

 

«Dopo una prima sperimentazione l’anno scorso, in questa edizione crescono gli appuntamenti del Festival con i libri sul verde e le buone letture grazie a nuove sinergie con biblioteche civiche, case editrici e associazioni culturali – sottolinea Fabio Marzano, coideatore del Festival del Verde – La collaborazione con il Salone OFF ci consente di moltiplicare la visibilità degli autori e raggiungere un pubblico più ampio».

L’ultima settimana, dal 18 al 24 maggio, sarà dedicata a incontri, visite guidate, talk, percorsi scientifici e pratiche partecipative, come il seminario scientifico “La trama verde e blu di Torino: storia, progetti e sperimentazioni per la biodiversità”. Uno scambio italo-francese per la transizione ecologica dei territori” al Castello del Valentino del 18 maggio, dedicato ai temi della biodiversità. Aperto a tutta la cittadinanza e realizzato in collaborazione con la Licence professionelle Ecopaysage végétal urbain (ECOPUR), proporrà nel pomeriggio anche una visita agli Orti Generali.

 

Il Festival del Verde rafforza così la propria dimensione metropolitana costruendo una vera geografia del verde urbano, capace di unire territori diversi in una rete di esperienze condivise, dove il paesaggio diventa infrastruttura culturale, ambientale e sociale. Una geografia che connette comuni, quartieri, istituzioni, associazioni e comunità locali, trasformando il verde in uno spazio di relazione, conoscenza, cura e progettazione del futuro.

 

Il festival animerà anche i portici di via Po grazie alle creative installazioni realizzate dagli studenti del Triennio di Illustrazione di IED – Istituto Europeo di Design di Torino. Una collaborazione che si rinnova anche quest’anno e che durante le giornate di Verde Svelato (9 e 10 maggio) inviterà inoltre il pubblico a varcare la soglia della sede di via San Quintino 39, dove saranno presentati i progetti sviluppati nel corso dell’anno.

 

Settimo Torinese sarà proposta un’attività di citizen science dedicata alla biodiversità acquatica del Rio Freidano; a San Mauro Torinese sarà inaugurata la mostra fotografica “Trame d’Acqua” di Valerio Minato; a Moncalieri il Parco lineare di Santa Maria ospiterà La via delle farfalle, laboratorio di monitoraggio degli insetti impollinatori. A Nichelino il progetto europeo CICADA4CE porterà al Parco Miraflores un appuntamento dedicato al bosco urbano e alla resilienza climatica; Collegno proporrà visite guidate alla Dora Riparia rivolte alle scuole; Rivoli organizzerà passeggiate naturalistiche e forest bathing; Pino Torinese unirà natura e prodotti locali con Effetto BoscoChieri svilupperà un programma diffuso di letture, laboratori, spettacoli ed escursioni.

 

Il Festival si chiude con FLOR Primavera che torna ad essere gratuita, nello spirito del Festival, e sarà allestita nel Parco del Valentino. La mostra sarà intitolata Acquarium per ricordare una delle principali attrazioni dell’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino del 1911 ospitata proprio nell’area del Parco del Valentino. La vicinanza al fiume e al luogo originale dell’Esposizione, la rete di collaborazione con le realtà operanti sul verde nel Parco trasformano il Valentino nel cuore pulsante del Festival.

 

Festival del Verde di Torino e area metropolitana, il cui maggior sostenitore è la Fondazione Compagnia di San Paolo, è un progetto a cura di FLOR e Orticola del Piemonte, con il patrocinio della Città di Torino, il supporto di Iren, il sostegno di Fondazione CRT e di Fondazione CRC e il sostegno per la settimana EDU del Consiglio regionale del Piemonte.

 

Tutta la programmazione del Festival del Verde è consultabile al sito

www.festivalverde.it

Le residenze degli scrittori

Il silenzio, l’isolamento, la contemplazione della natura, l’assenza di routine e di responsabilità abituali. Solcare i mari in barca a vela, esplorare i ghiacci del Polo Nord o vivere in un altro periodo storico all’interno di una residenza medievale, queste sono le opportunità messe a disposizione degli scrittori per migliorare la concentrazione, incentivare la produttività e solleticare la creatività. Osservare nuovi e straordinari scenari o stimolare l’ispirazione attraverso l’apprendimento di nuove attività è un vero e proprio servizio dedicato di chi ha fatto della scrittura un’ arte, la ragione e la passione della propria esistenza lasciando miracolosamente,   a noi lettori, tracce di infinita bellezza:   I capolavori della letteratura mondiale. Le residenze pensate per i geni della scrittura, per i talenti della penna sono molte, sparse in tutto il mondo, alcune sono davvero incredibili per la loro posizione, per le caratteristiche architettoniche o per l’esperienza che fanno vivere, inoltre sono tutte dotate di spazi o studi dove poter lavorare, creare pensieri e parole e coltivare l’estro. Un Faro alle Isole Shetland, un appartamento sul mare dove scrivere ammirando il mare, immersi nei suoni della natura: le onde, i gabbiani. Una moderno spazio in Svizzera, una hi tech “Treehouses” fatta di metallo e dal design sofisticato da cui venerare le Alpi, con vista privilegiata sul Monte Bianco. Una casa in pieno Circolo Polare Artico con spedizioni in Veliero nei mari del nord comprese, dove il freddo e il paesaggio incredibilmente candido incoraggiano la fantasia. Una vigna in California o in Canada, il dolce profumo del mosto e pregiatissimi vini per far fermentare la creatività. Anche nel nostro paese esistono diverse residenze destinate agli scrittori, posti dove il loro genio viene lusingato e incoraggiato in tutti i modi possibili , tra le più celebri: Santa Maddalena, in mezzo alla meravigliosa campagna Toscana, dove pace, natura e una atmosfera solenne e raccolta fanno da sfondo a soggiorni sapienti, e poi un Castello a Civitella Ranieri, in provincia di Perugia, che ospita, in piena atmosfera medievale, prodigi della scrittura coccolati anche da un meraviglioso e ricercato cibo locale. A Detroit invece, nell’ottica di una riqualificazione culturale e artistica della città, è nato il progetto Write A House che mira a creare una community di scrittori a cui viene dedicata una casa, anch’essa rivitalizzata e ristrutturata ad hoc.

 

Maria La Barbera

La seconda tappa di Coppa Italia Para climbing

DETERMINAZIONE, IMPEGNO E COSTANTE RICERCA DI MIGLIORAMENTO

La seconda tappa di Coppa Italia Para climbing, all’insegna della crescita del movimento

Prosegue la stagione Para Climbing 2026 della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, all’insegna dell’inclusione e della crescita continua del movimento a livello tecnico, qualitativo e numerico.

Si svolgerà sabato 18 aprile la seconda tappa di Coppa Italia Para climbing, nel centro di arrampicata Rockspot di Milano. Domenica 19 e lunedì 20 aprile si svolgerà un raduno che vedrà impegnati in parete i migliori para climbers italiani assieme ad alcuni atleti austriaci. Il 19 aprile la Rockspot sarà anche la sede del Campionato Italiano Speed.

Milano diventerà così in unico weekend il centro nevralgico dell’arrampicata sportiva in due declinazioni molto diverse, ma accomunate da passione, determinazione e costanza.

Ad introdurre la prova di Coppa Italia Para climbing sarà Laura Mancuso, Presidentessa della Fondazione Angelo D’Arrigo, che, in occasione del ventennale della morte del noto alpinista e campione di volo sportivo, ha organizzato numerose iniziative sociali e sportive, fra cui la donazione degli zaini da viaggio (realizzati dallo sponsor tecnico federale Petzl) agli atleti della Nazionale Italiana Para climbing.

Siamo felici di poter affiancare la Nazionale Italiana Para climbing in un percorso che condividiamo profondamente nello spirito e nei valori.” Ha dichiarato la Presidentessa Mancuso. “Crediamo che, anche attraverso questa partnership, gli atleti possano trovare, nell’eredità umana e sportiva di Angelo, la consapevolezza che il limite non è una barriera, ma uno spazio da esplorare, comprendere e superare. Questo è il cuore della sua visione, quello che con la Fondazione a lui intitolata continuiamo a diffondere in tutto il mondo. Ed è lo stesso spirito di resilienza, determinazione e responsabilità che ritroviamo nel percorso delle ragazze e dei ragazzi della Nazionale Italiana Para climbing, capaci di trasformare ogni sfida che affrontano in un’occasione di crescita fisica e mentale.”

La competizione vedrà impegnati 45 atleti, appartenenti alle varie classi di disabilità.

I protagonisti della tappa precedente faranno del loro meglio per confermarsi ai vertici, ma dovranno affrontare numerosi sfidanti decisamente motivati a salire di livello.

Per citarne alcuni: cercheranno di bissare l’oro Lucia Capovilla (Fiamme Oro) nella categoria AU2, David Kammerer (AVS Bruneck) e Fiamma Cocchi (Stone Monkey) nella categoria AL2, Tommaso Mazzotti (Vertical Forlì) nella AL1, Gian Matteo Ramini (Four Climbers) e Maria Laura Muratori (Welcome ASD) nella categoria RP1, Chiara Cavina (Four Climbers) nella RP2.

Nella categoria B1 si preannuncia una bella gara sia a livello maschile, con Simone Salvagnin (El Maneton), supportato dalla guida Alberto Mazzoleni, che punta nuovamente alla medaglia d’oro, sia a livello femminile, con Nadia Bredice (Arco Climbing), guidata da Sonia Cipriani, che cercherà di riconquistare il gradino più alto del podio.

Interessante anche la sfida nelle categorie Open (fisici e visivi), che consentono ai Para climbers non rientranti nelle attuali classificazioni ufficiali World Climbing di partecipare alle competizioni del circuito agonistico nazionale.

Nel raduno per la Nazionale italiana, che si svolgerà domenica 19 e lunedì 20, saranno presenti 18 azzurri e alcuni para climber austriaci, fra cui Angelino Zeller, Campione del Mondo della categoria AL1. Questo incontro e scambio con gli atleti di un’altra squadra nazionale rappresenta un costruttivo ponte di confronto e un concreto stimolo per i nostri azzurri, chiamati a dare il proprio meglio di fronte ad atleti internazionali di alto livello.

 

 

Programma di gara:

Sabato 18 aprile:

Ore 10 qualifiche

Ore 17.00 finali a partire dalla categoria blind

Ore 19.00 cerimonia di premiazione

 

 

L’accesso al pubblico è libero e gratuito per tutte le fasi della manifestazione.

Sarà possibile seguire la diretta streaming delle finali della competizione sul canale ufficiale Climbing Tv di Sportface ai seguenti link:

SportFacehttps://tv.sportface.it/watch/0a0c0b00-b7f6-4227-83c3-0e06ca37dfd4

Link all’app: https://apps.apple.com/it/app/sportface/id6450705990

 

 

Passione, determinazione, capacità tecniche, gestione fisica e mentale del tracciato: gli ingredienti per una competizione di alta qualità ci sono tutti. Non resta che seguire le evoluzioni degli atleti in questa seconda tappa del circuito di Coppa Italia Para climbing, che si concluderà con la prova del 2-3 maggio a Roma.

Progetto Ospitar: valorizziamo insieme le seconde case

 

Le Amministrazioni Comunali di Ala di Stura e Balme lanciano ufficialmente il progetto “Ospitar“, un’iniziativa innovativa di ospitalità diffusa volta a trasformare il vasto patrimonio delle seconde case in una risorsa attiva per il territorio.
Il progetto, promosso da Città metropolitana di Torino come prosecuzione del programma europeo Interreg Alpine Space “BeyondSnow“, punta a costruire un sistema di locazione turistica professionale capace di generare indotto economico e nuovi servizi locali
I numeri raccolti sul territorio delineano un quadro di profonda trasformazione, dove la sfida demografica si intreccia strettamente con quella immobiliare. Siamo di fronte a una realtà in cui le seconde case superano ampiamente il numero dei residenti, un fenomeno che, se da un lato testimonia l’attrattività turistica storica, dall’altro pone interrogativi sulla futura gestione del patrimonio edilizio.

L’iniziativa si pone diversi traguardi:

  • Migliorare l’offerta turistica rispondendo alla domanda di esperienze autentiche.
  • Integrare il reddito familiare dei proprietari, aumentando l’utilizzo degli immobili.
  • Favorire la manutenzione e la riqualificazione del patrimonio esistente.
  • Generare nuove opportunità per il tessuto sociale ed economico (servizi di pulizia, accoglienza, manutenzioni).

Per illustrare i dettagli e i dati dell’analisi, sono previsti due incontri pubblici:

(Password Meeting: h9cRRWbWJ37)

  • Sabato 18 aprile 2026, ore 17.00: ad Ala di Stura, presso la Sala Consiliare (Piazza Centrale 22). Possibilità di collegamento on line al link https://meet.google.com/vpf-xxrk-cnu