Askatasuna, due condanne per l’assalto all’Unione industriale

Cinque mesi e dieci giorni di reclusione: è questa la condanna inflitta in appello a Sara Munari e Stefano Millesimo, tra i volti più noti dell’area antagonista torinese. I due, molto giovani e considerati tra i leader di Askatasuna, sono stati ritenuti responsabili per i fatti avvenuti durante una manifestazione contro l’Unione Industriali di Torino.

La decisione della corte d’appello ribalta l’esito del primo grado del maxi processo Askatasuna, in cui erano stati assolti. A distanza di pochi giorni, i giudici hanno invece riconosciuto una diversa ricostruzione degli eventi, individuando negli scontri con le forze dell’ordine un’azione non spontanea ma deliberata.

Secondo quanto emerge dagli atti ufficiali, la manifestazione non sarebbe degenerata casualmente, ma si sarebbe configurata come un’azione coordinata e ripetuta. Nelle carte si legge infatti che, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”, i due avrebbero partecipato ad aggressioni reiterate ai danni dei carabinieri impegnati nel servizio di ordine pubblico, utilizzando aste, bastoni e colpendo anche con calci e pugni.

Tentato omicidio al parcheggio: un arresto

I Carabinieri  hanno arrestato il presunto responsabile della sparatoria avvenuta lo scorso dicembre a Sommariva Perno, nel Cuneese.

L’episodio risale alla notte dell’11 dicembre, quando una lite scoppiata nel parcheggio del centro sportivo “Roero” è degenerata fino all’uso di un’arma da fuoco. Durante lo scontro, un uomo di 32 anni è stato raggiunto al torace da un proiettile esploso con un’arma di piccolo calibro.

La vittima, soccorsa dai sanitari del 118, è stata inizialmente trasportata in codice rosso all’ospedale di Verduno e successivamente trasferita a Cuneo. Dopo essere rimasta per un periodo in prognosi riservata, è stata infine dichiarata fuori pericolo.

La passione di Cristo secondo Jaquerio 

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO)

5-6 aprile 2026

 

 

A Pasqua e Pasquetta visita guidata agli affreschi del più grande esponente piemontese del gotico internazionale

 

 

La Salita di Cristo al Calvario è il capolavoro del pittore torinese Giacomo Jaquerio, maggior esponente del gotico internazionale, realizzata nella cappella adibita a sacrestia della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO) nel primo quarto del XV secolo. L’affresco mette in luce l’esperienza figurativa dell’artista nel confronto con i grandi temi della Passione di Cristo, centrali nella cultura artistica europea tra tardo gotico e primo Quattrocento. In questo senso la scena di Ranverso non è solo un racconto pittorico, ma si inserisce pienamente nella spiritualità legata ai riti della Settimana Santa, quando le immagini della Passione – attraverso pittura, predicazione e sacre rappresentazioni – diventavano strumenti di meditazione e coinvolgimento emotivo per i fedeli.

 

Ciò che contraddistingue questa raffigurazione rispetto agli altri affreschi della cappella è la resa dei personaggi che appare più realistica all’interno di una scena drammatica. Per accrescere nei devoti la meditazione e la partecipazione alla sofferenza della Passione di Cristo, Jaquerio ha infatti accentuato i caratteri patetici e drammatici della scena. Lo spazio non è reso con una visione prospettica corretta, ma il senso di profondità è ottenuto disponendo i personaggi ad arco e collocando il volto dei soggetti più arretrati in una posizione più elevata rispetto a quella dei personaggi che sono in primo piano.

Nella folla è evidente la contrapposizione tra il Bene il Male nella scelta di colori e in un certo tipo di gestualità. I personaggi che trattengono la croce o quello che tira Gesù con una corda presentano lineamenti talmente alterati e deformati che sembra abbiano quasi connotazioni non umane. Tra la folla, si riconoscono il fabbro, a cui i giudei si rivolgono per fabbricare i chiodi della croce di Cristo, nell’uomo che tiene in mano tre chiodi e un martello (la sua partecipazione agli eventi della Passione si trova in alcune rappresentazione teatrali popolari diffuse in Francia e Inghilterra) e Giuda con la barba e i capelli rossi (colore che richiama la violenza e le fiamme dell’inferno) e il vestito giallo per evocare il tradimento.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

5-6 aprile 2026, ore 15

La passione di Cristo secondo Jaquerio

Costo attività: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietto di ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

La cena sulla sabbia di Scabin: provocazione, cucina e Torino

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

A Torino le idee innovative sorprendono, soprattutto quando arrivano da uno chef che ha sempre fatto della provocazione e della sperimentazione la sua firma. La cena sulla sabbia di Davide Scabin non è solo un evento gastronomico, ma un modo di raccontare la cucina in maniera diversa, quasi teatrale, dove il piatto diventa esperienza e non solo qualcosa da mangiare. In una città elegante e abituata alla tradizione, Scabin continua a muoversi controcorrente, e forse è proprio per questo che da anni è uno dei nomi più conosciuti della ristorazione torinese e italiana.

Davide Scabin lavora a Torino e dintorni da moltissimo tempo ed è considerato uno degli chef che hanno cambiato la cucina italiana moderna. Il suo nome è legato soprattutto al ristorante Combal.Zero, per anni ospitato all’interno del Museo d’Arte Contemporanea al Castello di Rivoli, alle porte di Torino. Un luogo simbolico, perché univa arte e cucina, proprio come il suo modo di pensare i piatti. Scabin non è mai stato uno chef tradizionale: ha sempre cercato di sorprendere, di far parlare, di creare qualcosa che andasse oltre il semplice ristorante. Nel corso della sua carriera ha ottenuto le stelle Michelin, che sono il riconoscimento più importante per un ristorante. Le stelle Michelin non si ottengono facilmente: gli ispettori visitano i ristoranti in forma anonima e valutano la qualità degli ingredienti, la tecnica di cucina, l’originalità dei piatti, la personalità dello chef e la continuità nel tempo. Una stella indica un ristorante molto buono, due stelle indicano una cucina eccellente che vale la deviazione, tre stelle significano che vale il viaggio apposta. Scabin nel tempo ha conquistato le stelle grazie alla sua cucina innovativa e alla sua capacità di stupire.

Uno chef fuori dagli schemi nella città della tradizione

Torino è una città molto legata alla cucina tradizionale, ai piatti piemontesi, alla carne cruda, agli agnolotti, al bollito, ai vini delle Langhe. In questo contesto Scabin è sempre stato una figura un po’ diversa, quasi un personaggio. I suoi piatti più famosi, come il Cyber Egg o il Fassone al contrario, sono diventati celebri proprio perché rompevano le regole. La sua cucina mescola tecnica, ironia, tecnologia e memoria piemontese. Non è uno chef che vuole piacere a tutti, ma uno che vuole lasciare un ricordo.

Il suo ristorante non è mai stato un posto classico, con tovaglie eleganti e servizio ingessato. L’idea è sempre stata quella di far vivere un’esperienza, non solo una cena. Luci, musica, presentazione dei piatti, tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa dal solito ristorante torinese. Anche per questo molti lo considerano più un artista che un cuoco tradizionale.

La cena sulla sabbia: più di una provocazione

La famosa cena con la sabbia nasce proprio da questa idea di esperienza. La sabbia non è solo una scenografia, ma diventa parte del racconto della serata. L’idea richiama il deserto, il viaggio, qualcosa di primitivo e allo stesso tempo elegante. I tavoli vengono allestiti con la sabbia, l’ambiente cambia completamente e i piatti sono pensati per entrare in questo tema.

Il menu della serata non è un menu molto particolare. I piatti sono studiati per richiamare colori, consistenze e sensazioni legate alla sabbia e alla terra. Ci sono portate dove le consistenze sono croccanti, polverose, morbide, con contrasti tra caldo e freddo. Alcuni piatti vengono serviti direttamente sulla sabbia o su superfici che la ricordano. Non è solo cucina, è scenografia, racconto, sorpresa.

Si parla spesso di cucina sensoriale, e questa cena rientra proprio in questa idea: non conta solo il gusto, ma anche l’ambiente, l’odore, il modo in cui il piatto arriva al tavolo. È una cucina che vuole coinvolgere tutte le sensazioni, non solo il palato.

Il ristorante e l’idea di cucina come esperienza

Il ristorante legato a Scabin non è mai stato un posto fermo nel tempo. Ha cambiato luoghi, formule, idee, ma la filosofia è sempre rimasta la stessa: sorprendere. Un ristorante unico dove può succedere qualcosa di diverso ogni volta. Torino negli ultimi anni è diventata una città gastronomica molto importante, con tanti ristoranti di livello, ma Scabin resta uno dei nomi che hanno reso la città famosa anche dal punto di vista della cucina creativa.

La sua cucina parte spesso da piatti piemontesi, ma li trasforma, li smonta e li rimonta in modo diverso. In un panorama dove molti ristoranti puntano sulla tradizione pura, lui ha sempre scelto la strada dell’innovazione.

Torino, la cucina e gli chef che fanno parlare

Torino negli ultimi anni è cambiata molto dal punto di vista gastronomico: una città di chef, di sperimentazione e di ristoranti moderni. Scabin rappresenta proprio questa parte della città, quella più creativa e meno legata alle regole.

La sua figura divide sempre un po’: c’è chi lo considera un genio e chi pensa che sia troppo provocatorio. Ma sicuramente è uno degli chef che hanno segnato la cucina torinese degli ultimi vent’anni. E la cena sulla sabbia è perfettamente nel suo stile: un’idea che fa discutere, incuriosisce e attira persone che non cercano solo una cena, ma qualcosa da raccontare.

Alla fine forse è proprio questo il punto. Non si va a una cena del genere solo per mangiare, ma per vivere una serata diversa dal solito, per vedere cosa si è inventato questa volta uno degli chef più particolari legati a Torino. E in una città elegante e un po’ riservata come Torino, anche una cena sulla sabbia può diventare un evento di cui tutti parlano.

NOEMI GARIANO

Polizia Locale su due ruote, pattuglie in bicicletta in alcune aree verdi di Torino

 

Agenti della Polizia Locale pattugliano parchi, aree verdi e piste ciclabili su due ruote. È partito in via sperimentale, da alcuni giorni, il servizio organizzato dall’Aliquota Pronto Impiego Nord, che prevede tra i servizi di pattuglia sul territorio della Quinta Circoscrizione anche due agenti in bicicletta. In questa prima fase sperimentale, il servizio si snoderà tra i giardini pubblici, le piste ciclabili della circoscrizione e anche nel Parco della Pellerina. Gli agenti impegnati nel servizio hanno così la possibilità di sorvegliare i parchi e le piste ciclabili con un mezzo sostenibile che permette loro di spostarsi agevolmente e con discreta velocità nelle aree verdi.

Tra gli obiettivi dei civich a due ruote ci sarà quello di sviluppare un servizio di prossimità per i cittadini che frequentano i parchi. Gli agenti raccoglieranno eventuali segnalazioni di necessità di manutenzioni, vigileranno sulle soste irregolari sulle piste ciclabili, su atti di vandalismo e situazioni di degrado, sempre in contatto con la centrale operativa e con tutte le altre pattuglie presenti sul territorio.

Con l’arrivo della bella stagione il servizio potrà essere potenziato con più turni e agenti impegnati.

 

 

Domenica 29 marzo si corre la Deejay Ten. Previste modifiche viabili

Domenica 29 marzo torna a Torino la Deejay Ten, gara podistica non agonistica organizzata dall’emittente radiofonica Radio Deejay. Saranno due i percorsi possibili, da 10 km e da 5 km con partenza e arrivo in piazza Castello, dove sarà allestito anche il Deejay Village (lato Prefettura).

PERCORSI

Percorso da 10 km con partenza alle 9,30
Via Pietro Micca (PARTENZA all’angolo con piazza Castello), piazza Castello, viale 1° Maggio, viale dei Partigiani, corso San Maurizio (km 1), via Giovanni Francesco Napione (km 2), corso Regina Margherita, piazzale Regina Margherita, Lungo Po Alessandro Antonelli (km 3,4), Ponte Sassi, piazza Alberto Pasini, corso Casale (km 5,6,7), Ponte Vittorio Emanuele I, Murazzi del Po Gipo Farassino (km 8), corso Cairoli, Lungo Po Armando Diaz (km 9), piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello (ARRIVO).

Percorso da 5 km con partenza alle 9,40
Via Pietro Micca (PARTENZA all’angolo con piazza Castello), piazza Castello, viale 1° Maggio, Rondò Rivella, corso San Maurizio (km 1), via Giovanni Francesco Napione (km 2), corso Regina Margherita, Lungo Po Niccolò Machiavelli, Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione (km 3), piazza Vittorio Veneto, via Po (km 4), piazza Castello (ARRIVO).

DIVIETI DI TRANSITO

Il divieto di transito è previsto per tutte le categorie di veicoli con l’eccezione per i veicoli delle Forze di Polizia, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, del 118 e dell’organizzazione specificatamente dalla stessa autorizzati, su tutto il percorso della Deejay Ten (10 Km) e della Deejay Five (5 Km) dalle 8.45 sino a cessate esigenze.

Divieto di transito veicolare dalle 4 alle 14 e comunque sino a cessate esigenze anche in piazza Castello, per tutto il piano viabile, compresa la corsia riservata GTT e in via Viotti, via Monte di Pietà tra via Viotti e via XX Settembre, via Barbaroux tra via Pietro Micca e via XX Settembre e via Pietro Micca tra via XX Settembre e piazza Castello.

STRADE CHIUSE
  • Corso Regina Margherita tratto Vanchiglia – Ponte in direzione fiume Po;
  • Corso Tortona tratto Belgio – Ponte Regina Margherita in direzione fiume Po;
  • Corso Casale tratto Pasini – Gran Madre in direzione Moncalieri;
  • Corso Casale tratto Aurelio – Borromini entrambe le direzioni;
  • Corso Cairoli in direzione Piazza Vittorio Veneto.

La chiusura avverrà in concomitanza con la chiusura dei percorsi e fino a cessate esigenze.

DIVIETI DI SOSTA

Divieti di sosta con rimozione forzata per tutte le categorie di veicoli in: dalle 7 di giovedì 26 marzo alle 19 di domenica 29 marzo in piazza Castello, area allestimenti, piazzale pedonale; dalle 7.30 del 26 marzo alle 14 del 29 marzo in corso San Maurizio, lato nord della carreggiata laterale sud e area di sosta su banchina alberata del controviale del tratto Rondò Rivella e viale di Partigiani; dalle 7 del 28 marzo alle 14 del 29 marzo in piazza Castello, area pedonale fronte Galleria Subalpina e sulla banchina del Teatro Regio; dalle 20 del 28 marzo fino a cessate esigenze del 29 marzo in corso Casale 195, area parcheggio Parrocchia Madonna del Pilone, tratto lato carreggiata; dalle 00.30 alle 14 del 29 marzo in: piazza Castello, carreggiata sud, tratto Roma-Po; corso San Maurizio, lato sud del controviale sud tratto Rondò Rivella e viale dei Partigiani; viale Primo Maggio; viale Partigiani, ambo i lati; lungo Po Macchiavelli, tutto; piazza Pasini, carreggiata laterale sud da ponte di Sassi a corso Casale comprese aree di sosta al di fuori della carreggiata lato sud e lato fiume Po; dalle 00.30 del 29 marzo fino a cessate esigenze, divieto di sosta (rimoz. Forzata) anche in corso Casale, ambo i lati tratto da piazza Marco Aurelio a piazza Borromini;

PONTI CHIUSI

Dalle 9 a dopo le 11 e comunque sino a cessate esigenze:

  • Ponte Regina Margherita;
  • Ponte Sassi in direzione collina;
  • Ponte Vittorio Emanuele I (Gran Madre).
PONTI APERTI
  • Ponte Umberto I;
  • Ponte Isabella;
  • Ponte Balbis;
  • Ponte Sassi (in direzione corso Belgio).
PARCHEGGI

Interrato via Roma
Il 29 marzo chiusi gli ingressi su piazza Castello (dalle 6) e uscita su via Viotti (dalle 4), sino a cessate esigenze.

AREE TAXI

Area di piazza Castello fronte Galleria Subalpina: sospensione dalle 7 del 28 marzo fino a cessate esigenze del 29 marzo; area di piazza Castello/via Pietro Micca: sospensione dalle 4 alle 14 e fino a cessate esigenze del 29 marzo.

TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico transitanti nelle aree interessate dalla manifestazione subiranno deviazioni. Per dettagli sulle linee deviate è possibile consultare il sito internet di GTT: https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12572-manifestazioni-podistiche-deejay-ten-e-deejay-five-variazioni-linee-domenica-29-marzo

È sospesa la via riservata ai mezzi pubblici in via XX Settembre, tra via Pietro Micca e corso Regina Margherita dalle 8,45 alle 12 del 29 marzo e fino a cessate esigenze.

DIVIETO DI VENDITA E DETENZIONE CIBI E BEVANDE IN CONTENITORI IN VETRO O METALLO

Dalle 6 di domenica 29 marzo e sino a cessate esigenze, sarà vietata la vendita, la cessione a qualsiasi titolo, anche da distributori automatici, il consumo e la detenzione in luogo pubblico di cibi e bevande contenuti in contenitori che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità nell’intera area di piazza Castello.

TorinoClick

Grandi eventi, “Torino Time” per la Fondazione Molinette

Si è tenuta  nei giorni scorsi la consegna ufficiale alla Fondazione Ricerca Molinette di una donazione di 12.272 euro, raccolti nell’ambito del concerto “Torino Time”, organizzato dalla Città di Torino in occasione del Capodanno. A consegnare il maxi-assegno simbolico, all’Ospedale Molinette di Torino, l’assessore ai Grandi eventi e Turismo Domenico Carretta.

“Siamo orgogliosi di vedere come i grandi appuntamenti della nostra città sappiano trasformarsi in gesti concreti di solidarietà – dichiara l’assessore ai Grandi eventi e Turismo Domenico Carretta – La donazione di oggi alla Fondazione Ricerca Molinette dimostra che siamo una comunità che si prende cura del proprio futuro e che il successo di un evento si misura anche dalla sua capacità di generare bene comune. Il meccanismo della cauzione si è rivelato una scelta vincente: non solo perché ha garantito una gestione efficiente delle prenotazioni, ma perché ha permesso di trasformare le mancate partecipazioni in un’opportunità di sostegno alla ricerca”.

Il concerto “Torino Time”, che ha animato l’Inalpi Arena lo scorso 31 dicembre, era accessibile gratuitamente previa prenotazione dei biglietti, con cauzione di 5 euro: tale somma è stata poi restituita agli spettatori presenti, mentre è stata trattenuta, a titolo di cauzione, per chi non ha partecipato all’evento, andando a costituire la somma devoluta oggi alla Fondazione Ricerca Molinette.

Il presidente della Fondazione Ricerca Molinette, Massimo Segre, aggiunge: “La Città di Torino ha fatto una scelta di grande valore: collegare un momento di comunità, di festa, a un impegno concreto per la salute. Questa donazione andrà per intero al nostro Bando per la ricerca d’eccellenza sulle patologie dell’invecchiamento: un campo in cui ogni scoperta migliora la vita di tutti, perché invecchiare riguarda ciascuno di noi. Investire oggi nella comprensione di queste patologie significa lavorare per garantire una migliore qualità della vita per tutta la nostra comunità”.

La Città di Torino ha inoltre sostenuto la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro con una donazione di 5.920 euro, pari al ricavato della vendita dei biglietti, a prezzo simbolico, del concerto “Torino sei Regio!” del 1° gennaio 2026, al netto delle commissioni.

TorinoClick

“Calvarium”, nella sera del “Giovedì Santo”

Una Pasqua laica al “Teatro Baretti” di Torino con la performance di Sara Lisanti

Giovedì 2 aprile, ore 20

La “Passione” del Cristo Redentore teatralmente tradotta con stupefacente scenica gestualità: dal tradimento di Giuda e dall’arresto nel Giardino dei “Getsemani”, alla dolorosa salita e al supplizio del “Golgota” o “Calvario” (“Luogo del cranio”), la collina vicino a Gerusalemme dove Gesù fatto uomo fu crocifisso per la salvezza dell’Umanità e poi accolto fra le braccia materne in uno “scultoreo” gesto di ultima tragica “Pìetas”, fino alla Resurrezione e alla salita ai Cieli fra le braccia del Padre. E’ un lungo e straziante percorso, quello proposto in scena al “Teatro Baretti” di Torino, giovedì 2 aprile (sera del “Giovedì Santo”, ore 20) in “Calvarium”, spettacolo di “profonda intensità emotiva”, ideato e proposto dall’“artista visiva” e “body performer” salernitana – di stanza a Torino – Sara Lisanti.

La perfomance sarà seguita da un momento di confronto con il pubblico e si inserisce come terzo tassello della “Piccola Rassegna Culturale Torinese”, un progetto curato dal “Circolo Arci Sud” con il patrocinio della “Circoscrizione 8”, che quest’anno indaga le complessità della “contemporaneità”, perfettamente espresse dall’emblematico e provocatorio sottotitolo “In scena lo scomposto dramma della nuova società sabauda + cultura – paura”. In una serata densa di significati come quella del “Giovedì Santo”, a ridosso delle festività pasquali, la scena di via Baretti 4 diventa “il luogo di una narrazione corporea che ripercorre le tappe della Passione, spogliando il racconto della sua esclusiva veste religiosa per metterne a nudo la componente antropologica”.

E non poteva che essere così, con un’interprete, autrice e attrice protagonista sul palco, come Sara Lisanti, formatasi quale trapezista alla “Scuola di Circo Flic” e che, in scena, porta un’“estetica materico-concettuale” che le è già valsa prestigiosi riconoscimenti internazionali come l’“Azores Fringe Award” e il “Gothenburg Fringe Award” nel 2023. In “Calvarium”, a mettersi totalmente in gioco, quale “unico e polivalente strumento espressivo” è dunque, e proprio, il “corpo”, forma muta ma potentissima” nella sua intrigante e fantasiosa capacità di evocare simboli universali come la “stola di porpora”, la “Sindone” e l’“incenso”. L’opera guarda a Gesù innanzitutto come “uomo”“indagando – sottolinea Sara – la tenacia di un individuo che resta fedele al proprio credo fino a lasciarsi fare a brandelli, trasformando la sofferenza in una critica allegorica e in una riflessione sulla coerenza personale che supera i confini del dogma”.

L’intento o, se vogliamo, il messaggio – all’interno di un discorso complessivo sulla potenzialità di offrire visioni audaci sul “presente” attraverso i linguaggi del corpo e dell’immagine – è quello di esplorare il permanente aspetto umano nell’ardua impresa del non cedere al “sacrificio”, a qualunque pur doloroso “sacrificio” e a qualunque pur dolorosa “convinzione” estrema.

In quest’ottica “Calvarium” vuole essere “un racconto attraverso il corpo – sottolinea il direttore artistico, Max Borella – del dolore derivato dalla tenacia delle proprie convinzioni e delle proprie idee. Una Pasqua laica dove l’uomo (il Cristo che si è fatto uomo) viene prima della figura divina”. Al termine della rappresentazione, il pubblico, come detto, avrà l’opportunità di trattenersi in sala per un dialogo aperto con l’autrice, per un momento di confronto diretto atto ad approfondire le tematiche di uno spettacolo che promette di essere “un’esperienza celebro-visiva totale, capace di parlare alla sensibilità di credenti e laici attraverso la forza universale dell’arte performativa”.

Per info“Cineteatro Baretti”, via Baretti 4, Torino. Solo su “whatsapp” 351/9288169 o circolo.sud@gmail.com

g.m.

Nelle foto: immagini di scena

In Piemonte la Conferenza delle Alpi

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La Regione Piemonte ha ospitato il 25 e 26 marzo l’83ª seduta del Comitato permanente della Conferenza delle Alpi, organismo inserito nell’ambito della Convenzione sottoscritta nel 1991 e che include Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia, Svizzera e con l’obiettivo di promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile del territorio interessato.

Sono state le politiche innovative della Regione sui temi della tutela del patrimonio alpino e della sua valorizzazione alla base della scelta della Presidenza della Convenzione di svolgere a Torino questo consesso, che ha visto la partecipazione di delegazioni internazionali, osservatori e stakeholder europei.

In apertura dei lavori i saluti istituzionali dell’assessore regionale Marco Gallo, che ha esposto le buone pratiche del Piemonte su nuova residenzialità montana e sviluppo sostenibile della montagna e spunti di riflessione nel declinare gli argomenti all’ordine del giorno: dalla tutela e valorizzazione della cultura alpina alle interconnessioni logistiche, la demografia, il monitoraggio del clima, la biodiversità: «Ospitare a Torino l’83° Comitato permanente della Convenzione delle Alpi è per il Piemonte un riconoscimento concreto del lavoro che stiamo portando avanti sui nostri territori montani. Le Alpi sono parte determinante della nostra identità, con tutte le sfide che questo comporta, dallo spopolamento all’adattamento climatico, dalla tutela della biodiversità alla tenuta delle comunità locali. Come Regione Piemonte stiamo investendo su più fronti: dalla Strategia per le Montagne alle 12 Green Communities finanziate per 23 milioni di euro, fino all’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e al secondo Stralcio della Strategia climatica, dedicato proprio alla montagna. Il confronto internazionale è un’occasione preziosa per misurare queste esperienze con quelle degli altri Paesi alpini e per rafforzare una cooperazione che, su temi come biodiversità, clima e cultura alpina, non può che essere transnazionale».

Il direttore generale Affari Europei, Internazionali e Finanza sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Alessandro Guerri, presidente del Comitato permanente, ha illustrato gli sviluppi del Programma 2025-2026, sottolineando la stretta collaborazione tra i gruppi di lavoro tematici, la raccolta di oltre 80 buone pratiche di adattamento locale ai cambiamenti climatici e le iniziative a favore della biodiversità e delle foreste.

La due giorni è stata focalizzata sulla presentazione dell’avanzamento dell’11° Rapporto sullo Stato delle Alpi, con focus sulle problematiche ambientali (che vedono il Piemonte attivo nel monitoraggio dei ghiacciai, del permafrost e del ciclo dell’acqua), sulla redazione del Piano d’azione per la biodiversità alpina e sul confronto sulle sfide future, incluse le prospettive della Presidenza tedesca, che punterà sulla comunicazione del rischio e sulla gestione delle emergenze in ambiente montano.

ORMA Tracce d’Artista in Langhe, Monferrato e Roero

L’Ente Turismo Langhe, Monferrato e Roero presenta la nuova edizione di “Orma. Tracce d’artista  in Langhe, Monferrato Roero”, itinerario che da maggio a novembre 2026 mette in rete  e fornisce valore alle sue progettualità  dando espressione alla migliore vitalità del territorio.

“Orma. Tracce d’artista in Langhe Monferrato e Roero” è  il segno che riunisce in un’unica intenzione le realtà territoriali che, sviluppatesi autonomamente  e ciascuna con una propria modalità,  portano l’arte contemporanea e la residenzialità d’artista  a dialogare con il territorio.
La progettualità è orientata alla valorizzazione di eventi  e manifestazioni artistiche nate e cresciute in questi tre territori, capaci di esaltare i luoghi ospitanti, diventare risorsa turistica e motivazione al viaggio, restituendo alla comunità una vera e propria legacy.

Nel 2026 ORMA si arricchirà con l’ingresso di tre Comuni caratterizzati dalla presenza di opere e progetti di arte contemporanea, il Comune di Canelli, che ospiterà da giugno 2026 un’opera d’arte di Maria Theresa Alves in partnership con il castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea  e l’Associazione per la Tutela dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, e i Comuni di Neviglie e Roddino, uniti nel progetto transfrontaliero Italia/Francia Prospettive/Perspectives,  in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson. È anche stato avviato un dialogo con la Collezione Fondazione San Patrignano e Associazione Genesi.

Mara Martellotta