Tutta la poesia di Torino in questa foto scattata da Stefano Zanarello. Inviateci le vostre foto e segnalateci notizie, curiosità ed eventi a Torino!
In queste polpettine con semi speciali troverete il buono, prima di tutto (perché questo è il punto di partenza obbligatorio). Ma vediamo il resto: non ci sono ingredienti che possono provocare allergie, piacciono ai bambini ma anche agli adulti, hanno poche calorie e pochi grassi, e sono perfette anche per chi vuole mangiare in modo leggero e attento al benessere… Ve le consiglio come aperitivo, ma anche come secondo piatto in questa stagione dove si cercano sempre di più cose fresche, adatte all’estate. E leggete oltre, per capire come mai vi dico che nessuno è escluso e perchè i semi sono speciali!
Tempi: Preparazione (20 min); Cottura (20 min);
Attrezzatura necessaria: Robot tritatutto per semi, 1 ciotola, teglia da forno antiaderente, coltello a lama liscia e tagliere
Difficoltà (da 1 a 3): 1
Costo totale: 6,25 €/kg

Per l’impasto delle polpettine:
Per la cottura:
Sale a fine cottura
Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link.
In caso di allergie…
Allergeni presenti: Nessun allergene tra quelli indicati nel Reg. 1169/11.
Preparazione
Se siete di fretta, potete usare le lenticchie in scatola, che andranno però scolate, sciacquate e passate in padella con un poco di cipolla, olio di oliva e sale, per insaporirsi bene. Lasciatele raffreddare prima di utilizzarle per preparare le vostre polpettine con semi speciali. Potete macinare voi i semi di lino e i semi di chia e ottenere due farine profumatissime, se avete un robot con una buona potenza. Eliminate i rametti dalle erbe aromatiche e tritatele insieme finemente con il coltello a lama liscia.
In una ciotola mescolate quindi tutti gli ingredienti: otterrete un impasto un pò appiccicoso. Lasciatelo riposare almeno 20 minuti e vi accorgerete che diventerà compatto al punto giusto per formare delle polpettine che non si incolleranno neanche alle vostre mani.
Infarinate bene le polpettine con la farina di riso integrale e trasferite sulla teglia da forno che avrete già oliato. Agitate la teglia in modo che le polpettine si bagnino di olio su tutta la superficie (non si deve più vedere il bianco della farina) e infornate a 180° C (modalità ventilata) per 20 minuti o poco meno. A metà cottura, date una scossa alla teglia in modo che le polpette di girino e quindi si crei la crosticina di cottura su più lati. Le vedrete sfrigolare leggermente e, a cottura ultimata, dovrete sentire che sono leggermente croccanti. Sfornate e salate leggermente. Lasciate raffreddare almeno mezz’ora prima di mangiarle.
Queste polpettine diventano compatte al punto giusto raffreddandosi; vanno quindi mangiate a temperatura ambiente.
Carne sì, carne no? Io non consiglio mai risposte del tipo “o bianco o nero”. Consiglio invece di alternare, a meno che non ci siano motivi personali che ci spingono ad essere più rigorosi. Ciò che conta di più è sapere di avere delle alternative. È così che, una volta ogni tanto, si può includere anche una ricetta di un secondo che non sia a base di carne. Qui la proposta è ceci, noci e spinaci, ma se in frigorifero ci sono altri ingredienti (ad esempio i broccoli al posto degli spinaci, oppure le lenticchie al posto dei ceci) la ricetta sarà perfetta comunque. È il principio dell’utilizzare quello che si ha a disposizione in quel momento, che a volte rischia di finire gettato. I vantaggi? Risparmio: di tempo e di denaro.
Tempi: Preparazione (5 min); Cottura (20 min in forno oppure 10 in padella);
Difficoltà (da 1 a 3): 1
Costo totale: 6 €/kg
Attrezzatura necessaria: Tagliere e coltello a lama liscia, robot mixer tritatutto, leccapentole, ciotola di medie dimensioni, padella antiaderente da 26 cm, paletta di legno per non rigare la padella
· Ceci cotti e sgocciolati – 200 g
· Noci sgusciate – 60 g (2 o 3 a testa)
· Spinaci cotti – 60 g (70 topinambour)
· Uovo intero – n. 1
· Cipolla – 60 g
· Aglio – 1 pezzetto (1,5 g)
· Olio e.v.o. – 2,5 cucchiai (25 g)
· Rosmarino (meglio fresco) – 1 rametto (5 g)
· Prezzemolo (meglio fresco) – 10 g
· Sale fino integrale – 1 cucchiaino (5g)
· Pepe – 1 macinata generosa
· Farina di semi di lino – 80 g (60)
· Farina di mais – 50 g (40)
· Farina di riso: q.b. per infarinare gli hamburger
Valori nutrizionali: rispetto ad un tradizionale hamburger di carne che si può trovare in commercio, troviamo il 75% in meno di grassi saturi (i responsabili di un innalzamento del colesterolo).
In 100 g di questo hamburger c’è una quantità di fibre circa 3-4 volte superiore rispetto a 100 g di una carota.
Le noci sono ricche di Vitamina E, utile a contrastare la formazione dei radicali liberi.
Grazie alle noci e ai semi di lino, ci garantiamo la dose giornaliera raccomandata (RDA) di acidi grassi Omega 3 (la stessa quantità in un filetto di salmone) = riduzione del rischio di malattie cardiovascolari.
Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link.
In caso di allergie… Allergeni presenti: Uova
Come si preparano gli hamburger di ceci e nociDa tenere in dispensa: noci già sgusciate. Le noci sgusciate non sono necessariamente di qualità inferiore rispetto a quelle intere. Per saperne di più vi rimando a questo link. In frigorifero: Tenete sempre pronta qualche cipolla e qualche spicchio d’aglio già sbucciati. La farina di semi di lino si può preparare una volta al mese e conservare in frigorifero.
Nel surgelatore: meglio acquistare il prezzemolo in primavera-estate, lavarlo, tritarlo subito e poi conservarlo nel freezer per tutto l’inverno.
Strappate le foglioline di rosmarino dal gambo e tagliatele a piccoli pezzetti con un coltello a lama liscia. Nel contenitore del robot mixer mettete tutti gli ingredienti tranne le farine (di lino e di mais). Tritate a massima velocità fino ad ottenere un composto cremoso (va benissimo che resti qualche pezzetto intero). Aggiungete la farina di semi di lino e la farina di mais e mescolate ancora con il robot. L’impasto dovrà risultare morbido ma non appiccicoso. Se necessario, aggiungete altra farina di semi di lino.
Trasferite l’impasto in una ciotola, formate con le mani delle palline e schiacciatele fino ad ottenere la forma di un hamburger. Con la farina di riso, impanate gli hamburger da entrambi i lati.
In padella: Scaldate un poco di olio di oliva nella padella antiaderente, insieme ad un rametto di rosmarino lasciato intero. Sistemate gli hamburger nell’olio caldo e fate rosolare per 5 minuti a fuoco medio basso, senza girare. Con la paletta girate quindi gli hamburger sull’altro lato e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
In forno: su una teglia con carta da forno, versate olio sulla carta, sistemate sopra gli hamburger e oliate ancora leggermente. Cuocete in forno ventilato a 180° C per 20 minuti.
Servite caldi, insieme ad un contorno di verdure e/o un cereale.
Impasto prima della cottura: 1 giorno in frigorifero (c’è l’uovo crudo)
Hamburger cotto: 3 giorni in frigorifero; 3-6 mesi in surgelatore.
Farina di semi di lino: 1 mese in frigorifero, ben chiusa in contenitore scuro.
I ceci si possono sgocciolare e sciacquare 24-48 h max prima dell’uso (tenere quindi in frigorifero)
In questa foto di Stefano Zanarello il Monte dei Cappuccini si accende di blu, mentre la foschia diffonde i raggi di un tramonto, creando un’atmosfera surreale che si riflette nelle acque del Fiume Po.
Inviateci le vostre foto: saremo felici di pubblicarle.
Chi non ha sentito, almeno una volta, quel profumo di nocciole e mandorle tostate passando vicino a uno di quei chioschetti colorati del Luna Park? Di questi tempi certamente non è possibile ritrovarlo andando in giro e anche la Befana quest’anno dovrà darsi parecchio da fare per trovare i suoi dolcetti. La cosa positiva è che questo croccante di frutta secca si può fare molto facilmente anche in casa, con pochissimo lavoro! È incredibile il profumo che si diffonderà piacevolmente durante la preparazione. Da far tornare bambini (e in questo periodo, tutto sommato, non è poi così male). Perfetto anche per la calza della Befana, i piccoli lo adoreranno, anche come merenda da portare a scuola. Dolcissimo ma senza zucchero: vediamo come è possibile e quali sono i vantaggi.
Tempi: Preparazione (10 min); Cottura (20 min)
Attrezzatura necessaria: Teglia da forno, carta da forno, contenitore da 25 cm diam., robot da cucina tritatutto.
Croccante, gli ingredienti per 4 persone:Difficoltà (da 1 a 3): 1
Costo totale: 2,35 €
Tritate molto grossolanamente le mandorle e le nocciole insieme, usando un robot da cucina a lama. Se non avete un robot potete anche usare tagliere e coltello, ma ci vorrà più tempo. Versatele nel contenitore insieme ai fiocchi d’avena e al malto di riso. Mescolate tutto con un cucchiaio. Il risultato è una miscela molto appiccicosa: tutto ok, è così che dev’essere!
Accendete il forno a 160-170° C e aspettate che sia caldo. Intanto stendete sulla teglia da forno la carta da forno. Ponete al centro l’impasto colloso e cercate di stenderlo con l’aiuto di un cucchiaio o di un mattarello sopra alla carta da forno. Lo strato deve essere sottile (circa 7-8 mm, non di più). Create già prima della cottura le tracce delle barrette che vorrete ottenere, in modo che i pezzi tagliati successivamente abbiano una forma un po’ regolare.
Cuocete il croccante per 20 minuti circa e poi estraete dal forno. A fine cottura l’impasto sarà ancora un po’ molle (diventerà croccante e non appiccicoso solo dopo essersi raffreddato completamente).
Il croccante può restare fuori frigo per anche una settimana, in un contenitore chiuso. Se per caso dopo qualche giorno notate che ha perso un po’ di croccantezza, vi basterà rimetterlo in forno per 5 minuti a 170° C. Una volta raffreddato tornerà perfetto!
Chi è La Cuoca InsolitaLa Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.
Tante ricette sono pensate anche per i bambini (perché non sono buone solo le merende succulente delle pubblicità). Restando lontano dalle mode del momento e dagli estremismi, sceglie prodotti di stagione e ingredienti poco lavorati (a volte un po’ “insoliti”) che abbiano meno controindicazioni rispetto a quelli impiegati nella cucina tradizionale. Usa solo attrezzature normalmente a disposizione in tutte le case, per essere alla portata di tutti.
Qui trovate il calendario corsi di cucina ed eventi con La Cuoca Insolita.
Dedico questa torta di mele morbida e profumata a tutti voi: a piccoli e grandi golosi, a chi cerca un dolce buonissimo ma molto più light del solito, a chi è attento alla linea. Ma la lista continua: questa torta è anche per chi è allergico a latticini, uova o ha problemi con il glutine, e (dulcis in fundo) a chi vuole concedersi un dolce senza preoccuparsi della glicemia. Lo so che penserete “ma non è possibile, come fa ad essere buona?”. Ero scettica anche io. Lo ammetto. Ma poi mi sono ricreduta. Vedrete, succederà anche a voi.
| Tempi: Preparazione (20 min); Cottura (50 min – 1 h max); | ||
| Attrezzatura necessaria: Robot tritatutto o minipimer, sbattitore elettrico con le fruste, 2 contenitori rotondi a bordi alti, teglia da forno da 24 cm (ciambella o teglia rotonda), forno, frusta a mano, cucchiaio. | ||
| Ingredienti per una torta da 12 persone:
1 Barattolo di Ceci (meglio in vetro) – vi serviranno 110 g del liquido interno Mele pelate – 670 g (circa 5 mele) Olio extra vergine di oliva – 60 g Per dolcificare*: Eritritolo (80 g) + Polvere di foglie di stevia essiccate (1,5 g = 1 cucchiaino raso) + zucchero (35 g = 4 cucchiai) Farine senza glutine: Farina di riso bianca o integrale (120 g) + farina di mandorle (90 g) + fecola di patate (90 g) Lievito vanigliato (22 g = 1 bustina + 1 cucchiaino pieno) Vanillina – 1 bustina
*La somma dei tre dolcificanti equivale a 150 g di zucchero |
Difficoltà (da 1 a 3): 1 | Costo totale: 6 €/kg |
| · Solo 4 cucchiai di zucchero in tutta la torta!
· Le calorie sono il 25% in meno rispetto ad una tradizionale torta di mele. · I grassi saturi sono il 75% in meno (i grassi saturi sono quelli che contribuiscono ad innalzare il livello del colesterolo cattivo). · La metà del peso di questa torta è fatta di mele! Vitamine e tante fibre. · Adatta a chi ha il diabete o vuole tenere la glicemia sotto controllo · l’Eritritolo e la Stevia sono due dolcificanti a zero calorie e zero zuccheri semplici. La stevia è una pianta che si può anche coltivare a casa. · Adatta in caso di allergia a latticini e uova: in questa ricetta non ce n’è traccia · Senza glutine: via libera anche in caso di celiachia. |
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Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link.
In caso di allergie…
Allergeni presenti: uova, frutta a guscio (mandorle)
Fase 1: PREPARAZIONI PRELIMINARI
Pelate le mele ed eliminate il torsolo. Del peso totale indicato in ricetta, prendetene 350 g che taglierete a spicchi sottilissimi (che immergerete poi nell’impasto della torta). Lasciate in grossi pezzi il resto delle mele (315 g).
Prendete il barattolo di ceci e scolate in un recipiente alto e rotondo il liquido interno (si chiama Aquafaba: leggete qui come è stato scoperto il suo impiego dallo chef Joël Roessel ). Riponetelo qualche minuto in freezer in modo che si raffreddi bene e poi, con lo sbattitore elettrico, montate a neve questo liquido insieme a un pizzico di sale, proprio come se fosse il bianco d’uovo! Non è incredibile cosa succede? Conservate l’Aquafaba montata in frigorifero fino all’uso.
FASE 2: L’IMPASTO
Frullate con il minipimer o il robot le mele (solo la parte che avevate lasciato a grossi pezzi) insieme all’olio, fino a ottenere una crema. Trasferite il composto nel contenitore rotondo e aggiungete i dolcificanti. Mescolate bene con lo sbattitore elettrico. Aggiungete quindi le farine, la vanillina, il lievito e mescolate bene.
Ora aggiungete al vostro composto l’Aquafaba montata a neve, versandola poco alla volta e mescolandola delicatamente dal basso verso l’alto con un cucchiaio di legno.
Versate tutto nella tortiera, già unta di olio e infarinata (farina di riso). Aggiungete ora le mele tagliate a fettine sottilissime, immergendole nell’impasto ma cercando di lasciarle in piedi. Spingetele verso il fondo della tortiera delicatamente con le dita.
FASE 3: LA COTTURA DELLA TORTA DI MELE
Nel forno già caldo a 170° C (meglio in modalità statica, non ventilata) mettete a cuocere la vostra torta di mele impossibile per circa 50 min (1h max). Fate la prova dello stecchino alla fine.
Lasciatela raffreddare completamente prima di sformarla. Cospargetela di zucchero a velo (potete prepararlo anche voi a casa, partendo dallo zucchero semolato o anche con l’eritritolo, frullandolo molto finemente).
CONSERVAZIONE
A temperatura ambiente: 3 giorni
In frigorifero: 1 settimana.
Diciamoci la verità: comprare gli spinaci freschi è scomodo, perché spesso sono sporchi di terra e si impiega tanto tempo a lavarli. Poi occupano molto volume e, quando devono cuocere, non ci stanno nella pentola. Alla fine, ne avevamo un sacchetto pieno, ci abbiamo messo un sacco di tempo per lavarli e, una volta cotti, ci resta solo una piccola pallina. Tutto vero, ma riavvolgiamo il film: proviamo a comprarli freschi lo stesso e a prepararli proprio come ho appena descritto. Poi assaggiamoli e confrontiamoli con quelli surgelati in busta. Quali sono i più buoni? Se poi vogliamo provarli crudi in insalata, conditi con olio, senape e succo di limone, non avremmo più alcun dubbio nella scelta. Ecco, questo è già un buon motivo per comprarli freschi. Ma ce n’è un altro: questa ricetta di plumcake salato si fa solo con quelli freschi e, guardando quella fetta, si capisce subito perché.
Tempi: Preparazione (15 min); Cottura (45 min); Difficoltà (da 1 a 3): 1
Attrezzatura necessaria: mezzaluna o coltello a lama liscia, tagliere, frusta da cucina o sbattitore elettrico, 1 ciotola grande, 1 teglia per plumcake, forno
Mettete ad idratare in un dito d’acqua per qualche minuto il lievito per torte salate e lasciate riposare a temperatura ambiente.
Lavate e tritate grossolanamente gli spinaci freschi. Tagliate a piccoli pezzetti i pomodori secchi e sminuzzate le noci a pezzetti. Per tutte queste cose vi consiglio una mezzaluna o un coltello a lama liscia, come ho usato io nella videoricetta.
Rompete le uova in una grande ciotola e sbattetele con la frusta o lo sbattitore. Unite il latte, mescolate ancora e poi unite l’olio, continuando a mescolare con la frusta. Unite quindi il lievito alimentare in scaglie e i pomodori secchi tagliati a pezzetti. Infine, unite la farina e amalgamate il tutto insieme al sale.
Ora aggiungerete le noci tritate sminuzzate, i ceci e infine gli spinaci. Mescolate anche con un cucchiaio.
Trasferite il composto in una teglia da plumcake unta (io ho usato l’olio) e infarinata. Livellate bene e infornate a 180° C (modalità statica) per 40-45 min. Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare.
Conservate in frigorifero, coperto, per 5 giorni.
Anche i dintorni di Torino offrono paesaggi mozzafiato.
Questo è il lago di Viverone, catturato nello scatto di Mario Alesina.
Settembre è il mese dell’uva fragola. Lo sa bene chi vive in campagna o chi fa la spesa al mercato dai contadini. La sua fama non è solo dovuta al fatto che è buonissima, ma anche perché nell’800 fu la salvezza del nostro patrimonio di vigneti. In quel periodo infatti le radici di molte vigne europee furono gravemente danneggiate da un insetto, la Fillossera. Le radici della pianta di uva fragola (o vite americana), invece, non erano vulnerabili a questo parassita. Fu così che si diffuse rapidamente la tecnica dell’innesto, ancora oggi in uso, con la quale si impianta la vite europea sull’apparato radicale della vite americana.
Ma veniamo alla tavola: l’uva fragola può essere usata per produrre il fragolino, ma è buona da mangiare anche come frutta (anche se è un po’ difficile separare i semi dalla polpa) oppure può essere impiegata per preparare il succo o per tante ricette dolci. Qui la vediamo qui protagonista di una confettura. E siccome una confettura così buona e naturalmente dolce (l’uva fragola contiene circa il 17% di zuccheri) non poteva restare tutta sola in un barattolo, ecco la ricetta dei biscottini farciti all’uva fragola. Un connubio delizioso, dove la dolcezza della confettura e una leggera nota di acidità dovuta al succo di limone sono contrastati dal profumo delle mandorle della pasta frolla. Biscotti saporiti, morbidi e molto leggeri, perché senza burro e preparati con soli due cucchiai di zucchero. L’ideale per una merenda sana e golosa (anche per i bambini) o per una coccola pomeridiana, magari davanti ad una tazza di tè.

Tempi: Preparazione (30 min); Cottura (15 min)
Attrezzatura necessaria: Estrattore di succo o centrifuga (oppure un passaverdure), casseruola media da 1 L circa e coperchio, vasetti di vetro per la confettura, contenitore a bordi alti, matterello, taglia-biscotti rotondo, teglia e carta da forno.
Difficoltà (da 1 a 3): 1 Costo totale: 6,50 €
Per 500 g di confettura:
Per i biscottini di pasta frolla speciale:
* dolcificante alla stevia: lo potete trovare anche nei supermercati, insieme agli altri dolcificanti. È una polvere bianca, che ha lo stesso aspetto dello zucchero. Sarebbe meglio usare le foglie di stevia essiccate, più naturali (potete produrle anche a casa vostra https://lacuocainsolita.it/ingredienti/stevia/), ma darebbero alla pasta frolla un colore meno invitante e in questa ricetta, quindi, non le consiglio.
Succo di limone (facoltativo) – 15 g
Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link).
FASE 1: LA PREPARAZIONE DEL SUCCO DI UVA FRAGOLA
Lavate l’uva fragola sotto l’acqua corrente e sgranate gli acini. Se avete un estrattore o una centrifuga, non vi resta che versare gli acini nella macchina per ottenere il succo. Se decidete di fare più di mezzo litro di succo, vi consiglio di ripulire la macchina almeno una volta a metà lavoro, perché i semi potrebbero rovinare la macchina o intasarla. Potete aggiungere il succo di limone, eliminando i semi (il limone da un po’ più di acidità che equilibra il sapore dolce dell’uva, ma è facoltativo).
Se non avete l’estrattore, mettete nella casseruola gli acini e schiacciateli con le mani in modo che si rompano il più possibile. Aggiungete il succo di limone. Accendete il fuoco a calore moderato e lasciate cuocere per circa 20 minuti. Passate quindi tutto al passaverdure per eliminare buccia e semi.
FASE 2: LA COTTURA
Ponete il succo e l’agar-agar nella casseruola, date una mescolata veloce e portate a bollore. Quando vedete le bollicine, abbassate il calore al minimo e lasciate cuocere per 10 minuti, coperto. Intanto sciogliete il kuzu in due cucchiai di acqua a temperatura ambiente. Passati i primi dieci minuti di cottura, aggiungete il kuzu sciolto nella casseruola, mescolate subito velocemente e fate cuocere ancora per 5 minuti a calore molto basso, sempre coperto. Se volete provare a vedere che la marmellata sia pronta, potete fare il test del cucchiaino o del piattino: metteteci un po’ di confettura e verificate dopo poco se, raffreddandosi, si è addensata. Versate quindi nei vasetti di vetro, chiudeteli e aspettate che si raffreddi del tutto (ci vorranno un paio d’ore).
FASE 3: I BISCOTTINI E LA FARCITURA
Mescolate insieme tutti gli ingredienti della pasta frolla fino a formare una palla morbida e compatta. Se l’impasto si divide, aggiungete pochissimo latte di riso. Lasciate riposare per mezz’ora in frigorifero, coperto con la pellicola. Stendete in strato spesso poco più di mezzo centimetro con un matterello, su un piano di lavoro infarinato con farina di riso. Formate dei biscottini rotondi e infornate a 160° C per circa 15 minuti. Resteranno morbidi e saranno irresistibili.
Ora, quando tutto sarà ben raffreddato (confettura e biscotti), spalmate su una metà di biscotto mezzo cucchiaino di confettura e poi chiudete con l’altra metà di biscotto.
Buon appetito!
Ecco quanto riportato nella premessa della proposta, condivisa da un gruppo di cittadini (presente per intero sul sito www.democraziasenzapartiti.it) che sembrerebbero intenzionati a costituire un Movimento nazionale di scopo per provare ad animare nuove prospettive politiche nazionali.
L’atto costitutivo è pronto ed anche il singolare codice etico che siamo riusciti ad ottenere e di seguito riportiamo per intero.
Sarà interessante, in questo quadro politico internazionale, dove, la sfiducia sempre più crescente nei confronti della politica, il primo partito sembrerebbe essere l’astensionismo, monitorare gli sviluppi di un progetto così ambizioso ed al tempo stesso rivoluzionario rispetto a quanto da noi conosciuto, proposto comunque con toni pacati, costruttivi e rispettosi di tutti.
La presente proposta, aperta a qualsiasi suggerimento, nel rispetto dei principi fondamentali espressi nella nostra costituzione, vuole provare a cambiare l’attuale paradigma della politica, sostituendo la centralità delle scelte oggi effettuate nelle segreterie di partito, con un sistema regolamentato che ponga, al centro, i Sindaci direttamente eletti dai cittadini, i Presidenti di Provincia o di Regione e il riconoscimento delle qualità personali dei candidati. I Sindaci, assumono il primo ruolo fondamentale nell’attuazione della riforma, sono loro le sentinelle dei territori, i principali punti di riferimento per i cittadini, quelli che conoscono i problemi delle loro comunità e cercano di risolverli.
L’obbiettivo è quello di riuscire a costruire una nuova democratica forma politica nazionale, più snella, competente e capace di durare nell’interesse del paese, è arrivato il momento di essere rappresentati in forma duratura, da persone considerate autorevoli o che possano acquisire tale importante qualità, in virtù delle loro competenze e azioni politiche strutturali a medio e lungo termine.
Dobbiamo dare ai cittadini maggiore fiducia e al tempo stesso far rispettare le regole con tempestività, affinché, l’educazione, la correttezza, l’onesta e la giustizia possano prevalere, non solo nel comportamento individuale e personale, ma come riconoscimento di valori fondamentali di una comunità. Di conseguenza, la maleducazione, la scorrettezza, la disonestà e l’ingiustizia devono essere fortemente combattute con un’adeguata gradualità rispetto alla gravità degli eventi.
Occorre confinare le campagne elettorali in momenti temporali limitati e definiti, cercando di alimentare tra i politici il confronto costruttivo sui problemi del paese, al fine di intendere anche insieme, soluzioni condivise nell’interesse dei cittadini e non del proprio schieramento politico. Il tutto, con il massimo rispetto per quello che è stato fatto nel passato da molti partiti, attraverso i loro rappresentanti, uomini e donne che hanno creduto negli ideali politici, lavorando per lo sviluppo economico e democratico del nostro paese.
Oggi, la politica evoluta attraverso i partiti nazionali, ha costruito una visione di appartenenza, dove spesso, la disciplina di partito, prevale sulla capacità e volontà personale. La condivisione dell’opinione di un avversario politico o di un programma, sul quale sviluppare argomenti comuni nell’interesse della collettività è un fatto raro. Da troppi anni, i cittadini vedono dissolvere tempo e denaro in parole e liti, percependo inoltre, uno scollamento tra la realtà della vita comune e la capacità della politica di dare risposte concrete alle tante esigenze della maggioranza della popolazione.
Il tanto atteso sistema meritocratico è quasi inapplicato, incagliato in una sorta di garantismo per tutti a tutela di tutti e di nessuno, la peculiare burocrazia del nostro paese, anch’essa a tutela di un meccanismo voluto da pochi e apprezzato da nessuno, non riesce ad essere definitivamente riformato nonostante le tante buone intenzioni di tutti.
Dobbiamo dare ai cittadini maggiore fiducia e al tempo stesso far rispettare le regole con tempestività, affinché, l’educazione, la correttezza, l’onesta e la giustizia possano prevalere, non solo nel comportamento individuale e personale, ma come riconoscimento di valori fondamentali di una comunità. Di conseguenza, la maleducazione, la scorrettezza, la disonestà e l’ingiustizia devono essere fortemente combattute con un’adeguata gradualità rispetto alla gravità degli eventi.
Ai cittadini, spetta il diritto di stabilire a maggioranza, quali sono gli uomini o le donne che, prestati alla politica, abbiano le capacità per ricevere la delega di legiferare le norme del nostro vivere quotidiano, delineando il futuro della nostra società.
La democrazia politica, legittimata con il voto, deve trasformarsi da una forma di governo decisa nelle segreterie dei partiti, esercitata con perenni contrapposizioni tra le parti, ad una forma di governo proposta dai rappresentanti dei cittadini sui territori, esercitata nella massima trasparenza con spirito costruttivo e nell’interesse delle comunità.
La proposta di trasformazione dei partiti/movimenti politici nazionali così come oggi sono strutturati, attraverso l’istituzione di due nuovi organi costituzionali “l’Assemblea Provinciale o Regionale dei Sindaci” e “l’Assemblea Nazionale delle Provincie o delle Regioni” costituisce la strada necessaria da percorrere per costruire una politica capace di confrontarsi nel rispetto delle opinioni altrui al fine di trovare insieme le soluzioni migliori per le comunità.
Gli elettori devono essere considerati la parte attiva delle scelte politiche e non un bacino attraverso il quale legittimare la propria candidatura fine a sé stessa.
È altrettanto importante sottolineare che, la politica, non è un fatto esercitato in modo astratto, bensì il frutto delle decisioni prese nei vari livelli istituzionali da donne e uomini ai quali, va comunque il merito di essersi “attivati”, per provare a dare il proprio contributo.
Criticare la politica senza interessarsi attivamente o senza approfondire le norme e le motivazioni alla base delle decisioni prese, è molto facile; diverso è credere di avere delle capacità da mettere al servizio della comunità, per migliorare il proprio comune, la propria provincia, regione o nazione.
Comprendere questo aspetto è fondamentale per capire l’importanza delle persone e non delle bandiere, generando una politica dove chi si attiva sia libero di valutare di volta in volta le proprie scelte e sia rispettato per le proprie decisioni.
Occorre creare la consapevolezza che ogni cittadino deve fare la sua parte, perché non ci sarà nessuna riforma che possa far migliorare una nazione, se gli uomini e le donne che compongono la società, non riconoscono le proprie qualità e i propri difetti e su di essi, maturino l’esigenza di un comportamento diverso, finalizzato a costruire una società basata su regole semplici, chiare, di buon senso e vicine alle esigenze del bene comune nel rispetto delle capacità individuali e collettive. Il nostro benessere, però, non può essere garantito solo da noi stessi: dobbiamo cercare e riconoscere nella società civile le qualità altrui, quelle capacità necessarie che possano garantire, attraverso il voto, la scelta di donne e uomini in grado di legiferare il nostro vivere quotidiano nell’interesse collettivo. Il senso di giustizia ed equità, la voglia intrinseca in ogni cittadino di vivere in una società capace di funzionare secondo regole condivise dalla maggioranza della popolazione, deve potersi realizzare pienamente, se non vogliamo essere sopraffatti dall’ingiustizia, dalla burocrazia e dall’individualismo.
IL CODICE ETICO
OBBLIGHI DI COMPORTAMENTO:
Tutti gli iscritti siano essi associati con ruoli interni, elettivi, istituzionali, di governo o affiliati, si impegnano nell’attività associativa, in relazione alle personali predisposizioni, competenze e disponibilità, perseguendo e rispettando le finalità e i principi associativi, concorrendo, ognuno in base al proprio ruolo, alla realizzazione degli indirizzi politici secondo i principi generali espressi nel testo DEMOCRAZIA SENZA PARTITI ed eventuali evoluzioni, osservando nell’esercizio del proprio ruolo associativo e/o politico i seguenti comportamenti: