ilTorinese

Chiusa San Michele, il sindaco Cantore: “È urgente completare il canale scolmatore”

Il completamento del Canale scolmatore che consiste nella realizzazione dello scarico in dora del Bacino di laminazione situato tra il comune di Chiusa di San Michele e il comune di Vaie, è fermo ormai da diverso tempo.
Le cause sono dovute ai ritardi burocratici da parte di RFI nel dare il parere preventivo al fine dell’aggiornamento dell’autorizzazione alle opere e da parte di ANAS nel dare il rinnovo del nulla osta per l’attraversamento lungo la S.S. 25.
Questo importante intervento di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico dell’abitato dei due Paesi viene avviato negli anni dopo l’alluvione del 2000.
Dal 2018 diviene ente attuatore la Città Metropolitana di Torino che accerta l’importo di € 1.870.200 per il completamento dell’opera.
Ad oggi lo scarico delle acque che dai rii della montagna si riversano nel bacino per essere poi dirottati in Dora non è completato e il Comune di Chiusa di San Michele rischia il suo allagamento se si dovessero verificare eventi alluvionali.
Non si può più aspettare, la sicurezza dei Cittadini e dell’abitato deve essere garantita nel più breve tempo possibile.
Per queste motivazioni sabato 12 aprile alle ore 11.00 presso il Bacino di laminazione (tra il comune di Chiusa di San Michele e il Comune di Vaie, ingresso S.S. 25 del Moncenisio) organizzeremo un momento di sensibilizzazione pubblica dove le nostre Amministrazioni, insieme alla Città Metropolitana di Torino, esprimeranno, con una conferenza stampa, la loro preoccupazione e la richiesta urgente di portare a completamento questi importanti lavori.

Il Sindaco di Chiusa San Michele
Riccardo Cantore

Ristorazione in ripresa, ma calano le imprese e si cerca personale qualificato

Luci e ombre: + 1,6% rispetto al 2023, ma diminuiscono le imprese ed è caccia al personale qualificato. 22.868 pubblici esercizi in Piemonte, di cui oltre 12.000 a Torino e provincia. 68.668 addetti in Piemonte, di cui 30.801 nel Torinese.

 

Torino, 11 aprile 2025 – Il settore della ristorazione a Torino e in Piemonte vede una lieve ripresa dopo la crisi pandemica, grazie alla professionalità e la competenza degli imprenditori, e prova a resistere agli alti costi e alla mancanza di personale. È il quadro che emerge dal Rapporto 2024 di Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio, rappresentata a Torino da Epat Ascom.

Complessivamente in Piemonte, nel 2024, la spesa del ‘fuori casa’ è stata di quasi 6,5 miliardi di euro su un totale nazionale di 96 miliardi, con una crescita in linea con quella nazionale, che segna un +1,6% rispetto al 2023, ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia (-6%).  La spesa si distribuisce nei 22.868 pubblici esercizi della regione, di cui oltre 12.000 concentrati tra Torino e provincia. Il comparto impiega 68.668 addetti in Piemonte, di cui 30.801 nel Torinese, a conferma del peso rilevante che il settore mantiene sul territorio.

I segnali di crescita si accompagnano però a un dato critico: in tutta la provincia di Torino nel 2024 si sono registrate 836 nuove iscrizioni in Camera di Commercio nella ristorazione, ma a fronte di 2.000 cessazioni.

Solo a Torino, le aperture sono state 424 contro 1.055 chiusure. Un saldo negativo che testimonia la fatica strutturale di molte imprese a reggere i costi e a intercettare una domanda piuttosto instabile.

«Confermati i trend del settore, a Torino e provincia – sottolinea Vincenzo Nasi Presidente Epat Ascom -. Il 2024 si è rivelato un anno con il segno più e lo dobbiamo innanzitutto agli imprenditori che fanno della professionalità e della competenza il valore principale. Come in tanti altri settori anche la ristorazione si trova ad affrontare costi di produzione e di gestione decisamente alti, ai quali potrebbe aggiungersi il carico dei dazi. Da sottolineare, a questo proposito, che i ristoranti hanno aumentato i prezzi mediamente del 14%, mentre l’inflazione generale è superiore al 15%».

Nel 2024, a livello nazionale, gli occupati nella ristorazione hanno superato quota 1,5 milioni, con un incremento del 6,7% dei lavoratori dipendenti rispetto all’anno precedente, pari a circa 70.000 nuove unità. Un segnale importante arriva anche dalla composizione anagrafica: il 39,7% della forza lavoro è under 30, ma il segmento in maggiore crescita è quello degli over 50, che aumenta del 10%, in linea con l’evoluzione demografica del Paese. Persistono però le criticità nel reperire personale qualificato, e il divario tra domanda e offerta di competenze continua ad allargarsi. «È evidente l’enorme criticità del personale nei ristoranti e nei bar – aggiunge il presidente Nasi – e a questo si aggiunge la concorrenza sleale da parte di realtà terze che offrono contratti ‘pirata’, mentre le nostre imprese applicano il contratto collettivo nazionale. Personale di sala e chef preparati seri e professionalmente qualificati sono la carta vincente di chi sta determinando la ripresa del settore».

«Per uscire dall’empasse e recuperare punti di crescita – conclude il presidente Nasi – occorre attuare politiche che stabilizzino i consumi e diano immagine ad un settore che è fondamentale per l’economia italiana e per la vivibilità del nostro Paese. È chiaro che tutto ciò si lega al volano turistico che anche per la nostra città appare una vera chance ed alla capacità di spesa dei cittadini più forte in provincia che nel capoluogo».

Cooperazione, a Chieri 2 milioni per il progetto “Racines” in Senegal

 

Rafforzare i sistemi alimentari locali, favorire pratiche agricole inclusive, sostenibili e resilienti

L’assessora Moglia e la consigliera Ferrara: “Promuoveremo formazione e azioni pratiche,  coinvolgendo le fasce più vulnerabili della popolazione: creare reti territoriali, trasformare i prodotti, favorire un’agricoltura adatta ai cambiamenti climatici”

Sviluppare azioni integrate per il potenziamento dei sistemi alimentari locali in Senegal, al fine di renderli più inclusivi, sostenibili e resilienti, migliorando l’accesso a cibo sano e sicuro, favorendo i soggetti più vulnerabili, promuovendo colture e tecniche di coltivazione adeguate ai cambiamenti climatici e rafforzando le competenze delle amministrazioni locali: queste sono le finalità di «RACINeS», il progetto di cooperazione internazionale che ha la Città di Chieri come capofila e che si è aggiudicato un finanziamento di 1.999.750 euro, classificandosi quinto nella graduatoria di 70 progetti complessivi nell’ambito del bando emesso da AICS-Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

«RACINeS»ovvero “Rete di azioni cooperative e inclusive verso le nuove politiche locali del cibo in Senegal”, è frutto di una co-progettazione con il CIFA (Centro Internazionale per l’Infanzia e la Famiglia), che vede la collaborazione nel ruolo di partners dell’Università degli Studi di Torino, CIHEAM-Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei di Bari, Co.Co.Pa.-Coordinamento Comuni per la Pace, Slow Food Italia, ENGIM Piemonte e altri cinque soggetti tra Enti del Terzo Settore, associazioni ed ong (APDAM, CPAS, NutriAid, RENKEN, RE.TE.). Il progetto coinvolgerà la Città di Dakar e altri sei tra Comuni (Walalde, Loul Sessene, Coubalan, Ronkh) e comunità rurali senegalesi (Kafountine e Tivaouane Peulh Niague), che contano complessivamente circa 3 milioni di persone.  

Commentano l’assessora alle Politiche Sociali e alle Associazioni Vittoria Moglia e la consigliera comunale Agnese Ferrara (delegata al Comitato Gemellaggi e progetti di cooperazione): «Si tratta di un risultato di grande rilevanza, reso possibile dal lavoro del CIFA, che svolgerà un’attività di monitoraggio e supporto logistico, e di tutti gli altri partners di progetto, nonché degli uffici comunali. Chieri ha un’importante tradizione legata alla cooperazione internazionale, in particolare con il Burkina Faso. Inoltre, ci sono consolidati rapporti tra il Piemonte e il Senegal, infatti, sette comuni piemontesi (Asti, Carmagnola, Nichelino, Mappano, Candiolo, Poirino, Granozzo con Monticello) collaborano con altrettante municipalità senegalesi. Chieri, oltre ad aver partecipato allo sviluppo dell’Atlante del Cibo di UniTO, aderisce al Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP), il patto internazionale sottoscritto da oltre 280 sindaci di città di tutto il mondo (tra cui Dakar) impegnati nella trasformazione dei sistemi alimentari urbani mediante l’adozione di politiche alimentari integrate e innovative. Il progetto intende contribuire alla promozione di politiche locali del cibo inclusive, sostenibili e resilienti. Il ruolo centrale è svolto dalla formazione tecnico-professionale (come coltivare e come trasformare il cibo per conservarlo, come recuperare l’inutilizzato e contrastare lo spreco), da azioni pratiche e dalla creazione di reti territoriali virtuose: rafforzare le competenze delle amministrazioni locali e le filiere agroalimentari, coinvolgere le cooperative agricole del posto, favorire il commercio e l’accesso al cibo sano e sicuro, insegnare ad adattare la produzione alimentare al cambiamento climatico adottando tecniche innovative (l’attività agricola soffre siccità e instabilità climatica), coinvolgere le fasce di popolazione più vulnerabili, in particolare le donne (soprattutto vedove o non sposate), i bambini (come i “talibé”, bambini che vivono in strada), le persone con disabilità, coloro che hanno un reddito basso e instabile e i migranti di ritorno».

In Senegal si registrano grandi difficoltà per i prodotti locali a raggiungere i mercati di sbocco per una mancanza di infrastrutture per il trasporto, lo stoccaggio, la trasformazione e la commercializzazione della produzione. Sono previsti corsi formativi sulle tecniche di trasformazione di frutta, verdura ed erbe aromatiche, sulla conservazione e sulla preparazione culinaria dei prodotti locali, sulle norme igieniche e le tecniche di essiccazione e macinazione, sulle modalità di irrigazione sostenibile e la diversificazione delle colture. Verranno acquistati essiccatori, macchine sottovuoto e macchine per la produzione di salse e succhi e saranno realizzati magazzini per lo stoccaggio, un mercato ortofrutticolo, vivai, microgiardini e orti urbani, un “Campus Didattico” che opererà campus da centro di ricerca, raccolta fondi e formazione in tecniche agricole avanzate, ospitando mediamente una trentina di giovani.

Sarà istituita una Cabina di regia che coinvolgerà Chieri come capofila e altri Comuni del territorio metropolitano torinese.

Foto Matteo-Levi CIFA

Bravi (PdF): “Siamo per la PACE! Diciamo un chiaro NO al pazzesco riarmo UE!”

Sabato 12 aprile 2025 anche Torino in Piazza Castello manifesta contro “ReArm Europe”

«Siamo per la PACE! Diciamo un chiaro NO al pazzesco riarmo UE!  esclama Carlo Bravi, del Popolo della Famiglia (PdF) di Torino, che prosegue invitando tutti i torinesi e i piemontesi a dire forte “NO al programma UE chiamato “ReArm Europe partecipando numerosi alla grande MANIFESTAZIONE unitaria a Piazza Castello a Torino sabato 12 aprile 2025 alle 16:30, promossa da un comitato di cittadini amanti della Pace».

«Il programma UE chiamato “ReArm Europe  riprende Bravi  è stato poi ribattezzato Readiness 2030″, un termine più politicamente corretto che però non cambia la sostanza degli oltre 800 miliardi di euro (da ottenere con ulteriore debito, o da prelevare dai nostri conti correnti) da spendere entro il 2030 per riarmarsi massicciamente. Notiamo che tale enorme cifra si va ad aggiungere ai già cospicui stanziamenti ordinari per le armi e la difesa, i quali soprattutto nell’ultimo decennio in tutta l’UE sono in continua crescita assai più che tutte le altre voci di spesa pubblica. È inaccettabile che l’Unione Europea scelga di destinare risorse così ingenti al riarmo, a discapito delle famiglie e delle esigenze sociali più urgenti. Questa scelta politica rappresenta una grave minaccia per le famiglie, la sanità, l’istruzione, il lavoro e le piccole e medie imprese».

«Esprimiamo un forte dissenso – soggiunge Bravi – anche nei confronti di una narrativa diffusa ed uniforme circal’inevitabilità di un confronto armato generalizzato in ambito europeo, narrativa che viene diffusa ormai da anni dai media mainstream. Insieme a tale narrativa a senso unico denunciamo anche l’esplicita repressione delle voci “fuori dal coro, quando chiedono ad esempio semplicemente di riallacciare i rapporti culturali e sportivi – e magari anche economici – con la Federazione Russa».

«Troviamoci tutti a Piazza Castello a Torino sabato 12 aprile alle 16:30  invita infine Bravi  dove ascolteremo interventi di vari rappresentanti della società civile sia in presenza sia da remoto, e dove saremo in collegamento con altre piazze d’Italia anch’esse mobilitate contro il programma “ReArm Europe“. A Piazza Castello spero di poter esprimere anch’io la voce delle famiglie piemontesi, come pure dei cristiani della nostra Regione, che sono concordi non solo nell’invocare da Dio il grande Dono della Pace, ma anche nel promuovere attivamente concrete opere di Pace, miranti a sostenere le famiglie in tutte le loro esigenze a cominciare da un piano per la natalità questo sì che servirebbe davvero massiccio, anche istituendo uno specifico Reddito di Maternità come propone da un decennio il Popolo della Famiglia  per arrestare ed invertire il trend della denatalità (la “peste bianca” del 21° secolo, vera bomba ad orologeria per la società contemporanea), per una sanità davvero per tutti, la scuola, i disabili, gli anziani, i disoccupati e gli emarginati, come pure le piccole e medie imprese (in gran parte famigliari) che stanno chiudendo a ritmi galoppanti. Vi aspettiamo tutti a Piazza Castello!».

Pdf Piemonte

Quattro artisti in mostra alla Fondazione Amendola in “Contrappunto”

Ermanno Barovero e Ariel Soulé per la pittura e Roberto Bricalli e Elio Garis per la scultura

‘Contrappunto’ è il titolo di una mostra che unisce in un sodalizio artistico i lavori di due pittori, Ermanno Barovero e Ariel Soulé, e due scultori Roberto Bricalli e Elio Garis, ospitata nella sede della Fondazione Giorgio Amendola, in via Tollegno 52 a Torino. Inaugura giovedì 10 aprile alle 17.30 e rimarrà aperta fino al 3 maggio prossimo.

Dopo la prima tappa a Morbegno, in provincia di Sondrio, la mostra itinerante fa tappa a Torino e chiuderà il suo percorso a Cuneo, nella sede di palazzo Samone.

“Contrappunto, il titolo della mostra – spiega il suo curatore Luca Motto – sottolinea la molteplicità delle voci che, pur producendo un canto individuale e personale, formano un insieme armonico e coerente. L’arte è sempre un rito che mette ordine nella realtà e l’artista cerca sempre di rendere docile qualche aspetto incontrollabile della realtà. L’arte è incantesimo. Ci si arresta davanti a un dipinto, davanti a una scultura. La contemplazione è un’azione magica. L’arte è ordine Ma l’ordine non è necessariamente giusto, benevolo. L’ordine può essere arbitrario, duro, crudele. L’artista non fa dell’arte per salvare gli uomini, ma per salvare se stesso. L’arte è un luogo sacro. Tutto ciò che è immesso in questo spazio si trasfigura. Tutto questo fa parte delle ricerca dei quattro artisti in mostra, che trasformano lo spazio espositivo in cui mescolanza e unione sono dionisiaci, tutto fuoco e passione.

La separazione e l’individuazione sono apollinei, tutta estetica e logica. Nella mostra “Contrappunto” i quattro artisti fanno dell’occhio un occhio esplorante e la loro arte testimonia il linguaggio specifico delle immagini sia pittoriche, sia scultoree, che rimandano ad una realtà altra e stupefacente”.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Sabato 9.30-12.30. Ingresso libero.

 

Mara Martellotta

Anziana derubata in auto, arrestati i borseggiatori

Una donna di 78 anni era stata borseggiata ad Avigliana. I due ladri, nordafricani, sono stati rintracciati e arrestati poco dopo il furto dai carabinieri. Recuperati i 245 euro in contanti di refurtiva.  Mentre la signora parcheggiava l’auto vicino a un centro commerciale e aveva il portafogli sul sedile, uno dei due si è avvicinato dal lato della guida per chiederle informazioni. Nel frattempo il complice rubava il portafogli dal finestrino.

Corno da Caccia: due giorni di musica e tradizione tra Stupinigi e Torino

Torna l’appuntamento con l’Arte Musicale dei Suonatori di Corno da Caccia dell’Accademia di Sant’Uberto

Palazzina di Caccia di Stupinigi: 12 aprile, dalle 15.15 alle 17.30

Concerto gratuito con biglietto d’ingresso

Piazza e Corte d’Onore di Palazzo Carignano: 13 aprile, dalle 10.15 alle 12.30

Concerto gratuito

 

 

L’arte musicale del corno da caccia torna protagonista con le Giornate Internazionali del Corno da Caccia 2025, in programma il 12 e 13 aprile. Un doppio appuntamento all’insegna della musica e della tradizione, che si svolgerà prima nella splendida cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi e poi nel prestigioso Palazzo Carignano.

L’evento è organizzato dall’Accademia di Sant’Uberto come parte della rassegna musicale Cerimoniale e Divertissement 2025, alla sua seconda edizione, che celebra il connubio tra il patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO (grazie alla convenzione del 2023) dell’arte del corno da caccia e un altro importante patrimonio UNESCO del Piemonte, le Residenze Reali Sabaude (convenzione del 1972).

Questa tradizione musicale, nata nelle corti europee della seconda metà del Seicento, vede oggi la partecipazione di ensemble provenienti da tutta Europa: LesTrompes de Bonne dall’Alta Savoia (Francia), i gruppi con Parforcehorn in Mib dell’Alto Adige e della Repubblica Ceca, e con la partecipazione dei corni delle Alpi con il gruppo “I Corni del Generus” di Bellinzona (Svizzera) e LesBriançonneurs (Francia). Si esibiranno in un programma che coinvolge circa 60 suonatori, rendendo omaggio ad uno strumento naturale, senza fori, valvole o pistoni, nato per comunicare tra foreste e montagne e trasportato nei secoli nella musica d’arte da compositori come Vivaldi, Haendel e Alessandro Scarlatti.

Il programma dei concerti

Le Giornate Internazionali del Corno da Caccia 2025 prevedono due appuntamenti:

  • Sabato 12 aprile – Palazzina di Caccia di Stupinigi, Nichelino: Concerto all’aperto con esibizioni dei gruppi internazionali di corno da caccia e dei corni delle Alpi. L’ingresso è gratuito ma con il biglietto d’ingresso alla Palazzina.
  • Domenica 13 aprile – Palazzo Carignano, Torino: Concerto conclusivo in cui si alterneranno i diversi gruppi, con esecuzioni sia collettive che singole, mettendo in risalto le differenti tecniche e strumenti legati a questa affascinante tradizione musicale. Il concerto è gratuito.

Le iniziative sono possibili grazie al supporto del Ministero della Cultura ai patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità UNESCO (Legge 77/2006) e della Fondazione CRT.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti, è possibile consultare il sito ufficiale delle Residenze Reali Sabaude (www.residenzerealisabaude.com) e quello dell’Accademia di Sant’Uberto (www.accademiadisantuberto.org), dove trovare anche il link al canale YouTube degli eventi musicali.

Per informazioni: info@accademiadisantuberto.it

L’arte musicale del corno da caccia e il riconoscimento UNESCO: un po’ di storia

Il corno da caccia è stato inserito nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO nel 2020, grazie a una candidatura internazionale che ha coinvolto Francia, Italia, Belgio e Lussemburgo. Per l’Italia, i partner ufficiali sono: Regione Piemonte, Città di Venaria Reale, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Città di Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi/Fondazione Ordine Mauriziano e Liceo Classico Musicale Cavour di Torino.

La promozione e il recupero di questa antica arte in Italia è opera dell’Accademia di Sant’Uberto – ETS, fondata nel 1996 da un gruppo di persone con diverse competenze, già attivo ai primi anni ’90 per il recupero e la promozione della Reggia di Venaria, all’epoca ancora in stato di degrado. Nell’ipotesi di un recupero, l’obiettivo era quello di salvaguardare l’identità storica della residenza, legata al loisir di corte, al tema ludico, per mettere a fuoco la civiltà delle corti d’Europa sotto diverse prospettive: musica, esercizi del corpo, feste, cerimonie. In questo quadro il corno da caccia era l’elemento rappresentativo del loisir di corte all’epoca più importante, la Venatio Regia – la caccia Reale, e certamente non come semplice svago o divertimento, ma per l’educazione del principe alla difesa del suo territorio, insieme ai giovani aristocratici che ne avrebbero seguito le sorti, in pace e in guerra, e per comunicare la magnificenza attraverso il complesso cerimoniale venatorio. Il corno da caccia divenne quindi per L’Accademia di Sant’Uberto emblematico del valore del tema ludico di corte in tutti suoi diversi aspetti. Da allora il tema è stato sviluppato in diversi modi: musica del corno da caccia e barocca, studi, ricerche, pubblicazioni e mostre sul tema ludico.

Nel corso dell’iter di candidatura UNESCO del corno da caccia la presa di coscienza del valore del patrimonio immateriale ha sviluppato un diverso modo di collaborare con i siti UNESCO, con le Residenze, beni “materiali”. Non può essere UNESCO un patrimonio immateriale che non sia vivente, ossia legato ad una comunità di praticanti che nel corso del tempo, spesso di secoli, ha creato la sua arte, l’ha modificata e sviluppata fino ai nostri giorni, diversa, ma sempre viva e aperta al futuro, con i giovani. Questo aspetto ha incoraggiato una proposta di valorizzazione del patrimonio in generale, rispettosa del passato, ma attenta alla pratica di oggi. Il patrimonio immateriale, vivente, ben si presta a rivitalizzare siti UNESCO, a mettere in luce pratiche esercitate da chi ci viveva, creando un ponte tra passato e presente, mantenendo vivo l’interesse e la curiosità di conoscere. Le antiche fanfare di caccia della corte di Luigi XV oggi si suonano sempre con un corno naturale, ma con tecniche diverse; l’antico gioco della pallacorda, gioco educativo per destrezza, tuttora praticato, è diverso dal suo erede, il tennis di oggi, ma la visione viva e d’insieme di una attività contribuisce a superare le barriere del tempo e a ritrovare l’emozione di un nuovo percorso di visita.

Questo impegno culturale e di comunicazione ha portato alla recente pubblicazione del volume Il corno da caccia. Musica a corte tra Piemonte ed Europa (Secc. XVI – XIX), a cura di Renato Meucci (edito da Olschki), che raccoglie i contributi di 15 esperti da 8 Paesi diversi. È stato peraltro ritrovato un prezioso corno da caccia sabaudo della seconda metà 700, che certamente avrà suonato a Stupinigi, e due copie sono state eseguite, anche per impiego nei concerti barocchi e formazione di giovani musicisti nei corsi tenuti dall’Accademia alla Reggia di Venaria. In Italia sono conservati solo 13 corni realizzati tra il Seicento e il Settecento, dopo le fusioni avvenute nel secondo conflitto mondiale.

Anche in Piemonte i gazebo referendari di Avs

A meno di due mesi dal voto, sabato 12 e domenica 13 aprile, in tutta Italia, Alleanza Verdi e Sinistra ha organizzato i “gazebo referendari” per far conoscere le buone ragioni dei 5 Sì:

* 1. Per un lavoro tutelato: SÌ all’abolizione delle norme del Jobs Act che impediscono la reintegrazione in caso di licenziamento illegittimo.
* 2. Per un lavoro dignitoso: SÌ all’eliminazione del tetto massimo agli indennizzi per i licenziamenti nelle piccole aziende, affinché il giudice possa stabilire un giusto risarcimento.
* 3. Per un lavoro stabile: SÌ alla cancellazione della liberalizzazione dei contratti a termine, per contrastare il precariato.
* 4. Per un lavoro sicuro: SÌ alla reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti, affinché le aziende committenti non possano sottrarsi alle proprie responsabilità in caso di infortuni o malattie professionali.
* 5. Per il diritto alla cittadinanza: SÌ al ripristino del requisito dei 5 anni di residenza legale continuativa per ottenere la cittadinanza italiana, cancellando l’ingiusto innalzamento a 10 anni.

Questi referendum rappresentano una battaglia di civiltà e giustizia sociale.

Per questo anche in Piemonte i e le militanti di Avs saranno in 20 piazze in tutta la Regione con i “gazebo referendari” per spiegare che con “5 Sì la tua rivoluzione inizia così”!

Le nostre strutture territoriali stanno aderendo, inoltre, ai comitati unitari per i Sì a tutti e 5 i referendum e saremo presenti alle diverse iniziative che, da qui all’8 giugno, si svolgeranno in tutto il Piemonte.

La segretaria di Sinistra Italiana Piemonte
Alice Ravinale

I co portavoce di Europa Verde Piemonte
Arianna Nardon
Mauro Trombin

Di seguito i “gazebo referendari” del prossimo week end in tutta la regione

SABATO 12 APRILE

Torino (TO): Mercato di Corso Racconigi, dalle 9:30 alle 13
Torino (TO): Mercato di Piazza Madama Cristina, dalle 9:30 alle 13
Carmagnola (TO): Mercato di Piazza Martiri, dalle 9:30 alle 12:30
Castellamonte (TO): Piazzale Pietro Nenni, dalle 9:30 alle 13
Chieri (TO): Mercato di Piazza Dante, dalle 9:30 alle 12:30
Chivasso (TO): Mercato di Piazza D’armi, dalle 9:30 alle 12
Moncalieri (TO): Piazza Vittorio Emanuele II, dalle 10 alle 17
Nichelino (TO): Mercato di Via 1° Maggio, dalle 9:30 alle 12:30
Pinerolo (TO): Piazza Facta, dalle 10 alle 12
Settimo T.se (TO) Piazza del mercato dalle 9.30 alle 13.30
Venaria (TO): Mercato di Piazza Alcide De Gasperi, dalle 9 alle 12
Biella (BI): Piazza Santa Marta, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18
Bra (CN): Via Cavour, dalle 16:30 alle 19
Saluzzo (CN): Porta Santa Maria, dalle 8:30 alle 13
Novara (NO): Piazza delle Erbe, dalle 10 alle 18
Verbania (VB): Piazza San Vittore, dalle 9 alle 14:30
Vercelli (VC): piazza Cavour, dalle 9 alle 19

DOMENICA 13 APRILE

Alessandria (AL): Piazzetta della Lega, dalle 10 alle 13
Novara (NO) Piazza delle Erbe, dalle 10 alle 18
Cuorgnè (TO): Piazza Martiri della Libertà, dalle 9 alle 13
Collegno (TO) dalle 15 alle 18 Parco Dalla Chiesa
Cs Alleanza Verdi e Sinistra

La prevenzione del tumore del colon-retto, incontro al Koelliker

Proseguono gli appuntamenti de “I Giovedì della Prevenzione” all’Ospedale Koelliker di Torino: il 17 aprile l’attenzione sarà rivolta alla prevenzione del tumore del colon-retto, una delle neoplasie più diffuse, ma anche tra le più prevenibili con controlli adeguati.

 

La prevenzione del tumore del colon-retto è fondamentale per la salute di ogni persona: sottoporsi a screening regolari consente di individuare eventuali anomalie in fase iniziale, aumentando significativamente le possibilità di trattamento efficace e meno invasivo.

 

Durante l’incontro del 17 aprile, l’equipe di gastroenterologia, dietologia e chirurgia del Koelliker guiderà i partecipanti in un momento di confronto e informazione sull’importanza dello screening, le visite consigliate e le buone abitudini quotidiane per il benessere intestinale.

Sarà anche un’occasione per chiarire dubbi, sfatare falsi miti e comprendere quando è opportuno rivolgersi a uno specialista.

In Italia, il tumore del colon-retto rappresenta una delle principali cause di morte oncologica, ma grazie alla prevenzione è possibile ridurre drasticamente il rischio. Partecipare agli incontri de “I Giovedì della prevenzione” offre l’opportunità di acquisire conoscenze utili, confrontarsi con medici esperti e prendersi cura in modo consapevole della propria salute.

 

Per info e prenotazioni è possibile visitare il sito web dell’ospedale:

https://www.osp-koelliker.it/eventi-koelliker/i-giovedi-della-prevenzione

 

L’ospedale Koelliker di Torino ha dato vita a “I giovedì della prevenzione”: un calendario di appuntamenti, gratuiti e aperti a tutti, per accendere un riflettore e fare chiarezza sulle più comuni patologie che possono colpire adulti e bambini: dal mal di schiena all’obesità, dai disturbi della tiroide alle patologie legate al fumo… e poi ancora Alzheimer, psoriasi, diabete, febbre nei bambini, prevenzione delle malattie ginecologiche e del cavo orale. La direzione dell’ospedale e i suoi professionisti sanno bene che la prevenzione e la diagnosi precoce, unitamente ad un corretto stile di vita, sono fondamentali per il successo nella lotta contro patologie anche molto importanti.

 

PROSSIMI INCONTRI:

22 maggio: Tiroide e Diabete
19 giugno: Mal di schiena e scoliosi
17 luglio: Obesità
18 settembre: Alzheimer