È tornato alla normalità il traffico sulla Strada Provinciale 99 di San Raffaele Cimena, interessata nella scorsa primavera da uno smottamento al km 5+500, al limite dell’abitato e del territorio comunale di Castagneto Po. Le forti piogge del 16 e 17 aprile avevano causato uno smottamento di terreno che aveva interessato la banchina e la scarpata a valle della SP 99, limitandone la transitabilità con un senso unico alternato. Con una procedura di somma urgenza la Direzione Viabilità 1 della Città metropolitana di Torino aveva affidato i lavori di ricostruzione e messa in sicurezza della strada alla ditta Malabaila & Arduino, per un importo di contratto di circa 164.000 euro più IVA.
L’intervento è consistito nel consolidamento del versante mediante un banchettone in cemento armato su micropali lunghi 9 metri. Sul banchettone sono stati poi installati i dispositivi di ritenuta stradale, consistenti in una barriera metallica del tipo bordo ponte. Nell’ambito dell’intervento sono state eseguite la pavimentazione su tutta la carreggiata, le opere per lo smaltimento delle acque di piattaforma e la riprofilatura del versante. Nelle prossime settimane il ripristino verrà completato con la realizzazione della segnaletica orizzontale.
Esiste a Torino una tal Ammj Traorè che è vice presidenta di Torino Bike Pride. Ho letto una sua intervista sul tema dei monopattini ed ho capito che la signora in questione vorrebbe una città a misura di monopattini, un po’ come Adriano Olivetti (si fa per dire) la voleva a misura d’uomo. Tutti, secondo l’intervistata, debbono adeguarsi al monopattino e alle sue esigenze. A dare autorevole forse involontario avallo al “libero monopattino in libera città” è stato niente di meno che un assessore, beccato in monopattino senza casco. Secondo la vice presidenta a provocare problemi è la velocità delle auto a cui va imposto il limite di 30 Km. all’ora. La realtà è diversa: per chi ancora si azzarda ad andare in auto i monopattini sono un intralcio e un pericolo costante e imprevedibile. La pretesa di rallentare il traffico per privilegiare i monopattini appare una pura follia perché guidare a Torino con le mille restrizioni operate in queste anni diventa un rebus. Anni fa un amico romano volle accompagnarmi dagli studi Rai al Pantheon. Arrivati ad un certo punto, dopo svariati tentativi, si fermò davanti ad un parcheggio di taxi e mi disse che rinunciava all’impresa e si disse disposto ad offrirmi il taxi . In effetti girare Roma in auto non è cosa semplice. Ma con l’arrivo dei divieti di transito, i ciclisti e monopattini oggi girare in auto in una città diventa impresa disperata .A Parigi nel 2024 hanno assunto decisioni drastiche per impedire ai monopattini di paralizzare la città. In Italia e a Torino si discute senza decidere. Ma i toni bellicosi della vicepresidenta fanno pensare che finiranno di prevalere i monopattini senza targa e senza regole perché dette regole potrebbero penalizzare i loro fruitori. Per capire l’assurdità di certe posizioni basta leggere che , secondo la signora ,“mancano agli incroci delle infrastrutture protette. Le piste ciclabili si interrompono improvvisamente agli incroci. “Non si riesce a capire quali sarebbero le infrastrutture necessarie agli incroci per favorire i monopattini. La signora in questione aggiunge anche che la sua associazione dà “pareri tecnici” per migliorare la circolazione. Quali essi siano è facile immaginare.
