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Legambiente, turismo sostenibile in montagna: al Piemonte 4 bandiere verdi e una nera

Nel 2025 Legambiente ha assegnato 19 Bandiere Verdi a progetti virtuosi sulle Alpi, segnalando l’evoluzione sostenibile e innovativa di queste aree montane. Piemonte e Friuli-Venezia Giulia guidano la classifica regionale con 4 bandiere ciascuna, seguite da Lombardia e Veneto (3), Trentino (2), Alto Adige, Valle d’Aosta e Liguria (1 ciascuna). Le iniziative premiate si concentrano su tre ambiti principali: turismo dolce, pratiche agro-silvo-pastorali e progetti socioculturali, dimostrando come la sostenibilità sia una leva di rilancio economico, sociale e abitativo per i territori alpini.

In particolare:

  • 5 bandiere sono state assegnate a progetti di turismo sostenibile, come il Rifugio Alpino Vallorch o il “Cammino dei boschi di ferro”.

  • 5 a realtà legate ad agricoltura, silvicoltura e pastorizia, tra cui l’azienda agricola Raetia e la pastora Marzia Verona.

  • 9 a iniziative socioculturali che rafforzano il tessuto comunitario, come la Cooperativa di Comunità VISO A VISO di Ostana, l’associazione “Progetto Lince Italia”, o i promotori di Alpha Skills a Morbegno.

Il riconoscimento è stato conferito nel corso del IX Summit Nazionale delle Bandiere Verdi a Orta San Giulio, durante il convegno “Comunità in transizione: dai frammenti alla visione”, dove si è discusso del ruolo attivo delle comunità nel contrastare crisi climatica e spopolamento.

Come ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente: “Le bandiere verdi che ogni anno assegniamo alle migliori esperienze alpine ci raccontano come in questi territori ci sia però una risposta concreta a tutto questo. […] È importante non lasciare sole le comunità locali”.

Anche Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, ha sottolineato: “Le bandiere verdi rappresentano un modello di sviluppo che vorremmo prendesse sempre più piede […] Siamo di fronte a frammenti di quella che il sociologo Aldo Bonomi definisce una comunità di cura […] che si deve rafforzare e deve essere sostenuta”.

Parallelamente, Legambiente ha assegnato anche 9 Bandiere Nere a iniziative dannose per l’ambiente alpino: 8 in Italia e una in Austria, dove è stata criticata l’industria dello sci del Tirolo per l’espansione nelle ultime aree glaciali. Il Friuli-Venezia Giulia è la regione italiana con più bandiere nere (3), seguito da Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino, Alto Adige e Veneto (1 ciascuna). In Piemonte, ad esempio, una bandiera nera è andata al Comune di Groscavallo per il progetto di una strada in un’area di pregio paesaggistico.

L’evento si inserisce nell’ambito del Clean Air Day, parte del progetto europeo LIFE MODERn NEC, che mira a sensibilizzare i cittadini sulla qualità dell’aria e sull’impatto dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi naturali.

Città della Salute aderisce a Giornata pulizia mani

Circolare del Commissario Thomas Schael sulla Giornata Mondiale per l’igiene delle mani
L’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove ogni anno una campagna denominata “Save Lives: clean your hands” per mantenere alta l’attenzione sull’importanza dell’adesione all’igiene delle mani da parte degli operatori, dei visitatori / caregiver e pazienti delle strutture sanitarie.
L’igiene delle mani, infatti, è una procedura estremamente semplice, veloce e a basso costo, che ha però un’elevata importanza in ambito sanitario. Se eseguita nei momenti giusti e nei modi corretti può salvare moltissime vite ogni anno. Le mani sono il principale veicolo per trasmissione delle infezioni. Le mani trasportano i microbi se non sono correttamente lavate / igienizzate. Lavarsi le mani è un gesto apparentemente semplice che può fare la differenza ed essere efficace nella prevenzione della trasmissione dei germi patogeni.
Pertanto, la Città della Salute e della Scienza di Torino ha aderito alla campagna e sono state previste le seguenti iniziative:
    • assegnazione di uno spazio allestito dentro l’ingresso principale di ciascuno dei 4 ospedali per una prova rivolta a tutti coloro che accedono in ospedale della frizione delle mani mediante uno speciale gel alcolico e l’utilizzo di un “box pedagogico” a luce ultravioletta sotto il tutoraggio degli Infermieri Specialisti Rischio Infettivo;
    • distribuzione di gel alcolico in confezione tascabile, di portachiavi con logo aziendale e slogan sull’igiene delle mani e di brochure a colori creata ad hoc;
    • affissione di poster a colori che pubblicizzano l’iniziativa presso tutti gli ingressi principali degli ospedali e sedi esterne. Le immagini riportate sui poster, simbolo aziendale della giornata, sono state realizzate e donate da due ragazzi del 1° Liceo Artistico di Torino nel 2023.
Si augura una maggiore consapevolezza dell’importanza di questa pratica accanto all’uso appropriato dei guanti come attività corrente nella pratica professionale degli operatori.

La parabola del “medico dei maiali” in lotta con l’erede al trono

Sul palcoscenico del Gioiello, repliche sino a domani 4 maggio

Una giornata particolare, una piovosa mattina di novembre, come per Ionesco il re muore. Non un re delle favole, al contrario un re della realtà, in carne e ossa, un re della vecchia Inghilterra schiattato durante i festeggiamenti per l’inaugurazione di un grande albergo. All’improvviso. Tutti stanno parlando di infarto, il medico di corte è impedito d’arrivare per il feroce temporale e le strade disastrate a stilare uno straccio d’autopsia: ma il caso, quel caso che sempre ti ritrovi tra i piedi, vuole che in quello stesso albergo circoli un veterinario, un tale Alfred Scott, specializzato a occuparsi di maiali e che debba essere lui a mettere quella firma. Ma a lui quella morte non sa di infarto, il suo parere è che il sovrano, come un antico sovrano shakespeariano, sia stato assassinato. Un complotto quindi, contro un re da eliminare, “umanissimo nella sua disumanità”, cinico e arrogante, per mettere al suo posto un fantoccio per adesso affidabile e per un giorno assai prossimo eliminabile pure lui. Al momento dell’arrivo del principe ereditario, un ragazzo stupido e inetto, cocainomane, immaturo, che per la morte del padre non prova nessun sentimento, reduce da una notte balorda di liquori e di baldorie e di travestimenti con un costume che mette ben in vista una croce uncinata – il principe Harry ha in passato insegnato -, “il medico dei maiali” rimane solo con lui, pronto a esporre per intero la sua filosofia politica, fatta di una rivoluzione che spazzerà via l’assurda idea di democrazia, instillando nella testa del principe un mare di dubbi – “se fosse…” – attraverso i quali sarebbe possibile arrivare a una (loro) certezza. “Stupido è chi lo stupido fa”, avrebbe sentenziato un tempo Forrest Gump: per cui l’erede si rivela per quella bestia sanguinaria che in realtà – “quando si è capito il gioco”, avrebbe altrettanto sentenziato Pirandello – è, e calcolatrice, capacissima di far tornare quella pretesa rivoluzione del tutto a proprio vantaggio. Perché sappiamo bene che il potere non muore mai.

Secondo appuntamento sui palcoscenici torinesi nella stagione, dopo “L’uomo più crudele del mondo” visto per il calendario dello Stabile, “Il medico dei maiali” – favola nera, grottesca, acida, forse troppo facilmente definibile assurda – ti lascia scoprire e sottolinea la crescita di Davide Sacco (di Torre del Greco, classe 1990), in primo luogo come autore italiano delle ultime leve, drammaturgicamente robusto, come regista in seguito, capace di abitare il suo testo in maniera serrata e in forte quanto salutare crescendo, pieno di chiaroscuri (a cui contribuiscono con alta tecnica le luci messe in campo da Luigi della Monica, la scena semplice e funzionale è di Luigi Sacco) e di passaggi sfumati, di giochi sottili (a tratti percepibili con difficoltà) tra vittima e carnefice, pronti a scambiarsi il ruolo. In una scrittura profonda e veloce, fredda e pungente e sottilmente ragionatrice, “loica”, di quelle che raramente si sentono a teatro. E che in una serata apprezzabile si continua a ricercare. Scrivevo, poco più di un paio di mesi fa, a proposito dell’”Uomo più crudele”: “Tutta in crescendo, una scrittura crudele la sua, spinosa, degradata e fuor di ogni dubbio aspra nell’esporre la crudeltà di un genere umano che non distingue facce e confini, dove gli aguzzini mostrano alla fine un’indole sino a quel momento nascosta. Una scrittura di dolore, di incredibile durezza, di dialoghi immediati e destabilizzanti, che catturano lo spettatore e come in un thriller di tutto rispetto lo tengono in lenta cottura, al massimo dell’attenzione; dove coabitano l’istinto e la ragione, lo sberleffo e la disperazione”, frasi che “Il medico” potrebbe benissimo conservare dentro di sé. Per aggiungere ancora: “Dove per Sacco sembrano aver più peso i pugni nello stomaco, platealmente dati, in spasmodica frequenza, che non certo maggiori, delicati approfondimenti, certe sfumature di caratteri e di parole di cui si vorrebbe più intriso il suo testo che comunque esce dalla penna convincente vincitore”: ecco, per questa nuova occasione, il giudizio positivo cresce, a farla da padrone non è più l’imprevedibilità della storia, i pugni nello stomaco arrivano ma dati con sequenza assai più calibrata, esistono e ben chiari e vanno in perfetta direzione gli approfondimenti, lo studio e le azzeccate costruzioni dei caratteri, i passaggi centellinati e le stazioni del percorso e le parole che come un bisturi sezionano a fondo questo o quel personaggio.

Peccato per il veloce passaggio sul palcoscenico del Gioiello (repliche sino a domani domenica 4 maggio) di un testo ricco di vitalismo e di intelligente coinvolgimento, ulteriore produzione di quel Teatro Manini di Narni di cui Sacco e Francesco Montanari sono direttori artistici. Il quale ultimo è un erede al trono che apertamente quanto sfacciatamente (Eddy, per un attimo d’amicizia), con rigorosi ragionamenti, sfodererà il successo e la scalata al potere, insinuandosi a poco a poco, con sicurezza, con crescente padronanza, da marionetta a tiranno, debellando i lacchè e cospiratori che hanno l’ottima presenza di David Sebasti e Mauro Marino; “il medico dei maiali” del titolo, rivoluzionario abbattuto, ha il piglio concreto ed estremamente sicuro di Luca Bizzarri, sottilmente ironico – i duetti con il collega Kessisoglu me lo hanno da sempre fatto presagire, non conoscevo l’eccellente quota drammatica -, credibilissimo come i suoi compagni di scena, divertente anche nell’arco della tragedia, affabulatore geniale di parabole, apostolo di una leggenda destinata a ricadere tristemente nel nulla.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di Salvatore Pastore.

Torino – Venezia 1-1

Il Torino pareggia con il Venezia, è 1-1. Annullato il gol di Zerbin per fuorigioco, il Venezia segna al ‘37 con Kike Perez. Poi i granata grazie al rigore per un tocco di mano di Idzes, che Vlasic trasforma in rete.

E domani  appuntamento a Superga per onorare il Grande Torino.

Auto cade nello strapiombo: morto 58enne

Un’auto con alla guida un uomo di 58 anni è caduta per ragioni da accertare  in un dirupo, precipitando per circa 20 metri, all’altezza della frazione di Olbicella a Molare nell’Alessandrino.  Il conducente è morto sul colpo.

 

Partecipazione o relax?

 

Le recenti solennità del 25 aprile e del 1° maggio hanno evidenziato come alcuni valori vengano spesso messi da parte a favore di esigenze molto più umane.

Il 25 aprile, del quale quest’anno ricorreva l’80° anniversario, ed il 1° maggio, seppure per motivi diversi, hanno da sempre attirato attivisti politici e, in generale, chi si sentisse toccato dalle tematiche della Resistenza, del lavoro, ecc.

Non per nulla la Chiesa, almeno fino a qualche anno fa, fissava in quelle date due fra le celebrazioni più importanti: la Prima Comunione e la Cresima, facendo così in modo che almeno parenti ed amici dei “festeggiati”  fossero costretti a recarsi in Chiesa anziché alla manifestazione.  

In analogia ad altri cambiamenti intervenuti nella nostra epoca, anche queste due feste civili hanno subito un diradamento nelle partecipazioni, passando da cortei di migliaia di persone, concerti e manifestazioni di enorme rilievo a eventi che si autocelebrano per dovere di firma.

Il fatto che ora il Governo sia su posizioni non così vicine a quelle due date mostra che i cittadini prendono le distanze se non vengono coinvolti e spinti in alcune manifestazioni ideologiche.

Quest’anno, inoltre, le due date sono cadute in prossimità della Pasqua cristiana e, per giunta, coincidendo con “ponti” che dal 19 aprile sono giunti, con pochi giorni di ferie, fino al 4 maggio, consentendo con 7 giorni tra smart working (che molti posso svolgere ovunque, anche al mare) e ferie di godersi 16 giorni di stacco dalla città.

Due domande sporgono spontanee: quanto è ancora radicato il sentimento di riconoscenza per chi ha liberato l’Italia dal nazifascismo che vede, nel 25 aprile, la logica manifestazione di ricordo? E’ più importante la propria presenza a queste celebrazioni, per mantenere vivo il ricordo e mostrare la propria partecipazione oppure è corretto ogni tanto pensare a sé stessi (ed ai propri cari) e andare a rilassarsi anziché marciare con le bandiere?

A giudicare dai chilometri di cosa sull’autostrada A6 sembrerebbe che le gente sia più propensa al riposo che alla partecipazione civile.

D’altronde quando è stata l’ultima volta che avete visto qualcuno manifestare per l’aumento dell’IVA, per i tagli alla sanità, per il lavoro (diritto sancito, per altro, dall’art, 1 della nostra carta costituzionale) o per i femminicidi?

E l’ultima volta in cui tifoserie sono venute in contatto per problemi (ammesso che ve ne siano) tra le loro squadre?

Benvenuti nel nostro Paese.

Sergio Motta

Settimana della Croce Rossa: i Comuni si tingono di rosso

Dal 5 all’11 maggio 2025, il Comitato di Mappano della Croce Rossa Italiana celebra la Settimana della
Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa con un ricco calendario di iniziative che coinvolgeranno
attivamente i Comuni di Mappano, Borgaro Torinese e Caselle Torinese, in un segno condiviso di
vicinanza e sostegno ai volontari e ai valori fondanti della Croce Rossa.
• Consegna delle bandiere e collaborazione con ANCI
La settimana si aprirà lunedì 5 maggio con la consegna ufficiale delle bandiere della Croce Rossa ai
Sindaci dei tre Comuni, che le esporranno all’esterno dei rispettivi municipi per tutta la durata
dell’iniziativa. Il gesto si inserisce nel quadro dell’accordo nazionale tra Croce Rossa Italiana e ANCI,
volto a rafforzare il legame tra enti locali e rete del volontariato.
• Illuminazione in rosso dei monumenti
La sera tra il 7 e l’8 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna
Rossa (8 maggio), i principali monumenti cittadini saranno illuminati di rosso, colore simbolo
dell’umanità e dell’azione neutrale della Croce Rossa in tutto il mondo.
• Vetrine in rosso
Per tutta la settimana, i commercianti di Mappano aderenti all’iniziativa promossa dal Comitato locale
allestiranno vetrine a tema, esponendo un elemento della divisa CRI. Un gesto semplice ma
significativo per testimoniare il proprio sostegno alle attività del Comitato e ai suoi volontari.
• Sabato 10 maggio – Evento centrale con LIM e patrocinio comunale
L’appuntamento principale si terrà sabato 10 maggio alle ore 10, presso la Sala Conferenze di LIM –
Lavanderie Industriali Mappanesi, in Via Argentera 19 a Mappano, grazie alla collaborazione con
l’azienda e con il patrocinio dei Comuni.
Durante la mattinata saranno presentati:
• Annual Report 2024, con un bilancio delle attività svolte;
• la Campagna 5×1000 2025, fondamentale per sostenere i progetti futuri del Comitato;
• una dimostrazione di manovre salvavita su adulto e neonato, rivolta a tutta la cittadinanza, per
promuovere la cultura del primo soccorso.
L’evento rappresenterà un’importante occasione di incontro tra cittadini, istituzioni e volontari per
raccontare e condividere l’impegno quotidiano della Croce Rossa a servizio della comunità.
La Settimana della Croce Rossa rappresenta un’occasione preziosa per avvicinare la cittadinanza
ai valori dell’umanità, della neutralità e del volontariato.
Per ulteriori informazioni, contattare l’ufficio stamp

Alluvione, la conta dei danni per avviare la ricostruzione

Nel pomeriggio del 1° maggio il presidente della Regione Alberto Cirio si è recato in visita nei paesi del Chivassese fortemente danneggiati dalle piogge del mese di aprile. Ad accompagnarlo l’assessore regionale  Maurizio Marrone.

La prima tappa è stata Cavagnolo per un incontro con i sindaci della zona, che gli hanno consegnato un progetto per realizzare una vasca di laminazione. «La macchina previsionale di Arpa ha funzionato e ha consentito di contenere i danni e intervenire subito dove serviva. Se è vero che i tanti lavori fatti dal 1994 in avanti sui grandi fiumi hanno garantito la tenuta dei corsi d’acqua principali, abbiamo riscontrato che i rii, alcuni dei quali in certi momenti dell’anno nemmeno ci sono, in caso di piogge così forti si ingrossano in maniera impressionante ed su questo aspetto che dobbiamo concentrare i nostri sforzi in futuro», ha dichiarato Cirio.
Il presidente ha poi ricordato che «la Regione ha messo da subito in campo i primi 5 milioni di euro che hanno consentito ai sindaci di firmare le ordinanze per poter eseguire e finanziare i lavori di somma urgenza. Già nella giornata del 17 aprile è stata avanzata al Governo la richiesta di stato di emergenza al governo e siamo stati rassicurati che verrà accolta. Nel Consiglio dei ministri del 18 aprile è stata messa a verbale questa richiesta e ora i tecnici del Dipartimento nazionale, della Regione e dei Comuni stanno completando il dossier».
Per quando riguarda la procedura di ristoro dei danni il presidente ha ricordato che bisogna raccogliere la documentazione relativa anche per quelli subiti dai privati, che sarà inserita nel dossier quando verrà concesso lo stato di emergenza ed ha affermato che «il fatto che l’evento si sia concentrato su un’area piccola, pur producendo danni importanti, ci conforta sulla possibilità di ricevere aiuti economici significativi».

Il presidente si è poi recato a Monteu da Po, nel Caseificio Pugliese di Lauriano, dove tutti si sono rimboccati le maniche per non interrompere il lavoro e garantire una rapida riattivazione anche a salvaguardia delle commesse internazionali, nell’Oasi degli animali di San Sebastiano Po, dove sono di norma ospitati circa 450 animali di molte specie diverse e si collabora con Asl e procure per ospitare quelli esito di sequestri, e a San Raffaele Cimena.

Torino dalle sue origini al toro più conosciuto al mondo

Scopri – To  Alla scoperta di Torino

La città di Torino fondata nel terzo secolo A.C dai Taurini fu poi tasformata in colonia romana dall’Imperatore Augusto che le diede il nome di Iulia Augusta Taurinorum passò sotto vari domini, fino a diventare nel 1861 la prima capitale del nuovo Stato unitario ovvero del Regno d’Italia. Torino è conosciuta in Italia e nel mondo con uno stemma raffigurante un toro, derivante dall’araldica medievale che nel 1360 scelse questo simbolo per la città perché assomigliava al nome della stessa. Numerose sono le leggende legate al nome della città, fra cui la narrazione di un drago che attaccò la città e un enorme toro che la portò in salvo. Nel 1300 nacque anche lo stemma con base azzurra a cui si sovrappone un toro in movimento e sormontato da una corona d’oro con nove perle. Il toro è diventato negli anni un vero e proprio simbolo della città, vi sono più di duecento fontane con questo simbolo (chiamate “Turet”) e in Piazza San Carlo, nel 1930, in onore di San Carlo Borromeo, è stata posta al suolo l’immagine in bronzo del toro, dove si crede che passandoci sopra si possa essere più fortunati.

IL TORO E LE SUE VARIANTI

Un’altra opera curiosa e molto conosciuta che si rifà al simbolo della nostra Città si intitola “T’oro” e si trova in via delle Orfane 20, l’opera rappresenta un toro con le corna dorate che esce diettamente da un muro. L’opera è stata creata dall’artista Richi Ferrero, il quale voleva raffigurare una città che sfonda e supera il passato trovando un nuovo futuro con occhi diversi. Vi è poi il “Toro tricefalo”, una scultura dello scultore francese Georges Faure su una balconata di C.o Vittorio Emanuele 58, che rappresenta un toro a tre teste, creato nel 2006 per la Biennale dei Leoni, Lione-Torino. Un’altra opera a forma di toro molto famosa è “Toh”, un manifesto della nuova società torinese che comunica i valori dell’inclusione e della pace, l’opera rappresenta un toro in metallo con dei pezzi di fontana che gli cingono il collo. Toh è stato creato dall’artista Nicola Russo che si è fatto ispirare dai “Turet” le fontane a forma di toro presenti nella città sabauda; Nicola ha immaginato tutti i torinesi che conoscono bene quel toro ma ne conoscono solo il volto e mai il corpo o lo stato d’animo, lo stesso toro immaginandolo rinchiuso nella fontana vivrebbe sensazioni negative di smarrimento e mestizia, proprio per questo crea una statua con un toro che rompe il metallo della fontana. Ecco, quindi, che il “Toh” diventa il simbolo non solo dei torinesi, ma di tutti coloro i quali vogliono uscire dagli schemi e guardare avanti evidenziando le proprie diversità, che in quanto tali li rendono unici. Parte dei proventi delle opere “Toh” va alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul cancro.

GLI ALTRI SIMBOLI DELLA CITTA’

Oltre al toro uno dei simboli classici di Torino è sicuramente la “Mole Antonelliana” situata nel centro storico della città, ed edificata dall’architetto Alessandro Antonelli nel 1863. Anche la Basilica di Superga è un simbolo del Capoluogo Piemontese oltre a molti altri edifici e monumenti storici come Il castello del Valentino, Palazzo Madama e la Porta Palatina risalente al periodo dell’Imperatore Augusto detta anche Porta Capitolina, ma comunemente nota ai torinesi col nome plurale di Porte Palatine. Torino ha numerosissimi simboli che rappresentano la città, ma è anche molto conosciuta per le numerose leggende esoteriche che riguardano la magia bianca e la magia nera, in particolare in un punto preciso di piazza Castello si dice che converga la magia bianca…ma questa è un’altra storia… che richiede una narrazione a parte.

NOEMI GARIANO

“Io per lei” di Fondazione Telethon dedicata alla forza delle “mamme rare”

Su https://www.fondazionetelethon.it/partecipa/eventi/siamo-in-piazza-con-tutto-il-cuore/ 

è possibile conoscere tutte le modalità di distribuzione, tra cui oltre 2.500 punti di raccolta in tutta Italia, o richiedere i Cuori di biscotto nella sezione dello shop solidale

 

Torino, 2 maggio 2025 – Tutto pronto per la campagna “Io per lei” di Fondazione Telethon dedicata alla forza delle “mamme rare”, da sempre al centro della missione della Fondazione nata trent’anni fa dall’appello di un gruppo di mamme dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM).

Organizzata in prossimità della Festa della Mamma, la campagna “Io per Lei” è un invito a dare forza alla ricerca di Fondazione Telethon scegliendo, con i Cuori di biscotto, di compiere un gesto d’amore e sostegno verso le mamme e le famiglie di bambini con una malattia genetica rara.

Anche in Piemonte il 3 e 4 maggio sarà possibile trovare i Cuori di biscotto in 86 punti di raccolta mentre in tutta Italia saranno oltre 2.500 i punti di raccolta, a fronte di una donazione minima di 15 euro. A distribuirli saranno i volontari di Fondazione Telethon e UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, di AVIS – Associazione Volontari Italiani Sangue, di Anffas – Associazione Nazionale di Famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, di UNPLI – Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, di Azione Cattolica Italiana, e le edicole aderenti al SI.NA.GI – Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia.

“Anche quest’anno, con la campagna di primavera ‘Io per lei’, Fondazione Telethon celebra la forza delle ‘mamme rare’, che con grande determinazione si prendono cura ogni giorno dei figli nati con malattie genetiche rare. La qualità della vita di questi bambini è molto spesso compromessa dalla malattia e, proprio per questo, Fondazione Telethon lavora con altrettanta determinazione per dare forza alla ricerca e offrire risposte concrete in termini di diagnosi tempestive, sostegno alla qualità della vita e terapie efficaci. Grazie alla ricerca, sostenuta dall’impegno prezioso dei nostri volontari e dalla generosità dei nostri donatori, possiamo costruire un futuro migliore per le persone con una malattia genetica rara e per le loro famiglie” commenta Ilaria Villa, Direttrice Generale di Fondazione Telethon.

Si rinnova anche l’appuntamento con la settimana di sensibilizzazione di Fondazione Telethon sulle tre reti Rai dal 28 aprile al 4 maggio 2025, con il supporto di Rai per la Sostenibilità-ESG, per continuare a sostenere il lavoro dei ricercatori e dare risposte concrete in termini di terapie e cure a chi affronta le difficoltà di una malattia genetica rara.

La campagna “Io per Lei” ha il sostegno di BNL BNP Paribas, partner storico al fianco di Fondazione Telethon con oltre 345 milioni di euro raccolti in 34 anni a sostegno della ricerca scientifica: anche quest’anno sarà possibile per i clienti BNL donare attraverso i 1.340 sportelli ATM e le 562 agenzie su tutto il territorio, e sull’APP BNL in modo semplice e sicuro.

Anche quest’anno DHL è vettore ufficiale della campagna di piazza.

I Cuori di biscotto, realizzati con passione dalla storica pasticceria genovese Grondona nata nei primi dell’Ottocento, sono biscotti di pasta frolla a forma di cuore, ideali per ogni momento della giornata, dalla prima colazione al dopo cena, e disponibili in tre gustose varianti: con gocce di cioccolato, con Arance di Sicilia, e al cacao e gocce di cioccolato.

Per questa edizione della Campagna “Io per lei”, le scatole di latta sono state prodotte in tre differenti colori metallizzati che identificano il gusto del biscotto: crema per variante con gocce di cioccolato, viola per quella con Arance di Sicilia, e blu per il gusto cacao e gocce di cioccolato.

Ogni scatola è collezionabile ed è dedicata a un momento speciale della giornata: il sorriso dell’aurora per la scatola color crema, la poesia del tramonto per la scatola viola, e l’abbraccio della sera per la scatola blu. La nuova veste grafica rappresenta l’impegno della grande squadra di Fondazione Telethon nell’arco della giornata, dal mattino alla sera, per sostenere la ricerca e offrire al più presto risposte e terapie ai bambini e alle famiglie che ne hanno bisogno, in tutto il mondo.

In ogni scatola in latta ci sono 3 vaschette, confezionate separatamente e contenenti 6 biscotti, per un totale di 18 biscotti e un peso complessivo di 300g. Ogni vaschetta è confezionata singolarmente per mantenere il profumo e la fragranza dei biscotti appena sfornati.

All’interno del pack è presente una cartolina, con un colorato segnalibro da staccare e conservare, che racconta una storia: inquadrando il QR codesarà possibile scoprire una sorpresa speciale. Ogni scatola è inserita in una shopper coordinata.

I Cuori di biscotto sono il regalo ideale per festeggiare la mamma: la campagna si svolgerà infatti in prossimità della Festa della Mamma.

Su www.fondazionetelethon.it è possibile trovare il punto di raccolta più vicino o richiedere i Cuori di biscotto nella sezione dello shop solidale.

Per partecipare attivamente alla campagna e aiutare a distribuire i Cuori di biscotto, è necessario contattare il numero 06 440151 (tasto 2) oppure scrivere all’indirizzo volontari@telethon.it

Fondazione Telethon ETS

Fondazione Telethon ETS è una delle principali charity biomediche italiane, nata nel 1990 su iniziativa di un gruppo di pazienti affetti da distrofia muscolare. La sua missione è raggiungere la cura delle malattie genetiche rare attraverso la ricerca scientifica di eccellenza, selezionata secondo le migliori pratiche condivise a livello internazionale. Attraverso una modalità unica nel panorama italiano, segue l’intera “filiera della ricerca” occupandosi della raccolta fondi, della selezione e del finanziamento dei progetti e dell’attività di ricerca stessa svolta nei propri centri e nei laboratori. Fondazione Telethon sviluppa inoltre collaborazioni con istituzioni sanitarie pubbliche e industrie farmaceutiche per tradurre i risultati della ricerca in terapie accessibili ai pazienti.  Dalla sua nascita, ha investito 698 milioni di euro in ricerca, ha finanziato 3.024 progetti con 1.771 ricercatori coinvolti e 637 malattie studiate. Ad oggi, grazie a Fondazione Telethon che è responsabile della sua produzione e distribuzione, è disponibile nell’Unione Europea la prima terapia genica con cellule staminali destinata al trattamento dell’ADA-SCID, una grave immunodeficienza che compromette le difese dell’organismo fin dalla nascita. Un’altra terapia genica disponibile, frutto della ricerca di Fondazione Telethon e della collaborazione con l’industria farmaceutica, è quella per la leucodistrofia metacromatica, una grave malattia neurodegenerativa di origine genetica. A queste potrebbe aggiungersi prossimamente la terapia genica per un’altra immunodeficienza, la sindrome di Wiskott-Aldrich, per la quale la Fondazione oltre alla ricerca sta supportando anche il processo di approvazione.

Altre malattie su cui la terapia genica, sviluppata dai ricercatori della Fondazione, è in corso di valutazione nei pazienti sono la beta-talassemia, la mucopolisaccaridosi di tipo 6 e di tipo 1, la sindrome di Usher 1B. Inoltre, all’interno degli istituti della Fondazione Telethon si sta studiando o sviluppando una strategia terapeutica mirata per altre malattie genetiche. Parallelamente, in tutti i laboratori finanziati da Fondazione Telethon continua lo studio dei meccanismi di base e dei potenziali approcci terapeutici per le malattie ancora senza risposta.