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Il Castello di Rivoli festeggia i quaranta anni  con  “Inserzioni”

Opere commissionate a Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane e Oscar Murillo, visitabili fino a febbraio 2026

Il Castello di Rivoli presenta nel solco dei festeggiamenti per i quaranta anni dalla sua fondazione, la nuova serie “Inserzioni”, un nuovo format volto a commissionare ad artisti contemporanei un’opera pensata per il Castello. La prima edizione del progetto, dal 26 settembre fino a febbraio 2026, vede coinvolti gli artisti Guglielmo Castelli (Torino, 1987), Lydia Ourahmane (Saïda,1992) e Oscar Murillo (Valle del Cauca, 1996). In concomitanza con “Inserzioni”, il Museo presenta anche l’opera vincitrice del Premio Collective 2025 “Cultural Lost and Learned by Heart: Butterfly”(2021) di Adji Dieye (Milano, 1991) e la recente acquisizione tramite il bando PAC del Ministero della Cultura italiano di “Mare con gabbiano” di Piero Gilardi (Torino, 1942-2023) e di “a.C.”(2017) di Roberto Cuoghi (Modena, 1973).

“Inserzioni”, con cadenza semestrale, trasforma gli spazi dedicati alla collezione del Museo in una mostra collettiva in divenire, e introduce nuove commissioni nel tessuto della collezione del Castello di Rivoli, invitando una selezione di artisti contemporanei rilevanti oggi a intervenire ciascuno in una sala del museo, per relazionarsi con l’architettura aulica e le altre opere allestite. Il format, della durata di sei mesi, e rinnovato due volte l’anno, trasforma sale solitamente dedicate alla collezione in una mostra collettiva in continua evoluzione, apportando le nuove voci artistiche a cui normalmente i musei dedicano una sala a parte. Questo permette di arricchire l’offerta culturale degli allestimenti della collezione, con artisti, movimenti e aree geografiche finora non pienamente rappresentati nella storia espositiva e nel patrimonio artistico del Museo.
Ispirandosi alla formula inaugurata dal primo direttore Rudi Fuchs, per la prima mostra “Ouverture” del 1984, ogni artista è invitato a creare un’opera specificamente concepita per una stanza delle sale auliche del Castello, quasi a collaborare con esse attraverso il tempo storico. Come per la prima mostra, gli artisti vengono messi al centro del progetto sottolineando il valore delle ricerche individuali di ciascuno di loro. Il Museo intende mantenere la sua caratteristica apertura alle voci e agli artisti della storia dell’arte. Questo modus operandi incorpora oggi principi quali inclusione, apertura ad altre culture e approcci e partecipazione sociale e culturale.  Un’altra particolarità del Castello riguarda il suo carattere non finito, che lo trasforma in un contenitore che gli artisti possono completare, così da far nascere esperienze ed allestimenti unici.
Il progetto è sostenuto da Radical Commissioning Group, un gruppo ristretto di benefattori che crede, come Museo, nella necessità di dare carta bianca agli artisti per creare opere visionarie dando la possibilità contemporaneamente all’istituzione di espandere la propria voce.

Guglielmo Castelli presenta la nuova serie scultorea da esporre nella sala affrescata dedicata ai continenti, serie che vede alcuni dei personaggi che popolano i suoi dipinti sfuggire da essi per esibire in forma bidimensionale, in curiosi ambienti tridimensionali, un’idea di infanzia silenziosa e di attesa. Le figure umane delle opere, realizzate su ritagli di carta, sono coreografie intorno a piccole maquette di tavoli progettati dall’artista in ambiente casalingo e teatrale immaginario. Alle pareti una serie di dipinti, tra cui uno monumentale di oltre 3 metri, raffigurano le atmosfere fantastiche e condensate tipiche di Castelli, in cui si svolgono molteplici azioni, cadute e fallimenti. Nella sala adiacente sono esposte alcune opere su carta e, per la prima volta una speciale presentazione di materiali preparatori e di quaderni di schizzi di Castelli, che comprendono studi di personaggi del suo mondo inventato, apparenti scariche diventano ecosistema e stratificazione, insieme a prove di composizione che rivelano il processo di composizione dei suoi quadri.

“Per Voce” del 2025 è una nuova commissione di Lydia Ourahmane, realizzata in collaborazione con la sorella Sarah, compositrice e musicista. Una composizione scritta per tre cantanti non vedenti, che si sviluppa in due spazi del Museo: appena visibile, ma percettibile al tatto, la partitura è incastonata nelle pareti di ogni stanza, e rimane dunque aperta a future attivazioni. La partitura analizza l’architettura completamente determinata dalle dimensioni della stanza, con finestre e porte che dettano le pause e la lunghezza delle pareti che modella la durata. Una volta attivata, ogni cantante segue con la mano la propria parte tracciando la partitura in Braille, mentre si muove per il Castello. Le partiture si presentano come un’unica riga con le note, la loro durata, l’altezza in ottave, le legature, le pause e le istruzioni comunicative in sequenza.

In seguito a una visita al Museo, Oscar Murillo ha scelto la Sala 18 come ambientazione per la sua installazione immersiva site-specific “A see of history” (2025). L’opera riunisce 48 dipinti della serie “Disrupted Frequences”, di Murillo, che invita i visitatori a esperire l’opera dal basso, con l’affresco caduto e sospeso nel tempo. Composta da un arazzo di tele intrecciate, l’installazione esplora una tensione tra visione e vastità, immaginando nuovi territori scolpiti in un mare di segni stratificati. Iniziata nel 2013, “Frequences” prevedeva il posizionamento di tele vuote sui banchi di scuola di tutto il mondo, e la cattura di segni consci e inconsci lasciati dagli studenti. Concepite dall’artista come dispositivi di registrazione analogica, queste tele fungono da registro frammentato di una frequenza culturale, sociale e globale. Su questi frammenti Murillo ha lavorato con varie tonalità di blu, applicando pennellate gestuali di pittura a olio e una miscela di pigmento iridescente che ricorda sia l’oceano sia il cielo, elementi che legano e separano lo spazio geografico. In questo terreno sospeso, la storia e il tempo diventano incerti e aperti alla riconfigurazione. L’installazione sarà acquisita dal Museo al termine della mostra.

Mara Martellotta

Piazze e saloni

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FRECCIATE

Un salone dell’auto a Torino che non è più la città dell’auto e  dopo tutte le recenti vicende anche giudiziarie  della famiglia  Agnelli – Elkann? Una famiglia che non ha più il diritto morale di vivere a Torino.  Un  salone con poco senso purtroppo. Sembra  infatti che sarà  un salone di auto prevalentemente cinesi. L’auto italiana quasi non c’è più. Neppure il Presidente della Repubblica viaggia più su una macchina italiana. Cosa voglia dire un salone a Torino oggi non so dirlo. Torino ha il museo dell’auto. Chi lo ideò, vide lontano. Circa le piazze non ho idee precise. Certo Cioccolatò o altre feste campagnole in piazza San Carlo erano peggiori del Salone dell‘Auto nella città in cui la Fiat si è suicidata. Questa è diventata una città di camerieri, era una città di operai che producevano, malgrado i sindacati abbiamo fatto di tutto per assecondare il suicidio della Fiat.

Pier Franco Quaglieni

Inaugurato a Bairo il nuovo polo SAM dedicato alle ambulanze

 

Bartoli: “Competenza, innovazione e servizio alle comunità: un investimento che rafforza la filiera del soccorso in Canavese”

Oggi a Bairo è stato inaugurato il nuovo polo che SAM dedica alla realizzazione e al supporto dei mezzi di soccorso. Un progetto che nasce nel cuore del Canavese e che punta a mettere a disposizione del territorio competenze tecniche, capacità di allestimento e assistenza post-vendita per ambulanze, automediche e veicoli per il trasporto disabili. L’apertura è stata anticipata e promossa sui canali social locali come showroom “Ambulanze e mezzi di soccorso, Trasporto disabili, Automediche”, con taglio del nastro oggi, sabato 27 settembre.

“È stato per me un vero privilegio avere l’onore di tagliare il nastro: un gesto simbolico che rappresenta non solo l’apertura di un nuovo spazio, ma l’inizio di un percorso fatto di impegno, innovazione e servizio verso chi ha più bisogno”, ha dichiarato Sergio Bartoli, Consigliere regionale e Presidente della V Commissione Ambiente del Piemonte.

Un grazie sentito al proprietario Mattia Santin, la cui visione e determinazione hanno reso possibile questo passo, e un ringraziamento speciale a Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Carabinieri, Sindaci e Amministratori, così come a tutti i volontari e alle istituzioni presenti, che con la loro partecipazione hanno dato ulteriore significato al momento inaugurale.

“Con questo nuovo polo – ha aggiunto Bartoli – rafforziamo l’ecosistema locale del soccorso: mezzi più sicuri, affidabili ed efficienti significano tempi di risposta migliori e maggiore tutela per operatori e cittadini.”

Espulso dalla polizia integralista bangladese

A seguito dell’attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato, la DIGOS di Torino e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzionehanno espulso  e rimpatriato in Bangladesh un cittadino straniero di anni ventidue.

Lo straniero è emerso negli ambienti virtuali di matrice jihadista ostentando a mezzo social una vera e propria fascinazione per il terrorismo confessionale, celebrando le organizzazioni terroristiche Al Qaeda e Stato Islamico, nonché contenuti di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, istigando a commettere atti di violenza.

Alla luce delle prime risultanze d’indagine la Procura della Repubblica di Torino ha disposto a suo carico la perquisizione domiciliare e informatica, eseguita lo scorso 5 marzo con esito positivo dalla DIGOS di Torino, con il supporto operativo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dell’omologo Ufficio di Asti.

Infatti dallo sviluppo dell’attività investigativa è stato di fatto riscontrato che l’indagato ha posto in essere condotte apologetiche e istigatorie del terrorismo, nonché alimentato la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi discriminatori contro il popolo ebraico. Inoltre è stata accertata la presenza di manualistiche per la fabbricazione artigianale di esplosivi e sulle tecniche e le tattiche di guerriglia.

Pertanto lo straniero, dopo un iniziale trattenimento presso il CPR di Milano Corelli disposto con decreto del Questore di Asti, è stato espulso dalla Questura di Milano mediante accompagnamento in Bangladesh a mezzo volo aereo organizzato dalla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere.

Recaro Automotive: il sedile dell’auto è una macchina nella macchina

IL TORINESE WEB TV

Ai nostri microfoni l’A.D. Recaro Automotive Luca Pino, spiega come il sedile dell’auto venga considerato come una macchina nella macchina e richieda, da parte degli ingegneri e degli operatori del settore, un’attenzione pari a quella della progettazione della vettura stessa. Proma Group, un’azienda italiana di Caselette (Torino), specializzata nella produzione di componenti automobilistici, ha siglato un accordo per l’acquisizione di Recaro Automotive Germany, ed è stata la prima industria italiana a comprare una fabbrica tedesca! Il sedile di una moderna automobile, spiega il dott. Luca Pino, non è più un semplice supporto su cui sedersi per guidare o viaggiare: è diventato un concentrato di ergonomia, sicurezza e tecnologia. In un’epoca in cui l’esperienza di guida è sempre più orientata al comfort e alla personalizzazione, il sedile assume un ruolo centrale nell’abitacolo, contribuendo al benessere di conducente e passeggeri. L’ergonomia è uno degli aspetti principali nella progettazione dei sedili moderni. Le case automobilistiche collaborano con ingegneri e fisioterapisti per sviluppare sedili che garantiscano la giusta postura anche nei lunghi viaggi. Alcune caratteristiche comuni nei modelli di fascia media e alta includono: Supporto lombare regolabile. Sedili riscaldati e ventilati. Funzione massaggiante. Memoria delle posizioni. I materiali utilizzati spaziano dalla pelle naturale a tessuti tecnici traspiranti, dal carbonio all’alluminio, fino ad arrivare a materiali riciclati nelle auto più attente alla sostenibilità. Il sedile ha un ruolo fondamentale anche nella sicurezza: compatibilità con sistemi ISOFIX, un sistema di attacco per seggiolini per bambini che garantisce un fissaggio sicuro e standardizzato del seggiolino al telaio dell’auto, senza dover usare le cinture di sicurezza. Il design del sedile, inoltre, è un elemento distintivo nell’estetica dell’abitacolo. I costruttori offrono oggi una vasta gamma di opzioni di personalizzazione, dalla forma dei sedili sportivi a quella dei sedili comfort per il segmento premium. Le cuciture, i colori, gli inserti in legno o metallo e le finiture contribuiscono, inoltre, a definire lo stile interno del veicolo.

Francesco Valente

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Torino: capitale del Barocco tra palazzi, chiese e monumenti

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Scopri – To      Alla scoperta di Torino

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Torino è una città che incanta con il suo fascino elegante e la sua ricca eredità artistica. Tra le epoche che hanno definito il suo volto, il Barocco occupa un posto speciale, trasformando la capitale sabauda in un teatro di grandiosità e bellezza. Questa corrente artistica, sviluppatasi tra il XVII e il XVIII secolo, ha influenzato profondamente la città, sia dal punto di vista urbanistico che architettonico, grazie al lavoro di grandi maestri come Guarino Guarini e Filippo Juvarra. Torino, infatti, è un museo a cielo aperto, dove i palazzi, le chiese e i monumenti narrano una storia di potere, fede e splendore artistico.
PALAZZI BAROCCHI: la Torino nobiliare.
I palazzi nobiliari di Torino sono tra i migliori esempi dell’architettura barocca in Italia. Camminando lungo le vie del centro, come Via Po o Via Garibaldi, è possibile ammirare eleganti facciate, portoni monumentali e cortili interni decorati con statue e fontane. Tra i più celebri spicca PALAZZO CARIGNANO, una delle opere più iconiche di Guarino Guarini. Costruito nel 1679, il palazzo si distingue per la sua facciata ondulata in mattoni rossi, un esempio di come il Barocco giochi con forme e volumi per creare un effetto dinamico. Oggi, Palazzo Carignano ospita il Museo Nazionale del Risorgimento, ma un tempo fu sede del primo Parlamento italiano.
Un altro gioiello barocco è PALAZZO BIRAGO DI BORGARO, progettato da Filippo Juvarra. Situato in Via Carlo Alberto, questo palazzo è un esempio di raffinatezza e funzionalità, con interni decorati da affreschi e stucchi che riflettono il gusto della nobiltà torinese dell’epoca. PALAZZO GRANERI DELLA ROCCIA, invece, è famoso non solo per la sua architettura ma anche per aver ospitato eventi culturali e letterari che hanno segnato la vita intellettuale della città.
PALAZZO MADAMA: un viaggio attraverso i secoli; si erge nel cuore di Piazza Castello, è un edificio che racconta la storia di Torino come nessun altro. Nato come Porta Romana, il palazzo è stato trasformato nei secoli fino a diventare una delle residenze preferite delle “Madame Reali”, le potenti reggenti sabaude. La sua trasformazione barocca è opera di Filippo Juvarra, che progettò la monumentale facciata in marmo. Con le sue colonne corinzie, i timpani e le ampie finestre, Juvarra riuscì a creare un’opera che combina eleganza e maestosità. Oggi, il palazzo ospita il Museo Civico d’Arte Antica, un luogo dove storia e arte si incontrano in un percorso che va dal Medioevo al Settecento.
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CHIESE BAROCCHE: la fede diventa spettacolo.
Le chiese barocche di Torino sono capolavori che uniscono devozione e creatività architettonica. La CHIESA DI SAN LORENZO, progettata da Guarino Guarini, è un esempio straordinario di come il Barocco utilizzi la luce e la geometria per creare un’esperienza spirituale unica. L’interno, con la sua cupola complessa e luminosa, sembra dissolversi in un intreccio di archi e aperture, invitando il fedele a guardare verso il cielo.
Un’altra meraviglia è la CHIESA DEI SANTI MARTIRI, situata in Via Garibaldi. Costruita dai Gesuiti, questa chiesa è famosa per i suoi ricchi interni, decorati con marmi policromi, affreschi e stucchi dorati. La CHIESA DELLA CONSOLATA, invece, è un esempio di come il Barocco sia stato utilizzato per rinnovare edifici più antichi. Il santuario, dedicato alla Madonna Consolata, è un luogo di grande devozione popolare, ma anche un capolavoro architettonico, grazie all’intervento di Guarini e Juvarra.
LA BASILICA DI SUPERGA, tra cielo e terra,
è uno dei simboli più riconoscibili di Torino. Situata su una collina che domina la città, la basilica fu progettata da Filippo Juvarra per celebrare la vittoria di Torino sull’assedio francese del 1706. La sua posizione panoramica, combinata con l’imponenza della struttura, rende Superga un luogo unico, dove arte e natura si incontrano. All’interno si trovano le tombe della Famiglia Reale dei Savoia, mentre il piazzale offre una vista mozzafiato dalle Alpi alla città sottostante.
LA REGGIA DI VENARIA è la Versailles piemontese; un altro capolavoro barocco, una delle residenze sabaude più grandiose. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la reggia è un esempio perfetto di come il Barocco sia stato utilizzato per glorificare il potere regale. I suoi giardini, la Galleria di Diana e la Cappella di Sant’Uberto sono solo alcune delle meraviglie che attendono i visitatori. Restaurata negli ultimi decenni, la reggia è oggi uno spazio culturale dinamico, che ospita mostre ed eventi internazionali.
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IL BAROCCO NEL TESSUTO URBANO tra piazze e portici.
Il Barocco non si limita ai palazzi e alle chiese, ma definisce anche l’urbanistica di Torino. Le piazze principali, come PIAZZA SAN CARLO, sono esempi di come lo spazio pubblico possa essere trasformato in un luogo di bellezza e armonia. I PORTICI, che si estendono per chilometri, sono un’altra caratteristica unica della città, offrendo riparo e un senso di continuità tra gli edifici.
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TORINO, un patrimonio da vivere, non solo  una città da visitare, ogni strada, ogni palazzo e ogni chiesa raccontano una storia di grandezza e innovazione. Il Barocco, con la sua capacità di sorprendere e affascinare, è parte integrante dell’identità di Torino, una città che continua a incantare chiunque la scopra.
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NOEMI GARIANO

Ma la sinistra che destra vorrebbe?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo


C’è un aspetto di grande interesse nell’attuale politica italiana. Anche se, per essere onesti
intellettualmente, è una domanda che campeggia già sin dall’inizio della seconda repubblica.
Anche se dopo il voto del 2022 è divampato in modo persin plateale. E la domanda è alquanto
semplice. E cioè, ma qual’è il modello di centro destra che la sinistra italiana – nella sua attuale
versione radicale, massimalista, populista ed estremista – desidera o preferisce? Faccio questa
domanda perchè i vari conduttori dei talk televisivi di sinistra – da Gruber a Formigli, da Floris a
Gramellini a molti altri -, i numerosissimi intellettuali che supportano il cosiddetto ‘campo largo’ e
gli stessi esponenti politici di questa coalizione, continuano a sostenere che purtroppo in Italia
non c’è un centro destra liberale, conservatore, democratico, riformista e realmente di governo.

Ovvero, detto con altre parole, non c’è un destra affidabile. Esiste, per usare il linguaggio corrente
di tutti i maggiori opinionisti e commentatori di sinistra, “una destra destra” illiberale,
tendenzialmente antidemocratica, certamente anti costituzionale e pericolosissima per la stessa
tenuta democratica del nostro paese e per salvaguardare le regole dello Stato di diritto. Insomma,
per farla breve, si tratta di una coalizione – quella dell’attuale centro destra – che può
tranquillamente degenerare, come dicono tutti i santi giorni i vari capi della sinistra, in una sorta
di regime antidemocratico, illiberale, dispotico, tirannico e profondamente e schiettamente anti
costituzionale.

Ora, ed arriviamo al punto centrale di questa riflessione, quale sarebbe il modello di centro destra
più gradito e più gettonato dall’attuale sinistra e dai suoi supporter mediatici? Credo, e senza
avere affatto la presunzione di interpretare quella corrente di pensiero, che si tratta di un modello
che si articola sostanzialmente in tre passaggi di fondo.

Innanzitutto dovrebbe essere un centro destra che non supera assolutamente il 5% dei consensi
elettorali. O meglio, per restare larghi, che non deve oltrepassare il 10% dell’elettorato italiano.
Una sorta, per tornare alla concreta esperienza della prima repubblica, di sommatoria
dell’elettorato del PLI e del PRI. Appunto, al di sotto del 10%.

In secondo luogo non dovrebbe essere un centro destra radicalmente alternativo alla sinistra
perchè altrimenti – ed è persin inutile ricordarlo – si mettono in discussione i principi fondamentali
della democrazia. E questo perchè, come noto, i valori democratici e costituzionali si identificano
sostanzialmente con i partiti della sinistra. Seppur nella sua multiforme espressione.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, un centro destra credibile, e quindi accettabile,
dovrebbe sempre riconoscere la “superiorità morale” della sinistra e, al contempo, una incapacità
del declinare un vero e proprio progetto politico. O progetto di società. E questo non per
arroganza ma per un fatto politico e strutturale quasi oggettivo.

Ecco perchè, cercando di restare seri e anche trasparenti, forse è arrivato il momento per dire – al
di là delle singole e scontate valutazioni politiche che ciascuno può e deve fare – che un centro
destra democratico, riformista, credibile e di governo non deve essere accettato e certificato dallo
schieramento alternativo. Nel caso specifico dall’attuale sinistra. Perchè in democrazia c’è una
sola regola, piaccia o meno ai molteplici salotti, che vale. Ed è il giudizio popolare quando è
democraticamente e liberamente espresso. Tutto il resto, purtroppo, o è un semplice desiderio
oppure, nel peggiore dei casi, un modo per limitare e distorcere la democrazia. Ma sino a quando
vige l’attuale Costituzione tutto ciò non è possibile.

Il Centro del cavallo  in concessione biennale alla Federazione sport equestri

“La proposta di concessione ponte biennale alla Fise mira a garantire la continuità gestionale del ‘Centro del Cavallo’ di Druento, situato nel Parco regionale La Mandria”. Lo ha annunciato  l’assessore al Patrimonio Gianluca Vignale, che ha informato la prima Commissione presieduta da Roberto Ravello, sulla situazione alla cascina Rubbianetta, importante bene di proprietà regionale.

“La Regione Piemonte, in seguito a bando, lo aveva concesso a una cooperativa agricola, dichiarata decaduta per gravi inadempienze, decadenza confermata con sentenza del Consiglio di Stato. Nonostante l’ordine di sgombero del 17 ottobre 2024, la cooperativa occupa ancora senza titolo la Cascina Rubbianetta, i manufatti e terreni pertinenziali e il Recinto Campi Gare Equestri”, ha aggiunto Vignale.
Per evitare vuoti gestionali e garantire la cura dei cavalli presenti, la Regione ha avviato interlocuzioni con federazioni equestri senza scopo di lucro. La Federazione Italiana Sport Equestri (Fise), ente di rilevanza nazionale affiliato al Coni, ha manifestato disponibilità a una concessione biennale gratuita.
La concessione riguarda la Cascina Rubbianetta e il Recinto Campi Gare Equestri, con facoltà di rinnovo e recesso anticipato della Regione per motivi di interesse pubblico. La Federazione dovrà occuparsi di custodia, gestione e utenze, con possibilità di stabilire tariffe per stallaggio, attività sportive, ricreative e promozionali, senza fini di lucro. Eventuali proventi eccedenti i costi dovranno essere reinvestiti nella struttura o nelle attività interne.
Nessun corrispettivo sarà dovuto dalla Regione, mentre restano a suo carico la manutenzione ordinaria e straordinaria, edile e impiantistica, per un importo stimato in 25.000 euro nel triennio 2025-2027. La convenzione disciplinerà i rapporti, riconoscendo alla Fise anche la possibilità di accedere a contributi e agevolazioni pubbliche per attività coerenti con i propri fini statutari.
“La concessione ponte – ha concluso l’assessore – si configura dunque come soluzione transitoria e strategica per salvaguardare gli interessi pubblici, garantire la continuità sportiva e culturale e valorizzare un patrimonio regionale di rilievo nazionale”.
È intervenuta Sara Disabato (M5s), per chiedere quale possa essere “il destino dei cavalli attualmente nella struttura”.
“Abbiamo comunicato a tutti i possessori dei cavalli – ha risposto Vignale – che il loro animale è ospitato in una struttura gestita da un soggetto che dovrebbe essere allontanato dall’ufficiale giudiziario. Ci siamo attivati per gestire la custodia degli animali, ma i proprietari potranno ovviamente spostarlo altrove”.
La Commissione ha infine deciso un sopralluogo alla struttura, la cui data sarà comunicata nella prossima seduta.

CAMERA compie 10 anni di immagini, storie e visioni

Apertura straordinaria per il pubblico:
martedì 30 settembre, dalle 21.00 alle 24.00

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, Torino

www.camera.to

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia compie 10 anni il 1° ottobre 2025 e dà il via ai festeggiamenti per questo importante anniversario con l’apertura della grande mostra dedicata alla fotografa americana Lee Miller, a cura del direttore artistico Walter Guadagnini: un percorso da non perdere attraverso più di 160 immagini, molte delle quali pressoché inedite e tutte provenienti dai Lee Miller Archives, per una lettura sia pubblica che intima del lavoro e della straordinaria personalità di questa grande fotografa americana.

La mostra sarà inaugurata il 30 settembre con un’apertura straordinaria e gratuita, dalle ore 21 alle 24: un regalo che CAMERA offre al suo pubblico e alla città tutta.

Nel corso dei successivi 10 mesi di festeggiamenti CAMERA proporrà un programma di attività che sarà volto a riflettere sulla fotografia del presente e del futuro, all’interno del quale si succederanno mostre di grandi autrici e grandi autori storici e contemporanei, incontri di confronto e approfondimento sul presente e sul futuro della fotografia, giornate di studio sulla fotografia documentaria e sul mondo degli archivi, workshop per giovani artisti, appuntamenti di editoria fotografica ed eventi pubblici per celebrare CAMERA e l’arte dello scatto.

Fotografia del presente e del futuro è anche il fil rouge del nuovo look delle finestre esterne di CAMERA dove, dall’1 ottobre, si potranno leggere frasi di celebri fotografe e fotografi che danno la loro definizione di fotografia. Sulle due facciate di CAMERA (in via delle Rosine e in via Giolitti) si alterneranno, con un risultato curioso e a tratti divertente, frasi richieste per l’occasione a fotografe e fotografe con le quali CAMERA ha collaborato – come Erik Kessel, Susan Meiselas, Paolo Ventura – e citazioni di grandi nomi del passato – come Man Ray, Lee Miller, Henri Cartier-Bresson, per citarne alcuni.

Aperto nel 2015 a Torino con il desiderio di creare una “casa” per la fotografia, CAMERA è diventato anno dopo anno un vero e proprio centro culturale dove si propongono al pubblico mostre, incontri, laboratori, workshop, appuntamenti legati alla ricerca, occasioni di scambio e dialogo sulla fotografia di ieri, di oggi e di domani: un punto di riferimento nazionale e internazionale per la diffusione della cultura fotografica in Italia, aperto a fotografe e fotografi, studiosi, appassionati e chiunque voglia conoscere l’arte dello scatto.

E proprio all’alba del suo decimo compleanno, CAMERA è stato recentemente (giugno 2025) premiato nella categoria Spotlight ai Lucie Awards 2025 – uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali nel settore – per la sua capacità di rivolgersi a vari pubblici grazie a un ricco palinsesto di iniziative che fa dell’inclusione e dell’ascolto elementi centrali della sua identità e della sua missione culturale, caratterizzata anche da un forte impegno sociale e un marcato spirito divulgativo.

CAMERA compie dieci anni: un traguardo che celebriamo con entusiasmo, orgoglio e anche tanta emozione – commenta il presidente di CAMERA, Emanuele Chieli. E lo faremo insieme, per dieci mesi, con il ricordo del passato e il cuore e lo sguardo rivolti al futuro. Tornano alla mente i momenti intensi che hanno preceduto l’apertura di CAMERA al pubblico: le prime idee, le sfide immaginate, gli ostacoli affrontati e superati, i progetti che, passo dopo passo, hanno preso vita. Ogni ricordo è colmo di passione e determinazione, e contribuisce a rendere questo anniversario ancora più significativo. In questi dieci anni abbiamo costruito un percorso solido, fatto di impegno, visione e risultati di cui siamo profondamente fieri. Ma è soprattutto la consapevolezza del ruolo culturale e sociale che CAMERA ha saputo conquistarsi, in Italia e all’estero, a darci la spinta per guardare avanti con rinnovata energia e responsabilità. Abbiamo lavorato per rendere la fotografia un linguaggio accessibile, vivo, capace di parlare a pubblici diversi. L’arte fotografica, per noi, è sempre stata uno strumento di dialogo e inclusione. Per questo, l’abbattimento delle barriere – fisiche, cognitive, culturali – è stato e continuerà a essere al centro delle nostre azioni. E continueremo a farlo, animati dall’amore profondo per la fotografia e dalla gratitudine verso tutte le persone che, in modi diversi, hanno camminato con noi lungo questo percorso. Brindiamo così ai nostri primi dieci anni, con il cuore pieno di riconoscenza, e ci prepariamo ad accogliere i prossimi dieci con entusiasmo, pronti a nuove sfide, nuovi progetti e nuove emozioni da condividere.

CAMERA è ESPORRE, RACCONTARE, DIFFONDERE

Sono 600mila i visitatori che in questo primo decennio hanno visitato le 85 mostre che si sono susseguite negli spazi di via delle Rosine. Sin dalla sua apertura, accompagnata da un’esposizione dedicata al fotografo ucraino Boris Mikhailov, CAMERA ha portato in scena celebri maestre e maestri della fotografia – come Eve Arnold, Margaret Bourke-White, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, André Kertész, Tina Modotti, Man Ray solo per citarne alcuni – oltre ai grandi nomi del panorama contemporaneo, da Sandy Skoglund a Martin Parr, ponendo particolare attenzione all’opera di autori italiani riconosciuti a livello internazionale come Carlo Mollino, Gianni Berengo Gardin, Paolo Ventura, Mimmo e Francesco Jodice. Dieci anni di immagini, storie e visioni durante i quali CAMERA ha anche oltrepassato i confini cittadini per approdare in altre prestigiose sedi su in vari paesi europei, curando e organizzando mostre che sono state allestite anche in altre sedi espositive, da Milano a Perugia, da Anversa a Winterthur, da Tours ad Arles. Con la sua Project Room, inoltre, ha dato voce a nuovi talenti, idee e visioni così come a progetti sperimentali, per stimolare il confronto e approfondire il racconto della realtà attraverso le immagini.

Grazie a CAMERA il grande pubblico è entrato in contatto con i protagonisti della fotografia contemporanea: con 350 ospiti in 250 appuntamenti aperti al pubblico, assolute leggende e grandi protagonisti della fotografia internazionale – come Cristina de Middel, Joan Fontcuberta, Erik Kessels, Susan Meiselas, Zanele Muholi, Walter Niedermayr, Paolo Pellegrin, Ferdinando Scianna – sono state ospitate nei suoi spazi insieme a direttori di musei, studiosi, giornalisti, influencer.

Sin dall’apertura, CAMERA si è posto in dialogo con realtà internazionali, a partire dell’agenzia Magnum, socio fondatore del centro, al MoMA, al Jeu de Paume, a Les Rencontres de la Photographie d’Arles, alla Fondation Henri Cartier-Bresson, ai Lee Miller Archives, per indicarne alcuni; dal 2016 ha attivato una collaborazione con l’ICP – International Center of Photography, con cui ogni anno organizza un programma di alta formazione professionale. Un’occasione unica, in Italia e in Europa, per formarsi con i docenti di una scuola di eccellenza e approfondire il linguaggio della fotografia documentaria contemporanea. Altra collaborazione internazionale attiva dal 2018 è quella con numerose realtà europee che ha dato vita a FUTURES (EPP – European Photography Platform), piattaforma per talenti emergenti della fotografia sostenuta dell’Unione Europea, attraverso il programma Europa Creativa, di cui CAMERA è unico partner italiano.

CAMERA è EDUCARE, DIVULGARE, PARTECIPARE

Da sempre animata da una spiccata attenzione per l’educazione all’immagine, CAMERA progetta da sempre percorsi educativi e attività didattiche finalizzate alla divulgazione della fotografia, con l’intento di coinvolgere un’utenza ampia e articolata per tipologia, età e bacino territoriale.

Pioniera del settore, CAMERA ha lanciato a fine 2022 Imaginarium, innovativa piattaforma digitale gratuita di educazione all’immagine unica in Italia, nata per favorire la valorizzazione dei contenuti proposti dal Centro e, al contempo, ampliare l’accessibilità della programmazione didattica di CAMERA a pubblici diversi per età, formazione, cultura, con particolare attenzione alle disabilità. Progetto sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, su Imaginarium si possono trovare approfondimenti, esperienze digitali e percorsi formativi interattivi.

Particolarmente sensibile all’accessibilità museale, CAMERA ha proposto progetti come La storia della fotografia nelle tue mani che, nel 2023, è stato il primo percorso espositivo italiano multisensoriale e multimediale permanente che ripercorre le tappe fondamentali della storia della fotografia in modo accessibile a tutte e tutti, pensato in particolare per persone cieche o ipovedenti.

Oltre ad abbattere le barriere cognitive e sensoriali, grazie a risorse PNRR-NextGenEU e Regione Piemonte, CAMERA ha rinnovato i suoi spazi nel 2023 per eliminare anche le barriere fisiche in linea con la sua missione divulgativa e sociale.

CAMERA è CONSERVARE, ORDINARE, VALORIZZARE

Attraverso una specifica progettualità dedicata agli archivi, il Centro è impegnato nella valorizzazione del patrimonio fotografico, con attività di ricerca, catalogazione e digitalizzazione di raccolte pubbliche e private, la realizzazione di mostre e pubblicazioni, la partecipazione a convegni e attività formative nell’ambito della fotografia in archivio, la consulenza scientifica in materia di fotografia storica. Sin dalla fondazione, CAMERA porta avanti il Censimento delle raccolte fotografiche in Italia, realizzato in partnership con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del MiC, cura i progetti di catalogazione dell’Archivio Fotografico Valdese, della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e di numerose realtà locali. Accanto alla formazione specialistica in tema di archivi fotografici – offerta tramite le Summer School nazionali “Una settimana da archivista”, i corsi presso l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Archivistica e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Torino – CAMERA ha realizzato progetti di recupero del patrimonio storico: i fondi Michele Pellegrino, Piero Bedino di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, l’archivio Francesco Jovane, l’archivio fotografico Ilva Italsider di Bagnoli. CAMERA partecipa, inoltre, alle attività di ANAI – Associazione nazionale archivisti italiani, è socio sostenitore di Musei Impresa ed è protagonista della recente nascita (2025) del Tavolo di lavoro nazionale sulla fotografia in seno a ICOM – International Council of Museums.

Fondazione Club Silencio in collaborazione con Ventive firma Tech Villa

L’unico side event continuativo di Italian Tech Week

 

Dal 30 settembre al 2 ottobre a Villa Sanquirico, nel centro di Torino, Club Silencio e Ventive ospitano tre giorni di incontri, installazioni e talk per vivere l’innovazione di Italian Tech Week in un hub serale dedicato a tecnologia, creatività e networking

 

Dal 30 settembre al 2 ottobre

Villa Sanquirico – via F. Campana 37, Torino

 

In occasione di Italian Tech Week 2025 – una delle conferenze più rilevanti in Europa su tecnologia, innovazione e imprenditorialità, che dal 1 al 3 ottobre porterà alle OGR Torino oltre 15.000 partecipanti da tutto il mondo – Fondazione Club Silencio apre Tech Villail primo e unico side event continuativo della manifestazione, realizzato in collaborazione con Ventive, l’azienda di investimenti e advisory per startup, fondata nel 2019 da Roberto Sfoglietta, main sponsor dell’evento. Dal 30 settembre al 2 ottobre, Villa Sanquirico (via F. Campana 37) diventa la residenza serale dell’innovazione, un hub che accende Torino con installazioni interattive, talk, momenti di networking e performance artistiche. Un contesto aperto, accessibile e informale, pensato per amplificare l’energia di Italian Tech Week e trasformarla in esperienza condivisa.

 

Se Italian Tech Week rappresenta il cuore istituzionale dell’innovazione, Tech Villa ne è l’estensione esperienziale: un luogo dove founder, investitori, creativi, ricercatori e pubblico si incontrano senza filtri, tra una conversazione e una performance, tra un esperimento immersivo e un brindisi in giardino. Promossa da Club Silencio, realtà che dal 2017 crea format culturali capaci di fondere linguaggi creativi e innovazione, in collaborazione con Ventive – società che negli ultimi anni è diventata il punto di riferimento dell’ecosistema startup e venture capital pre-seed e seed in Italia contando ad oggi un network di più di 200 investitori con oltre 35 operazioni di successo – Tech Villa porta nel vivo della città uno sguardo diverso sull’ecosistema tech: meno formale, più accessibile e vivace, stimolando riflessioni e connessioni, trasformando l’innovazione in esperienza collettiva. Un laboratorio vivo, dove la città diventa teatro di confronto tra imprenditori, sviluppatori, artisti e ospiti, in un’atmosfera informale che unisce rigore e leggerezza.

 

“Con Tech Villa vogliamo dimostrare che Torino è capace di accendere conversazioni nuove e di farlo nei momenti in cui la città è già attraversata da energie e fermento. Da sempre il lavoro di Club Silencio è quello di creare spazi in cui culture, linguaggi e comunità possano incontrarsi: oggi lo facciamo portando il mondo dell’innovazione in un contesto più aperto, informale e accessibile, dove la tecnologia dialoga con la creatività e diventa esperienza condivisa. È così che crediamo si possa davvero valorizzare il territorio, generando impatto culturale e sociale che resta anche oltre i giorni dell’evento” – Alberto Ferrari, Presidente Fondazione Club Silencio.

 

“Per Ventive, essere Main Sponsor della Tech Villa significa rafforzare il nostro impegno nel cuore dell’ecosistema italiano dell’innovazione. Siamo convinti che solo lavorando come un’unica squadra – investitori, startup e istituzioni – sia possibile far crescere il Paese e renderlo più competitivo a livello internazionale. La nostra visione è guidare l’innovazione nel Paese, costruendo un ecosistema sempre più solido, capace di attrarre capitali e generare opportunità concrete per le nuove generazioni di imprenditori” – Roberto Sfoglietta, CEO Ventive.

 

Villa Sanquirico, palazzina ottocentesca già protagonista di Art Week e Open House Torino, accoglierà il pubblico tra 1.000 m² di sale interne e 2.000 m² di area esterna, tra serra e gazebo, trasformati in palcoscenico per installazioni, talk, momenti di relax e live set. La scenografica hall sarà dedicata a performance artistiche e musicali, mentre gazebo e serra all’aperto offriranno un after-event tra natura, musica e drink.

 

Il 30 settembre, la sessione di apertura di Tech Villa inaugurerà ufficialmente i tre giorni di eventi con uno sguardo strategico al ruolo dell’innovazione nello sviluppo del territorio. Un momento per raccontare la nascita del progetto e spiegare l’importanza di ampliare il dibattito sull’innovazione oltre la cornice di Italian Tech Week. L’incontro metterà in luce il valore degli eventi diffusi in città, capaci di attivare nuove comunità, connettere imprese, istituzioni e cittadini e generare un impatto concreto sul tessuto urbano, sottolineando la necessità di un ecosistema aperto e collaborativo in grado di valorizzare il territorio e attrarre nuove energie. A intervenire saranno Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale della Città di Torino, Federico Sandrone, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, e Alberto Ferrari, Presidente della Fondazione Club Silencio.

 

Tech Villa sarà anche luogo di connessioni ad alto livello con l’Investor Dinner di European Innovation Council (EIC), appuntamento riservato a investitori e protagonisti del deep tech europeo. Un riconoscimento che conferma la capacità di Club Silencio di creare spazi di valore e favorire l’incontro tra realtà diverse. ElevenLabs, leader globale nella ricerca e nelle tecnologie audio basate sull’intelligenza artificiale, ospiterà un incontro esclusivo dedicato alla propria community per presentare le ultime innovazioni di prodotto. Young Platform, exchange di criptovalute leader in Italia, porterà a Tech Villa il proprio contributo con soluzioni su misura per investitori istituzionali e innovatori, in un contesto riservato pensato per facilitare il confronto e generare connessioni ad alto valore. Criticalcase, gruppo internazionale attivo dal 1999 specializzato in cloud e sicurezza ICT, e SecureGate, fornitore italiano di soluzioni di cybersecurity con approccio security by design, presenteranno invece in occasione dell’evento la loro partnership strategica. The Bridge Aperitivo sarà invece un momento esclusivo di networking tra la scena tech italiana e i principali investitori internazionali. L’appuntamento, co-organizzato da P101 SGRJoin Capital e Haystack Ventures, con la partecipazione di MiVC – Milano International VC Hub, riunisce fondi di venture capital globali, founder e la community locale per favorire conversazioni, scambi e nuove opportunità davanti a un drink.

Una tre giorni per esplorare il lato più umano e creativo della tecnologia tra installazioni e attività interattive come Cyberpandino – Tech power, vintage vibes, una Fiat Panda del 2003 trasformata in veicolo da rally iper-tech, simbolo di ingegno, creatività e spirito open-source, dal collettivo di programmatori Devpunks, ideatori anche di Che Devpunker sei?, esperienza che unisce AI e creatività per liberare e potenziare le nostre identità più autentiche, come individui e come aziende, facendo emergere il lato “punk” di ciascuno. Con Picture Your Futures – Metti a fuoco le competenze che l’AI non può sostituire (Orbyta), i partecipanti potranno scoprire le soft skill più importanti per essere competitivi nell’era dell’AI e attraverso tecniche di sketching, creative card e AI generativa potranno realizzare la cartolina del proprio futuro da portare sempre con sé per ricordarsi ogni giorno quale competenza esercitare per non farsi sostituire dall’Intelligenza Artificiale. Allo stand HST – Human Science & Technologies sarà possibile conoscere il centro di ricerca dell’Università di Torino che integra scienze umane, neuroscienze e tecnologia per studiare il benessere, il comportamento e le interazioni umane in ambienti digitali. Tra le realtà presenti anche Column la startup incubata presso I3P – Politecnico di Torino, che utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare una piattaforma di news personalizzate e di qualità, pensata per le nuove generazioni. Un esempio concreto di come l’innovazione possa nascere dai giovani e parlare direttamente ai giovani. The Lounge, il business corner a cura del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino sarà, invece, uno spazio di incontro e networking dedicato a startupper, professionisti e imprese. Un’occasione per confrontarsi su idee e progetti, creare connessioni strategiche e dare visibilità a nuove realtà imprenditoriali capaci di generare innovazione e impatto sul territorio.

Sul palco e nei salotti informali di Villa Sanquirico, founder, investitori e protagonisti del mondo delle startup si racconteranno senza filtri. Standup meets Startup con Antonio Piazza e Roberto Anelli racconterà il mondo delle startup tra risate e autoironia con sketch che prendono di mira il tech, i founder, gli investitori e tutte le follie del business. Si riderà insieme dei successi, dei fallimenti e delle notti insonni di chi vive l’innovazione ogni giorno. Confessions Sofa è il format veloce e diretto in cui si parlerà di business, ma anche di fallimenti, intuizioni e colpi di fortuna, per scoprire cosa succede davvero dietro le quinte dell’innovazione. Startup Therapy è invece il talk informale pensato per affrontare temi spesso trascurati per chi lavora nel mondo delle startup e dell’innovazione: stress, burnout e resilienza. In The Other Stage – Failures of Successful Entrepreneurs, format ispirato a FuckUp Nights, i founder non racconteranno delle loro startup di successo, ma di quelle fallite da cui hanno imparato e sono ripartiti. Non mancheranno incontri dedicati al futuro dell’aerospazio con Space Talks, e su tecnologia e creatività con IED Talks | Design meets Tech. Lo showcase In Your Bubble, in collaborazione con Digital Pills, inviterà il pubblico a riflettere sui propri bias informativi e a uscire dalle bolle percettive attraverso dati, visualizzazioni e confronti inaspettati.

Tech Villa, offre a Torino e all’ecosistema innovativo europeo un format unico, capace di valorizzare le eccellenze del territorio e di generare connessioni ad alto valore tra partner, startup e investitori. Una piattaforma di networking, confronto e sperimentazione che contribuisce ad ampliare l’impatto e la rilevanza internazionale di Italian Tech Week.

 

Ingresso gratuito per i titolari di pass Italian Tech Week. General Admission 10€

Per partecipare agli appuntamenti di Tech Villa e per maggiori informazioni:

https://www.techvilla.it