ilTorinese

Commemorazione dell’Assedio di Torino del 1706 con il Gruppo Storico Pietro Micca

Sabato 6 settembre si festeggia la liberazione di Torino dall’assedio del 1706. La data simbolo della vittoria sui Francesi rimane il 7 settembre, quando i Sabaudi riuscirono, dopo quattro mesi di sacrifici e l’episodio del 30 agosto,  in cui la leggendaria esplosione fece perdere la vita a  Pietro Micca, a vincere la guerra di successione spagnola. Furono 117 giorni di resistenza per Torino nel 1706, fino a quando  l’armata di soccorso , comandata dal principe Eugenio di Sassonia Soissons, costrinse le truppe francesi a ritirarsi. Vi fu una battaglia decisiva, combattuta tra i fiumi Dora e Stura, nella zona corrispondente oggi a Borgo Vittoria, il cui nome ricorda quell’importante giornata.
Tanti furono i soldati che si distinsero nell’assedio. Il ricordo va a Pietro Micca della Compagnia Minatori della Battaglione d’Artiglieria che, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, fermò una pericolosa infiltrazione di Francesi nella Cittadella.
Nel giorno del 6 settembre fondamentali per Torino sono le rievocazioni storiche del Gruppo Pietro MIcca, ma anche l’apertura straordinaria del  Museo Pietro Micca, con visite guidate prenotabili al numero 01101167580 oppure via mail alla mail museopietromicca@comune.torino.it
È anche gratuito l’ingresso al Revellino e al Museo Storico Nazionale di Artiglieria, senza obbligo di prenotazione con visite guidate.

Mara Martellotta

Superati i 100mila esami medici extraorario serali e nei weekend

 CON 4 MESI DI ANTICIPO

«Con 4 mesi di anticipo, al 31 agosto abbiamo raggiunto e superato le 100.000 prestazioni extra-orario, alla sera e nei fine settimana. Era l’obiettivo che ci eravamo dati per il 2025 e averlo conseguito così rapidamente è davvero un fatto straordinario che ci induce a proseguire. Ancora una volta ringraziamo i professionisti e gli operatori del comparto sanitario che hanno dato la loro disponibilità e i cittadini che hanno apprezzato la novità e che hanno potuto effettuare visite ed esami nei fine settimana ed in orari serali»

Così il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi commentano il dato sulle prestazioni aggiuntive che la Regione ha avviato sul territorio a partire da fine febbraio.

«Anche nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto abbiamo avuto ottimo riscontro. La riduzione delle liste d’attesa è la priorità che abbiamo indicato ai direttori generali delle Asr, unitamente all’equilibrio dei conti che è il presupposto fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario regionale – sottolinea ancora Riboldi – La struttura dell’assessorato lavora ogni giorno, con le Aziende sanitarie, sul fronte del monitoraggio dei dati in tempo reale, con la Control room e il RUAS, Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, figura di raccordo con l’Osservatorio nazionale».

Le prestazioni aggiuntive hanno permesso di riportate nell’alveo della sanità pubblica oltre 100.000 cittadini piemontesi in pochi mesi, potendo usufruire di visite e prestazioni che probabilmente non avrebbero effettuato per i precedenti tempi di attesa.

«Nei mesi estivi ci siamo focalizzati su alcuni tipi di prestazioni, quelli maggiormente critici. Ora proseguiamo in questa direzione, con l’obiettivo di ridurre ancora le liste d’attesa e tornare ai livelli pre-Covid» afferma in chiusura Riboldi.

I NUMERI DEL PIANO DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE

Dal 22 febbraio al 31 agosto sono state 110.000 le prestazioni extra orario già effettuata dalle Aziende sanitarie che hanno avviato il programma.

In allegato, la tabella con le prestazioni extra orario suddivise per Azienda sanitaria.

Torinodanza, tre balletti in scena con MM Contemporary Dance Company

Per il Festival  il 10 settembre all’Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo

Per il festival Torinodanza il 10 settembre prossimo, alle 19.30, presso l’Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo, avrà luogo lo spettacolo “Short Stories- Skrik -Weirdo” con coreografie di Michele Merola, Adriano Bolognino e Enrico Morelli.

Il primo balletto, dal titolo “Short Stories”, vede in scena la MM Contemporary Dance Company in una coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara.  La musica è composta ed eseguita dal vivo da Natalia Abbascià. “Short Stories” coinvolge i corpi danzanti in un disegno continuo, costruito su ripetizioni e differenze, momenti di assoli, duetti, partiture corali e un susseguirsi di brevi storie e quadri generati dal sound della musica live. Natalia Abbascià, che suonerà dal vivo, ha creato un tappeto sonoro che unisce suggestive parti liriche per violino e voce solista. I danzatori faranno perdere il senso del confine che separa il pubblico dallo spazio scenico e i brani che compongono il lavoro si articoleranno come un paesaggio espressivo che lascerà alla soggettività del pubblico la lettura intima di quei sentimenti che danza e musica suggeriscono.
Michele Merola è direttore artistico della MM Contemporary Dance Company,  compagnia di danza contemporanea da lui fondata a Reggio Emilia nel 1999.

‘Shrik’  è il lavoro di Adriano Bolognino, su musica di Max Richter, creato per la MM Contemporary Dance Company  e si ispira al dipinto “L’urlo” di Edvard Munch, opera che ha portato il coreografo a indagare il tema della tragedia,  dell’angoscia e della piccolezza dell’uomo in confronto all’immensità dell’universo.
“Il grido sordo del quadro, di cui ho deciso di conservare il titolo norvegese ‘Shrik’, che fonicamente riporta ad un suono sgradevole, un urto, una scossa- spiega il coreografo Adriano Bolognino – sembra deformare il paesaggio donandoci instabilità e paura, pur conservando la sua immensa bellezza. Aggrappandomi a questo dualismo che sento vicino, ho voluto creare un momento danzante che possa essere un accumulo senza fiato di tutto il malumore di questi ultimi anni, ma anche arrivare agli occhi del pubblico come una cascata rigenerativa.

Ultimo balletto creato per la MM Contemporary Dance Company, su coreografia di Enrico Morelli, è  “Weirdo”, su musica di Moses Sumney e Giuseppe Villarosa. Il senso di inadeguatezza è l’unico vero ostacolo in qualunque forma di rapporto, compreso quello con se stessi. Si tratta di quella particolare sensazione di sentirsi fuori posto, diverso, a volte sbagliato, giudicato e spesso incompreso. Ci si può sentire come immersi nella nebbia, o come ci fosse un velo o una parete di vetro tra sé e il mondo circostante. Spesso questo stato deriva dalla voglia di soddisfare le aspettative degli altri, sentendo tutto l’enorme peso del rischio, della paura di fallire, del giudizio, del vedersi come un incapace, un impostore,  una fonte di delusione.
Partendo da queste sensazioni il danzatore e coreografo Enrico Morelli presenta un nuovo lavoro che vuole portare sulla scena questo stato di alienazione, prendendo ispirazione non soltanto dal suo vissuto personale, ma anche da quello degli interpreti, a cui ha rivolto la medesima domanda: “Quando avete la sensazione di essere inadeguati e fuori posto, come vi sentite?”.
Mara Martellotta

Due pediatre indagate per la morte di ragazzino dimesso dal pronto soccorso

Sono  indagate due pediatre per la morte di un 12enne avvenuta al Regina Margherita di Torino nel febbraio del 2024. Lo scrive La Stampa. Il giovane era stato dimesso tre volte nel giro di poche ore dal pronto soccorso di Chivasso. Le due dottoresse sarebbero indagate per omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria. L’iscrizione nel registro degli indagati è atto dovuto per consentire lo svolgimento dell’incidente probatorio richiesto dalla procura di Ivrea.

Dantès e l’Olivetti

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All’inizio degli anni ’50 un vivace yorkshire terrier di nome Dantès viveva a Ivrea, capoluogo del canavese. La “città delle rosse torri” era conosciuta in ogni angolo del mondo grazie all’Olivetti, la prima fabbrica nazionale di macchine da scrivere, fondata nel 1908 e destinata a diventare leader nel settore dei materiali per ufficio e poi in strumenti elettronici all’avanguardia, dalle telescriventi alle prime macchine da calcolo meccaniche. Dantès era il compagno inseparabile di un giovane ingegnere che lavorava alle Officine ICO, uno dei luoghi produttivi della Olivetti più innovativi e all’avanguardia, esempio unico per lo spirito imprenditoriale che l’animava grazie alla visione illuminata di Adriano Olivetti.

Dantès era un cane molto intelligente, tanto curioso e intraprendente quanto dotato di uno spirito avventuroso. Ogni giorno accompagnava il suo padrone in ufficio dove l’ingegnere e i suoi collaboratori erano impegnati a progettare e costruire macchine da scrivere e calcolatrici. La fabbrica in quegli anni era un luogo vibrante e pieno di idee innovative, e Dantès guardava quel fermento accoccolato sulla sedia vicino alla scrivania ricevendo coccole dagli operai che passavano di lì e anche qualche bocconcino che dimostrava di gradire molto. Una mattina, mentre il suo padrone era immerso nei progetti, Dantès decise di esplorare il vasto complesso dell’Olivetti. Si allontanò dalla scrivania e si avventurò nei corridoi tra le macchine e i tavoli da lavoro. La sua curiosità lo portò in una grande sala dove si stava stavano discutendo animatamente su un nuovo modello di macchina da scrivere. Dantès attratto dalle voci si avvicinò silenziosamente. Stavano parlando della Lettera 22, macchina da scrivere portatile che avrebbe rivoluzionato il modo di scrivere diventando la preferita dei più grandi giornalisti italiani. Ormai era pronta per essere messa in produzione nello stabilimento di Aglié. Progettata da Giuseppe Beccio e disegnata da Marcello Nizzoli, rappresentava al meglio l’estetica olivettiana. I suoi pregi erano la leggerezza (tre chili di peso) e la maneggevolezza ma anche le caratteristiche tecniche erano destinate a renderla unica e amatissima fino al punto di diventare un’icona, un oggetto di culto. Con grande sorpresa il piccolo terrier notò che Adriano Olivetti era presente. L’uomo, con il suo carisma e la sua visione lungimirante, stava parlando di come la tecnologia dovesse essere al servizio dell’umanità, migliorando la vita delle persone. Dantès, colpito da quelle parole, si accucciò ai piedi di Adriano, ascoltando attentamente. Il proprietario dell’Olivetti, notando il piccolo cane, sorrise e si chinò per accarezzarlo. “Ecco un piccolo compagno che sembra capire l’importanza del nostro lavoro” disse, suscitando le risate dei presenti.

Dantès scodinzolò felice, sentendosi parte di quel mondo straordinario. Da quel giorno divenne una vera e propria mascotte per l’azienda eporediese.  Ogni volta che Adriano Olivetti visitava il reparto il piccolo yorkshire era sempre lì, pronto a ricevere coccole e a portare un sorriso sul volto di tutti. La sua presenza non solo era gradita ma offriva quasi un senso di leggerezza e di gioia rammentando che, oltre ai progetti e ai macchinari, c’era spazio per l’amore e l’amicizia. La fabbrica a misura d’uomo era il sogno di Olivetti che la immaginava non solo come un luogo di produzione da cui trarre il maggior profitto possibile, ma il centro dello sviluppo della società e dell’economia. Un luogo di socializzazione in cui si dovevano produrre oltre che beni, anche idee e sviluppo della persona seguendo la logica che attribuiva all’attività lavorativa il compito di garantire la realizzazione dell’individuo. Con il massimo rispetto per tutti gli esseri viventi. E questo piaceva molto a Dantès. Un giorno, mentre l’azienda preparava il lancio di un nuovo prodotto, il piccolo cane si accorse che il suo padrone era particolarmente stressato. E non solo lui. Decise allora di fare qualcosa. Con una mossa astuta rubò un pezzo di carta da un tavolo e, correndo nei corridoi, attirò l’attenzione di tutti. Gli operai, divertiti dalla vista del piccolo terrier che si muoveva velocemente, iniziarono a seguirlo, lasciando per qualche istante le postazioni di lavoro. Dantès guidò il gruppo verso il giardino della fabbrica, inondato dal sole che brillava alto in cielo. Anche Adriano Olivetti li aveva raggiunti e vedendo la gioia che aveva portato, ben consapevole di quanto fosse importante prendersi una pausa e condividere momenti di felicità, decise di lasciare a tutti il pomeriggio libero. Fu così che Dantès diventò anch’esso uno dei simboli viventi di quell’azienda che credeva nel benessere dei suoi dipendenti. Adriano Olivetti, riconoscendo l’importanza di un ambiente di lavoro sereno e stimolante, incoraggiò l’idea di momenti di svago e socializzazione creando i presupposti di una vera e propria comunità. Dantès continuò a correre tra le scrivanie, piccolo eroe a quattro zampe in un’epoca di grandi cambiamenti, portando gioia e ispirazione in un mondo che stava evolvendo. La sua storia divenne parte della leggenda dell’Olivetti, piccolo ma non secondario simbolo di come anche l’entusiasmo di un animaletto potesse avere una grande importanza nella vita delle persone e nei successi di un’impresa così importante.

Marco Travaglini

Bartoli: “Dopo la pausa estiva si riparte dal territorio e dallo sport”

 

Salassa, 6 settembre 2025 Il Consigliere Regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli, ha preso parte questa mattina alla partenza della Sutalatur Ride, la ciclopedalata che ha animato le strade del Canavese con la partecipazione di grandi campioni come Claudio “El Diablo” Chiappucci e l’atleta paralimpico Andrea Devicenzi.
Dopo la pausa estiva ha dichiarato Bartoli ripartiamo con entusiasmo dal nostro territorio e dallo sport, che rappresentano strumenti straordinari di coesione sociale, inclusione e promozione delle nostre eccellenze locali.

Manifestazioni come la Sutalatur Ride valorizzano il Canavese, la sua comunità e le sue bellezze naturali, portando con sé un messaggio positivo di passione e amicizia”.

 


Un ringraziamento è stato rivolto agli organizzatori, ai volontari e al Comune di Salassa per l’impegno profuso nella realizzazione dell’iniziativa, che ha visto una grande partecipazione di sportivi e cittadini.
La Sutalatur Ride ha offerto non solo l’occasione di pedalare accanto a campioni del ciclismo, ma anche momenti di condivisione e spettacolo, rafforzando lo spirito comunitario e il legame con il territorio.

Autunno tiepido per l’economia di Torino e del Piemonte

L’economia piemontese si avvia alla ripresa delle attività di settembre con un quadro complesso e in chiaroscuro. Dopo un 2024 chiuso con una crescita del prodotto interno lordo appena sopra lo 0,5% e con un mercato del lavoro in leggera espansione, il 2025 pare un anno di transizione, in cui la tenuta occupazionale convive con segnali preoccupanti provenienti dal settore industriale. La produzione manifatturiera ha infatti registrato un calo costante negli ultimi trimestri, con un -1,7% nei primi mesi dell’anno, e solo alcuni comparti – come l’alimentare e le bevande – sembrano resistere alla frenata che ha colpito soprattutto l’automotive, il tessile e la metalmeccanica.

Sul fronte del lavoro, il bilancio resta positivo: il primo trimestre del 2025 ha visto un saldo occupazionale in crescita di oltre duemila posizioni, in buona parte a favore delle donne, e le imprese hanno programmato decine di migliaia di nuove assunzioni per il trimestre estivo, pur con una lieve flessione rispetto al 2024. Parallelamente, però, si è impennato il ricorso alla cassa integrazione, con un aumento superiore al 120% rispetto all’anno precedente: un dato che fotografa le difficoltà di molte aziende, in particolare nell’indotto dell’automotive, alle prese con ordini ridotti e mercati esteri meno dinamici.

Proprio l’automotive è al centro delle maggiori preoccupazioni dei sindacati, che parlano apertamente di rischio “di desertificazione industriale” se non arriveranno investimenti mirati, sostegni all’innovazione e politiche di salvaguardia dei posti di lavoro. Le difficoltà di Stellantis e della filiera piemontese legata al settore, unite alla debolezza dell’export verso la Germania, contribuiscono a un clima di incertezza che pesa sulle prospettive di crescita.

Non mancano tuttavia segnali incoraggianti: alcune province, come Novara e Vercelli, mostrano un lieve recupero degli ordinativi e aspettative di miglioramento per la seconda metà dell’anno, mentre turismo, logistica e servizi continuano a fornire un contributo positivo alla tenuta dell’economia regionale.

In sintesi, il Piemonte si prepara a riaprire dopo l’estate con una situazione a due velocità: un’occupazione che regge, sostenuta anche da politiche regionali per la formazione e l’impresa femminile, ma un apparato industriale che resta fragile e bisognoso di strategie di rilancio. A settembre, tra fabbriche che faticano a ripartire e sindacati in allerta, la sfida sarà quella di coniugare stabilità sociale e innovazione produttiva, per evitare che la ripresa resti solo parziale e diseguale.

Nuovo corso Croce Bianca volpianese

PER VOLONTARI SOCCORRITORI 

 

La Croce Bianca Volpianese ODV, associazione di volontariato aderente ad Anpas, annuncia l’avvio di un nuovo corso di formazione per aspiranti volontari soccorritori del 118.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Volpiano, si propone di formare nuove persone pronte a dedicare parte del proprio tempo al servizio della comunità, garantendo un supporto essenziale nelle situazioni di emergenza sanitaria.

Per presentare il percorso formativo è stato organizzato un incontro informativo sabato 13 settembre alle ore 15.00, presso la Sala Corsi di Via Torino 47 a Volpiano. Durante l’appuntamento, gli istruttori illustreranno contenuti, modalità e tempistiche del corso, rispondendo a tutte le domande dei partecipanti.

 

Il percorso, gratuito e riconosciuto dalla Regione Piemonte secondo lo standard formativo regionale, prevede una prima parte teorica di 54 ore, durante la quale verranno affrontati argomenti come la chiamata di soccorso, il funzionamento del sistema emergenza-urgenza, i codici di intervento, i mezzi di soccorso e le tecniche di rianimazione cardio-polmonare anche con l’utilizzo del defibrillatore.

Al termine della fase teorica, i volontari parteciperanno a un tirocinio pratico protetto di 100 ore, affiancati da personale esperto, durante il quale potranno cimentarsi in trasporti in emergenza su ambulanza e in servizi ordinari. Al termine del percorso i soccorritori saranno in grado di gestire le chiamate al 118, collaborare con la Centrale Operativa e con altri professionisti del soccorso, intervenire in caso di incidenti, malori o traumi, utilizzare il defibrillatore, stabilizzare i pazienti e garantirne il trasporto sicuro verso le strutture ospedaliere.

Il programma di formazione prevede inoltre momenti di aggiornamento periodici, fondamentali per mantenere sempre elevate le competenze tecniche e assicurare un servizio qualificato e sicuro alla cittadinanza.

 

La Croce Bianca Volpianese conta 207 volontari, di cui 90 donne, ed effettua ogni anno oltre 16.000 servizi a favore della comunità. Dispone di 9 ambulanze, 4 mezzi attrezzati per il trasporto di persone in situazione di disabilità e 6 altri mezzi destinati a servizi sociosanitari e di protezione civile.

Oltre al soccorso in emergenza-urgenza e ai trasporti socio-assistenziali, l’associazione presta assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive, contribuendo in modo significativo alla sicurezza della popolazione.

 

Il corso è aperto a tutti i cittadini maggiorenni interessati ad apprendere le tecniche di primo soccorso e disponibili a prestare attività di volontariato presso la Croce Bianca Volpianese.

Per iscriversi o per ulteriori informazioni è possibile contattare la sede al numero 011 9881572 oppure al cellulare 348 2897117 (dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 16:30).

L’Anpas Comitato Regionale Piemonte ODV rappresenta 81 associazioni di volontariato, con 16 sezioni distaccate, 10.695 volontari (di cui 4.242 donne), 5.388 soci e socie e 741 dipendenti (di cui 86 amministrativi). Dispone di 472 autoambulanze, 265 automezzi per il trasporto di persone in situazione di disabilità, 242 mezzi per il trasporto persone e per la protezione civile, oltre a 4 imbarcazioni. Complessivamente, ogni anno svolge 594.623 servizi, di cui 200.399 in emergenza-urgenza 118, percorrendo 20.209.167 chilometri, di cui 4.765.067 legati ai servizi di emergenza.

 

Niente Nazionale per il giovane portiere squalificato del Volpiano Pianese

Non sarà ricevuto dalla Nazionale a Coverciano il portiere 13enne del Volpiano Pianese, protagonista della rissa sul campo nell’incontro con il Carmagnola. In quell’occasione era stato aggredito dal padre di un avversario. Il ragazzo stato invitato a Coverciano dal capitano Donnarumma. Ma  dopo la squalifica di un anno ricevuta dal giovane per gli scontri sul campo di gioco, la Federcalcio ha detto no, come scritto sulla Gazzetta dello Sport. Thomas nello scontro ha riportato la frattura di malleolo e zigomo.

Al Castello di Rivoli un inizio d’anno scolastico innovativo per i docenti

Formazione tra natura, arte e teatro

Un convegno che non è un convegno. È questa la cifra distintiva dell’iniziativa che  giovedì 4 settembre ha visto numerosi insegnanti delle scuole della Città di Rivoli riunirsi al Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea per il momento formativo “Costruire la Comunità: a scuola tra natura, arte e teatro”.

L’Amministrazione comunale, attraverso la Direzione Servizi Amministrativi e alla Persona – Servizi Educativi e Prima Infanzia e in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, ha voluto inaugurare l’anno scolastico con una proposta innovativa e coinvolgente, pensata come occasione di crescita condivisa e di valorizzazione delle risorse individuali e collettive del mondo educativo.

Non lezioni frontali, ma esperienze dirette. I docenti, suddivisi in gruppi, hanno potuto sperimentare tre diversi percorsi:

  • Spettacolo teatrale “Orecchie d’Asino” di e con Claudio Montagna (Associazione Teatro e Società di Torino), una proposta di teatro di figura e narrazione presso il Teatro del Castello;
  • Attività di outdoor education curate da Cascina Govean – Legambiente, con Orienteering e momenti di Forest Bathing promossi da ASD Iride, oltre a pratiche di Qi-Gong;
  • Laboratori artistici e di sostenibilità, promossi rispettivamente dal Dipartimento Educazione del Museo e da Coop, ospitati nelle sale del Castello e negli spazi esterni.

Tre modalità complementari per stimolare riflessioni sull’importanza del corpo, delle emozioni, della creatività e della natura nella didattica quotidiana.

Vogliamo offrire agli insegnanti occasioni che vadano oltre i modelli tradizionali – sottolinea l’Assessore all’Istruzione Lidia Zanette – perché l’educazione è fatta anche di emozioni, relazioni e esperienze che rafforzano il senso di comunità“.

Il convegno si è aperto alle ore 9.00 con un momento collegiale e si è concluso alle 13.00, dopo una pausa conviviale che ha contribuito a rafforzare il clima di scambio e confronto tra i partecipanti.

Un segnale forte di rinnovamento che apre l’anno scolastico mettendo al centro i protagonisti della scuola e il loro ruolo fondamentale nella crescita delle nuove generazioni.