SABATO 19 Luglio Seconda serata sul Barolo di Serralunga


RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Carla Madeira “Preludio” -Fazi Editore- euro 18,50
Il secondo romanzo della scrittrice brasiliana (nata a Belo Horizonte nel 1964) riprende i temi a lei più cari e mette a fuoco: gli abissi dell’animo umano, i sentimenti che possono diventare tenebra, la violenza fisica, psicologica e sessuale. Al centro della trama, il più ancestrale dei miti, che sconvolge una complicata famiglia disfunzionale.
Il preludio del titolo è l’annuncio della tragedia che seguirà. Vedina è una giovane madre tormentata e sta per compiere qualcosa di inaudito.
Ferma la macchina, costringe il figlio di 5 anni, Augusto, a scendere; poi, sgomma e riparte, abbandonandolo sul marciapiede. Fa poca strada e subito si pente dell’orribile gesto; torna indietro, ma del piccolo non c’è più traccia.
L’azione impulsiva è la disperata vendetta verso il marito Abel per tutta la sofferenza e la violenza che le infligge; per l’amore che le nega e che riversa, invece, esclusivamente sul piccolo Augusto.
Ma per capire meglio occorre partire dalle origini dell’inquietante Abel e dai suoi genitori.
Sono Antunes e Custódia. Lui ha una ferramenta, è alcolizzato (con un esempio familiare di alcolista fuori dagli schemi) e vuole una donna da amare.
Lei sogna di allontanarsi dalla famiglia bigotta che le va stretta, ma ne ha comunque assorbito i dictat.
E’ una fervente cattolica disgustata dal sesso. Mal sopporta questa pratica e la vive come un sacrificio obbligato, giusto-solo ai fini della procreazione.
Non esattamente un connubio perfetto!
Tanto più che appena Custódia partorisce due gemelli, estromette Antunes dal talamo nuziale, impone camere separate e bandisce per sempre i rapporti intimi, instaurando una dittatura “non negoziabile” di assoluta astinenza.
La vendetta di Antunes colpisce duro laddove fa più male, ovvero la religiosità della moglie.
All’anagrafe decide di registrare i pargoli con i nomi dei figli di Adamo ed Eva; nientemeno che Caino e Abele, protagonisti del primo fratricidio il cui sangue ha segnato la storia dell’umanità.
E’ così che si scatena una tempesta di odio e rancore destinata a logorare le vite di tutta la famiglia. Custodia non perdonerà mai più il marito e vivrà logorata dall’ossessione di tenere sempre uniti i gemelli. Li chiama Abel e Abelzinho, e cerca di elidere ogni differenza tra loro, per scongiurare il possibile ripetersi della tragedia.
Ma con l’ingresso nelle aule scolastiche si spezza la simbiosi con cui Custodia aveva cercato di proteggere i gemelli dai loro nomi maledetti, che ora vengono svelati.
Ed è così che inevitabilmente emergono lampanti le loro colossali differenze. Anzi, è più che evidente che Caim e Abel, seppure somaticamente identici, sono caratterialmente agli antipodi.
Caim primeggia in tutto: dallo studio allo sport, è popolare tra gli amici e ambita preda delle ragazze. Insomma, un vincente nato.
Di tutt’altra pasta è plasmato Abel: introverso, imperscrutabile, apatico, indifferente alla sequela di insuccessi scolastici e al vuoto di amicizie in cui si adagia. Per tutti è solo il fratello difettoso di Caim.
C’è una sola persona che gli accende l’anima, la compagna di scuola Veneza, per la quale gli divampa dentro -silenziosa e sconvolgente- una passione morbosa.
Peccato che la giovane, invece, si innamori perdutamente di Caim, al quale si legherà per la vita.
Abel vive il matrimonio del gemello, con la donna dei suoi sogni erotici, come un tormento perpetuo che gli segna l’esistenza.
Quando poi lui ripiega, sposando la migliore amica di Veneza, Vedina, su di lei sfoga tutta la sua violenza, insieme alla rabbia e al profondo malessere di vivere.
Fino a sviluppi inaspettati da non svelare anticipatamente.
Marina Pierri “Gotico Salentino” -Einaudi- euro 17,50
E’ il primo romanzo di Marina Pierri -giornalista, saggista, esperta di narratologia, direttrice artistica del Festival delle Serie Tv di Milano- che in queste circa 200 pagine intreccia più tematiche.
Un palazzo infestato, atmosfere gotiche e fantasmi, il Salento, un mistero, la cura e l’amore per i genitori anziani, il patriarcato, il femminismo, indagini coadiuvate da aiutanti molto particolati.
Protagonista è Filomena, vive in quel di Milano; ex giornalista in via di trasformazione in scrittrice.
Cambio di programma doloroso quando il padre muore, lei si ritrova in bolletta e con un’eredità che pesa come un macigno: la Dimora Quarta.
E’ un enorme villa, nella Palude del Salento, che appartiene alla famiglia da generazioni.
Filomena lascia Milano alla volta della Puglia, con il progetto di trasformare l’avita magione in un Bed and Breakfast di alta gamma a pochi chilometri dal Mar Ionio.
Pensa in grande: ristrutturare la casa, renderla più funzionale, dotarla di almeno 10 camere da letto.
Ma c’è un problema e non è di quelli da poco. La dimora ha un aspetto parecchio inquietante; è infestata da un fantasma che Filomena stessa aveva visto quando aveva 6 anni e viveva tra quelle mura.
Era la “Malumbra” lo spettro rabbioso di un’oscura monaca; e l’averla incontrata aveva segnato la protagonista.
Anche perché da allora gli abitanti della zona la chiamavano “la striacaite li muerti”, ovvero “la bambina che vede i morti”.
Da allora: i suoi coetanei la evitavano, era emarginata, sempre sola, mentre gli adulti le chiedevano di comunicare con i loro cari trapassati.
Inoltre c’è un mistero che ha avvelenato la famiglia per anni ed ora Filomena cerca di risolverlo con l’aiuto di 2 pseudo detective davvero speciali che arrivano direttamente dalla letteratura gotica…..
Oliver Pötzsch “Il becchino e la ragazza” -SEM- euro 22,00
Per chi ancora non conoscesse questo autore, Pötzsch è un affermato scrittore tedesco che ha raggiunto il successo con la saga “La figlia del boia”.
Pötzsch stesso discende da una celebre famiglia di boia di Schongau in Baviera e la saga è ispirata alla storia dei suoi antenati.
Ora veniamo al romanzo.
Fine del XIX sec. Vienna -città intrisa di pregiudizi e criminalità- lì vive e lavora Augustin Rothmayer: becchino e studioso, che si ritrova ad aiutare l’ispettore Leo von Herzfeldt e la fotografa del crimine, Julia Wolf, impegnati in indagini complesse.
Il cardiopalma è assicurato fin dall’inizio, con pagine inquietanti, specialmente per chi soffre di tafofobia.
E’ la paura di essere sepolti vivi, non esattamente un’esperienza desiderabile; come potrebbe confermare il Professor Strössner.
L’egittologo viennese di fama mondiale che finisce quasi sepolto vivo in fondo a un pozzo in cui ha appena fatto una scoperta eccezionale; una camera funeraria di cui non si sapeva nulla, contenente un unico sarcofago.
Il libro è un thriller storico che corre su due strade.
Una ha tratti gotici, tendenze al trascendente e vi compaiono: mummie, elisir di lunga vita, esperimenti scientifici, studi sulla vita oltre la morte, cimiteri, tentativi di trafugamenti e vilipendio di cadaveri, impalatori seriali, valzer neri, e via così…
L’altra via, invece, segue le tecniche investigative dell’epoca: le novità per rilevare le impronte digitali, l’uso della macchina fotografica sulla scena del crimine.
Tra i personaggi di spicco: l’ispettore von Herzfeldt, è un ebreo non sempre ben visto dai colleghi.
Il becchino Rothmayer: è anche uno studioso e una figura oscura. Esperto nella preparazione dei cadaveri, delle fasi della decomposizione, delle cause di morte, dotato di un fiuto eccezionale in grado di fiutare ogni minima sfumatura del disfacimento del corpo.
Affascinante poi la figura di Julia Wolf: tostissima fotografa, madre single che cresce faticosamente la sua bambina, e contemporaneamente lavora sulle scene di crimini efferati.
E’ lei che, con nervi d’acciaio, anche di fronte agli scempi più raccapriccianti delle vittime di omicidi, immortala le immagini degli orrori e ogni minimo dettaglio, fornendo così un nuovo fondamentale supporto alle indagini.
Siate pronti a colpi di scena, via uno, sotto un altro….
Sandra Lawrence “Giardini perduti” -L’ippocampo- euro 19,90
Bellissimo volume, illustrato magicamente dalla talentuosa Lucille Clerc, che ci trasporta direttamente in meravigliosi giardini ormai perduti, ma dei quali è doveroso conservare almeno la memoria.
La Lawrence, con il supporto delle immagini della Clerc, ci guida alla scoperta di 40 paradisi terrestri disseminati a varie latitudini del pianeta. Un po’ il giro del mondo in 80 alberi, in cui viene ricostruita la loro storia; l’epopea d’oro e più gloriosa, seguita dalla decadenza e dal degrado.
Da un capo all’altro del mondo, le immagini e i testi ci riportano agli antichi splendori di giardini magici, autentiche oasi di pace e bellezza, curate, visitate e ammirate.
Poi il desolante abbandono, l’oblio e il degrado che comportano sempre danni incalcolabili e spreco di incommensurabili tesori di bellezza.
Quelli che nei secoli erano stati veri e propri eden e parchi di delizie, sono poi diventati tristemente giungle incolte, disseminate di: archi, grotte, fontane, serre e colonne che conservano parvenze di ricordi antichi ma, ormai, fatiscenti.



La Regione Piemonte pubblica nuovi bandi per oltre 180 posti nel sistema sanitario, ma continua a ignorare gli OSS. I concorsi riguardano infermieri pediatrici, ostetrici, logopedisti, fisioterapisti, assistenti sanitari, tecnici della prevenzione nei luoghi di lavoro e terapisti occupazionali.
«Pur apprezzando l’impegno della Regione nel pubblicare questi concorsi – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – rileviamo ancora una volta l’assenza di bandi dedicati agli OSS. Si tratta di lavoratori fondamentali per il funzionamento dei servizi sanitari e socio-assistenziali, senza i quali molte strutture non riescono a garantire l’assistenza adeguata ai pazienti.»
Nursing Up conferma che proseguiranno le azioni di monitoraggio e tutela dei diritti di tutti i professionisti sanitari piemontesi, affinché venga garantito il pieno rispetto delle dotazioni organiche e il riconoscimento del valore di ogni figura coinvolta nei percorsi di cura.
«Continueremo a sollecitare la Regione affinché si attivino anche su questo fronte, dando risposte concrete ai tanti operatori che attendono stabilizzazione e opportunità di lavoro», conclude Delli Carri.
cs
La squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Livorno Ferraris è intervenuta a Crescentino in via di Bidone Giotto per l’ incendio di una autovettura.
Quando è arrivata sul posto la squadra dei Vigili del Fuoco la macchina era completamente avvolta dalle fiamme quindi ha provveduto alla completa estinzione delle fiamme successivamente alla messa in sicurezza dell’ area interessata.
Jannik Sinner entra nella storia del tennis mondiale conquistando il titolo più prestigioso: Wimbledon è suo. In una finale combattuta, ha superato l’eterno rivale Carlos Alcaraz, regalando all’Italia un trionfo mai raggiunto prima da un tennista azzurro.
Sinner ha giocato con lucidità, forza mentale e una maturità da campione vero, confermandosi protagonista assoluto della nuova era del tennis.
Enzo Grassano
I fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann hanno siglato un accordo con l’Agenzia delle Entrate per chiudere il contenzioso fiscale legato all’eredità di Marella Agnelli, vedova di Gianni Agnelli. Il pagamento di 175 milioni di euro è avvenuto senza alcuna ammissione di colpa, con l’intento di porre fine a una vicenda definita “dolorosa” sul piano personale e familiare.
L’intesa, tuttavia, non chiude il fronte giudiziario: a Torino prosegue l’inchiesta penale per presunta frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. Al centro delle indagini, la presunta residenza fittizia in Svizzera di Marella Agnelli, che avrebbe consentito l’elusione di imposte su beni di grande valore. Nel 2024 erano già stati sequestrati beni per oltre 74 milioni di euro, inclusi trust offshore, rendite e partecipazioni societarie.
Le indagini coinvolgono anche il commercialista Gianluca Ferrero e un notaio svizzero. La famiglia Elkann ha sempre respinto le accuse, sostenendo la correttezza delle dichiarazioni patrimoniali. Con il pagamento, John Elkann potrebbe ora accedere alla “messa alla prova”, misura alternativa al processo prevista per alcuni reati tributari.
FOTO CITTA’ DI TORINO
Caro direttore, il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime seria preoccupazione per i fatti avvenuti a bordo di un treno proveniente da Torino e giunto alla stazione di Milano Centrale, dove due minori – privi di documenti e dichiaratisi di nazionalità marocchina – sono stati arrestati per rapina impropria, in possesso di un coltello e altra refurtiva sottratta a un passeggero.
Pur nel massimo rispetto del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura minorile, riteniamo doveroso, da parte delle istituzioni educative e civili, avviare una riflessione critica e profonda su quanto accaduto. Non si tratta di un episodio isolato: è l’esito tangibile di una progressiva marginalizzazione educativa, sociale e culturale, che colpisce in particolare fasce fragili di popolazione minorile, spesso invisibili ai circuiti scolastici, sanitari e civili.
A 14 anni non si dovrebbe né conoscere né usare la violenza per sopravvivere. Se ciò accade, è l’intero sistema a dover interrogarsi sulle responsabilità diffuse, che spaziano dall’assenza di percorsi strutturati di inclusione fino alla mancanza di presìdi educativi sui territori ad alta complessità sociale.
Il CNDDU ritiene che la sicurezza non possa essere garantita solo da un rafforzamento delle misure repressive. Al contrario, è necessaria una strategia integrata di prevenzione, che includa:
una reale potenziamento dell’educazione alla legalità in tutte le scuole, come strumento di cittadinanza attiva e responsabilità individuale;
una mappatura dei minori fuoriusciti dal sistema scolastico e l’attivazione di percorsi di rientro formativo e monitoraggio educativo;
una forte sinergia tra istituzioni scolastiche, servizi sociali e autorità giudiziarie minorili, per garantire percorsi personalizzati di presa in carico e riabilitazione;
un investimento strutturale nei contesti a rischio, dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico di riferimento.
Criminalizzare tout court il disagio minorile, o peggio ancora associare automaticamente la devianza alla provenienza etnica o nazionale, non solo è culturalmente scorretto ma rischia di oscurare le vere cause alla radice del problema. Occorre affrontare questa complessa realtà in modo sistemico, attivando politiche pubbliche che mettano al centro la prevenzione, la cura educativa e il sostegno psicologico ai minori in condizione di vulnerabilità.
È imprescindibile riconoscere che la devianza minorile è spesso espressione di un disagio più profondo, che ha origini in storie personali di abbandono, esclusione sociale, traumi non elaborati e assenza di riferimenti adulti stabili. In tale contesto, la scuola può e deve giocare un ruolo fondamentale, ma non può essere lasciata sola. Servono reti integrate tra scuola, servizi sociali, consultori, educatori di strada e psicologi, capaci di costruire percorsi individualizzati che ricompongano legami, riattivino la motivazione all’apprendimento e offrano alternative concrete alla marginalità.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani rinnova pertanto la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni scolastiche, sanitarie e giudiziarie per promuovere progetti di educazione civica, accompagnamento psicologico e inclusione sociale rivolti ai minori a rischio, nella consapevolezza che ogni adolescente ha diritto non solo a un futuro libero dalla violenza, ma a una comunità adulta che non rinunci alla propria responsabilità educativa.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
Sabato 12 luglio, sotto un cielo estivo perfetto, Cesare Cremonini ha trasformato lo Stadio Olimpico di Torino in un palcoscenico di pura emozione: oltre 35 000 torinesi e spettatori nei dintorni hanno affollato l’impianto, rendendo l’evento un trionfo di partecipazione e affetto.
Il cantautore bolognese ha dato il via allo spettacolo con brani dal suo ultimo album Alaska Baby, portando il pubblico in un viaggio che dall’America al Circolo Polare Artico ha evocato paesaggi interiori e reali.

Appena salito sul palco si è sentito “a casa”, accanto a una platea che ha restituito le stesse vibrazioni, una città ormai storica nella sua carriera.
La scaletta ha ripercorso venticinque anni di storia musicale: dagli esordi con i Lunapop alle hit da solista come Logico #1, Grey Goose, Mondo, fino allo strepitoso finale con 50 Special che ha fatto esplodere l’Olimpico in un coro corale.
Ma il cuore della serata è stato il racconto interiore di Alaska Baby: pezzi come Ora che non ho più te e Nonostante tutto (con Elisa) sono stati accolti da un’intensità palpabile, in uno show di quasi due ore e mezza dove il concept visivo è diventato racconto, grazie anche agli effetti delle aurore boreali costruite dallo studio creativo NorthHouse.
La regia, le luci e il suono – curati da eccellenze internazionali – hanno reso lo spettacolo un’esperienza all’altezza dei grandi eventi globali .
Nel corso della serata Cremonini ha espresso il suo amore per Torino: «Per me, Torino e Bologna si somigliano – città vivibili ma ricche di cultura e gioventù alternativa». È un legame costruito negli anni, rafforzato da ogni tappa del suo percorso artistico.
Tra le 25 canzoni proposte, la scaletta ha seguito un filo narrativo che ha portato il pubblico da Alaska Baby fino a Poetica e Un giorno migliore — un percorso emozionale in cui ogni fan torinese ha sentito di far parte di una grande comunità musicale.
Questo concerto è stato molto più di una tappa del Cremonini Live 25: è stato un omaggio sincero alla città sabauda, i suoi abitanti e la passione che Cremonini ha sempre coltivato per Torino. Un evento da ricordare, in cui l’intimità del cantautore si è intrecciata all’energia di migliaia di torinesi, per un abbraccio collettivo che resterà nella memoria.
CRISTINA TAVERNITI
foto Instagram Cesare Cremonini
Incidente mortale nella notte sul raccordo autostradale Torino-Pinerolo, nel tratto compreso tra None e Piscina, in direzione Pinerolo. Verso le 4 del mattino, due veicoli si sono scontrati violentemente ed è scoppiato un incendio. Uno degli occupanti è morto carbonizzato nell’abitacolo e sono in corso le operazioni per identificarlo.
Proseguono le operazioni di recupero dei mezzi e la messa in sicurezza della carreggiata. Si sono verificati congestionamenti del traffico. Sul posto con i soccorsi anche la Polizia Stradale.