ilTorinese

Amiat e polizia locale: via i rifiuti dal fiume Po a Torino

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Amiat Gruppo Iren, ha effettuato un intervento straordinario di rimozione di rifiuti in un’ansa del fiume Po, in corrispondenza del lato sinistro dei Murazzi del Po. L’operazione è stata realizzata con il contributo della Polizia Locale, che ha supportato le attività logistiche e di sicurezza durante le operazioni, e concordata con il Servizio ponti e vie d’acqua della Città.

L’intervento si è reso necessario a seguito dell’accumulo di materiali abbandonati e trasportati dalla corrente, che rischiavano di compromettere il decoro urbano e la fruibilità dell’area. Le squadre operative hanno provveduto alla raccolta e al corretto conferimento dei rifiuti, contribuendo al ripristino delle condizioni ambientali del tratto interessato.

TORINO CLICK

Cartoline da Eddington

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Sugli schermi il film di Ari Aster presentato a Cannes

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Le strade assolate e i grandi spiazzi notturni deserti, le case solitarie sulla collina, il barbone che cammina lurido e scalzo e che viene ucciso freddamente mentre tracanna dalle bottiglie di un bar, unico avventore, le feste con musiche assordanti che finiscono comicamente a suon di schiaffi e voglia di vendetta, gli assembramenti vietati con tanto di cartelli che inneggiano al Black Lives Matter (scene girate in maniera ingenua, diciamo pasticciate, impacciate), le urla e gli assalti alle auto della polizia, i suprematisti bianchi e l’estremismo religioso di una giovane guida, la voglia sempre più affermata di fucili e quant’altro e il rifugio scelto, che è una ben fornita armeria, per ricaricarsi, i bitcoin e i droni che volteggiano nel cielo, aggeggi micidiali che feriscono e smembrano, la mattanza finale con un coltello che ti si conficca nel cervello, e scie di fuoco, fiamme, tante fiamme, a distruggere pressoché ogni cosa. Un sindaco che di nome fa Garcìa ed è ispano e caldeggia la costruzione di un centro di alta tecnologia, un nativo della cittadina vicina che vuol mettere il becco nelle indagini, i ricordi dell’omicidio di George Floyd e il Covid che si porta dietro l’obbligo delle mascherine (siamo nel maggio 2020 e lo sceriffo è refrattario all’uso). Tutto questo e molto altro ancora è “Eddington” di Ari Aster, presentato lo scorso maggio a Cannes, poco apprezzato dalla critica, nessun premio. I bollori americani descritti nel territorio della provincia, una cittadina del New Mexico che confina con la riserva indiana, il malcontento che sfocia in ferocia, l’un contro l’altro armato, il sangue che si spreca.

Una violenza, serpeggiante e deflagrante, che avrebbe interessato i fratelli Coen di “Fargo” e di “Non è un paese per vecchi”, la violenza che circola con ben altri intenti e misure lungo le strade di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, rese indimenticabili dalla regia di Martin McDonagh e da una strepitosa Frances McDormand. Ma altra “raffinatezza”, altra scrittura, persino un’altra eleganza nelle scene più crude. Aster, alla ricerca di un tempo presente dove tutto nasce e cresce troppo in fretta, dice troppe cose, mettendo a lato una costruzione e un discorso più razionali e pianamente narrati, dando al contrario libero sfogo al sarcasmo, all’ironia troppo spesso fuori tempo e fuori luogo, giocando con fake news e social, mostrando tutto quanto può trovar posto sul piccolo schermo di un cellulare, mescolando e disordinando sempre più le carte. Tutto va oltre la descrizione, anzi si arretra al fumetto che a volte – quei combattimenti futuristici messi in campo nelle pagine finali – scadono nei videogame più da baraccone.

A portare avanti il racconto (148 faticosi interminabili minuti) è un Joaquin Phoenix che fa lo sceriffo con il boccetto di Ventolin sempre a portata di mano, una sorta di Michael Douglas che gonfia e rigonfia di rabbia durante tutto il suo “Giorno di ordinaria follia”, una vena di imbarazzante grottesco, colpito da quella sfrenatezza interpretativa che il regista gli ha vestito addosso, coinvolto – e forse la molla che fa scattare tutto sta proprio lì, all’interno di casa sua – in una intossicazione coniugale che dura da sempre e s’è ingigantita, con la mogliettina (una Emma Stone che è un’apparizione e un personaggio letteralmente sciupati) che fa le valige e segue il capomanipolo religioso. Per cui il dramma cittadino rimane inghiottito in un’altra disarmante guerricciola tra un lui e una lei.

Non un’analisi vera e propria di tematiche e delle bombe che ne scoppiano, dell’agguato che è sempre più dietro l’angolo, non la descrizione completa e profonda di una crisi (o delle crisi) che sta interessando il mondo intero, non un lavoro di sforbiciamento e di rimessa a posto di ogni parte interessata: Aster va avanti per la propria caotica strada ma tutto quel caos non è l’apporto a una verità quotidiana ma il suo stesso film che finisce alla fine col non approdare a nulla.

Due gioielli di Kaoluco Mizuno alla Fondazione Accorsi Ometto

Il 23 ottobre 2025 la Fondazione Accorsi-Ometto ha celebrato un evento di grande rilevanza culturale con l’ingresso nella propria collezione di due preziosi gioielli realizzati dall’artista giapponese Kaoluco Mizuno, tra i nomi più interessanti e premiati del panorama contemporaneo nel campo del jewelry design.

Questi due preziosi camei sono ispirati al Kabuki giapponese e ai drammi di Kyōka IzumiYashagaike e Tenshu Monogatari. Le opere narrano leggende ricche di mistero, bellezza e spiritualità: nel primo, il patto tra un drago e uomini di cuore; nel secondo, l’incontro tra un giovane guerriero e lo spirito di una principessa.

L’ingresso di questi due gioielli nella collezione permanente del Museo rappresenta non solo un arricchimento della raccolta, ma anche un messaggio culturale: la possibilità di conoscere e di valorizzare la bellezza e le tradizioni artistiche del Giappone attraverso lo sguardo contemporaneo di un’artista capace di unire maestria tecnica e profondità narrativa.

La donazione è stata formalizzata giovedì 23 ottobre presso lo Studio Morone di Torino, alla presenza dell’artista e donatrice Kaoluco Mizuno, del donatore Kaoruko Nagatani, del Presidente della Fondazione Accorsi-Ometto, Costanzo Ferrero, del Direttore del Museo, Luca Mana, della storica dell’arte ed esperta di gioielli Paola Stroppiana, e del gallerista Ermanno Tedeschi che ha fatto da tramite per la donazione.

 

I gioielli saranno esposti all’interno di una delle vetrine lungo il percorso museale.

Paola Giubergia nominata Presidente di Lingotto Musica

Con voto unanime dell’Assemblea dei soci, riunitasi il 23 ottobre scorso, Paola Giubergia è stata nominata Presidente di Lingotto Musica, succedendo nella guida dell’Ente a Giuseppe Proto

Torinese, appassionata d’arte, dopo la Facoltà di Architettura e una intensa attività in proprio, è entrata nel 2001 in Ersel, storica azienda di famiglia con la carica di Responsabile delle Relazioni Esterne, curando personalmente l’organizzazione di importanti mostre e eventi promossi dal gruppo. Nel 2015 è stata tra i soci fondatori di Camera, Centro Italiano per la Fotografia e socia operativa della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e culturali di Torino. Dal 2019 al 2023 è stata nel Consiglio Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo e attualmente affianca all’attività in Ersel quella di presidente della Fondazione Renzo Giubergia, nata per volontà del padre per la promozione di giovani talenti musicali.  È consigliera della Fondazione Paideia e della De Sono Associazione per la musica.

Mara Martellotta

Collegno, colpito a morte da più di dieci coltellate. Un agguato per uccidere

E’ stata resa nota l’identità dell’ uomo ucciso nella notte a Collegno è Marco Veronese,  di 39 anni. L’aggressione mortale è avvenuta verso l’1,30 della notte sotto casa dei genitori della vittima, in via Sabotino angolo corso Francia. La vittima era un uomo  separato, titolare di una azienda di videosorveglianza. Da qualche anno abitava con i genitori. E’ stato ucciso  da  dodici o tredici coltellate. In base alle ricostruzioni potrebbe essere stato un agguato: un vicino di casa ha infetti sentito delle urla e uno scambio di insulti: “cosa fai bastardo”. Poi una persona che passava ha trovato il corpo.

Dieci anni di Logistica Nord-Ovest: firmato il nuovo Protocollo tra Piemonte, Lombardia e Liguria

 

Il Presidente del Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Enrico Bussalino: “Alleanza strategica per attrarre nuovi investimenti e migliorare i servizi per cittadini e imprese”

È stato sottoscritto oggi, a Torino, il rinnovo del Protocollo di Intesa siglato nel 2019 tra le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Ferrovienord, per l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie strategiche del Nord-Ovest. Il documento conferma la volontà comune di rafforzare il sistema logistico dell’area più produttiva del Paese, promuovendo competitività, sostenibilità e integrazione territoriale.

La firma è avvenuta oggi a conclusione degli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest 2025, ospitati quest’anno in Piemonte il 22 e 23 ottobre presso il nuovo Centro Congressi della Regione Piemonte, inaugurato ufficialmente proprio in questa occasione.

Al convegno sono intervenuti l’assessore alla logistica e infrastrutture strategiche della Regione Piemonte Enrico Bussalino, l’assessore all’urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni, il consigliere delegato a sviluppo economico, porti e logistica della Regione Liguria Alessio Piana e l’assessore alle infrastrutture e opere pubbliche della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi.

L’evento ha assunto un valore particolare perché coincide con il decimo anniversario della Cabina di Regia della Logistica del Nord-Ovest, nata nel 2015 come piattaforma permanente di coordinamento politico e tecnico tra le tre Regioni e oggi riconosciuta a livello nazionale come best practice di cooperazione istituzionale.

I lavori si sono chiusi con gli interventi congiunti del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che hanno confermato il valore strategico dell’intesa siglata.

“Oggi rinsaldiamo un’alleanza che in questi anni ci ha consentito di consolidare la forza dei nostri territori – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Il Triangolo del Nordovest, Piemonte, Lombardia e Liguria, torna infatti ad essere locomotiva del nostro Paese grazie alla sua posizione nel cuore dell’Europa e grazie alle infrastrutture che abbiamo realizzato e a quelle che si stanno completando, come la Tav e il Terzo Valico, che rappresentano davvero il motore del nostro sviluppo. I numeri già ci dicono quanto questo sia strategico: oggi il Pil del Nord-ovest cresce dello 0,9%, più della media nazionale e più di quello del Nord-est che è per anni è stato più forte del resto del Paese, ed è così anche per l’occupazione che qui è salita dell’1,6% rispetto allo 0,9 del Nord-est.

Siamo a pieno titolo tra le più forti regioni d’Europa, con connessioni di merci e persone che, grazie alle nuove opere, saranno più veloci, ad esempio con il completamento del Terzo Valico quando Torino-Genova e Milano saranno collegate in un’ora o poco più riportando il triangolo industriale a essere sempre più centrale in Europa”.

 

“Il Nord-Ovest è il cuore logistico d’Europa e la Liguria, con i suoi approdi, è la porta del Mediterraneo. Un affaccio sul mondo che deve poter contare su infrastrutture, intermodalità, sostenibilità, dati​ – commenta il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci -. La logistica del futuro non può prescindere da​lla digitalizzazione e la Liguria è già leader grazie alle aziende di eccellenza che operano sul territorio. L’edizione 2025 degli Stati Generali segna un ulteriore passo avanti perché Liguria, Lombardia e Piemonte consolidano una strategia retroportuale interregionale, costruendo un sistema multicentrico che funziona come un’unica grande città metropolitana. A Genova abbiamo recentemente ospitato la Cabina Economica del Nord-Ovest, dove le tre Regioni hanno condiviso un documento programmatico comune, base per bandi e misure coordinate a sostegno delle imprese. Per me è un piacere essere qui da presidente, dopo aver vissuto questo appuntamento anche da sindaco di Genova. Vedo con soddisfazione che molti dei temi discussi allora sono diventati realtà. La direzione è chiara: fare squadra, innovare, rafforzare il nostro primato. E proprio in questo spirito di collaborazione, sarà la Liguria​, con la forza della sua Blue Economy, a ospitare la prossima edizione degli Stati Generali della Logistica”.

 

“Se il Nord-Ovest cresce, cresce l’Italia – dichiara il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana -. La logistica non è un settore tecnico, ma un’infrastruttura della crescita, dell’occupazione e della competitività del sistema Paese. È la spina dorsale del nostro “saper fare” e il presupposto per un’Italia che esporta, produce, innova. Lavorare insieme, Regioni, MIT, RFI, imprese e territori, significa mettere il Paese sui binari giusti: quelli dello sviluppo, dell’efficienza e della coesione. È per questo che abbiamo deciso di lavorare assieme, ormai dieci anni fa, e oggi con convinzione rinnoviamo una sinergia che si è dimostrata vincente. È la ricetta del buon governo che applichiamo e che vogliamo continuare ad applicare”.

 

Nel corso delle due giornate di lavoro sono stati affrontati temi centrali per il futuro del settore logistico e per lo sviluppo competitivo dell’Italia nord-occidentale. Dai collegamenti ferroviari con i porti liguri alla digitalizzazione dei nodi logistici, dal rafforzamento dell’intermodalità alle opportunità offerte dalle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), fino alle prospettive del corridoio europeo Mare del Nord – Reno – Mediterraneo. La discussione ha coinvolto esperti nazionali, rappresentanti del mondo accademico, operatori del settore e associazioni imprenditoriali. Particolare attenzione è stata dedicata alle opportunità derivanti dal completamento delle opere previste dal PNRR e alla necessità di affrontare con strumenti condivisi le criticità congiunturali dei mercati internazionali e delle catene di approvvigionamento.

 

Per quanto riguarda il Piemonte, gli Stati Generali della Logistica hanno confermato il ruolo centrale della Regione all’interno dello scenario logistico nazionale ed europeo. Grazie alla sua posizione baricentrica e alla vocazione manifatturiera del territorio, il Piemonte è oggi il naturale retroporto dei porti liguri e lo snodo di interconnessione tra Mediterraneo occidentale, corridoi europei e mercati del Nord. In quest’ottica, la Regione sta portando avanti un piano infrastrutturale di sistema, fondato su grandi opere di collegamento e su interventi di riequilibrio territoriale destinati a rafforzare la competitività della piattaforma logistica piemontese.

Al centro di questa strategia vi è il completamento del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo ferroviario di Genova, infrastrutture decisive per garantire un collegamento ferroviario rapido e ad alta capacità tra i porti liguri e l’Europa del Nord. A queste opere si affianca la trasformazione di Alessandria in hub logistico di rilevanza europea attraverso la riqualificazione dello scalo merci Alessandria Smistamento e la nascita del nuovo polo intermodale, infrastruttura chiave per attrarre nuovi flussi merci e investimenti nella regione.

Parallelamente, la Regione guarda al potenziamento delle grandi direttrici ferroviarie internazionali. La Torino–Lione rappresenta una delle dorsali fondamentali per l’accesso al cuore produttivo dell’Europa e per lo sviluppo del corridoio Mediterraneo, mentre il rilancio dello storico asse del Sempione con il progetto “Simplon 2025” punta a rafforzare il collegamento ferroviario tra il Piemonte, la Svizzera e l’Europa centrale, migliorando capacità, interoperabilità e sostenibilità del traffico merci.

 

“Il rinnovo di questo Protocollo rappresenta un passaggio decisivo per lo sviluppo competitivo del Nord-Ovest – dichiara l’assessore alla logistica e infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino -. Logistica e infrastrutture non sono solo elementi fondamentali dei sistemi di trasporto, ma leve strategiche per l’economia reale. Significano lavoro, crescita, attrazione per nuovi investimenti e servizi più efficienti per cittadini e imprese. Con questa alleanza interregionale stiamo costruendo una visione comune che guarda al futuro e che integra sostenibilità, innovazione e connessioni europee. Siamo determinati a fare del Piemonte il cuore logistico degli scambi tra il Mediterraneo e il Nord Europa. In questo contesto – conclude l’assessore Bussalino – la ZLS è uno dei pilastri della nostra visione strategica sulla logistica. Puntiamo a renderla ancora più moderna e funzionale alle esigenze delle imprese. Nei primi mesi del 2026 la Regione presenterà una nuova perimetrazione della Zona Logistica Semplificata, ampliata e meglio connessa con le aree produttive e intermodali del territorio. Sarà uno strumento decisivo per rafforzare l’attrattività del Piemonte e creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione”.

 “La cultura che cura”,  i risultati 

L’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza ha ottenuto nel 2023 il contributo della Regione Piemonte per iniziative regionali in materia socio-assistenziale, con un progetto dal titolo “La cultura che cura-costruire una casa della cultura inclusiva”. Il progetto, nella sua completezza, tra obiettivi generali e specifici, azioni sul territorio e sperimentazioni tecniche avanzate, nel 2025 è diventato un marchio registrato, un brand da condividere per collaborare con le istituzioni pubbliche e private e enti del Terzo Settore. Si tratta di un’azione concreta, della strategia congiunta tra associazione e Fondazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, che considera la cultura un elemento cruciale per costruire una società più equa e inclusiva nel formare i cittadini al rispetto, alla tolleranza e alla partecipazione attiva. Gli obiettivi raggiunti dal progetto hanno fatto propri i principi dell’Agenda 2030 dell’ONU per realizzare in modo circolare e condiviso alcuni dei 17 obiettivi e dei 169 sottobiettivi di sviluppo sostenibile: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; fornire un’educazione di qualità equa e inclusiva; raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipazione di tutte le donne e le ragazze; ridurre le disuguaglianze. Un’importante offerta culturale è stata ottenuta dalla Fondazione Università Collegio Einaudi, che ha messo in risalto il ruolo di benefattori che, con lasciti e donazioni, favoriscono l’accesso allo studio e alla cultura. Ciò ha permesso l’approfondimento sulle “donne exempla”, come esempi di sostegno per un riscatto sociale e fisico rivolto ad altre donne. Tra gli obiettivi raggiunti vi è “La Casa della Cultura Inclusiva”, realizzata sul territorio della Regione Piemonte, e diventata uno strumento strategico per coinvolgere persone con fragilità spirituali, materiali e sociali. Si è configurata come un luogo virtuale dove il cittadino, indipendentemente dalle proprie fragilità, si è sentito accolto e valorizzato nella piena consapevolezza di sé. Il progetto ha attivato una serie di luoghi fisici sul territorio regionale in cui far confluire, in collaborazione con Enti e associazioni culturali, idee sinergiche, condivise e condivisibili per realizzare percorsi d’avvicinamento ai luoghi della cultura per persone che difficilmente li frequentano. Per creare benessere e inclusione, ci si è rivolti a studenti, giovani, famiglie con bambini, anziani, famiglie fragili con difficoltà economiche, sociali e fisiche.

È stata creata una piattaforma geolocalizzata, dotata di intelligenza artificiale (www.culturachecura.it), che ha mappato e messo a sistema le opportunità culturali disponibili sul territorio della Regione Piemonte. La cultura è diventata così accessibile a tante categorie, soprattutto a quelle fragili, diventando supporto medico e di benessere. La piattaforma, con il patrocinio della Commissione Regionale delle Pari Opportunità ha messo a sistema molti luoghi che producono cultura con oltre 100 stakeholder: teatri ( Teatro Stabile di Torino, Teatro Erba, Torino Spettacoli, Fondazione  Cirko Vertigo, Casa Teatro Ragazzi), musei (Fondazione Torino Musei, Fondazione Abbonamento Museo Per Torino e Regione, Museo Egizio, MAO, Choco-Story Torino, Museo del Cioccolato e del Gianduja, Museo Nazionale della Montagna), cinema (Aiace, Cineteatro Baretti, Associazione Museo Nazionale del Cinema), poli culturali e paesaggistici raggiungibili con camminate nel verde (Pro Natura, associazioni ambientali, Aree archeologiche del Piemonte).

Si è utilizzata la logica del “biglietto sospeso”, mutuata dal “caffè sospeso”, che ha radici antiche di inclusività sociale, per mettere in rete tutti quei luoghi di cultura che si sono aperti alla cittadinanza fragile. Il biglietto sospeso ha permesso una circolarità virtuosa di denaro tra chi ha donato il biglietto sospeso e chi lo ha ricevuto, per migliorare la fruizione della cultura a favore del benessere psico-fisico della persona e della sua inclusione nella società. L’incontro tra luoghi di cultura e le categorie di fragilità è avvenuta sulla piattaforma, attraverso l’attivazione da parte dei mediatori culturali, scelti tra le associazioni socio-sanitarie del Terzo Settore, le ASL e Servizi Sociali.
Il “Dona ora” è stato uno strumento attivo sulla piattaforma che ha permesso, con una piccola donazione, di far circolare la cultura come motore di inclusione e condivisione, seguendo le direttive europee e lo slogan “La cultura è fonte di benessere e salute per tutti”. Alcune azioni concrete hanno permesso di comunicare ai beneficiari, alle categorie di fragilità e ai cittadini lo spirito del progetto, soprattutto il gioco di ruolo analogico “donne exempla”, con il relativo e omonimo premio annuale di solidarietà. Il gioco di ruolo ha permesso di far conoscere il tema delle resilienza delle donne italiane e straniere nei confronti della cultura e del diritto all’istruzione, per aver sfidato i pregiudizi di genere, spesso rischiando in prima persona la propria libertà e incolumità fisica. Lo storytelling è lo strumento tipico dei giochi di ruolo, dove il racconto collettivo permette l’immedesimazione e la comprensione  degli argomenti trattati e una riflessione sulla condizione  femminile nel mondo. Il gioco ha dome obiettivo quello di gettare un fascio di luce sulle storie personali di queste donne e far conoscere il potenziale trasformativo del gioco come strumento psicologico e relazionale nei confronti dei genitori.
Il premio annuale “Donne exempla” è stato dedicato a quelle donne italiane e straniere che combattono per il diritto all’istruzione e alla cultura, fino a diventare esempi da far conoscere, perché la loro figura possa promuovere una cittadinanza attiva e responsabile, e dare voce a chi non ce l’ha. Il premio si realizza in collaborazione con Enti del Terzo Settore. Si sta avviando inoltre un progetto con le aziende sanitarie ed Enti del Terzo Settore dal titolo “La cultura che cura-nuovi percorsi d’inclusione socio-sanitaria”. La cultura è un diritto, l’istruzione una chiave, la legalità il terreno su cui costruire il futuro. Investire nella cultura significa investire in educazione e formazione, elementi chiave per prevenire fenomeni di violenza e criminalità, in cui l’emarginazione diventa cassa di risonanza per l’illegalità.
La conferenza di restituzione alla cittadinanza dei risultati ottenuti dal progetto “La cultura che cura”, si terrà nella sala Viglione del Consiglio Regionale del Piemonte il 30 ottobre prossimo, dalle 16.30 alle 19.30, in via Vittorio Alfieri 15, a Torino.

Mara Martellotta

I Cattolici SITAV al cantiere di Chiomonte

Un gruppo di Cattolici SITAV hanno visitato il cantiere di Chiomonte portando la Lettera  di FATE PRESTO indirizzata al Governo alla TELT e alle aziende private che costruiranno il Tunnel del futuro e del rilancio economico dal lato Italia. Dal 2008 al 2033-34 anni previsto per la entrata in funzione della linea che collegherà la Pianura Padana al mercato europeo passeranno 25-26 anni il doppio impiegato per  la costruzione del Tunnel del Frejus nel 1800. I ritardi causati dai NoTav, dai governi con i cinque stelle e da altre incertezze I lentezza costano un aumento dei costi di alcuni miliardi e il ritardo nella ricaduta sulla Val di Susa e sul Paese dei tanti benefici economici, lavorativi e ambientali . Il treno infatti e’ il mezzo di trasporto meno inquinante . Sin da ora sono previsti oltre venti collegamenti giornalieri per i passeggeri e una cinquantina di collegamenti giornalieri per le merci . I riferimento dei cattolici SITAV sono la dottrina sociale della Chieda e Paolo VI quando parla della importanza dello sviluppo. Per un Paese con una crescita dello 0,5% e con tanta disoccupazione un’opera come la TAV porterà più lavoro e benessere. La lettera è firmata da Mino GIACHINO Maurizio Carmagnola (DC) e Paolo GrecoLucchina (UDC)

Mino GIACHINO

Fabbriche aperte: mai così tante prenotazioni

L’assessore regionale alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano ha inaugurato la sesta edizione di Fabbriche Aperte Piemonte visitando l’impianto “The Heat Garden” di Iren (un sistema di accumulo del calore al servizio della rete metropolitana di teleriscaldamento) nel quartiere San Salvario di Torino.

L’edizione di quest’anno, in programma da oggi a sabato 25 ottobre, è la più partecipata di tutte: si sono infatti prenotate oltre 10.300 persone, mentre lo scorso anno si era stati di poco al di sotto delle 10.000.

“Questa edizione di Fabbriche Aperte – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alle Attività produttive Andrea Tronzano e all’Innovazione Matteo Marnati – stabilisce quindi un nuovo primato: più aziende, più visitatori, maggiore partecipazione delle scuole e un interesse concreto verso il mondo dell’industria piemontese. Visitare stabilimenti, aprire le porte delle nostre imprese è un modo per rendere tangibile il collegamento tra cittadinanza, innovazione e produzione. Il fatto che oltre il 40 % delle aziende partecipanti abbia attivato progetti con il Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, vuol dire che siamo sulla strada giusta: il Piemonte sa cogliere le opportunità e trasformarle in valore per le imprese e per i cittadini”.

Il numero delle aziende aderenti è salito a 150 rispetto alle 130 della precedente edizione. Sul piano territoriale (l’elenco è su www.fabbricheapertepiemonte.it) la ripartizione è la seguente: Torino 78, Cuneo 20, Biella 14, Alessandria 12, Novara 9, Asti 8, Vercelli 5, Verbano‑Cusio‑Ossola 4. Le filiere coinvolte comprendono metalmeccanica-meccatronica-automazione industriale (44 aziende), agroalimentare (29), automotive (24), tessile (15), chimica/farmaceutica/biomedicina (12) e altre tipologie (26). Tutte le aziende hanno registrato prenotazioni in ogni fascia oraria e 35 hanno esaurito i posti disponibili.

Oltre il 40 % delle aziende partecipantha beneficiato delle risorse del Fesr per realizzare progetti di efficientamento energetico, innovazione dei processi produttivi, riqualificazione degli edifici o dei macchinari, accesso al credito o ricerca e sviluppo, per un investimento complessivo stimato in oltre 73 milioni di euro.