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Il Parkour al Museo dello Sport

parkour sport

A Torino sono circa 200 i giovani che lo praticano e si chiamano Traceurs (tracciatori o tracciatrici) tra questi  i fondatori di Parkour Torino ASD Ivan Nikodimovich e Alessandro Peirone 

 

 

E’ il Parkour (PK) la 48esima disciplina ad entrare nel Museo dello Sport, il primo sport di strada ad essere ospitato nei locali dello Stadio Olimpico di Torino, testimonianza dell’attenzione che il Museo riserva alle attività nuove ed emergenti come  “l’arte dello spostamento” .

 

Il Parkour è una disciplina urbana nata a Parigi alla fine degli anni ’80 e consiste nel superare ostacoli con salti e acrobazie, nel muoversi con velocità superando ogni ostacolo con agilità e destrezza. 

 

A Torino sono circa 200 i giovani che lo praticano e si chiamano Traceurs (tracciatori o tracciatrici) tra questi  i fondatori di Parkour Torino ASD Ivan Nikodimovich e Alessandro Peirone (Presidente dell’Associazione) che, accompagnati dal responsabile area giovani Uisp Alessio Nobile, hanno consegnato al Presidente del Museo Arisi la maglietta ufficiale “Non sono un ladro, faccio parkour” simbolo delle difficoltà incontrate, almeno all’inizio, dai traceurs.

 

Ivan ha inoltre descritto ad un pubblico attento e coinvolto di studenti in visita le tecniche ma soprattutto la filosofia della disciplina: “Il Parkour non è solo  uno sport ma  uno stile di vita e di pensiero, così come nella disciplina ogni ostacolo viene trasformato in un punto di appoggio da superare così nella vita impariamo a non arrenderci mai davanti ad un problema ma al contrario a sfruttarlo per andare avanti. Inoltre non c’è agonismo fra di noi, ma l’altro e’ colui dal quale hai sempre qualcosa da imparare e con il quale hai sempre qualcosa da condividere”.

 

Lenci, bambole che passione

La mostra benefica in Prefettura nei giorni 22 e 23 novembre è aperta al pubblico dalle ore 9.00 alle ore 19.00

lenci
La mostra “Passione bambole”,organizzata dall’Associazione Malaika Angels Onlus e dal Comitato Provinciale della Croce Rossa di Torino, è ospite nei sontuosi saloni della Prefettura nei giorni 22 e 23 novembre e aperta al pubblico dalle ore 9.00 alle ore 19.00.La mostra è  caratterizzata da un notevole numero di bambole in bisquit e cartapesta, per lo più di origine tedesca e francese, e in panno Lenci, della famosa Ditta Lenci di Torino. Le bambole sono tutte rappresentative di un periodo storico (1860 – 1930) segnato da grandi mutamenti socio – economici, nel quale la manifattura delle bambole compì gran parte della sua parabola e conobbe sicuramente il suo apogeo.

 

Le collezioni, tuttora capaci di grande fascinazione, sono messe a disposizione da alcuni collezionisti privati e dalla gentile concessione del Museo “Casa Rognoni” appartenente al Comune di Novara. Una mostra diretta non solo a far conoscere oggetti di grande bellezza ma soprattutto avente carattere benefico, all’interno della quale sono messi a disposizione di tutti i partecipanti dei calendari e cartoncini augurali natalizi realizzati da Caterina Lamanna Amelio, Presidente dell’Associazione Malaika Angels Onlus. Il ricavato delle donazioni sarà   devoluto all’Associazione stessa, per l’allestimento di materiale sanitario e medicinale del dispensario “Pino e Franco Health Care Center”, fatto costruire dalla stessa presidente Caterina Amelio in memoria del marito Prefetto Giuseppe Amelio e del fratello Franco,nella località di Shakahola in Kenya,e inoltre al Comitato Provinciale della C.R.I. Di Torino.

 

All’inaugurazione,che si svolgerà  il 22 novembre alle ore 11, alla presenza della Padrona di casa, il Prefetto Paola Basilone e di numerose autorità cittadine di Torino e Novara, verrà  presentata l’iniziativa e lo scopo della stessa mostra da parte del Presidente Regionale della C.R.I., Antonino Calvano e della Presidente dell’Associazione Malaika Angels Onlus , Caterina Lamanna Amelio.

                                                                     Helen Alterio  

Gioventura Piemonteisa e la bandiera che non c’è a Montalto

REGIONE PALAZZObandiera piemonte

Perché il Comune di Montaldo Dora non espone la bandiera del Piemonte?

 

Signor sindaco, perché non espone il drapò del Piemonte ? E’ la domanda che alcuni cittadini di Montalto Dora hanno rivolto al primo cittadino Rita Ippolito. Questa dimenticanza avviene nonostante l’esposizione della bandiera del Piemonte, all’esterno ed all’interno delle sedi degli enti locali e delle scuole è prevista sino dal 2004 da una apposita legge regionale. Poiché i cittadini non hanno dato risposta, è scesa in campo Gioventura Piemonteisa che ha sollecitato l’amministrazione a provvedere con urgenza a tale esposizione.

 

(Foto: il Torinese)

Massimo Iaretti

Li Calzi in musica per il Tff

Eseguirà la performance musicale ‘Morricone – A Blind Movie’, con tromba e strumenti elettronici

TFF 2014

L’ospite musicale della serata inaugurale del 32/o Torino Film Festival, al Lingotto, domani, è il musicista Giorgio Li Calzi.  Eseguirà la performance musicale ‘Morricone – A Blind Movie’, con tromba e strumenti elettronici. E’ stata prodotta nel 2008 per il festival Jazz Fuori Tema di Tortona, che venne organizzato in occasione degli 80 anni di Ennio Morricone. Si tratta di una storia musicale con collegamenti a film e autori come Petri, Pasolini, Sciascia, Volontè, che hanno trattato il tema della violenza e del potere.

Delitto Musy, spunta l’ipotesi di omicidio su commissione

La nuova pista è emersa nel corso del  nel processo in corso al Palagiustizia di Torino

+++FERITO MUSY: FERMATO IL PRESUNTO SPARATORE +++musy

Si infittisce il giallo del delitto di Alberto Musy, il consigliere comunale morto a seguito delle ferite procurate dai colpi di pistola sparati due anni fa dal misterioso killer con il volto coperto dal casco nero Acerbis Nano. Ora c’è l’ipotesi di un omicidio  compiuto su commissione. La nuova pista è emersa nel corso del  nel processo in corso al Palagiustizia di Torino, in cui  è imputato Francesco Furchì. E’ l’accusa ad avere prodotto un’intercettazione telefonica tra un conoscente dell’imputato, di nome Francesco Filippis e  la sorella, Caterina Furchì. Il pm Francesco Furlan ha “scovato” una cifra di 30mila euro che parrebbe essere  stata versata sul conto della donna e su cui la Corte d’Assise ha previsto accertamenti.

 

Il Toro che vorrei

Grande evento giovedì 20 novembre per tutti i tifosi granata

toro bandiera

Don Aldo Rabino, cappellano del Torino dal 1971, presenta oggi, giovedì 20 novembre alle ore 18 presso il Circolo della Stampa di Palazzo Ceriana Mayneri, il libro “Il Toro che vorrei”, scritto a quattro mani insieme con il giornalista Beppe Gandolfo, Priuli e Verlucca editori. Dopo il successo riportato da questa coppia ormai collaudata con “Il mio Toro. La mia missione”,finalista al Bancarella e giunto alla terza edizione, il nuovo libro sarà presentato alla presenza di Matteo Darmian ed Emiliano Moretti, reduci dalla recente esperienza con la Nazionale italiana. Interverranno anche molti personaggi che hanno fatto la storia di questa squadra, come Roberto Salvadori, Renato Zaccarelli, Claudio Sala, Nello Santin, Giorgio Puja, Angelo Cereser,Natalino Fossati, Rosario Rampanti. Non mancheranno protagonisti più recenti come Roberto Cravero, Giancarlo Camolese, il dg Antonio Comi, il team manager Giacomo Ferri, l’allenatore della Primavera Moreno Longo e il responsabile della Scuola Calcio, Silvano Benedetti. Il ricavato della vendita de “ Il Toro che vorrei” verrà destinato alle missioni di don Aldo Rabino e alla sua Onlus “Oasi”.

 

                                                                           Mauro Reverberi  

 

Solidarnosc 25 anni dopo il crollo del comunismo

La Polonia dopo la caduta del comunismo. Mostra presso l’Istituto Alfieri Carrù Onlus

 

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In occasione del 25° anniversario della Liberazione dal comunismo della Polonia, è stata inaugurata a Torino, presso l’Istituto Alfieri Carrù Onlus, la mostra SOLIDARNOŚĆ NEI DOCUMENTI DELLA FONDAZIONE FELTRINELLI, curata da Krystyna Jaworska e da Donatella Sasso.

 

Fra i tanti amici di Solidarnosc presenti, c’erano anche don Fredo Olivero e Giampiero Leo, ai quali qualche anno fa è stata assegnata la targa d’onore e di gratitudine di Solidarnosc: a don Fredo Olivero per la sua attività rivolta in particolare nella C.I.S.L., e a Leo in quanto animatore del “Comitato Amici della Polonia” e presentatore della mozione che portò a conferire la cittadinanaza onoraria di Torino a Lech Walesa. 

 

In ragione di questi fatti, a Leo è stata inoltre conferita pochi anni fa, dal nuovo Presidente della Polonia, la “Gran Croce al merito” della Repubblica Polacca. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris, Marco Brunazzi, Krystyna Jaworska, Donatella Sasso, Ulrico Leiss de Leimburg, Wanda Romer Sartorio e Ognisko Polskie w Turynie.

 

Giampiero Leo è stato pubblicamente ringraziato per il contributo concreto che ha dato alla causa del Solidarnosc, dimostrando di non essere il classico politico che alle parole non fa seguire i fatti, ma una persona seria e coerente, che per anni si è impegnata in prima persona in questa importante battaglia. La mostra rimarrà aperta dal 15 al 22 novembre 2014, dalle ore 16.00 alle 19.00.

 

Claudia Caci

Sea, per gli anziani dal centro alle periferie

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Prosegue il nostro viaggio attraverso le realtà associative che si occupano di anziani. Oggi parliamo di SEA Italia onlus (Servizio Emergenza Anziani), il Coordinamento Nazionale delle associazioni SEA territoriali che operano in Piemonte e in Lombardia

 

L ’11 gennaio 1988 il SEA iniziava la propria attività nel quartiere popolare di Madonna di Campagna in Torino con i primi 11 volontari. Da allora vi è stato un crescendo di iniziative, con l’apertura di sedi territoriali in Torino e provincia, in Piemonte e in Lombardia.Il SEA Italia è costituito il 2 maggio 2000 per l’esigenza di coordinare l’attività delle numerose associazioni cresciute sulle radici del primo SEA fondatore.

 

Oggi il Coordinamento SEA Italia conta 21 SEA territoriali che operano nei quartieri delle città, nel centro e nelle periferie, nei paesi dell’area extraurbana e nelle zone rurali. Ciascuna risponde ad una propria dirigenza e sviluppa l’organizzazione più consona alle necessità del territorio, in stretta collaborazione con le istituzioni locali. Il coordinamento SEA Italia vanta circa 1.000 volontari che operano nelle Associazioni Territoriali SEA e collaborano tra loro per le esigenze comuni e per creare nuove possibilità di sviluppo ad un’opera di volontariato ormai indispensabile per assistere i bisogni di una popolazione che, invecchiando sempre più, richiede civile rispetto e attenzione per la qualità della loro vita.

 

Come il SEA Italia, tutte le Associazioni SEA territoriali sono associazioni ONLUS di volontariato di ispirazione cristiana che rispondono in autonomia alle esigenze del territorio e ai bisogni delle persone anziane, con servizi gratuiti di accompagnamento e di assistenza domiciliare. Le Associazioni SEA intervengono direttamente con i loro volontari attraverso la segnalazione diretta degli anziani in difficoltà, dei loro parenti o dei loro amici e vicini.

 

Le sedi sono distribuite nelle città, nelle periferie e nei territori rurali, collaborano tra loro, con le istituzioni di supporto sociale e attivano iniziative di carattere socioculturale per offrire agli anziani soli (e talvolta emarginati) l’occasione di incontri e di attività gratificanti. Tutti i volontari SEA sono al servizio di chi, in difficoltà perché senza mezzi propri, ha necessità di raggiungere ospedali, medici, parenti e amici o luoghi di aggregazione per attività sociali e culturali.

 

Indirizzo: via Cassini 14 , TORINO

 

Dopo arte e cultura Torino è capitale del vino

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Sono presenti anche tre vini piemontesi tra i quindici effigiati su francobollo da Poste Italiane con la terza serie sui vini Docg:  il Barbaresco Docg, il Gattinara Docg e il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg

 

Saranno alcuni degli edifici storici simbolo della città, dal 22 al 24 novembre (Teatro Carignano, Palazzo Carignano e Palazzo Reale) ad ospitare il 48° congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier – Ais. Dopo arte e cultura, Torino sarà capitale del vino. Saranno in degustazione le ultime annate di Barolo, Barbaresco, Roero, e Nebbiolo. E lunedì Anteprima Vendemmia 2014, con la presentazione dei dati dell’annata vitivinicola. Si chiude con “In Bianco”, evento dedicato ai grandi vini bianchi europei.

 

Il tutto mentre si registra che la produzione piemontese di vino, quest’anno, è complessivamente di 2.401.988 ettolitri, con un calo del 7% rispetto al 2013. I dati sono della Cia Piemonte. La crescita delle esportazioni di vini dop negli ultimi quattro anni è stata di oltre il 50%.

 

Infine, una curiosità: sono presenti anche tre vini piemontesi tra i quindici effigiati su francobollo da Poste Italiane con la terza serie sui vini Docg:  il Barbaresco Docg, il Gattinara Docg e il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg. L’ emissione dei francobolli autoadesivi, ognuno dedicato a una specific adenominazione, avverrà sabato. Ogni francobollo è prodotto 800 mila esemplari dal costo 80 centesimi.

 

 

Casorati, il fascino malinconico e riservato di Torino

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La città sabauda fu terreno fertile per il ritorno all’ordine e ai valori plastici del 900 con rivisitazioni neo-quattrocentesche di Piero Della Francesca e secentesche di Wermeer nella atemporale “ Silvana Cenni”, di Mantegna negli scorci azzardati de “ La fanciulla dormiente”, di Ingres nell’eleganza de “ Il Concerto”. Tutte opere, come egli confessava, che potevano scaturire solo a Torino

 

La mostra di Felice Casorati in corso ad Alba fa ricordare quanto Torino è stata determinante per la sua arte a partire dal 1918. In altre città in cui il pittore soggiornò, a causa degli spostamenti del padre ufficiale, Milano, Reggio Emilia, Napoli, la stessa Padova che pure era in stretto contatto con Venezia, centro culturale di maggiore importanza, non trovò affinità elettiva come in Torino; l’atmosfera silenziosa, riservata, un po’ misteriosa si adattava perfettamente alla sua indole riflessiva e malinconica. Lo stesso fascino lo subì Nietzsche e pure De Chirico allorché s’ispirò alle Porte Palatine per “ La torre rossa” dove nella piazza deserta ed enigmatica  si inserisce, unica presenza, il Caval d’ Brons  di Carlo Alberto ed anche per “ Nostalgia dell’infinito” rievocazione della Mole Antonelliana.

 

Casorati si trovò subito a proprio agio nella città facendo amicizia con personaggi influenti quali l’architetto Annibale Rigotti promotore di salotti culturali, Alfredo Casella, Alberto Sartoris, e con Piero Gobetti con cui condivise in parte le idee politiche senza però prendere forti posizioni contro il regime comportandosi con diplomazia.L’incontro più fruttuoso fu con Riccardo Gualino che gli farà da mecenate commissionandogli molti ritratti e affreschi per il teatrino di casa sua.La scuola di pittura che aprì in Via Galliari annoverò allievi come Lalla Romano, Daphne Maugam e Sergio Bonfantini mentre fu a contatto con Paolucci, Menzio, Levi, Chessa che poco dopo, insieme alla Boswel e a Galante, divennero “I sei di Torino”

 

Nello studio di Via Mazzini 52, cuore della città, assorbì l’atmosfera ovattata e silenziosa cui diede corpo ai dipinti malinconici ed essenziali con allusioni alle quadrettature urbanistiche e alle architetture che tanto affascinarono Nietzsche. La città sabauda fu terreno fertile per il ritorno all’ordine e ai valori plastici del 900 con rivisitazioni neo-quattrocentesche di Piero Della Francesca e secentesche di Vermeer nella atemporale “ Silvana Cenni” (nell’immagine), di Mantegna negli scorci azzardati de “ La fanciulla dormiente”, di Ingres nell’eleganza de “ Il Concerto” Tutte opere, come egli confessava, che potevano scaturire solo a Torino.

 

Giuliana Romano