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Sei forconi non bastano per fare la rivoluzione

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Erano molto più numerose le forze dell’ordine intervenute per prevenire i disordini che si erano verificati lo scorso anno

 

Quattro gatti alla manifestazione di protesta del movimento dei Forconi organizzata a Torino e nella  provincia. In piazza Crispi si sono presentate 6 (sei) persone e in piazza Togliatti a Rivoli 5. Più o meno stessa sorte per i presidi, a Pinerolo e a Nichelino. Erano molto più numerose le forze dell’ordine con lo scopo di prevenire i disordini che si erano verificati lo scorso anno. Non c’è stato quindi alcun problema per la circolazione e tanto meno  per l’ordine pubblico.

 

Il movimento era sorto qualche anno fa al centro – sud Italia da un’associazione di agricoltori, pastori, allevatori che si definiva “apartitica”, al cui interno, però, erano presenti  alcuni esponenti di Forza Nuova e dell’estrema sinistra. Già nel 2011 organizzarono serrate, scioperi e blocchi stradali, soprattutto in Sicilia. Fu grazie all’adesione degli autotrasportatori e degli ambulanti che attuarono la paralisi del trasporto su gomma dell’intero Paese e dei rifornimenti di carburante.

“Oggi il Movimento dei Forconi e’ morto”: significative le parole di Giuseppe Tano, leader del Movimento Barriera Libera Derna. Cinque o sei forconi non bastano per una rivoluzione.

Che torte speciali alla Piccola Torino

torta p torinotorta piccolaDolci preparati con maestria e passione dalla proprietaria Irene e dalla mamma, già cuoca esperta del ristorante “Antica Trattoria delle Langhe”

 

In zona Santa Rita, in via Tripoli 171/a, si trova la caffetteria “La Piccola Torino”, un bar apparentemente come tanti presenti nel quartiere, se non fosse per le torte ed i dolci preparati con maestria e passione dalla proprietaria Irene e dalla mamma, già cuoca esperta del ristorante “Antica Trattoria delle Langhe”, di via Luigi Capriolo 45.

 

Alle torte in tema con la stagione (squisita la torta di castagne), si accompagnano tra le varie bevande, la cioccolata calda ed il bicerin, immancabile in un locale dedicato al capoluogo piemontese. La caffetteria “vive” attivamente le manifestazioni organizzate dal quartiere, rimanendo aperta nelle domeniche dedicate alle feste di via Tripoli e nel mese di dicembre in occasione dello shopping natalizio.

Angela Barresi

I Forconi tornano in piazza: “Ma i violenti saranno sbattuti fuori”

A Torino i manifestanti porteranno al collo un fazzoletto tricolore

 

FORCONIOggi, venerdì 5 dicembre è la giornata del Movimento dei Forconi. Torna in piazza al’insegna dello slogan “inizia la rivoluzione” per contestare il Governo Italiano considerato illegittimo. I forconi tenteranno di non replicare lo scarso successo avuto dalle loro iniizative di protesta lo scorso anno. Numerosi i presidi nelle principali città italiane. A Torino i manifestanti porteranno al collo un fazzoletto tricolore a simboleggiare un  “discesa civile del popolo italiano a difesa della Costituzione e della Repubblica”. I promotori, che annunciano la presenza in città, (anche se il Prefetto, per non bloccare la circolazione ha vietato assembramenti in piazza Derna e corso Unità d’Italia) assicurano:  “non bloccheremo niente, ma saremo in ogni piazza del Piemonte e saremo migliaia. Non sarà come l’anno scorso I violenti saranno sbattuti fuori e non ci saranno scontri”. Speriamo.

I social media e i rischi per i minori

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Una maggiore cooperazione nella gestione dalla rilevazione del caso, fase cruciale per la protezione e la cura delle vittime minorenni di abuso sessuale, alla segnalazione, alle fasi di ascolto in ambito giudiziario

 

Le nuove tecnologie e i social media sono un’opportunità per i giovani, ma espongono bambini e adolescenti a forti rischi, che sempre più devono essere conosciuti e prevenuti. Grazie al progetto Dicam II, c’è oggi uno strumento in più, le “procedure operative in caso di abuso sessuale online a danno di vittime minorenni”, un vero e proprio manuale pratico a disposizione degli operatori dei servizi sociali, sanitari, della scuola, del privato sociale, delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria.

Il progetto – cofinanziato dalla Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione Europea e coordinato da gennaio 2013 da Save the Children Italia in partenariato con il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI) e il Centro per il Contrasto della Pedopornografia su Internet Polizia Postale e delle Comunicazione (C.N.C.P.O.) – è stato presentato il 1° dicembre nell’Aula di Palazzo Lascaris.

Al seminario, cui è seguita una tavola rotonda, hanno partecipato, tra gli altri, Silvia Allegro, coordinatore progetto Dicam II, Save the Children Italia; Augusto Ferrari, assessore regionale alle Politiche Sociali; Anna Maria Baldelli, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori; Patrizia Torretta, psicologa della Polizia di Stato, Centro per il contrasto della Pedopornografia su Internet della Polizia Postale e delle Comunicazioni; Gloria Soavi, presidente del CISMAI, Coordinamento italiano dei Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’Infanzia.

Le procedure operative hanno come obiettivo l’aumento delle conoscenze e delle competenze dei professionisti del settore sugli aspetti specifici che le nuove tecnologie introducono nel tema dell’abuso “tradizionale” e una maggiore cooperazione interprofessionale nella gestione dei casi in tutte le loro fasi, dalla rilevazione del caso, fase cruciale per la protezione e la cura delle vittime minorenni di abuso sessuale, alla segnalazione, alle fasi di ascolto in ambito giudiziario, sino alla presa in carico clinica e psicosociale, in un lavoro che deve essere multidisciplinare, tempestivo ed adeguato.

(emaccanti – www.cr.piemonte.it)

Museo d’artiglieria, che fine ha fatto?

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Dove è finito lo splendido “Maometto II”, il massiccio cannone turco-ottomano del Quattrocento, molto simile ai cannoni del Gran Sultano quando squarciò le possenti mura di Costantinopoli ponendo fine all’Impero romano d’Oriente?

 

Che fine ha fatto il Museo storico nazionale d’artiglieria di Torino, in via  Cernaia, uno dei più belli e interessanti d’Europa ? Dove sono finite le pistole e i fucili a pietra focaia usati al tempo della liberazione di Torino dall’assedio dei francesi? Dove è finito lo splendido “Maometto II”, il massiccio cannone turco-ottomano del Quattrocento, molto simile ai cannoni del Gran Sultano quando squarciò le possenti mura di Costantinopoli ponendo fine all’Impero romano d’Oriente? E se fosse proprio uno di quelli? I ragazzini del quartiere torinese se lo ricordano bene il grande cannone nei giardini di fronte alla Cittadella, sede del museo di artiglieria, all’ombra di un vecchio e maestoso albero, quando lo cavalcavano per divertimento o infilavano se stessi nella spaventosa bocca da fuoco che i cronisti coevi di Mehmet il Conquistatore definiscono nei loro diari  “simili a draghi sputa-fuoco, che se un proiettile colpisse un monte lo manderebbe parte in aria e parte in mare”. 

 

Pistole e fucili antichi dal 1300 al Novecento, cannoni e mitragliatrici, spade, sciabole, gladi e baionette, armature e uniformi, medaglie e bandiere, dipinti e stampe con scene di guerra. Niente paura, la preziosa collezione di oltre 10.000 reperti, dalla preistoria ad oggi, con pezzi unici e di grande valore storico, è al sicuro nei sotterranei di una caserma, peccato però che il museo sia chiuso. È sconsolante passare in corso Galileo Ferraris all’angolo con via Cernaia e vedere il Mastio della Cittadella, restaurato di recente e trovare sbarrato il portone del museo di artiglieria. Sul sito “Torino Musei” del Comune si legge che il museo è temporaneamente chiuso al pubblico per lavori di restauro. Chiuso in realtà da molti anni,da troppo tempo, tranne una breve apertura effettuata nel 2011 in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Poi la collezione è stata trasferita in una caserma di piazza Rivoli.

 

“È uno scatolone vuoto, affermano a “Torino Musei”, si fatica a tenere aperti i musei tradizionali per carenza di fondi e diventa quindi impossibile stanziare nuovi contributi per aprirne altri. All’Associazione Amici del Museo la speranza di riaprirlo vola al 2016 o, a essere molto ottimisti, alla fine del prossimo anno. Per ora buio totale, ci dicono gli Amici del Museo che si battono per la riapertura e sperano nell’arrivo di finanziamenti privati,magari qualche Fondazione prestigiosa o qualche facoltoso ente culturale smanioso di riportare in vita uno dei più importanti musei di artiglieria al mondo. L’Esercito,proprietario della collezione, non ha le risorse necessarie per restaurare le sale e per pagare luce,acqua, riscaldamento e impianti di sicurezza. L’intera raccolta si trova nella caserma Amione in piazza Rivoli a Torino protetta da adeguate misure di sicurezza ma è chiusa al pubblico. La selezione di armi e armature è visitabile solo per particolari motivi di studio e ricerca storica contattando l’Associazione Amici del museo (www.artiglieria.org). Nato nel 1843 per iniziativa del re di Sardegna Carlo Alberto, il museo d’artiglieria è il più antico museo militare italiano e nel 1961,per il centenario dell’Unità Italia, il museo fu ampliato e arricchito di pezzi di grande valore.

           Filippo Re

Case popolari, Pd: “Le nuove fasce dei canoni”

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Conticelli: Nessuna dismissione per il patrimonio pubblico di edilizia popolare

 

 La II Commissione del Consiglio regionale (Urbanistica), presieduta da Nadia Conticelli (Pd) ha licenziato  la delibera all’aggiornamento delle fasce reddituali per la determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia sociale. L’approvazione definitiva dovrebbe avvenire da parte della Giunta regionale il 15 dicembre.

 

“Dal 1 gennaio 2015 i canoni di affitto per le case popolari saranno rideterminati sulla base delle mutate condizioni socioeconomiche rilevate dal censimento 2014 – spiega Conticelli  – Le fasce di reddito sono state riviste e ampliate, andando cosi’ incontro alle difficoltà che derivano alle famiglie dalla crisi economica e dal conseguente acuirsi dell’emergenza abitativa anche nella nostra regione. Le fasce sono state anche adeguate all’ indice Istat prezzi al consumo, che nel mese di settembre ha subito per la prima volta un decremento su base annua dello 0.1%”.

 

“In un momento delicato vogliamo anche tranquillizzare i cittadini che le notizie che circolano sulla messa all’asta del patrimonio pubblico delle case popolari nei prossimi mesi sono totalmente infondate e volte solo a generare allarmismo – ha precisato la presidente Conticelli, insieme al consigliere Marco Grimaldi (Sel) – In Commissione le forze politiche di maggioranza, insieme all’assessore Ferrari, hanno ribadito con fermezza che non è previsto alcun piano di dismissione delle case popolari legato al Decreto Del Rio”.

 

“Il patrimonio immobiliare delle Atc passerà integralmente alle tre nuove Agenzie nate dalla riorganizzazione – spiega Conticelli – Anzi, si sta lavorando, con volontà unanime, a favorire il recupero di nuovi alloggi attraverso l’autocostruzione, cioè coinvolgendo gli assegnatari nella manutenzione”. 

 

Avviato in commissione anche l’esame dello Statuto tipo delle nuove Atc, che dovrà essere approvato dal Consiglio entro fine anno, fissandone denominazioni, finalità fondamentali, patrimonio, funzioni organi di governance e sedi legali, quindi, oltre al capoluogo, Novara per il Piemonte Nord e Alessandria per il Piemonte sud.

 

(Foto: il Torinese)

“Quale giustizia per lavoratori e cittadini dopo la sentenza Eternit ?”

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E’ il titolo dell’incontro tra associazioni di vittime provenienti da tutta Italia che si svolge venerdì 5 dicembre

 

“Quale giustizia per lavoratori e cittadini dopo la sentenza Eternit in Cassazione ?” è il titolo dell’incontro tra associazioni di vittime provenienti da tutta Italia che si svolge venerdì 5 dicembre, dalle ore 15 alle 19, al Centro San Liborio in via Bellezia 19 a Torino. L’iniziativa si tiene nell’ambito del programma delle Settimane della Sicurezza, a cura del mensile Sicurezza e Lavoro, diretto da Massimiliano Quirico. Sarà un momento per discutere su strategie e progetti comuni relativi a salute, sicurezza, ambiente e, perché no, giustizia. Partecipano diverse associazioni come Comitato vertenza amianto, Voci della memoria, Moby Prince, Vittime Casa dello studente L’Aquila, scuola San Giuliano di Puglia, Vittime del Salvemini, Fondazione Benvenuti in Italia, Comitato Matteo Valenti, Il mondo che vorrei, Vito Scafidi, Sicurezza e Lavoro.

 

Dalle 15.30 alle 18.30 all’impianto sportivo Cit Turin Lde in corso Ferrrucci 63/a ci sarà l’esibizione delle scuole calcio settore giovanile “I mestieri in campo”, ragazze e ragazzi giocheranno a calcio tutto il pomeriggio indossando simbolicamente maglie di mestieri e professioni che vorrebbero svolgere da grandi. Infine la giornata si chiuderà, alle ore 21, al Teatro Astra in via Rosolino Pilo con lo spettacolo teatrale “Lo stridore luttuoso degli acciai” di Luzzi – Guarnieri – Jona, cantata scenica per soli, voci su nastro, ensemble ispirata alla tragedia della ThyssenKrupp e condotta da Fondazione Teatro Piemonte Europa e Controluce Teatro d’Ombre con il patrocinio del Goethe Institut di Torino.

 

Massimo Iaretti

Giovani contro il Jobs Act occupano il Pd

pd manifesto

La sede di via Masserano sotto assedio per un’ora

 

Non solo le deliranti proteste contro il deputato Boccuzzi apparse sul web. Anche la sede regionale del Pd, in via Masserano a Torino, ha vissuto momenti di tensione. Ieri, infatti, è stata occupata da una cinquantina di studenti indipendenti, in segno di protesta contro il Jobs Act. I giovani sono stati nei locali del partito per circa un’ora urlando slogan contro il governo. Al momento dell’irruzione negli uffici  erano presenti il segretario provinciale del pd, Fabrizio Morri, e la consigliera Nadia Conticelli della Regione. E’ intervenuta la polizia per identificare i giovani.

 

(Foto: il Torinese)

Ucciso per 700 euro ma il dna incastra l’assassino

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La Procura di Ivrea ha fatto arrestare dai carabinieri Ferdinando Genovese

 

Potrebbe finalmente avere un volto l’assassino di Benito Peloso, il pensionato di Ivrea strangolato lo scorso 2 aprile scorso nella sua casa di via De Gasperi a Ivrea.  La Procura di Ivrea ha fatto arrestare dai carabinieri Ferdinando Genovese, 56enne  disoccupato.  Tracce del dna lo incastrerebbero.

 

Pare si sia trattato di una rapina per derubare all’anziano la misera cifra di 700 euro di pensione. Sarebbe dunque questo il movente dell’omicidio del pensionato, ritrovato otto mesi fa privo di vita sul pavimento del suo appartamento.

 

Sono stati  i carabinieri del Nucleo Investigativo guidato dal  tenente colonnello Domenico Mascoli ad arrestare il presunto assasssino che ha già una rapina come precedente penale. Era già il principale sospettato, ma per l’arresto si sono dovuti attendere i riscontri del dna del genovese trovato sotto le unghie della vittima.

 

(Foto: il Torinese)

Torino promossa Creative City: ora è anche capitale del Design

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mole arcoSi tratta dell’unica città italiana vincitrice del bando di quest’anno, al quale hanno preso parte  28 città di una ventina di Paesi

 

Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico di iniziativa che puntano al rilancio della nostra città su scala internazionale.

 

Torino ha infatti ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di Creative City nel campo del design, iniziativa supportata fortemente dal sindaco Piero Fassino.  “La città – ha detto il primo cittadino – in questi anni ha saputo sviluppare nuove vocazioni accanto allo storico profilo industriale nel campo della ricerca, della cultura, delle arti e del turismo”.

 

Si tratta dell’unica città italiana vincitrice del bando di quest’anno, al quale hanno preso parte  28 città di una ventina di Paesi. Ad oggi  è stato assegnato a 69 città in tutto il mondo. Il Creative Cities Network punta allo sviluppo della cooperazione tra le aree urbane che individuano nella creatività un fattore strategico per il loro sviluppo. “Un riconoscimento – ha aggiunto Fassino – che ci sollecita a fare sempre di più di Torino una città di innovazione e di avanguardia in ogni campo”.

 

(Foto: il Torinese)