I collettivi universitari di Torino oggi hanno occupato Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, dopo il presidio di ieri al Rettorato. L’azione è scattata al termine dell’assemblea delle 18, svoltasi negli stessi spazi, organizzata per protestare contro la decisione del Rettorato di chiudere l’edificio per due giorni, scelta che ha impedito lo svolgimento di un evento musicale contro lo sgombero di Askatasuna.
“La rettrice chiude, noi apriamo, Se l’università sceglie il controllo, noi scegliamo il conflitto. Palazzo nuovo è occupato!” dicono gli studenti.
L’occupazione arriva a meno di tre giorni dalla manifestazione nazionale indetta per il 31 del mese, anch’essa contro lo sgombero del centro sociale.
Dopo il diniego all’organizzazione dell’evento, i collettivi spiegano le proprie ragioni dichiarando: “È così che l’università smette di essere un luogo di sapere critico e diventa un dispositivo disciplinare. Un modello del genere ci preoccupa e ci sta stretto: vogliamo ristabilire con chiarezza che l’Università appartiene all3 student3 e a chi ci lavora”.





E’ sempre stato chiaro che i ritardi nella costruzione della TAV non dipendevano solo dagli attacchi al cantiere dei NOTAV. Errori e contraddizioni in chi aveva la responsabilità hnno fatto perdere tempo cosicché l’arrivo dei Cinquestelle al Governo e al Comune di Torino avevano messo a rischio l’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte , tenuto conto che da venticinque anni ,nonostante tanti discorsi e interviste, la crescita economica di Torino e quindi della Regione era costantemente sotto la media nazionale con conseguenze sociali pesantissime. Torino era contemporaneamente la capitale dell cassa integrazione e della precarietà , le periferie costantemente fuori dalle iniziative della Città.