ilTorinese

Dopo le dimissioni dal comandante dei vigili l’assessore lascia le deleghe alla sicurezza

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

L’assessore con deleghe alla Sicurezza, Roberto Finardi, ha rimesso le deleghe a seguito delle dimissioni del comandante del Corpo di Polizia Municipale, Emiliano Bezzon. Lo ha annunciato la sindaca Chiara Appendino, rispondendo in Consiglio Comunale ad una richiesta di comunicazioni avanzata dal consigliere Francesco Tresso.

“Questa mattina il comandante Bezzon, come anticipato in un colloquio il 30 ottobre, ha confermato la volontà di lasciare il ruolo di comandante, ha esordito la sindaca. Ho chiesto al comandante di rimanere in carica fino all’individuazione di una figura nel medesimo ruolo per la quale la procedura partirà al più presto”.

“La decisione del comandante, ha spiegato Appendino, arriva all’indomani di una vicenda sulla quale al più presto verrà fatta chiarezza, legata alle sanzioni comminate a conducenti di monopattini elettrici e al tema della loro sperimentazione. Abbiamo sempre detto che Torino sarebbe stata in prima linea nel testare le nuove frontiere dell’innovazione, compreso il settore della micromobilità”, ha aggiunto, ribadendo come l’obiettivo sia quello di cogliere le opportunità in tema di economie e di tutela dell’ambiente. “Tra tante sperimentazioni, ha affermato, quella dei monopattini ha subito battute d’arresto dovute a decisioni non sempre allineate lungo tutta la filiera che ha gestito l’iter, dalla decisione politica di aderire alla sperimentazione fino all’attuazione tecnica della stessa. La volontà dell’Amministrazione, ha confermato, è quella di fare chiarezza, valutare in quali passaggi ci siano stati problemi, rilevando responsabilità individuali tecniche e politiche. Attendiamo nuove direttive del Ministero utili a fare chiarezza in tutto il Paese su un tema nuovo. L’Amministrazione, ha concluso, vuole continuare ad incidere sulla mobilità in una prospettiva di sostenibilità. Quando ci sono errori si riconoscono”.

Infine il ringraziamento a Bezzon per le importanti operazioni portate avanti: l’assunzione di 50 agenti, le operazioni contro le truffe agli anziani, un giro di vite sulla sicurezza stradale, in particolare malasosta e guida col cellulare, la gestione dell’ex Moi o azioni di contrasto ai parcheggiatori abusivi.

Ringraziamento da parte della sindaca anche all’assessore Finardi che ha dato la disponibilità a mantenere la delega fino all’individuazione del nuovo comandante.

Dopo l’intervento della sindaca si è aperto il dibattito

Osvaldo Napoli (Forza Italia): Esprimo ringraziamento e solidarietà a Bezzon e al corpo di Polizia Municipale. La sindaca dovrebbe respingere le dimissioni del comandante, ma, allo stesso tempo, migliorare la collaborazione con dirigenti e dipendenti: bisogna avere fiducia nei propri dirigenti.

Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Pazienza per i tre assessori e i due stretti collaboratori allontanati, ma se anche la dirigenza non viene trattenuta e si indebolisce è un brutto segnale. Se ci sono così tanti scollamenti, significa che manca una figura carismatica e di coordinamento al vertice. Se poi l’assessora Lapietra non è stata in grado di definire la sperimentazione dei monopattini, come potrà gestire temi ben più complessi come la metropolitana e il TPL?

Valentina Sganga (M5S): Ringrazio Sindaca e Giunta per la correttezza istituzionale, ma non capisco come la sperimentazione dei monopattini possa aver causato un tale can can. I monopattini elettrici sono i benvenuti a Torino, nelle piste ciclabili e nelle zone 30, ma serve una sperimentazione. Nessuno ha da ridire sull’operato del comandante Bezzon in questi anni, ma la gestione di questa vicenda è stata scorretta: non si possono attaccare gli assessori sui giornali. È corretta e opportuna la scelta di Bezzon di dimettersi. Dobbiamo fare di più per la sostenibilità ambientale, per favorire la micromobilità e per ridurre l’inquinamento atmosferico. Rinnoviamo quindi la fiducia a sindaca e assessora Lapietra.

Fabrizio Ricca (Lega): Sono stato critico verso il comandante Bezzon ma l’ho sostenuto quando ha lavorato nell’interesse dei cittadini e della legge. Ora lo si mette sul patibolo proprio perché ha fatto rispettare le regole a fronte, ad esempio, della mancanza di una specifica segnaletica per i monopattini. Il fatto è che l’assessora Lapietra non ha emanato la dovuta ordinanza relativa e di questo a quanto pare non le si chiede conto, E’ una pessima figura a livello nazionale, le sue dimissioni sono una formalità dovuta a garbo istituzionale ma di fatto è stato cacciato: comincio a pensare che anche l’assessore Finardi non abbia lasciato la delega alla Polizia Municipale di sua spontanea iniziativa.

Silvio Magliano (Moderati) Il comandante Bezzon aveva comunque in animo di dimettersi anche prima di dichiarazioni alla stampa, forse non si sentiva supportato, non si sentiva coperto politicamente nel fare il proprio dovere. Certo è che o lui se ne andava o doveva andarsene l’assessora Lapietra. Questa città ha un serio problema di governance, già tre assessori se ne sono andati, ora il comandante dei Vigili…. La sindaca ha ricordato i meriti del comandante dimissionario (ex MOI, campi nomadi, lotta alla mala sosta) e lui deve andarsene per i monopattini, non ha senso. Quanto ad assessore Finardi, non ha senso che lasci la delega alla Polizia Municipale, occorre continuità, anche rispetto al Tavolo per la Sicurezza.

Marina Pollicino (Connessione Civica) I cittadini sono stati incoraggiati ad adottare la mobilità alternativa senza essere informati sulle regole, senza segnaletica, senza normativa nazionale. E i cittadini, dato che chi sbaglia paga, ne hanno fatto le spese. Non possiamo prendercela con la Polizia Municipale o con il suo comandante. Ma l’amministrazione comunale sembra credersi davvero senza peccato, e chi aveva deleghe a sicurezza tace.

Federica Scanderebech (Misto di minoranza – Rinascita Torino): Ho voluto fare un test come un comune cittadino per capire cosa fare per usare in modo corretto un monopattino elettrico e ho constatato una mancanza di chiarezza preoccupante. Ho chiesto la convocazione di una Commissione consiliare urgente per analizzare con i diretti interessati coinvolti il tema della normativa, con la partecipazione di motorizzazione e degli assicuratori.

Stefano Lo Russo (Pd): Anche la vicenda dei monopattini elettrici dimostra la prosecuzione del metodo Appendino: C’è un problema? Si taglia una testa. Un approccio figlio di rapporti fiduciari non corretti; in questo caso il povero Bezzon ha soltanto applicato la legge. Bisognerebbe individuare i veri responsabili e non lo si fa mai: come possiamo fidarci di Lapietra per la futura linea 2 del metrò se oggi non è in grado di ‘gestire’ i monopattini. Il problema in definitiva è lei, cara sindaca, che ogni volta dimostra di non essere in grado di gestire questa città.

Al termine del dibattito, la sindaca Appendino ha sottolineato come le dichiarazioni del comandante ai media siano state rese dopo il colloquio del 30 ottobre.

Ribadendo il buon lavoro svolto da Bezzon, Appendino ha ricordato come il comandante non sia stato scelto sulla base di un rapporto fiduciario, ma attraverso una procedura di selezione con una commissione che ha valutato i curricula pervenuti.

Infine ha ribadito la volontà di svolgere verifiche tecniche e politiche per individuare cosa non abbia funzionato e la necessità di effettuare, in futuro, una comunicazione chiara.

La Sala Rossa approva Regolamento per  scambio e vendita occasionale di oggetti usati

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

Con l’approvazione della relativa deliberazione da parte del Consiglio Comunale (21 voti favorevoli, 2 contrari), la Città di Torino ha varato oggi il nuovo Regolamento per la “Gestione dell’attività di scambio e vendita occasionale di oggetti usati”, che sostituisce integralmente la precedente normativa (Regolamento comunale n. 378).

Il Regolamento risolve alcuni nodi e affina la disciplina del mercato del cosiddetto “Barattolo”, che si svolge il sabato e la domenica in via Carcano.

Tre le modifiche principali, come ha spiegato in Sala Rossa l’assessore ai Diritti Marco Giusta: l’ampliamento della platea dei partecipanti al territorio della Città Metropolitana di Torino, la sottolineatura del ruolo sociale del mercato, la valorizzazione della raccolta differenziata.

La deliberazione è stata approvata con alcuni emendamenti proposti dalla Giunta, tra cui uno che aggiunge alla finalità del mercato, oltre a quelle di carattere sociale e sostegno del reddito, anche quella di educazione al ricircolo e al riuso dei rifiuti, anche per ridurne il volume.

Approvati anche gli emendamenti proposti dal consigliere M5S Andrea Russi, a nome della maggioranza, tra cui quello che prevede appunto che i venditori partecipanti siano residenti o abbiano eletto domicilio nell’area metropolitana di Torino e uno che sottolinea che le merci non devono provenire da attività di ricettazione, furto, contrabbando e altre attività illecite. Un altro emendamento firmato da Russi e approvato dalla Sala Rossa prevede la possibilità di fare versare ai venditori una cauzione a garanzia dell’obbligo di raccolta dei rifiuti prodotti nel proprio stallo, da restituire nel caso in cui lo stallo venisse lasciato pulito. Un altro obbliga i partecipanti ad allestire la propria postazione non prima delle ore 5.30 del mattino.

È stata anche approvata (20 voti favorevoli, 1 contrario, 1 astenuto) una mozione di accompagnamento (prima firmataria: Viviana Ferrero – M5S), che impegna Sindaca e Giunta ad avviare una serie di buone pratiche per rendere migliore la qualità lavorativa degli operatori in via Carcano, con un più efficace posizionamento dei banchi, un piano di piantumazioni per offrire un’adeguata ombreggiatura e la previsione di punti di allaccio elettrico e illuminazione. La mozione chiede anche di adottare un sistema più efficiente di gestione dei servizi igienici, di creare uno spazio autogestito di ristorazione interna a cura degli stessi operatori e di effettuare una severa raccolta differenziata del residuo mercatale.

Cavallerizza: presidio di FI Giovani

Martedì 5 novembre mentre si svolgerà l’incontro in Prefettura con il Ministero dei Beni Culturali sul tema dello stanziamento dei fondi per il recupero della Cavallerizza, dalle ore 11,45 sotto la Prefettura in Piazza Castello si svolgerà un presidio organizzato dal movimento di giovanile di Forza italia.
 

Dice  Tommaso Varaldo (Forza Italia Giovani):  “La Cavallerizza è un patrimonio della città riconosciuto dall’Unesco che è stato lasciato al degrado dei centri sociali. Ci sono voluti due incendi e quasi cinque anni di occupazione abusiva perché l’attenzione mediatica cadesse su questa situazione vergognosa. Noi è dal primo giorno di occupazione che chiediamo lo sgombero. Spendere i 5 milioni di euro promessi dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, per il recupero del bene e consegnare la gestione della nuova Cavallerizza agli occupanti? E’ pura follia, la loro esclusione dal futuro della Cavallerizza sia una condicio sine qua non per lo stanziamento effettivo dei fondi. Il nostro presidio per dire STOP ILLEGALITA’, LA CAVALLERIZZA TORNI ALLA CITTA’. Alla Città e non agli abusi e al loro degrado”

Ismaell il demone

Il 6 novembre 2019 alle ore 20,30 presso il cinema Politeama in via Orti 2

Chivasso (TO) ci sarà la prima del film “Ismaeell il demone” dell’autore e

regista verolenghese Luigi D’Alessandro. Unica data italiana per il 2019 della

visione del film in trattativa per la distribuzione oltre oceano e nord Europa.

LA SINOSSI

Una poliziotta un po’ impacciata e sempliciotta entra in contatto con un

qualcosa o qualcuno di malvagio che le fa sognare i suoi efferati delitti prima

che vengano compiuti. Apparentemente brutti sogni che via via diventeranno

sempre più particolareggiati e reali fino a trasformarsi in visioni diurne.

Solo sul finale il colpo di scena, la poliziotta affronterà con coraggio la

malvagità di questa persona o cosa con una scelta difficile per proteggere chi

ama. Nel cast l’attrice e modella di Mondospettacolo Ester Cerchio nel ruolo di

Asia.

IL MESSAGGIO

L’autore, in questa pellicola quasi autobiografica, vuole farci capire che in

ognuno di noi c’è un demone che non sempre è una forza negativa. Un demone che

ci può venire in aiuto dandoci la forza di affrontare le difficoltà, cattivo

contro chi ci fa del male, spietato quando la vità ci si scatena contro. Un

demone che alcune volte ci può spingere a compiere delle azioni drastiche,

anche contro noi stessi, per risolevere dei problemi. Volutamente girato nelle

zone del torinese tra Verolengo, Chivasso, Torrazza P.te ed Orio C.se, perchè

l’autore è molto legato ai luoghi della sua vita.

L’AUTORE

Autore e regista indipendente appassionato di gialli ed horror. Fin da piccolo

con un impulso irrefrenabile alla scrittura psicologica e poetica passando ore

a guardare fuori dalla finestra per trovare la sua ispirazione, scrivendo su

tutto ciò che gli era a portata di mano. Tutte le sue storie hanno origine da

sogni in notti lunghe e tenebrose che gli rimangono impressi in maniera

indelebile. In carriera cortometraggi e videoclip musicali, ma la sua natura è

il cinema. Nel 2014 inzia a scrivere la storia del suo primo film di genere

giallo “ISMAEELL IL DEMONE” ispirandosi allo stile del suo mentore Dario

Argento agli albori della sua carriera. Le riprese iniziano nell’estate del

2015 per concludersi con la post produzione tra il 2017 e 2018.

Il comandante dei Civich si dimette per il “caso monopattini”

Il comandante della polizia municipale di Torino, Emiliano Bezzon, ha presentato in mattinata le dimissioni da capo dei Civich. La decisione sarebbe conseguente alle polemiche sull’uso dei monopattini elettrici in città e sulle multe dei giorni scorsi. In una intervista ai giornali, il comandante aveva attaccato l’assessora ai Trasporti, Maria Lapietra, per i ritardi nel regolamentare la sperimentazione del nuovo mezzo, ormai diffusissimo anche sotto la Mole.

Minorenne fugge per amore: ritrovata dai Carabinieri

Era la mezzanotte a cavallo tra il 2 e il 3 novembre quando una
15enne astigiana, sfruttando il sonno della famiglia, lascia un
biglietto sulla scrivania di camera sua, con su scritto “ciao, vi amo
tutti”, e fa perdere le proprie tracce.
Ad accorgersene per primo il fratello che, rientrato da una serata
con gli amici, trova la porta di casa aperta e la luce della camera
da letto della sorella accesa.
Immediato l’allarme ai Carabinieri del 112 che giungono subito sul
posto ed avviano un’ininterrotta attività d’indagine che, coordinata
dal Comandante della Compagnia di Asti, consente, nelle prime ore
dell’alba, di comprendere come l’adolescente, che mai prima d’ora
aveva tenuto comportamenti del genere o dato segni di disagio, si
fosse diretta in treno nel torinese verso le 22:00.
La ragione? Incontrare un coetaneo conosciuto su Instagram
qualche sera prima.
Si susseguono le indagini che conducono in caserma gli amici della
ragazza, a conoscenza dell’intendimento della giovane, ma ignari
dell’identità del “Romeo virtuale”.
Grazie ad un esame incrociato delle prime indicazioni e del
monitoraggio dei profili social che potessero coincidere con quello
su cui la giovane aveva conosciuto l’ignoto giovane nonché grazie
alla localizzazione delle utenze cellulari della minorenne, si
circoscrive il luogo di possibile fuga nel comune di Nichelino (TO).
Un volta risaliti alle generalità del ragazzo, un 16 enne di
Nichelino, questi viene condotto in caserma e qui conferma
l’avvenuta conoscenza della ragazza con cui, a suo dire, una volta
conosciuta, decide di riaccompagnarla alla stazione ferroviaria e di
non proseguire la serata con lei.
Una volta riattivata l’utenza cellulare, che in gran parte del tempo
era rimasta spenta per evitare di essere rintracciata, i Carabinieri
di Asti individuano alle ore 15:00 del 3 novembre la giovane in un
parco di Nichelino dove viene trovata e riaccompagnata a casa dei
genitori che, disperati per la preoccupazione, la possono
riabbracciare e sincerarsi delle sue ottimi condizioni di salute.
Una vicenda conclusasi per il meglio che sottolinea ancora una
volta il rischio cui si va incontro nei casi di “conoscenze al buio sui
social”.

Scanderebech: “Appendino sbaglia, a pagarne è il Comandante Bezzon”

Dichiara la Consigliera comunale Scanderebech “La Sindaca e l’Assessora Lapietra chiedano scusa al Comandante Bezzon e non si accettino le sue dimissioni. Se la politica sbaglia, non è giusto che un tecnico, che ha solo applicato una normativa faccia un passo indietro. Bezzon ha tutta la mia solidarietà”. Prosegue Scanderebech: “Ho richiesto una commissione urgente, per analizzare con i diretti interessati coinvolti, il tema della normativa sui monopattini. Al tavolo ho chiesto che partecipino anche motorizzazione e assicuratori”

ECOMONDO, A CONVEGNO PER PROMUOVERE SICUREZZA, LAVORO E AMBIENTE

Promosso da ‘Assoreca’, il 6 novembre a Rimini vede tra i relatori anche il ‘Gruppo Marazzato’.

 

Tra Greta Thunberg e ‘Fridays for Future’, cambiamenti climatici e assemblee mondiali Onu (di cui proprio l’ultima, a Nairobi, in Kenya, risale al marzo scorso), l’ambiente continua a detenere la classifica dei temi caldi delle cronache.

Avrà luogo il 6 novembre a Rimini, alle ore 14.30 in ‘Sala Cedro’, nell’ambito dell’edizione 2019 di ‘Ecomondo’, la Fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare, un prestigioso convegno dal titolo “La formazione in ambito HSE: effettività, continuità, organizzazione”.

Un evento primario, promosso da ‘Assoreca’, dal 1994 la prima, più antica e autorevole associazione tra le società di consulenza e servizi per l’ambiente, l’energia, la sicurezza e la responsabilità sociale, che riunisce attorno a sé tutte le principali realtà professionali e industriali che operano a 360° nel delicato settore dell’attenzione, cura e rispetto per l’ecologia.

Al centro del dibattito – che vede tra i relatori anche il ‘Gruppo Marazzato’ – dal 1952 leader italiano, con quasi settant’anni di molteplice esperienza, in materia di logistica, trasporti, bonifiche e gestione di emergenze ambientali – la formazione.

Intesa, in primis, quale collante proattivo nell’avvio di un crescente processo di coinvolgimento che trasformi virtuosamente il formatore nel magnete, volano e mediano in grado di attrarre, su scala organica e ordinata, il maggior numero di soggetti nell’attività di protezione di beni giuridici di carattere inviolabile e indisponibile – quali salute e sicurezza dei lavoratori – e collettivo: alias, l’ambiente.

Il convegno affronta il tema fondamentale e fondante della formazione per le aziende in ambito sicurezza sul lavoro e ambiente”, esordisce l’Avvocato Angelo Merlin, Presidente di ‘Assoreca’ nonché affermato e stimato legale penalista specializzato in diritto ambientale e in diritto della sicurezza sul lavoro.

Ragioneremo collegialmente a più voci, con i relatori intervenuti, su come dare effettività e continuità all’obiettivo di fornire centralità al ruolo della formazione stessa, organizzandola scientificamente al meglio per prevenire ed evitare i rischi in cui possono incorrere, in tale ambito, le organizzazioni imprenditoriali”.

Per poi approfondire: “Per giungere a ciò, a partire dall’aprile del 2019 ‘Assoreca’ ha cambiato pelle: si è data un nuovo statuto, una nuova organizzazione per diventare sempre più un’associazione rappresentativa degli interessi delle imprese che si occupano di ambiente e sicurezza sul lavoro. Con l’intento, primario e costante, di dotarsi di una struttura organizzativa interna pronta a perseguire il fine di far sentire la voce degli imprenditori del settore sui tavoli istituzionali ed economici più importanti del nostro paese”.

Obiettivo della tavola rotonda – spiega Davide Marazzato, Vice Presidente Vicario di ‘Assoreca’ e membro della governance della rinomata azienda piemontese che porta il suo cognome – è far emergere le migliori prassi in materia, promuovendo l’integrazione, nella figura del formatore, di cultura tecnica e forma mentis che lo qualifichino sempre più quale garante di beni fondamentali e costituzionalmente tutelati per tracciare così le linee guida di un ‘processo educativo’, evocando una molteplicità di prospettive pedagogiche differenti riconducibili a una sintesi condivisa e fruibile in materia di corretto approccio alla tutela dell’ambiente”.

Per Maurizio Scandurra, giornalista economico esperto in tematiche consumeristiche, “L’incontro, virtuoso e funzionale insieme, tra la comunità degli utenti-fruitori e una sana e concreta politica di sviluppo di nuove abitudini di consumo alimentare di massa possibili – rappresentata dal riuscito progetto ‘Sagre No Plast’ messo in atto con successo a titolo sperimentale in Piemonte dal ‘Gruppo Marazzato’ – è espressione manifesta di un modello riuscito industriale e culturale insieme, inedito ed esemplare, paideutico e paradigmatico, in cui sostenibilità e pedagogia realizzano contestualmente, in modo speculare e convergente, la partnership più efficace, considerando altresì su vasta scala l’attenzione contemporanea, planetaria e massima, al tema della salvaguardia, cura e tutela dell’ambiente”.

Tutte le informazioni sul sito www.assoreca.it, www.gruppomarazzato.com e www.ecomondo.com.

 

“La ballata di Borgo San Paolo”

TORINO NEI LIBRI

E Bravo il mio amico Michele Paolino. Idea vincente. Creativamente parlando, s’ intende. Dimostra il suo eclettismo tra cultura, musica
ed impegno sociale. Leggendo pensavo anche a Gustave Flaubert in Madame Bovary. L’ autore : sì, sono io Madame
Bovary. La ballata di Borgo San Paolo è (anche) Michele Paolino. La sua personalità si diffonde
tra le varie pagine, tra le cose e le persone del Borgo. Chiaramente lo si riconosce in uno dei
personaggi. Quelli della banda dei quattro, o se volete amici miei, e come tale simpaticamente
fuori di testa. Mi sono immedesimato. Da piccolo pendolare tra via Cherubini, Barriera di
Milano e via Timavo, in  pieno Borgo San Paolo a 100 metri dalla Chiesa San Bernardino. Cuore del
cuore di questo quartiere. Uno dei protagonisti del romanzo. Poi la storia che si sviluppa per
altri pezzi di città per poi tornare nel Borgo. Stupisce positivamente la gentilezza nello scrivere.
Racconta di di tristi e laceranti storie con un certo garbo. Non è da tutti. In questo modo
sopporti piccoli drammi. Poi c’è la complessità odierna. Dalla immigrazione di ieri come quella
di oggi e l’ uso, molte volte distorto, dei social. Originale intitolare i  capitoli con note canzoni
italiane. È sempre bello leggere. Appagante se scritto bene. Accattivante se la storia ti prende. Se scrive
un amico, il massimo dei massimi. Vale la pena comprarlo e leggerlo.
P S: ho letto il libro tutto d’un fiato in tre ore aspettando treni che non arrivavano. A porta Susa siamo
stati sballottati da un binario all’ altro. E fino a Santhià ho viaggiato in condizioni precarie su un
locale con tutte le fermate relative. Sollevato e contento della lettura. Sicuramente un buon viatico.
Grazie, Michele Paolino

 

Patrizio Tosetto

Latina – Reale Mutua Basket Torino: una sconfitta imbarazzante

IL BASKET VISTO DA VICINO

Chiariamoci subito: perdere di due punti sbagliando l’ultimo tiro per vincere non significa necessariamente “imbarazzo”. Si poteva anche vincere questa partita all’ultimo secondo ma non è questo che crea “imbarazzo”.
La gestione degli ultimi minuti è sicuramente una facile inchiesta in cui si evidenziano limiti indiscutibili nella serenità della gestione della partita sia in campo che, soprattutto, dalla panchina, e se talvolta si è vinto all’ultimo secondo è anche vero che si è quasi sempre rischiato di perdere anche si è vinto all’ultimo istante.
Il vero problema è la gestione di un momento particolare della partita: quando siamo in vantaggio.


Ora, costringo i più anziani ad un momento nostalgia e i più giovani ad uno sforzo di fantasia. Il basket “antico” ha sempre avuto un quintetto base su cui puntare alla grande per tutta la partita e le riserve tali erano considerate ed entravano solo per problemi di falli di un titolare o a partita finita. Basket Torino sta vivendo una situazione non positiva con Diop fuori per infortunio e alcuni giocatori non in perfetta forma fisica. Abbiamo cinque giocatori titolari, Marks Alibegovic Cappelletti Pinkins e Campani e due riserve, Toscano e Traini. Quando siamo in vantaggio, magari di dieci punti come ieri… , dare riposo ai titolari per le riserve … o tenere Marks in panchina per quasi 6’ nel quarto quarto o Pinkins fuori con Toscano in campo non mi sembra un colpo di genio. Le altre squadre recuperano e poi ce la si gioca negli ultimi secondi.
Credo che sia impensabile che giocare 30’ o più anche nel basket moderno possa essere un problema per giocatori ben allenati e in momenti fondamentali. Il Killer Istinct è quello che hai o non hai. E, al momento, Torino non ha. Chiudiamo prima la partita, magari con il più 15 o più venti a fine terzo quarto giocando con chi ha le qualità per farlo e poi “riposo”, se così si può dire, a partita vinta negli ultimi minuti.
A tutti Voi che lavorate ogni giorno in ufficio, in cantiere, in negozio o a casa a fare le faccende mentre vi occupate dei figli ecc… : non avreste voluto avere un “capo” che vi fa riposare dopo aver “giocato” 10’ di seguito? E’ una ovvia provocazione che è volutamente con il sorriso da leggere tra le righe. Però, non è possibile provare prima a vincere le partite e poi riposare? E’ così basso il livello di resistenza dei nostri giocatori da dover essere sostituiti? Spero proprio di no.
La partita è andata come al solito a strappi (per i motivi, rileggere le righe sopra) con Torino sempre sopra e Latina ad inseguire. Alibegovic e Pinkins in buona condizione, Marks gioca al suo solito e Cappelletti con luci ed ombre. Campani si vede all’inizio ma poi scompare nel finale. Di Toscano e Traini non posso parlare male, fanno ciò che possono ma non hanno numeri tali da elevare la qualità del nostro gioco.
Siamo in realtà senza alcun tipo di difesa. Parafrasando il motto che si trova al palazzetto di Pistoia che recita “ a Pistoia non puoi vincere ma solo segnare un canestro in più” a Torino potremmo scrivere “contro Torino non puoi vincere ma solo se noi segneremo un canestro in più”. L’organizzazione difensiva è purtroppo inconsistente e lavorare sugli ultimi attacchi di una partita o sulla gestione di situazioni particolare sarebbe un dovere.
Purtroppo al momento siamo in mezzo al gruppo delle prime (meno male), ma per soli quattro punti sommati insieme subiti in due partite non siamo in testa in “solitaria”. Questo significa vedere il bicchiere mezzo pieno, da parte mia. Però è necessario effettuare un cambio di rotta. Sabato prossimo si rigioca e il pubblico non è proprio ottimista quando si perde.
E’ chiaro che questa annata è già un miracolo per la città di Torino. Ma anche per chi ha investito in questa avventura esiste un rischio molto alto di rimbalzo negativo se al Palazzetto si presenterà il pubblico delle “piccole” occasioni.
Si deve vincere ma anche convincere: Torino ha bisogno di basket e di un minimo di qualità. Non è una piccola realtà, Torino è una grande città e necessita di grande mentalità. I progetti per realizzarsi abbisognano di grandi menti. E non si può pensare in piccolo, c’è bisogno di crescere mentalmente, senza esitazioni e senza scusanti. Ripeto: non si deve essere arroganti ma bisogna crescere nella consapevolezza dei propri mezzi. La squadra, per la seconda lega nazionale è da vertice. Rendiamola tale. Siamo ad un punto di svolta. Speriamo in bene.

Paolo Michieletto