ilTorinese

Murisengo chiude in bellezza con il tartufo

 SECONDO (E ULTIMO) FINE SETTIMANA DELLA FIERA NAZIONALE

Si chiude domenica 17 novembre l’edizione numero 52 della Fiera nazionale del Tartufo ‘Trifola d’Or’ di Murisengo, dopo il consueto successo della prima domenica, il 10 novembre. Sabato 16 ci sarà un prologo con la presentazione libraria di ‘Una giornata bellissima’ di Licia Braccini, in compagnia della scrittrice e del poeta Alessandro Boero. L’evento è alle 17.30 nel Salone Lavazza. Domenica, invece, dalle 8 alle 18 saranno presenti oltre 120 espositori, accuratamente selezionati, tra i produttori di qualità e di eccellenza certificata, e all’interno del Palatartufo di piazza della Vittoria, i trifulau e i commercianti garantiranno i tartufi bianchi pregiati (Tuber Magnatum Picus). Alle 15.30 è previsto un seminario di analisi sensoriale a cura del Cnst nella sala del consiglio comunale, mentre dalle 14 ci sarà uno spettacolo itinerante con i ‘Fora ‘d tuva & friends’, formazione rock piemontese composta da fisarmonica, clarinetto, tromba basso tuba, trombone rullante a cura di Archivio Teatralità Popolare di Casa Alfieri. Inoltre ci sono anche la Mostra sulla storia del tamburello di Murisengo e del Monferrato nel salone Lavazza, ‘A tu per tu con i rapaci’ in compagnia della Cascina delle Ali presso il Belvedere a tergo della chiesa di Sant’Antonio Abate (dalle 10 alle 16), la camminata guidata ‘Camminare il Monferrato’ sul percorso ‘Nei luoghi del tartufo’ alle 14.30 con partenza da piazza Boario, visite guidate del borgo antico a cura del Gal con partenza da piazza Lavazza alle 14.30 e alle 15.30, l’esibizione della banda musicale ‘La Bersagliera dalle 10 alle 12.30 e, infine la mostra pittorica, per tutto il giorno, ‘Emozioni della terra’ in via Umberto I.

Massimo Iaretti

 

I banchetti delle idee. FI Giovani raccoglie le proposte dei cittadini

I giovani di Forza Italia lanciano a Torino “I banchetti delle idee”. È partita questa mattina l’iniziativa del movimento giovanile di Forza Italia che vedrà, nei prossimi mesi, i giovani raccogliere in ogni circoscrizione idee e segnalazioni dei cittadini.

“Per ogni Circoscrizione il movimento giovanile ha individuato un referente, che insieme ai nostri consiglieri di circoscrizione, raccoglierà idee e proposte dei cittadini. Dopo anni di amministrazioni di sinistra e il disastro di quest’ultima Giunta Appendino la nostra Torino ha un grande bisogno di idee e persone che si impegnino quotidianamente per il suo rilancio. Una settimana fa eravamo, con un presidio, sotto la Prefettura di Torino per chiedere al Sindaco di escludere gli abusivi e i centri sociali dal futuro della Cavallerizza. Oggi siamo in piazza per ascoltare i cittadini. La prossima settimana saremo al Parco del Valentino per denunciare il degrado e l’abbandono di questa amministrazione. Torino merita molto di piú e noi siamo in campo per questo” così commenta, a margine dell’iniziativa, il Coordinatore dei giovani di FI Tommaso Varaldo.

Aggiunge, a supporto dell’iniziativa, il Coordinatore Regionale On. Paolo Zangrillo “La vera essenza dell’impegno politico sta nella volontà di dare un contributo alla comunità.Sapere che il nostro movimento giovanile impegna il weekend nell’ascolto dei cittadini, è segno di grande maturità e di buon auspicio per orientare in maniera consapevole le battaglie del nostro partito”

Conclude Emanuele Cicconi, vice coordinatore dei giovani di FI a Torino “Lavorare tra la gente, per la gente: partiamo da questo per costruire una realtà solida e radicata sul territorio. I nostri coordinatori: Gregorio Torchia (1), Federico Chiassa (4),Edoardo Faro (8),Giulia Zaccaro (7),Francesco Caria(7), Stefano Sicari(3)”

Se Renzi chiama “maestro” Chiamparino

Di Pier Franco Quaglieni
L’esordio torinese di Renzi appare ambiguo ed assai poco convincente. Tra una sala del “Principi di Piemonte”  per i vip e il teatro dei ragazzi per i fans . Certo non location per i grandi numeri. Le convention al Lingotto sono un pallido ricordo. Evelina Christillin , regina del protagonismo subalpino, ad esempio, si è ben guardata dall’esporsi. Le sarà sicuramente  costato parecchio stare a casa, almeno questa volta. Lei ambirebbe a farsi candidare sindaco, anzi sindaca, pensando di essere molto popolare. L’uomo che ha voluto al governo Pd e 5 stelle ,sostiene che a Torino sarà contro  tale alleanza .Con quale coerenza e credibilità  non si sa. Ma soprattutto inquieta la corte torinese raccolta attorno a Renzi. Se Fregolent e Marino sono due degne persone, le madamine, le industrialotte ed altri personaggi non sono proprio un segno di rinnovamento positivo, ma sono il simbolo di quel sistema Torino creato dal Pd e  che i 5 Stelle volevano abbattere, ma alla fine si sono arresi, ancor prima di combatterlo.
Davvero  Incredibile, immotivato  e persino indecente l’elogio servile  di Renzi a Chiamparino definito  niente di meno che un maestro. “Italia Viva” parte molto male ,come espressione di una “Torino morta”,vecchia,imbolsita che non può attrarre nessuno. Non è un fatto casuale che nessun uomo o donna di cultura fosse presente, malgrado Renzi abbia dimostrato sempre, almeno a parole,  attenzione verso la cultura. In compenso c’era il moderato Portas, uomo pronto ad ogni alleanza possibile, come ha dimostrato insieme ai suoi variegati  sostenitori che provengono dal trasformismo più sfacciato, gente che è passata in più partiti, cambiando tessera come la camicia che il vecchio Spadolini chiamava mutanda.

Libera rappresentanza militare, incontro a Torino

Il  sindacato militare libera rappresentanza dei militari ha organizzato per la data del 23 Novembre presso l’Art Hotel Boston di via Massena un convegno dove saranno presenti alti esponenti militari, polizia di stato, e rappresentanza del comune di Torino. Interviene  ​il segretario regionale del Piemonte Nicola Quibellino. Ecco la locandina con il programma

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Consiglio regionale: in ricordo delle vittime della strada

“La sicurezza stradale passa attraverso la presa di coscienza di tutti. Una sorta di assunzione di responsabilità per ciascuno. Uno dei principali nemici della sicurezza stradale, che spesso provoca incidenti con vittime, è la distrazione dovuta anche all’uso scorretto di telefoni cellulari e di smartphone. Credo quindi più che mai nella sensibilizzazione, nella formazione e nell’educazione permanente, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia interviene in occasione della Giornata delle vittime della strada, che ricorre ogni anno la terza domenica di novembre.

“Giornate come questa, dedicate alla riflessione sugli incidenti stradali e sulle sofferenze che ne conseguono, possono contribuire a modificare le condotte di guida pericolose – sottolinea il componente dell’Ufficio di presidenza Giorgio Bertola, delegato all’Osservatorio sui fenomeni di usura estorsione e sovraindebitamento -. Come sempre sono i ragazzi a offrirci spunti per riflettere interessanti, come dimostra il video realizzato qualche anno fa dagli studenti dello Ied in collaborazione con il Consiglio regionale, che aiuta a sensibilizzare sul valore della vita umana e sulla responsabilità che tutti abbiamo, verso noi stessi e verso gli altri, quando ci mettiamo al volante”.

Matsumoto in ospedale, tutti gli eventi annullati

Leiji Matsumoto, l’ideatore di capitan Harlock  è in prognosi riservata alle Molinette . L’autore era infatti giunto a Torino per i 40 anni del suo cartoon. Il disegnatore giapponese, 82 anni, è  intubato e si trova in Rianimazione. Si era sentito male nel pomeriggio di venerdì.  Tutti gli eventi del tour italiano anche a Bologna e Reggio Emilia, sono  stati annullati.

Alessandro Fullin e le monache di santa Tecla circondati dai Tedeschi invasori

Fino a domani 17 novembre al teatro Gioiello “Suore nella tempesta”

Alessandro Fullin, dopo i successi di Piccole gonne e La Divina, riempie i teatri, diverte, lega alle poltrone gli spettatori. Non soltanto più l’eccentrico, sulfureo personaggio alternativo di Zelig, bensì il responsabile assoluto del palcoscenico. Scrive, recita, dirige, con il risultato assicurato. Quest’anno ha promesso e mantiene la faville con Suore nella tempesta (teatro Gioiello, dino a domenica 17), commedia tratta da un proprio testo dialettale, Basabanchi, pubblicato un paio d’anni fa. Forse non una commedia ampiamente “compiuta”, forse meglio uno srotolarsi di sketches con cappello introduttivo, brevissimo svolgimento e battuta (battutina o battutaccia finale: senza che certo ce ne facciamo gran peso, i doppi sensi abbondano e traboccano) finale. Ma il divertimento – ovvero quel che il pubblico aspetta e pretende – è assicurato e, nella Torino del 1944 zeppa di truppe tedesche e con gli americani che continuano a bombardare, il cibo sempre a scarseggiare, i rappresentanti dell’ordine teutonico che non passa giorno che non bazzichino per il convento, la suora che si desuorizza e ti fa un pargolo con quell’omone barbuto che un tempo è venuto a cercare riparo lì da loro, le monache di santa Tecla, responsabile di unità e di continui miracoli, non possono non spremere risate. Fullin sta a metà strada tra la gran dama e la madre badessa tutta frizzi, ironizza, cala i suoi assi migliori, entra ed esce senza badare a spese dal periodo storico e l’anacronismo si rivela una carta vincente dello spettacolo. Ci infila pure azzeccate battute in piemontese che fanno la felicità del pubblico: come le canzoncine e i balletti che coinvolgono i suoi compagni di lavoro, Tiziana Catalano, Diego Casale, Simone Faraon, Sonia Belforte, Paolo Mazzini, Sergio Cavallaro (che firma pure le scene, i costumi spiritosi sono di Monica Cafiero), Francesco Scalas.

 

Elio Rabbione

Suonando nei parcheggi

Caleidoscopio rock USA anni 60

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Mica solo Idaho, Wyoming e Colorado… Anche in Arkansas ci sono fior fior di foreste, su tutte la Ozark National Forest e l’importante Ouachita National Forest.

Quest’ultima evoca il nome del significativo fiume, che come un serpentone pieno di spire scende sinuoso fin verso la Louisiana per confluire nel Red River e infine andare a riposare nello smisurato letto del Mississippi al confine con lo stato omonimo. Ma torniamo in Arkansas, per notare che tra la Ouachita National Forest e il Jenkins Ferry State Park passa come un coltello in diagonale la “Interstate 30”, nata nei favolosi anni Sessanta per collegare l’area di Dallas (Texas) con quella di Little Rock (Arkansas). E lì sulla lama del coltello sorge la cittadina di Malvern, che, nonostante le circa 9000 anime, ebbe durante i “Sixties” una convinta compagine di appassionati di rockabilly e rock&roll (e derivati). Qui, attorno al 1965, si costituì la band The Yardleys, formata da Steve Walker (chit), Larry Byrd (b), Butch Allen (org), Bucky Griggs (batt), Bo Jones (tr). Si sa poco o nulla di questo gruppo, se non che era un formidabile manipolo da dance club ma anche da performances all’aperto, tipo parcheggi, piazzole presso supermercati o presso aree di rifornimento benzina, con prezzi stracciati e soluzioni “low budget” in allestimenti spesso improvvisati e con strutture non sempre solide e sicure; non erano raro nemmeno qualche “piccolo infortunio” dei membri della band, magari su assi traballanti, chiodi mal sistemati o amplificatori non ben fissati. Ma l’entusiasmo della gioventù vinceva su qualsiasi contrattempo od ostacolo e tutto sommato il risultato delle esibizioni era di buon livello, nonostante il contesto e le condizioni non proprio ideali…

Il raggio d’azione non era esteso e non superò mai i confini dell’Arkansas, spaziando nell’area tra Malvern, Hot Springs, Sheridan, Benton, Arkadelphia, Carthage e Pine Bluff; l’attività manageriale assolutamente ordinaria non portò a picchi di successo eccessivi ma tuttavia consentì l’ingresso in sala di registrazione. I 45 giri incisi furono due ed è da sottolineare il fatto che fossero interamente composti da brani originali della band, peraltro in tempi in cui le covers trovavano sempre spazio, spesso sul lato A. Il primo single fu inciso nel 1966: “Come What May” [Griggs – Byrd] (FS-100; side B: “The Light Won’t Shine” [Allen]), su etichetta Foundation records, pubblicato da High Fidelity Oleta, BMI. Il secondo, con influenze dai Rolling Stones, uscì già all’inizio del 1967: “Your Love” [Allen] (S.O. 3827; side B: “Just Remember” [Allen]), con etichetta autoprodotta Yardley.

Trascorso il periodo della sala di registrazione, si passò ad una fase sempre difficile per qualsiasi band: quella della constatazione del conseguito o mancato successo a livello di vendite, ma soprattutto di permanenza nelle classifiche delle radio locali; purtroppo per la band, l’esito a livello di classifiche fu piuttosto deludente e nessuno dei quattro brani originali riuscì a spiccare il volo nelle radio charts dell’Arkansas centro-meridionale. E’ presumibile che il colpo fosse difficile da assorbire e ciò è confermato dal fatto che da metà 1967 si perde qualsiasi traccia dei The Yardleys; probabilmente decisero di sciogliersi nel giro di pochi mesi, quasi sicuramente entro l’inizio del 1968.

Gian Marchisio

Colpisce un giovane con cocci di bottiglia. Arrestato dalla polizia

Poco prima delle nove di mercoledì sera, transitando in Lungo Dora Napoli, gli agenti del Commissariato Centro sono stati avvicinati da un tassista che ha segnalato loro persone in stato di agitazione in strada.

Gli agenti si sono immediatamente recati sul posto indicato dove hanno visto un cittadino straniero che stava tentando di colpire con un cocci di bottiglia una persona riversa per terra che cercava di parare i colpi. Accortosi della presenza dei poliziotti, il reo, un cittadino marocchino di 32 anni, si è dato alla fuga in direzione di corso Vercelli, dove è stato fermato nonostante la resistenza opposta.

La vittima, un giovane cittadino egiziano, presentava diversi tagli alla nuca, motivo per il quale veniva trasportato in ospedale e poi dimesso con prognosi di 10 giorni.

I poliziotti hanno poi appreso che, senza particolari motivi, l’aggressore aveva insultato il giovane egiziano. Quando quest’ultimo aveva chiesto spiegazioni circa il comportamento del suo interlocutore, era scattata l’aggressione da parte del trentaduenne cittadino marocchino, il quale, dopo aver rotto una bottiglia di vetro contro il muro iniziava a colpire la vittima.

Alla luce dei fatti, il cittadino marocchino è stato tratto in arresto per tentato omicidio e resistenza a P.U.

 

 

 

Liliana Segre, a Chieri cittadinanza onoraria

Riceviamo e pubblichiamo

I Consiglieri Comunali Tommaso Varaldo e Rachele Sacco: “Grazie al Sindaco per aver accolto la nostra proposta: Chieri conferirà la cittadinanza onoraria alla Senatrice a vita Liliana Segre, instancabile e preziosa testimone di una delle barbarie più tragiche della storia”

“Abbiamo presentato una mozione che impegna il Sindaco di Chieri sia a conferire alla Senatrice a vita Liliana Segre la cittadinanza onoraria del Comune di Chieri sia a organizzare un momento di incontro con la Senatrice e i giovani, per ascoltare la Sua preziosa testimonianza oltre che per condurla a visitare ciò che rimane dell’antico ghetto ebraico della Città. Apprendiamo con gioia la dichiarazione del Sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, che accoglie con favore la nostra iniziativa attivandosi da subito con la procedura per il conferimento. Il nostro invito al Sindaco, attraverso una mozione, è quello di compiere un gesto di grande valore simbolico che non deve in alcun modo subire strumentalizzazione politica. Per le Istituzioni, ad ogni livello, è doveroso porre in essere ogni azione volta alla sensibilizzazione della memoria dell’Olocausto, in particolare tra i più giovani. La Senatrice a vita Liliana Segre rappresenta per tutta Italia un’instancabile e preziosa testimonianza di una delle barbarie più tragiche della storia: l’Olocausto. Instancabile per il Suo alto impegno civile di testimonianza e di difesa di valori di Libertà e Democrazia. Preziosa perché è una delle più autorevoli voci della Memoria italiana. Siamo certi che la Città di Chieri accoglierà con gioia e onore la Senatrice Liliana Segre come cittadina onoraria”

Lo dichiarano in una nota stampa congiunta i Consiglieri Comunali di Chieri Tommaso Varaldo e Rachele Saccco