ilTorinese

La Guardia di Finanza celebra il patrono San Matteo

Da Milano

Le Fiamme Gialle di Milano hanno commemorato oggi la festa di San Matteo, Apostolo ed
Evangelista, ex pubblicano delle imposte dell’impero romano, Patrono protettore della
Guardia di Finanza.


Sua Eccellenza Monsignor Paolo Martinelli – Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Milano,
ha officiato una Messa Solenne, nella chiesa di San Gioachimo, a cui hanno partecipato il
Comandante Interregionale dell’Italia Nord Occidentale – Gen. C.A. Giuseppe Vicanolo, il
Comandante Regionale della Lombardia – Gen. D. Piero Burla e le massime Autorità
militari e civili, accanto ad una folta rappresentanza di finanzieri di ogni grado ed ai
colleghi in congedo dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, unitamente alle
famiglie.
Mons. Martinelli, nel corso dell’omelia, ha ricordato la figura di San Matteo e ha rivolto un
particolare augurio agli uomini e alle donne in divisa grigioverde ricordando la gravità del
loro quotidiano impegno, fondato sull’onestà e sul rispetto dei diritti e dei doveri di tutti i
cittadini.
Al termine della Messa, il Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Vicanolo ha ringraziato
S.E. Monsignor Paolo Martinelli e tutte le Autorità intervenute per la vicinanza ed il
sostegno offerto al lavoro quotidiano dei finanzieri impegnati in tutti i settori di servizio, che
idealmente si ispirano al Patrono San Matteo ogni volta che c’è bisogno di loro, quando si
alzano e si sforzano di assicurare il rispetto delle leggi per una società più giusta e
solidale.

Torino-Lione, in Francia pronti i primi 9 km del tunnel

Sono pronti i primi 9 km del tunnel di base della Tav Torino-Lione, grazie alla fresa Federica che ha abbattuto il diaframma roccioso della prima sezione della maxi galleria di 57,5 km, consentendo di giungere  alla camera sotterranea. Qui  sarà smontata in vista dell’avvio della parte successiva dei lavori. La cerimonia si è tenuta a La Praz dove è stata scavata una delle tre discenderie in Francia, mentre  la quarta è stata realizzata  a Chiomonte. Erano presenti il ministro dei Trasporti francese Jean-Baptiste DJebbari, i vertici di Telt, la società incaricata di realizzare l’opera, con il direttore generale Mario Virano e il presidente Hubert Du Mesnil. Assenti i rappresentanti del governo Italia Lo scavo dei 9 km iniziò nel 2016 da Saint Martin de la Porte.

“Farsa RoboTò, nessun vantaggio per Torino“

Riceviamo e pubblichiamo
Oltre alla riqualificazione (temporanea) di due Arcate, nessuna vera ricaduta positiva per la nostra città dopo la sperimentazione, nell’estate 2018 ai Murazzi, del bar robotico. L’Assessore Schellino ci mette la faccia, Appendino la nasconde, l’ex Assessore Pisano è ormai a Roma. Milano ringrazia.
Tanto rumore per nulla, dove il “tanto rumore” sono le roboanti e vuote parole spese dalla Giunta in questi mesi e il  “nulla” è il vantaggio netto per Torino. Ho portato in Sala Rossa, con un’interpellanza, il tema di RoboTò, il bar robotizzato. Ha dovuto rispondere in Aula l’Assessore Schellino, mentre la Sindaca Appendino si è ben guardata dal metterci la faccia e mentre la ex Assessore Pisano “si gode” il Ministero a Roma.
Il senso della vicenda è presto riassunto: abbiamo a mio giudizio “stiracchiato” il Regolamento per che cosa…? Solo per garantire una risistemazione di due delle Arcate dei Murazzi.
Perché a questo, alla fine, si è ridotto il beneficio per la città di tutto questo balletto. Con la beffa finale che tutti ormai conosciamo: a Milano e non a Torino ha aperto, lo scorso luglio, il primo bar robotico d’Italia, di fronte al Duomo.
Questo è l’ennesimo schiaffo della Giunta a questa città. Non ho neanche voluto chiedere un approfondimento in Commissione: mi pare infatti che i fatti parlino meglio di ogni ulteriore discussione.
Questo episodio rimarrà tra le pagine più nere di questi tre anni di Amministrazione Cinque Stelle.

Silvio Magliano
Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

La Serra di marijuana era nell’armadio

Due fratelli arrestati dagli agenti della Squadra Volante

Due fratelli di 45 e 42 anni sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Volante. Sabato, poco prima delle due della notte, gli agenti sono intervenuti in un alloggio di corso Monte Grappa per la segnalazione di un litigio. Quando sono arrivati sul posto, la porta dell’alloggio è stata aperta dal quarantaduenne il quale ha detto ai poliziotti che il litigio era avvenuto con suo fratello non più presente in casa.

In questo frangente, però, gli agenti hanno immediatamente percepito un forte odore di marijuana provenire dall’abitazione. In  una delle stanza, in un armadio, i poliziotti hanno trovato una serra artigianale con 5 piante di marijuana. Insieme a queste ultime, gli agenti hanno anche rinvenuto altro stupefacente dello stesso tipo, prodotti per la coltivazione delle piante e il materiale necessario per il confezionamento delle dosi.

A seguito di accertamenti, gli agenti hanno poi arrestato anche il fratello maggiore, anch’egli residente in corso Monte Grappa, rintracciato circa un’ora dopo in un alloggio in corso Laghi ad Avigliana

Merlo: “Anci, autorevolezza e rilancio dei piccoli comuni”

“Alla vigilia del congresso regionale, e poi nazionale, dell’Anci, e’ arrivato il momento di far
decollare un dibattito che faccia uscire l’organizzazione dei comuni italiani da una liturgia stanca e
del tutto burocratica. E pertanto inutile. A cominciare dal Piemonte. Due sono, tra le altre, le
condizioni essenziali per cercare di recuperare lo spirito originario di questa storica
organizzazione: il prestigio politico ed amministrativo di chi la guida e, soprattutto, un rilancio vero
e non pletorico dei cosiddetti ‘piccoli comuni’ che rappresentano l’ossatura centrale e dinamica del
sistema delle autonomie locali.
Forse è giunto il momento, appunto, per un impegno diretto del Sindaco di Torino per l’indubbia
importanza della città da un lato e per ridare prestigio ed autorevolezza alla stessa organizzazione
dall’altro. A prescindere da chi ricopre pro tempore quell’incarico. E poi c’è il tema del rilancio
concreto e del coinvolgimento diretto dei piccoli comuni. Senza queste due condizioni –
realisticamente praticabili – si corre il serio rischio di trasformare questo appuntamento in un
incolore e grigio passaggio burocratico. Del resto, non serve a nulla un congresso di puro ricambio
delle rappresentanze elettive negli organi di direzione. Se pure nell’Anci cede lo spirito di
solidarietà, sarebbe vano credere che non possa cedere in seno all’architettura complessiva delle
istituzioni.
Anche e soprattutto dai congressi delle Anci regionali, in questo caso del Piemonte, deve partire un
messaggio di riordino della funzione rappresentativa, per incidere di più e meglio nella costituzione
dei programmi associativi. Serve, quindi, un congresso di rifondazione perché l’Anci – come
abbiamo scritto nel Manifesto costitutivo del movimento ” Comunità, Sindaci al centro” – e’ un libro
che accresce, con il variare delle circostanze, le sue pagine. E questo per il semplice motivo che
l’Anci regionale e nazionale non può diventare un segmento dell’apparato pubblico amministrativo.
Sarebbe la sua fine politica e, soprattutto, sarebbe il tradimento della sua vocazione culturale e
politica originaria. Che resta, se lo vogliamo ricordare ancora una volta, la capacità di mettere
insieme enti piccoli e grandi, sia del nord che del sud, decidere di mettere insieme le loro
esperienze e organizzare, al contempo, una rappresentanza politico/istituzionale, non subalterna al
potere accentratore dello Stato”.
Giorgio Merlo Sindaco di Pragelato, coordinatore nazionale movimento “Comunità Sindaci al
centro”.

Gdf sequestra slot irregolari

Controlli di prevenzione svolti, nei giorni scorsi, della Guardia di Finanza di Torino che ha passato al setaccio alcuni bar, sale giochi e sale scommesse con particolare riguardo all’identificazione di soggetti già noti alle forze di polizia.

 

I Finanzieri del Gruppo Torino hanno sequestrato in una sala scommesse, nei pressi di corso Vercelli, alcune slot manomesse e con le caratteristiche tecniche non rispondenti alla normativa che tutela i giocatori.

 

Nel corso dell’identificazione dei soggetti presenti all’interno dei locali i Finanzieri hanno anche individuato un minorenne di origini straniere intento a giocare.

Il ragazzo è stato affidato ad una comunità per minori mentre il locale, viste le irregolarità, sarà chiuso. Il proprietario della sala scommesse rischia sanzioni per 15.000 euro.

 

Invece, sono stati denunciati i gestori di un bar nel quartiere Lingotto; i Finanzieri hanno scoperto che all’interno del locale si effettuavano scommesse di ogni genere peccato però che il tutto avvenisse senza il rilascio di alcuna licenza ed autorizzazioni di sorta.

 

I titolari, due quarantenni di origine cinese, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica mentre sono stati cautelati gli apparecchi utilizzati per le scommesse illegali.

 

Controlli estesi anche nei comuni della cintura torinese; a Carmagnola, il personale del Gruppo Orbassano, ha sanzionato un locale in quanto è stata accertata un’attività di gioco oltre gli orari consentiti violando, in tal modo, l’ordinanza comunale. Comminate sanzioni per 5.000 euro mentre le videoslot sono state interdette ai clienti.

 

La tutela delle risorse dello Stato e la sicurezza dei cittadini sono compiti prioritari per la Guardia di Finanza che ricorda come il gioco illegale, privo delle garanzie previste dalla legge, oltre a sottrarre risorse allo Stato, si può tradurre, di fatto, in una vera e propria truffa ai danni dei giocatori, poiché riduce all’inverosimile la possibilità di vincita.

Nella domenica ecologica 58 automobilisti sanzionati

In tutto sono stati 58 gli automobilisti multati ieri dalla Polizia Municipale di Torino, per non avere rispettato il divieto di circolazione, previsto dalle 10 alle 18, nella Ztl centrale, istituito nella prima ‘domenica ecologica’ d’autunno. I Civich hanno controllato 274 veicoli e messo a verbale le 58 violazioni. Per ciascuna la sanzione è di 85 euro, ridotta a 59,50 euro in caso di pagamento entro i cinque giorni.

 

(foto: Mihai Bursuc)

Chiara Soldati presidente del Centro Pannunzio

Chiara Soldati è stata eletta tredicesima Presidente del Centro “Pannunzio”. E’ la seconda donna Presidente dopo Alda Croce. La dr. ssa Soldati, nata nel 1974, nipote dello scrittore Mario Soldati, residente a Genova, si è laureata in legge all’Università della sua città ed è a capo, insieme al padre, dell’Azienda agricola di famiglia “La Scolca” di Gavi Ligure, che ha festeggiato quest’anno il centenario di fondazione. E’ un’imprenditrice di livello internazionale che ha portato la sua Azienda ai vertici di una notorietà mondiale che la rende leader nell’esportazione dei prodotti italiani all’estero. Di vasti interessi intellettuali, si è in passato dedicata all’insegnamento universitario ed è stata in posizioni di responsabilità in diverse istituzioni culturali ed imprenditoriali. Faceva parte del Comitato culturale del Centro “Pannunzio” dal 2007. Ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali tra i quali spicca quello di “Donna dell’Anno”. E’ attiva anche nell’Associazione per la ricerca sul cancro della Liguria. La elezione di Chiara Soldati rappresenta una scelta di rinnovamento, anche generazionale, in una linea di ideale continuità con la storia del Centro Pannunzio. Il prof. Pier Franco Quaglieni (nella foto con Chiara Soldati) sarà vicepresidente del Centro fondato da Arrigo Olivetti, Mario Soldati e lo stesso Quaglieni nel 1968.

Il portafogli rubato viene recuperato da un altro utente dei mezzi pubblici

Torino: solidarietà alla fermata dell’autobus
Si sono messi in piedi, dietro a una ragazzina che aspettava l’autobus in via Sacchi
angolo Magenta, in perfetto silenzio e, mentre uno le apriva lo zainetto facendo
scivolare per terra il portafogli, la complice lo recuperava, portandolo a sé col piede,
per poi allontanarsi. La ragazzina derubata, di appena 15 anni, non si è accorta di
nulla, ma un cittadino anch’egli in attesa del bus, notata la scena, ha avvisato il 112
NUE, fornendo le descrizioni dei due autori del fatto e di un terzo soggetto, con una
felpa rossa, che aveva fatto da palo ai due. Quest’ultimo riusciva a dileguarsi prima
dell’arrivo del personale della Squadra Volanti che, grazie alla collaborazione del
cittadino intervenuto, ha arrestato, però, i due autori del furto; si tratta di un
trentasettenne e di una trentenne, conviventi, entrambi con pregiudizi di polizia
specifici; sono stati arrestati per furto aggravato in concorso con soggetto ignoto. Il
maltolto è stato recuperato dal cittadino richiedente l’intervento e restituito alla
vittima.

L’isola del libro

La rubrica settimanale delle novità librarie

A cura di Laura Goria

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Madeleine St John “Le signore in nero” -Garzanti –   euro 16.00

Ha un affascinante sapore vintage questo romanzo della scrittrice australiana Madeleine St John, nata a Sydney nel 1941 e morta a Londra nel 2006 a 64 anni. La prima autrice del suo paese

ad essere stata candidata al Man Booker Prize. E’ proprio con “Le signore in nero” che esordì nel 1993, seguito da altre opere che in Italia saranno tradotte e pubblicate da Garzanti.

Anni 50, a Sydney, sullo sfondo del più grande e lussuoso magazzino Goode’s, corrono da una cliente all’altra 4 donne che più diverse non potrebbero essere. Non importa che siano tutte in qualche modo uniformate dall’elegante e sobria divisa nera: ognuna ha una storia da raccontare e da vivere, caratteri e aspirazioni diverse, modi differenti di affrontare la vita con il suo bagaglio di gioie e dolori, problemi e possibili risoluzioni. Le protagoniste si muovono tra manichini, abiti all’ultima moda, modelli esclusivi e unici, sfiancanti saldi, acquirenti capricciose.

La giovane Lesley (che all’insaputa della madre si fa chiamare Lisa) ha appena finito la scuola (vedrete con che risultati) e sogna di andare all’università con una borsa di studio. Ma a frenare il suo volo verso l’emancipazione c’è il padre, convinto che per una femmina non sia necessario un ulteriore grado di istruzione. Lisa è una commessa scrupolosa ed efficiente che viene presa sotto l’ala protettrice di Magda, la responsabile dei modelli esclusivi da Goode’s. Raffinata e mondana, sposata con il mite Stefan, ha l’ambizione di aprire un giorno non lontano una boutique di lusso tutta sua. Sarà lei a sorvegliare, incoraggiare e spronare le sue commesse, incitarle a inseguire e realizzare i loro sogni oltre le vetrine del negozio. Insegna loro come vestirsi, truccarsi e valorizzarsi. Tra le sue pupille c’è anche Fay Baines, bella ragazza 28enne che adora i cosmetici, sola al mondo e preda di uomini sbagliati e storie infelici. Sogna il matrimonio ma viene spesso fraintesa….finché Magda non metterà sulla sua strada l’ambizioso Rudi.

Patty sul lavoro si realizza, ma ha il buco nero del marito Frank che non la considera e scompare spezzandole il cuore…e non finirà lì…Ci saranno evoluzioni nelle vite di queste indimenticabili protagoniste alla ricerca della loro collocazione nel mondo.

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Ottessa Moshfegh “Il mio anno di riposo” -Feltrinelli- euro 17.00

Quante volte, in periodi difficili, invochiamo sonno e oblio per traghettarci oltre le difficoltà? La protagonista del romanzo della giovane scrittrice americana, Ottessa Moshfegh, mette in atto proprio questo piano. Nel 2000, in una New York non ancora shoccata dall’attacco alle torri gemelle, il 9 settembre, l’anonima narratrice di 26 anni, inizia ad andare in “ibernazione”. Dopo essersi laureata alla Columbia e aver lavorato in una prestigiosa galleria d’arte, chiude il mondo fuori dalla porta di casa, si isola da tutto e tutti e inizia ad assumere farmaci a dismisura per dormire. Può permetterselo grazie a un fondo istituito dai genitori prima di morire che le consente l’apatico lusso. Poi abbindola una scriteriata psicologa per farsi prescrivere una monumentale dose di farmaci che le garantiscano un “anno di riposo e oblio”. E’ il suo stratagemma per mettersi al riparo dai sentimenti e dalla realtà. Le angosce che sembrano attanagliarla risalgono ai ricordi dell’infanzia, alle spire del pessimo matrimonio dei genitori, che non sembra aver amato molto, ma le cui morti in qualche modo l’hanno segnata. Durante il suo letargo nel lussuoso appartamento si verificano episodi di sonnambulismo e nei rari momenti di veglia scopre di aver chattato, mangiato, fatto shopping online, mandato sms e telefonato per farsi mandare del cibo da asporto. Il romanzo è la cronistoria di questa sorta di dolore patologico, della paralisi dello spirito e dei buchi nell’anima della protagonista. A tratti verrebbe voglia di scuoterla e prenderla a schiaffi per la sua personalità narcisista e la sua autocommiserazione che la Moshfegh narra benissimo. Ma cosa succederà quando, dopo 1 anno, la giovane inizia a rompere l’incantesimo del lungo sonno?

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Charles Simmons “Acqua di mare” -BigSur-   euro 15,00

Questo romanzo pubblicato nel 1998 -subito apprezzato come un piccolo capolavoro-

è l’ultimo dello scrittore americano Charles Simmons (1924-2017), vincitore del William Faulkner Foundation Award con la sua opera prima.

Siamo a Bone Point, dove il 15enne Michael sta trascorrendo le vacanze nell’affascinante casa di famiglia affacciata sulla spiaggia davanti all’oceano Atlantico. Le prime righe del romanzo sono agghiaccianti: “Nell’estate del 1963 mi innamorai e mio padre annegò”. Così sapete subito che è il racconto di un apprendistato affettivo adolescenziale, ma anche di una tragedia. In mezzo ci sono i turbamenti del giovane protagonista che   irrompono nel tranquillo menage della famiglia upper class. Il tempo trascorre tra pesca e lunghe nuotate, come racconta Charles: “Eravamo ottimi nuotatori entrambi. Papà nuotava a stile libero, di solito. Io preferivo il dorso, che sebbene più lento era meno stancante e mi concedeva il piacere di guardare il cielo mentre nuotavo. C’è qualcosa di meglio dello starsene col corpo in acqua e la mente in cielo?”

A smuovere le acque è la decisione dei genitori di affittare la dependance alla fascinosa e languida signora Mertz e a sua figlia Zina, appassionata fotografa 21enne. Lei e la madre sono bellissime e disinibite. Per Charles è un coup de foudre, fin dalla prima nuotata con la fanciulla.

Ma anche Peter, il padre di Charles, sembra stregato…cosa che non sfugge alla moglie; così come   l’innamoramento di Michael scatena la gelosia dell’amica Melissa, da sempre cotta di lui. Tra sabbia, flutti e cieli estivi si consuma questo nuovo menage che ferisce sentimenti e rompe equilibri preesistenti. Una storia intrigante che Simmons racconta affondando la penna negli stati d’animo dei protagonisti…fino al tragico epilogo.