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Antiqua, “Dove il tempo si fa musica e la memoria diventa emozione”

Prenderà il via il 21 marzo prossimo, alle 20.15, presso la chiesa di San Pietro, a Settimo Torinese, la 31esima rassegna di musica antica “Antiqua”, che coinvolge punti d’eccellenza del territorio piemontese e ligure. Il titolo dell’edizione 2026 sarà “Dove il tempo si fa musica e la memoria diventa emozione”.

La partenza da Settimo Torinese, con il concerto dell’Accademia Il Ricercare, dedicato a Giuseppe Torelli (1658-1709) dal titolo “La nascita del concerto solista” riconferma una collaborazione con il Comune che, negli anni, si è sempre più consolidata. Il notevole successo di pubblico e di critica ottenuto negli anni precedenti, insieme all’impegno dell’Amministrazione Comunale, unito ad un sostanziale sostegno da parte della Fondazione ECM e i contributi di Regione Piemonte, Fondazione CRT e del Ministero dei Beni Culturali, hanno permesso di continuare questa positiva esperienza con la produzione di concerti di musica classica di altissimo livello culturale, dove si esibiranno importanti artisti del panorama musicale europeo.
Antiqua 2026 rinnova il suo impegno nella valorizzazione del grande repertorio medievale, rinascimentale e barocco, con una rassegna che si distingue per rigore filologico, profondità interpretativa ed eccellenza artistica. Promossa dall’Accademia del Ricercare, la stagione si configura come un percorso musicale di alto profilo, capace di coniugare ricerca storica e viva emozione sonora.
Antiqua 2026 non è soltanto una stagione concertistica, ma anche un laboratorio di cultura, un luogo di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra studio e interpretazione, tra memoria e presente. Ogni concerto rappresenterà un viaggio nel tempo capace di restituire al pubblico la straordinaria ricchezza espressiva di secoli di musica. Con Antiqua 2026, l’Accademia del Ricercare conferma la propria missione, quella di custodire, approfondire e trasmettere il patrimonio della musica antica, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza d’ascolto unica e autentica.

Tra i primi appuntamenti dei mesi di marzo e aprile, ricordiamo quello del 21 marzo, presso la chiesa di San Pietro di Settimo Torinese, alle 21.15, in cui l’Accademia del Ricercare eseguirà, di Giuseppe Torelli, i concerti per tromba e orchestra; l’11 aprile, a Foglizzo, nell’aula consiliare del Castello, alle 21.15, l’Ensemble ArsBaroca eseguirà le Sonate a quattro per oboe, due flauti e B.C.; il 18 aprile, a San Mauro Torinese, nella chiesa di Santa Maria in Pulcherada, alle 21.15, si terrà il concerto  “Orfeo Futuro. Ti amo alla follia”, cantate e serenate d’amore del Seicento italiano; il 26 aprile, a Settimo Torinese, nella chiesa di Santa Croce, alle 21.15, l’Accademia del Ricercare eseguirà, di Antonio Vivaldi, il “Confitebor”(RV 596) a tre voci per soli coro e orchestra, e il “Dixit Dominus” (RV 807) a quattro voci per coro e orchestra.
Dal 24 al 30 luglio, la rassegna ospiterà al suo interno, come sempre, il corso internazionale di musica antica, che si terrà anche quest’anno a Casalborgone, in provincia di Torino, aperto ai giovani talenti di tutto il mondo.

Ingresso gratuito

Info: segreteria@accademiadelricercare.com – accademiadelricercare@gmail.com

Mara Martellotta

Gara Torino – Milano, limitazioni al transito

Per consentire lo svolgimento della 107° edizione della competizione ciclistica Milano-Torino, mercoledì 18 marzo sono previste limitazioni temporanee al traffico sulle statali 10 “Padana Inferiore” e 11 “Padana Superiore”, nell’ambito della Città Metropolitana di Torino.

Dalle 12:00 alle 17:30 è prevista la chiusura al transito della SS10 tra l’inizio di competenza Anas all’altezza di località Mongreno (km 7,870) e la rotatoria lato Pino Torinese (km 11,700) con circolazione garantita per i residenti di via Mongreno e via Sassi e per i mezzi di soccorso.

Sempre dalle ore 12:00 alle ore 17:30 sarà inoltre chiuso al traffico lo svincolo di uscita dalla SS11 per l’immissione sulla SP500, a Brandizzo (km 15,900).

Durante la chiusura della statale 10 i veicoli leggeri potranno percorrere la SP5 (Via Chieri nel Comune di Pino Torinese e Corso Chieri nel Comune di Torino). La deviazione sarà segnalata in loco. Il percorso alternativo consigliato per i mezzi con peso superiore a 3,5 tonnellate è costituito dalla Tangenziale di Torino.

Speciale Venaria Express per la fioritura dei ciliegi

Dal 21 marzo al 6 aprile più corse diurne e servizio serale straordinario fino alle 24

Per accompagnare il programma di iniziative legate alla fioritura dei ciliegi alla Reggia di Venaria – uno degli appuntamenti più attesi della primavera – da sabato 21 marzo a lunedì 6 aprile GTT potenzia il servizio della linea “Venaria Express”, che collega Torino con la Reggia, i Giardini e il Parco La Mandria.

Tra le novità proposte per il 2026, Una sera sotto i ciliegi in fiore con l’apertura serale straordinaria dei Giardini. I cento ciliegi della Reggia saranno illuminati dalle 19.00 alle 23.00, offrendo al pubblico uno spettacolo suggestivo anche dopo il tramonto. Per l’occasione la Reggia resterà inoltre eccezionalmente aperta anche di lunedì. Gli aggiornamenti sulla data indicativa conclusiva delle fioriture sono disponibili sul sito lavenaria.it.

Nel dettaglio, la frequenza del Venaria Express sarà incrementata come segue:

  • Dal 21 marzo al 2 aprile:

    • Un bus ogni ora nella fascia oraria 6.30 (prima partenza da Torino) – 18.30

    • Frequenza di due ore nella fascia 18.30-22.30 (ultima partenza da Torino)

    • Ultimo ritorno da Venaria 23.34

  • Il giorno 3 aprile:

    • Un bus ogni mezz’ora nella fascia oraria 6.30 (prima partenza da Torino) – 18.30

    • Frequenza di un’ora nella fascia 18.30-22.30 (ultima partenza da Torino)

    • Ultimo ritorno da Venaria 23.34

  • I giorni 4, 5 e 6 aprile:

    • Un bus ogni mezz’ora con prima partenza da Torino alle ore 8.30 e ultima alle ore 19.30

    • Ultimo ritorno da Venaria alle 20.34

Le corse termineranno alternativamente al Parco La Mandria e ai Giardini della Reggia, per facilitare l’accesso e distribuire i visitatori tra i diversi ingressi, tenendo conto degli orari di apertura del Parco (fino alle 18.00 fino al 28 marzo e fino alle 20.00 dal 29 marzo).

Nei giorni infrasettimanali il servizio sarà effettuato con autobus da 12 metri e sarà utilizzabile con i titoli di viaggio ordinari GTT (biglietti e abbonamenti).

Nelle giornate di sabato, domenica e festivi il collegamento sarà invece gestito con mezzi extraurbani e con una tariffa dedicata: 7 euro al giorno, 4 euro per i titolari di Torino+Piemonte Card, mentre il servizio è gratuito per i bambini sotto i 6 anni.

Nei weekend e festivi i mezzi saranno dotati di POS per il pagamento a bordo e nei pressi delle principali fermate della città (Piazza Castello e Piazza XVIII Dicembre) saranno presenti assistenti alla clientela GTT per l’acquisto dei titoli di viaggio e per fornire informazioni ai clienti.

Potenziare il servizio del Venaria Express significa offrire un modo comodo, sostenibile e accessibile per raggiungere uno dei luoghi simbolo del nostro territorio, lasciando l’auto a casa e godendosi pienamente

Torino, detenuto del carcere si è tolto la vita in cella

«Nel tardo pomeriggio di ieri un detenuto ristretto presso la Casa Circondariale di Torino, all’interno del Padiglione E, si è tolto la vita impiccandosi. Al momento non sono ancora noti i motivi che possano averlo indotto a compiere questo gesto estremo».

Lo dichiara Vicente Santilli, Segretario Nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

«Ancora una volta il carcere registra una morte che pesa come un macigno sull’intero sistema penitenziario. La perdita di una vita all’interno di un istituto di pena rappresenta sempre una sconfitta per lo Stato e impone una riflessione seria e profonda sulle condizioni di vita negli istituti, sul fenomeno del sovraffollamento e sulla necessità di rafforzare concretamente gli strumenti di prevenzione e di tutela della dignità e della vita delle persone detenute».

Santilli aggiunge: «È necessario intervenire con urgenza attraverso misure concrete che consentano di rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro del personale e potenziare gli strumenti di prevenzione del disagio detentivo. Non è più accettabile restare indifferenti di fronte al ripetersi di simili tragedie».

Il SAPPE esprime inoltre apprezzamento per le recenti parole del Capo dello Stato. «Siamo grati al Presidente della Repubblica – prosegue Santilli – che ieri ha accolto al Quirinale una delegazione della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della fondazione del Corpo, per aver affermato con forza la necessità di un intervento urgente e risolutore sulla gravissima crisi del sistema penitenziario italiano. Il Presidente ha sottolineato come, purtroppo, la piaga dei suicidi in carcere non si attenui e rappresenti una sconfitta per lo Stato: parole che condividiamo pienamente, avendole più volte evidenziate anche noi».

Sul tema interviene anche Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE: «I suicidi in carcere sono inaccettabili, così come sono inaccettabili le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato H24 nelle sezioni detentive e sempre più spesso vittima di aggressioni e atti violenti da parte della componente più problematica della popolazione detenuta. Nei nostri istituti si deve poter respirare un’aria diversa da quella che ha condotto alla illegalità e al crimine: noi siamo pronti a dare il nostro contributo».

Il SAPPE ribadisce quindi la propria proposta di riforma del sistema penitenziario, articolata su tre livelli: «Un primo gradino – spiega Capece – per i reati meno gravi, con pene non superiori ai tre anni, da scontare attraverso misure alternative come la messa alla prova; un secondo livello per pene superiori, da espiare in istituti meno affollati anche grazie alla riduzione della custodia cautelare; un terzo livello destinato alla massima sicurezza, dove il contenimento in carcere resta prioritario».

«Il sovraffollamento – conclude il SAPPE – è un problema storico e diffuso anche in altri Paesi europei, ma affrontabile con modelli diversi. È necessario ripensare l’esecuzione penale: da un lato riservando il carcere ai fatti di maggiore gravità sociale, dall’altro individuando condotte per le quali, pur restando rilevanti penalmente, non sia necessario il ricorso alla detenzione».

Tra costi, rinunce e attese: la quotidianità dei malati cronici torinesi

Secondo un’indagine un torinese su tre costretto a ridurre le spese per potersi curare

Il 33% dei cittadini di Torino con patologie croniche ha dovuto rinunciare, nell’ultimo anno, a vacanze, uscite al ristorante o acquisti rilevanti per sostenere i costi di visite ed esami. Inoltre, il 37% di chi ha effettuato controlli specialistici legati a queste condizioni si è rivolto almeno in parte al sistema sanitario privato. Tra le principali cause della riduzione dei controlli emergono i lunghi tempi di attesa (90%) e i costi elevati (42%).

Bologna, 17 marzo 2026

Negli ultimi anni, in Italia l’aspettativa di vita alla nascita continua a crescere, ma non altrettanto gli anni vissuti in buona salute. Sempre più persone convivono infatti con malattie croniche e, per far fronte alle spese necessarie alla loro gestione, sono spesso costrette a rinunce importanti. Secondo una recente indagine di Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, questa situazione riguarda anche Torino: un terzo dei residenti con patologie croniche ha limitato spese personali come viaggi o svaghi negli ultimi dodici mesi.

La necessità di ridurre le spese è legata al fatto che, nel 56% dei casi, la gestione delle malattie croniche richiede controlli specialistici frequenti. Quasi la metà degli intervistati (48%) afferma di aver effettuato numerose visite — anche più di quattro — nell’ultimo anno, previste dal proprio percorso terapeutico. Trattandosi spesso di prestazioni non rinviabili, insieme agli esami e ai farmaci correlati, queste spese incidono in modo significativo sul bilancio familiare. Non a caso, oltre un terzo dei torinesi (37%) ha fatto ricorso, almeno in parte, alla sanità privata.

Non tutti, però, riescono a sostenere questi costi: il 9% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto il numero di controlli nell’ultimo anno, principalmente a causa delle spese elevate (42%). A ciò si aggiungono i lunghi tempi di attesa, segnalati dal 90% di chi ha effettuato meno visite, che rappresentano un ulteriore ostacolo.

Va inoltre considerato che circa il 22% dei pazienti necessita dell’aiuto, almeno parziale, di altre persone per gestire la propria condizione, con un conseguente aumento delle spese complessive.

Tra le patologie croniche più diffuse si segnalano l’ipertensione (39% tra chi ne soffre direttamente o ha un familiare colpito), l’osteoporosi e l’artrosi (28%), il diabete (25%) e le malattie cardiovascolari (22%). Nella maggior parte dei casi, queste condizioni vengono diagnosticate dopo i 40 anni: ciò avviene nel 90% dei casi di diabete, nell’87% per osteoporosi e artrosi, nel 79% per l’ipertensione e nel 72% per le patologie cardiache.

In questo contesto complesso, i servizi di telemonitoraggio potrebbero rappresentare un valido supporto nella gestione delle malattie croniche. Tuttavia, solo il 7% dei torinesi li utilizza attualmente, anche se l’83% degli utenti ne riconosce l’utilità. La scarsa diffusione è dovuta soprattutto alla mancanza di informazione: il 63% degli intervistati dichiara di non conoscerli, spesso perché nessuno li ha mai suggeriti (28%).

Nicco: “Unità nazionale e senso di appartenenza”

“In occasione del 165° anniversario dell’Unità d’Italia celebriamo una storia che vive nelle persone, nelle comunità e nelle tante identità che rendono unico il nostro Paese. E che non appartiene solo ai libri. L’Italia è fatta di differenze, di sensibilità e di tradizioni che non dividono ma arricchiscono: ed è proprio questa pluralità la nostra forza più autentica”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che si celebra oggi.

“L’eredità del Risorgimento – aggiunge – ci affida una responsabilità: convivere insieme senza annullare le identità, dando valore a ogni territorio e a ogni voce del nostro popolo. E non è un caso che questo percorso sia partito da Torino, prima Capitale d’Italia, luogo simbolo di una visione che ha saputo trasformare realtà diverse in un unico destino. Di qui continua a vivere un’idea di Paese che trova nella Costituzione il suo punto di equilibrio nei diritti che uniscono e nei doveri che responsabilizzano”.

“Nei simboli che ci rappresentano, come il Tricolore e l’Inno di Mameli – conclude il presidente – riconosciamo ogni giorno quel senso profondo di appartenenza che va oltre le peculiarità di ogni regione e ci ricorda che siamo una sola comunità. Per questo celebrare l’Unità d’Italia, oggi, significa custodire le nostre radici, ma soprattutto avere la consapevolezza che nella bellezza e nella ricchezza di ciascun Comune, anche il più piccolo, sta la forza che ci tiene uniti”.

Ufficio Stampa CRP

Referendum, incontro al Centro Pannunzio

Domani a Torino. Ecco il programma

MERCOLEDÌ 18 MARZO ALLE ORE 17,30 in sede avrà luogo un incontro dibattito sul tema “IL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE IN MATERIA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA” Interverranno Nino BOETI presidente ANPI, Marcello MADDALENA ex procuratore generale della Repubblica del Piemonte, Antonio RINAUDO ex magistrato, presidente del comitato etico, Francesca SCOPELLITI giornalista, ex senatrice. Modererà Rossana CATALDI avvocato mediatore civile e componente del nostro Comitato Direttivo.

Screenshot

Molinette, molestie a una tirocinante: condannato ex infermiere

Condanna a 1 anno e otto mesi per l’infermiere dell’ospedale Molinette di Torino, oggi in pensione, che è stato giudicato in primo grado con l’accusa di aver molestato una tirocinante Oss.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo avrebbe rivolto alla giovane apprezzamenti indesiderati, avanzato richieste insistenti di attenzioni e messo in atto comportamenti ritenuti molesti. Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento immediato di 5mila euro a favore della vittima, che si è costituita parte civile nel processo.

Come parte della pena, l’imputato dovrà seguire un percorso rieducativo con la frequenza di corsi specifici per uomini autori di violenza.

Nel corso dell’udienza, l’uomo  ha reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse e sostenendo che i contatti con la tirocinante fossero esclusivamente legati all’attività lavorativa.

Se la “traccia alfabetica” si fa libera “narrazione d’arte”

L’arte “calligrafica” e “asemica” di Eugenia Di Meo in mostra all’Associazione Culturale “Fuocoinfinito” di via Carlo Alberto, a Torino

Fino al 29 marzo

Le lettere dell’alfabeto, di più alfabeti (e non solo occidentali), trasformate in “scrittura decorata” e in preziose, minute opere d’arte. E’ un esercizio di altissima certosina perizia tecnica, quello portato avanti con interesse e passione infinita dalla torinese Eugenia Di Meo, ma esercizio pur anche capace di trasformarsi (se lasciato liberamente volare in spazi di pura fantasia il sotteso, ma sempre scalpitante, gioco cromatico) in pagine di pura e visionaria poesia. “Calligrafia” e “arte asemica” (“lettere non lettere”):  ha cavalcato e seguito con ottimi risultati secoli e secoli di storia dell’arte il percorso artistico di Eugenia Di Meo, come ben testimonia quella trentina di sue opere esposte, fino a domenica 29 marzo, presso l’Associazione Culturale “Fuocoinfinito” di via Carlo Alberto, a Torino. Il titolo riassume alla perfezione, nei suoi caratteri segnici e negli obiettivi concettuali, il variegato ma lineare contenuto della rassegna: “Fili Trame e Tessuti che si intrecciano per formare nuove storie”. E quante storie! Intrecciate in un complessivo racconto espositivo che va dai “capilettera miniati” antichi – che sembrano evasi dalla misteriosa labirintica Biblioteca svizzera dell’Abbazia di “San Gallo” di echiana memoria – alle “sculture tridimensionali” di carta fino ai più moderni “calligrammi”, in un intuitivo rincorrersi di alte citazioni che passano dall’ “Orfismo” delle “opere su carta” e delle famose “Finestre” dell’ucraina Sonia Delaunay fino agli “Arazzi con lettere” (calibrati nella giusta contrapposizione di “ordine” e “disordine”) di Alighiero Boetti e, laddove la potenza cromatica riesce a spezzare le “catene” della più rigorosa “bella grafia”, alle visioni colorate, surreali e libere di varcare tutti i cieli, del grande Mirò.

Il tutto incentrato e semplificato nell’osservazione ammirata di alcune opere esposte, che mi piace volutamente ricordare: dal raffinato capolettera di una “L” ornata in “calligrafia gotica rotunda” alle “tre lettere” di altrettanti alfabeti dall’artista riprodotte in variazioni assolutamente singolari e in un groviglio colorato di evasiva informalità, fino alle “composizioni asemiche”, due in particolare (riportate in foto) giocate in prevalenza sulla felice imprevedibilità e riconquistata libertà di colore-forma, non più prigioniero ma sfuggito alle maglie geometricamente inclusive della grafia, già pubblicate in California su uno specifico “Annuario” femminile di artiste “asemic – Art”.

Torinese di nascita, Eugenia è “architetta” di formazione, con laurea al “Politecnico”, seguita alla frequentazione del torinese “Istituto Statale d’Arte”, sezione di Moda e Costume. “Il disegno, nelle sue molteplici forme, è sempre stato racconta – una presenza costante nel mio percorso formativo e, in questo ambito, ho portato avanti una lunga sperimentazione volta a scoprire la ‘mia traccia’, spaziando tra diversi settori per periodi più o meno lunghi: dall’arredamento alla moda, dalla ceramica alla calligrafia, settore, quest’ultimo, rivelatosi come la via più congeniale per orientare la mia indagine espressiva”. Il grande “amore” della vita. Con quegli “alti” e “bassi” propri di tutti i grandi amori. Forieri di passioni irrefrenabili, ma anche, a tratti, vissuti come una sorta di “impedimento” a nuove esperienze e libertà espressive, cui sempre, comunque, Eugenia ha lasciato (come già detto) le porte ben aperte nelle loro richieste di più matura “evasione”. Supportata sempre dalla forza di un “mestiere” consolidatosi e perfezionatosi negli anni.

E in virtù anche di una preparazione “di bottega” di primo piano, seguendo “corsi” e “workshop” con i più famosi maestri calligrafi italiani e stranieri, arrivando a conoscere e a praticare circa una quindicina di stili calligrafici, occidentali e non, attraverso mezzi di scrittura fra i più vari: dai tradizionali pennini e inchiostri, fino a strumenti fra i più inusuali “da una conchiglia – ci ricorda Eugenia – a un pezzo di pasta o altro, montati su disparati supporti al fine di renderli utilizzabili per lasciare una ‘traccia’”. “La” traccia che fa dell’opera un’opera singolare e unica. E che l’ha pian piano avvicinata anche alla pratica dell’“Asemic Writing Art”, di quella “scrittura” (nata negli States negli anni ’50) che è “semplice simulazione di scrittura”, priva di significato semantico, cui la Di Meo si diletta ad “aggiungere grafismi inediti di notevole efficacia – scrive in presentazione Beatrice Pirocca – fino a dimostrare l’ormai matura gestualità ritmica di un segno fatto di ‘parole – non – solo – più – parole, che ci invita a ripercorrere con lei l’evoluzione delle poetiche d’avanguardia”. E di sue, e nostre, particolari emozioni, che dal tratto certosino del segno all’esplosione inarrestabile del colore, ci trasportano in spazi di pura poetica “visionarietà”. Spazi “amici”, decisamente indimenticabili!

Gianni Milani

“Fili Trame e Tessuti che si intrecciano per formare nuove storie”

Associazione Culturale “Fuocoinfinito”, via Carlo Alberto 11/p, Torino; Tel. 349/2187206; fino a domenica 29 marzo. Orari: lun. – ven. 15,30/18,30; sab. – dom. 10,30/12,30 e 15,30/18,30

Nelle foto: “Rielaborazione di un capolettera, ‘L’ ornata, in calligrafia ‘gotica rotunda’”; “Tre lettere di altri alfabeti rielaborate”; Coppia di “Composizioni ‘asemiche’ (lettere non lettere)”, foto pubblicate in California su un Annuario di “artiste asemic – Art”