Il museo Alessandria Città delle Biciclette (ACdB), al terzo piano di Palazzo del Monferrato, è un omaggio al ruolo primario che la città e la provincia di Alessandria hanno saputo svolgere per un lungo cinquantennio, nell’età eroica del ciclismo che abbraccia i primi anni dell’unità nazionale e arriva fino al primo conflitto mondiale
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Foto G. Annone
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All’Unione Musicale il quarto concerto della serie ‘L’altro suono’, in cartellone per lunedì 16 febbraio alle ore 20, si terrà eccezionalmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e non al teatro Vittoria come di consueto, per ospitare tutti coloro che vorranno celebrare insieme all’Unione Musicale il 50esimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, il sistema di educazione musicale in età precoce ideato dal giapponese Sinichi Suzuki, che ha formato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Per l’occasione si esibirà l’ensemble Armoniosa, formato da musicisti che in prima persona hanno beneficiato del metodo Suzuki per la loro formazione musicale.
“Il metodo Suzuki ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso, perché ci ha insegnato fin da subito che la musica è anzitutto ascolto e condivisione, prima ancora che tecnica o teoria. Crescere con questo approccio ci ha permesso di sviluppare uan sensibilità musicale naturale, una curiosità autentica e la gioia di fare musica insieme. Festeggiare i cinquanta anni del metodo Suzuki in Italia con questo concerto risulta particolarmente significativo per noi perché rappresenta un’occasione per riconoscere quanto quell’approccio abbia segnato il nostro percorso artistico e quanto continui a rappresentare un modello prezioso per chi oggi inizia a imparare la musica”.
L’Ensemble Armoniosa è nata quattordici anni fa nel contesto dell’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti ed è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica barocca.
Il gruppo è formato di soli cinque membri, il violinista Francesco Cerrato, i violoncellisti Stefano Cerrato e Marco Demaria, il clavicembalista Michele Bianchi e l’organista Daniele Ferretti, che affrontano con maestria anche brani scritti per orchestra.
“Dal punto di vista interpretativo – raccontano i musicisti
Il concerto è dedicato all’arte di Vivaldi, a partire dalle celebri Stagioni, che saranno eseguite in prima assoluta nella trascrizione appositamente creata dal maestro Barchi.
“Questa trascrizione – spiegano i musicisti dell’Ensemble – permette di esplorare nuove sfumature dinamiche e timbriche, accentuando il carattere teatrale e quasi sperimentale delle Stagioni, e rendendo ancora più evidente l’incredibile modernità del linguaggio di Vivaldi. Per noi è un modo di aprire il concerto con un’opera iconica, offrendo al pubblic una chiave di ascolto inedita, ma coerente con la nostra identità e con la ricerca che da sempre accompagna il lavoro di Armoniosa”.
Il programma torinese sarà completato dalla Sonata KV 47, dal Concerto N. 1 RV 383 a e dalla Sonata “La follia”, rimodellato seguendo una prassi tipica dell’età barocca che concepiva la musica come un organismo vivente, capace di adattarsi alle esigenze contigenti.
Mara Martellotta
Sigfrido Ranucci, il giornalista RAI noto per le sue inchieste, approda al teatro Colosseo di Torino lunedì 9 febbraio per dar vita ad un racconto personale e intenso. Si tratta dello spettacolo “Diario di un trapezista”, che svela il lato più umano, fragile e segreto di un percorso professionale costruito su scelte prese spesso in pochi secondi, capaci di segnare una vita.
La scelta del titolo deriva da un suggerimento che Ranucci ebbe da Roberto Morrione, collega giornalista scomparso nel 2011 e fondatore di RAI News 24. “Se si diventa obiettivo di qualcuno bisogna passare al trapezio successivo perché in questo modo è più complicato acchiapparti”, affermava Morrione.
Attraverso una narrazione diretta e coinvolgente al tempo stesso, Ranucci ripercorre storie e incontri decisivi che hanno accompagnato la realizzazione di alcune delle sue inchieste più importanti. Ed è così che emerge l’importanza di alcune persone rimaste nell’ombra, ma fondamentali, figure sorprendenti che hanno contribuito con le loro azioni a cambiare il corso degli eventi, da un tassista a un vagabondo, da una bodyguard a una vicepreside, da un rapinatore a una professoressa, tutti frammenti di un’umanità che diventano chiavi di lettura per comprendere i rischi e la responsabilità nel raccontare la verità.
Il ‘Diario di un trapezista’ rappresenta un viaggio tra giornalismo, memoria e coscienza civile, oltre che una riflessione sul destino, sulle scelte fatte e su quelle mancate, sull’eredità invisibile che ogni incontro lascia dentro di noi.
A questo racconto il teatro è capace di dare uno spazio di condivisione e consapevolezza.
Mara Martellotta
Sua Maestà il fritto misto alla piemontese
A cura di piemonteitalia.eu
Un piatto di antica tradizione popolare.
Leggi la ricetta:
https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/fritto-misto-alla-piemontese
Polizia di Stato, a Torino oltre 90 nuovi agenti
Nei giorni scorsi il questore di Torino Massimo Gambino, ha accolto 62 nuovi agenti e 31 viceispettori della polizia di Stato, destinati ai quartieri della città. I poliziotti giunti a Torino saranno collocati nelle diverse articolazioni della Questura e dei commissariati di polizia di Stato per intensificare i controlli nelle aree urbane più sensibili.
L’arrivo di nuove forze della Polizia di Stato rappresenta un segnale concreto di rafforzamento della sicurezza sul territorio torinese. Nei giorni scorsi il questore di Torino, Massimo Gambino, ha accolto 93 nuovi operatori, tra cui 62 agenti e 31 viceispettori, destinati a essere impiegati nei diversi presidi della città e dell’area metropolitana.
Il potenziamento degli organici risponde all’esigenza di intensificare l’attività di controllo e prevenzione, soprattutto nei quartieri considerati più delicati dal punto di vista dell’ordine pubblico. I nuovi poliziotti saranno distribuiti tra la Questura e i commissariati cittadini, contribuendo a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e a migliorare la capacità operativa nei servizi di pattugliamento, monitoraggio e intervento.
L’inserimento di nuove risorse arriva in un momento in cui il tema della sicurezza urbana continua a rappresentare una priorità per le istituzioni e per i cittadini. L’obiettivo è garantire una maggiore presenza visibile delle forze dell’ordine nelle aree più frequentate e nei contesti urbani caratterizzati da maggiori criticità, con particolare attenzione alla prevenzione dei reati e al contrasto dei fenomeni di degrado.
I viceispettori, grazie al loro ruolo di coordinamento operativo, contribuiranno a rafforzare l’organizzazione dei servizi sul campo, mentre i nuovi agenti saranno impiegati prevalentemente nelle attività di controllo del territorio e nelle operazioni di polizia giudiziaria e amministrativa. Il rafforzamento dell’organico consentirà inoltre di sostenere con maggiore efficacia le attività investigative e i servizi straordinari predisposti in occasione di eventi o situazioni che richiedono un’intensificazione delle misure di sicurezza.
L’arrivo dei nuovi operatori si inserisce in una più ampia strategia nazionale volta a potenziare la presenza della Polizia di Stato nelle principali città italiane, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di sicurezza espresse dalle comunità locali e di garantire un presidio costante del territorio.
Per Torino, città caratterizzata da una forte complessità sociale e urbana, l’incremento delle risorse rappresenta un passaggio importante per rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e per consolidare il lavoro quotidiano svolto dalle forze dell’ordine nella tutela della sicurezza pubblica.
Invecchiare con garbo? Si può!
Buon giorno amici lettori de Il Torinese. Riprendiamo con un nuovo argomento che, solo apparentemente, parrebbe essere di interesse esclusivo di coloro la cui età ha largamente superato la cinquantina. In realtà, come vedremo, l’argomento interessa un po’ tutti.
Perchè una buona terza e quarta età dipendono anche da come viviamo gli anni più giovani della nostra vita. A proposito di numerazione delle età, convenzionalmente la terza inizia a 65 anni, mentre la quarta a 75 anni. E’ stata addirittura introdotta una quinta età, che inizia a 90 anni.
Ma, a prescindere da questi non fondamentali dettagli, la domanda che ci si pone ha a che fare col fatto se sia o meno possibile, appunto, invecchiare con garbo. E come cercare di farlo avendo attenzione a molti aspetti: fisici, caratteriali, relazionali (sia nel rapporto con gli altri che con se stessi), di positività, di accettazione, di rispetto per sé e per le altre persone, di curiosità, ecc.
Sarebbe certo inutile e ipocrita indorare eccessivamente la pillola: invecchiare non è di certo una cosa fantastica, anche se è pur vero che l’alternativa sarebbe quella di morire prematuramente, prospettiva in genere decisamente peggiore. Ma abbiamo la possibilità di rendere l’età avanzata migliore per noi e per chi ci sta attorno.
Adottando adeguati comportamenti, atteggiamenti, modalità di pensiero e di rapporto con noi e con gli altri. Con garbo, appunto, il che implica aspetti che coinvolgono il rispetto e la gentilezza, per noi e per il resto del mondo. Saper invecchiare significa intanto saper accettare senza sentirsi sconfitti.
Reagendo positivamente e conservando al meglio il nostro corpo e la nostra mente pur nella inevitabile diminuzione dei livelli di efficienza e di gradevolezza estetica.; sostituendo la mera aspettativa di vivere a lungo e in buona salute con la gratitudine, perché, in fondo, la vecchiaia è un regalo che la vita ci fa.
(Fine della prima parte dell’argomento).
Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.
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Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.