Nel 2019 i torinesi e i piemontesi hanno acquistato più mobili ed elettrodomestici, e invece meno auto e telefonini.
La spesa per beni durevoli in Piemonte è arrivata ai 6 miliardi e 68 milioni di euro in leggera flessione (-0,2%) rispetto al 2018.
I dati sono dell’Osservatorio dei Consumi Findomestic e Prometeia, sull’andamento del mercato dei beni durevoli nella regione. Gli acquisti di vetture nuove (+0,3%, 1 miliardo e 719 milioni) e usate (-1,3%,1 miliardo e 752 milioni di euro) hanno fatto calare l’andamento del comparto nello scorso anno. Le moto nonostante un incremento di spesa del 4,8%, incidono poco (121 milioni di euro) nell’ influenzarne l’andamento complessivo, sostenuto però dalle vendite di mobili (+1,5% per 1,36 miliardi di euro) ed elettrodomestici (+2,4% per 325 milioni). In Piemonte lo scorso anno gli acquisti del settore tecnologico sono scesi in tutti i segmenti: -4,9% elettronica di consumo (125 milioni di euro), -4,5% information technology (147 milioni) e -2,8% (519 milioni) telefonia.
Almeno 10.000 caduti tra gli imperiali, circa 2000 francesi tra morti e feriti, un territorio percorso e devastato da 30.000 soldati che causarono lutti e sofferenze nella popolazione locale. In quel giorno di primavera Ceresole d’Alba diventò un immenso campo di battaglia. Nel paese di poco più di 2000 abitanti, a una decina di chilometri da Carmagnola, il Museo della Battaglia, aperto lo scorso autunno, racconta il sanguinoso scontro tra le truppe francesi di Francesco I e l’esercito imperiale di Carlo V che lasciò sul terreno migliaia di morti, feriti e mutilati.
firmata a Crépy sarà solo una tregua di breve durata. Dopo Ceresole d’Alba i francesi dilagarono in Piemonte. Anche Alba, Chieri, Casale, Ivrea e gran parte del Monferrato caddero nelle mani dell’armata transalpina. A metà del Cinquecento un’ampia fetta del Piemonte era stata annessa al regno di Francia ma dopo pochi anni la situazione internazionale mutò drasticamente. Nel 1557 la disastrosa sconfitta dei francesi a San Quintino (Saint-Quentin), nel nord della Francia, annientati dalle truppe imperiali condotte da Emanuele Filiberto, duca di Savoia (battaglia celebrata dal Caval’d brons in piazza San Carlo a Torino) condusse poco alla volta alla pace di Cateau-Cambrésis nel 1559 che pose fine alle guerre d’Italia. Enrico II di Francia abbandonò i territori occupati in Savoia e in Piemonte anche se estese il suo dominio al Marchesato di Saluzzo e mantenne presidi militari nelle cittadelle di Torino, Chieri, Pinerolo e Chivasso. La prematura morte del conte d’Enghien, all’età di ventisette anni, fu causata da un banale incidente durante un gioco in un castello. Quando il Museo di Ceresole verrà riaperto, una volta superata l’emergenza sanitaria, il visitatore potrà seguire le tattiche e i movimenti degli eserciti sul territorio attraverso dei video raccontati da storici ed esperti militari ammirando reperti e cimeli storici.
Sulla discussione in Consiglio Regionale sull’emendamento presentato dalla maggioranza legato alla legge sul gioco interviene l’assessore Andrea Tronzano