CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30
28.618 PAZIENTI GUARITI E 495 IN VIA DI GUARIGIONE
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28.618 PAZIENTI GUARITI E 495 IN VIA DI GUARIGIONE
Nella settimana che l’AIS, Associazione Italiana Sommeliers del Piemonte, dedica alla presentazione delle nuove annate di Barolo & Barbaresco, l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa elogia il lavoro dei produttori della Regione:
“Imprenditori che con impegno, passione ed entusiasmo sono tra i produttori migliori del mondo, sostenitori e promotori di un meraviglioso territorio; custodi di una tradizione millenaria che si trasmette di generazione in generazione.

Un patrimonio inestimabile, orgoglio del Nostro Piemonte”.
La 6 giorni del Ba&Ba vede alternarsi oltre 100 cantine vinicole nella presentazione di vini di eccellenza. Le degustazioni sono accompagnate dagli approfondimenti che i professionisti condividono con la platea, raccontando di produzione, di storia e di tradizioni familiari che si sono tramandate fino ad arrivare al successo di oggi.
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Saponette come terapia per la cura della “Scabbia”, alimenti spacciati come “Made in Italy” ma in realtà coltivati in Africa, farine miscelate con ingredienti sconosciuti e venduti come cereali di pregio; ma anche un laboratorio clandestino per la preparazione ed il confezionamento del pesce realizzato all’interno di una toilette.
Una frode commerciale, quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di un intervento che ha visto coinvolto un market nel quartiere di Porta Palazzo nel capoluogo piemontese.
“Farine e Semole” con ingredienti di ogni tipo e non indicati in etichetta, “Rotture di Riso” miscelate e vendute come cereali di pregio; ma anche numerosi alimenti riportanti il “tricolore”, simbolo del “Made in Italy”, ma che in realtà, come ricostruito dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, coltivate in Africa da dove prevenivano.
Rinvenuti anche una montagna di crostacei tritati e pronti per essere venduti come derivati del pesce. Prodotti ittici, questi ultimi, che il proprietario del market acquistava e confezionava in una sorta di laboratorio clandestino improvvisato, realizzato all’interno di una toilette adiacente allo store.
Al momento delle perquisizioni i Finanzieri hanno trovato un dipendente di origini Ghanesi, privo di qualsiasi abilitazione o certificazione, intento al taglio ed al confezionamento di tranci di pesce utilizzando una sega a nastro priva di ogni sistema di sicurezza. Rinvenuti nell’occasione, oltre 200 chilogrammi di pesce in cattivo stato di conservazione.
Nel corso dell’intervento i finanzieri hanno inoltre sequestrato centinaia di saponette che, a detta del rivenditore, servivano come terapia per la cura della “Scabbia”. Le saponette, dal misterioso valore medicale e quindi precariamente risolutive contro la patologia contagiosa, se non addirittura pericolose data la composizione ignota, erano di fatto prodotte in Africa e importate illegalmente in Italia per poter essere vendute in circuiti clandestini.
Trasversale la truffa ideata dall’imprenditore: tra sacchi di riso e cereali di dubbia composizione, i finanzieri hanno anche rinvenuto accessori d’abbigliamento con marchio contraffatto, di note case di moda italiana, pronti per essere venduti.
Oltre 7 le tonnellate di prodotti alimentari sequestrate e centinaia gli articoli contraffatti cautelati.
Tre le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Torino, che ha coordinato le indagini. Per loro le accuse vanno dalla frode in commercio alla vendita di articoli con marchi contraffatti dall’omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro alla ricettazione.
Dalla Guardia di Finanza di Torino lanciano un appello ai consumatori al fine di porre l’attenzione su questi fenomeni che quotidianamente, non solo rafforzano i mercati illegali, ma di converso, si palesano quale strumento di continua messa in pericolo e danno, per l’integrità dei consumatori, delle imprese e per l’economia pubblica.
L’efficace operazione, rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza quale organo di Polizia Economico Finanziaria a contrasto dei fenomeni distorsivi del mercato.
Il nuovo primo cittadino, che succede a Gianluca Barbero, che non si è più ricandidato, mentre per il centrosinistra aveva corso il vicesindaco uscente Luca Ballerini, nella giornata di mercoledì ha firmato il decreto di nomina di Luca Rossi, ex consigliere regionale di Forza Italia, a vicesindaco con deleghe a Urbanistica, Industria, Artigianato, Lavoro, Formazione, Unesco, Rapporti con le Università e Rapporti con il Consiglio Comunale, domani, giovedì 8 ottobre, completerà la giunta municipale. Giovedì, poi, ha completato l’esecutivo con le nomine di
Paolo Patrucco (Lega), Assessore con delega a Ecologia, Ambiente, Frazioni, Trasporti, Decoro Urbano
Rossella Gatti (Lega), Assessore con delega a Politiche Sociali, Welfare Animale, Associazionismo, Volontariato, Famiglia, Casa, Pari Opportunità
Luca Merlino (FDI), Assessore con delega a Bilancio, Partecipate, Sport, Politiche Giovanili, Personale, Informatizzazione
Alessia Zaio (Forza Italia), Assessore con delega a Istruzione, Commercio, Turismo, Manifestazioni, Beni Culturali
In capo al Sindaco rimangono le deleghe relative a Lavori Pubblici, Sanità, Legale, Affari Generali, Polizia Municipale, Sicurezza, Protezione Civile, Agricoltura, Identità Culturale.
Nella stessa giornata ha anche incontrato i vertici della due partecipate, Amv Spa ed Amv Srl per un primo scambio di opinioni, mentre in precedenza c’era stato un incontro con il presidente della Consulta comunale del volontariato sociale, Federico Violo.
Massimo Iaretti
E’ vero che in Istria e Dalmazia ci furono
violenze da parte del regime fascista e in generale da parte di Italiani, ma è altrettanto vero che la giovane studentessa Istriana Norma Cossetto con quelle violenze non c’entrava nulla. Era una studentessa dell ‘Università di Padova vittima della selvaggia violenza dei partigiani titini. Sollevare polveroni polemici su di lei e’ di per se’ sintomo di un disturbo nella capacità di accogliere i fatti storici senza riferimenti ideologici ormai vecchi ed obsoleti. L’Anpi che offende una vittima delle foibe, non rende onore alla sua storia migliore, ma rischia di tornare al negazionismo dei vetero- comunisti. Il giorno del ricordo del 10 febbraio dovrebbe essere un punto di non ritorno . Le pagine scritte da Gianni Oliva non possono essere contestate. Sono una verità incontrovertibile. Sono stato tra i primi a scrivere di Norma Cossetto ed ebbi la possibilità di avere rapporti con sua sorella che abitava a Novara e che fu una profuga dell’esodo Giuliano- Dalmata dopo la seconda Guerra Mondiale e il trattato di pace che diede a Tito i territori italiani della Costa Adriatica orientale. Fui io a proporre per la Medaglia d’oro la Cossetto al presidente Ciampi che subito accolse la proposta. Sentire che l’Anpi si dissoci dalla intitolazione di una giardino a Norma mi addolora. Semmai bisognerebbe dire che le città italiane sono in ritardo nel ricordare l’eroica ragazza istriana. Torino proprio non ci pensa a Norma Cossetto. Dopo la guerra l’ Università di Padova conferì la laurea honoris causa alla studentessa allieva di Concetto Marchesi, latinista insigne e comunista di spicco. All’ Anpi, prima di sminuire Norma Cossetto con la scusa di contestualizzarla, dovrebbero studiare la storia. In ogni caso ogni violenza, anche contestualizzata, va condannata senza equivoci e mezze verità.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com
Clima tra la città e la Fiat e tra la Fiat ed i sindacati ed anche tra i sindacati e gli operai. Capivamo che qualcosa era diverso. Precisamente intuivamo ma non capivamo fino in fondo o, forse non volevamo ne’ potevamo capire. Distanti anni luce da quello che sarebbe accaduto e soprattutto da come e dove sarebbe accaduto.
Nessuno, ma proprio nessuno capi’ che i cosiddetti quadri intermedi sarebbero scesi in piazza. Giocammo la carta della solidarietà con gli operai Fiat. Solidarietà degli studenti e solidarietà di tutta l‘Italia con Torino e con i suoi cittadini. Non fu una passeggiata, molti erano contrari ad una manifestazione nazionale.
Noi avevamo la testa dura e così si parti’ per Roma per convincere i sindacati nazionali. Delegazione composta da due studentesse del liceo classico Massimo D‘Azeglio. Carolina De Donato e Anna Rossomando diventata una importante avvocato del foro di Torino e ( ora ) Vicepresidente del Senato. 2 operai: Ulderico Verniano del Lingotto e un operaio della Lancia di Chivasso. Io proposto dal mitico Passarino capo politico della Lancia che aveva montato una tenda davanti ai cancelli, vivendo difatto 24 ore il suo impegno contro i licenziamento diventato ( direi a pieno titolo ) un dirigente della Fiom torinese e regionale .
Viaggio in cuccetta. Partenza alle 22 ed arrivo a Roma alle 8. Non dormimmo e parlando tanto ognuno diceva la sua ed organizzammo la giornata successiva. E poi c’era tanta passione. In particolare Anna che , nonostante la giovane età voleva dire sempre la sua. Arrivo a Roma, colazione e poi una passeggiata fino a via della Vite sede dei Giovani Comunisti nazionali. Non faticoso perché la strada era tutta in discesa. Piazza Barberini e poi via. Breve riunione coi dirigenti nazionali e poi conferenza stampa dietro il Ministero di Grazia e Giustizia.
Trattoria di Trastevere , tipico , 40 anni fa anche a Roma si poteva mangiare con poco.
Pomeriggio dedicato ad incontri con i sindacati. Ritorno sempre in cuccetta per Torino. Ci eravamo riusciti: 11 ottobre manifestazione nazionale. Arrivarono da tutta Italia. Che emozione, che emozione vedere tutti quei giovani. In particolare all’inzio. 7.30: Piazza San Carlo, un boato ci fece voltare. Da via Roma i compagni dalla Capitale appena scesi a Porta Nuova: Compagni di Torino tenete duro. L‘attacco della Fiat non ha futuro.
Esaltante, ma avevano torto. Poi il corteo si snodo’ per via Nizza e corso Unione Sovietica fino alla Palazzina degli impiegati a Mirafiori.
Eravamo veramente in tanti, ed Anna, Carolina, Ulderico ed io orgogliosi di quello che avevamo fatto. Ci sentiamo vincenti e , perché non ammetterlo, invincibili. Ci sbagliammo, ovviamente, comunque ci stavamo provando. E comunque non avevamo altra strada da percorrere.
La botta arrivò il lunedì successivo.
Eravamo in Federazione ed arrivarono telefonate concitate: i capi Fiat erano al Teatro Nuovo per manifestare. Erano tanti.
In auto si raggiunse corso Massimo D’Azeglio giusto in tempo per vederli uscire. Corteo fino in piazza San Carlo. Non erano avvezzi ai cortei. I più vestiti da ufficio con giacca e cravatta. Qua e là cartelli improvvisati. Il messaggio era, comunque inequivocabile: Novelli Novelli fai aprire i cancelli. Non saranno stati 40mila ma erano tanti, tantissimi. Cavolacci se erano tanti. Venne poi fuori che nell’organizzare la manifestazione, la direzione Fiat promise di pagare la giornata. Non avvenne ma poco importava. Quella manifestazione diede la spallata finale e dopo 48 ore fu firmato l‘accordo. 24mila in cassa integrazione.
Ora col senno di poi si potrebbe dire: tanto rumore per nulla. Si tornava all’inizio con la proposta di Cesare Romiti. Eravamo basiti e tramortiti L‘accordo si fece a Roma al Ministero. Praticamente non c‘erano alternative. Dopo la firma dell’accordo Asemblea di tutti i conflitti di fabbrica Fiat. Una bolgia indescrivibile. Si capiva che la maggioranza era contraria all’accordo, anche perché la maggioranza dei possibili cassaintegrati erano delegati sindacali. L’estremismo colpi’ il giorno dopo L’ auto blindata di Pier Carniti, Segretario generale CISL che fu letteralmente distrutta e il Sindacalista messo in salvo dal servizio d’ordine del PCI. Partito che volle comprare l’auto. Diciamola in questo modo: si sentiva in colpa perché sapeva che alcuni dei suoi c’entravano. Addirittura Giuliano Ferrara pare sia stato visto tirare pietre. L’estremismo colpiva anche un cosiddetto riformista convinto con il romano Ferrara. Anni dopo lascio’ Torino ed il Pci abbracciando il Craxismo e dimostrando che le vie del Signore sono infinite. Indubbiamente quell’Ottobre di 40 anni fa cambio’ la Storia di Torino, d‘Italia e dell’industria a Torino e in Italia. Eravamo al settimo cielo il sabato con la manifestazione dei giovani spazzata via da quella del lunedì dei capi. Parafrasando un film di Robert De Niro Domenica a messa e lunedì all’inferno. Per Torino comincio’ il lungo declino che ha portato la Fiat a non esserci più. Con l‘attuale situazione di un preoccupante oblio.
Sicuramente è troppo presto per sperare di avere una memoria condivisa. Una cosa è certa, almeno per ora la nostra città trova in questo oblio il dramma di non essere riuscita ad essere diversa da quella che è stata. Quando ci si oppone, non capendoli, soprattutto non volendoli capire questi cambiamenti, si arriva a questo punto di oblio.
Patrizio Tosetto
La decisione del questore riguarda un locale in via dei Mughetti 15/A. A seguito di diversi controlli effettuati dalla polizia, già a partire da giugno, sono stati identificati all’interno del bar al uni clienti con pregiudizio per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione, in materia di stupefacenti, di armi e immigrazione.
Riceviamo e pubblichiamo / Il Coordinamento A.G.iTe. contro le armi atomiche, tutte le guerre e i terrorismi, insieme al Centro Studi Sereno Regis ha organizzato un convegno dal titolo “Torino città delle armi?”
Preoccupati dai progetti di sviluppare a Torino un polo dell’industria militare che coinvolge la Leonardo, massima industria militare italiana, il Politecnico, la città di Torino, abbiamo invitato alcuni rappresentanti della comunità torinese per capire la reale portata del progetto in questione e le possibili alternative per far ripartire la città.
Cosa si produrrà a Torino nel prossimo futuro? Quali tipi di ricerche troveranno finanziamenti e sostegno se questo progetto andrà avanti?
La pandemia ancora in corso, l’emergenza ecologica dovuta ai cambiamenti climatici hanno evidenziato la necessità di cambiare i concetti di difesa e di sicurezza. Non dovremmo dedicare maggiori risorse alla sanità, alla sua diffusione nel territorio, alla ricerca di modalità di sviluppo ecosostenibile?
Il convegno si svolgerà il 10 ottobre prossimo alle ore 9,30 nella sala Poli del Centro Sereno Regis, via Garibaldi 13 Torino
Esso vedrà la partecipazione di Francesco Vignarca della Rete italiana Pace e Disarmo, dell’assessore Marco Giusta di Torino ed i segretari di Fim, Fiom, Uilm.
Per il Coordinamento A.G.i Te. contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi
Paolo Candelari
Attraverso visite guidate, mostre, incontri, proiezioni, spettacoli, l’appuntamento si propone di far conoscere ad un pubblico sempre più ampio quelli che sono i tesori per lo più sconosciuti, custodi della nostra memoria come manoscritti, documenti, libri ma anche disegni, stampe, fotografie, e molto altro. Un viaggio affascinante nel cuore della cultura che ha fatto grande il nostro Paese.
La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in collaborazione con la sua Associazione Amici, partecipa con due eventi.
Alle ore 11.15 la presentazione del volume “Mario Pannunzio – La Civiltà liberale”, una selezionata – e ragionata – raccolta dei contributi di numerose e importanti firme, che ricostruisce un ritratto a tuttotondo di Mario Pannunzio, uomo di cultura, giornalista e politico del Novecento. A curarla Pier Franco Quaglieni, massimo studioso dell’eclettico personaggio, che 52 anni fa – all’indomani della sua morte prematura – contribuì a fondare, insieme ad Arrigo Benedetti (che di Pannunzio fu amico d’infanzia e per la vita) e Mario Soldati, il Centro Studi “Mario Pannunzio” di cui è da sempre instancabile direttore e animatore.Sarà presentato da Bruna Bertolo, talentuosa scrittrice storica.
Alle 16.00 conferenza “La tutela del Patrimonio”, dedicata ai recenti restauri bibliografici dei preziosi manoscritti della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Con tonnellate di carta custoditi, l’Ente è da sempre in primo piano per la conservazione e cura dell’ingente patrimonio culturale, storico, artistico dei fondi bibliografici che permettono agli studiosi e alla collettività di conoscere meglio il nostro passato per vivere bene il nostro presente e prepararci meglio al nostro futuro.
Saranno esposti i preziosi documenti restaurati negli ultimi cinque anni e presentati in particolare tre dei priù preziosi e recenti: il “Messale romano” (Messale Rosselli), manoscritto membranaceo, miniato, del 1361, commissionato dal domenicano cardinale Francesco Nicolò Rosselli inquisitore generale del Regno d’Aragona, il “Dittamondo” di Fazio degli Uberti manoscritto del XV secolo e il manoscritto del XVI secolo contenente due poemi di Roul Bollart. Oltre ai responsabili dell’Ufficio Manoscritti e Libri rari della Biblioteca, anche il restauratore Valerio Capra che ci addentrerà nelle tecniche di recupero della carta. Il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri illustrerà il prezioso lavoro quotidiano dei nostri militari per la salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico nazionale e le modalità del recupero di tre preziose illustrazioni del manoscritto di Bollart rubate nel 1979 e recentemente recuperate proprio dai Carabinieri e riconsegnate alla Biblioteca.
I tre restauri presentati sono stati resi possibili grazie al contributo del Soroptimist International Club di Torino, del Rotary Club Torino Castello e dell’Inner Wheel Torino Nord Ovest 3, che si uniscono ai molti altri generosi donatori, ricordati tutti nell’allegato elenco, che hanno concorso con impegno e risorse al recupero e conservazione del patrimonio di carta e della memoriadella Nazionale, che ringrazia e ricorderà sempre tra i meritevoli dell’Istituto.
Nell’occasione si potrà anche visitare la mostra “Letture pittoriche palindrome” di Luisella Rolle che con i suoi acquarelli reinterpreta la lettura della nostra città, dei rapporti interpersonali e della cultura con un preciso riferimento a Primo Levi.
Accesso libero nel rispetto delle norme anticovid, prenotazione obbligatoria a eventi@abnut.it
CONTATTI:
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Piazza Carlo Alberto, 3 10123 Torino (TO)
eventi@abnut.it
www.bnto.librari.beniculturali.it/
www.facebook.com/B.N.U.Torino
https://www.abnut.it/domenicadicarta2020
Venerdì 9 OTTOBRE dalle 9.30 in Piazza Castello
Fridays for Future Torino aderisce allo sciopero scolastico per il clima nella giornata di venerdì 9 ottobre. Invitiamo tutte e tutti a scioperare da una giornata di scuola o di lavoro e ad unirsi alla mobilitazione.
Siamo costretti a tornare in piazza per chiedere alle istituzioni, al governo in generale ma anche alla Regione Piemonte, di agire. La pandemia ha reso evidenti le contraddizioni del nostro sistema economico e sociale, costringendoci ad affrontare la realtà, ascoltare la scienza e trattare ogni situazione di emergenza come tale. Nonostante ciò la crisi climatica continua ad essere ignorata e trascurata dalla classe politica. Gli incendi, gli uragani, la siccità, la distruzione dei raccolti, le alluvioni e le migrazioni stanno già oggi mietendo vittime e di anno in anno rendono la vita sempre più difficile a milioni di persone in tutto il mondo.
Negli scorsi giorni le alluvioni che hanno devastato Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria ci hanno mostrato una delle tante facce della crisi climatica, che negli anni peggioreranno e aumenteranno sempre più. Per questo è necessario agire ora sui territori, prevenendo eventi di questo tipo.
Perché tutto questo ancora non basta ai nostri politici per decidersi ad agire?
Perché tocca ancora noi – ragazzi, studenti, lavoratori – scendere in strada e cercare di scuoterli?
Questa decade è cruciale per la sopravvivenza della nostra società: le scelte che facciamo, le decisioni che prendiamo, le politiche che adottiamo saranno determinanti per il futuro delle prossime generazioni. Il 2020 deve essere l’anno dove cominciare ad implementare le giuste politiche di transizione ecologica, dove lavorare per avere una speranza di contenere il riscaldamento globale entro i + 1.5 gradi °C di aumento medio delle temperature globali rispetto ai livelli pre-industriali, evitando così le conseguenze peggiori della crisi climatica. Ogni paese dovrà far e la sua parte, e rispettare gli Accordi di Parigi che ha sottoscritto per salvaguardare il nostro clima e conseguentemente il nostro Futuro su questo pianeta.
Come affermato da molti scienziati ed economisti, le misure per la ripartenza dopo il lockdown sono un’occasione irripetibile per avviare la riconversione ecologica, facendone lo strumento per risollevare l’economia – creando nuovi, diversi lavori – e risolvere al contempo i problemi sociali del nostro paese. Insieme a decine di esperti e associazioni, Fridays for Future Italia ha raccolto nella campagna “Ritorno al Futuro” un gran numero di proposte concrete ( https://ritornoalfuturo.org/le-proposte/ ) per il governo italiano, che tuttavia si sta muovendo nella direzione opposta, cercando di tornare alla “vecchia normalità”, il business as usual, incentivando l’economia basata sui combustibili fossili e spendendo denaro per ripristinare un passato malato e non per costruire un futuro migliore.
Cosa accade a Torino
L’appuntamento a Torino è per le 9.30 in Piazza Castello. Le attività si susseguiranno per tutta la giornata, con interventi degli attivisti e delle attiviste, ma anche di studenti, e lavoratori.
La musica accompagnerà tutto l’evento grazie anche alla presenza di alcuni artisti torinesi, tra cui Max Casacci dei Subsonica che organizzerà un piccolo dj set nel pomeriggio e gli Eugenio in Via di Gioia.
Ci sarà la possibilità di dipingere capi di vestiario con i simboli di Fridays for Future e di Extinction Rebellion, quindi l’invito è di portare magliette da casa per decorarle con gli stencils.
“Eco dalle città”, un’associazione che si occupa della distribuzione di alimenti invenduti combattendo nella quotidianità lo spreco alimentare, fornirà uno spuntino ai partecipanti.
NOTE SULLA PREVENZIONE DELLA DIFFUSIONE DEL COVID-19: l’azione rispetterà le norme anti-contagio. Sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina, bisognerà restare distanti un metro e mezzo, e fin dalla prima mattina i nostri attivisti saranno in Piazza Castello per disegnare a terra con i gessetti delle X su cui ci si dovrà posizionare per mantenere le distanze di sicurezza. Noi ascoltiamo la scienza sempre, ed ogni emergenza va trattata come tale.
Inoltre, per chi è bloccato a casa in attesa di un tampone sarà possibile partecipare a distanza con le modalità di digital strike elaborate durante il periodo di lockdown, scattando una foto con un cartellone che verrà pubblicata sui social. I momenti salienti della giornata saranno in diretta dalle nostre pagine.
Contatti: https://www.instagram.com/fridaysforfuture_torino/?hl=it https://fridaysforfutureitalia.it/scioperoglobale/;
Attivisti Fridays For Future Torino: Luca S. (3348678168)
Valentina B. (3450352535) Barbara M. (3348678131)