Orti Generali, attività scientifica per tutti e gratuita in collaborazione con l’Università di Torino, completa la vasta offerta di eventi a settembre
Dopo aver inaugurato il chiosco a luglio, il progetto Orti Generali di orticoltura urbana, aggregazione e inclusione sociale a Mirafiori Sud, propone nuovi eventi e attività per tutti.
Sabato 12 settembre dalle ore 15 alle ore 17 le biologhe Francesca Martelli e Federica Paradiso di Farfalle in ToUr, insieme a studiosi e ricercatori dell’Università di Torino, guideranno i tour nel parco ALLA RICERCA DELLE FARFALLE, con retini e guide per il riconoscimento degli impollinatori più diffusi in città.
Il Parco Piemonte, dove si trovano i 160 orti di Orti Generali e la city farm con animali da fattoria e l’apiario, è parte ormai da tre anni del progetto Europeo del Butterfly Monitoring Scheme (BMS, per saperne di più https://butterfly-monitoring.net/it). Una rete di monitoraggio delle farfalle che coinvolge già moltissimi volontari nella conservazione di questi bellissimi insetti.
Per chi ama le passeggiate all’aria aperta è possibile diventare Cittadino Scienziato / Citizen Science contando le farfalle che vivono vicino a casa.
Venerdì 18 settembre alle ore 19 al chiosco di Orti Generali, l’aperitivo divulgativo del venerdì sarà dedicato proprio a informare su come partecipare alla ricerca scientifica, sempre insieme alle due biologhe, Francesca Martelli e Federica Paradiso di Farfalle in ToUr.
Nel frattempo sabato 12 settembre dalle ore 15 con ALLA RICERCA DELLE FARFALLE sarà possibile, per adulti e bambini, fare esperienza pratica per sperimentare i metodi di monitoraggio utilizzati dai ricercatori ed essere parte della community europea del BMS.
Questa attività è gratuita grazie al sostegno di FONDAZIONE CRT.
Per iscriversi ALLA RICERCA DELLE FARFALLE è necessario inviare una mail con nome, cognome e numero di telefono a corsi@ortigenerali.it o chiamare il numero 3331720202 (Matteo).
Tutte le attività di settembre a Orti Generali, gli aperitivi divulgativi del venerdì sera, yoga in fattoria il sabato mattina, pomeriggio nel parco per i bambini il sabato pomeriggio, aperitivi com il produttore il sabato sera, corsi e presentazioni la domenica, si possono scoprire a questo link https://www.ortigenerali.it/corsi-e-attivita/, su Facebook e su Instagram @OrtiGenerali.
“I Vigili del Fuoco Volontari sono per tutti noi un esempio e rappresentano uno dei pilastri sui quali si fonda e si costruisce il senso stesso di essere Comunità. Mi attiverò personalmente affinché la vostra preziosa attività possa essere svolta con mezzi adeguati e in massima sicurezza. Un plauso per il vostro quotidiano impegno al servizio della collettività con la consapevolezza che grazie a voi il Piemonte sarà sempre una terra sicura e protetta”.

FRECCIATE
La giunta militare instaurò un regime dittatoriale che restò al potere per 17 anni. Il regime di Pinochet lasciò una dolorosa traccia di sangue con omicidi e deportazioni di massa: circa diecimila cileni torturati, moltissimi “desaparecidos”, centinaia di migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche fu veloce e capillare. A tutto si sostituì il dominio militare. Quegli avvenimenti, come la storia si incaricherà di dimostrare, non lasciarono estranei gli Stati Uniti. “Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli”, ammise senza giri di parole Henry Kissinger, il potentissimo segretario di stato americano dell’era di Richard Nixon. L’appoggio americano ai golpisti rientrava in una più vasta strategia di contrasto– denominata operazione Condor -verso quei paesi sudamericani indirizzati ad una “deriva marxista”: Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay, Perù, Uruguay e, appunto, Cile. Gli avvenimenti cileni del settembre ’73, con la loro scia di sangue e terrore, ebbero una vasta eco in tutto il mondo e particolarmente in Italia. L’allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer, ben sapendo quanto fosse diverso il Cile dall’Italia, ne trasse comunque spunti e suggestioni per un discorso di più ampia portata che portò all’elaborazione della teoria del “compromesso storico”.
In un lungo saggio dal titolo “Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile” (pubblicato in tre parti su Rinascita, il settimanale del Pci, il 28 settembre e poi il 5 e 12 ottobre 1973) , Berlinguer tratteggiò la strada che doveva portare all’intesa tra le tre componenti della storia popolare e sociale del Paese: la cattolica, la socialista e quella comunista. Un progetto che finì, qualche anno dopo, con il rapimento e la morte di Aldo Moro. Dunque, sono passati quarantasei anni esatti da quella che è stata, per la mia generazione, una ferita aperta. Siamo cresciuti in quegli anni ascoltando e cantando i motivi della Nueva Canción chilena, il movimento culturale e artistico che sostenne con forza il governo di Salvador Allende, allorché nel 1970 venne eletto presidente del Cile. Víctor Jara (dopo averlo ucciso allo stadio di Santiago, i militari cileni non solo proibirono la vendita dei suoi dischi, ma ordinarono la distruzione delle matrici), Violeta Parra, i Quilapayún, gli Inti-illimani sono stati i simboli della musica sudamericana di quel periodo. Così come le poesie di Pablo Neruda (che morì due settimane dopo il golpe), i testi e le melodie della musica andina hanno lasciato un segno profondo. L’attualità del loro messaggio resta inalterata. Sebbene la musica non cambi la storia, un verso, una frase, può lasciare un segno profondo nel cuore di tutti, aiutando in questo caso a non dimenticare quell’11 settembre del 1973 e l’esempio di Salvador Allende.