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Popolo della Famiglia, Lucianella Presta Vice-coordinatore regionale

Riceviamo e pubblichiamo / “In Piemonte forte presenza di donne con cariche di responsabilità”

Dopo la prima assemblea nazionale del Popolo della Famiglia, tenutasi a Settembre a Pomezia, il 30 ottobre scorso il primo coordinamento regionale, in modalità telematica, ha visto la nomina in ruoli strategici di molte donne attiviste della prima ora.

Lucianella Presta, pianezzese, pdffina nel sangue già dal 2016, ha ricevuto l’incarico di vice coordinatore regionale, mentre emergono le quote rosa in diverse province con Marilena Fornelli per la provincia di Torino, Elisa Tacchelli per Novara, Cristina Zaccanti (anche Referente regionale per i rapporti con la Direzione Nazionale) per Biella, Elisa Viberti per Alessandria, per poi passare alla Segreteria regionale con Antonia Bassignana ed Antonella Bagno come responsabile dell’Ufficio stampa. Senza dimenticare, inoltre, Nicoletta Rossi, responsabile nazionale del Gruppo Giovani, nonché membro della Direzione Nazionale.

Il coordinatore Mario Nicola Campanella ha espresso tutta la sua stima e riconoscenza alle quote rosa che, pur essendo donne impegnate in famiglia come nel lavoro e nel volontariato, egli ha ritenuto opportuno onorare con queste responsabilità perché il Popolo della Famiglia in Piemonte possa crescere ed essere curato proprio come una donna sa fare.

“Ringrazio con riconoscenza per la fiducia dimostratami con questo importante incarico”, queste le prime parole di Lucianella Presta dopo la nomina a Vice coordinatore piemontese.

“Senza nulla togliere alle cariche tenute da maschi, ritengo che le donne in Piemonte non deluderanno le aspettative per una crescita ed un radicamento capillare del Popolo della Famiglia, in uno spirito di reciproca collaborazione ed intesa. Papa Paolo VI diceva che la politica è la più alta forma di servizio ai fratelli. È proprio con questo spirito che tutto il gruppo femminile del PDF affronterà le nuove sfide elettorali che ci attendono”, conclude Lucianella Presta a nome di tutte.

“Un lavoro di squadra condiviso, con varie attività svolte in questi 4 anni che ha ricevuto il giusto riconoscimento”, commenta il neo coordinatore Mario Nicola Campanella, “che ci vedrà presto impegnati tutti, nessuno escluso, per l’apertura di nuovi Circoli e tesseramenti, oltre a proposte concrete per le famiglie e le aziende piemontesi nelle sfide elettorali prossime in molte città della nostra Regione.

  

Crolla il fatturato di bar e ristoranti dopo la prima settimana di chiusura serale

La  prima settimana di chiusura alle 18 per bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie ha prodotto risultati pesanti sul fatturato, calato drasticamente

L’Epat ha monitorato la situazione di 350 operatori associati di Torino e provincia rilevando una perdita tra il 75% e il 100% dei ricavi rispetto alla settimana precedente. Le stime del 2020 a confronto con il 2019, indicano una perdita di 1 miliardo e 100 milioni di euro. Invece per tutto il Piemonte la perdita stimata è di un miliardo e 700 milioni. La  chiusura alle 18 sta a significare per il mese di novembre, un deficit aggiuntivo di 101 milioni di euro a Torino e 191 nella  regione. La perdita media per ogni azienda a novembre è stimata in 9mila euro.

La Regione promuove i vini piemontesi

In arrivo il bando regionale 2020/2021 attraverso la misura Ocm vino

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa, ha deliberato  l’assegnazione di 9,7 milioni di euro a sostegno delle attività di promozione dei vini piemontesi di qualità a denominazione di origine sui mercati extra Unione europea. La dotazione finanziaria permette l’apertura del bando regionale per l’annualità 2020/2021 attraverso la misura di investimenti Ocm vino.

Per il bando, che sarà pubblicato tra pochi giorni e si avvale di 1 milione in più di finanziamenti rispetto all’anno precedente, si è stabilito che 8,8 milioni di euro siano destinati alla copertura degli anticipi che saranno richiesti con le domande di aiuto presentate sull’annualità 2020/2021,

“La chiusura delle frontiere, avvenuta a inizio anno a causa della pandemia da Covid, ha comportato per le imprese vitivinicole piemontesi maggiormente votate all’internazionalizzazione enormi danni- precisa l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa – determinati dall’annullamento degli ordini e dall’azzeramento dei pagamenti per i primi mesi del 2020. “Risulta pertanto essenziale proseguire e intensificare le attività di promozione – prosegue l’assessore Protopapa – con l’obiettivo di preservare la reputazione dei vini piemontesi sui mercati internazionali, nonché di contrastare la pressione sui prezzi a causa dei potenziali dazi USA”.

Nei primi sei mesi del 2020 si è registrato un notevole rallentamento della domanda dei tradizionali paesi di esportazione per le imprese vitivinicole italiane e piemontesi, come gli Usa, o i mercati europei, oltre all’incertezza dei mercati asiatici, soprattutto Cina, Corea del Sud, Giappone e Sud Est Asiatico, che sono stati i primi Paesi a chiudere le frontiere.

Torino, apre in centro il primo temporary shop di cibi e vini locali

 Un corner dedicato ai prodotti tipici montani, piemontesi e valdostani.

 Arriva a Torino la prima gastronomia temporanea dedicata ai prodotti tipici piemontesi e valdostani. L’idea è della Taglieria Barotto di via G. Baretti, che ha deciso di aprire il nuovo “corner” in Via San Massimo 2 per soddisfare le numerose richieste di consumo casalingo dei prodotti piuttosto che all’interno del locale.

Con una particolare attenzione alle tipicità enogastronomiche montane, fondute, ragù di selvaggina, marmellate e pasticceria secca vanno ad aggiungersi ai salumi, ai formaggi, alle tartare e ai vini locali che il Barotto propone da otto anni. Tra i prodotti più rari in città che saranno reperibili dal 9 novembre, spiccano la mocetta di bovino valdostana e il Bettelmatt, formaggio d’alpeggio a pasta dura tipico dell’Alta Val Formazza, nell’Ossolano. Accanto a loro anche: la fontina d’Alpeggio dell’Arpav (l’Associazione Regionale Proprietari d’Alpeggio Valle d’Aosta), la fontina estrema già premiata come “Miglior Formaggio d’Italia 2018” a Formaggitalia all’interno di Golosaria, lo spek d’anatra, ottenuto da anatre allevate esclusivamente in Piemonte ed affumicato tradizionalmente con legno di faggio, l’unico lardo al genepy da maiali allevati allo stato semibrado nel Canavese, il Blanc de Morgex, ottenuto dalle uve di Prié Blanc, le più alte d’Europa, e i vini di TorinoDOC, selezionati dalla Camera di Commercio di Torino.

“Alla luce delle ultime restrizioni circa la somministrazione e forti dell’esperienza maturata in occasione del lockdown primaverile – spiega Federico Giovanelli, oste del Barotto – abbiamo registrato un’impennata nelle richieste di delivery, modalità di fruizione che si sposa perfettamente con i piatti freddi che proponiamo. Con l’aumento delle richieste di consumo casalingo e con lo spettro di un nuovo lockdown sullo sfondo, abbiamo pensato di aprire il temporary shop per vendere direttamente i prodotti che solitamente affettiamo, battiamo e decoriamo nel locale. In questo modo portiamo nelle case un po’ di atmosfera montana, arricchendo la gamma di profumi e sapori.”

Il temporary shop del Barotto sarà attivo fino al 31 gennaio 2021, dalle ore 11 alle 20, compatibilmente con le decisioni prese dalle Autorità rispetto alla circolazione di persone nel contrasto alla diffusione del Covid-19.

Sito: https://ilbarotto.it/
Facebook: https://www.facebook.com/IlBarotto
Instagram: https://www.instagram.com/il_barotto_torino

Un cadavere trovato nei campi

Nelle campagne di Chivasso i Carabinieri hanno rinvenuto, su segnalazione di un agricoltore in transito, il cadavere di un uomo, di carnagione chiara, di età apparente compresa tra 30-40 anni circa, in posizione supina, privo di documenti, senza visibili segni di violenza. Sul posto sono intervenuti  i carabinieri della compagnia di Chivasso e la Sezione investigazioni scientifiche del Comando Provinciale. Successivamente il cadavere e ‘ stato identificato. Si tratta di un giovane 22enne di origini romene residente a Vercelli, conosciuto alle forze dell’ordine per diversi precedenti penali.

Etica e Sport: “Difendere lo sport di base”

“E’ valore di cittadinanza, educazione e partecipazione”

 

 L’Associazione Etica e Sport aderisce alla manifestazione promossa dagli Enti di promozione sportiva del  3 novembre: “una giornata per non fermare lo sport e la cultura”.

La ragione dell’adesione è nella condivisione delle motivazioni dei promotori e nella necessità che un patrimonio di socialità, di partecipazione, di promozione di valori etici, di promozione attiva della salute non vada perduto.

Non sono certo in discussione le ragioni della riduzione dei contagi, ma allo stesso tempo è necessario sostenere concretamente e per tutto il tempo necessario, chi da sempre si impegna per la riduzione delle disuguaglianze, per le pari opportunità e per la vivibilità delle nostre comunità.

Ci pare che il decreto lasci spazi interpretativi ambigui e produca disparità e possa favorire solo alcune realtà dello sport che spesso non brillano per il rispetto di valori etici.

 

L’Associazione Etica e Sport

Scuola, esenzioni e rimborsi per la mensa

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (34 voti) la delibera riguardante i rimborsi e le esenzioni dei pagamenti delle tariffe del servizio di ristorazione scolastica per l’anno 2020-2021.

Il provvedimento – varato la scorsa settimana dalla Giunta – riguarda i casi di chiusura del servizio (obbligatoria o precauzionale) per le misure di contrasto alla diffusione del contagio da Coronavirus.

Il provvedimento è stato illustrato in Aula dall’assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica, Antonietta Di Martino. Nei casi di chiusura degli asili nido (a gestione diretta o in convenzione) e delle scuole dell’infanzia è prevista ora l’esenzione totale dal pagamento del servizio o il rimborso del pregresso per i giorni non usufruiti.

Per le scuole dell’obbligo la quota fissa annuale del servizio di ristorazione è ridotta per tutti del 15 per cento. Diversamente dallo scorso anno scolastico, in caso di assenza oltre all’importo del pasto i genitori non pagheranno anche il costo giornaliero della quota fissa. È introdotto inoltre un nuovo sistema di conteggio: le famiglie pagheranno il servizio mensa su una base giornaliera che tiene conto della tariffa del pasto e della quota fissa annuale.

La Fiat 500 3+1 Full Electric si promuove alla centrale

La centrale “Politecnico” di Iren co-protagonista della campagna di lancio 

L’impianto termico di integrazione e riserva, situato a Torino, è stato infatti scelto come sfondo per gli shot fotografici contenuti nel media kit internazionale di presentazione della novità in casa FCA.

L’avveniristico design della centrale, esaltato da una prestigiosa copertura a vele progettata dall’architetto Jean-Pierre Buffì, ha quindi accompagnato virtualmente la nuova vettura in giro per il mondo, comparendo su centinaia di testate e siti specializzati, italiani ed internazionali.

La centrale “Politecnico” Iren, costruita nel 2008, costituisce ormai un simbolo riconosciuto della città, grazie anche al particolare effetto che esercita la luce nella sua architettura: di giorno le vele di acciaio risultano illuminate e valorizzate dai raggi solari, mentre di notte la struttura è illuminata scenograficamente, grazie a un sistema di luci che originano dall’interno e filtrano attraverso le lastre metalliche.

Rider, Grimaldi (LUV): “il contratto ‘pirata della strada’ è indegno“

“sosteniamo la lotta dei rider che oggi aiutano anche la ristorazione in coprifuoco”.

“Lo abbiamo definito contratto ‘pirata della strada’ e oggi, nel bel mezzo di questa pandemia in cui i loro servizi tornano ad essere essenziali per tutta la catena della ristorazione italiana, siamo nuovamente a fianco dei rider che protestano contro l’indegno CCNL firmato tra le aziende del food delivery e il sindacato UGL e che dovrebbe tutelarli: ma che garanzie dà un contratto per il quale si autorizza il datore di lavoro a pagarti a cottimo, con una paga di 2,50€ per ogni consegna di 15 minuti e penalizzando tutte le consegne effettuate sotto quel tempo, fino ad arrivare a pagare 1,16€ una consegna di 7 minuti?” – si chiede Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi, in Regione Piemonte, da sempre impegnato nella battaglia a tutela dei ‘fattorini’ e intervenuto  al Presidio di Piazza Castello a Torino.

“Crediamo che il pagamento a cottimo sia una pratica fuori dal tempo e molto pericolosa per i lavoratori – commenta Grimaldi: per un fattorino in bicicletta il pagamento a consegna significa obbligarlo a correre come un disperato per le strade, rischiando di mettersi in pericolo per fare più consegne possibile, ancor più con le regole stabilite nel CCNL, che lo costringono a fare più del doppio delle consegne (sempre che gliene arrivino) per guadagnare il poco che incassava prima che l’UGL firmasse questo contratto che tutela solo le grandi aziende del food delivery”.

“Il Consiglio regionale del Piemonte – ricorda Grimaldi – ha approvato una mia proposta di legge per regolare i contratti dei lavoratori della gig economy affinché tutelassero davvero i rider, ma mentre a Roma le cose vanno a rilento e i controlli per le strade promessi da Cirio e Chiorino latitano, le aziende del food delivery fanno correre i rider per le strade. Oggi i rider danno un grande aiuto ai ristoratori in coprifuoco, pertanto è ancora più importante ricordare la battaglia per la loro dignità”.

Le radici piemontesi di Jean Giono

”L’uomo che piantava gli alberi” (L’homme qui plantait des arbres), conosciuto anche come “La storia di Elzéard Bouffier”, è un racconto allegorico che ha dato notorietà allo scrittore italo-francese Jean Giono

Nato a Manosque, su un contrafforte delle colline del Luberon orientale in alta Provenza, da una famiglia di origine piemontese, emigrata in Francia dalla canavesana Valchiusella, vi morì cinquant’anni fa,il 9 ottobre del 1970.

Pubblicato per la prima volta nel 1953, il racconto è quanto mai attuale visto e considerato il pesante deterioramento della situazione climatica. Giono, membro dell’Académie des Goncourt, con questo libro tracciò un’efficace parabola sul rapporto uomo-natura, rammentando come ”gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi, oltre la distruzione”. Potrebbero, appunto, ma raramente lo fanno forse perché distruggere è molto più facile che creare.La storia del pastore Bouffier ci rammenta, con leggerezza e profondità al tempo stesso, il valore degli alberi e dell’attenzione nei confronti della natura.Quella dei Giono, come per tante altre famiglie, è stata una storie di valligiani e montanari emigrati. Il bisnonno dello scrittore, Giovanni Domenico Giono, nacque l’8 ottobre 1763 a Meugliano (oggi Valchiusa, dopo la recente fusione di Meugliano con i comuni di Trausella e Vico Canavese). Quest’ultimo, dalla seconda moglie Maria Francesca Catterina Bertarione, ebbe a sua volta un figlio, Pietro Antonio , nonno di Jean Giono.

E’ verosimile che Pietro Antonio, attratto dagli ideali della carboneria, prese parte ai moti insurrezionali del marzo del 1821 e, successivamente, riparò come molti rivoltosi oltralpe, in Francia. La radice piemontese è più che intuibile dalle parole dello scrittore che confidò come la felicità gli riempisse il cuore e l’animo appena sentiva “fremere un pioppo piemontese, o fischiare una marmotta, o i passi del vento degli alti pascoli del Viso, lo sgranellare del pietrame sotto i piedi del camoscio, o il grido dell’aquila”. Giono,autore importante, scrisse saggi, dialoghi, poesie, commedie teatrali e circa trenta romanzi, tra i quali “Il canto del mondo”, “Un re senza distrazioni”, “Il disertore”, “Le anime forti”, “Il ragazzo celeste”, “Lettera ai contadini sulla povertà e la pace” e “L’ussaro sul tetto”. Ha firmato inoltre il soggetto di numerosi film, tra i lavori il più noto è “L’Ussaro sul tetto”.

Proprio in quest’ultimo romanzo, dove il protagonista è un giovane ufficiale degli ussari, Angelo Pardi, fuggito in Provenza nel 1831 dal Piemonte dopo aver ucciso una spia austriaca, si avverte l’eco delle vicende della sua famiglia, dell’epopea risorgimentale, del desiderio di riscatto e libertà. Dal libro, pubblicato nel 1951 e considerato uno dei capolavori della narrativa francese, venne tratta la sceneggiatura dell’omonimo film nel 1995 di Jean Paul Rappenau con Juliette Binoche e Olivier Martines. Una pellicola nella quale, come scrive Morandini nel suo dizionario di cinema, “riecheggiano le idee del pacifista, anarchico, antimodernista Jean Giono, di origine piemontese”.

Marco Travaglini