CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16,30
54.511 PAZIENTI GUARITI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 54.511 (+1940 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: Alessandria 5045, Asti 2745, Biella 1761 Cuneo 6366 Novara 3902, Torino 30.285 Vercelli 2144, Verbano-Cusio-Ossola 1679, extraregione 298, oltre a 286 in fase di definizione.
I DECESSI SONO 5253
Sono 63 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 5 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora 5253 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 808 Alessandria, 313 Asti, 261 Biella, 568 Cuneo, 501 Novara, 2320 Torino, 271 Vercelli, 160 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 51 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 134.828(+ 3.281 rispetto a ieri, di cui 1094, il 33% sono asintomatici).
I casi sono così ripartiti: 924 screening, 1093 contatti di caso, 1264 con indagine in corso; per ambito: 250 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 187 scolastico, 2844 popolazione generale.
La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 11.676 Alessandria, 6223 Asti, 4718 Biella, 17.278 Cuneo, 9932 Novara, 73.694 Torino, 5077 Vercelli, 4078 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 807 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1345 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 388(+4 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 5.208(+ 58 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 69.468
I tamponi diagnostici finora processati sono 1.322.809 (+17.755 rispetto a ieri), di cui 702.053 risultati negativi.
Nelle parole del Presidente, in versione aggiornata, ho risentito lo stesso pathos di Vittorio Emanuele III dopo la sconfitta di Caporetto. Era mesi che molti attendevano una parola forte che facesse sentire la voce della Nazione rispetto a quella delle fazioni e della mediocrità propria di una politica responsabile di gravissimi errori. Prima del Presidente della Repubblica solo la Presidente del Senato Casellati si era espressa con coraggio nei confronti di una situazione insostenibile.


molti dei quali furono uccisi e tanti altri finirono catturati. Ma la Segurana chi era? Eroina nizzarda respinse nel Cinquecento con straordinaria forza l’assedio dei turchi alla città di Nizza nel 1543 tanto da entrare nella leggenda. Questa donna è ancor oggi celebrata con orgoglio a Nizza e il 25 novembre, giorno di Santa Caterina, i Nizzardi la ricordano con una festosa cerimonia. Umile lavandaia si svegliò un giorno intrepida guerriera e si distinse durante l’assedio franco-ottomano di Nizza nell’agosto del 1543, ai tempi dell’empia alleanza tra il Re e il sultano. L’assedio venne levato trionfalmente dalle truppe sabaude con l’appoggio delle navi di Andrea Doria, che liberarono la città, che apparteneva al duca di Savoia e che si trovava in guerra con la Francia di Francesco I. Che terrore per i nizzardi quella mattina del 15 agosto quando all’orizzonte spuntò la flotta turca mentre da terra le colonne franco-turche comandate dal duca di Enghien e dall’ammiraglio Khair ed dīn Barbarossa investirono con l’artiglieria le mura della città. Nel momento più critico per Nizza, con i turchi di Solimano che stavano per avere la meglio sull’accanita resistenza degli assediati nizzardi, un giannizzero imperiale riuscì a piantare la propria bandiera nella breccia aperta sulle mura cittadine. Non l’avesse mai fatto!