ilTorinese

Finite le riprese a Torino di “Sotto a chi tocca”

Sono terminate a Torino le riprese del film Sotto a chi tocca diretto da Giorgio Pasotti (che torna alla regia dopo Abbi Fede), adattamento cinematografico della commedia teatrale “Il metodo Grönholm” di Jordi Galceran. Sei candidati partecipano, chiusi in una stanza, a un colloquio di gruppo per una prestigiosa multinazionale. Scopriranno che il metodo di selezione sarà piuttosto insolito, in cui la regola principale è mors tua vita mea.

Oltre lo stesso Giorgio Pasotti nel cast anche Rocco PapaleoGiovanna MezzogiornoStefano Fresi,  Giacomo Giorgio, Claudia Tosoni e Linda Messerklinger. Sotto a chi tocca è prodotto da Wonder Film e Wonder Project, in coproduzione con Cinefonie, Lime film, Officina della Comunicazione, Stefano Francioni Produzioni, in collaborazione con Rai Cinema e realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund”, unitamente al supporto di Film Commission Torino Piemonte.

 

In una Torino contemporanea e impersonale, sei candidati si presentano per un colloquio di lavoro in una prestigiosa e misteriosa multinazionale. I protagonisti sono Fernando, Carlo, Daniela, Enrico, Giulio e Franca, ognuno con competenze, ambizioni e personalità diverse. Appena riuniti in una stanza d’albergo di lusso, i selezionatori scompaiono, lasciando i candidati soli con una serie di istruzioni inquietanti. Viene spiegato loro che il colloquio seguirà il “Metodo Grönholm”, un processo selettivo spietato e surreale. La regola fondamentale è semplice e crudele: chiunque decida di abbandonare la stanza verrà automaticamente eliminato.

“La tempesta perfetta” ad Alba apre nuovi orizzonti per il vino 

Presentati scenari e rotte alternative per il mercato del vino durante 

il convegno organizzato da “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town” 

e “Portici Divini”, in collaborazione con “I Vini del Piemonte”

Alba, 12 novembre 2025 – Nell’ambito del convegno “La tempesta perfetta – Scenari e nuove rotte per il vino piemontese”, organizzato ad Alba da “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town” e “Portici Divini” in collaborazione con I Vini del Piemonte numerose ed interessanti riflessioni sul vino piemontese hanno catturato l’attenzione dei produttori e degli operatori del comparto vitivinicolo della regione, che hanno potuto confrontarsi sulle strategie di internazionalizzazione e sulle opportunità di export verso nuovi mercati da un punto di vista inedito.

Ad aprire il convegno, moderato dal giornalista Danilo Poggio, è stato David LeMire, Master of Wine, Responsabile Sales e Marketing e Co-Amministratore Delegato presso Shaw + Smith, che ha proposto una visione ampia e articolata dei trend mondiali del vino, analizzando le sfide che i mercati si trovano ad affrontare a causa dei dazi, con un interessante punto di vista a partire dalla drammatica situazione che nel 2020 ha visto coinvolti i vini australiani a seguito del blocco commerciale cinese, primo mercato di esportazione.

Nel suo intervento, LeMire ha evidenziato come il vino piemontese, grazie alla qualità del terroir, alla riconoscibilità delle denominazioni e alla forza del proprio racconto, si inserisca pienamente nel segmento premium dei mercati anglofoni, rispondendo a una domanda sempre più orientata verso autenticità, origine e sostenibilità.

Ha inoltre sottolineato come l’Australia rappresenti oggi un mercato evoluto e aperto, con consumatori sofisticati e grande attenzione ai vini italiani di eccellenza, delineando così una prospettiva concreta di sviluppo per il Piemonte del vino oltre a interessanti suggestioni sull’approccio ai nuovi mercati e alle dinamiche di promozione verso i nuovi consumatori.

Nuove rotte e mercati emergenti

 

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito come l’Australia possa costituire una porta d’ingresso privilegiata verso l’Asia-Pacifico, un’area in costante crescita e sempre più recettiva nei confronti dei prodotti italiani di alta qualità. Anche il Nord America e i Paesi scandinavi emergono come mercati di interesse, accomunati da un’evoluzione culturale che premia la qualità, il rispetto dell’origine e la narrazione territoriale. È emersa con chiarezza la necessità per la filiera piemontese di adottare modelli di internazionalizzazione più snelli, rafforzando gli investimenti in branding, in formazione e nello storytelling dei propri vitigni simbolo – dal Moscato al Nebbiolo, dalle Langhe al Roero e al Monferrato – e potenziando la logistica e le partnership strategiche nei mercati più lontani ma ad alto potenziale.

Dopo la tempesta, il mare torna calmo e si può correre più veloci

Lamberto Vallarino Gancia, Wine Expert, Wine Consultant e Presidente di Brainscapital Benefit Company, ha illustrato come, nonostante le difficoltà che oggi attraversano il settore vitivinicolo – dall’eccesso di giacenze alle crisi produttive che colpiscono non solo l’Italia, ma anche territori storici come Bordeaux – sia fondamentale mantenere uno sguardo ottimista e strategico.

Richiamando la sua lunga esperienza nel mondo del vino e nelle strategie di valorizzazione territoriale, ha ricordato come proprio nei momenti di crisi possano nascere le opportunità più significative. “Dopo la tempesta, il mare torna calmo e si può correre più veloci– ha evidenziato – per questo è importante che la promozione diventi leva decisiva per creare valore, molto più efficace della semplice gestione delle eccedenze tramite distillazione o misure emergenziali”.

Oltre a ripercorrere i grandi passi avanti fatti negli ultimi decenni nella valorizzazione delle denominazioni e nella loro presenza sulle carte dei vini italiane e internazionali, Gancia ha anche espresso un sentito ringraziamento per “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town”, riconoscendo il valore del brand e l’impegno nella promozione del vino piemontese e dei suoi territori.

Il contributo della FIVI: semplificare per crescere

 

Un momento di particolare rilievo è stato l’intervento di Pietro Monti, Vicepresidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una vera semplificazione amministrativa capace di rendere il mercato unico europeo pienamente accessibile anche per le piccole e medie aziende vitivinicole. Illustrando la
FIVI del Wine One-Stop-Shop, uno sportello unico che consentirebbe ai produttori di pagare le accise direttamente alla fonte, ha sottolineato come si potrebbe eliminare la necessità per i clienti privati stranieri di passare attraverso importatori o depositari fiscali. Un modello semplice, già adottato in altri settori, che permetterebbe ai vignaioli – in particolare ai più piccoli – di spedire il proprio vino direttamente a turisti e consumatori esteri incontrati in cantina, rafforzando il legame tra territorio e mercato.

Viviamo in un’Europa che si definisce mercato unico, ma sul vino il mercato unico non esiste” ha puntualizzato Monti, denunciando come l’attuale sistema penalizzi proprio le aziende che custodiscono i territori più fragili, come la viticoltura eroica e le aree terrazzate dell’Alta Langa.

Ha inoltre posto l’accento sulle criticità dei bandi OCM Paesi Terzi, strumenti teoricamente centrali per sostenere l’export, ma di fatto poco accessibili alle piccole imprese a causa della burocrazia e delle soglie minime di investimento troppo elevate. Un segnale positivo arriva però dal Parlamento Europeo, che il 4 novembre ha approvato un emendamento per semplificare l’accesso agli OCM per le aziende di piccola dimensione. Un passo sicuramente importante, che ora deve essere tradotto, dalla Commissione Europea, in misure concrete.

I Vini del Piemonte: un modello di promozione collettiva

 

Entrando nel vivo dello scenario piemontese, il Presidente de I Vini del Piemonte, Nicola Argamante, ha portato la testimonianza diretta di come un gruppo di produttori, uniti da una visione comune, sia riuscito a costruire negli anni una delle esperienze più efficaci di promozione internazionale del vino piemontese. L’associazione, nata con l’obiettivo di rappresentare il Piemonte nel mondo, porta i vini direttamente ai consumatori, ai professionisti e ai media internazionali, secondo il principio espresso da Domenico Clerico: “Vuoi vendere bottiglie? Apri le bottiglie e falle assaggiare”.

L’approccio di I Vini del Piemonte si distingue proprio per la capacità di dialogare con l’intera filiera dell’influenza – importatori, ristoratori, sommelier, giornalisti e wine lover – promuovendo il vino piemontese attraverso esperienze dirette e relazioni durature. Tra i casi più di successo, l’evento di Copenhagen, divenuto in 17 edizioni una delle più importanti manifestazioni enologiche della Danimarca, capace di generare flussi turistici verso il Piemonte e consolidare la reputazione internazionale delle sue etichette.

Argamante ha infine sottolineato l’importanza di assicurare continuità e autonomia strategica alle attività di promozione, ricordando come, in un momento come questo, si renda necessario un grande aiuto da parte delle istituzioni per semplificare l’accesso ai fondi europei destinati alla promozione in particolare in favore delle piccole e medie aziende, oggi demoralizzate dall’eccessiva burocrazia.

Il Piemonte protagonista nel mondo, il vino porta d’accesso

 

La giornata di lavori ha posto le basi per un impegno condiviso che prevede la creazione di un tavolo permanente tra operatori e istituzioni, la definizione di missioni commerciali nei mercati target, la valorizzazione del packaging e della narrazione enologica per i mercati anglofoni e la sinergia tra “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town” e “Portici Divini” e le strategie di marketing territoriale del Piemonte. Un percorso che rafforza la visione di una regione che si conferma hub del vino italiano e trampolino verso i mercati globali.

Spaccate e furti di auto: sei arresti nella notte

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La Polizia di Stato ha arrestato a Torino nella notte sei persone, quattro di loro per  “spaccate” di vetrine ai danni di un ristorante e negozi. Due invece per furto di auto.

Le manette sono scattate in meno di un’ora nelle zone diBarriera di Milano, Madonna di Campagna, Rebaudengo e Cenisia.

Sport, ambiente e turismo: la Regione punta sulle ciclovie strategiche

La Regione Piemonte ha approvato i progetti previsti dal bando “PieMonta in bici” per i quali ha destinato 30 milioni di euro al fine di realizzare tre ciclovie strategiche. L’intervento riguarda l’area Unesco tra Alba e Canelli, la zona delle Residenze reali tra Stupinigi e Venaria e il Lago Maggiore con i Comuni di Stresa, Baveno e Verbania.

Per il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore ai Trasporti, Marco Gabusi, si tratta di «un passo decisivo verso un sistema di mobilità sostenibile moderno e diffuso. Questi interventi nascono da una visione chiara: collegare persone e luoghi, valorizzare il patrimonio Unesco, sostenere il turismo e offrire alternative reali all’uso dell’auto. È un risultato importante, frutto del lavoro di squadra tra Regione ed enti locali, che conferma il Piemonte tra le regioni più attente alla sostenibilità e alla qualità della vita».

I fondi sono stati assegnati al Comune di Alba, alla Città metropolitana di Torino e alla Provincia del Verbano Cusio Ossola, che hanno presentato i Progetti di fattibilità tecnico-economica valutati positivamente dalla Commissione regionale. Con l’approvazione si apre la fase attuativa, che prevede l’avvio delle Conferenze dei servizi per ottenere pareri e autorizzazioni necessarie alla costruzione delle opere.

Per la Ciclovia delle Colline Unesco sono stati stanziati 10 milioni di euro destinati a un percorso di circa 32,5 chilometri tra Alba e Canelli, pensato per valorizzare il paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall’Unesco e promuovere il cicloturismo tra Langhe, Roero e Monferrato.

Altri 10 milioni di euro serviranno a potenziare l’offerta cicloturistica nell’area metropolitana di Torino, collegando la Reggia di Stupinigi a quella di Venaria lungo un tracciato di circa 52 chilometri e favorendo l’integrazione tra bici e trasporto pubblico.

Infine, 10 milioni di euro sono stati destinati alla Ciclovia del Lago Maggiore, con lo sviluppo di piste ciclabili per circa 9 chilometri lungo le sponde e nelle valli circostanti, completando l’anello tra Stresa, Baveno e Verbania.

“I centristi che guardano a sinistra appoggeranno Lo Russo se sarà candidato Sindaco”

di Mino Giachino

Ho voluto seguire dal fondo della sala ieri sera il dibattito organizzato dal mio amico  Mimmo Portas con i Centristi che guardano a sinistra . Idee nuove per il futuro della Città, che negli ultimi vent’anni ha perso venti punti di PIL rispetto alle altre migliori  Città italiane,  non ne ho sentite. Scarsi programmi invece più chiara la collocazione politica.
In sala silenziosi ,ma non penso siano rimasti entusiasti, il notaio Ganelli, l’economista Garibaldi e il mio amico Giorgio Merlo, un cantore del centro nella politica.
Il punto è che si è centrali nella politica di un Paese , come lo fu magistralmente lo Scudo Crociato , se si ha il programma migliore e se si ha la migliore capacità di governare la Città o il Paese verso il futuro. Purtroppo a sinistra e anche tra i centristi che appoggiano la sinistra non c’è la abitudine di fare un bilancio del lavoro svolto dalla Amministrazione che hanno appoggiato. Essenziale per misurare la capacità di governo. Nulla . Salvo un accenno della Apollonio sul fatto che a Torino anche negli anni di Lo Russo è aumentata la povertà . Non vi è stato alcun accenno , e questo è grave, alla recentissima bocciatura europea sul forte calo del PIL procapite piemontese che ha perso venti punti negli ultimi vent’anni soprattutto, come ha detto Banca d’Italia due anni fa, a causa del fortissimo rallentamento della economia di Torino e della sua area metropolitana.  E questo calo del PIL procapite lo hanno pagato caramente il lavoro e le periferie, cioè la metà della Città che sta male. Nessun accenno che Torino sia la capitale della cassa integrazione e tra le prime per problemi di sicurezza.
Grave che nel dibattito non sia stato  fatto alcun accenno alla crisi del settore auto .
Nessun accenno alla TAV , l’opera più importante per il futuro , l’opera che immetterà Torino e il Piemonte  nella rete dei trasporti del mercato economico e turistico globale. Perché lo ricordo il turismo e la economia mondiale vanno deve ci sono le migliori reti di trasporto. Nessun accenno alle periferie di Barriera e Aurora sempre più dimenticate.
Più interessante la parte politica . La brava moderatrice, Giulia Ricci de La Stampa, ha stuzzicato più volte sulla posizione da Giano bifronte per cui I Moderati e Azione in Regione appoggiano Cirio mentre in Comune appoggiano Lo Russo.
Importante però la chiusura di Mimmo Portas quando dice : se il candidato sarà Lorusso noi lo appoggeremo …..perché non è detto che nella ripartizione che la sinistra farà a livello  nazionale , Torino sia ancora riservata al PD.
La palla passa ai Centristi del Centro Destra che storicamente , si pensi ai Sindaci Peyron e Prof. Giuseppe Grosso,  hanno avuto grandi meriti nel rilancio di Torino dopo la disastrosa seconda Guerra Mondialw.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

“Lunga vita agli alberi”, al teatro Colosseo Giovanni Storti e Stefano Mancuso

Un comico che ha fatto ridere l’Italia intera e uno scienziato che ha cambiato il nostro modo di guardare le piante si incontrano sul palco per raccontare la meraviglia del mondo vegetale: il 20 e 21 novembre alle 20.30 al Teatro Colosseo arrivano Giovanni Storti e Stefano Mancuso con “Lunga vita agli alberi”, uno spettacolo diretto da Arturo Brachetti che unisce teatro, scienza, comicità e poesia in un viaggio sorprendente alla scoperta dell’intelligenza verde.

Un incontro inedito e affascinante tra due protagonisti che, pur provenendo da mondi lontani, condividono la stessa urgenza: raccontare il nostro legame profondo con la natura e la responsabilità che abbiamo verso di essa. Sul palco, Giovanni Storti, storico membro del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, porta la sua curiosità e la sua ironia più autentica. Da anni impegnato nel progetto “Giova Loves Nature”, l’attore ha affiancato all’arte comica una nuova missione: quella di narratore appassionato della vita naturale, ambasciatore del rispetto per l’ambiente e dei valori di sostenibilità e con il suo profilo instagram ha superato il milione di follower. Accanto a lui, Stefano Mancuso, scienziato tra i più influenti, fondatore della neurobiologia vegetale e autore di saggi di successo tradotti in oltre venti lingue (Verde brillante, La Nazione delle Piante, La pianta del mondo). Mancuso, con la chiarezza e la passione che lo contraddistinguono, accompagna il pubblico dentro una nuova visione del mondo vegetale: un universo intelligente, cooperativo e vitale, da cui l’uomo può imparare molto.

“Lunga vita agli alberi” è un racconto in tre tappe (radici, fusto e chioma) che, attraverso parole, immagini e suggestioni, rivela come le piante sono organismi complessi e straordinariamente organizzati, capaci di comunicare, adattarsi e generare vita. Brachetti firma una regia visionaria che trasforma la divulgazione scientifica in esperienza teatrale, mescolando comicità e riflessione, stupore e consapevolezza. Il risultato è uno spettacolo di grande intensità emotiva e visiva, in cui arte e scienza si incontrano per parlare dell’unico tema che ci riguarda tutti: la sopravvivenza del pianeta e la necessità di riscoprire il nostro ruolo nella rete della vita.

Teatro Colosseo: via Madama Cristina 71, Torino

Poltronissima € 38,00 / Poltrona € 33,00 / Galleria A € 30,00 / Galleria B € 26,00 / Ridotto under 16 € 29,00

Mara Martellotta

Una Serra per Mirafiori

Inaugurazione a Torino della prima “serra aeroponica” urbana al servizio della ristorazione sociale

Mercoledì 19 novembre, ore 15

“Serra aeroponica”Mercoledì 19 novembre, presso lo “Spazio WOW” (“Spazio di Quartiere” all’interno di un complesso dismesso di proprietà del “Comune”, in via Onorato Vigliani, 102) verrà inaugurata, alle 15, la prima realizzata a Torino e destinata alla “ristorazione sociale”. Ma, attenzione!, prima di recarci in loco, per chi vorrà, cerchiamo di capire ben bene di che si tratta. Sicuramente, diciamo subito trattarsi di un progetto innovativo di “agricoltura sostenibile e inclusiva” che unisce ambiente, comunità e lavoro nel cuore del quartiere periferico di “Mirafiori Sud”. Poche parole. Ma tanto bastano per renderci una prima idea dell’importanza del progetto realizzato dalla “Cooperativa Sociale Mirafiori” grazie al sostegno della “Compagnia di San Paolo” e del “Programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021 – 2027”. Per essere più chiari e per usare un linguaggio il più possibile consono e scientifico, chiariamo: dicesi “tecnologia aeroponica” un sistema di coltivazione fuori suolo basato sulla nebulizzazione dosata e diretta di acqua e sostanze nutritive sulle radici delle piante, “metodo che garantisce un’idratazione, una nutrizione ed un’ossigenazione ottimali, favorendo lo sviluppo delle colture in modo efficiente e sostenibile”.

Nello specifico. La “serra aeroponica” di Mirafiori sarà realizzata dall’Azienda piemontese “Agricooltur” su un’area di 100 mq, permettendo di recuperare uno spazio urbano precedentemente impermeabilizzato e, in tal modo, restituendolo alla produzione agricola. La tecnologia utilizzata consentirà un risparmio idrico del 98% rispetto alla coltivazione tradizionale in campo aperto, equivalente a 277mila litri d’acqua all’anno, un risparmio del 90% dei fertilizzanti utilizzati e nessun pesticida, permettendo di avere un prodotto a “residuo zero” di altissima qualità.

Con una capacità produttiva di circa 25mila cespi l’anno, la “serra” rifornirà inoltre “La Locanda nel Parco”, il ristorante sociale gestito dalla Cooperativa e situato a soli 500 metri di distanza, oltre che i numerosi “servizi socio-assistenziali” gestiti, come i pasti diretti alle mense dei dormitori “Caritas”. Il trasporto dalla serra al ristorante avverrà tramite “bici cargo”, azzerando completamente le emissioni di “CO2”.

La “serra” rappresenterà, dunque, un esemplare modello di “sostenibilità ambientale”. Ma non solo. Il Progetto, infatti, nasce anche come concreta iniziativa di “inclusione sociale” e come “strumento educativo” per scuole, giovani e famiglie del quartiere. In previsione ci sono infatti l’assunzione di due giovani provenienti dai servizi educativi e socio-riabilitativi della stessa “Cooperativa Mirafiori”, nonché “percorsi formativi” gratuiti dedicati alla “sostenibilità alimentare e ambientale”.

Sottolineano a ragione i responsabili: “Il progetto si inserisce nel quadro del patto di collaborazione per i beni comuni stipulato tra il ‘Comune di Torino’, la ‘Cooperativa Mirafiori’ ed altri attori sociali per la gestione dello ‘Spazio WOW’. Questa collaborazione dimostra come la sinergia tra istituzioni pubbliche, terzo settore e comunità locale possa generare innovazione e valore sociale, riqualificando spazi urbani dismessi e trasformandoli in luoghi di produzione sostenibile e coesione sociale”.

Nel pomeriggio di mercoledì 19 novembre, dopo l’apertura al pubblico in visita e i saluti istituzionali, è in programma anche lo spettacolo di magia e bolle giganti “Willo Bubbles e Magic Show”, con merenda per i bimbi seguita da un aperitivo a cura di “Locanda nel Parco Catering ed Engim San Luca”.

Per info“Cooperativa Sociale Mirafiori”, Strada del Drosso 33/7, Torino; tel. 340/3051954 www.cooperativamirafiori.com

  1. m.

Nelle foto: immagini di repertorio “SerraMirafiori”

Aperto il Mercato del Corso di Campagna Amica 

È  stato inaugurato venerdì 14 novembre scorso il Mercato del Corso in Corso Vittorio Emanuele II 50. Si tratta del primo mercato contadino coperto di Campagna Amica a Torino, una vera e propria “casa del cibo contadino” dove , oltre allo spazio riservato ai 30 banchi del mercato, sono presenti l’enoteca Divinorum con oltre 400 etichette di vini del Piemonte e della valle d’Aosta, un ristorante di prossima apertura, che cucinerà piatti con i prodotti provenienti dalle aziende agricole, in vendita diretta, sposando la filosofia circolare, una scuola di cucina showcooking, gli spazi didattici ed espositivi ed una sala convegni.

Al taglio del nastro hanno preso parte, insieme alla presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, al delegato confederale Bruno Rivarossa e al presidente e direttore di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici e Carlo Loffreda, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, la presidente di Campagna Amica, Dominga Cotarella. Presenti anche gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongiovanni, alla Sanità,  Federico Riboldi, al Bilancio, Andrea Tronzano, alla Cultura Marina Chiarelli, e, per il Comune di Torino l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino.
Il mercato del Corso di Campagna Amica sorge nei locali dell’ex Cinema del Corso, raffinato gioiello liberty che è stato il più grande cinema d’Italia negli anni Venti e che fu poi colpito da un incendio nel 1980. Oggi rinasce come luogo di cultura alimentare. Qui l’arte e la memoria del passato  si intrecciano con i suoni, i profumi, i sapori del presente contadino, creando un legame naturale  tra la cultura delle arti e quella del cibo, due espressioni del genio  e del lavoro umano che trovano nella terra il loro valore e la loro voce più autentica.
“Grazie al sistema Campagna Amica, ai nostri mercati contadini e all’obbligo di indicare l’origine in etichetta, abbiamo ridato dignità  a migliaia di produttori,  stringendo al contempo un’alleanza forte con i cittadini consumatori sui temi della sana alimentazione,  della sostenibilità e della dieta mediterranea – ha spiegato il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – Siamo la quarta rete di distribuzione agroalimentare del Paese, ma anche un fenomeno culturale che rappresenta un baluardo fondamentale rispetto ai rischi legati al dilagare del cibo ultra formulato, che mettono in pericolo  il futuro delle nuove generazioni.
“La vendita diretta nei mercati contadini rappresenta molto più  di una semplice innovazione agricola. Si tratta di una leva per responsabilizzare l’intera filiera, promuovendo la trasparenza, l’origine territoriale,  il prodotto locale, la consapevolezza nel consumo e la lotta agli sprechi – ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini. Favorisce la sostenibilità,  rafforza i legami di comunità e stimola nuove opportunità economiche per produttori e consumatori”.

Mara Martellotta

Porno ancora

E’ entrata in vigore il 12 novembre la norma che obbliga i gestori di siti porno a verificare l’età dei navigatori per consentirne l’accesso solo ai maggiorenni.

In realtà finora era sufficiente un’autodichiarazione, cliccando sul tasto SI, dove il navigatore dichiarava di essere di età legale nel suo Paese e tutti eravamo felici; a parte che se uno è minorenne la sua dichiarazione non ha valore e, dunque, tanto valeva non porre quella verifica.

Ora l’AGCOM, in applicazione del comma 1 del c.d. decreto Caivano che sancisce «un divieto di accesso a contenuti a carattere pornografico, in considerazione delle capacità lesive della loro dignità e del benessere fisico e mentale, costituendo un problema di salute pubblica», ha disposto che 48 siti (su decine di migliaia di siti porno esistenti al mondo) debbano verificare l’età di quanti si connettono ad essi. Da ciò si comprende come l’Agcom abbia realizzato un provvedimento perfettamente inutile e dannoso dal punto di vista economico per i 48 siti penalizzati.

Come troppo spesso succede nel nostro Paese le scelte vengono sull’onda dell’emozione, a parte la possibilità di collegarsi agli stessi siti per quanti vivono al confine con altro Stato (Francia, Svizzera, Austria, Slovenia) agganciando una rete estera, il divieto è facilmente aggirabile utilizzando una Vpn (Virtual Private Network) con IP straniero ed il divieto cesserà automaticamente.

Considerando che, secondo alcuni sondaggi, fanno uso di materiale pornografico quasi il 90% dei maschi e oltre il 40% delle femmine, va da sé che il problema assume dimensioni importanti.

Naturalmente l’impedimento tecnico non potrà essere subito realizzato perché Agcom ha comunicato la data del 12 novembre quale deadline solamente a fine ottobre, non consentendo ai siti porno di adeguarsi correttamente per tempo, anche se di fatto il vero e proprio obbligo scatterà dal 1° febbraio 2026.

Inoltre, il controllo dovrà essere effettuato da soggetti terzi, estranei quindi al sito, che gestiscano i dati su due fronti diversi, garantendo anonimato a chi si collega e, al contempo, a chi riceve la visita. Visto che sembrerebbe cosi facile, mi domando perché altrettanto non venga fatto per il voto elettronico in sostituzione delle arcaiche schede elettorali.

Resta da capire con quale criterio siano stati scelti i siti, considerando che dall’elenco dei 48 (mi ricorda l’Indice dei libri proibiti ad opera di Papa Paolo IV) siti infami ne mancano molti italiani oltre a moltissimi stranieri.

Ho l’impressione che anche questa volta si sia creato il problema per dimostrare di aver trovato la soluzione; soluzione, tuttavia, che non soddisfa nessuno, non argina né tantomeno risolve il problema anche perché anche un criceto sa che basta chiedere all’amico appena maggiorenne di darmi l’accesso ed il divieto è aggirato.  E se il riconoscimento facciale su cui si basa l’algoritmo che dice “tu si, tu no” si sbaglia? Se dimostro meno della mia età e vengo bloccato o, per contro, se ne dimostro di più e vengo ammesso pur non avendone titolo?

Chi mi segue sa che ho scritto altre volte sul tema della pornografia e sono in linea di massima contrario ad una diffusione così massiva e senza controllo del materiale pornografico; sono però fortemente convinto che nella soluzione di un problema occorra valutare cosa è più importante: salvaguardia del benessere fisico e mentale o della privacy? Perché non usare lo SPID o la CIE per una connessione consentita? D’altronde, quando è convenuto allo Stato, lo SPID andava bene per qualsiasi esigenza di mobilità sul territorio quando eravamo detenuti senza processoper il Covid. Dov’era l’Agcom allora?

Oltretutto, con l’identità digitale sarebbe molto più semplice ed immediato risalire a chi navighi su siti di pedopornografia, riducendo costi e tempi per l’amministrazione della giustizia.

Sergio Motta

Smog, da sabato 15 novembre torna il livello 0

Torna il livello 0 del semaforo antismog. Sulla base dei dati previsionali forniti da Arpa Piemonte, da  sabato 15 novembre, e fino a lunedì 17 novembre 2025 incluso – prossimo giorno di controllo – a Torino saranno in vigore esclusivamente le misure strutturali di limitazione del traffico previste dal protocollo regionale.

Il rientro delle concentrazioni di PM10 sotto le soglie di criticità determina quindi la sospensione del livello arancio lasciando attivo solo il regime base dei provvedimenti antismog.

Come di consueto, eventuali variazioni del livello del semaforo vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, dopo la verifica dei dati previsionali sulla qualità dell’aria, ed entrano in vigore a partire dal giorno successivo.

Per conoscere nel dettaglio le misure attive, le esenzioni e l’elenco dei percorsi stradali non soggetti ai blocchi, è possibile consultare la pagina dedicata del Comune di Torino.

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