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Edilizia sociale, Torino e Settimo Torinese progettano il futuro di Borgo Nuovo

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La Città di Torino e il Comune di Settimo Torinese avviano un tavolo congiunto per valutare interventi di rigenerazione urbana finalizzati allo sviluppo dell’edilizia pubblica e sociale, con particolare attenzione al patrimonio residenziale situato nel quartiere Borgo Nuovo di Settimo.

L’iniziativa, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa tra i due enti, mira a verificare la fattibilità di operazioni di recupero, rifunzionalizzazione e possibile ricostruzione degli edifici esistenti. L’obiettivo è quello di ripensare complessivamente questi ambiti urbani, promuovendo interventi sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico, capaci di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i costi di gestione e offrire una maggiore qualità della vita ai residenti.

La delibera è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta dell’8 aprile, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, di concerto con la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, dando di fatto il via a un percorso di confronto istituzionale della durata di diciotto mesi, che coinvolgerà anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e gli altri soggetti istituzionali competenti in materia di politiche abitative, tra cui ATC e CIT, oltre alla possibile partecipazione di operatori privati e del mondo della cooperazione.

Il protocollo nasce dalla necessità di affrontare le criticità di una parte significativa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta e oggi caratterizzato da condizioni di obsolescenza e da elevati costi di manutenzione straordinaria. In particolare, a Settimo Torinese sono presenti circa 370 alloggi sociali di proprietà della Città di Torino, ubicati nel quartiere Borgo Nuovo, nell’area compresa tra corso Piemonte, via Foglizzo e via Don Gnocchi.

In base alla normativa regionale vigente, le assegnazioni degli alloggi – sia da bando, sia in emergenza abitativa – sono gestite dal Comune di Settimo Torinese sulla base delle proprie graduatorie. In questo quadro, si inserisce la necessità di avviare valutazioni di carattere economico e funzionale sulla convenienza del mantenimento di tali fabbricati e dell’opportunità di sviluppare progetti di rigenerazione urbana complessiva delle aree.

Nel corso dell’ultimo anno, il Comune di Settimo Torinese ha già avviato specifici approfondimenti per individuare possibili percorsi di rigenerazione, analizzando in particolare gli strumenti gestionali, le opportunità di finanziamento a livello nazionale ed europeo e gli aspetti patrimoniali connessi. Tali attività rendono oggi necessario un coinvolgimento diretto della Città di Torino, in qualità di ente proprietario degli immobili, e l’attivazione di un confronto più ampio che includa appunto anche gli altri soggetti istituzionali competenti in materia.

Nel dettaglio, il protocollo prevede l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto tra le due amministrazioni per approfondire i possibili scenari: le analisi riguarderanno i modelli di governance e gestione, gli strumenti di finanziamento, gli aspetti patrimoniali e giuridico-amministrativi, nonché la definizione di piani di fattibilità economico-finanziaria necessari a verificare la concreta realizzabilità degli interventi. Il percorso includerà la ricerca di risorse a livello nazionale ed europeo e il coinvolgimento delle associazioni rappresentative del settore delle costruzioni e della cooperazione, al fine di valutare possibili forme di partenariato pubblico-privato.

“Nel quadro del complessivo Piano dell’Abitare per lo sviluppo della Città di Torino, il destino degli alloggi di edilizia Residenziale Pubblica di proprietà della Città ma ubicati fuori città riveste un grande interesse – afferma l’assessore alle Politiche Abitative e di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli -. Ci aspettiamo che questa iniziativa porti a un aumento degli alloggi assegnabili alla cittadinanza che ne ha bisogno”.

“Con l’approvazione di questa delibera apriamo la strada a una riconversione di parte del patrimonio immobiliare della Città di Torino, dislocato a Settimo – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. La valorizzazione di un così ampio numero di appartamenti deve passare necessariamente attraverso un tavolo che coordini l’azione di più soggetti e deve avere per obiettivo la possibilità di recuperare una dotazione abitativa tanto vasta, mettendola a servizio della collettività”.

“Questo accordo è per noi un passo indispensabile per superare un modello abitativo nato 50 anni fa e mai davvero ripensato – interviene la sindaca Elena Piastra -. L’obiettivo finale è chiaro quanto sfidante: garantire alle persone e alle famiglie una soluzione abitativa moderna, innovativa e dall’essenziale valenza sociale, che al contempo concorra al rilancio del quartiere, che abbiamo già avviato con importanti investimenti pubblici: la nuova scuola, il nuovo comando della polizia locale, il polo sportivo. Per ottenerlo è indispensabile il supporto del Comune di Torino, proprietario dei complessi edilizi. Da qui in avanti lavoreremo in sinergia e con scadenze e obiettivi intermedi, per arrivare a una soluzione”.

The Producers. Il musical di Split Teatro da Mel Brooks

Al teatro Superga di Nichelino andrà in scena il musical di Split Teatro “The Producers”,  tratto dal celebre film di Mel Brooks l’11 e 12 aprile prossimi.

Tratto dal celebre film di Mel Brooks The Producers, racconta la folle avventura di Max Bialystock, produttore teatrale  sull’orlo del fallimento, e Leo Bloom, timido contabile con grandi sogni .
Insieme ideano il colpo perfetto, quello di creare il peggior spettacolo della storia per arricchirsi, con un clamoroso flop, ma le cose non vanno come previsto.
Vincitore di 12 Tony Awards, record assoluto per un musical, the Producers conquista il pubblico con numeri musicali esplosivi e battute fulminanti.
È stato capace di una satira brillante sul mondo del teatro, in grado di far ridere, sorprendere ed emozionare dall’inizio alla fine. Le coreografie sono di Eduardo Viviani, la direzione vocale di Elisa Fagà.

Mara Martellotta

Info

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino (TO)

Sabato 11 aprile 2026, ore 21

Domenica 12 aprile 2026, ore 17

The Producers

Musiche di Mel Brooks

Libretto di Mel Brooks & Thomas Meehan

Traduzione, adattamento e regia di Gianluca Argentero

Coreografie di Eduardo Viviani

Direzione vocale di Elisa Fagà

Biglietti: 18,40 euro

www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Superga, sul luogo dell’evento nei giorni di spettacolo dalle ore 18, online su Ticketone.it

 

Industria Felix, premiate 11 aziende del Piemonte

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Si è svolto ieri giovedì 9 aprile, in mattinata, presso l’Unione Industriali Torino il 69° evento di Industria Felix – L’Italia che compete, dedicato all’analisi delle performance del sistema produttivo del Nord e alla premiazione delle 42 imprese più competitive: performanti a livello gestionale e affidabili finanziariamente. Nel corso dell’iniziativa sono state premiate le aziende con sede legale nelle regioni settentrionali (ad eccezione della sola Lombardia già premiata il 19 aprile scorso a Milano), individuate attraverso un’inchiesta giornalistica realizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, basata su un algoritmo proprietario che ha analizzato i bilanci a partire dall’Ebit margin, selezionando le realtà più performanti sotto il profilo gestionale e finanziariamente affidabili.

L’indagine ha restituito l’immagine di un Nord Italia complessivamente solido, caratterizzato da livelli elevati di redditività e da una crescita dei ricavi non uniforme tra i territori, a fronte di dinamiche occupazionali più differenziate. In tutte le regioni emerge una quota molto alta di imprese con ROE positivo, a conferma della tenuta del tessuto imprenditoriale.

In Piemonte sono state premiate 11 aziende distribuite tra le province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino, con il capoluogo che concentra il numero maggiore di riconoscimenti. In Emilia-Romagna le imprese premiate sono 7, con una presenza diffusa tra Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Sette anche le aziende riconosciute in Veneto, localizzate nelle province di Padova, Venezia, Verona e Vicenza, a conferma del ruolo trainante della regione. Il Friuli Venezia Giulia conta 7 imprese premiate tra Pordenone, Trieste e Udine, mentre in Liguria i riconoscimenti sono 5, concentrati tra Genova e La Spezia. In Trentino-Alto Adige le aziende premiate sono 2, entrambe in provincia di Trento, mentre la Valle d’Aosta, pur con un numero più contenuto di imprese analizzate, registra 3 aziende premiate.

L’evento è stato organizzato da IFM in collaborazione con Cerved, con il patrocinio dell’Unione Industriali Torino e del Tecnopolo del Mediterraneo, con la media partnership di Askanews, con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, ELITE (Euronext Group), M&L Consulting Group, EpyonVivida. IFM supporta “Sustainable development GOALS”.

Durante il convegno, moderato dal giornalista Gianmarco Sansolino, dopo i saluti del vicedirettore di UIT Eleonora Faina, sono intervenuti Flavio Cusimano, head of credit rating di Cerved rating agency, Luigi De Lillo, socio EpyonVivida, Tommaso Tabellini, relationship manager di ELITE (Euronext Group), Giancarlo Marengo, consultant di M&L Consulting Group, Giovanni Reale, responsabile Equity capital markets di Banca Mediolanum, Francesco Lenoci, docente dell’Università Cattolica di Milano e portavoce del Comitato scientifico di Industria Felix ESG, Valentina Lattanzi, Francesco e Federico Mecca di Banca Mediolanum, Biancamaria Prete (M&L Consulting Group) e Michele Chieffi.

Mara Martellotta

Auto finisce nel canale, morto 58enne

Ieri è stato ritrovato il corpo di DM, 58enne di Casaleggio in provincia di Novara. L’uomo ormai deceduto era a bordo della sua Ford Fiesta  che si era ribaltata in un canale irriguo sulla Strada Provinciale 12, tra Mosezzo e Casaleggio.

La memoria del primo amore e la sostituzione nella mostra dedicata a Diana Markosian

Dal 10 aprile al 6 settembre prossimo, le Gallerie d’Italia di Torino presentano la mostra “Diana Markosian. Replaced”, progetto dell’artista dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della sostituzione. La mostra fa parte di EXPOSED Torino Photo Festival. Diana Markosian è una delle giovani protagoniste della scena fotografica internazionale. Il progetto “Replaced” prende avvio dall’innocenza del primo amore e si sviluppa attraverso luoghi e tempi diversi, tra ricordo e ricostruzione, dove la macchina fotografica diventa al tempo stesso testimone e strumento di indagine emotiva. Nel momento in cui i luoghi e i gesti del passato vengono riattivati, la memoria si rivela instabile, mettendo in discussione l’unicità stessa dell’esperienza amorosa. In un gesto radicale, l’artista di origine armena, nata a Mosca nel 1989, ingaggia un attore per interpretare l’uomo del suo passato e ricostruisce scene di intimità e di rottura muovendosi sul terreno incerto della memoria, dove il desiderio modifica e trasforma i ricordi.
Il lavoro diventa così un atto di riappropriazione della propria storia, un tentativo di abitare ancora, e per un istante, ciò che è stato. Più che un racconto del passato, “Replaced” è un esercizio di presenza: il titolo della mostra significa “sostituito/a”. Nelle immagini vediamo lei come un modello che prende il posto della persona con cui l’amore è finito. Attraverso un film, adattato per la sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino, e una serie di fotografie che combinano rievocazione, sceneggiatura e autofinzione, l’artista ha ricostruito la relazione durata oltre un decennio, interrogando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue la sua fine.

Venerdì 10 aprile, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà alle Gallerie d’Italia l’incontro “Inside”, in occasione della mostra dal titolo “Diana Markosian. Replaced”, in cui l’artista dialogherà con la curatrice Brandey Estes per approfondire il suo progetto e il processo creativo che lo ha generato.

Attraverso fotografie, installazioni e narrazione autobiografica, “Replaced’ indaga il modo in cui amore, memoria e perdita plasmato la nostra identità, interrogando il senso di appartenenza, i ricordi condivisi e il disorientamento che nasce quando questi vengono riscritti. Durante l’incontro, l’artista racconterà la genesi del lavoro e il percorso che l’ha portata a trasformare un’esperienza personale in una riflessione più ampia, sulla fragilità dei legami e sulla natura mutevole della memoria. L’incontro si svolgerà in inglese.
Sempre alle Gallerie d’Italia, mercoledì 27 maggio, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà un incontro con Vito Mancuso. Esiste certamente una necessità biologica nei confronti dell’amore, quale emerge già nella vita degli animali, ma il modo umano non è riducibile alla biologia, è anche sentimento, passione, malinconia, ideale, oscurità e luminosità insieme. Che cosa insegna di noi e del nostro destino?

In occasione della mostra di Diana Markosian, mercoledì 10 giugno prossimo, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà un incontro con Valeria Montebello, che esplorerà il modo in cui le relazioni sentimentali continuano a vivere nella memoria anche dopo la loro fine. L’autrice rifletterà su come gli amori passati rimangano presenti come tracce, fantasmi che abitano luoghi, oggetti e ricordi condivisi. Una riflessione sul desiderio, sulla perdita e sui modi in cui ognuno di noi rielabora la fine di una storia amorosa.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Arte, le Gallerie d’Italia di Torino invitano i visitatori a fruire di una visita guidata che accompagna il pubblico tra immagini e narrazioni, che trasformano una vicenda personale in una riflessione universale su memoria, identità e fragilità dei legami. La visita guidata è prevista il 15 aprile prossimo dalle 18 alle 19.

Mara Martellotta

“Invisibile”, Debora Bocchiardo ha presentato il suo ultimo romanzo

Giovedì 9 aprile scorso, all’interno dei bellissimi spazi della Biblioteca Civica torinese “Italo Calvino”, è stato presentato il romanzo “Invisibile” (Edizioni Pedrini 2025) di Debora Bocchiardo, alla presenza dell’autrice e della giornalista Mara Martellotta, che ha moderato l’incontro.

Un bellissimo pomeriggio a contatto con una storia che, attraverso il passato, racconta qualcosa del nostro presente, come spesso accade in quei romanzi che conservano il senso della memoria e la visione di ciò che potrebbe riservare il futuro quando si dimentica il passato.

“Invisibile” è la storia universale di una donna, Teresa Bortolotti, classe 1915, in continua lotta per sopravvivere agli eventi di un’esistenza in balia del destino. Debora Bocchiardo ha dipinto un ritratto della condizione della donna, della guerra, delle sue conseguenze e di quella particolare solitudine che nasce dall’istinto di sopravvivenza e dall’impossibilità di rinunciare all’amore per la vita, ciclicamente messa in discussione dalla frequente alternanza di momenti di pace e di tempesta. Una di quelle storie “vere”, come amava definire Guareschi le sue favole, in cui si narrano le vicende di una donna che cresce attraverso le difficoltà e il necessario spirito di adattamento ai continui cambiamenti del secondo dopoguerra, non rinunciando alla sua anima artistica di sarta e creatrice di moda, ma in cammino sul filo di un fragile equilibrio.

“’Invisibili, forse, lo siamo un po’ tutti – ha raccontato l’autrice Debora Bocchiardo – proprio perché ognuno di noi possiede un volto da mostrare al mondo e un volto privato, pregno del suo essere, fatto di luci e ombre, di vissuti interiori e battaglie personali che naturalmente vive in silenzio. Si tende, quindi, a percepire ‘l’altro’ attraverso una lente privata, un filtro che conserva la nostra posizione rispetto al mondo, le nostre esperienze e il contesto d’appartenenza. Questo ci rende reciprocamente ‘invisibili’, o comunque definiti da forme che non rappresentano la verità per la sua interezza”.

“Questo libro contiene una storia che, fin dall’inizio, evidenzia l’invisibilità di una bambina rimasta orfana nella Torino del 1919. Un momento storico molto particolare per la città, all’indomani della prima guerra mondiale, in cui una bambina orfana non poteva che perdersi in quel mare che accomunava la sua infanzia a quella di altri bambini che avevano perso i genitori a causa dell’influenza spagnola tra il 1918 e il 1919– ha continuato Debora Bocchiardo – un’ invisibilità che la costringe a fare affidamento soltanto sulle sue forze, ma che si rivelerà una grande fonte di energia durante la crescita e nella sua affermazione di donna creativa, che vive una vita molto ‘moderna’ e al di là dei canoni accettati in quegli anni”.

“‘Invisibile’ è una storia ‘fintamente’ vera – ha concluso l’autrice – nel senso che Teresa è certamente un personaggio inventato, appartenente alla mia immaginazione, ma è anche lo strumento che mi ha permesso di dipingere un contesto sociale che fa parte della nostra storia, quello dell’evoluzione della figura femminile, avvenuta tra gli anni Venti e gli anni Ottanta. Mi piaceva l’idea di inserire un personaggio immaginario all’interno di un contesto storico, sociale e culturale vero”.

Gian Giacomo Della Porta

Torino e provincia, record di turisti con 8 milioni di pernottamenti nel 2025

L’area di Torino e della sua provincia si conferma protagonista del turismo regionale, superando i 3 milioni di arrivi e gli 8 milioni di pernottamenti. Una crescita significativa, sostenuta sia dai mercati esteri sia da quello nazionale, oltre che dal forte richiamo dei grandi eventi culturali e sportivi. I dati sono stati presentati dal presidente Cirio e dall’assessore al Turismo Bongioanni

 

Torino e il suo territorio metropolitano proseguono un percorso di sviluppo senza precedenti, consolidandosi come destinazione di rilievo nel panorama internazionale. La Città Metropolitana di Torino rappresenta oggi il principale polo turistico del Piemonte, concentrando il 45,2% dei pernottamenti complessivi della regione.

Questo risultato si inserisce in un contesto regionale positivo, contribuendo in modo determinante alla crescita complessiva del comparto turistico.

Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte, l’area torinese ha rafforzato il proprio ruolo di destinazione leader, superando i 3 milioni di arrivi e gli 8 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del 6,8% e dell’8,3% rispetto al 2024.

L’andamento positivo si è mantenuto costante durante tutto l’anno, con un picco nei mesi estivi e livelli di spesa particolarmente elevati nel periodo autunnale. Torino si conferma così una porta d’accesso privilegiata per i flussi turistici internazionali.

Il turismo si afferma sempre più come settore strategico per il territorio, capace di valorizzare tanto il patrimonio culturale urbano — dalle Residenze Reali ai musei — quanto le eccellenze della provincia. Dalle montagne olimpiche di Bardonecchia e Sestriere, alla Val di Susa, fino alle Valli di Lanzo, al Canavese e al Pinerolese, l’offerta si distingue per varietà e qualità.

Particolarmente rilevante è la crescita del turismo internazionale, con un aumento del 10% delle presenze, segnale dell’efficacia delle politiche legate ai grandi eventi e al miglioramento dei servizi.

Un ruolo chiave è stato giocato proprio dagli eventi di richiamo globale. L’edizione 2025 delle Nitto ATP Finals ha registrato risultati notevoli: +8,4% negli arrivi rispetto al 2024 e, rispetto al 2022, un incremento del 49,6% negli arrivi e del 30,2% nelle presenze.

Anche i dati economici confermano questa tendenza. Le transazioni con carte di credito estere mostrano una crescita del 15,9% a Torino, superiore alla media regionale. Il numero di carte straniere utilizzate è aumentato del 33,5%, con una forte presenza di visitatori provenienti da Francia, Stati Uniti e Svizzera, oltre a un contributo crescente da Cina ed Emirati Arabi Uniti, i cui turisti registrano una spesa media superiore ai 200 euro per carta, concentrata soprattutto in ristorazione, moda e ospitalità di fascia alta.

L’eccellenza dell’offerta si riflette anche nella qualità percepita: la ristorazione raggiunge un punteggio di 86,4 su 100 nel sentiment online, mentre il comparto ricettivo si attesta a 82,2 su 100. Dati che confermano l’alto livello dei servizi offerti da hotel, strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche.

La varietà dell’offerta consente di intercettare pubblici diversi: dagli amanti dell’outdoor nelle Alpi torinesi, agli appassionati di storia e cultura che visitano la Reggia di Venaria e il Castello di Rivoli, fino al turismo business che sceglie Torino per il suo dinamismo.

Il 2025 dimostra come la collaborazione tra città e territorio sia la chiave per uno sviluppo solido e duraturo. L’integrazione tra patrimonio culturale, offerta sportiva e valorizzazione dei borghi rappresenta una strategia vincente, capace di generare benefici diffusi e sostenere la crescita futura del Piemonte nel panorama turistico nazionale e internazionale.

A Claudio Baglioni pergamena dal Sindaco Lo Russo 

Venerdì 10 aprile, alle 15.30, presso Palazzo Civico, il Sindaco Stefano Lo Russo consegnerà al cantautore romano Claudio Baglioni una pergamena in segno di stima e riconoscenza per aver scelto proprio il capoluogo torinese come ultima tappa del lungo viaggio che ha compiuto lungo lo Stivale, con il concerto che terrà nella splendida cornice di piazza San Carlo il 18 settembre 2026. L’evento avverrà in forma privata ed esclusivamente su invito, anche se la cerimonia istituzionale sarà trasmessa in diretta streaming dalle ore 15.30 sulla pagina Facebook della Città e sul canale Youtube della Città di Torino.
La data del 18 settembre giunge a 15 anni di distanza dall’ultima tournée di Baglioni nei siti italiani outdoor, e il Gran Tour “La vita è adesso” vuole essere il culmine delle iniziative che festeggiano il cantautore e il suo leggendario 40esimo anniversario del disco “La vita è adesso, il sogno è sempre”, pubblicato l’8 giugno 1985 e che ha contraddistinto un’epoca di musica e costume, incarnando gioie e speranze degli anni Ottanta.

Mara Martellotta

Foto Igino Macagno

Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana: il 700° anniversario di un matrimonio storico

 

Quest’anno ricorre il 700° anniversario di un matrimonio che si rivelò di cruciale importanza per il savonese e il Piemonte meridionale: quello tra Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana.
Lui era figlio del Marchese Antonio di Finale Ligure, capostipite dei Del Carretto di Finale e di Agnese Valperga di Masino, lei era figlia di Francesco II di Clavesana.
Queste nozze, celebrate dopo un lungo periodo di trattative, ebbero una rilevanza strategica perché Caterina portò in dote ad Enrico metà dei feudi savonesi di Balestrino, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Nasino, Stellanello e Zuccarello. L’altra metà Enrico l’acquistò nel 1335 da suo cognato Giacomo Saluzzo-Dogliani, che aveva sposato Argentina di Clavesana, sorella di Caterina.
Nel 1336 Enrico conquistò Cervo, in Provincia di Imperia, ma l’anno seguente insieme alla moglie si trasferì a Mombaldone (AT), dove diede vita ad una linea marchionale tutt’oggi esistente ed oggi guidata dal Marchese Umberto Scaliti Del Carretto, il quale gestisce un ristorante ubicato nel palazzo nobiliare detto “la Fortezza”, documentato già nel 1209.
Balestrino, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Cervo, Erli, Nasino, Stellanello e Zuccarello passarono al fratello di Enrico, il Marchese Giorgio di Finale Ligure, il quale dalla consorte Venezia Fieschi dei Conti di Lavagna ebbe tra gli altri i seguenti figli:

  • Ilaria Maria, che andò in sposa a Ranieri II Grimaldi, co-Signore di Monaco dal 29 giugno 1352 al 15 agosto 1357 insieme a suo fratello minore Gabriele, a suo padre Carlo I, primo Signore sovrano di Monaco e al suo prozio Antonio. Ilaria Maria morì nel 1368 senza aver dato eredi a Ranieri II, il quale si risposò con Isabella Asinari ed è l’antenato dell’attuale Principe sovrano Alberto II;
  • Lazzarino I, che succedette al padre come Marchese di Finale Ligure. L’ultimo sovrano del Marchesato fu il suo discendente Sforza Andrea, deceduto nel 1602;
  • Enrico, che fu il capostipite di un breve Ramo dei Del Carretto di Calizzano;
  • Maria, che sposò Azzone di Saluzzo, secondogenito del Marchese di Saluzzo Tommaso II e capostipite dei Saluzzo-Paesana. Azzone ebbe il suo erede Giovanni dalla prima moglie Onofria della Rovere di Vinovo;
  • Carlo, il quale nel 1397 divenne il primo Marchese di Zuccarello e fu il padre della celebre Ilaria Del Carretto, Signora di Lucca dal 3 febbraio 1403 all’8 dicembre 1405 quando morì in seguito alle conseguenze del parto della sua secondogenita Ilaria Minor.
    Il Marchese Antonio di Zuccarello, bisnipote di Carlo I, ebbe tra gli altri i seguenti figli: Gian Bartolomeo, che portò avanti la linea di Zuccarello, oggi estinta e Pirro II, il quale diventò il primo Marchese di Balestrino. Quest’ultima linea è ancora esistente ed è guidata dal Marchese Roberto Giordano Icheri di San Gregorio Del Carretto di Balestrino.

La scoperta delle nozze tra Ilaria Maria Del Carretto e Ranieri II di Monaco ha permesso allo scrivente di effettuare la consulenza gratuita ai Comuni di Balestrino, Castelvecchio di Rocca Barbena e Zuccarello per il loro ingresso nell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia, il cui Presidente è il Dott. Fulvio Gazzola, Sindaco di Dolceacqua.
Il 700° anniversario del matrimonio di Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana verrà celebrato domenica 12 aprile a Zuccarello dal Comune in collaborazione con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

MA QUAL’E LA STORIA DEL MARCHESATO DI CLAVESANA?

Dopo la morte di Adelaide di Torino il 19 dicembre 1091, suo nipote il Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, figlio di sua sorella Berta, occupò le Contee di Alba, Asti, Albenga, Auriate e Bredulo. Egli dalla seconda moglie Agnese di Vermandois ebbe otto figli, i quali nel 1142, diciassette anni dopo la morte del padre, si divisero i possedimenti: 

  • Manfredo fu il capostipite dei Marchesi di Saluzzo; 
  • Berengario, figlio di Guglielmo, diede origine ai Marchesi di Busca; 
  • Anselmo diede origine ai Marchesi di Ceva; 
  • Ugo ereditò Clavesana;
  • Enrico ereditò i territori di Savona, Noli, Finale Ligure, Cairo Montenotte e alcuni castelli e borghi minori, tra i quali Altare, Calizzano e Sassello. Alla morte del fratello Bonifacio il Minore, Vescovo e Marchese di Cortemilia, ereditò anche il Marchesato di Cortemilia, con castelli e ville delle Langhe. I suoi due figli Enrico II e Ottone presero il cognome Del Carretto dal poema “Il cavaliere del carretto”, scritto dal francese Chrétien de Troyes.

Anselmo ebbe tra gli altri i seguenti figli: Guglielmo, che fu il capostipite dei Marchesi di Ceva e Bonifacio, il quale alla morte senza figli dello zio paterno Ugo di Clavesana, ereditò il Marchesato di Clavesana e fu quindi il capostipite di questa linea marchionale. 

Il Marchesato di Clavesana comprendeva in Piemonte oltre alla capitale anche Farigliano, Mombarcaro, Dogliani, Saliceto e La Morra e al di là delle Alpi la Marca d’Albenga, che si estendeva da Finale Ligure fino a Bussana e dalle sorgenti dell’Arroscia fino al mare.

I Clavesana fecero edificare numerosi manieri tra i quali quello di Castelvecchio di Rocca Barbena nell’XI secolo (tra il XII e il XIII secolo fondarono il borgo) quelli di Andora, Rezzo e Stellanello nel XII secolo, quelli di Cervo e Zuccarello tra il XII e il XIII secolo e quello di Ortovero nel XIII secolo.
Bonifacio sposò la figlia del Marchese di Tolosa ed ebbe tra gli altri i seguenti figli:

  • Bonifacio II, che gli premorì; 
  • Berta, la quale nel 1202 sposò il Marchese del Monferrato Guglielmo VI, portandogli in dote Mombarcaro. 

A Bonifacio I, essendogli premorto il figlio Bonifacio II, succedettero i nipoti Bonifacio III Tagliaferro, così soprannominato perché secondo la tradizione era in grado di spezzare fili di ferro con i denti (a lui è dedicato Palazzo Tagliaferro ad Andora) e Oddone I. Essi si allearono con Albenga e Savona contro la Repubblica di Genova, pagando a caro prezzo questa decisione: nel 1228 dovettero infatti cedere alla repubblica ligure i loro diritti su Diano, Taggia, Dolcedo e Porto Maurizio. Nel 1233 i Clavesana fondarono Pieve di Teco. Il 4 aprile 1248 Bonifacio IV, Emanuele I e Francesco di Clavesana, figli di Oddone I, fondarono Zuccarello. Nel 1252 i Clavesana cedettero Andora alla Repubblica di Genova. Emanuele I, cofondatore di Zuccarello, ebbe tra gli altri i seguenti figli: Oddone II e Francesco II. 

Seguiamo il Ramo di Oddone II. Suo figlio Federico I nel 1324 acquisì il Marchesato di Clavesana; sposò Margherita di Saluzzo-Dogliani, figlia di Giovanni, sestogenito del Marchese di Saluzzo Tommaso I. Giovanni alla morte del padre aveva ereditato la parte del marchesato al di là del Tanaro. Manuele, figlio di Federico I e Margherita, alla dipartita del genitore, ereditò soltanto le briciole dell’antico marchesato: gli rimanevano infatti soltanto Rezzo e parte della Valle Arroscia. Al suo decesso nel 1387 il Marchesato di Clavesana cessò di esistere, ma i suoi discendenti mantennero il feudo di Rezzo, che rimase di proprietà della nobile famiglia fino al 1744, quando alla morte senza eredi del Marchese Francesco Maria, passò a sua nipote Maria Gabriella da Passano, figlia di sua figlia Giulia Maria e di Bartolomeo da Passano.
Maria Gabriella era sposata con Ranieri Grimaldi, discendente alla dodicesima generazione di Luca Grimaldi, colui che insieme al fratello Boverello controllò il Castello di Andora dal 1248 al 1251 e possedette i feudi di Carrosio (AL) e Stella (SV).
Dall’unione tra Ranieri e Maria Gabriella da Passano nacquero tre figlie, delle quali solo Maria  Giovanna prese marito, sposando Giovanni Carlo Pallavicini. Rezzo passò così ai Marchesi Pallavicini.

Passiamo al Ramo di Francesco II. Sua figlia Caterina nel 1326, come sopraccitato, dopo un lungo periodo di trattative sposò Enrico Del Carretto, figlio di Antonio, Marchese di Finale Ligure.
Quest’ultimo era il bisnipote di Enrico I, uno dei figli di Bonifacio del Vasto. 

Clavesana passò invece a Nicolino, un altro figlio del sopraccitato Giovanni di Saluzzo-Dogliani, che sposò Selvaggia, figlia di Nano, Marchese di Ceva. Dalla loro unione nacque Antonio, il quale diede inizio ai Marchesi di Clavesana della seconda stirpe. Nel 1382 fece omaggio del suo feudo al Conte di Savoia Amedeo VI, detto “il Conte Verde”, che lo investì immediatamente del medesimo.
Nel 1603 alla morte di Bongiovanni Saluzzo-Dogliani, la sua parte di Clavesana passò alla sua vedova Anna di Ceva, la quale si risposò con Ottavio Asinari di Bernezzo, esponente di una famiglia astigiana già esistente nel XII secolo. Alla dipartita di Anna Clavesana venne ereditata da Carlo Asinari di Bernezzo, figlio di primo letto di Ottavio, il quale diede vita ai Marchesi di Clavesana della terza stirpe, tutt’oggi esistente.

ANDREA CARNINO