Il primo esperimento è andato benissimo e così anche questa domenica, 23 maggio l’Ippodromo di Vinovo aprirà i suoi cancelli anche al pubblico.
Fino a nuovo ordine, un massimo di mille spettatori sulle tribune e nel parterre dell’impianto torinese, con la possibilità di accedere al bar sul parterre e sulle terrazze del ristorante, oltre che negli spazi verdi e del parco giochi. Vietato invece, per rispettare le Linee Guida emanate dal MIPAAF e l’ultima nota ufficiale dei Monopoli, accettare scommesse ai terminali e agli sportelli dell’Ippodromo.
Otto le corse in programma, con inizio alle 14.40 e un campo partenti da 75 cavalli in pista grazie anche ai molti ospiti di prestigio come il gruppo dei Gocciadoro, Gennaro Casillo, Antonio Di Nardo e Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata, che sfideranno tutti i big della piazza torinese. Centrale della giornata sarà il Premio Aristotele, doppio km per anziani con pronostico aperto che va dal debuttante (almeno a Torino) danese Pompano Julian nelle mani di Rudolf Haller fino a Zeppelin Kyu Bar con Alessandro Gocciadoro, passando per Zigulì Roc e Filippo Rocca, Super Fez con Di Nardo, team Casillo-Di Nardo, il francese Diabolo Castelets affidato a Santo Mollo e Zar Ross insieme ad Andrea Guzzinati.
Nel programma spicca anche la 1^ prova del Campionato Italiano Gentleman. Dieci al via e favori del pronostico per Demon Bar che potrebbe tornare al successo con Graziano Reggiani.
Nessuno degli interlocutori ha toccato le quote rosa, un escamotage per rivendicare posti , un tema ormai obsoleto che appartiene all’ era che parte da Bindi – Turco per giungere a Boldrini.
Fu avvolto dalle fiamme e morì bruciato vivo. La notizia trovò spazio anche nei Tg nazionali e commosse l’Italia intera. L’allora presidente della Repubblica Scalfaro conferì a Bertrand la medaglia d’oro al valor civile alla memoria. L’incendio divorò in pochi giorni la vegetazione del versante sud del Monte San Giorgio. Il forte vento e la presenza di centinaia di pini, ricchi di resina, favorirono l’estensione delle fiamme e dopo tre giorni di fuoco il panorama mutò radicalmente.
cammino fino alla vetta non è dei più semplici e bisogna fare attenzione ai cartelli dei sentieri e alle tacche di vernice su pietre e alberi. Il tratto è lungo una decina di chilometri ed è possibile fare delle pause approfittando di piacevoli aree di sosta con tavoli e panchine per un pic nic ma non ci sono fontanelle. Portare una riserva d’acqua è quindi più che raccomandabile. C’è comunque una salita alternativa, meno faticosa e alla portata di tutti. Dalla chiesa di San Vito si imbocca via Monte Grappa fino a raggiungere una vecchia caserma. A quel punto la strada diventa sterrata, si sale dolcemente e si arriva in vetta passando per il Colle della Serva. In cima al monte, oltre a una chiesa romanica del X secolo, si trova un’alta croce e quasi sempre staziona un gruppo di appassionati di volo con parapendio e deltaplano. Monte San Giorgio è frequentato anche d’inverno: numerosi sono infatti i ciaspolatori che si avventurano da queste parti nei mesi freddi. Per gli appassionati di mountain bike si percorre invece lo sterrato che passa accanto alla chiesetta di San Valeriano e raggiunto il colle della Serva a 728 metri si sale alla cima con vari tornanti lungo il versante nord. Al giovane Bertrand è stato intitolato un sentiero che parte da Roletto, il paese di David, attraversa il parco del Monte Tre Denti-Freidour, la montagna di Cumiana, e giunge alla località Casa Martignona nel parco Monte San Giorgio dove il ragazzo perse la vita.