IL PENSIERO DI VIRGINIA
Labbra turgide, labbra a forma di cuore, labbra carnose, addirittura labbra rosso Coca Cola, parafrasando un famoso tormentone di quest’estate.
Alla forma delle labbra da sempre è associato il significato di passione ed amore, e nell’immaginario maschile sono un punto caldo di forte attrazione che trovandosi sul volto, sono tra le prime cose che si guardano e se poi sono voluttuose e piene, hanno anche un forte richiamo sessuale.
Oggi sempre di più il medico estetico si trova a rispondere alle più svariate richieste per migliorare, modellare o ringiovanire le labbra, a qualunque età. Ci facciamo rispondere da uno specialista di Medicina Estetica, il Dott. Massimiliano Giuliano, con studio a Torino e Milano, che per le labbra in questi ultimi anni è diventato un punto di riferimento:
Dott. Massimiliano Giuliano, labbra sottili, labbra a cuore, labbra normali, labbra russe, cosa ci può dire in merito?
“Per correggere eventuali asimmetrie, le piccole rughe, la disidratazione, la mancanza di volume, oggi si usano i Filler, a base di acido ialuronico, assolutamente sicuri se usati da mani esperte con un’ottima tecnica di base.
Nel mio studio io ho un “Lip Menù”, cioè una lista di Filler di varie aziende per labbra, che scelgo a seconda del paziente e della sua richiesta.
Il medico estetico deve saper essere un’artista, che è in grado, dopo aver osservato e parlato con la paziente, di valorizzare al massimo l’obiettivo prescelto, sia per aumentare i volumi, sia per dare maggiore estroflessione, sia per correggere e migliorare la forma.”
Perchè si definiscono labbra russe?
“Si chiama Russian Lips Medicina e consiste nel dare alle labbra la caratteristica bocca, che ricorda un cuore, proprio come quello delle bambole.
E’ un protocollo piuttosto elaborato che tende a sollevare più che a volumizzare, e richiede una notevole abilità da parte dello specialista ed è la richiesta del momento.”
Dott. Giuliano, è possibile fare un trattamento semplice che preveda delle labbra naturali con un contorno ben definito?
“Se il trattamento viene eseguito da un professionista esperto, l’armonia del volto non è mai stravolta.
E’ un trattamento ambulatoriale che dura circa trenta minuti, proprio per fare il progetto migliore e l’effetto è immediato e naturalizzato in due giorni. Il Filler labbra non è definitivo, e nel giro di quattro/sei mesi, le labbra tornano al proprio volume originale.
Io consiglio sempre di rivedersi dopo due mesi per ottimizzare il risultato e farlo durare ancora più a lungo.”
E quando parliamo di donne di una certa età?
“Il professionista esperto sa che è necessario restituire pienezza e volume alle labbra, minimizzare le rughe intorno alle stesse ma anche deve rigenerare l’epidermide per dare freschezza al viso, associando anche dei peeling full face, del botox e dei filler riempitivi per ridare struttura al viso.”
Scrivetemi a tuchiediloame@gmail.com o contattaci in redazione al numero 348 544 0956 e saremo felici di aprire un contatto diretto o una chat fra me e voi.!!
Virginia Sanchesi
In esposizione troviamo una cinquantina di opere di grande formato, spesso e con originalità presentate nella formula del dittico o del trittico, realizzate negli ultimi vent’anni e in cui il celebre fotografo altoatesino intende approfondire e documentare con strabiliante esattezza di particolari il tema dei cambiamenti (di qui il titolo della rassegna) dello spazio ambientale. Sia esso naturale, alpino soprattutto, ma anche specchio di architetture urbane in cui non manca di interagire l’uomo, causa concreta degli stessi mutamenti narrati da Niedermayr. Mutamenti spaziali, climatici, ma anche mentali, determinati dal rapporto ambiguo fra uomo e natura che il fotografo pare voler sottolineare attraverso tonalità quasi sempre poco contrastate e neutre, volte a muovere riflessioni morbide (mai impositive) su comportamenti che sarebbe giusto modificare o, per lo meno, limitare per non snaturare l’ambiente, trasformandolo in “altro”, quasi sempre di danno all’immagine originale e all’uomo stesso. “Le sue fotografie – racconta Walter Guadagnini, direttore di CAMERA e curatore della mostra insieme a Claudio Composti e Giangavino Pazzola – si fondano infatti sulle mutazioni che il paesaggio alpino ha subito e continua a subire e trovano la loro ragion d’essere e la loro identità proprio in questo elemento, nella presenza di qualcuno o qualcosa che ha cambiato, e continua a cambiare, l’elemento naturale”. L’interesse dunque di Niedermayr per l’indagine dei luoghi, del classico armonioso paesaggio dell’ambiente alpino- naturale, non è solo interesse di carattere geografico, ma anche e soprattutto di tipo sociale. “Per il fototografo altoatesino – sottolineano ancora i curatori– lo spazio fisico appare come perno di una relazione trasformativa tra ecologia, architettura e società”. Così, ad esempio, la presenza dell’uomo, in alcuni lavori della serie “Alpine Landschaften” (“Paesaggi Alpini”) è interpretata “come un parametro di misurazione delle proporzioni dei panorami alpini e al tempo stesso come metro politico del suo intervento nella metamorfosi degli equilibri naturali”. Intenzioni rimarcate anche nella serie “Portraits” dove i cannoni sparaneve ripresi durante la stagione estiva – quindi inattivi e coperti da teli– diventano ambigue surreali presenze che abitano il paesaggio. In mostra sono esposte anche due dittici inediti realizzati a seguito di una committenza che ha permesso a Niedermayr di scattare, a inizio anno, nel cantiere di Palazzo Turinetti a Torino che diventerà la quarta sede delle “Gallerie d’Italia” di Intesa Sanpaolo in Piazza San Carlo. In apertura, nei primi mesi del 2022, il Museo sarà dedicato prevalentemente a fotografia e a videoarte.