Sabato 14 agosto 2021 alle 12 di fronte alla Prefettura di Torino, presidio di solidarietà con il popolo ungherese e di indignazione per il loro Governo.
A Torino come a Berlino, Copenhagen, Cracovia, Dublino, Stoccolma, Sofia e altre città in Europa presidio contro l’Ungheria di Orban ed il suo sistema liberticida.
L’8 luglio scorso è entrata in vigore in Ungheria una Legge che vieta la cosiddetta propaganda gay, ovvero la semplice presenza di personaggi gay o contenente un qualsiasi tipo di supporto alla causa LGBT+ che possa essere visto da minori. Qualsiasi contenuto che mostri relazioni LGBT+, una transizione verso un altro genere, o immagini della bandiera arcobaleno sarà ora etichettato come “non raccomandato per i minori di 18 anni” e potrà essere trasmesso in televisione solo tra le 22 e le 5 del mattino.
La legge si estende anche all’educazione sessuale, e solo gli insegnanti e le organizzazioni approvate dal governo potranno insegnare questa materia.
Il governo ungherese sostiene che la legislazione mira a “proteggere i bambini”, ma semmai è vero il contrario. Soffiando sul fuoco dell’omofobia e della transfobia, i bambini e le famiglie LGBT+ sono messi ulteriormente a rischio di discriminazione e violenza.
Questa non è la prima volta che le famiglie arcobaleno e i loro figli sono sotto attacco in Ungheria: nel 2020, il Parlamento ha votato una legge che impedisce, di fatto, alle coppie gay di adottare bambini, limitando la possibilità di adozione alle coppie sposate.
E non è il primo provvedimento che restringe le libertà di espressione in quel Paese: ricordiamo la riforma del sistema di giustizia e l’assoggettamento della magistratura al Governo, la riforma del sistema di informazione e la chiusura di molte voci critiche del Governo stesso, le campagne contro la comunità ebraica, contro Soros, contro i ROM.
La qualità della vita di centinaia di migliaia di persone omosessuali e transgender, di donne, di oppositori del regime di Orban è visibilmente peggiorata in questi ultimi anni nel Paese. Mentre quel Paese ha continuato e continua a beneficiare di tutti i contributi economici (e non solo) che il far parte dell’Europa comporta.
E’ una situazione intollerabile contro la quale si sono espresse le maggiori Istituzioni comunitarie ed il 15 luglio la Presidente della Commissione europea ha annunciato una azione legale contro l’Ungheria di Orban, mentre il 21 Orban stesso ha risposto convocando un referendum popolare (Quando? Come? con quali domande? … ) per avere una copertura “popolare” della sua Legge contro la Propaganda gay.
Il senso di questo Presidio è semplice e diretto: siamo qui, a controllare quello che fate, a valutare ogni vostra mossa, ad aiutare il popolo ungherese contro soprusi, vessazioni, restringimenti della libertà. A difendere quell’Europa dei Diritti che in Ungheria, ma anche in altri Paesi, è calpestata.
L’iniziativa è stata lanciata a livello internazionale dall’Associazione ALL OUT, in Italia dall’Associazione Radicale Certi Diritti. A Torino è stata organizzata dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta e il contributo del Coordinamento Torino Pride e dell’Associazione radicale Marco Pannella.

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Grande la soddisfazione all’interno dell’associazione ambientalista: «l’organizzazione di attività formative reciproche nelle materie di interesse comune e lo sviluppo di sinergie per la valorizzazione delle aree naturali protette, saranno altri ambiti operativi con cui intenderemo collaborare attivamente con l’Arma dei Carabinieri», ha affermato il Presidente nazionale Carlo De Falco. «Anche al di fuori delle casistiche individuate nel Protocollo, in presenza di convergenti interessi istituzionali e della possibilità di sviluppare ulteriori sinergie, – afferma Ivan Gallon, Commissario per il G.R.E. Piemonte – ci siamo reciprocamente impegnati a fornire reciproca collaborazione al fine di perseguire e realizzare l’interesse della collettività in tutto il territorio regionale». I Gruppi di Ricerca Ecologica sul territorio piemontese sono particolarmente attivi a Torino e provincia e nella Provincia di Alessandria. Due gli elementi determinanti alla base di questo storico accordo. Da un lato i compiti istituzionali dell’ARMA DEI CARABINIERI, quale forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza, così come definiti nel Codice dell’Ordinamento Militare, nonché i peculiari compiti nel settore della tutela dell’ambiente. Dall’altro le finalità dell’Associazione di protezione ambientale “GRUPPI RICERCA ECOLOGICA” quale organizzazione impegnata sin dal 1978 per la valorizzazione e la tutela dell’ambiente tramite la ricerca delle cause dirette ed indirette del progressivo disfacimento degli ecosistemi, la difesa l’ambiente da tutte le degradazioni e dagli attacchi distruttivi da chiunque perpetrati, la denuncia di ogni scelta di produzione e di consumo errate che, incidendo nel precario equilibrio ecologico perché inquinanti e nocive, attentano alla sopravvivenza delle specie animali e vegetali. Nella consapevolezza che la conservazione dell’ambiente richiede sinergie tra istituzioni e associazioni per tutelare un patrimonio che è parte fondamentale dell’identità nazionale, Arma dei Carabinieri e GRE hanno pertanto deciso di disciplinare una collaborazione triennale, nei fatti già attiva da anni in forza delle attività operativa di tutela del territorio da parte delle decine di volontari dei GRE. Ed infatti le aree prevalenti di collaborazione saranno iniziative per la salvaguardia del territorio e il rispetto della normativa a tutela dell’ambiente, anche tramite attività di monitoraggio informativo in coordinazione tra le Parti. Ma anche la promozione di attività di ricerca e approfondimento sulle tematiche ambientali e lo svolgimento di attività congiunte di studio, ricerca, monitoraggio, divulgazione ed educazione ambientale per il rispetto della legalità e per la conoscenza del patrimonio naturale e della biodiversità, in particolare a favore dei giovani, nonché per la conservazione delle specie animali e vegetali e degli habitat di interesse comunitario, con particolare riferimento alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) ed ai Siti di Interesse Comunitario (SIC) all’interno delle Riserve Naturali Statali amministrate dai Reparti Carabinieri Biodiversità.